Domande Frequenti

Vorrei eseguire il FAT PROFILE. Come posso fare? È preferibile eseguire il Fat Profile attraverso uno dei medici specialisti elencati nella sezione “Dov’è disponibile” di questo sito, in maniera da avere anche un’assistenza medica personalizzata una volta ricevuto il referto. Qualora non lo si ritenga necessario, è possibile ricevere il kit direttamente a casa prenotandolo via Email all'indirizzo lipinutragen@isof.cnr.it o telefonando allo 051-6398298 dal lunedì al venerdì all’interno delle fascie orarie 11,00-13,00 e 16,00-18,00.

Sono incinta, posso eseguire il FAT PROFILE? Non solo può, ma dovrebbe eseguire il Fat Profile poiché i lipidi necessari per lo sviluppo del feto provengono dalle riserve materne. In particolare il DHA (acido grasso della famiglia degli omega-3) è fondamentale per lo sviluppo e la maturazione di cervello, sistema nervoso centrale e retina del nascituro e le future capacità cognitive del neonato dipendono da questo acido grasso.

Da anni sono in lotta con il mio peso e alla ricerca della mia dieta ideale. Il FAT PROFILE mi può aiutare? Sì, perché conoscendo le condizioni della membrana e potendo intervenire con strategie nutrizionali e nutraceutiche mirate, la persona obesa ha maggiori probabilità di riuscire a riequilibrarsi e riprendere l’attività metabolica regolare; questo è fondamentale per l’equilibrio ponderale.

Dopo un leggero infarto sto prendendo, tutti i giorni da 1 anno, un integratore di olio di pesce che contiene un grammo di omega-3. Con il  FAT PROFILE posso valutare se ciò che sto facendo è corretto? Il Fat Profile può monitorare gli effetti delle terapie con gli olii di origine naturale  e può evidenziare gli effetti di un sovradosaggio. L’assunzione di integratori alimentari  e di acidi grassi in particolare, deve essere regolata da una effettiva necessità, infatti se tali integratori vengono assunti in condizioni di stress cellulare (frequente negli infartuati), oppure in presenza di radicali liberi si formano metabolici tossici che non solo non hanno alcun effetto benefico, ma possono, addirittura, risultare dannosi. Con il Fat Profile è possibile valutare il fabbisogno reale del singolo individuo

Ho una familiarità per malattie neurodegenerative (il papà soffre di alzheimer ed ho una zia materna affetta da sclerosi multipla). Posso trovare una indicazione di prevenzione con il FAT PROFILE? Il Fat Profile è un ideale mezzo di prevenzione tramite l’alimentazione ovvero tramite una dieta adeguata al proprio stato metabolico. Infatti, seguendo la composizione della membrana eritrocitraria è possibile delineare un profilo che riassume il comportamento alimentare ed il funzionamento metabolico generale.

Ho un bambino autistico. Può essere utile eseguire un FAT PROFILE? Nell’autismo sono state raccolte evidenze scientifiche sulle deficienze delle piste di acidi grassi essenziali e sulla presenza di stress radicalico. Il Fat Profile è un supporto completo per la comprensione del metabolismo lipidico con anche la valutazione dello stress radicalico che, combinato con altri parametri clinici, permette l’individuazione dei punti chiave di personalizzazione della terapia.

Ogni anno con l’arrivo della primavera arriva puntuale anche l’allergia. Posso avere un beneficio facendo il FAT PROFILE? Si può averlo facendo il Fat Profile  sei mesi prima del periodo in cui lei soffre di allergia. A seguito dell’analisi possono essere evidenziate carenze di acidi grassi che sono molto importanti per le funzioni  immunitarie.

Soffro di dermatite, la pelle si arrossa, si squama ed ho molto prurito. Il  FAT PROFILE mi può aiutare?
Certamente, poichè il campo del “benessere” cutaneo o delle malattie dermatologiche é direttamente coinvolto dalla possibilità di valutazione della composizione lipidica delle membrane cellulari. Con il Fat Profile possono essere evidenziate carenze o eccessi di acidi grassi fondamentali per l’idratazione e l’infiammazione cutanea.

Faccio sport con regolarità e vorrei assumere integratori per aumentare la mia performance, Il FAT PROFILE può darmi indicazioni? Sicuramente il Fat Profile può aiutarla a conoscere il suo fabbisogno reale al fine di intervenire con le integrazioni nutraceutiche più opportune.  

Da anni sono in lotta con dei valori di transaminasi e gamma GT fuori controllo.

AL momento sembra che le uniche soluzioni siano di seguire una dieta (non ben specificata in ospedale) o sottoporsi a regolari salassi. Attraverso il FAT PROFILE e' possibile tentare di identificare fattori e possibili soluzioni in modo piu' specifico?
Con il FAT PROFILE, ovvero esaminando il profilo dei lipidi delle membrana eritrocitaria, si possono ottenere informazioni molto importanti sul funzionamento epatico. Tutte le trasformazioni che riguardano questi lipidi e gli enzimi coinvolti nella loro biosintesi sono proprio nel fegato, e la vita media della membrana eritrocitaria (120 giorni) consente di raccogliere il risultato di una serie di fattori metabolici, fornendo una visione funzionale dello stato del soggetto nel formare il compartimento della membrana. Vale la pena di sottolineare che solo le informazioni derivanti dall'esame della membrana possono essere utilizzate a questo scopo, mentre se i lipidi che si esaminano derivano dal plasma oppure da sangue intero le informazioni risultano "mescolate" e confuse anche dall'apporto lipidico dell'alimentazione a breve termine.  Se nel FAT PROFILE si evidenziano alcuni blocchi del funzionamento enzimatico, nonche' stress cellulare e da radicali liberi, il medico può utilizzare questi dati per individuare una strategia di ripristino adeguata al soggetto e monitorare  la risposta tramite un controllo del profilo dopo 4 mesi di terapia.

 

Sono una donna di 46 anni ed ho sempre avuto la pelle molto secca nonostante usi

latte detergente, tonico e la crema mattino e sera. Ho sempre la sensazione di pelle che tira come se avesse sete. Mi chiedevo se il FAT PROFILE potrebbe essermi di aiuto? E’ ampiamente dimostrato che la carenza di acidi grassi essenziali si ripercuote anche a livello cutaneo ed uno dei segni clinici più evidenti è la secchezza. E’ quindi importante verificarne la quantità e l’equilibrio nella membrana cellulare dei globuli rossi e questo è possibile farlo eseguendo il FAT PROFILE .

 

Ho letto il referto lipidomico e trovo una scala a tre colori dove vi è  una freccia con una percentuale che mi indicano una condizione di squilibrio forte nel rosso del 15%. Cosa significa? L'indice numerico presentato con la scala a colori è l'indice MUI, ovvero l'indice di squilibriodella membrana cellulare (Membrane UnbalanceIndex), che è un dato disponibile unicamente nel FAT PROFILE. Tramite un algoritmo appositamente studiato dai ricercatori di Lipinutragen, sulla base dei valori degli acidi grassi trovati nella membrana eritrocitaria del soggetto, si può ricavare un indice numerico che riassume in modo immediato e semplificato la situazione di sbilanciamento in cui si trova l'individuo. Il numero va da 0 a 100 ovvero in percentuale può indicare se lo squilibrio della membrana è iniziale, coinvolgendo solo inizialmente piccole percentuali di acidi grassi (0-15), oppure coinvolge gli acidi grassi in modo più massiccio e su più piste, influenzando più pesantemente il normale funzionamento cellulare (>40-50%). Il colore della scala indica se nella condizione di squilibrio trovata nell'individuo vi siano già alcuni indicatori di rischio. Per uno squilibrio lieve (zona verde) si parla di una condizione normale, perche' gli acidi grassi trovati fuori della norma (in eccesso o difetto) non compromettono il normale funzionamento cellulare. Lo squilibrio moderato (zona gialla) si verifica se alcune piste di acidi grassi non sono nella norma, compatibilmente con qualche situazione di sbilanciamento di natura fisiologica, senza correlazione con indicatori di rischio. L'indice nella zona rossa suggerisce che alcune piste o valori di acidi grassi sono fuori della norma, e questa volta si tratta di "indicatori" di rischio ben noti per lo sviluppo di uno stato di difficoltà cellulare. Comunque si deve sottolineare che lo squilibrio forte (zona rossa) non indica necessariamente una patologia in atto. Per es., è ben noto che l'eccesso di acidi grassi saturi è un fattore di rischio per lo sviluppo di malattie cardiovascolari o neurologiche, oppure che l'acido arachidonico in eccesso indichi la progressione di uno stato infiammatorio. Trovare questi valori alti porta l'indice nella zona rossa, ma non significa che l'individuo sviluppera' queste malattie! Se si troverà l'indice MUI nella zona rossa significa soltanto che il soggetto sarà più motivato a seguire le indicazioni del suo medico per ripristinare le condizioni di normalità al piu' presto possibile, tanto più se si trova in condizioni di salute.
Il FAT PROFILE con l'indice MUI diviene cosi' un'efficace ed utile misura "molecolare" del benessere, perchè individuando la presenza di squilibrio cellulare si può attuare una strategia personalizzata di prevenzione e di miglioramento della qualità della vita.


L'indice MUI e la scala a colori possono trovarsi nella zona rossa sia in caso di malattia che in caso di assenza di patologie? Si', e' possibile trovare la condizione di squilibrio e l'indice MUI nella zona rossa in entrambi i casi . Difatti l'indice MUI non indica necessariamente che sia in atto una patologia, ma indica che la membrana cellulare di quel soggetto si trova in una condizione di forte squilibrio, ovvero con un eccesso o difetto di alcuni acidi grassi che sono ben noti indicatori di rischio per alcune patologie (acidi grassi saturi, acido arachidonico, acidi grassi omega-3). Nel caso che l'individuo non si trovi ancora in una condizione patologica, la conoscenza del suo MUI gli permettera' di attuare una strategia su consiglio medico per riportare l'equilibrio di membrana alla norma, effettuando una vera e propria prevezione a livello molecolare e salvaguardando la sua qualita' di vita. In presenza di patologie, l'individuo può ugualmente seguire una strategia di ripristino dell'indice MUI perche' cio' gli/le consentira' di affrontare con maggiore resistenza ed ottimismo la condizione di malattia, salvaguardando la qualità della vita, e permetterà alle terapie mediche di poter funzionare su un organismo meno "provato", poichè con l'equilibrio della composizione degli acidi grassi si ripristina l'organizzazione e si migliora la ricettività a livello delle membrane cellulari.


 

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