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	<title>invecchiamento Archivi &#8226; Lipinutragen</title>
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	<description>Lipidomica e Nutraceutica</description>
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	<title>invecchiamento Archivi &#8226; Lipinutragen</title>
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		<title>IL SEGRETO LIPIDOMICO DELLA LONGEVITÀ</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lipinutragen]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 10 Feb 2023 07:30:22 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Salute e nutrizione molecolare]]></category>
		<category><![CDATA[Stile di vita e prevenzione]]></category>
		<category><![CDATA[invecchiamento]]></category>
		<category><![CDATA[invecchiamento cellulare]]></category>
		<category><![CDATA[longevità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L'articolo "<a href="https://www.lipinutragen.it/segreto-lipidomico-longevita/">IL SEGRETO LIPIDOMICO DELLA LONGEVITÀ</a>" è online sul blog di <a href="https://www.lipinutragen.it">Lipinutragen</a></p>
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				<div class="et_pb_text_inner"><p><img fetchpriority="high" decoding="async" class="size-full wp-image-12690 aligncenter" src="https://www.lipinutragen.it/wp-content/uploads/longevita-lipidomica.jpg" alt="longevità lipidomica" width="800" height="425" srcset="https://www.lipinutragen.it/wp-content/uploads/longevita-lipidomica.jpg 800w, https://www.lipinutragen.it/wp-content/uploads/longevita-lipidomica-300x159.jpg 300w, https://www.lipinutragen.it/wp-content/uploads/longevita-lipidomica-768x408.jpg 768w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /></p>
<h2><span style="font-size: 18pt;"><span style="color: #737373;">L’invecchiamento: dalla cellula il segreto per vivere più a lungo<br /></span></span></h2>
<p align="JUSTIFY">Negli ultimi 20 anni si è sviluppata un’enorme conoscenza sull’invecchiamento che ha chiarito come questo naturale processo sia dovuto ad una combinazione di fattori che vanno dalla genetica all’ambiente, incluso lo stile di vita e alimentazione, nonché il grado di esposizione a svariate condizioni che determinano lo sviluppo di malattie [1].</p>
<h2><span style="font-size: 18pt;"><span style="color: #737373;"><em>Invecchiamento, ossidazione e rigenerazione</em><br /></span></span></h2>
<p align="JUSTIFY">La Scienza sta indicando chiaramente che <strong>l’invecchiamento favorevole si ottiene da un’adeguata prevenzione lungo l’arco della vita</strong>, monitorando a livello del singolo individuo il funzionamento dell’organismo, tramite parametri che vanno da quelli macroscopici – come il peso e l’accumulo di grasso addominale – a quelli riferiti alla vita delle cellule, ovvero la più piccola parte vitale del nostro organismo. Il <a href="https://www.lipinutragen.it/invecchiamento-e-tessuto-adiposo/" target="_blank" rel="noopener">fenomeno naturale dell’invecchiamento</a> è legato all’aumento di reazioni ossidative e danni alle molecole che sono il <img loading="lazy" decoding="async" class="alignright wp-image-12614" src="https://www.lipinutragen.it/wp-content/uploads/gra01.jpg" alt="" width="400" height="178" />patrimonio della cellula, con risposte ossidative e infiammatorie che portano poi alla morte cellulare. Non tutti sanno che vi sono cellule di diverse età e con diverse “aspettative di vita” all’interno dello stesso organismo, quindi l’invecchiamento e la morte cellulare sono fenomeni del tutto naturali che devono avvenire nei tempi dell’aspettativa media di vita per diversi tipi cellulari, segnalati nella Tabella.</p>
<p align="JUSTIFY"><strong>La cellula è uno sito importante per valutare come stiamo invecchiando</strong>, perché se è vero che tutte le cellule hanno un tempo di vita, ovvero invecchiano e muoiono, altrettante nuove cellule vengono formate per far sì da ricambiare i tessuti e renderli sempre funzionanti. In ciascun arco temporale mentre le cellule invecchiano, altre nuove si formano seguendo il ciclo cellulare mostrato in figura, che va da G1 &#8211;&gt; S &#8211;&gt; G2. Durante il ciclo, un notevole sforzo viene fatto per duplicare il “corredo” delle molecole e formare due cellule figlie (in un processo che si chiama mitosi). Questo ciclo assicura che vi siano sempre cellule disponibili per le funzioni di sistemi, organi e tessuti [2].</p>
<p align="JUSTIFY"><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter wp-image-12645 size-full" src="https://www.lipinutragen.it/wp-content/uploads/grafico-longevita.jpg" alt="" width="800" height="425" /><br />A questo punto mettiamo in funzione il ciclo, come fosse una “catena di montaggio”, prendendo come esempio la cellula epiteliale (che forma il “tappeto” dei nostri epiteli, ovvero la pelle) con un tempo di vita di 18-20 giorni. Se il corredo molecolare necessario non si può formare in modo completo, il processo rallenterà. A questo punto le cellule non avranno a disposizione il ricambio e un maggior numero di cellule stanche e invecchiate permarrà maggiormente nel tessuto. [&#8230;] Ecco che la pelle accumulerà molti più difetti, creando problemi di normale funzionamento, come: mancata idratazione e ossigenazione, alta sensibilità, perdita di sostegno ed elasticità.</p>
<p align="JUSTIFY">Il ricambio deve avvenire proprio in sinergia con la “senescenza cellulare” (invecchiamento della cellula) per la prima volta teorizzata nel 1961 per i fibroblasti (cellule del connettivo) [3]. Al posto delle cellule fortemente ossidate arrivano cellule nuove, rigenerando i tessuti.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2><span style="font-size: 18pt;"><span style="color: #737373;"><em>La membrana e il suo equilibrio per la longevità</em><br /></span></span></h2>
<p align="JUSTIFY">Alla fine degli anni Novanta, il prof. Antony Hulbert pubblica un compendio della durata di vita delle specie animali, incluso il genere umano, e riporta un grafico sorprendente, sugli anni di vita in funzione della composizione di grassi della membrana cellulare (in figura la composizione dei muscoli scheletrici di mammiferi e uccelli) [4]. In particolare, riprendendo il concetto dell’ossidazione valutata nell’invecchiamento, sul grafico viene riportato il contenuto dei grassi polinsaturi ovvero l’indice di perossidazione (peroxidation index) della membrana in funzione dell’età. Si vede chiaramente che più la membrana contiene grassi polinsaturi, più risulta minore la lunghezza della vita nell’animale.</p>
<p align="JUSTIFY"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft size-full wp-image-12616" src="https://www.lipinutragen.it/wp-content/uploads/gra02.jpg" alt="" width="400" height="372" />Da questa osservazione, è nata <strong>la teoria della membrana cellulare come “pacemaker” per l’invecchiamento</strong>, e sono state ottenute due importanti informazioni:</p>
<ul>
<li>
<p align="JUSTIFY"><strong>La quantità di </strong><a href="https://www.lipinutragen.it/acidi-grassi-polinsaturi/" target="_blank" rel="noopener"><strong>grassi polinsaturi</strong></a> <strong>nella membrana cellulare deve essere ottimale, ovvero non si devono riscontrare carenze, ma neanche si devono trovare eccessi</strong>, perché in quest’ultimo caso l’indice di perossidazione aumenta e ciò è in correlazione con la riduzione dell’aspettativa di vita. Un’analisi del lipidoma di membrana fornisce precise informazioni sul contenuto delle molecole dei grassi, e sulla presenza di un corredo ottimale per rispettare i tempi di vita e di ricambio.</p>
</li>
<li>
<p align="JUSTIFY">Dalla composizione del lipidoma di membrana si può studiare il segreto per un ottimale ricambio e favorire la vita cellulare. Proprio sulla lettura della membrana per delineare i profili umani, Lipinutragen sta sviluppando da tempo la sua R&amp;D. Nel 2008 la membrana cellulare dell’eritrocita maturo della popolazione del Cilento, una delle zone a maggiore presenza di centenari, è stata studiata, scoprendo una caratteristica peculiare dei discendenti dei longevi [5]: rispetto ad altri concittadini non discendenti da longevi, e alla popolazione di altre aree geografiche, i figli dei centenari presentano la membrana eritrocitaria più ricca di acidi grassi monoinsaturi, in particolare di acido palmitoleico, una specifica molecola che attiva segnali cellulari antinfiammatori e per il metabolismo lipidico, e partecipa alla fluidità di membrana senza incrementare le ossidazioni.</p>
</li>
</ul>
<p><strong><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter wp-image-12636 size-full" src="https://www.lipinutragen.it/wp-content/uploads/gra03-def.jpg" alt="" width="400" height="282" /></strong></p>
<p><strong>L’analisi del lipidoma di membrana del globulo rosso maturo è l’unica analisi che permette di esaminare lo stato individuale e, nel caso si riscontrassero carenze o eccessi di molecole lipidiche, di attuare una strategia di riequilibrio, puntando a proteggere il corredo cellulare, favorendo il corretto ricambio e la rigenerazione, due importanti processi coinvolti nella longevità e nella buona salute. </strong></p>
<hr class="lpn-sep" />
<p><strong class="credits-label">Bibliografia:</strong></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-size: 12pt;"><span lang="en-US">[1] Collection: Aging, longevity and age-related diseases. </span>Nature Aging al sito: <a href="https://www.nature.com/collections/dbagdcagdb">https://www.nature.com/collections/dbagdcagdb</a><br /></span><span style="font-size: 12pt;"><span lang="en-GB">[2] C. Ferreri, C. Chatgilialoglu. </span><span lang="en-US">Membrane Lipidomics for Personalized Health, 2015, pag. 64, Wiley and Sons.<br /></span></span><span lang="en-US" style="font-size: 12pt;">[3] Hayflick L. The limited in nitro lifetime of human diploid cell strains. Exp Cell Res. 1965, 37, 614–636.<br /></span><span lang="en-US" style="font-size: 12pt;">[4] Hulbert A. J. Explaining longevity of different animals: is membrane fatty acid composition the missing link? Age 2008, 30, 89–97.<br /></span><span lang="en-US" style="font-size: 12pt;">[5] Puca A.A., Novelli V., Viviani C., Andrew P., Somalvico F., Cirillo N.A., Chatgilialoglu C., Ferreri C. Lipid profile of erythrocyte membranes as possible biomarker of longevity. Rejuven. Res. 2008, 11, 63–72.</span></p>
<hr class="lpn-sep" />
<p><strong><span style="font-size: 12pt;">Altri articoli correlati al tema longevità:</span></strong></p>
<p><span style="font-size: 12pt;">&#8211; <span lang="en-GB">Lifestyle medicine: <a href="https://www.lipinutragen.it/via-sana-longevita/">www.lipinutragen.it/via-sana-longevita/</a> </span></span></p>
<p><span style="font-size: 12pt;">&#8211; Ricambio cellulare: <a href="https://www.lipinutragen.it/terapia-lipidica-di-membrana/">www.lipinutragen.it/terapia-lipidica-di-membrana/</a></span></p>
<hr class="lpn-sep" />
<p><span style="color: #737373; font-size: 12pt;"><strong class="credits-label">Articolo a cura del Gruppo Redazionale di Lipinutragen</strong></span></p>
<p><span style="font-size: 12pt;">Le informazioni riportate non devono in alcun modo sostituire il rapporto diretto tra professionista della salute e paziente.</span></p>
<hr class="lpn-sep" />
<p><span style="font-size: 12pt;"><strong class="credits-label">Foto:</strong> 123RF Archivio Fotografico: 169729456 : ©zven0 | 114983921 : ©designua</span></p>
<p style="text-align: left;"><a href="https://www.lipinutragen.it/wp-content/uploads/Segreto-lipidomico-della-longevita-lipinutragen.pdf" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone wp-image-6223" src="https://www.lipinutragen.it/wp-content/uploads/scarica-pdf.png" alt="" width="35" height="35" /></a> <a href="https://www.lipinutragen.it/wp-content/uploads/Segreto-lipidomico-della-longevita-lipinutragen.pdf" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><span style="font-size: 8pt;">Download</span></a></p></div>
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		<title>INVECCHIAMENTO e TESSUTO ADIPOSO</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lipinutragen]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 01 Oct 2021 06:30:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Infiammazione]]></category>
		<category><![CDATA[Salute e nutrizione molecolare]]></category>
		<category><![CDATA[invecchiamento]]></category>
		<category><![CDATA[tessuto adiposo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L'articolo "<a href="https://www.lipinutragen.it/invecchiamento-e-tessuto-adiposo/">INVECCHIAMENTO e TESSUTO ADIPOSO</a>" è online sul blog di <a href="https://www.lipinutragen.it">Lipinutragen</a></p>
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<h2><span style="color: #737373;">Alterazioni metaboliche nell&#8217;invecchiamento<br /></span></h2>
<p>L’invecchiamento è un processo che si accompagna a cambiamenti anatomici e strutturali che si ripercuotono sulle funzionalità di organi e tessuti. Ne consegue un <strong>declino funzionale dell&#8217;individuo e l&#8217;insorgere di una condizione di fragilità</strong>.</p>
<p>È facile notare come una persona, man mano che avanza con l&#8217;età, tenda ad acquisire peso (a livello addominale negli uomini, sui fianchi nelle donne). A questo si associa un fisiologico decremento della massa e della forza muscolare (fino ad una possibile condizione di sarcopenia), complice anche l&#8217;assenza di un&#8217;attività fisica regolare. Nel complesso, nella fascia di etá 45-65 anni, un aumento del rapporto massa grassa/massa magra, unito ad una successiva redistribuzione del tessuto adiposo in sedi ectopiche (dove solitamente non è presente) e alla sua progressiva disfunzione, rappresenta un fattore di rischio per alterazioni metaboliche e infiammazione cronica di basso grado.</p>
<h2><span style="font-size: 18pt; color: #737373;">Le modificazioni del tessuto adiposo<br /></span></h2>
<p>Per il suo ruolo centrale nel metabolismo e nelle condizioni infiammatorie, <strong>il progressivo malfunzionamento del tessuto adiposo è un elemento caratteristico del processo dell&#8217;invecchiamento</strong>. Fisiologicamente, con l&#8217;avanzare dell&#8217;età il tessuto adiposo va incontro ai seguenti cambiamenti:</p>
<ul>
<li>ridotta formazione di nuovi adipociti (cellule del tessuto adiposo) funzionanti</li>
</ul>
<p>Non si conoscono esattamente i meccanismi molecolari, ma il tessuto adiposo perde progressivamente la capacità di formare adipociti perfettamente funzionanti a partire dai progenitori staminali. Si formano le cosiddette <strong><em>MAD cells</em></strong> (un gioco di parole in inglese che significa cellule &#8220;impazzite&#8221;), ovvero adipociti non completamente formati che tollerano poco la gestione degli acidi grassi e l&#8217;accumulo intracellulare di trigliceridi. Rimangono più piccoli, sono meno responsivi all&#8217;insulina e favoriscono uno stato di infiammazione tissutale, portando ad un’amplificazione del loro processo di formazione.</p>
<ul>
<li>redistribuzione del grasso corporeo in altri tessuti</li>
</ul>
<p>La progressiva perdita della capacità di immagazzinare trigliceridi da parte della cellula adipocitaria in individui anziani genera la liberazione in circolo di acidi grassi che vengono così immagazzinati in altri organi. Si forma il cosiddetto <strong>grasso ectopico</strong> con l&#8217;accumulo di trigliceridi intracellulari in pancreas, muscolo, cuore, reni e fegato. Questo stesso grasso (in sede ectopica) ha le caratteristiche del tessuto adiposo viscerale e, analogamente ad esso, contribuisce ad un aumentato rischio di insorgenza di sindrome metabolica, diabete di tipo II, ipertensione, aterosclerosi e altre conseguenze cliniche rilevanti.</p>
<ul>
<li>redistribuzione del grasso corporeo in altri tessuti</li>
</ul>
<p>La progressiva perdita della capacità di immagazzinare trigliceridi da parte della cellula adipocitaria in individui anziani genera la liberazione in circolo di acidi grassi che vengono così immagazzinati in altri organi. Si forma il cosiddetto <strong>grasso ectopico</strong> con l&#8217;accumulo di trigliceridi intracellulari in pancreas, muscolo, cuore, reni e fegato. Questo stesso grasso (in sede ectopica) ha le caratteristiche del tessuto adiposo viscerale e, analogamente ad esso, contribuisce ad un aumentato rischio di insorgenza di sindrome metabolica, diabete di tipo II, ipertensione, aterosclerosi e altre conseguenze cliniche rilevanti.</p>
<ul>
<li>accumulo di cellule senescenti</li>
</ul>
<p>Quando le cellule invecchiano o ricevono segnali di stress (anche tipici della condizione “invecchiamento”), subiscono un processo chiamato <strong>senescenza</strong>. La senescenza cellulare è uno stato in cui le cellule non sono più in grado di proliferare. Negli adipociti, la senescenza induce malfunzionamento del metabolismo cellulare, contribuendo ad aumentare la disfunzione adipocitaria e l&#8217;infiammazione tissutale.</p>
<ul>
<li>infiammazione tissutale</li>
</ul>
<p>I pre-adipociti senescenti e le MAD cells producono citochine proinfiammatorie che reclutano le cellule dell&#8217;immunità innata e acquisita che, a loro volta, favoriscono uno stato di <strong>infiammazione tissutale</strong>, peggiorano la sensibilità insulinica e la funzione degli adipociti, già disfunzionali.</p>
<p><div id="attachment_11863" style="width: 710px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-11863" class="size-full wp-image-11863" src="https://www.lipinutragen.it/wp-content/uploads/tessuto-adiposo-immagine1.jpg" alt="" width="700" height="361" srcset="https://www.lipinutragen.it/wp-content/uploads/tessuto-adiposo-immagine1.jpg 700w, https://www.lipinutragen.it/wp-content/uploads/tessuto-adiposo-immagine1-300x155.jpg 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /><p id="caption-attachment-11863" class="wp-caption-text">Immagine tratta da: Ferrucci L, Fabbri E. Inflammageing: chronic inflammation in ageing, cardiovascular disease, and frailty. Nat Rev Cardiol. 2018 Sep;15(9):505-522. doi: 10.1038/s41569-018-0064-2. PMID: 30065258; PMCID: PMC6146930.</p></div></p>
<p>&nbsp;</p>
<h2><span style="font-size: 18pt; color: #737373;">Inflammageing<br /></span></h2>
<p>Analogamente all&#8217;obesità, l&#8217;invecchiamento è una condizione che promuove lo sviluppo di disfunzioni metaboliche correlate ad un malfunzionamento del tessuto adiposo.</p>
<p>La disfunzione adipocitaria durante l&#8217;invecchiamento può derivare sia da <a href="https://www.lipinutragen.it/integrazione-antiossidante/" target="_blank" rel="noopener"><u>stress ossidativo</u></a>, ma anche da una situazione di infiammazione cronica.</p>
<p>Per questa ragione, è stata coniata la parola <strong><em>inflammageing</em></strong> [1], ad evidenziare il link fra infiammazione e invecchiamento. Con questo punto di vista, la disfunzione del tessuto adiposo ha cominciato a rivestire un ruolo importante nello studio della fisiopatologia dell&#8217;invecchiamento e nell&#8217;insorgenza di patologie metaboliche e degenerative ad esso associate.</p>
<p><div id="attachment_11865" style="width: 710px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-11865" class="size-full wp-image-11865" src="https://www.lipinutragen.it/wp-content/uploads/tessuto-adiposo-immagine2.jpg" alt="" width="700" height="361" srcset="https://www.lipinutragen.it/wp-content/uploads/tessuto-adiposo-immagine2.jpg 700w, https://www.lipinutragen.it/wp-content/uploads/tessuto-adiposo-immagine2-300x155.jpg 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /><p id="caption-attachment-11865" class="wp-caption-text">Immagine tratta da: Ferrucci L, Fabbri E. Inflammageing: chronic inflammation in ageing, cardiovascular disease, and frailty. Nat Rev Cardiol. 2018 Sep;15(9):505-522. doi: 10.1038/s41569-018-0064-2. PMID: 30065258; PMCID: PMC6146930.</p></div></p>
<hr class="lpn-sep" />
<p><span style="color: #737373; font-size: 12pt;"><span style="color: #737373;">Per approfondire:<br /></span></span><span style="font-size: 12pt;">[1] Franceschi, C. et al. Inflamm-aging. An evolutionary perspective on immunosenescence. Ann. NY Acad. Sci. 908, 244–254 (2000)</span></p>
<hr class="lpn-sep" />
<p><span style="color: #737373; font-size: 12pt;"><span style="color: #737373;">PER APPROFONDIRE su LIPIMAGAZINE:<br /></span></span><span style="font-size: 12pt;"><br /><a href="https://www.lipinutragen.it/via-sana-longevita/" target="_blank" rel="noopener">https://www.lipinutragen.it/via-sana-longevita/</a><br /></span><span style="font-size: 12pt;"><a href="https://www.lipinutragen.it/la-nutrizione-molecolare-nellanziano" target="_blank" rel="noopener">https://www.lipinutragen.it/la-nutrizione-molecolare-nellanziano</a><br /><a href="https://www.lipinutragen.it/stress-alimentazione/" target="_blank" rel="noopener">https://www.lipinutragen.it/stress-alimentazione/</a></span></p>
<hr class="lpn-sep" />
<p><span style="font-size: 8pt;"><span style="font-size: 12pt;"><strong class="credits-label">Foto:</strong> 123RF Archivio Fotografico: 57209031 : ©dolgachov</span></span></p>
<p class="alignnone" style="text-align: left;"><a href="https://www.lipinutragen.it/wp-content/uploads/Invecchiamento-e-tessuto-adiposo-lipinutragen.pdf" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone wp-image-6223" src="https://www.lipinutragen.it/wp-content/uploads/scarica-pdf.png" alt="" width="35" height="35" /></a> <a href="https://www.lipinutragen.it/wp-content/uploads/Invecchiamento-e-tessuto-adiposo-lipinutragen.pdf" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><span style="font-size: 8pt;">Download</span></a></p></div>
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		<title>La nutrizione molecolare nell’anziano</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lipinutragen]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 15 Mar 2016 21:44:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Salute e nutrizione molecolare]]></category>
		<category><![CDATA[Stile di vita e prevenzione]]></category>
		<category><![CDATA[Alzheimer]]></category>
		<category><![CDATA[antiossidanti]]></category>
		<category><![CDATA[decadimento cognitivo]]></category>
		<category><![CDATA[degenerazione maculare]]></category>
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		<category><![CDATA[invecchiamento]]></category>
		<category><![CDATA[omega3]]></category>
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		<category><![CDATA[profilo lipidomico]]></category>
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<h2><span style="color: #737373; font-size: 20pt;">La nutrizione molecolare nell’anziano</span></h2>
<p><b>Età anagrafica.</b> Il limite di età per definire un anziano ha subìto dei cambiamenti nel tempo legati soprattutto all’aspettativa di vita che è diversa nelle varie culture e regioni nel mondo. Nel tardo ‘800 in Inghilterra, ad esempio, si considerava il limite di 50 anni per definire un soggetto anziano, mentre al giorno d’oggi, nei paesi sviluppati, si considera 60-65 anni o l’età individuata dal sistema pensionistico.</p>
<p><b><u>Età biologica</u></b>. Sebbene non ci sia ancora un consenso unanime sull’individuazione di biomarkers predittivi della lunghezza della vita e sul rischio di morte, si può dire che l’invecchiamento dal punto di vista biologico sia un processo caratterizzato da un graduale accumulo di “danni” <b>molecolari e cellulari</b>.</p>
<p>Questi determinano un progressivo e generalizzato <b>decadimento funzionale del corpo umano</b>, che si manifesta con una maggiore vulnerabilità rispetto all’ambiente, un incremento del rischio di malattia ed infine della morte [1].</p>
<p>Il grado e il tipo di danni che si accumulano nel tempo hanno una grande variabilità legata alla diversa genetica individuale e all’influenza dei fattori ambientali e comportamentali. Questi danni si manifestano con un declino di funzionalità riscontrabile maggiormente a livello fisico, cognitivo, endocrino, fisiologico e immunitario e contribuiscono alle cosiddette fragilità nell’anziano.</p>
<blockquote>
<p>TIPI DI DANNI CHE CONTRIBUISCONO ALL’INVECCHIAMENTO [2]<br />– danno al DNA (nucleico e mitocondriale) da stress ossidativo, mutazioni, accorciamento dei telomeri, modificazioni epigenetiche;<br />– danni all’RNA con errori di trascrizione;<br />– danni ai lipidi delle membrane cellulari da radicali liberi;<br />– danni alle strutture delle proteine.</p>
<p><em>Gran parte di questi danni sono indotti da radicali liberi, ma limitati dalla presenza di antiossidanti che partecipano a meccanismi di protezione e di riparazione</em></p>
</blockquote>
<h2> </h2>
<h2><span style="color: #737373; font-size: 20pt;">Le molecole nei processi di invecchiamento</span></h2>
<p>Indipendentemente dal limite d’età stabilito, l’invecchiamento è accompagnato anche da cambiamenti fisiologici che hanno un impatto negativo sullo stato nutrizionale. Questi cambiamenti includono un ridotto senso del gusto e della percezione dei sapori con conseguente riduzione dell’appetito, oppure una ridotta secrezione gastrica ed enzimatica con abbassamento dell’assorbimento ad esempio di ferro e vitamina B12. Infatti, sebbene i fabbisogni energetici si riducano, quelli di nutrienti rimangono relativamente costanti con gli anni e il rischio di malnutrizione aumenta. Da tenere presente anche l’assunzione di farmaci, molto diffusa nella terza età, che possono avere delle interazioni coi cibi e modificare le necessità di taluni nutrienti. Si ricorda che i processi di invecchiamento coinvolgono anche l’efficienza dell’attività degli enzimi e questo aspetto può risultare accentuato dalla minore assunzione e biodisponibilità di vitamine e minerali che svolgono funzioni di cofattori, cioè di supporto all’azione enzimatica. La dieta monotona e poco ricca di pesce e di frutta e verdura determina ridotti apporti di acidi grassi essenziali. Questa carenza risulta accentuata dalla difficoltà nel trasformare i precursori omega-3 acido alfa-inolenico e omega-6 acido linoleico in acidi grassi a lunga catena quali EPA, DHA, GLA e acido arachidonico, che tenderanno con gli anni a diventare essenziali.</p>
<table style="height: 1125px; background-color: #d7e4fa; border-color: #ffffff; width: 654px;" border="1">
<tbody>
<tr style="border-color: #adadad;">
<td style="width: 340.067px;">
<p style="text-align: center;"><span style="color: #808080;"><b>CRITICITA’ NUTRIZIONALI NELL’ANZIANO NUTRIZIONALI*<br /></b></span></p>
</td>
<td style="width: 295.933px;">
<p style="text-align: center;"><span style="color: #808080;"><b>INDICAZIONI</b></span></p>
</td>
</tr>
<tr>
<td style="width: 340.067px;">
<p><span style="color: #808080;">Ridotti apporti proteici con conseguente <b>perdita di tessuto muscolare</b> (sarcopenia)</span></p>
<p><span style="color: #808080;">Riduzione non fisiologica del peso corporeo</span></p>
</td>
<td style="width: 295.933px;">
<p><span style="color: #808080;">Bilanciare i pasti con la presenza di proteine animali e vegetali <b><u>a basso contenuto di grassi saturi.</u></b> Ad es. frutta secca (noci, nocciole, mandorle), carni magre, combinazione di cereali integrali e legumi, formaggi magri, uova.</span></p>
<p><span style="color: #808080;">Non concentrare l’assunzione di proteine unicamente in un pasto al giorno, ma distribuirla nei tre pasti principali [3].</span></p>
</td>
</tr>
<tr>
<td style="width: 340.067px;"><span style="color: #808080;"><b>Carenze</b> di vitamine e di minerali &#8211; cofattori enzimatici e antiossidanti</span></td>
<td style="width: 295.933px;"><span style="color: #808080;">Introdurre verdura e frutta fresca seguendo la stagionalità. Includere anche succhi e spremute senza zucchero o centrifughe/estratti. Variare i colori e le tipologie, <u>evitando la monotonia.</u></span></td>
</tr>
<tr>
<td style="width: 340.067px;"><span style="color: #808080;"><b>Dieta sbilanciata o povera di acidi grassi essenziali &#8211;</b> le fonti dei PUFA Omega-6 sono difficilmente carenti, invece quelle degli Omega-3 risultano facilmente in difetto.</span></td>
<td style="width: 295.933px;"><span style="color: #808080;">I PUFA <b><u>Omega-3 sono fondamentali</u></b> per il mantenimento dell’equilibrio delle membrane cellulari e come molecole di segnale (ad es. nei processi antinfiammatori). </span><br /><span style="color: #808080;"> <b><u>Il pesce,</u></b> in particolare quello azzurro e il salmone sono ricchi di Omega-3 a lunga catena EPA e <b><u>DHA.</u></b> L’olio di semi di lino è una buona fonte vegetale di Acido Alfa Linolenico.</span></td>
</tr>
<tr>
<td style="width: 340.067px;"><span style="color: #808080;"><b>Monotonia</b> e pasti dissociati</span></td>
<td style="width: 295.933px;"><span style="color: #808080;"><b>Variare la dieta</b> e assumere gli alimenti associandoli tra loro all’interno dei pasti. Così si migliora la biodisponibilità ed esplica l’azione sinergica dei nutrienti e ne rende possibile gli effetti salutistici.</span></td>
</tr>
<tr>
<td style="width: 340.067px;"><span style="color: #808080;"><b>Disidratazione, </b>molto frequente e peggiorata dall’impiego di alcuni farmaci</span></td>
<td style="width: 295.933px;"><span style="color: #808080;"><u>Bere piccole quantità di acqua durante l’arco della giornata</u> e ai pasti. Aumentare le quantità nei mesi più caldi.</span></td>
</tr>
<tr>
<td style="width: 636px;" colspan="2"><span style="color: #808080;">* i fattori preventivi comprendono anche l’attività fisica ed elementi psico-sociali, non trattati nello specifico.</span></td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>Si evidenziano le importanti funzioni di EPA e di DHA (Omega-3) nella prevenzione del decadimento cognitivo incluso l’Alzheimer e nella Degenerazione Maculare.</em></p>
<h2><span style="color: #737373; font-size: 20pt;">DHA e Degenerazione Maculare</span></h2>
<p>La <b>Degenerazione Maculare</b> è un affezione della porzione centrale della retina che colpisce 25-30 milioni di persone al mondo ed è la prima causa di abbassamento della vista negli ultra cinquantenni e la maggior causa di cecità nell’anziano in Europa. La Degenerazione Maculare Legata all’Età (DMLE) si suddivide in base alla progressione della malattia e gravità in una forma definita iniziale e in una successiva detta evoluta.</p>
<p>Unitamente agli interventi farmacologici, non è trascurabile l’effetto di specifici supplementi (antiossidanti, vitamine, zinco) nella riduzione della progressione della malattia [4].</p>
<p>Il DHA riveste un ruolo fondamentale nel mantenimento della visione costituendo una percentuale molto alta degli acidi grassi dei fotorecettori. Le persone con più alti livelli di EPA/DHA nelle membrane dei globuli rossi si sono rivelate più protette verso la DMLE rispetto a soggetti con valori più bassi [5]. Sebbene tutti i dati forniscano un legame tra un ridotto apporto alimentare di Omega-3 e la DMLE, ancora si sta studiando se sia efficace o meno un’integrazione specifica di questi acidi grassi.<br />In attesa di ricevere un consenso unanime dal mondo scientifico, sarebbe sicuramente utile conoscere il profilo lipidomico (e quindi anche il contenuto di EPA/DHA nei globuli rossi) delle persone a rischio, per indirizzare con precisione gli interventi nutrizionali ed eventualmente quelli di integrazione alimentare.</p>
<hr class="lpn-sep" />
<p>&nbsp;</p>
<h2><span style="color: #737373; font-size: 20pt;">Omega 3 &#8211; Decadimento cognitivo, Demenza e Alzheimer</span></h2>
<p>Tra il 2015 e il 2050, si prevede che il numero di persone anziane aumenterà notevolmente nei paesi ad alto reddito e, in percentuale maggiore, in quelli a basso reddito. L’incidenza della demenza aumenta esponenzialmente con l’avanzare dell’età e raddoppia progressivamente ogni 6 anni circa, passando da 4 casi all’anno ogni 1.000 persone con età tra i 60 e i 64 anni, a 105 casi all’anno ogni 1.000 persone dai 90 anni in su [6]. In questo scenario, dove risulta necessario trovare delle forme di prevenzione che rallentino l’avanzare di problematiche cognitive, il ruolo dell’alimentazione corretta risulta tra le più rilevanti. In questo contesto emerge significativo l’azione protettiva derivante dal consumo di pesce ricco di Omega-3, all’interno di una dieta ricca di nutrienti e antiossidanti quale quella mediterranea, con una presenza abbondante di frutta, verdura, legumi, cereali, in misura minore di uova e carni bianche e un ridotto consumo di carni rosse [7].</p>
<p>In particolare, il mondo della ricerca sta studiando i vari ruoli che il DHA svolge nel ridurre la produzione di β-amiloide, responsabile della fase iniziale dell’Alzheimer, così come le sue funzioni modulatrici in diversi altri meccanismi molecolari quali il danno da ossidazione e la neuroinfiammazione, implicati nel declino cognitivo e nella demenza.</p>
<hr class="lpn-sep" />
<p><b><em><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-2397 aligncenter" src="https://www.lipinutragen.it/wp-content/uploads/ricetta-lipidomica-crema-verdure-omega-3.jpg" alt="ricetta-lipidomica - crema verdure omega 3" width="703" height="513" /></em></b></p>
<hr class="lpn-sep" />
<p><strong class="credits-label">Bibliografia:</strong><br /><span style="font-size: 12pt;">(1) World Health Organization (WHO). World report on ageing and health. 2015<br />(2) Kirkwood TB. A systematic look at an old problem. Nature. 2008 Feb 7;451(7179):644–7<br />(3) Evans W. J. Frailty and muscle metabolism dysregulation in the elderly. Biogerontology (2010) 11:527–536<br />(4) Weikel KA, Chiu CJ &amp; Taylor A. Nutritional modulation of age-related macular degeneration. Mol Aspects Med. 2012; 33: 318–375<br />(5) Souied E. H. et al. Omega-3 Fatty Acids and Age-Related Macular Degeneration. <em>Ophthalmic Res. 2016; 55:62–69<br />(6) Rapporto Mondiale Alzheimer 2015. L’impatto Globale della Demenza UN’ANALISI DI PREVALENZA, INCIDENZA, COSTI E DATI DI TENDENZA. </em><em>2015.</em></span></p>
<hr class="lpn-sep" />
<p><strong class="credits-label">Articolo a cura di</strong><br /><span style="font-size: 12pt;"> <em>Dr. Francesco Bonucci &#8211; Biologo Nutrizionista</em></span></p>
<p><span style="font-size: 12pt;"><em>I consigli alimentari presenti nell’articolo non sono da intendersi sostitutivi di un piano alimentare personalizzato e sono da adattare ai casi specifici.</em></span></p></div>
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