<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>arterosclerosi Archivi &#8226; Lipinutragen</title>
	<atom:link href="https://www.lipinutragen.it/tag/arterosclerosi/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://www.lipinutragen.it/tag/arterosclerosi/</link>
	<description>Lipidomica e Nutraceutica</description>
	<lastBuildDate>Tue, 10 Feb 2026 18:36:56 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=6.9.4</generator>

<image>
	<url>https://www.lipinutragen.it/wp-content/uploads/cropped-favicon-32x32.png</url>
	<title>arterosclerosi Archivi &#8226; Lipinutragen</title>
	<link>https://www.lipinutragen.it/tag/arterosclerosi/</link>
	<width>32</width>
	<height>32</height>
</image> 
	<item>
		<title>Lipidomica e rischio cardiovascolare</title>
		<link>https://www.lipinutragen.it/lipidomica-e-rischio-cardiovascolare/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lipinutragen]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 16 Jul 2015 13:13:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Metabolismo e nutrizione]]></category>
		<category><![CDATA[Salute e nutrizione molecolare]]></category>
		<category><![CDATA[antiossidanti]]></category>
		<category><![CDATA[arterosclerosi]]></category>
		<category><![CDATA[infiammazioni]]></category>
		<category><![CDATA[ipertensione]]></category>
		<category><![CDATA[obesità]]></category>
		<category><![CDATA[omega3]]></category>
		<category><![CDATA[PUFA]]></category>
		<category><![CDATA[rischio cardiovascolare]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.lipinutragen.it/?p=2042</guid>

					<description><![CDATA[<p>L'articolo "<a href="https://www.lipinutragen.it/lipidomica-e-rischio-cardiovascolare/">Lipidomica e rischio cardiovascolare</a>" è online sul blog di <a href="https://www.lipinutragen.it">Lipinutragen</a></p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div class="et_pb_section et_pb_section_0 et_section_regular" >
				
				
				
				
				
				
				<div class="et_pb_row et_pb_row_0">
				<div class="et_pb_column et_pb_column_4_4 et_pb_column_0  et_pb_css_mix_blend_mode_passthrough et-last-child">
				
				
				
				
				<div class="et_pb_module et_pb_text et_pb_text_0  et_pb_text_align_left et_pb_bg_layout_light">
				
				
				
				
				<div class="et_pb_text_inner"><p>&nbsp;</p>
<p>Le patologie cardiovascolari (CV) rimangono, a livello mondiale, la principale causa di morte ed uno dei fattori di disabilità che influenzano la qualità della vita.<br />Elevati livelli di colesterolo sono tra i responsabili dell’incremento del rischio cardiovascolare insieme a fumo, abuso di alcool, ipertensione, e obesità.<br />In particolare l’eccesso di colesterolo è responsabile per il 56% dei casi di patologie coronariche (CHD), e per il 18% di episodi ischemici (2002 data).</p>
<p>E’ inoltre il principale fattore di rischio nell’ arterosclerosi; un disordine infiammatorio cronico caratterizzato da accumulo di lipidi e colesterolo e dallo sviluppo di placche fibrotiche lungo le pareti arteriose, un processo che coinvolge massivamente cellule del sistema immunitario come i macrofagi.</p>
<p>Studi osservazionali, sperimentali e trial clinici sulla prevenzione primaria in pazienti precedentemente colpiti da infarto del miocardio, hanno dimostrato l’effetto b<b>e</b>nefico degli acidi grassi poliinsaturi (PUFA) n-3, noti anche come mediatori primari dell’infiammazione.</p>
<p>I PUFA n-3, acido eicosapentaenoico (EPA) e acido docosaesaenoico (DHA), hanno prodotto effetti positivi nella prevenzione CV primaria e secondaria, come dimostrato da 4 trial di quasi 40.000 partecipanti con somministrazione di EPA con e senza DHA.</p>
<p>L’assunzione di PUFA n-3 riduce, inoltre, il rischio di mortalità cardiovascolare.</p>
<p>I meccanismi che spiegano la protezione da parte degli omega-3 nella prevenzione primaria e secondaria si ricollegano a note proprietà di questi PUFA, in grado di ridurre la concentrazione di triacilgliceroli ematici, la produzione di fattori di crescita, di molecole di adesione, di eicosanoidi infiammatori e di citochine pro-infiammatorie.</p>
<p>Inoltre sono in grado di ridurre la pressione sanguigna, di incrementare la produzione di ossido nitrico, il rilassamento endoteliale; riducono gli eventi trombotici e le aritmie cardiache.</p>
<hr class="lpn-sep" />
<h2><span style="color: #737373; font-size: 20pt;">Importanza della dieta:</span></h2>
<h3><em><span style="color: #a56b39; font-size: 18pt;">gli acidi grassi e le lipoproteine plasmatiche</span></em></h3>
<p>La correlazione tra l&#8217;apporto di grassi dalla dieta, le lipoproteine plasmatiche e la morbosità e mortalità associate alle malattie cardiovascolari è stata oggetto di numerosi studi, basati sulla crescente importanza della corretta alimentazione, intesa in termini di quantità e soprattutto <b>qualità della componente lipidica assunta con la dieta</b>.</p>
<p>Essa infatti, si ripercuote sulla concentrazione plasmatica di colesterolo e, di conseguenza, sul rischio di sviluppare patologie cardiovascolari.</p>
<p>L&#8217;anello di congiunzione tra questi elementi viene frequentemente indicato con l&#8217;appellativo di <b>PARADIGMA DIETA- CUORE</b>, in cui la <b>lipidomica riveste un ruolo essenziale.</b></p>
<p>In particolare è ben noto e dimostrato che gli acidi grassi saturi (SFA) ingeriti con gli alimenti posseggono un potente effetto sull&#8217;incremento del colesterolo plasmatico; essi incrementano i livelli sia delle LDL che delle HDL plasmatiche, ma l&#8217;effetto sulle prime è di gran lunga superiore [1].</p>
<p>L&#8217;effettivo ruolo dei grassi saturi nell&#8217;incremento del rischio di CVD è riferito soprattutto agli SFA tra 12 e 16 C (acido laurico, miristico e palmitico), mentre l&#8217;acido stearico (C18:0) non sembra incrementare i livelli di colesterolo LDL [2].</p>
<hr class="lpn-sep" />
<p><strong class="credits-label">Bibliografia:</strong><br /><span style="font-size: 12pt;">(1) Salter AM and White DA 1996. <em>Effects of dietary fat on cholesterol metabolism: regulation of plasma LDL concentration.</em> Nutrition Research Reviews 9, 241–257<br />(2) Yu SM, Derr J, Etherton TD and Kris-Etherton PM 1995. <em>Plasma cholesterolpredictive equations demonstrate that stearic acid is neutral and monounsaturated fatty acids are hypocholesterolemic</em>. American Journal of Clinical Nutrition 61, 1129–1139</span></p>
<hr class="lpn-sep" />
<p><strong class="credits-label">Articoli a cura di:</strong><br /><span style="font-size: 12pt;"> <em>Dr. Francesco Bonucci &#8211; Biologo Nutrizionista</em></span><br /><span style="font-size: 12pt;"> <em>Prof.ssa Maria Rosaria Faraone Mennella &#8211; Professore di Chimica Biologica Univ. Federico II di Napoli</em></span></p>
<p>&nbsp;</p></div>
			</div>
			</div>
				
				
				
				
			</div>
				
				
			</div>
<p>L'articolo "<a href="https://www.lipinutragen.it/lipidomica-e-rischio-cardiovascolare/">Lipidomica e rischio cardiovascolare</a>" è online sul blog di <a href="https://www.lipinutragen.it">Lipinutragen</a></p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
	</channel>
</rss>
