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	<title>omega3 Archivi &#8226; Lipinutragen</title>
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	<description>Lipidomica e Nutraceutica</description>
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	<title>omega3 Archivi &#8226; Lipinutragen</title>
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		<title>Cubotti di tonno o salmone con panatura di semi di sesamo e papavero</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lipinutragen]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 13 Jun 2022 06:30:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ricette di nutrilipidomica]]></category>
		<category><![CDATA[cubotti di tonno]]></category>
		<category><![CDATA[omega 3]]></category>
		<category><![CDATA[omega3]]></category>
		<category><![CDATA[salmone]]></category>
		<category><![CDATA[tonno]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L'articolo "<a href="https://www.lipinutragen.it/cubotti-di-tonno-o-salmone/">Cubotti di tonno o salmone con panatura di semi di sesamo e papavero</a>" è online sul blog di <a href="https://www.lipinutragen.it">Lipinutragen</a></p>
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				<div class="et_pb_text_inner"><p><img fetchpriority="high" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-12323" src="https://www.lipinutragen.it/wp-content/uploads/cubotti-di-tonno.jpg" alt="cubotti di tonno" width="800" height="369" srcset="https://www.lipinutragen.it/wp-content/uploads/cubotti-di-tonno.jpg 800w, https://www.lipinutragen.it/wp-content/uploads/cubotti-di-tonno-300x138.jpg 300w, https://www.lipinutragen.it/wp-content/uploads/cubotti-di-tonno-768x354.jpg 768w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /></p>
<p>Tutte le mamme conoscono il ruolo fondamentale del pesce nell’ambito di un’alimentazione sana ed equilibrata per il loro bambini, ma spesso inserire questo alimento nella routine alimentare dei più piccoli non è semplice.</p>
<h2><span style="font-size: 18pt;"><span style="color: #737373;">Il pesce è ricco di acidi grassi omega 3 e migliora le abilità cognitive del bambino<br /></span></span></h2>
<p>Inoltre la sua assunzione <strong>supporta la crescita</strong> e lo sviluppo corporeo, fa bene alla pelle e alla vista e vanta una buona concentrazione di vitamina A, indispensabile per la salute dei tessuti e delle mucose.</p>
<p>Insieme all&#8217;<a href="https://www.lipinutragen.it/omega-3-dha/" target="_blank" rel="noopener">acido docosaesaenoico (DHA)</a>, fondamentale nella formazione dei nuovi tessuti del cervello e cuore, è importante nella risoluzione dei processi antiinfiammatori e per il sistema immunitario<strong>, rafforza l&#8217;apparato scheletrico</strong> con un buon apporto di vitamina D e <strong>supporta le difese dell&#8217;organismo</strong>.</p>
<p>Il pesce è un&#8217;importante fonte di zinco, che in combinazione con gli omega 3 contribuisce al corretto funzionamento del sistema immunitario determinante nella prevenzione delle infezioni.</p>
<h2><span style="font-size: 18pt;"><span style="color: #737373;">Come fare mangiare pesce ai bambini?</span></span></h2>
<p>Non sempre è facile far mangiare pesce ai bambini, ma con qualche trucchetto anche <strong>il gusto si può educare</strong>.</p>
<p>I bambini hanno la tendenza a limitare le loro scelte alimentari a sapori e sensazioni particolari per le quali sperimentano una forte attrazione: dolce, salato, croccante, grasso, mentre manifestano un netto rifiuto verso verdure e pesce.</p>
<p>Purtroppo <strong>errate abitudini alimentari</strong> e ridotta attività fisica, favoriscono durante l’infanzia, la pubertà e l’adolescenza, lo sviluppo di condizioni di <a href="https://www.lipinutragen.it/sovrappeso-nei-bambini/" target="_blank" rel="noopener"><strong>sovrappeso</strong></a> prima e di <a href="https://www.lipinutragen.it/prevenire-obesita-infantile/" target="_blank" rel="noopener"><strong>obesità</strong></a> dopo.</p>
<p>Se abituiamo i bambini fin dallo <a href="https://www.lipinutragen.it/primi-anni-di-vita-e-grassi-essenziali/" target="_blank" rel="noopener">svezzamento</a>, anzi fin dalla gravidanza e dall’allattamento ad assumere pesce, sarà più facile che portino avanti questa sana abitudine.</p>
<h2><span style="font-size: 18pt;"><span style="color: #737373;">Come rendere il pesce più accativante per i bambini?<br /></span></span></h2>
<p>Sotto forma di polpette, condimento per la pasta, mousse, farcitura di un panino, oppure si può provare a “mascherarlo” con un sapore più gradito, usando per esempio il succo degli agrumi, delle panature, erbe aromatiche, passata di pomodoro; ogni mamma conosce i gusti del proprio bambino e può sperimentare varie soluzioni.</p>
<p>Per facilitare questo arduo compito, oggi proponiamo una <strong>semplice e gustosissima ricetta</strong> da preparare e assaporare insieme ai più piccoli:[/</p>
<h3><span style="font-size: 18pt;"><span style="color: #737373;">Ricetta Lipidomica<br /></span></span></h3>
<p><strong><span style="font-size: 14pt;">Cubotti di tonno con panatura di semi di sesamo e papavero</span></strong></p>
<p><strong>I cubotti di tonno con una panatura di semi di sesamo e papavero, un secondo piatto di pesce semplice e gustoso</strong></p>
<p>Necessita di una brevissima cottura alla piastra, di conseguenza resta morbido e saporito; richiede inoltre poco condimento ed è quindi sano, leggero, facile e veloce da preparare.</p>
<p><em>Ingredienti per 4 persone:</em></p>
<ul>
<li>4 filetti di tonno spessi cca 3 cm</li>
<li>il succo di 1 limone</li>
<li>semi di sesamo bianco e nero q.b.</li>
<li>semi di papavero q.b.</li>
<li>olio extravergine di oliva</li>
<li>sale</li>
<li>pepe</li>
</ul>
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				<div class="et_pb_text_inner"><p style="padding-left: 40px;"><strong>Preparazione</strong><strong>: </strong></p>
<p style="padding-left: 40px;">Massaggiare i filetti di tonno con l&#8217;olio emulsionato con il succo di limone, sale e pepe. Quando saranno avvolti completamente in questo condimento passare il pesce in un piatto con i semi di sesamo e papavero mescolati.</p>
<p style="padding-left: 40px;">Ricoprire completamente, anche nei bordi, e iniziare a scaldare una piastra antiaderente.</p>
<p style="padding-left: 40px;">Ungere la piastra con poco olio e, quando sarà diventata rovente, cuocere i filetti di tonno per 1 minuto per lato, o comunque regolando la cottura in base allo spessore delle fette stesse.</p>
<p style="padding-left: 40px;">Ritirare e far risposare per qualche minuto prima di servire con una fresca insalatina mista.</p>
<p style="padding-left: 40px;">Se desiderato si può sostituire il tonno con il salmone.</p></div>
			</div><div class="et_pb_module et_pb_text et_pb_text_2  et_pb_text_align_left et_pb_bg_layout_light">
				
				
				
				
				<div class="et_pb_text_inner"><hr class="lpn-sep" />
<p><span style="color: #737373; font-size: 12pt;"><strong class="credits-label">Per approfondire su Lipimagazine:</strong><br /></span></p>
<p><span style="font-size: 12pt;">&gt; <a href="https://www.lipinutragen.it/sovrappeso-nei-bambini/" target="_blank" rel="noopener">www.lipinutragen.it/sovrappeso-nei-bambini</a></span><br /><span style="font-size: 12pt;">&gt; <a href="https://www.lipinutragen.it/primi-anni-di-vita-e-grassi-essenziali/" target="_blank" rel="noopener">www.lipinutragen.it/primi-anni-di-vita-e-grassi-essenziali</a><br />&gt; <a href="https://www.lipinutragen.it/prevenire-obesita-infantile/" target="_blank" rel="noopener">www.lipinutragen.it/prevenire-obesita-infantile</a><br />&gt; <a href="https://www.lipinutragen.it/omega-3-dha/" target="_blank" rel="noopener">www.lipinutragen.it/omega-3-dha/ </a></span></p>
<hr class="lpn-sep" />
<p><span style="color: #737373; font-size: 12pt;"><strong class="credits-label">Articolo a cura del Gruppo Redazionale di Lipinutragen</strong><br /></span></p>
<p><span style="font-size: 12pt;">Ricetta realizzata da Andreea Popa, Account Data Entry e Customer Care, appassionata di cucina.<br /></span><span style="font-size: 12pt;">I consigli alimentari presenti nell’articolo non sono da intendersi sostitutivi di un piano alimentare personalizzato e sono da adattare ai casi specifici.</span></p>
<hr class="lpn-sep" />
<p><span style="font-size: 12pt;"><strong class="credits-label">Foto:</strong> 123RF Archivio Fotografico: 120537774 : ©vichie81</span></p>
<p style="text-align: left;"><a href="https://www.lipinutragen.it/wp-content/uploads/cubotti-di-tonno-o-salmone-lipinutragen.pdf" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><img decoding="async" class="alignnone wp-image-6223" src="https://www.lipinutragen.it/wp-content/uploads/scarica-pdf.png" alt="" width="35" height="35" /></a> <a href="https://www.lipinutragen.it/wp-content/uploads/cubotti-di-tonno-o-salmone-lipinutragen.pdf" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><span style="font-size: 8pt;">Download</span></a></p></div>
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		<title>Omega-3 alleati del sistema immunitario</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lipinutragen]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 27 Oct 2020 11:30:11 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Omega-3 e omega-6]]></category>
		<category><![CDATA[Salute e nutrizione molecolare]]></category>
		<category><![CDATA[omega 3]]></category>
		<category><![CDATA[omega3]]></category>
		<category><![CDATA[sistema immunitario]]></category>
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				<div class="et_pb_text_inner"><p><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-9040 aligncenter" src="https://www.lipinutragen.it/wp-content/uploads/Grassi-e-sistema-immunitario.jpg" alt="Grassi e sistema immunitario" width="770" height="275" srcset="https://www.lipinutragen.it/wp-content/uploads/Grassi-e-sistema-immunitario.jpg 770w, https://www.lipinutragen.it/wp-content/uploads/Grassi-e-sistema-immunitario-300x107.jpg 300w, https://www.lipinutragen.it/wp-content/uploads/Grassi-e-sistema-immunitario-768x274.jpg 768w" sizes="(max-width: 770px) 100vw, 770px" /></p>
<h2><span style="color: #737373;">La risposta immunitaria</span></h2>
<p>Il <strong>sistema immunitario</strong> svolge la sua azione di difesa dagli agenti patogeni mettendo in atto due tipi di risposta. La prima è quella del sistema immunitario innato, rapido e aspecifico, costituito da:</p>
<ul>
<li>barriere fisiche come la pelle e l’epitelio intestinale che prevengono l’ingresso dei patogeni;</li>
<li>peptidi antimicrobici, sistema del complemento e tutta una serie di cellule quali macrofagi, mastociti, natural killer, cellule dendritiche, granulociti in grado di intercettare i patogeni con un meccanismo di riconoscimento di pattern di specifici recettori.</li>
</ul>
<p>Il sistema innato espleta la sua attività attraverso processi infiammatori e la sua efficacia e velocità di reazione resta invariata anche dopo ripetuta esposizione al medesimo agente patogeno.</p>
<p>La seconda risposta immunitaria è quella del sistema adattativo che prevede l’intervento di cellule antigene-specifiche, i linfociti T in grado di specializzarsi in cellule T caratteristiche e i linfociti B in grado di secernere anticorpi specifici per il singolo agente patogeno. Il sistema adattativo sviluppa una memoria immunitaria con la prima esposizione all’agente patogeno, pertanto durante un’eventuale seconda esposizione, la sua risposta sarà più rapida ed efficace.</p>
<h3><span style="font-size: 18pt; color: #737373;">La cooperazione cellulare<br /></span></h3>
<p>Una difesa immunitaria efficiente è la risultante, oltre che della stretta collaborazione e regolazione di tutti i citotipi del sistema immunitario, della secrezione di citochine e chemochine, molecole regolatorie in grado di richiamare le cellule immunitarie sul sito di attacco e di regolarne l’attivazione oppure la soppressione, in un concerto di modificazioni del metabolismo cellulare e dell’attività delle cellule immunitarie.</p>
<h3><span style="font-size: 18pt; color: #737373;">Nutrizione e cellule immunitarie<br /></span></h3>
<p>La nutrizione svolge un ruolo ormai consolidato nel supporto del sistema immunitario. Numerosi dati clinici confermano che certe vitamine, certi minerali e alcuni acidi grassi, quali gli omega 3 acido alfa linolenico (ALA), acido eicosapentaenoico (EPA) e acido docosaesaenoico (DHA), svolgono un ruolo determinante e complementare a sostegno dei meccanismi dell’immunità.</p>
<h3><span style="font-size: 18pt; color: #737373;">EPA, DHA, ALA e dove trovarli<br /></span></h3>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignright wp-image-10632" src="https://www.lipinutragen.it/wp-content/uploads/Omega-3-e-sistema-immunitario.jpg" alt="" width="320" height="296" />ALA, EPA e DHA sono acidi grassi polinsaturi della serie omega-3; li possiamo e dobbiamo assumere con la dieta perché sebbene EPA e DHA possano essere sintetizzati da ALA attraverso complessi processi metabolici, che vedono coinvolti enzimi quali elongasi, desaturasi e beta-ossidasi, l’efficienza della loro conversione nei Mammiferi, uomo compreso, ha una bassa efficienza.</p>
<p>Le principali fonti di EPA e DHA sono i pesci azzurri (sgombro, alici e sarde), il salmone ed alcune alghe marine sebbene vegetali. Le principali fonti di ALA sono i semi in particolare di chia e lino e le noci.</p>
<p>Occorre tenere presente che gli alimenti contenenti omega-3 portano con sé anche una buona quantità di omega-6, meno coinvolti degli omega-3 nella salute del sistema immunitario, pur restando degni di grande attenzione perché coinvolti nel loro bilanciamento.</p>
<h3><span style="font-size: 18pt; color: #737373;">Meccanismo molecolare e ruolo degli omega-3<br /></span></h3>
<p>È ben noto che il ruolo chiave degli omega-3 si esprima durante il processo infiammatorio. Queste molecole, infatti, sono in grado di esercitare un’azione inibitoria sulla produzione di determinati mediatori della risposta infiammatoria quali eicosaenoidi, chemochine, citochine proinfiammatorie, molecole di adesione e specie reattive dell’ossigeno e contestualmente promuovere la produzione di citochine antinfiammatorie.</p>
<p>Il meccanismo molecolare che sottende questa attività è “l’accensione” di alcuni geni controllata da fattori di trascrizione nucleari presenti nella gran parte delle cellule. Gli omega-3 infatti sono in grado, legandosi, di attivare determinati fattori di trascrizione che modulano tutta una serie di eventi cellulari e metabolici che hanno come fine l’attivazione delle cellule immunitarie.</p>
<p>EPA e DHA presenti sul sito dell’infiammazione sono inoltre convertiti enzimaticamente in molecole quali resolvine, maresine e protectine, specializzate nella risoluzione dell’infiammazione stessa. Tali molecole, insieme con altre, pilotano la risoluzione dell’infiammazione in tutti i distretti corporei compreso quello respiratorio. La carenza di EPA e DHA, dunque, potrebbe causare una risoluzione ritardata e/o subottimale dell’infiammazione delle vie respiratorie.</p>
<h3><span style="font-size: 18pt; color: #737373;">Omega-3 e membrana cellulare<br /></span></h3>
<p>Gli omega-3 assunti con la dieta o a mezzo di integrazione, sono incorporati in tutte le cellule dell’organismo e in virtù della struttura delle loro catene carboniose, portanti diversi doppi legami che le costringono al ripiegamento, non possono impilarsi in modo ordinato nella membrana. Questa loro caratteristica ha come risultante una maggiore fluidità delle membrane biologiche che si riflette sulla funzionalità recettoriale e dunque sulla salute di tutte le cellule, immunitarie comprese.</p>
<h3><span style="font-size: 18pt; color: #737373;">Omega-3 e azione cito-specifica<br /></span></h3>
<p>I meccanismi regolatori dell’immunità da parte degli omega-3 sono citospecifici:</p>
<ul>
<li>sui macrofagi, sentinelle di ingresso dei patogeni, la regolazione influenza la produzione e la secrezione di citochine e chemochine e la capacità fagocitaria di queste cellule. Tutto ciò avviene mediante regolazione genica sulla quale l’impatto di EPA e DHA è diverso. EPA influenza geni coinvolti nella regolazione del ciclo cellulare mentre DHA influenza la regolazione di specifici pathways della risposta immunitaria.</li>
<li>Sui granulociti neutrofili la si esprime sulle capacità di migrazione, di fagocitosi e anche di secrezione di citochine e specie reattive dell’ossigeno. Anche in questo caso il ruolo svolto dal DHA è più specifico e determinante. L’influenza degli omega-3 su questo tipo cellulare è fondamentale anche perché i neutrofili estendono il loro ruolo alla coordinazione della risposta immunitaria.</li>
<li>Nei linfociti T, classe eterogenea di cellule immunitarie con funzioni molto differenti, il condizionamento si vede in alcune patologie, come quelle autoimmunitarie e l’asma, dove il ruolo di soppressione degli omega-3 assunti con la dieta potrebbe essere fondamentale per il decorso della malattia e per la relativa sintomatologia.</li>
<li>Sulle cellule dendritiche, sulle natural killer e sui mastociti, classicamente associati alla patologia allergica, agiscono riducendo la loro attivazione IgE mediata con effetti positivi sulla malattia allergica come sulla dermatite atopica.</li>
</ul>
<h3><span style="font-size: 18pt; color: #737373;">La dieta in supporto del sistema immunitario<br /></span></h3>
<p>Nel caso di malattie nelle quali il responsabile è un agente patogeno, dobbiamo augurarci di non venirne a contatto e non è ragionevole pensare che un’alimentazione corretta possa limitare il rischio di contagio né tantomeno permetterci di guarire.<br />Ciò che davvero possiamo fare attraverso l’alimentazione invece è preparare il nostro organismo ad affrontare l’eventuale malattia nelle migliori condizioni possibili, scegliendo ogni giorno di consumare alimenti che possano supportare il sistema immunitario, come gli omega-3. Dobbiamo ricordare però che il risultato benefico è frutto di un lavoro di coordinazione di tutti i nutrienti e che l’assunzione di un nutriente condiziona l’efficacia dell’altro, potenziandone oppure inibendone l’azione. Fra i micronutrienti più utili a supporto del sistema immunitario ci sono la vitamina D, zinco, magnesio, rame, selenio, la vitamina A, C ed E, e alcune vitamine del complesso B. In particolare, la vitamina D insieme allo zinco e agli omega-3 possono essere considerati dei veri e propri modulatori della risposta immunitaria. Ottimizzare tali nutrienti, nel contesto di una dieta sana ed equilibrata, ci permette di avere uno strumento fondamentale a tutela della salute e soprattutto nella prevenzione.</p>
<hr class="lpn-sep" />
<p><span style="color: #737373;"><span style="font-size: 12pt;"><span style="color: #737373;"><strong class="credits-label">Bibliografia:</strong></span></span></span></p>
<p><span style="font-size: 12pt;"> 1) Naren Gajenthra Kumar et al. Dietary Bioactive Fatty Acids as Modulators of Immune Function: Implicationon Human Health. Nutrients 2019, 11, 2974</span><br /><span style="font-size: 12pt;">2) Sazary, G et al. Effects of Omega-3 Fatty Acids on Immune Cells. Int J. Mol. Sci. 2019, 20, 5028</span><br /><span style="font-size: 12pt;">3) Nidi Kedia-Mehta et al. Competition for Nutrients and its role in controlling immune responses. Nature communicatons 2019, 10-2123</span><br /><span style="font-size: 12pt;">4) Dayong wu et al. Nutritional modulation of immune function: analysis of evidence, mechanisms, and clinical relevance. Frontiers in Immunology january 2019 volume 9, Article 3160.</span></p>
<hr class="lpn-sep" />
<p><strong class="credits-label">Articolo a cura di:</strong></p>
<p><span style="font-size: 12pt;">Dr.ssa Nicoletta Bocchino – Biologo Nutrizionista<br /><em><span style="color: #5f5f5f;"><span style="font-family: inherit, serif;">I consigli alimentari presenti nell’articolo non sono da intendersi sostitutivi di un piano alimentare personalizzato e sono da adattare ai casi specifici.</span></span></em></span></p>
<hr class="lpn-sep" />
<p><span style="font-size: 12pt;"><span style="font-size: 12pt;"><strong class="credits-label">Foto:</strong> 123RF Archivio Fotografico: <span id="imageIdText">114561101</span> @burgstedt / 123rf.com &#8211; <span id="imageIdText">117453296</span> @Yulia Mikhaylova / 123rf.com</span></span></p>
<p class="alignnone" style="text-align: left;"><a href="https://www.lipinutragen.it/wp-content/uploads/Omega-3-alleati-del-sistema-immunitario-lipinutragen.pdf" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone wp-image-6223" src="https://www.lipinutragen.it/wp-content/uploads/scarica-pdf.png" alt="" width="35" height="35" /></a> <a href="https://www.lipinutragen.it/wp-content/uploads/Omega-3-alleati-del-sistema-immunitario-lipinutragen.pdf" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><span style="font-size: 8pt;">Download</span></a></p></div>
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<p>L'articolo "<a href="https://www.lipinutragen.it/omega-3-alleati-del-sistema-immunitario/">Omega-3 alleati del sistema immunitario</a>" è online sul blog di <a href="https://www.lipinutragen.it">Lipinutragen</a></p>
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		<title>Pesce: l&#8217;alimento ricco di Omega 3</title>
		<link>https://www.lipinutragen.it/pesce-ricco-di-omega3/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Lipinutragen]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 10 Nov 2017 11:30:56 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ricette di nutrilipidomica]]></category>
		<category><![CDATA[omega3]]></category>
		<category><![CDATA[pesce]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L'articolo "<a href="https://www.lipinutragen.it/pesce-ricco-di-omega3/">Pesce: l&#8217;alimento ricco di Omega 3</a>" è online sul blog di <a href="https://www.lipinutragen.it">Lipinutragen</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div class="et_pb_section et_pb_section_2 et_section_regular" >
				
				
				
				
				
				
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				<div class="et_pb_text_inner"><p><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-6170 alignnone" src="https://www.lipinutragen.it/wp-content/uploads/Nutri-lipidomica.png" alt="Nutri lipidomica" width="401" height="67" /><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-6948 aligncenter" src="https://www.lipinutragen.it/wp-content/uploads/pesce-ricco-di-omega3.jpg" alt="" width="770" height="340" srcset="https://www.lipinutragen.it/wp-content/uploads/pesce-ricco-di-omega3.jpg 770w, https://www.lipinutragen.it/wp-content/uploads/pesce-ricco-di-omega3-300x132.jpg 300w, https://www.lipinutragen.it/wp-content/uploads/pesce-ricco-di-omega3-768x339.jpg 768w" sizes="(max-width: 770px) 100vw, 770px" /></p>
<h2><span style="color: #737373;">Il consumo di pesce per una alimentazione sana ed equilibrata<br /></span></h2>
<p>In Italia si sta assistendo alla crescita del <strong>consumo di prodotti della pesca</strong>, portandoci solo da pochi anni ai livelli medi europei.</p>
<p>Le linee guida sull’alimentazione consigliano il consumo di pesce, con particolare rilievo al pesce ricco di grassi Omega 3, per i suoi benefici sulla salute.</p>
<table>
<tbody>
<tr style="background-color: #f5efba;">
<td style="width: 491.45px;"><span style="font-size: 11pt;"><b>Omega 3 (EPA e DHA) nei principali prodotti ittici</b></span></td>
<td style="width: 90.55px;"><span style="font-size: 11pt;">g/100 g</span></td>
</tr>
<tr>
<td style="width: 491.45px;"><span style="font-size: 11pt;">Salmone dell’Atlantico, di allevamento, cotto al forno/alla piastra</span></td>
<td style="width: 90.55px;"><span style="font-size: 11pt;">1.8</span></td>
</tr>
<tr>
<td style="width: 491.45px;"><span style="font-size: 11pt;">Acciuga europea, sott’olio, sgocciolata</span></td>
<td style="width: 90.55px;"><span style="font-size: 11pt;">1.7</span></td>
</tr>
<tr>
<td style="width: 491.45px;"><span style="font-size: 11pt;">Sardina del Pacifico, in salsa di pomodoro, sgocciolata</span></td>
<td style="width: 90.55px;"><span style="font-size: 11pt;">1.4</span></td>
</tr>
<tr>
<td style="width: 491.45px;"><span style="font-size: 11pt;">Aringa dell’Atlantico, in salamoia</span></td>
<td style="width: 90.55px;"><span style="font-size: 11pt;">1.2</span></td>
</tr>
<tr>
<td style="width: 491.45px;"><span style="font-size: 11pt;">Sgombro dell’Atlantico, cotto al forno/alla piastra</span></td>
<td style="width: 90.55px;"><span style="font-size: 11pt;">1.0</span></td>
</tr>
<tr>
<td style="width: 491.45px;"><span style="font-size: 11pt;">Trota arcobaleno, di allevamento, cotta al forno/alla piastra</span></td>
<td style="width: 90.55px;"><span style="font-size: 11pt;">1.0</span></td>
</tr>
<tr>
<td style="width: 491.45px;"><span style="font-size: 11pt;">*Pesce spada, cotto a secco</span></td>
<td style="width: 90.55px;"><span style="font-size: 11pt;">0.7</span></td>
</tr>
<tr>
<td style="width: 491.45px;"><span style="font-size: 11pt;">*Tonno bianco, conservato in acqua, sgocciolato</span></td>
<td style="width: 90.55px;"><span style="font-size: 11pt;">0.7</span></td>
</tr>
<tr>
<td style="width: 491.45px;"><span style="font-size: 11pt;">Pesci piatti (tipo sogliola, platessa), cotti al forno/alla piastra</span></td>
<td style="width: 90.55px;"><span style="font-size: 11pt;">0.4</span></td>
</tr>
<tr>
<td style="width: 491.45px;"><span style="font-size: 11pt;">Halibut del Pacifico e dell’Atlantico, cotto al forno/alla piastra</span></td>
<td style="width: 90.55px;"><span style="font-size: 11pt;">0.4</span></td>
</tr>
<tr>
<td style="width: 491.45px;"><span style="font-size: 11pt;">Merluzzo dell’Atlantico, cotto al forno/alla piastra</span></td>
<td style="width: 90.55px;"><span style="font-size: 11pt;">0.1</span></td>
</tr>
<tr>
<td style="width: 491.45px;"><span style="font-size: 11pt;">Cozza blu, cotta al vapore</span></td>
<td style="width: 90.55px;"><span style="font-size: 11pt;">0.7</span></td>
</tr>
<tr>
<td style="width: 491.45px;"><span style="font-size: 11pt;">Ostrica orientale, selvatica, cotta al forno/alla piastra</span></td>
<td style="width: 90.55px;"><span style="font-size: 11pt;">0.5</span></td>
</tr>
<tr>
<td style="width: 491.45px;"><span style="font-size: 11pt;">Capasanta, di varie specie, cotta al forno/alla piastra</span></td>
<td style="width: 90.55px;"><span style="font-size: 11pt;">0.3</span></td>
</tr>
<tr>
<td style="width: 491.45px;"><span style="font-size: 11pt;">Vongole, di varie specie, cotte a vapore</span></td>
<td style="width: 90.55px;"><span style="font-size: 11pt;">0.2</span></td>
</tr>
<tr>
<td style="text-align: left; width: 491.45px;"><span style="font-size: 11pt;">Gamberetti, di varie specie, cotti a vapore</span></td>
<td style="width: 90.55px;">
<p style="text-align: left;"><span style="font-size: 11pt;">0.3</span></p>
</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p><span style="font-size: 10pt;"><br />Fonte: U<em>SDA Nutrient Database for Standard Reference<br /></em>*Attenzione ai pesci di grossa taglia per il loro contenuto indesiderato di metalli pesanti</span></p>
<h3><span style="color: #737373; font-size: 18pt;">Caratteristiche nutrizionali e vantaggi del pesce più magro<br /></span></h3>
<p>Le 3-4 porzioni settimanali non devono essere integralmente costituite da salmone o da pesce azzurro, ma si possono alternare anche con pesce più magro, come il <strong>nasello</strong> o la <strong>gallinella</strong>, che presentano altre caratteristiche nutrizionali e altri tipi di vantaggi; tra questi ricordiamo che:</p>
<ul>
<li>sono carni ben digeribili grazie al basso contenuto di connettivo;</li>
<li>contengono proteine ad elevato valore biologico;</li>
<li>sono ricchi di oligoelementi;</li>
<li>hanno un basso contenuto di istamina;</li>
<li>sono specie spesso provenienti da una filiera corta e in molti casi locale;</li>
<li>sono di piccola taglia, quindi con un basso accumulo di sostanze inquinanti;</li>
<li>hanno prezzi medio-bassi;</li>
<li>non richiedono preparazioni elaborate.</li>
</ul>
<p>Ricordiamo che esiste un’industria europea dell’acquacoltura sostenibile e pulita che sta emergendo per incontrare la crescente domanda di prodotti ittici (1, 2). Il pesce pescato non potrà soddisfare le esigenze alimentari mondiali ancora per molto, senza poi dimenticare che i livelli di inquinamento dei mari, dei fiumi e dei laghi lo rendono sempre più contaminato e con potenziali rischi anche per l’uomo.</p>
<h3><em><span style="color: #a56b39; font-size: 14pt;">La ricetta NUTRI-lipidomica</span></em><br /><span style="color: #737373; font-size: 18pt;">Nasello con salsa al ginger<br /></span></h3>
<p>Piatto proteico di <strong>facile preparazione</strong>, che può essere accompagnato da verdure a piacere e riso basmati cotto separatamente.</p>
<p><strong><span style="color: #737373;">Ingredienti</span></strong></p>
<ul>
<li>filetti di nasello o merluzzo 120-160 g a testa</li>
<li>1 limone</li>
<li>radice di zenzero 20 g</li>
<li>olio extrav. d’oliva 20 g (1-2 cucchiai)</li>
<li>1 rametto di rosmarino</li>
</ul></div>
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				<div class="et_pb_text_inner"><p style="padding-left: 40px;"><strong><span style="color: #737373;"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-7286 size-full alignright" src="https://www.lipinutragen.it/wp-content/uploads/nasello-e-zenzero.jpg" alt="" width="250" height="250" /></span></strong></p>
<p style="padding-left: 40px;"><b><span style="color: #737373;">Preparazione</span> </b></p>
<p style="padding-left: 40px;">Scegliere del nasello fresco del mediterraneo di cui utilizzare i filetti, oppure prendere dei filetti congelati di merluzzo dell’Atlantico. La porzione può andare da 120 a 160 g circa di prodotto pulito a testa.</p>
<p style="padding-left: 70px;"><b>Preparazione della salsa<br /></b>Utilizzare una radice di zenzero, pelata e grattugiata. Metterla in una ciotolina e mescolatela con l’olio, il succo di limone e un pizzico di sale.</p>
<p style="padding-left: 40px;">Ponete i filetti di nasello/merluzzo su una placca rivestita con la carta forno, cospargendoli con la salsa preparata in precedenza.</p>
<p style="padding-left: 40px;">Riscaldare il forno a 220° e cuocere per 25 minuti.</p>
<p style="padding-left: 40px;"><em><span style="font-size: 10pt;">L&#8217;immagine ha il solo scopo illustrativo</span></em></p>
<p>&nbsp;</p></div>
			</div><div class="et_pb_module et_pb_text et_pb_text_6  et_pb_text_align_left et_pb_bg_layout_light">
				
				
				
				
				<div class="et_pb_text_inner"><hr class="lpn-sep" />
<p><span style="color: #737373;"><span style="font-size: 12pt;"><strong class="credits-label">Bibliografia:</strong></span></span><br /><span style="font-size: 12pt;">(1) European Commission website, Fisheries, INSEPARABLE, Eat, Buy and Sell Sustainable Fish, last updated 27th November 2014. <a href="https://ec.europa.eu/fisheries/inseparable/en/farmed-eu" target="_blank" rel="noopener noreferrer">https://ec.europa.eu/fisheries/inseparable/en/farmed-eu</a><br />(2) Exploring the biological and socio-economic potential of new/emerging candidate fish species for expansion of the European aquaculture industry (DIVERSIFY). <a href="http://www.diversifyfish.eu/summary.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">http://www.diversifyfish.eu/summary.html</a><br /></span></p>
<hr class="lpn-sep" />
<p><strong class="credits-label">Articolo a cura di</strong><br /><span style="font-size: 12pt;"> <em>Dr. Francesco Bonucci &#8211; Biologo Nutrizionista</em></span></p>
<p><span style="font-size: 12pt;"><em>I consigli alimentari presenti nell’articolo non sono da intendersi sostitutivi di un piano alimentare personalizzato e sono da adattare ai casi specifici.</em></span></p>
<hr class="lpn-sep" />
<p><strong class="credits-label">Foto:</strong> <span style="color: #737373;">123RF Archivio Fotografico</span> | ©studioworkstock,  <em>43584488,</em>  2017-07-11 | ©lsantilli, <em>14788552</em>, 2017-07-11<br /></span></p>
<p style="text-align: left;"><a href="https://www.lipinutragen.it/wp-content/uploads/Pesce_-l’alimento-ricco-di-Omega-3-–-Lipinutragen.pdf" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone wp-image-6223" src="https://www.lipinutragen.it/wp-content/uploads/scarica-pdf.png" alt="" width="35" height="35" /></a> <a href="https://www.lipinutragen.it/wp-content/uploads/Pesce_-l’alimento-ricco-di-Omega-3-–-Lipinutragen.pdf" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><span style="font-size: 8pt;">Download</span></a></p></div>
			</div>
			</div>
				
				
				
				
			</div>
				
				
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			</item>
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		<title>Stanchezza: consigli alimentari e non</title>
		<link>https://www.lipinutragen.it/stanchezza-consigli-alimentari/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Lipinutragen]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 09 Jun 2017 10:30:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Salute e nutrizione molecolare]]></category>
		<category><![CDATA[Stile di vita e prevenzione]]></category>
		<category><![CDATA[consigli alimentari]]></category>
		<category><![CDATA[omega3]]></category>
		<category><![CDATA[stanchezza]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>[/vc_column_text][separator width=&#8221;95%&#8221; height=&#8221;1px&#8221; color=&#8221;#dddddd&#8221; margin_top=&#8221;0&#8243; margin_bottom=&#8221;20px&#8221;][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column][/vc_column_text][vc_empty_space height=&#8221;20px&#8221;][vc_column_text css=&#8221;.vc_custom_1501579889073{padding-bottom: 10px !important;}&#8221;] Cosa si intende per “stanchezza”? La stanchezza può avere diverse origini ed essere la conseguenza di una patologia oppure il sintomo di un malessere diffuso e aspecifico. Per questo motivo è importante escludere una malattia o uno stato acuto, riportando i propri sintomi al medico [&#8230;]</p>
<p>L'articolo "<a href="https://www.lipinutragen.it/stanchezza-consigli-alimentari/">Stanchezza: consigli alimentari e non</a>" è online sul blog di <a href="https://www.lipinutragen.it">Lipinutragen</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-6170 alignnone" src="https://www.lipinutragen.it/wp-content/uploads/Nutri-lipidomica.png" alt="Nutri lipidomica" width="401" height="67" />[/vc_column_text][separator width=&#8221;95%&#8221; height=&#8221;1px&#8221; color=&#8221;#dddddd&#8221; margin_top=&#8221;0&#8243; margin_bottom=&#8221;20px&#8221;][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column]<img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-6697" src="https://www.lipinutragen.it/wp-content/uploads/stanchezza.jpg" alt="stanchezza" width="770" height="300" srcset="https://www.lipinutragen.it/wp-content/uploads/stanchezza.jpg 770w, https://www.lipinutragen.it/wp-content/uploads/stanchezza-300x117.jpg 300w, https://www.lipinutragen.it/wp-content/uploads/stanchezza-768x299.jpg 768w" sizes="(max-width: 770px) 100vw, 770px" />[/vc_column_text][vc_empty_space height=&#8221;20px&#8221;][vc_column_text css=&#8221;.vc_custom_1501579889073{padding-bottom: 10px !important;}&#8221;]</p>
<h1><span style="color: #737373;">Cosa si intende per “stanchezza”?<br />
</span></h1>
<p>La stanchezza può avere diverse origini ed essere la conseguenza di una patologia oppure il sintomo di un malessere diffuso e aspecifico.</p>
<p>Per questo motivo è importante escludere una malattia o uno stato acuto, riportando i propri sintomi al medico curante che proporrà eventuali approfondimenti.</p>
<p>Si evidenzia, ad esempio, che la stanchezza può accompagnare condizioni di anemia, può essere secondaria a infezioni o a patologie, tra cui l’insufficienza renale cronica, le malattie neurodegenerative (Parkinson, Sclerosi Multipla, ecc.), la depressione, i tumori e le terapie adiuvanti, l’ipotiroidismo, la celiachia, l’obesità e la malnutrizione.</p>
<p>Esiste anche un disturbo detto Sindrome di Fatica Cronica (CFS), che è contraddistinto dalla permanenza dei sintomi tipici per almeno 6 mesi, senza apprezzare miglioramenti col riposo (1); le cause sono ignote, ma si è riscontrato che <strong>le persone affette da questo disturbo hanno un problema a livello cellulare nella produzione di energia a livello mitocondriale</strong>.[/vc_column_text][vc_empty_space height=&#8221;5px&#8221;][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column][vc_column_text css=&#8221;.vc_custom_1496818406659{padding-bottom: 10px !important;}&#8221;]</p>
<h3><span style="font-size: 18pt; color: #737373;">Consigli della Harvard Medical School sulla CFS</span></h3>
<p>&nbsp;</p>
<p>[/vc_column_text][vc_column_text css=&#8221;.vc_custom_1496818430991{padding-bottom: 10px !important;}&#8221;]</p>
<ul>
<li>Fare dei cambiamenti dello stile di vita volti ad una riduzione dello stress fisico e psichico. Vivere in un perenne stato di “allarme” produce in continuo ormoni che normalmente dovrebbero attivarsi solo per brevi periodi.</li>
<li>Praticare attività fisica con regolarità e gradualità. Lo sport troppo intenso può invece avere un effetto controproducente.</li>
<li>Trattare eventuali disturbi dell’umore, quali la depressione, o dolori diffusi, spesso associati alla CFS.</li>
<li>Valutare l’assunzione di acidi grassi omega 3; benché non facciano parte dei protocolli ufficiali, vi sono studi che ne supportano l’integrazione.</li>
</ul>
<p>[/vc_column_text][vc_empty_space height=&#8221;10px&#8221;][vc_column_text css=&#8221;.vc_custom_1496818471539{padding-bottom: 10px !important;}&#8221;]</p>
<h3><span style="font-size: 18pt; color: #737373;">Come combattere la stanchezza con la dieta<br />
</span></h3>
<p>[/vc_column_text][vc_column_text css=&#8221;.vc_custom_1496930447454{padding-top: 20px !important;}&#8221;]Tutte le condizioni accompagnate da uno stato di stanchezza, sia riconducibili ad una precisa patologia che legate a situazioni aspecifiche, beneficiano di una <strong>nutrizione ottimale</strong>, di una moderata <strong>attività fisica</strong>, di una buona composizione corporea e, in gran parte dei casi, di un corretto <strong>dimagrimento</strong>.</p>
<p>Il <strong>giusto equilibrio di un’alimentazione normocalorica e bilanciata e di un’attività fisica moderata,</strong> porta ad <strong>esprimere al meglio il nostro potenziale cellulare</strong>, potenziale che è mediato da due importanti ormoni: la leptina e l’adiponectina. I messaggi che trasmettono questi due ormoni vengono integrati a livello centrale in una struttura del cervello detta ipotalamo, consentendo la regolazione dei segnali di fame e sazietà.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignright size-full wp-image-6696" src="https://www.lipinutragen.it/wp-content/uploads/omega3-1.jpg" alt="omega 3" width="250" height="250" srcset="https://www.lipinutragen.it/wp-content/uploads/omega3-1.jpg 250w, https://www.lipinutragen.it/wp-content/uploads/omega3-1-150x150.jpg 150w" sizes="(max-width: 250px) 100vw, 250px" />La quantità e la qualità dei cibi assunti, determinano dei cambiamenti nella dinamica dei mitocondri (le nostre centrali energetiche cellulari) che potranno preferire la dissipazione o l’accumulo di energia. Se da un lato è importante non eccedere con gli introiti alimentari, dall’altro non bisogna scendere troppo al di sotto dei propri fabbisogni calorici, bilanciando l’attività motoria o sportiva in modo coerente.</p>
<p>Risulta pertanto importante raggiungere un <strong>peso di salute</strong>, identificandolo non solo tramite il rapporto tra peso e altezza, ma con la valutazione della propria composizione corporea, differenziando il grasso dal muscolo (da non confondere con la massa magra), nonché dai liquidi intra ed extracellulari. L’esame che meglio descrive queste grandezze, non invasivo né costoso, è l’analisi tricompartimentale della bioimpedenza corporea.[/vc_column_text][vc_empty_space height=&#8221;20px&#8221;][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column][vc_row_inner][vc_column_inner][vc_column_text]La dieta equilibrata dovrà quindi essere volta a raggiungere o a mantenere la propria composizione corporea ottimale e a mantenere alto il funzionamento delle centrali energetiche delle cellule. Questo si può ottenere con:</p>
<ul>
<li>i giusti apporti calorici;</li>
<li>la ripartizione bilanciata dei macronutrienti (carboidrati, proteine e grassi);</li>
<li>la presenza costante di micronutrienti (vitamine e minerali) e di sostanze bioattive (polifenoli, ecc.);</li>
<li>un corretto apporto di acqua.</li>
</ul>
<p>Di particolare rilievo nel buon funzionamento cellulare risultano essere gli acidi grassi Omega-3 che, se correttamente integrati, promuovono un miglior funzionamento mitocondriale e una ridotta produzione di radicali liberi (ROS). Un effetto opposto è stato invece riportato con dosi elevate di grassi saturi.</p>
<p>Si ricorda che gli Omega-3 devono essere obbligatoriamente introdotti con i cibi. L’intervallo di riferimento per l’assunzione di questi nutrienti è compreso tra lo 0,5 e il 2,0% dell’energia totale della dieta e, in particolare per EPA e DHA, è considerato adeguato un livello di assunzione media giornaliera di 250 mg (3).</p>
<p>EPA e DHA sono presenti nelle alghe e nei prodotti della pesca. In tabella vengono riportate le principali fonti alimentari.<span style="font-size: 10pt;">Fonte: USDA Nutrient Database for Standard Reference</span></p>
<p><span style="font-size: 10pt;">*Attenzione ai pesci di grossa taglia per il loro contenuto indesiderato di metalli pesanti</span>[/vc_column_text][vc_empty_space height=&#8221;5px&#8221;][/vc_column_inner][/vc_row_inner][vc_empty_space height=&#8221;40px&#8221;][separator width=&#8221;95%&#8221; height=&#8221;1px&#8221; color=&#8221;#dddddd&#8221; margin_top=&#8221;0&#8243; margin_bottom=&#8221;20px&#8221;][vc_column_text css=&#8221;.vc_custom_1496819036567{padding-top: 10px !important;padding-bottom: 10px !important;}&#8221;]<span style="color: #737373;"><span style="font-size: 10pt;">Bibliografia</span></span></p>
<p><span style="font-size: 10pt;">(1) Centers for Disease Control and Prevention (CDC). http://www.cdc.gov/cfs/ {http://www.cdc.gov/cfs/}<br />
(2) Putti L, et al. Diet impact on mitochondrial bioenergetics and dynamics. Frontiers in Physiology. 6:109. doi: 10.3389/fphys.2015.00109<br />
(3) LARN IV Revisione. Livelli di Assunzione di Riferimento di Nutrienti ed energia. 2014.</span>[/vc_column_text][separator width=&#8221;95%&#8221; height=&#8221;1px&#8221; color=&#8221;#dddddd&#8221; margin_top=&#8221;0&#8243; margin_bottom=&#8221;20px&#8221;][vc_column_text css=&#8221;.vc_custom_1487748308510{padding-top: 10px !important;padding-bottom: 10px !important;}&#8221;]<span style="color: #737373;"><span style="font-size: 10pt;">Articolo a cura di:</span></span><br />
<span style="font-size: 10pt;"> <em>Dr. Francesco Bonucci &#8211; Biologo Nutrizionista</em></span></p>
<p><span style="font-size: 10pt;"><em>I consigli alimentari presenti nell’articolo non sono da intendersi sostitutivi di un piano alimentare personalizzato e sono da adattare ai casi specifici.</em></span>[/vc_column_text][vc_empty_space height=&#8221;40px&#8221;][/vc_column][/vc_row][vc_row css=&#8221;.vc_custom_1487776942618{padding-bottom: 40px !important;}&#8221;][vc_column][separator width=&#8221;95%&#8221; height=&#8221;1px&#8221; color=&#8221;#dddddd&#8221; margin_top=&#8221;0&#8243; margin_bottom=&#8221;20px&#8221;][vc_column_text]<span style="font-size: 8pt;">Foto: <span style="color: #737373;">123RF Archivio Fotografico</span> | ©pixelbliss, 58035745, 2017-06-08 | ©Gennady Kireev, 33719340, 2017-06-08<br />
</span>[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column][vc_empty_space height=&#8221;20px&#8221;][separator width=&#8221;95%&#8221; height=&#8221;1px&#8221; color=&#8221;#dddddd&#8221; margin_top=&#8221;0&#8243; margin_bottom=&#8221;20px&#8221;][vc_row_inner][vc_column_inner width=&#8221;1/4&#8243; css=&#8221;.vc_custom_1487868100050{background-color: #ffffff !important;}&#8221;][vc_column_text]</p>
<p class="alignnone" style="text-align: left;"><a href="https://www.lipinutragen.it/wp-content/uploads/Stanchezza-consigli-alimentari-e-non_.pdf" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone wp-image-6223" src="https://www.lipinutragen.it/wp-content/uploads/scarica-pdf.png" width="35" height="35" /> <span style="font-size: 8pt;">Download</span></a></p>
<p>L'articolo "<a href="https://www.lipinutragen.it/stanchezza-consigli-alimentari/">Stanchezza: consigli alimentari e non</a>" è online sul blog di <a href="https://www.lipinutragen.it">Lipinutragen</a></p>
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		<item>
		<title>Tiredness: nutritional &#038; non-nutri tips</title>
		<link>https://www.lipinutragen.it/tiredness-nutritional-and-non-nutri-tips/</link>
					<comments>https://www.lipinutragen.it/tiredness-nutritional-and-non-nutri-tips/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lipinutragen]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 09 Jun 2017 10:30:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Molecular health and nutrition]]></category>
		<category><![CDATA[consigli alimentari]]></category>
		<category><![CDATA[nutritional tips]]></category>
		<category><![CDATA[omega3]]></category>
		<category><![CDATA[stanchezza]]></category>
		<category><![CDATA[tiredness]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>[/vc_column_text][separator width=&#8221;95%&#8221; height=&#8221;1px&#8221; color=&#8221;#dddddd&#8221; margin_top=&#8221;0&#8243; margin_bottom=&#8221;20px&#8221;][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column][/vc_column_text][vc_empty_space height=&#8221;20px&#8221;][vc_column_text css=&#8221;.vc_custom_1496823781660{padding-bottom: 10px !important;}&#8221;] What is “tiredness”? Tiredness can have different origins and be the consequence of a disease or symptom of a widespread and unspecified illness. For this reason, it is important to exclude a disease or an acute condition, returning your symptoms to the treating physician. For [&#8230;]</p>
<p>L'articolo "<a href="https://www.lipinutragen.it/tiredness-nutritional-and-non-nutri-tips/">Tiredness: nutritional &#038; non-nutri tips</a>" è online sul blog di <a href="https://www.lipinutragen.it">Lipinutragen</a></p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-6220 size-full alignleft" src="https://www.lipinutragen.it/wp-content/uploads/Nutri-lipidomics.png" alt="" width="330" height="69" />[/vc_column_text][separator width=&#8221;95%&#8221; height=&#8221;1px&#8221; color=&#8221;#dddddd&#8221; margin_top=&#8221;0&#8243; margin_bottom=&#8221;20px&#8221;][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column]<img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-6697" src="https://www.lipinutragen.it/wp-content/uploads/stanchezza.jpg" alt="stanchezza" width="770" height="300" srcset="https://www.lipinutragen.it/wp-content/uploads/stanchezza.jpg 770w, https://www.lipinutragen.it/wp-content/uploads/stanchezza-300x117.jpg 300w, https://www.lipinutragen.it/wp-content/uploads/stanchezza-768x299.jpg 768w" sizes="(max-width: 770px) 100vw, 770px" />[/vc_column_text][vc_empty_space height=&#8221;20px&#8221;][vc_column_text css=&#8221;.vc_custom_1496823781660{padding-bottom: 10px !important;}&#8221;]</p>
<h2><span style="color: #737373;">What is “tiredness”?<br />
</span></h2>
<p>Tiredness can have different origins and be the consequence of a disease or symptom of a widespread and unspecified illness.</p>
<p>For this reason, it is important to exclude a disease or an acute condition, returning your symptoms to the treating physician.</p>
<p>For example, tiredness can accompany anemia, may be secondary to infections or pathologies, including chronic kidney failure, neurodegenerative diseases (Parkinson&#8217;s disease, multiple sclerosis, etc.), depression, tumors and its therapies, hypothyroidism, celiac disease, obesity and malnutrition.</p>
<p>There is also a disorder called <strong>Chronic Fatigue Syndrome (CFS)</strong>, which is characterized by the permanence of typical symptoms for at least 6 months, without appreciating resting improvements (1); the causes are unknown, but it has been found that <strong>people with this disorder have a cell-level problem in mitochondrial energy production.</strong>[/vc_column_text][vc_empty_space height=&#8221;5px&#8221;][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column][vc_column_text css=&#8221;.vc_custom_1496823798902{padding-bottom: 10px !important;}&#8221;]</p>
<h3><span style="font-size: 18pt; color: #737373;">Harvard Medical School advice on CFS</span></h3>
<p>[/vc_column_text][vc_column_text css=&#8221;.vc_custom_1496823843171{padding-bottom: 10px !important;}&#8221;]</p>
<ul>
<li>Make lifestyle changes aimed at reducing physical and psychic stress. Living in a perpetual state of &#8220;alert&#8221; produces continuous hormones that should normally only be activated for short periods.</li>
<li>Practice physical activity with regularity and graduation. Excessive sports can have a counterproductive effect.</li>
<li>Treat any mood disorders, such as depression, or diffuse pain, often associated with CFS.</li>
<li>Assess the intake of omega 3 fatty acids; although they are not part of the official protocols, there are studies that support their integration.</li>
</ul>
<p>[/vc_column_text][vc_empty_space height=&#8221;10px&#8221;][vc_column_text css=&#8221;.vc_custom_1496823814338{padding-bottom: 10px !important;}&#8221;]</p>
<h3><span style="font-size: 18pt; color: #737373;">How to fight tiredness with diet<br />
</span></h3>
<p>[/vc_column_text][vc_column_text css=&#8221;.vc_custom_1496931226076{padding-top: 20px !important;}&#8221;]All conditions accompanied by a state of fatigue, due to a specific pathology that are related to unspecific situations, benefit from <strong>optimum nutrition</strong>, moderate <strong>physical activity</strong>, good bodily composition and, in large part, a correct <strong>loss of weight</strong>.</p>
<p><strong>The right balance of calorie-balanced and balanced diet and moderate physical activity leads to the best possible expression of our cellular potential, </strong>which is mediated by two important hormones: leptin and adiponectin. Messages that transmit these two hormones are centrally integrated into a brain structure called hypothalamus, allowing regulation of hunger and satiety signals.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignright size-full wp-image-6696" src="https://www.lipinutragen.it/wp-content/uploads/omega3-1.jpg" alt="omega 3" width="250" height="250" srcset="https://www.lipinutragen.it/wp-content/uploads/omega3-1.jpg 250w, https://www.lipinutragen.it/wp-content/uploads/omega3-1-150x150.jpg 150w" sizes="(max-width: 250px) 100vw, 250px" />The quantity and quality of the foods will result in changes in the mitochondria dynamics (our cellular power “stations”) that may prefer dissipation or energy accumulation. While it is important not to exceed the food intake, on the other hand you should not go too far below your caloric needs, balancing your sporting activity.</p>
<p>It is important to achieve <strong>a weight of health</strong>, identifying it not only through the relationship between weight and height, but with the evaluation of your body composition, differentiating fat from muscle (not to be confused with lean mass), as well as intra and extracellular fluids. The exam that best describes these magnitudes, not invasive or expensive, is the tricompartmental analysis of bodily bioimpedance.[/vc_column_text][vc_empty_space height=&#8221;20px&#8221;][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column][vc_row_inner][vc_column_inner][vc_column_text]The balanced diet should be aimed at achieving or maintaining its optimal body composition and maintaining high the cellular functioning. This can be achieved with:</p>
<ul>
<li>the right caloric intake;</li>
<li>balanced distribution of macronutrients (carbohydrates, proteins and fats);</li>
<li>Constant presence of micronutrients (vitamins and minerals) and bioactive substances (polyphenols, etc.);</li>
<li>a proper supply of water.</li>
</ul>
<p>In particular, Omega-3 fatty acids are important for the “good” cellular functioning, which, if properly integrated, promote better mitochondrial functioning and reduced free radical production (ROS). Instead, an opposite effect was reported with high doses of saturated fat.</p>
<p>Remember that Omega-3s must be introduced with food. The reference interval for the intake of these nutrients is between 0.5 and 2.0% of the total dietary energy and, in particular for EPA and DHA, an average daily intake of 250 mg (3). EPA and DHA are present in algae and fishery products.</p>
<p>The following table lists the main sources of food.[/vc_column_text][vc_empty_space height=&#8221;20px&#8221;]<span style="font-size: 10pt;">Source: USDA Nutrient Database for Standard Reference</span></p>
<p><span style="font-size: 10pt;">* Beware of unwanted heavy metal content in large-scale fish.</span>[/vc_column_text][/vc_column_inner][/vc_row_inner][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column][vc_empty_space height=&#8221;40px&#8221;][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column][separator width=&#8221;95%&#8221; height=&#8221;1px&#8221; color=&#8221;#dddddd&#8221; margin_top=&#8221;0&#8243; margin_bottom=&#8221;20px&#8221;][vc_column_text]<span style="color: #737373;"><span style="font-size: 10pt;">Bibliography</span></span></p>
<p><span style="font-size: 10pt;">(1) Centers for Disease Control and Prevention (CDC). http://www.cdc.gov/cfs/ {http://www.cdc.gov/cfs/}<br />
(2) Putti L, et al. Diet impact on mitochondrial bioenergetics and dynamics. Frontiers in Physiology. 6:109. doi: 10.3389/fphys.2015.00109<br />
(3) LARN IV Revisione. Livelli di Assunzione di Riferimento di Nutrienti ed energia. 2014.</span>[/vc_column_text][separator width=&#8221;95%&#8221; height=&#8221;1px&#8221; color=&#8221;#dddddd&#8221; margin_top=&#8221;0&#8243; margin_bottom=&#8221;20px&#8221;][vc_column_text css=&#8221;.vc_custom_1488984445057{padding-top: 10px !important;padding-bottom: 10px !important;}&#8221;]<span style="color: #737373;"><span style="font-size: 10pt;">Article by:</span></span><br />
<span style="font-size: 10pt;"> <em>Nutritionist Dr. Francesco Bonucci<br />
</em></span></p>
<p><em><span style="font-size: 10pt;">The diet tips, written in the article, are not intended to be a substitute for a personal nutrition plan and are to be adapted to specific cases.</span></em>[/vc_column_text][vc_empty_space height=&#8221;40px&#8221;][/vc_column][/vc_row][vc_row css=&#8221;.vc_custom_1487776942618{padding-bottom: 40px !important;}&#8221;][vc_column][separator width=&#8221;95%&#8221; height=&#8221;1px&#8221; color=&#8221;#dddddd&#8221; margin_top=&#8221;0&#8243; margin_bottom=&#8221;20px&#8221;][vc_column_text]<span style="font-size: 8pt;">Photo: <span style="color: #737373;">123RF Archivio Fotografico</span> | ©pixelbliss, 58035745, 2017-06-08 | ©Gennady Kireev, 33719340, 2017-06-08<br />
</span>[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row]</p>
<p>[/vc_column_text][separator width=&#8221;95%&#8221; height=&#8221;1px&#8221; color=&#8221;#dddddd&#8221; margin_top=&#8221;0&#8243; margin_bottom=&#8221;20px&#8221;][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column][vc_row_inner][vc_column_inner width=&#8221;1/4&#8243; css=&#8221;.vc_custom_1487868100050{background-color: #ffffff !important;}&#8221;][vc_column_text]</p>
<p class="alignnone" style="text-align: left;"><a href="https://www.lipinutragen.it/wp-content/uploads/Tiredness-nutritional-non-nutri-tips_.pdf" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone wp-image-6223" src="https://www.lipinutragen.it/wp-content/uploads/scarica-pdf.png" width="35" height="35" /> <span style="font-size: 8pt;">Download</span></a></p>
<p>L'articolo "<a href="https://www.lipinutragen.it/tiredness-nutritional-and-non-nutri-tips/">Tiredness: nutritional &#038; non-nutri tips</a>" è online sul blog di <a href="https://www.lipinutragen.it">Lipinutragen</a></p>
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			</item>
		<item>
		<title>Prevenzione dell’osteoporosi post menopausa</title>
		<link>https://www.lipinutragen.it/prevenzione-osteoporosi-post-menopausa-2/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Francesco Bonucci]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 10 May 2016 12:08:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Salute e nutrizione molecolare]]></category>
		<category><![CDATA[Stile di vita e prevenzione]]></category>
		<category><![CDATA[dieta lipidomica]]></category>
		<category><![CDATA[lipidomica]]></category>
		<category><![CDATA[menopausa]]></category>
		<category><![CDATA[nutrizione avanzata]]></category>
		<category><![CDATA[nutrizione molecolare]]></category>
		<category><![CDATA[nutrizionista]]></category>
		<category><![CDATA[omega3]]></category>
		<category><![CDATA[prevenzione osteoporosi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L’osteoporosi è ritenuta una problematica rilevante per la salute pubblica perché rappresenta la principale causa di fratture legate all’età. Dati dell’OMS stimano che questo fenomeno riguardi oltre 75 milioni di persone negli USA, Europa e Giappone colpendo in particolare il sesso femminile con un’incidenza del 30% nelle donne in menopausa. Il 40% di queste donne [&#8230;]</p>
<p>L'articolo "<a href="https://www.lipinutragen.it/prevenzione-osteoporosi-post-menopausa-2/">Prevenzione dell’osteoporosi post menopausa</a>" è online sul blog di <a href="https://www.lipinutragen.it">Lipinutragen</a></p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-5268 alignnone" src="https://www.lipinutragen.it/wp-content/uploads/Nutri-lipidomica-testata.png" alt="Nutri-lipidomica-testata" width="700" height="89" /></p>
<p><b>L’osteoporosi</b> è ritenuta una problematica rilevante per la salute pubblica perché rappresenta la principale causa di fratture legate all’età. Dati dell’OMS stimano che questo fenomeno riguardi oltre 75 milioni di persone negli USA, Europa e Giappone colpendo in particolare il sesso femminile con un’incidenza del 30% nelle donne in menopausa. Il 40% di queste donne avrà negli anni una frattura (dati International Osteoporosis Foundation. Epidemiology, 2011) per una ridotta presenza di estrogeni che proteggono la massa ossea accompagnata da ridotti assorbimenti intestinali di calcio e un aumento delle sue perdite renali.</p>
<p><b>Il fabbisogno di Calcio</b> secondo i LARN (7) nell’adulto sono di 1.000 mg/die con un aumento di <b>200 mg/die</b> per le donne in menopausa. Per la vitamina D i fabbisogni sono di <b>15 µg/die</b> senza modifiche sostanziali per le donne in menopausa.</p>
<p>Oltre al latte e suoi derivati vogliamo indicare fonti di calcio dal mondo vegetale: semi di sesamo, di lino e di chia, mandorle, lischi o agretti, cavoli e verdure a foglia verde (rucola, lattuga, cime di rapa, cicoria, ecc.), cereali integrali e legumi. L’impiego di fonti vegetali di calcio si rivela interessante in quanto forniscono contemporaneamente anche altri minerali importanti per il metabolismo osseo. Un’importante fonte, a volte trascurata, è quella delle acque minerali. E’ preferibile optare per quelle calciche e iposodiche, utilizzabili anche per tè e infusi.</p>
<div style="background-color: #edf7de; padding: 20px;">
<p style="color: #ffffff; padding-left: 30px;"><span style="color: #808080;"><br />
<span style="color: #78a742;"><b>L’importanza dell’assunzione di grassi Omega-3 per la salute delle ossa sta emergendo in base a studi epidemiologici e si pensa sia dovuta grazie alla loro azione antinfiammatoria e immuno-modulatrice.</b> </span>La produzione di citochine infiammatorie cresce infatti con la menopausa e queste hanno un ruolo anche nella patogenesi dell’osteoporosi. Di particolare efficacia sembra essere l’assunzione sinergica di Omega-3 a lunga catena (EPA e DHA) unitamente a calcio (8).</span></p>
<p style="color: #ffffff; padding-left: 30px;"><span style="color: #808080;">Molti degli alimenti ricchi di Omega-3 sono anche una buona fonte di vitamina D, conviene pertanto scegliere preferenzialmente tra questi pesce azzurro (aringa, acciuga, tonno, sardina), salmone, trota, branzino.</span></p>
<p style="color: #ffffff; padding-left: 30px;"><span style="color: #808080;">Per chi non ama o non consuma il pesce, si può optare per un corretto uso di integratori alimentari di acidi grassi a lunga catena di derivazione marina.</span></p>
</div>
<p>&nbsp;</p>
<p>Ricordiamo che circa l’80% del fabbisogno di vitamina D è autoprodotto a livello della pelle esposta alla radiazione solare ad opera dei raggi UVB che trasformano un derivato del colesterolo in provitamina D3. L’eventuale integrazione di vitamina D possibile anche con alimenti fortificati, andrebbe valutata caso per caso. I valori di vitamina D nel sangue, così come il <b>profilo lipidomico completo degli acidi grassi nelle membrane dei globuli rossi, </b>possono essere<b> importanti marker da utilizzare per </b>orientare<b> un corretto profilo nutrizionale</b> o di integrazione alimentare nella donna in menopausa (9).</p>
<p><b>Ricordiamo infine che la corretta prevenzione dell’ osteoporosi inizia da giovani.</b></p>
<div id="attachment_2562" style="width: 450px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-2562" class="wp-image-2562 size-full" src="https://www.lipinutragen.it/wp-content/uploads/decadimento_osseo.jpg" alt="grafico decadimento osseo" width="440" height="275" /><p id="caption-attachment-2562" class="wp-caption-text">Decadimento osseo con età</p></div>
<p>Questo perché il picco di massa ossea si raggiunge tra la seconda e la terza decade di vita. Per questa ragione è importante <b>fare una corretta educazione alimentare</b> per incrementare il deposito di questo bene prezioso, le nostre ossa.</p>
<h2><span style="color: #737373; font-size: 20pt;">Composizione di un pasto equilibrato</span></h2>
<p>Sulla base di quanto descritto, viene fornito un’ esempio per un pasto per una donna in menopausa ma adatto anche a qualsiasi soggetto sano. Riferirsi alle porzioni standard.</p>
<p><b>Antipasto di verdure crude</b>: lattughino, rucola e qualche fetta sottile di arancia. Aggiungere un cucchiaino di semi di sesamo e una vinaigrette fatta da 3 cucchiai di aceto di mele e 1 di olio extravergine d’oliva. Un pizzico di sale opzionale.</p>
<p><b>Pietanza proteica</b>: trancio di salmone cotto con un cucchiaio di limone nella padella antiaderente</p>
<p>Una fetta di pane integrale ottenuto da lievitazione naturale (es. lievito madre) oppure pane integrale di segale.</p>
<p><b>Verdure cotte:</b> misto di cavoli al vapore condito con olio extravergine d’oliva (1 cucchiaio).</p>
<p><b>Antipasto di verdure crude</b>: lattughino, rucola e funghi freschi. Aggiungere un cucchiaino di semi di sesamo e una vinaigrette di 2-3 cucchiai di aceto di mele e 1 di olio extravergine d’oliva. Un pizzico di sale opzionale.</p>
<p><b>Semi di quinoa</b> cotta insieme a lenticchie rosse. Queste possono essere accompagnate dalle verdure al vapore (come sopra) oppure saltate in padella con delle zucchine tagliate a rondelle. A fine cottura aggiungere ½ cucchiaio di olio di semi di lino con pari quantità di olio extravergine d’oliva.</p>
<hr class="lpn-sep" />
<p><span style="color: #737373;"><span style=" font-size: 12pt;">Bibliografia</span></span><br />
<span style="font-size: 9pt;">(1) Stuenkel CA, et al. Treatment of Symptoms of the Menopause: An Endocrine Society Clinical Practice Guideline. J Clin Endocrinol Metab. 2015 Nov;100(11):3975-401<br />
(2). Lopez M, Tena-Sempere M. Estrogens and the control of energy homeostasis: a brain perspective. Trends Endocrinol Metab 2015;26:411-421.<br />
(3) Kroenke CH, et al. Effects of a dietary intervention and weight change on vasomotor symptoms in the Women’s Health Initiative. Menopause. 2012 September ; 19(9): 980–988.<br />
(4) Gangwisch JE et al. High glycemic index diet as a risk factor for depression: analyses from the Women&#8217;s Health Initiative. Am J Clin Nutr, 2015.<br />
(5) Jacobs DR Jr et al. Whole-grain consumption is associated with a reduced risk of noncardiovascular, noncancer death attributed to inflammatory diseases in the Iowa Women’s Health Study. Am J Clin Nutr. 2007 Jun;85(6):1606-14<br />
(6) Woods NF, et al. Cortisol Levels during the Menopausal Transition and Early Postmenopause: Observations from the Seattle Midlife Women’s Health Study. Menopause. 2009 ; 16(4): 708–718.<br />
(7) LARN IV Revisione. Livelli di Assunzione di Riferimento di Nutrienti ed energia. 2014<br />
(8) Orchard TS, et al. A systematic review of omega-3 fatty acids and osteoporosis. Br J Nutr. 2012 June ; 107(0 2): S253–S260.<br />
(9) Rhee Y, et al. The metabolic profile of PUFA might be an important surrogate marker in postmenopausal woman. Clin Chim Acta. 2008 Jun;392(1-2):11-6</span></p>
<hr class="lpn-sep" />
<p><span style="color: #737373;"><span style=" font-size: 12pt;">Articolo a cura di:</span></span><br />
<span style=" font-size: 12pt;"> <em>Dr. Francesco Bonucci &#8211; Biologo Nutrizionista</em></span></p>
<p><span style=" font-size: 12pt;"><em>I consigli alimentari presenti nell’articolo non sono da intendersi sostitutivi di un piano alimentare personalizzato e sono da adattare ai casi specifici.</em></span></p>
<p>L'articolo "<a href="https://www.lipinutragen.it/prevenzione-osteoporosi-post-menopausa-2/">Prevenzione dell’osteoporosi post menopausa</a>" è online sul blog di <a href="https://www.lipinutragen.it">Lipinutragen</a></p>
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		<title>La nutrizione molecolare nell’anziano</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lipinutragen]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 15 Mar 2016 21:44:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Salute e nutrizione molecolare]]></category>
		<category><![CDATA[Stile di vita e prevenzione]]></category>
		<category><![CDATA[Alzheimer]]></category>
		<category><![CDATA[antiossidanti]]></category>
		<category><![CDATA[decadimento cognitivo]]></category>
		<category><![CDATA[degenerazione maculare]]></category>
		<category><![CDATA[Demenza]]></category>
		<category><![CDATA[invecchiamento]]></category>
		<category><![CDATA[omega3]]></category>
		<category><![CDATA[parametri molecolari]]></category>
		<category><![CDATA[profilo lipidomico]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L'articolo "<a href="https://www.lipinutragen.it/la-nutrizione-molecolare-nellanziano/">La nutrizione molecolare nell’anziano</a>" è online sul blog di <a href="https://www.lipinutragen.it">Lipinutragen</a></p>
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				<div class="et_pb_text_inner"><p><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-5268 alignnone" src="https://www.lipinutragen.it/wp-content/uploads/Nutri-lipidomica-testata.png" alt="Nutri-lipidomica-testata" width="700" height="89" /></p>
<h2><span style="color: #737373; font-size: 20pt;">La nutrizione molecolare nell’anziano</span></h2>
<p><b>Età anagrafica.</b> Il limite di età per definire un anziano ha subìto dei cambiamenti nel tempo legati soprattutto all’aspettativa di vita che è diversa nelle varie culture e regioni nel mondo. Nel tardo ‘800 in Inghilterra, ad esempio, si considerava il limite di 50 anni per definire un soggetto anziano, mentre al giorno d’oggi, nei paesi sviluppati, si considera 60-65 anni o l’età individuata dal sistema pensionistico.</p>
<p><b><u>Età biologica</u></b>. Sebbene non ci sia ancora un consenso unanime sull’individuazione di biomarkers predittivi della lunghezza della vita e sul rischio di morte, si può dire che l’invecchiamento dal punto di vista biologico sia un processo caratterizzato da un graduale accumulo di “danni” <b>molecolari e cellulari</b>.</p>
<p>Questi determinano un progressivo e generalizzato <b>decadimento funzionale del corpo umano</b>, che si manifesta con una maggiore vulnerabilità rispetto all’ambiente, un incremento del rischio di malattia ed infine della morte [1].</p>
<p>Il grado e il tipo di danni che si accumulano nel tempo hanno una grande variabilità legata alla diversa genetica individuale e all’influenza dei fattori ambientali e comportamentali. Questi danni si manifestano con un declino di funzionalità riscontrabile maggiormente a livello fisico, cognitivo, endocrino, fisiologico e immunitario e contribuiscono alle cosiddette fragilità nell’anziano.</p>
<blockquote>
<p>TIPI DI DANNI CHE CONTRIBUISCONO ALL’INVECCHIAMENTO [2]<br />– danno al DNA (nucleico e mitocondriale) da stress ossidativo, mutazioni, accorciamento dei telomeri, modificazioni epigenetiche;<br />– danni all’RNA con errori di trascrizione;<br />– danni ai lipidi delle membrane cellulari da radicali liberi;<br />– danni alle strutture delle proteine.</p>
<p><em>Gran parte di questi danni sono indotti da radicali liberi, ma limitati dalla presenza di antiossidanti che partecipano a meccanismi di protezione e di riparazione</em></p>
</blockquote>
<h2> </h2>
<h2><span style="color: #737373; font-size: 20pt;">Le molecole nei processi di invecchiamento</span></h2>
<p>Indipendentemente dal limite d’età stabilito, l’invecchiamento è accompagnato anche da cambiamenti fisiologici che hanno un impatto negativo sullo stato nutrizionale. Questi cambiamenti includono un ridotto senso del gusto e della percezione dei sapori con conseguente riduzione dell’appetito, oppure una ridotta secrezione gastrica ed enzimatica con abbassamento dell’assorbimento ad esempio di ferro e vitamina B12. Infatti, sebbene i fabbisogni energetici si riducano, quelli di nutrienti rimangono relativamente costanti con gli anni e il rischio di malnutrizione aumenta. Da tenere presente anche l’assunzione di farmaci, molto diffusa nella terza età, che possono avere delle interazioni coi cibi e modificare le necessità di taluni nutrienti. Si ricorda che i processi di invecchiamento coinvolgono anche l’efficienza dell’attività degli enzimi e questo aspetto può risultare accentuato dalla minore assunzione e biodisponibilità di vitamine e minerali che svolgono funzioni di cofattori, cioè di supporto all’azione enzimatica. La dieta monotona e poco ricca di pesce e di frutta e verdura determina ridotti apporti di acidi grassi essenziali. Questa carenza risulta accentuata dalla difficoltà nel trasformare i precursori omega-3 acido alfa-inolenico e omega-6 acido linoleico in acidi grassi a lunga catena quali EPA, DHA, GLA e acido arachidonico, che tenderanno con gli anni a diventare essenziali.</p>
<table style="height: 1125px; background-color: #d7e4fa; border-color: #ffffff; width: 654px;" border="1">
<tbody>
<tr style="border-color: #adadad;">
<td style="width: 340.067px;">
<p style="text-align: center;"><span style="color: #808080;"><b>CRITICITA’ NUTRIZIONALI NELL’ANZIANO NUTRIZIONALI*<br /></b></span></p>
</td>
<td style="width: 295.933px;">
<p style="text-align: center;"><span style="color: #808080;"><b>INDICAZIONI</b></span></p>
</td>
</tr>
<tr>
<td style="width: 340.067px;">
<p><span style="color: #808080;">Ridotti apporti proteici con conseguente <b>perdita di tessuto muscolare</b> (sarcopenia)</span></p>
<p><span style="color: #808080;">Riduzione non fisiologica del peso corporeo</span></p>
</td>
<td style="width: 295.933px;">
<p><span style="color: #808080;">Bilanciare i pasti con la presenza di proteine animali e vegetali <b><u>a basso contenuto di grassi saturi.</u></b> Ad es. frutta secca (noci, nocciole, mandorle), carni magre, combinazione di cereali integrali e legumi, formaggi magri, uova.</span></p>
<p><span style="color: #808080;">Non concentrare l’assunzione di proteine unicamente in un pasto al giorno, ma distribuirla nei tre pasti principali [3].</span></p>
</td>
</tr>
<tr>
<td style="width: 340.067px;"><span style="color: #808080;"><b>Carenze</b> di vitamine e di minerali &#8211; cofattori enzimatici e antiossidanti</span></td>
<td style="width: 295.933px;"><span style="color: #808080;">Introdurre verdura e frutta fresca seguendo la stagionalità. Includere anche succhi e spremute senza zucchero o centrifughe/estratti. Variare i colori e le tipologie, <u>evitando la monotonia.</u></span></td>
</tr>
<tr>
<td style="width: 340.067px;"><span style="color: #808080;"><b>Dieta sbilanciata o povera di acidi grassi essenziali &#8211;</b> le fonti dei PUFA Omega-6 sono difficilmente carenti, invece quelle degli Omega-3 risultano facilmente in difetto.</span></td>
<td style="width: 295.933px;"><span style="color: #808080;">I PUFA <b><u>Omega-3 sono fondamentali</u></b> per il mantenimento dell’equilibrio delle membrane cellulari e come molecole di segnale (ad es. nei processi antinfiammatori). </span><br /><span style="color: #808080;"> <b><u>Il pesce,</u></b> in particolare quello azzurro e il salmone sono ricchi di Omega-3 a lunga catena EPA e <b><u>DHA.</u></b> L’olio di semi di lino è una buona fonte vegetale di Acido Alfa Linolenico.</span></td>
</tr>
<tr>
<td style="width: 340.067px;"><span style="color: #808080;"><b>Monotonia</b> e pasti dissociati</span></td>
<td style="width: 295.933px;"><span style="color: #808080;"><b>Variare la dieta</b> e assumere gli alimenti associandoli tra loro all’interno dei pasti. Così si migliora la biodisponibilità ed esplica l’azione sinergica dei nutrienti e ne rende possibile gli effetti salutistici.</span></td>
</tr>
<tr>
<td style="width: 340.067px;"><span style="color: #808080;"><b>Disidratazione, </b>molto frequente e peggiorata dall’impiego di alcuni farmaci</span></td>
<td style="width: 295.933px;"><span style="color: #808080;"><u>Bere piccole quantità di acqua durante l’arco della giornata</u> e ai pasti. Aumentare le quantità nei mesi più caldi.</span></td>
</tr>
<tr>
<td style="width: 636px;" colspan="2"><span style="color: #808080;">* i fattori preventivi comprendono anche l’attività fisica ed elementi psico-sociali, non trattati nello specifico.</span></td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>Si evidenziano le importanti funzioni di EPA e di DHA (Omega-3) nella prevenzione del decadimento cognitivo incluso l’Alzheimer e nella Degenerazione Maculare.</em></p>
<h2><span style="color: #737373; font-size: 20pt;">DHA e Degenerazione Maculare</span></h2>
<p>La <b>Degenerazione Maculare</b> è un affezione della porzione centrale della retina che colpisce 25-30 milioni di persone al mondo ed è la prima causa di abbassamento della vista negli ultra cinquantenni e la maggior causa di cecità nell’anziano in Europa. La Degenerazione Maculare Legata all’Età (DMLE) si suddivide in base alla progressione della malattia e gravità in una forma definita iniziale e in una successiva detta evoluta.</p>
<p>Unitamente agli interventi farmacologici, non è trascurabile l’effetto di specifici supplementi (antiossidanti, vitamine, zinco) nella riduzione della progressione della malattia [4].</p>
<p>Il DHA riveste un ruolo fondamentale nel mantenimento della visione costituendo una percentuale molto alta degli acidi grassi dei fotorecettori. Le persone con più alti livelli di EPA/DHA nelle membrane dei globuli rossi si sono rivelate più protette verso la DMLE rispetto a soggetti con valori più bassi [5]. Sebbene tutti i dati forniscano un legame tra un ridotto apporto alimentare di Omega-3 e la DMLE, ancora si sta studiando se sia efficace o meno un’integrazione specifica di questi acidi grassi.<br />In attesa di ricevere un consenso unanime dal mondo scientifico, sarebbe sicuramente utile conoscere il profilo lipidomico (e quindi anche il contenuto di EPA/DHA nei globuli rossi) delle persone a rischio, per indirizzare con precisione gli interventi nutrizionali ed eventualmente quelli di integrazione alimentare.</p>
<hr class="lpn-sep" />
<p>&nbsp;</p>
<h2><span style="color: #737373; font-size: 20pt;">Omega 3 &#8211; Decadimento cognitivo, Demenza e Alzheimer</span></h2>
<p>Tra il 2015 e il 2050, si prevede che il numero di persone anziane aumenterà notevolmente nei paesi ad alto reddito e, in percentuale maggiore, in quelli a basso reddito. L’incidenza della demenza aumenta esponenzialmente con l’avanzare dell’età e raddoppia progressivamente ogni 6 anni circa, passando da 4 casi all’anno ogni 1.000 persone con età tra i 60 e i 64 anni, a 105 casi all’anno ogni 1.000 persone dai 90 anni in su [6]. In questo scenario, dove risulta necessario trovare delle forme di prevenzione che rallentino l’avanzare di problematiche cognitive, il ruolo dell’alimentazione corretta risulta tra le più rilevanti. In questo contesto emerge significativo l’azione protettiva derivante dal consumo di pesce ricco di Omega-3, all’interno di una dieta ricca di nutrienti e antiossidanti quale quella mediterranea, con una presenza abbondante di frutta, verdura, legumi, cereali, in misura minore di uova e carni bianche e un ridotto consumo di carni rosse [7].</p>
<p>In particolare, il mondo della ricerca sta studiando i vari ruoli che il DHA svolge nel ridurre la produzione di β-amiloide, responsabile della fase iniziale dell’Alzheimer, così come le sue funzioni modulatrici in diversi altri meccanismi molecolari quali il danno da ossidazione e la neuroinfiammazione, implicati nel declino cognitivo e nella demenza.</p>
<hr class="lpn-sep" />
<p><b><em><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-2397 aligncenter" src="https://www.lipinutragen.it/wp-content/uploads/ricetta-lipidomica-crema-verdure-omega-3.jpg" alt="ricetta-lipidomica - crema verdure omega 3" width="703" height="513" /></em></b></p>
<hr class="lpn-sep" />
<p><strong class="credits-label">Bibliografia:</strong><br /><span style="font-size: 12pt;">(1) World Health Organization (WHO). World report on ageing and health. 2015<br />(2) Kirkwood TB. A systematic look at an old problem. Nature. 2008 Feb 7;451(7179):644–7<br />(3) Evans W. J. Frailty and muscle metabolism dysregulation in the elderly. Biogerontology (2010) 11:527–536<br />(4) Weikel KA, Chiu CJ &amp; Taylor A. Nutritional modulation of age-related macular degeneration. Mol Aspects Med. 2012; 33: 318–375<br />(5) Souied E. H. et al. Omega-3 Fatty Acids and Age-Related Macular Degeneration. <em>Ophthalmic Res. 2016; 55:62–69<br />(6) Rapporto Mondiale Alzheimer 2015. L’impatto Globale della Demenza UN’ANALISI DI PREVALENZA, INCIDENZA, COSTI E DATI DI TENDENZA. </em><em>2015.</em></span></p>
<hr class="lpn-sep" />
<p><strong class="credits-label">Articolo a cura di</strong><br /><span style="font-size: 12pt;"> <em>Dr. Francesco Bonucci &#8211; Biologo Nutrizionista</em></span></p>
<p><span style="font-size: 12pt;"><em>I consigli alimentari presenti nell’articolo non sono da intendersi sostitutivi di un piano alimentare personalizzato e sono da adattare ai casi specifici.</em></span></p></div>
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		<title>Nutrizione Molecolare in Pediatria</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lipinutragen]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 17 Feb 2016 08:19:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Salute e nutrizione molecolare]]></category>
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				<div class="et_pb_text_inner"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-5268 alignnone" src="https://www.lipinutragen.it/wp-content/uploads/Nutri-lipidomica-testata.png" alt="Nutri-lipidomica-testata" width="700" height="89" /></p>
<h2><span style="color: #737373; font-size: 20pt;">Nutrizione molecolare in pediatria</span></h2>
<p>L’età pediatrica rappresenta un periodo evolutivo dell’essere umano, nel quale l’alimentazione ha un ruolo fondamentale per sostenere correttamente le fasi di accrescimento e di sviluppo di nuove funzioni.</p>
<p>Alle nostre latitudini assistiamo sin dall’infanzia ad <b>eccessi calorici e a cattive abitudini alimentari</b> generate non da una difficoltà nel reperire le risorse alimentari corrette, ma da una <b>mancanza di educazione alimentare e da informazioni fuorvianti perché orientate da logiche commerciali</b>.<span id="more-2345"></span></p>
<p>Ogni anno si assiste a nuovi allarmi sull’epidemia dell’obesità unitamente a dati che vedono aumentare patologie del metabolismo quali ad esempio l’ipertensione, le dislipidemie e il diabete anche nell’infanzia. L’ultimo rapporto pubblicato dall’<em>OMS</em> indica che il numero dei bambini di età inferiore ai cinque anni con problemi di peso è passata <b>dal 1998 al 2014 da 31 a 41 milioni di individui. </b></p>
<p>I dati italiani del 2014 indicati dal sistema di sorveglianza nazionale denominato <b><em>“Okkio alla Salute”</em></b> su alimentazione e stili di vita nelle classi di età dai 6 ai 10 anni, indicano livelli preoccupanti di eccesso ponderale: il <b>20,9% dei bambini è risultato in sovrappeso e il 9,8% in condizioni di obesità</b>, con percentuali più alte nelle regioni del centro e del sud Italia.</p>
<p>Sembra paradossale ma seppur in presenza di eccessi calorici ci si può trovare anche con problematiche legate alla carenza di nutrienti. La malnutrizione non è esclusivamente legata all’andamento del peso ma può riguardare anche i micronutrienti. Riprendendo la definizione dell’<em>OMS</em>, per malnutrizione si intende lo squilibrio tra apporto di nutrienti e di energia e la quantità di questi necessaria al corpo per garantire la crescita, il ricambio, e le funzioni specifiche dell’organismo.</p>
<blockquote><p><em>Prendiamo ad esempio lo iodio, un minerale necessario in particolare per la formazione degli ormoni tiroidei e rispetto al quale si stimano apporti insufficienti nel 70% dei bambini (fonte: Federazione italiana medici pediatri).</em></p></blockquote>
<h2><span style="color: #737373; font-size: 20pt;">Omega 3 per i bambini</span></h2>
<p>Un particolare gruppo di nutrienti sui quali porre attenzione in quanto spesso carenti in età pediatrica sono gli acidi grassi polinsaturi <em>Omega 3</em>, in particolare di quelli a lunga catena <b>EPA e DHA</b>. Ricordiamo che la classe dei lipidi ha i seguenti livelli di assunzione di riferimento (LARN IV revisione, 2014):</p>
<ul>
<li>da <em>6 a 12 mesi</em> = 40% delle energie totali, di cui <b>EPA-DHA 250 mg</b></li>
<li>da <em>1 a 3 anni </em>= 35-40 % delle energie totali, di cui <b>EPA-DHA 250 mg</b></li>
<li>da <em>4 a 17 anni </em>= 20-35 % delle energie totali, di cui <b>EPA-DHA 250 mg</b></li>
</ul>
<p>Dai 6 mesi ai 2 anni è richiesto un apporto <u>aggiuntivo</u> di DHA di 100 mg</p>
<h2><span style="color: #737373; font-size: 20pt;">Perché il DHA è così importante?</span></h2>
<blockquote><p>Si tratta di un <b>lipide essenziale</b><b>per le funzioni cerebrali</b> . La sua maggior richiesta inizia nel grembo materno attingendo alle riserve della madre attraverso la placenta per la formazione del tubo neurale che darà origine anche al cervello e alla retina. L’apporto di DHA continua poi nell’infanzia con il latte materno e successivamente con l’alimentazione per supportare la corretta crescita e maturazione del cervello e di tutto il sistema nervoso e i collegamenti sinaptici.</p>
<p>Alcuni studi indicano che <b>i livelli di DHA hanno un ruolo favorevole nello sviluppare le capacità cognitive nei bambini</b> e al contrario bassi livelli di DHA nel cervello animale determinano problemi di apprendimento e di memorizzazione.</p>
<p>Un numero crescente di studi sta supportando sempre più dati che correlano bassi apporti dietetici e <b>bassi livelli di DHA ematico con disturbi da deficit di attenzione e iperattività (ADHD) e dislessia in bambini</b>.</p></blockquote>
<p><div id="attachment_2348" style="width: 424px" class="wp-caption alignright"><img loading="lazy" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-2348" class="size-full wp-image-2348" src="https://www.lipinutragen.it/wp-content/uploads/acidi-grassi-e-olii-da-cucina.jpg" alt="acidi grassi e olii da cucina" width="414" height="382" /><p id="caption-attachment-2348" class="wp-caption-text">Grafico 1 fonte EUFIC</p></div></p>
<p>Le fonti preferenziali di grassi dovranno quindi includere il pesce, la frutta secca in guscio e i semi oleaginosi, gli oli vegetali.</p>
<p>Attualmente il consumo di pesce nei bambini dai 6 ai 10 anni si aggira in media a 1 porzione a settimana mentre dovrebbe raggiungere le 2-4 porzioni.</p>
<p>Per quanto riguarda la frutta secca, i semi e gli oli, bisogna privilegiare quelli maggiormente ricchi di <em>Omega 3</em> a discapito di <em>Omega 6</em> e di grassi saturi (SFA) (Immagine: fonte EUFIC). Evidenziamo la presenza di nuove formulazioni di oli polinsaturi da usare a crudo, appositamente composti da miscele di olio di canapa e di lino, da olio di girasole altoleico e olio di sesamo, da olio di lino e olio di girasole altoleico e da olio di canapa, lino, sesamo e girasole altoleico.</p>
<p>Una tipologia di grassi tipicamente in eccesso nella dieta occidentale è quella dei SFA che dovrebbe restare al di sotto del 10% delle calorie totali mentre i grassi trans (TFA) industriali dovrebbero essere praticamente assenti. Entrambe queste categorie di grassi però abbondano nei cibi da fast-food e in molti alimenti industriali quali merendine, gelati, prodotti da forno e biscotteria.</p>
<p>La riluttanza verso l’olio di palma raffinato riguarda, oltre alla deforestazione selvaggia per far posto alle coltivazioni, anche la sua composizione con il 50% circa di SFA. I cibi animali ricchi di SFA sono notoriamente la carne rossa (manzo, agnello e maiale), i prodotti lattiero-caseari grassi (burro, formaggi, panna, latte intero). Per conoscere più esattamente la condizione delle membrane in relazione alle varie classi di grassi, risulta particolarmente interessante l’indagine molecolare eseguita a livello delle membrane dei globuli rossi. In questo modo si può valutare l’eventuale carenza di <em>Omega 3</em> e il loro rapporto con gli <em>Omega 6</em>, cosi come gli eccessi di SFA e la presenza di TFA.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><b>INDICAZIONI DELLA SOCIETA’ AMERICANA DI PEDIATRIA</b></p>
<ul>
<li>Limitare il consumo di bevande zuccherate</li>
<li>Incoraggiare sin da piccoli il consumo quotidiano di verdura e di frutta (5 porzioni al giorno).</li>
<li>Preparare regolarmente pesce (2-4 volte a settimana) evitando quello venduto già fritto*</li>
<li>Consumare i cereali e i loro derivati di tipo integrale*</li>
<li>Non consentire l’uso di video (TV, computer, tablet, ecc.) prima dei 2 anni di età e successivamente limitarle a un massimo di 2 ore al giorno</li>
<li>Fare colazione tutte le mattine</li>
<li>Limitare i pasti fuori casa e in particolare ai fast-food</li>
<li>Incoraggiare i pasti a casa e con genitori e figli insieme</li>
<li>Non esagerare con le quantità seguendo le porzioni previste.</li>
<li>Quando possibile, adottare l’allattamento al seno esclusivo fino al 6° mese. Mantenerlo anche dopo l’introduzione di cibi solidi fino a 12 mesi e oltre</li>
<li>Fare attività fisica regolarmente</li>
<li>Limitare i cibi molto calorici</li>
</ul>
<p><em>* Dietary Recommendations for Healthy Children 2014, dell’ American Heart Association</em></p>
<hr class="lpn-sep" />
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-2346" src="https://www.lipinutragen.it/wp-content/uploads/ricetta-lipidomica-crocchette-salmone-patate.jpg" alt="ricetta lipidomica crocchette salmone patate" width="730" height="604" /></p>
<hr class="lpn-sep" />
<p><strong class="credits-label">Bibliografia:</strong></span><br />
<span style="font-size: 12pt;">(1) World Health Organization; UNICEF; UN System Standing Committee on Nutrition (2006). WHO, UNICEF, and SCN informal consultation on community-based management of severe malnutrition in children – SCN Nutrition Policy Paper No. 21. Available at: http://www.who.int/child_adolescent_health/documents/fnb_v27n3_suppl/en/index.html <a href="http://www.epicentro.iss.it/okkioallasalute/">http://www.epicentro.iss.it/okkioallasalute/</a><br />
(2) Sarah E. Barlow. Expert Committee Recommendations Regarding the Prevention, Assessment, and Treatment of Child and Adolescent Overweight and Obesity: Summary Report. 2007 Dec;120 Suppl 4:S164-92<br />
(3) LARN IV Revisione. Livelli di Assunzione di Riferimento di Nutrienti ed energia. 2014</span></p>
<hr class="lpn-sep" />
<p><strong class="credits-label">Articolo a cura di</strong><br />
<span style="font-size: 12pt;"> <em>Dr. Francesco Bonucci &#8211; Biologo Nutrizionista</em></span></p>
<p><span style="font-size: 12pt;"><em>I consigli alimentari presenti nell’articolo non sono da intendersi sostitutivi di un piano alimentare personalizzato e sono da adattare ai casi specifici.</em></span></div>
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		<title>Gravidanza e allattamento</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lipinutragen]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 28 Dec 2015 13:56:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Salute e nutrizione molecolare]]></category>
		<category><![CDATA[Stile di vita e prevenzione]]></category>
		<category><![CDATA[acido grasso]]></category>
		<category><![CDATA[allattamento]]></category>
		<category><![CDATA[antiossidanti]]></category>
		<category><![CDATA[grassi saturi]]></category>
		<category><![CDATA[gravidanza]]></category>
		<category><![CDATA[omega3]]></category>
		<category><![CDATA[parametri molecolari]]></category>
		<category><![CDATA[PUFA]]></category>
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<h2><span style="color: #737373; font-size: 20pt;">Gravidanza e allattamento</span></h2>
<p>Ogni giorno le nostre cellule necessitano di nutrienti per svolgere le loro funzioni peculiari e per il loro ricambio, a seconda della specifica fase della vita in cui si trovano.<br />
Condizioni fisiologiche quali la gravidanza e l’allattamento richiedono fabbisogni nutrizionali particolari.<br />
<b>Nella gravidanza si genera un nuovo individuo, costituito da miliardi di nuove cellule</b> (34 mila miliardi &#8211; Bianconi et al., 2014), differenziate a seconda delle diverse centinaia di funzioni che sono chiamate a svolgere. Il periodo post-natale poi, è caratterizzato da un importante incremento ponderale che vede in media il raddoppiare del peso alla nascita entro il quinto mese circa.<br />
L’incremento dei fabbisogni nutrizionali nelle gestanti (FAO/WHO/UNU, 2004) in kcal/die viene suddiviso e raggruppato per trimestri:</p>
<ul style="list-style-type: square;">
<li>+70 kcal/die nel I trimestre,</li>
<li>+266 kcal/die nel II trimestre</li>
<li>+ 496 kcal/die nel III trimestre.</li>
</ul>
<p>Nell’allattamento invece, abbiamo un incremento di fabbisogni della madre, stimato in circa <b>500 kcal/die</b>, nel caso il latte materno sia l’unica fonte alimentare per il bambino.</p>
<blockquote><p>Questa attenzione alla dieta dovrà riguardare il contenuto di vitamine e minerali negli alimenti ma anche le diverse tipologie di <b>acidi grassi,</b><b>saturi (SFA), monoinsaturi (MUFA) e polinsaturi (PUFA)</b>, scegliendo con cura le fonti alimentari di questi macronutrienti.</p></blockquote>
<h2><span style="color: #737373; font-size: 20pt;">Le linee guida</span></h2>
<p>Consigliano di <b>tenere basse le assunzioni di acidi grassi saturi</b>, di <b>escludere i grassi trans</b> e di assumere PUFA con particolare attenzione a quelli a lunga catena omega-3, che derivano dagli acidi grassi essenziali (EFA) e quindi legati esclusivamente a fonti alimentari.</p>
<p>In gravidanza e allattamento, i livelli adeguati di assunzione (<em>LARN IV revisione, 2014</em>) per gli omega-3 EPA e DHA, che nell’adulto sono di 250 mg/die, vedono <b>un incremento di 100 mg</b>, indicato però per il solo <b>DHA</b>.</p>
<p><b>EPA e DHA</b> sono elementi fondamentali costitutivi delle membrane cellulari; essi, inoltre, <b>rivestono un ruolo primario &#8211; nel feto e nel bambino fino a due anni di vita </b>&#8211; <b>nello sviluppo del tessuto</b> <b>nervoso e della retina e</b> <b>quindi delle corrette funzioni cognitive e acuità visiva</b>.</p>
<blockquote><p><b><em>Attenzione!<br />
L’integrazione di omega-3 durante la gravidanza è opportuna quando PERSONALIZZATA; quando cioè si conosce lo stato di salute delle cellule della madre e le reali carenze e necessità.</em></b></p></blockquote>
<h2><span style="color: #737373; font-size: 20pt;">L&#8217;alimentazione</span></h2>
<p>Anzitutto è molto importante prepararsi alla gravidanza cercando di avere il proprio peso corporeo nei valori definiti normali: <b>Indice di Massa Corporea tra 18,5 e 25 kg/m<sup>2</sup>.</b></p>
<p>Distribuire le assunzioni di cibo durante l’arco della giornata, evitando di saltare dei pasti o di farne di particolarmente abbondanti, soprattutto la sera. E’ consigliabile non fare pasti dissociati ma cercare di includere carboidrati complessi, proteine, lipidi in ogni pasto.</p>
<p>I carboidrati complessi, <b>meglio se costituiti da cereali o prodotti integrali e di origine controllata</b> (ad esempio da agricoltura biologica).</p>
<p><b>Limitare l’impiego di zuccheri semplici</b> e se possibile escludere lo zucchero raffinato (bianco o integrale) preferendo il miele.</p>
<p>Ridurre per quanto possibile i prodotti da forno (biscotti, cracker, ecc.) e scegliere quelli con farine integrali, con olio extravergine di oliva e, nel caso, dolcificati con miele, succhi di frutta o frutta disidratata.</p>
<p>Un no deciso a merendine e cibi industriali con <b>liste di ingredienti lunghe e “incomprensibili”.</b></p>
<p>Verdure crude e/o cotte ad ogni pasto, <b>seguendo la stagionalità</b> e il gusto personale. Per la colazione si può optare per centrifugati/estratti di frutta e verdura.</p>
<blockquote><p>Scegliere proteine da fonti animali e vegetali facendo <b>attenzione a quale tipo di grasso</b> accompagna le diverse fonti. Per questo motivo i <b><u>prodotti ittici sono tra i migliori candidati, con frequenze dalle 2 alle 4 volte a settimana</u></b>. Prediligere pesci pescati (non da allevamento) e di piccola taglia, includendo anche il pesce azzurro (sgombro, sarde, ecc.). Evitare pesce spada, smeriglio e tonno per la probabile contaminazione con metalli inquinanti.</p></blockquote>
<p>Legumi e cereali integrali consumati insieme, completano il profilo aminoacidico e possono essere considerati una buona fonte proteica. Si possono accompagnare con frutta secca che rappresenta una fonte di proteine e di grassi polinsaturi, come ad esempio noci, nocciole, semi di chia.</p>
<p>Come condimento <b>l’olio extravergine di oliva</b> non ha controindicazioni (a meno di specifiche allergie). Spuntini con frutta fresca di stagione. Idratazione: 1,5 &#8211; 2 litri d’acqua o tisane distribuite durante l’arco della giornata.<br />
Per <b>le mamme che allattano</b>, almeno un bicchiere d’acqua ad ogni pasto e ad ogni poppata. Sconsigliati: alcolici, bevande con zuccheri aggiunti (bibite gassate e non).</p>
<p>(<em>I consigli alimentari presenti nell’articolo non sono da intendersi sostitutivi di un piano alimentare personalizzato e sono da adattare ai casi specifici)</em></p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-2274" src="https://www.lipinutragen.it/wp-content/uploads/ricetta-lipidomica-natale.jpg" alt="ricetta lipidomica natale" width="730" height="569" /></p>
<hr class="lpn-sep" />
<p><strong class="credits-label">Bibliografia:</strong></span><br />
<span style="font-size: 12pt;">(1) <em>Bianconi, E.,</em> et al (2014). An estimation of the number of cells in the human body. Annals of Human Biology, 40(6), 463–71<br />
(2) Food and Agricultural Organization: World Health Organization: United Nations University Expert consultation. Report on human energy requirements. Rome; <em>FAO, 2004</em><br />
(3) <em>Geppert, J et al.</em> (2008). Co-supplementation of healthy women with fish oil and evening primrose oil increases plasma docosahexaenoic acid, gamma-linolenic acid and dihomo-gamma-linolenic acid levels without reducing arachidonic acid concentrations. The British Journal of Nutrition, 99(2), 360–9</span></p>
<hr class="lpn-sep" />
<p><strong class="credits-label">Articolo a cura di</strong><br />
<span style="font-size: 12pt;"> <em>Dr. Francesco Bonucci &#8211; Biologo Nutrizionista</em></span></p>
<p><span style="font-size: 12pt;"><em>I consigli alimentari presenti nell’articolo non sono da intendersi sostitutivi di un piano alimentare personalizzato e sono da adattare ai casi specifici.</em></span></p>
<hr class="lpn-sep" /></div>
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		<title>Lipidomica e rischio cardiovascolare</title>
		<link>https://www.lipinutragen.it/lipidomica-e-rischio-cardiovascolare/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lipinutragen]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 16 Jul 2015 13:13:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Metabolismo e nutrizione]]></category>
		<category><![CDATA[Salute e nutrizione molecolare]]></category>
		<category><![CDATA[antiossidanti]]></category>
		<category><![CDATA[arterosclerosi]]></category>
		<category><![CDATA[infiammazioni]]></category>
		<category><![CDATA[ipertensione]]></category>
		<category><![CDATA[obesità]]></category>
		<category><![CDATA[omega3]]></category>
		<category><![CDATA[PUFA]]></category>
		<category><![CDATA[rischio cardiovascolare]]></category>
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				<div class="et_pb_text_inner"><p>&nbsp;</p>
<p>Le patologie cardiovascolari (CV) rimangono, a livello mondiale, la principale causa di morte ed uno dei fattori di disabilità che influenzano la qualità della vita.<br />Elevati livelli di colesterolo sono tra i responsabili dell’incremento del rischio cardiovascolare insieme a fumo, abuso di alcool, ipertensione, e obesità.<br />In particolare l’eccesso di colesterolo è responsabile per il 56% dei casi di patologie coronariche (CHD), e per il 18% di episodi ischemici (2002 data).</p>
<p>E’ inoltre il principale fattore di rischio nell’ arterosclerosi; un disordine infiammatorio cronico caratterizzato da accumulo di lipidi e colesterolo e dallo sviluppo di placche fibrotiche lungo le pareti arteriose, un processo che coinvolge massivamente cellule del sistema immunitario come i macrofagi.</p>
<p>Studi osservazionali, sperimentali e trial clinici sulla prevenzione primaria in pazienti precedentemente colpiti da infarto del miocardio, hanno dimostrato l’effetto b<b>e</b>nefico degli acidi grassi poliinsaturi (PUFA) n-3, noti anche come mediatori primari dell’infiammazione.</p>
<p>I PUFA n-3, acido eicosapentaenoico (EPA) e acido docosaesaenoico (DHA), hanno prodotto effetti positivi nella prevenzione CV primaria e secondaria, come dimostrato da 4 trial di quasi 40.000 partecipanti con somministrazione di EPA con e senza DHA.</p>
<p>L’assunzione di PUFA n-3 riduce, inoltre, il rischio di mortalità cardiovascolare.</p>
<p>I meccanismi che spiegano la protezione da parte degli omega-3 nella prevenzione primaria e secondaria si ricollegano a note proprietà di questi PUFA, in grado di ridurre la concentrazione di triacilgliceroli ematici, la produzione di fattori di crescita, di molecole di adesione, di eicosanoidi infiammatori e di citochine pro-infiammatorie.</p>
<p>Inoltre sono in grado di ridurre la pressione sanguigna, di incrementare la produzione di ossido nitrico, il rilassamento endoteliale; riducono gli eventi trombotici e le aritmie cardiache.</p>
<hr class="lpn-sep" />
<h2><span style="color: #737373; font-size: 20pt;">Importanza della dieta:</span></h2>
<h3><em><span style="color: #a56b39; font-size: 18pt;">gli acidi grassi e le lipoproteine plasmatiche</span></em></h3>
<p>La correlazione tra l&#8217;apporto di grassi dalla dieta, le lipoproteine plasmatiche e la morbosità e mortalità associate alle malattie cardiovascolari è stata oggetto di numerosi studi, basati sulla crescente importanza della corretta alimentazione, intesa in termini di quantità e soprattutto <b>qualità della componente lipidica assunta con la dieta</b>.</p>
<p>Essa infatti, si ripercuote sulla concentrazione plasmatica di colesterolo e, di conseguenza, sul rischio di sviluppare patologie cardiovascolari.</p>
<p>L&#8217;anello di congiunzione tra questi elementi viene frequentemente indicato con l&#8217;appellativo di <b>PARADIGMA DIETA- CUORE</b>, in cui la <b>lipidomica riveste un ruolo essenziale.</b></p>
<p>In particolare è ben noto e dimostrato che gli acidi grassi saturi (SFA) ingeriti con gli alimenti posseggono un potente effetto sull&#8217;incremento del colesterolo plasmatico; essi incrementano i livelli sia delle LDL che delle HDL plasmatiche, ma l&#8217;effetto sulle prime è di gran lunga superiore [1].</p>
<p>L&#8217;effettivo ruolo dei grassi saturi nell&#8217;incremento del rischio di CVD è riferito soprattutto agli SFA tra 12 e 16 C (acido laurico, miristico e palmitico), mentre l&#8217;acido stearico (C18:0) non sembra incrementare i livelli di colesterolo LDL [2].</p>
<hr class="lpn-sep" />
<p><strong class="credits-label">Bibliografia:</strong><br /><span style="font-size: 12pt;">(1) Salter AM and White DA 1996. <em>Effects of dietary fat on cholesterol metabolism: regulation of plasma LDL concentration.</em> Nutrition Research Reviews 9, 241–257<br />(2) Yu SM, Derr J, Etherton TD and Kris-Etherton PM 1995. <em>Plasma cholesterolpredictive equations demonstrate that stearic acid is neutral and monounsaturated fatty acids are hypocholesterolemic</em>. American Journal of Clinical Nutrition 61, 1129–1139</span></p>
<hr class="lpn-sep" />
<p><strong class="credits-label">Articoli a cura di:</strong><br /><span style="font-size: 12pt;"> <em>Dr. Francesco Bonucci &#8211; Biologo Nutrizionista</em></span><br /><span style="font-size: 12pt;"> <em>Prof.ssa Maria Rosaria Faraone Mennella &#8211; Professore di Chimica Biologica Univ. Federico II di Napoli</em></span></p>
<p>&nbsp;</p></div>
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