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	<title>dieta veg Archivi &#8226; Lipinutragen</title>
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	<description>Lipidomica e Nutraceutica</description>
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	<title>dieta veg Archivi &#8226; Lipinutragen</title>
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		<title>DIETE VEG e LIPIDOMICA DI MEMBRANA</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lipinutragen]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 21 Oct 2022 06:30:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Metabolismo e nutrizione]]></category>
		<category><![CDATA[Salute e nutrizione molecolare]]></category>
		<category><![CDATA[dieta veg]]></category>
		<category><![CDATA[dieta vegetariana]]></category>
		<category><![CDATA[veg]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L'articolo "<a href="https://www.lipinutragen.it/diete-veg-e-lipidomica-di-membrana/">DIETE VEG e LIPIDOMICA DI MEMBRANA</a>" è online sul blog di <a href="https://www.lipinutragen.it">Lipinutragen</a></p>
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				<div class="et_pb_text_inner"><p><img fetchpriority="high" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-12402" src="https://www.lipinutragen.it/wp-content/uploads/regimi-veg-lipidomica.jpg" alt="" width="800" height="304" /></p>
<h2><span style="font-size: 18pt;"><span style="color: #737373;">Attenzione all’apporto di grassi polinsaturi essenziali<br /></span></span></h2>
<p>Secondo il rapporto EURISPES 2022 [1], in Italia i <strong>vegetariani</strong> rappresentano il <strong>5,4%</strong> della popolazione mentre i <strong>vegani</strong> si attestano attorno all&#8217;<strong>1,3%</strong>. Tra i giovani la scelta vegana è più diffusa (il 4,8% di chi ha tra <u>18 e 24 anni</u>), mentre al polo opposto di trovano gli over 64 (0,2%). La maggior adesione all’alimentazione vegetariana è riscontrabile nella fascia di età che racchiude i <u>25-34enni</u> (6,4%).</p>
<p>Le motivazioni che spingono verso il vegetarianesimo sono di ordine salutistico, etico, ambientale o l’insieme di questi. Seguire una dieta vegetariana ha numerosi effetti positivi sulla salute, come la minore incidenza di patologie cardiovascolari, obesità, ipertensione, diabete e alcuni tipi di tumore.</p>
<p>Tuttavia, vista la diffusione dei regimi VEG (vegetariani e vegani) nelle fasce di età più giovani, è importante che l&#8217;impostazione della dieta sia corretta affinchè il beneficio sulla salute sia reale nel breve periodo, ma anche in termini di prevenzione di malattie croniche la cui insorgenza è maggiore nelle fasce di età successive.</p>
<h3><span style="font-size: 18pt;"><span style="color: #737373;">Consumo di grassi nelle diete VEG<br /></span></span></h3>
<p>Una differenza notevole fra vegetariani e onnivori riguarda il <strong>tipo e la quantità di grassi</strong> nella dieta. Le diete vegetariane hanno generalmente un contenuto totale di grassi leggermente inferiore rispetto alle diete onnivore (28–32% per i vegani, 30–34% per i vegetariani e 34–36% per gli onnivori) [2], di cui la percentuale di <strong>grassi saturi</strong> risulta notevolmente inferiore, soprattutto nei regimi vegani il cui apporto da prodotti lattiero-caseari e uova è nullo. L&#8217;assunzione di acidi <strong>grassi trans</strong> dipende fortemente dalla quantità di alimenti trasformati consumati abitualmente nella dieta (margarine, prodotti ultraprocessati a base di oli di semi e derivati della soia).</p>
<p>Per quanto riguarda gli <strong>acidi grassi polinsaturi PUFA</strong> omega-3 e omega-6, e il conseguente apporto di <strong>acidi grassi essenziali EFA</strong> (acido alfa-linolenico ALA, acido linoleico LA), generalmente nei regimi vegetariani/vegani:</p>
<p style="padding-left: 40px;">&#8211; il consumo di omega-6 è molto maggiore del consumo di omega-3 data la naturale scarsità di fonti acido alfa-linolenico rispetto a quelle di acido linoleico, quest&#8217;ultimo abbondante negli oli di semi di comune <a href="https://www.lipinutragen.it/olio-in-cucina/" target="_blank" rel="noopener"><u>uso in cucina</u></a></p>
<p style="padding-left: 40px;">&#8211; il consumo di EPA e DHA (PUFA a lunga catena) è scarso nei vegetariani (poichè dipende esclusivamente dal consumo di uova) e nullo nei vegani.</p>
<p>Il risultato è un elevato sbilanciamento del rapporto omega-6/omega-3 (circa 15:1-20:1), paragonabile a quello della dieta occidentale di alcuni paesi europei, come Olanda, Germania e Italia, in cui è scarso il consumo di pesce [3]. In conclusione, per quanto riguarda il bilanciamento PUFA e l&#8217;apporto di grassi essenziali, il vegetarianesimo non offre vantaggi nutrizionali rispetto alla dieta onnivora.</p>
<h4 style="padding-left: 40px;"><span style="font-size: 18pt;"><span style="color: #737373;">Conversione degli acidi grassi essenziali ALA e LA<br /></span></span></h4>
<p style="padding-left: 40px;">L&#8217;acido linoleico (progenitore omega-6) e alfa-linolenico (progenitore omega-3) si definiscono essenziali poichè l&#8217;organismo non è in grado di sintetizzarli. Gli esseri umani sono però in grado di convertire LA e ALA in acidi grassi fisiologicamente più attivi attraverso una serie di reazioni di allungamento e desaturazione. LA viene convertito in DGLA e acido arachidonico, mentre ALA ad EPA e DHA. Gli acidi grassi altamente insaturi risultanti sono necessari per la funzione della membrana cellulare, per lo sviluppo e il funzionamento del cervello e del sistema nervoso e per la produzione di eicosanoidi (trombossani, leucotrieni, prostaglandine e prostacicline) indispensabili per il corretto svolgimento dei <a href="https://www.lipinutragen.it/come-misurare-infiammazione/" target="_blank" rel="noopener"><u>processi infiammatori</u></a>.</p>
<p style="padding-left: 40px;">Mentre la conversione di LA in AA è tipicamente molto efficiente, la conversione di ALA in EPA e DHA lo è molto meno: solo il 5–10% di ALA viene convertito in EPA e, di questo, solo il 2–5% in DHA. Gli acidi grassi a catena lunga delle famiglie omega-6 e omega-3 generalmente non sono considerati essenziali perché l&#8217;organismo possiede i sistemi enzimatici  sintetizzarli a partire dai progenitori. Tuttavia,<strong> vista la competizione delle piste omega-6 e omega-3 per gli stessi enzimi di conversione e le basse percentuali di trasformazione di EPA e DHA, questi ultimi sono considerati semi-essenziali </strong>e si consiglia di assumerli attraverso il consumo di alimenti che ne sono ricchi.</p>
<h4 style="padding-left: 40px;"><span style="font-size: 18pt;"><span style="color: #737373;">Cosa comporta una deficienza di acidi grassi essenziali?</span></span></h4>
<p style="padding-left: 40px;">Gli <strong><a href="https://www.lipinutragen.it/acidi-grassi-polinsaturi" target="_blank" rel="noopener">acidi grassi PUFA</a></strong> a lunga catena sono precursori di molecole necessarie per il corretto equilibrio del processo infiammatorio. Uno squilibrio nella produzione di queste molecole che hanno diverse e opposte funzioni (proinfiammatori, antiinfiammatorie o risolutorie) è associato a un elevato rischio di insorgenza di numerosi stati patologici, tra cui malattie cardiache, tumori, diabete, disturbi immunitari/infiammatori e neurodegenerativi.</p>
<p style="padding-left: 40px;">L&#8217;acido docosaesaenoico DHA è anche un importante componente strutturale delle membrane cellulari della materia grigia del cervello, della retina e delle cellule del muscolo. Come conseguenza, bassi livelli di DHA sono stati associati a diversi disturbi neurologici e comportamentali, come depressione, schizofrenia, morbo di Alzheimer e ADHD, ridotta acuità visiva e alterato sviluppo cerebrale nei bambini.</p>
<h3><span style="font-size: 18pt;"><span style="color: #737373;">Analisi lipidomica nei vegetariani e vegani<br /></span></span></h3>
<p>Da un&#8217;analisi di 177 profili lipidomici di persone vegetariane (N=123) e vegane (N=54) presenti nella banca dati Lipinutragen emerge che gli squilibri più comunemente incontrati sono:</p>
<p>&#8211; eccesso di acido arachidonico nel 63% dei vegetariani e nel 52% dei vegani</p>
<p>&#8211; una carenza di DHA in più del 60% dei vegetariani e dei vegani</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-12392" src="https://www.lipinutragen.it/wp-content/uploads/banca-dati-LIPI_11.jpg" alt="" width="700" height="297" />Questo dato è in linea con gli apporti nutrizionali dei due regimi dietetici (carenza di fonti di DHA, forte eccesso di omega-6) e con il metabolismo degli acidi grassi del nostro organismo che è influenzato sia dall&#8217;efficienza delle conversioni enzimatiche, ma anche dall&#8217;eccesso o dalla carenza di alcuni nutrienti che le influenzano (come ad esempio il consumo di carboidrati che, attraverso l&#8217;insulina, favorisce la biosintesi di acido arachidonico).</p>
<h3><span style="font-size: 18pt;"><span style="color: #737373;">Come si possono garantire adeguati livelli di PUFA nei vegetariani e nei vegani?<br /></span></span></h3>
<p>Ci sono 2 approcci per migliorare l&#8217;apporto di acidi grassi essenziali nei regimi VEG:</p>
<p style="padding-left: 40px;">1) Massimizzare la conversione di ALA in EPA e DHA.</p>
<p style="padding-left: 40px;">2) Fornire una fonte diretta di EPA e DHA.</p>
<p>Nell&#8217;impossibilità di equilibrare il consumo di fonti di EPA e DHA (presenti in pesce e carne) con i più ubiquitari omega-6, LA e acido arachidonico, è innanzitutto necessario <strong>monitorare l&#8217;equilibrio dei PUFA nelle membrane cellulari</strong> per poi operare opportune scelte nutrizionali basate sulle reali necessità della persona.</p>
<p>Per rinforzare la pista omega-3 nei vegetariani/vegani, che non assumono fonti dirette di EPA e DHA, è possibile raddoppiare l&#8217;assunzione di ALA da fonti vegetali come semi di lino e noci. Allo stesso tempo, è possibile migliorare (cioè diminuire) il rapporto omega-6/omega-3 in modo che, complessivamente, a livello enzimatico, sia <strong>favorita la conversione di ALA in EPA e DHA</strong>. Questo si può ottenere puntando ad un rapporto omega-6/omega-3 compreso fra 2:1 e 4:1. Per questo motivo, <strong>l&#8217;aumento di consumo di ALA</strong> dovrà essere accompagnato dalla <strong>diminuzione del consumo di LA</strong> evitando, in primo luogo, di usare gli oli da cucina ricchi di omega-6 come l&#8217;olio di semi di girasole (53% LA), l&#8217;olio di mais (52% LA), l&#8217;olio di arachide (28% LA) l&#8217;olio di semi di vinacciolo 8%LA) e l&#8217;olio di soia (54% LA). Anche gli alimenti processati, i pasti pronti e gli spuntini vegetariani, ormai diffusi negli scaffali del supermercato, vanno moderati poichè preparati con soia e con i suddetti oli vegetali. Invece, gli alimenti integrali arricchiti di semi di girasole, semi di zucca, semi di sesamo, frutta secca al naturale (ad eccezione di arachidi e pistacchi) non devono essere evitati ma consumati in modo equilibrato, in quanto forniscono anche acidi grassi monoinsaturi (acido oleico) e una varietà di altri componenti dietetici benefici, tra cui fibre, vitamine del gruppo B, vitamina E e oligominerali.</p>
<p>Infine, per coloro che hanno un aumentato fabbisogno di EPA e DHA (ad esempio donne in gravidanza o in allattamento, malati di malattie neurologiche) o che possono presentare un&#8217;alterata conversione enzimatica nelle vie degli acidi grassi PUFA (ad es. diabetici e anziani) sarebbe opportuno provvedere ad introdurre <strong>fonti dirette di EPA e DHA</strong> in modo precauzionale o a seguito di analisi lipidomica di membrana per definire un piano di integrazione personalizzato e monitorare l&#8217;andamento dei livelli di acidi grassi essenziali nel tempo.[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column][vc_empty_space height=&#8221;40px&#8221;][separator width=&#8221;95%&#8221; height=&#8221;1px&#8221; color=&#8221;#dddddd&#8221; margin_top=&#8221;20px&#8221; margin_bottom=&#8221;20px&#8221;][vc_column_text css=&#8221;.vc_custom_1666099266439{padding-top: 10px !important;padding-bottom: 10px !important;}&#8221;]<span style="color: #737373; font-size: 12pt;"><strong class="credits-label">Articolo a cura del Gruppo Redazionale di Lipinutragen</strong></span></p>
<p><span style="font-size: 12pt;">I consigli alimentari presenti nell’articolo non sono da intendersi sostitutivi di un piano alimentare personalizzato e sono da adattare ai casi specifici.</span></p>
<hr class="lpn-sep" />
<p><strong class="credits-label">Bibliografia:</strong></p>
<p><span style="font-size: 12pt;"><em>[1] https://eurispes.eu/news/sintesi-dei-risultati-del-rapporto-italia-2022/<br /></em></span><span style="font-size: 12pt;"><em>[2] Messina MJ, Messina VL. The dietitian’s guide to vegetarian diets: issues and applications. Gaithersburg, MD: Aspen Publishers, 1996.<br /></em></span><span style="font-size: 12pt;"><em>[3] Welch AAet al. Variability of fish consumption within the 10 European countries participating in the European Investigation into Cancer and Nutrition (EPIC) study. Public Health Nutr. 2002 Dec;5(6B):1273-85.</em></span></p>
<hr class="lpn-sep" />
<p><span style="color: #737373; font-size: 12pt;">Per approfondire<br /></span></p>
<p><span style="font-size: 12pt;"><em>LIBRO: &#8220;Dalla parte dei grassi. Lipidomica in cucina; perché i grassi non sono tutti uguali e dobbiamo conoscerli&#8221; della D.ssa Carla Ferreri, Primo Ricercatore CNR e Direttore Scientifico di Lipinutragen</em></span></p>
<hr class="lpn-sep" />
<p><span style="font-size: 12pt;"><strong class="credits-label">Foto:</strong> 123RF Archivio Fotografico: 52585656 : ©marilyna</span></p>
<p style="text-align: left;"><a href="https://www.lipinutragen.it/wp-content/uploads/dieta-veg-lipinutragen-ita.pdf" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone wp-image-6223" src="https://www.lipinutragen.it/wp-content/uploads/scarica-pdf.png" alt="" width="35" height="35" /></a> <a href="https://www.lipinutragen.it/wp-content/uploads/dieta-veg-lipinutragen-ita.pdf" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><span style="font-size: 8pt;">Download</span></a></p></div>
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<p>L'articolo "<a href="https://www.lipinutragen.it/diete-veg-e-lipidomica-di-membrana/">DIETE VEG e LIPIDOMICA DI MEMBRANA</a>" è online sul blog di <a href="https://www.lipinutragen.it">Lipinutragen</a></p>
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