<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>PUFA Archivi &#8226; Lipinutragen</title>
	<atom:link href="https://www.lipinutragen.it/tag/pufa/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://www.lipinutragen.it/tag/pufa/</link>
	<description>Lipidomica e Nutraceutica</description>
	<lastBuildDate>Tue, 10 Feb 2026 18:44:12 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=6.9.4</generator>

<image>
	<url>https://www.lipinutragen.it/wp-content/uploads/cropped-favicon-32x32.png</url>
	<title>PUFA Archivi &#8226; Lipinutragen</title>
	<link>https://www.lipinutragen.it/tag/pufa/</link>
	<width>32</width>
	<height>32</height>
</image> 
	<item>
		<title>Gravidanza e allattamento</title>
		<link>https://www.lipinutragen.it/gravidanza-e-allattamento/</link>
					<comments>https://www.lipinutragen.it/gravidanza-e-allattamento/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lipinutragen]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 28 Dec 2015 13:56:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Salute e nutrizione molecolare]]></category>
		<category><![CDATA[Stile di vita e prevenzione]]></category>
		<category><![CDATA[acido grasso]]></category>
		<category><![CDATA[allattamento]]></category>
		<category><![CDATA[antiossidanti]]></category>
		<category><![CDATA[grassi saturi]]></category>
		<category><![CDATA[gravidanza]]></category>
		<category><![CDATA[omega3]]></category>
		<category><![CDATA[parametri molecolari]]></category>
		<category><![CDATA[PUFA]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.lipinutragen.it/?p=2269</guid>

					<description><![CDATA[<p>L'articolo "<a href="https://www.lipinutragen.it/gravidanza-e-allattamento/">Gravidanza e allattamento</a>" è online sul blog di <a href="https://www.lipinutragen.it">Lipinutragen</a></p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div class="et_pb_section et_pb_section_0 et_section_regular" >
				
				
				
				
				
				
				<div class="et_pb_row et_pb_row_0">
				<div class="et_pb_column et_pb_column_4_4 et_pb_column_0  et_pb_css_mix_blend_mode_passthrough et-last-child">
				
				
				
				
				<div class="et_pb_module et_pb_text et_pb_text_0  et_pb_text_align_left et_pb_bg_layout_light">
				
				
				
				
				<div class="et_pb_text_inner"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="size-full wp-image-5268 alignnone" src="https://www.lipinutragen.it/wp-content/uploads/Nutri-lipidomica-testata.png" alt="Nutri-lipidomica-testata" width="700" height="89" /></p>
<h2><span style="color: #737373; font-size: 20pt;">Gravidanza e allattamento</span></h2>
<p>Ogni giorno le nostre cellule necessitano di nutrienti per svolgere le loro funzioni peculiari e per il loro ricambio, a seconda della specifica fase della vita in cui si trovano.<br />
Condizioni fisiologiche quali la gravidanza e l’allattamento richiedono fabbisogni nutrizionali particolari.<br />
<b>Nella gravidanza si genera un nuovo individuo, costituito da miliardi di nuove cellule</b> (34 mila miliardi &#8211; Bianconi et al., 2014), differenziate a seconda delle diverse centinaia di funzioni che sono chiamate a svolgere. Il periodo post-natale poi, è caratterizzato da un importante incremento ponderale che vede in media il raddoppiare del peso alla nascita entro il quinto mese circa.<br />
L’incremento dei fabbisogni nutrizionali nelle gestanti (FAO/WHO/UNU, 2004) in kcal/die viene suddiviso e raggruppato per trimestri:</p>
<ul style="list-style-type: square;">
<li>+70 kcal/die nel I trimestre,</li>
<li>+266 kcal/die nel II trimestre</li>
<li>+ 496 kcal/die nel III trimestre.</li>
</ul>
<p>Nell’allattamento invece, abbiamo un incremento di fabbisogni della madre, stimato in circa <b>500 kcal/die</b>, nel caso il latte materno sia l’unica fonte alimentare per il bambino.</p>
<blockquote><p>Questa attenzione alla dieta dovrà riguardare il contenuto di vitamine e minerali negli alimenti ma anche le diverse tipologie di <b>acidi grassi,</b><b>saturi (SFA), monoinsaturi (MUFA) e polinsaturi (PUFA)</b>, scegliendo con cura le fonti alimentari di questi macronutrienti.</p></blockquote>
<h2><span style="color: #737373; font-size: 20pt;">Le linee guida</span></h2>
<p>Consigliano di <b>tenere basse le assunzioni di acidi grassi saturi</b>, di <b>escludere i grassi trans</b> e di assumere PUFA con particolare attenzione a quelli a lunga catena omega-3, che derivano dagli acidi grassi essenziali (EFA) e quindi legati esclusivamente a fonti alimentari.</p>
<p>In gravidanza e allattamento, i livelli adeguati di assunzione (<em>LARN IV revisione, 2014</em>) per gli omega-3 EPA e DHA, che nell’adulto sono di 250 mg/die, vedono <b>un incremento di 100 mg</b>, indicato però per il solo <b>DHA</b>.</p>
<p><b>EPA e DHA</b> sono elementi fondamentali costitutivi delle membrane cellulari; essi, inoltre, <b>rivestono un ruolo primario &#8211; nel feto e nel bambino fino a due anni di vita </b>&#8211; <b>nello sviluppo del tessuto</b> <b>nervoso e della retina e</b> <b>quindi delle corrette funzioni cognitive e acuità visiva</b>.</p>
<blockquote><p><b><em>Attenzione!<br />
L’integrazione di omega-3 durante la gravidanza è opportuna quando PERSONALIZZATA; quando cioè si conosce lo stato di salute delle cellule della madre e le reali carenze e necessità.</em></b></p></blockquote>
<h2><span style="color: #737373; font-size: 20pt;">L&#8217;alimentazione</span></h2>
<p>Anzitutto è molto importante prepararsi alla gravidanza cercando di avere il proprio peso corporeo nei valori definiti normali: <b>Indice di Massa Corporea tra 18,5 e 25 kg/m<sup>2</sup>.</b></p>
<p>Distribuire le assunzioni di cibo durante l’arco della giornata, evitando di saltare dei pasti o di farne di particolarmente abbondanti, soprattutto la sera. E’ consigliabile non fare pasti dissociati ma cercare di includere carboidrati complessi, proteine, lipidi in ogni pasto.</p>
<p>I carboidrati complessi, <b>meglio se costituiti da cereali o prodotti integrali e di origine controllata</b> (ad esempio da agricoltura biologica).</p>
<p><b>Limitare l’impiego di zuccheri semplici</b> e se possibile escludere lo zucchero raffinato (bianco o integrale) preferendo il miele.</p>
<p>Ridurre per quanto possibile i prodotti da forno (biscotti, cracker, ecc.) e scegliere quelli con farine integrali, con olio extravergine di oliva e, nel caso, dolcificati con miele, succhi di frutta o frutta disidratata.</p>
<p>Un no deciso a merendine e cibi industriali con <b>liste di ingredienti lunghe e “incomprensibili”.</b></p>
<p>Verdure crude e/o cotte ad ogni pasto, <b>seguendo la stagionalità</b> e il gusto personale. Per la colazione si può optare per centrifugati/estratti di frutta e verdura.</p>
<blockquote><p>Scegliere proteine da fonti animali e vegetali facendo <b>attenzione a quale tipo di grasso</b> accompagna le diverse fonti. Per questo motivo i <b><u>prodotti ittici sono tra i migliori candidati, con frequenze dalle 2 alle 4 volte a settimana</u></b>. Prediligere pesci pescati (non da allevamento) e di piccola taglia, includendo anche il pesce azzurro (sgombro, sarde, ecc.). Evitare pesce spada, smeriglio e tonno per la probabile contaminazione con metalli inquinanti.</p></blockquote>
<p>Legumi e cereali integrali consumati insieme, completano il profilo aminoacidico e possono essere considerati una buona fonte proteica. Si possono accompagnare con frutta secca che rappresenta una fonte di proteine e di grassi polinsaturi, come ad esempio noci, nocciole, semi di chia.</p>
<p>Come condimento <b>l’olio extravergine di oliva</b> non ha controindicazioni (a meno di specifiche allergie). Spuntini con frutta fresca di stagione. Idratazione: 1,5 &#8211; 2 litri d’acqua o tisane distribuite durante l’arco della giornata.<br />
Per <b>le mamme che allattano</b>, almeno un bicchiere d’acqua ad ogni pasto e ad ogni poppata. Sconsigliati: alcolici, bevande con zuccheri aggiunti (bibite gassate e non).</p>
<p>(<em>I consigli alimentari presenti nell’articolo non sono da intendersi sostitutivi di un piano alimentare personalizzato e sono da adattare ai casi specifici)</em></p>
<p><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-2274" src="https://www.lipinutragen.it/wp-content/uploads/ricetta-lipidomica-natale.jpg" alt="ricetta lipidomica natale" width="730" height="569" /></p>
<hr class="lpn-sep" />
<p><strong class="credits-label">Bibliografia:</strong></span><br />
<span style="font-size: 12pt;">(1) <em>Bianconi, E.,</em> et al (2014). An estimation of the number of cells in the human body. Annals of Human Biology, 40(6), 463–71<br />
(2) Food and Agricultural Organization: World Health Organization: United Nations University Expert consultation. Report on human energy requirements. Rome; <em>FAO, 2004</em><br />
(3) <em>Geppert, J et al.</em> (2008). Co-supplementation of healthy women with fish oil and evening primrose oil increases plasma docosahexaenoic acid, gamma-linolenic acid and dihomo-gamma-linolenic acid levels without reducing arachidonic acid concentrations. The British Journal of Nutrition, 99(2), 360–9</span></p>
<hr class="lpn-sep" />
<p><strong class="credits-label">Articolo a cura di</strong><br />
<span style="font-size: 12pt;"> <em>Dr. Francesco Bonucci &#8211; Biologo Nutrizionista</em></span></p>
<p><span style="font-size: 12pt;"><em>I consigli alimentari presenti nell’articolo non sono da intendersi sostitutivi di un piano alimentare personalizzato e sono da adattare ai casi specifici.</em></span></p>
<hr class="lpn-sep" /></div>
			</div>
			</div>
				
				
				
				
			</div>
				
				
			</div>
<p>L'articolo "<a href="https://www.lipinutragen.it/gravidanza-e-allattamento/">Gravidanza e allattamento</a>" è online sul blog di <a href="https://www.lipinutragen.it">Lipinutragen</a></p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.lipinutragen.it/gravidanza-e-allattamento/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Lipidomica e rischio cardiovascolare</title>
		<link>https://www.lipinutragen.it/lipidomica-e-rischio-cardiovascolare/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lipinutragen]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 16 Jul 2015 13:13:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Metabolismo e nutrizione]]></category>
		<category><![CDATA[Salute e nutrizione molecolare]]></category>
		<category><![CDATA[antiossidanti]]></category>
		<category><![CDATA[arterosclerosi]]></category>
		<category><![CDATA[infiammazioni]]></category>
		<category><![CDATA[ipertensione]]></category>
		<category><![CDATA[obesità]]></category>
		<category><![CDATA[omega3]]></category>
		<category><![CDATA[PUFA]]></category>
		<category><![CDATA[rischio cardiovascolare]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.lipinutragen.it/?p=2042</guid>

					<description><![CDATA[<p>L'articolo "<a href="https://www.lipinutragen.it/lipidomica-e-rischio-cardiovascolare/">Lipidomica e rischio cardiovascolare</a>" è online sul blog di <a href="https://www.lipinutragen.it">Lipinutragen</a></p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div class="et_pb_section et_pb_section_1 et_section_regular" >
				
				
				
				
				
				
				<div class="et_pb_row et_pb_row_1">
				<div class="et_pb_column et_pb_column_4_4 et_pb_column_1  et_pb_css_mix_blend_mode_passthrough et-last-child">
				
				
				
				
				<div class="et_pb_module et_pb_text et_pb_text_1  et_pb_text_align_left et_pb_bg_layout_light">
				
				
				
				
				<div class="et_pb_text_inner"><p>&nbsp;</p>
<p>Le patologie cardiovascolari (CV) rimangono, a livello mondiale, la principale causa di morte ed uno dei fattori di disabilità che influenzano la qualità della vita.<br />Elevati livelli di colesterolo sono tra i responsabili dell’incremento del rischio cardiovascolare insieme a fumo, abuso di alcool, ipertensione, e obesità.<br />In particolare l’eccesso di colesterolo è responsabile per il 56% dei casi di patologie coronariche (CHD), e per il 18% di episodi ischemici (2002 data).</p>
<p>E’ inoltre il principale fattore di rischio nell’ arterosclerosi; un disordine infiammatorio cronico caratterizzato da accumulo di lipidi e colesterolo e dallo sviluppo di placche fibrotiche lungo le pareti arteriose, un processo che coinvolge massivamente cellule del sistema immunitario come i macrofagi.</p>
<p>Studi osservazionali, sperimentali e trial clinici sulla prevenzione primaria in pazienti precedentemente colpiti da infarto del miocardio, hanno dimostrato l’effetto b<b>e</b>nefico degli acidi grassi poliinsaturi (PUFA) n-3, noti anche come mediatori primari dell’infiammazione.</p>
<p>I PUFA n-3, acido eicosapentaenoico (EPA) e acido docosaesaenoico (DHA), hanno prodotto effetti positivi nella prevenzione CV primaria e secondaria, come dimostrato da 4 trial di quasi 40.000 partecipanti con somministrazione di EPA con e senza DHA.</p>
<p>L’assunzione di PUFA n-3 riduce, inoltre, il rischio di mortalità cardiovascolare.</p>
<p>I meccanismi che spiegano la protezione da parte degli omega-3 nella prevenzione primaria e secondaria si ricollegano a note proprietà di questi PUFA, in grado di ridurre la concentrazione di triacilgliceroli ematici, la produzione di fattori di crescita, di molecole di adesione, di eicosanoidi infiammatori e di citochine pro-infiammatorie.</p>
<p>Inoltre sono in grado di ridurre la pressione sanguigna, di incrementare la produzione di ossido nitrico, il rilassamento endoteliale; riducono gli eventi trombotici e le aritmie cardiache.</p>
<hr class="lpn-sep" />
<h2><span style="color: #737373; font-size: 20pt;">Importanza della dieta:</span></h2>
<h3><em><span style="color: #a56b39; font-size: 18pt;">gli acidi grassi e le lipoproteine plasmatiche</span></em></h3>
<p>La correlazione tra l&#8217;apporto di grassi dalla dieta, le lipoproteine plasmatiche e la morbosità e mortalità associate alle malattie cardiovascolari è stata oggetto di numerosi studi, basati sulla crescente importanza della corretta alimentazione, intesa in termini di quantità e soprattutto <b>qualità della componente lipidica assunta con la dieta</b>.</p>
<p>Essa infatti, si ripercuote sulla concentrazione plasmatica di colesterolo e, di conseguenza, sul rischio di sviluppare patologie cardiovascolari.</p>
<p>L&#8217;anello di congiunzione tra questi elementi viene frequentemente indicato con l&#8217;appellativo di <b>PARADIGMA DIETA- CUORE</b>, in cui la <b>lipidomica riveste un ruolo essenziale.</b></p>
<p>In particolare è ben noto e dimostrato che gli acidi grassi saturi (SFA) ingeriti con gli alimenti posseggono un potente effetto sull&#8217;incremento del colesterolo plasmatico; essi incrementano i livelli sia delle LDL che delle HDL plasmatiche, ma l&#8217;effetto sulle prime è di gran lunga superiore [1].</p>
<p>L&#8217;effettivo ruolo dei grassi saturi nell&#8217;incremento del rischio di CVD è riferito soprattutto agli SFA tra 12 e 16 C (acido laurico, miristico e palmitico), mentre l&#8217;acido stearico (C18:0) non sembra incrementare i livelli di colesterolo LDL [2].</p>
<hr class="lpn-sep" />
<p><strong class="credits-label">Bibliografia:</strong><br /><span style="font-size: 12pt;">(1) Salter AM and White DA 1996. <em>Effects of dietary fat on cholesterol metabolism: regulation of plasma LDL concentration.</em> Nutrition Research Reviews 9, 241–257<br />(2) Yu SM, Derr J, Etherton TD and Kris-Etherton PM 1995. <em>Plasma cholesterolpredictive equations demonstrate that stearic acid is neutral and monounsaturated fatty acids are hypocholesterolemic</em>. American Journal of Clinical Nutrition 61, 1129–1139</span></p>
<hr class="lpn-sep" />
<p><strong class="credits-label">Articoli a cura di:</strong><br /><span style="font-size: 12pt;"> <em>Dr. Francesco Bonucci &#8211; Biologo Nutrizionista</em></span><br /><span style="font-size: 12pt;"> <em>Prof.ssa Maria Rosaria Faraone Mennella &#8211; Professore di Chimica Biologica Univ. Federico II di Napoli</em></span></p>
<p>&nbsp;</p></div>
			</div>
			</div>
				
				
				
				
			</div>
				
				
			</div>
<p>L'articolo "<a href="https://www.lipinutragen.it/lipidomica-e-rischio-cardiovascolare/">Lipidomica e rischio cardiovascolare</a>" è online sul blog di <a href="https://www.lipinutragen.it">Lipinutragen</a></p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Lipidomica e Obesità</title>
		<link>https://www.lipinutragen.it/lipidomica-e-obesita/</link>
					<comments>https://www.lipinutragen.it/lipidomica-e-obesita/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lipinutragen]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 17 Jun 2015 12:04:56 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Metabolismo e nutrizione]]></category>
		<category><![CDATA[Salute e nutrizione molecolare]]></category>
		<category><![CDATA[diabete]]></category>
		<category><![CDATA[difese immunitarie]]></category>
		<category><![CDATA[infiammazioni]]></category>
		<category><![CDATA[obesità]]></category>
		<category><![CDATA[omega3]]></category>
		<category><![CDATA[profilo lipidomico]]></category>
		<category><![CDATA[PUFA]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.lipinutragen.it/?p=1960</guid>

					<description><![CDATA[<p>&#160; Al recente congresso europeo sull’obesità (ECO2015), svoltosi a Praga il 6-9 Maggio 2015, è stato confermato il dato dell’OMS sulle proiezioni dell’obesità che vedranno nel 2030 più della metà degli adulti al di sopra dei limiti di peso. L’obesità rappresenta infatti la maggior sfida sanitaria del 21° secolo, soprattutto in Europa. &#160; Essa infatti [&#8230;]</p>
<p>L'articolo "<a href="https://www.lipinutragen.it/lipidomica-e-obesita/">Lipidomica e Obesità</a>" è online sul blog di <a href="https://www.lipinutragen.it">Lipinutragen</a></p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<p>Al recente congresso europeo sull’obesità (ECO2015), svoltosi a Praga il 6-9 Maggio 2015, è stato confermato il dato dell’OMS sulle proiezioni dell’obesità che vedranno nel 2030 più della metà degli adulti al di sopra dei limiti di peso. L’obesità rappresenta infatti la maggior sfida sanitaria del 21° secolo, soprattutto in Europa.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span id="more-3119"></span>Essa infatti si presenta con varie comorbilità nonché problematiche psicologiche, inoltre innalza il rischio di contrarre malattie croniche non trasmissibili quali affezioni cardiovascolari, tumori e diabete. Questa situazione che affligge anche la popolazione pediatrica si proietta sui dati relativi all&#8217;aspettativa di vita che, per la prima volta, indicano la probabilità che gli adolescenti attuali vivranno meno a lungo dei propri genitori per le conseguenze del diabete o di patologie cardiovascolari.</p>
<p>Nel 2050 si prevede infatti che la vita media diminuirà di 5 anni. In Italia, i dati del Ministero della Salute sui bambini della scuola primaria evidenziano <b>che i bambini in sovrappeso sono il 21% e i bambini obesi sono circa il 10%,</b> compresi i bambini severamente obesi che da soli sono il 2,2%.<br />
Si registrano prevalenze più alte nelle regioni del sud e del centro (Okkio alla Salute, dati 2014).</p>
<p>L’era industriale è sempre più caratterizzata da <b>diete e stili di vita scorretti</b>, riconosciuti come la causa primaria di obesità che predispone alle patologie indicate sopra, soprattutto metaboliche come il diabete (rassegna in “Membrane lipidomics for personalized health”, Wiley Press, in stampa a luglio 2015).</p>
<p>“Diabesità” è un termine coniato recentemente per mettere in evidenza la stretta associazione tra obesità e diabete. (1)<br />
E’ ormai certo che gli approcci terapeutici basati sulla dieta apportano indiscutibili benefici (2)<br />
La somministrazione di oleato aumenta nel tessuto adiposo la sensibilità all’insulina nell’infiammazione cronica indotta dall’obesità, che è causa di alterazioni della cascata di segnalazione di questo ormone (3).<br />
Le indicazioni ottenute finora convergono verso un effetto anti-infiammatorio degli omega-3, laddove l’infiammazione è una delle costanti nella condizione di obesità.<br />
E’ riportato che la supplementazione di n3-PUFA migliora le condizioni del paziente in patologie metaboliche e cardiovascolari senza interferire con le comuni terapie, ma spesso funzionando in sinergia con esse (4).<br />
Infine, gli effetti protettivi degli omega-3-PUFA sono ben documentati non solo nell’ inibizione degli eicosanoidi, ma anche per la formazione di nuovi biomediatori lipidici (resolvine e protectine) (5).</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3><em><span style="font-size: 18pt;">Cambiamenti nel profilo lipidico delle LDL nei sovrappeso per supplementazione di n-3</span></em></h3>
<p>&nbsp;</p>
<p>Padro e coll. riportano che l’assunzione giornaliera di latte arricchito in n-3 induce cambiamenti nel profilo lipidomico delle LDL che suggeriscono una sensibile riduzione di effetti infiammatori e aterogenici (<a href="http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/25773888">J Lipid Res.</a> 56(5):1043-56, 2015).</p>
<h3><em><span style="font-size: 18pt;">Applicazione delle “omiche” combinate per accelerare la ricerca sulla “diabesità”</span></em></h3>
<p>L’integrazione tra le varie “omiche” (metabolomica, lipidomica, proteomica, ecc.) potrebbe offrire un notevole contributo al raggiungimento di importanti obiettivi come chiarire le basi metaboliche dell’obesità che portano al diabete, e le differenze tra gli obesi che sviluppano il diabete, e quelli che non si ammalano (<a href="http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/23659636">Ann N Y Acad Sci.</a> 1287:1-16, 2013).</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<hr />
<p><span style="color: #737373;"><span style="font-size: 10pt;">Bibliografia</span></span><br />
<span style="font-size: 9pt;">(1) <a href="http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/23659636" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Ann N Y Acad Sci.</a> 1287:1-16, 2013)<br />
(2) <a href="http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/25485899" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Am J Physiol Heart Circ Physiol.</a>;308(4):H269-80, 2015<br />
(3) 1;290(18):11663-77, 2015<br />
(4) <a href="http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/21831036" target="_blank" rel="noopener noreferrer">docr Metab Immune Disord Drug Targets.</a> 1;11(3):232-46, 2011<br />
(5) <a href="http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/19211925" target="_blank" rel="noopener noreferrer">FASEB J.</a> 23(6):1946-57, 2009</span></p>
<hr />
<p><span style="color: #737373;"><span style="font-size: 10pt;">Articolo a cura di:</span></span><br />
<span style="font-size: 10pt;"> <em>Dr. Francesco Bonucci &#8211; Biologo Nutrizionista</em></span><br />
<span style="font-size: 10pt;"> <em>Prof.ssa Maria Rosaria Faraone Mennella &#8211; Professore di Chimica Biologica Univ. Federico II di Napoli</em></span></p>
<hr />
<p>[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row]</p>
<p>L'articolo "<a href="https://www.lipinutragen.it/lipidomica-e-obesita/">Lipidomica e Obesità</a>" è online sul blog di <a href="https://www.lipinutragen.it">Lipinutragen</a></p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.lipinutragen.it/lipidomica-e-obesita/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Stanchezza e disturbi umore: un aiuto dalla LIPIDOMICA</title>
		<link>https://www.lipinutragen.it/stanchezza-e-disturbi-umore-un-aiuto-dalla-lipidomica/</link>
					<comments>https://www.lipinutragen.it/stanchezza-e-disturbi-umore-un-aiuto-dalla-lipidomica/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lipinutragen]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 18 May 2015 08:10:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Omega-3 e omega-6]]></category>
		<category><![CDATA[Salute e nutrizione molecolare]]></category>
		<category><![CDATA[antiossidanti]]></category>
		<category><![CDATA[infiammazioni]]></category>
		<category><![CDATA[omega3]]></category>
		<category><![CDATA[parametri molecolari]]></category>
		<category><![CDATA[PUFA]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.lipinutragen.it/?p=1632</guid>

					<description><![CDATA[<p>L'articolo "<a href="https://www.lipinutragen.it/stanchezza-e-disturbi-umore-un-aiuto-dalla-lipidomica/">Stanchezza e disturbi umore: un aiuto dalla LIPIDOMICA</a>" è online sul blog di <a href="https://www.lipinutragen.it">Lipinutragen</a></p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div class="et_pb_section et_pb_section_2 et_section_regular" >
				
				
				
				
				
				
				<div class="et_pb_row et_pb_row_2">
				<div class="et_pb_column et_pb_column_4_4 et_pb_column_2  et_pb_css_mix_blend_mode_passthrough et-last-child">
				
				
				
				
				<div class="et_pb_module et_pb_text et_pb_text_2  et_pb_text_align_left et_pb_bg_layout_light">
				
				
				
				
				<div class="et_pb_text_inner"><p>&nbsp;</p>
<p>Tra i temi proposti dall&#8217;Expo 2015, dedicato a “<em>Nutrire il pianeta, energia per la vita</em>”, è la prevenzione delle malattie sociali dell’età moderna (obesità, patologie cardiovascolari, tumori, epidemie, sindromi da stress) in gran parte legate ad abitudini alimentari non corrette e a frenetici ritmi di vita.</p>
<p>Tipica <b>sindrome da stress è la stanchezza, fisica e mentale</b>, che si accompagna a <b>debolezza immunitaria</b> (vulnerabilità alle piccole infezioni e ai malanni stagionali), a <b>difficoltà di concentrazione, </b><b> a disturbi umore</b> (irritabilità o apatia/malinconia).</p>
<p><b>Disturbi umore</b>: le cause dei disturbi dell’umore sono tra le più svariate, da quelle fisiologiche (metereopatia, cambiamenti ormonali, affaticamento da studio o da lavoro, ecc.), a quelle collegate a vere e proprie patologie (disturbi psichiatrici, malattie polmonari, cardiovascolari, cancro) o indotte come effetti collaterali in seguito all’ uso di farmaci.</p>
<p>Nell’uomo l’ aumentato rischio di sviluppare disturbi dell&#8217;umore, e<b> stati d’ansia</b>. è stato <b>associato ad una <b>dieta carente di acidi grassi Omega-3<sup>[1,2]</sup>. </b></b></p>
<p><b>I PUFA Omega-3, </b><b>eicosapentaenoico </b>(<b>EPA</b> C20:5)e il<b> docosaesaenoico </b>(<b>DHA</b> C22:6),<b> <b>regolano la produzione di neurotrasmettitori (</b></b>dopamina e serotonina), <b>favorendo l&#8217;equilibrio dell&#8217;umore, la calma e la coordinazione</b>.</p>
<p>Gli <em>n</em>-3 sono fondamentali per il <u>corretto svolgimento della funzione cognitiva</u>,e riducono il rischio di malattie croniche e infiammatorie (patologie cardiache, artrite, cancro, ecc.).</p>
<p>Il DHA favorisce altresì la riduzione della infiammazione, spesso di tipo subclinico che si manifesta attraverso <b>disturbi dello stato emotivo della persona. </b></p>
<p><b>Nei bambini</b> in particolare si osservano<b> momenti fisiologici di instabilità, difficoltà di concentrazione, calo improvviso del rendimento scolastico, ipersonnia o insonnia. </b></p>
<p>Astenia, faticabilità, inappetenza, una continua stanchezza in mancanza di attività fisica, sono sintomi di una situazione di stress.</p>
<p>Recenti studi ribadiscono l’importanza di alcuni nutrienti in grado, insieme agli <b>Omega-3</b>, di ridurlo, regolando comportamento e benessere. Magnesio e potassio, per esempio, sono essenziali per la contrazione muscolare e la conduzione degli stimoli nervosi. Se associati alle vitamine del gruppo B e alla vitamina C, coadiuvano l’attività del sistema nervoso e a rendere più efficace il metabolismo energetico.</p>
<p>D’altro canto, gli Omega-3 con le vitamine liposolubili (E, A, K) garantiscono un adeguato sistema antiossidante contro i radicali liberi in eccesso prodotti dallo stress ossidativo.</p>
<hr class="lpn-sep" />
<h2><span style="color: #737373; font-size: 20pt;">Cancro al seno:</span></h2>
<h3><em><span style="color: #a56b39; font-size: 18pt;">contro la stanchezza gli <em>omega-</em> 3 aiutano</span></em></h3>
<p>Il consiglio arriva da uno studio del la dott. <b>Rachel Ballard Barbash</b> del National Cancer Institute statunitense <em>(</em><em>J. Clinical Oncology.</em> 30(12):1280, 2012). Gli <b>acidi grassi omega 3 </b>aiutano a combattere la <b>stanchezza persistente</b> di cui molte donne soffrono dopo aver terminato le terapie contro il <b>cancro al seno.</b></p>
<h2><span style="color: #737373; font-size: 20pt;">Omega-3 e gravidanza/allattamento</span></h2>
<p>La dr. Kendal-Tackett suggerisce, sia durante la gravidanza che nell’allattamento, una dieta ricca in Omega-3, importanti: 1-nell’ultimo trimestre di gravidanza per lo sviluppo del 70% del sistema nervoso centrale del feto; 2-nell’allattamento, per garantirne il giusto apporto al neonato; 3- per aiutare la puerpera a mitigare la stanchezza e ad evitare la depressione post-partum (articoli da <em>Clinical Lactation</em>, 2012-2015).</p>
<hr class="lpn-sep" />
<p><strong class="credits-label">Bibliografia:</strong><br /><span style="font-size: 9pt;">(1) <a href="https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/?term=Morris+G%5Bauthor%5D" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Morris G</a>, <a href="https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/?term=Berk+M%5Bauthor%5D" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Berk M</a>, <a href="https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/?term=Walder+K%5BAuthor%5D" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Walder K</a>, <a href="https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/?term=Maes+M+%5Bauthor%5D" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Maes M</a> <em>Central pathways causing fatigue in neuro-inflammatory and autoimmune illnesses.</em> <a href="http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/25856766" target="_blank" rel="noopener noreferrer">BMC Med.</a> 6;13:28 (2015)<br />(2) <a href="http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/?term=Shei%20RJ%5BAuthor%5D&amp;cauthor=true&amp;cauthor_uid=25373099" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Shei RJ</a>, <a href="http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/?term=Lindley%20MR%5BAuthor%5D&amp;cauthor=true&amp;cauthor_uid=25373099" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Lindley MR</a>, <a href="http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/?term=Mickleborough%20TD%5BAuthor%5D&amp;cauthor=true&amp;cauthor_uid=25373099" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Mickleborough TD</a>.Omega-3 polyunsaturated fatty acids in the optimization of physical performance. <a href="http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/25373099" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Mil Med.</a>;179(11 Suppl):144-56 (2014)</span></p></div>
			</div>
			</div>
				
				
				
				
			</div>
				
				
			</div>
<p>L'articolo "<a href="https://www.lipinutragen.it/stanchezza-e-disturbi-umore-un-aiuto-dalla-lipidomica/">Stanchezza e disturbi umore: un aiuto dalla LIPIDOMICA</a>" è online sul blog di <a href="https://www.lipinutragen.it">Lipinutragen</a></p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.lipinutragen.it/stanchezza-e-disturbi-umore-un-aiuto-dalla-lipidomica/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>DGLA – al crocevia di processi pro e anti infammatori</title>
		<link>https://www.lipinutragen.it/dgla-al-crocevia-di-processi-pro-e-anti-infammatori/</link>
					<comments>https://www.lipinutragen.it/dgla-al-crocevia-di-processi-pro-e-anti-infammatori/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lipinutragen]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 20 Feb 2015 14:21:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Omega-3 e omega-6]]></category>
		<category><![CDATA[difese immunitarie]]></category>
		<category><![CDATA[infiammazioni]]></category>
		<category><![CDATA[parametri molecolari]]></category>
		<category><![CDATA[PUFA]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.lipinutragen.it/?p=1183</guid>

					<description><![CDATA[<p>L'articolo "<a href="https://www.lipinutragen.it/dgla-al-crocevia-di-processi-pro-e-anti-infammatori/">DGLA – al crocevia di processi pro e anti infammatori</a>" è online sul blog di <a href="https://www.lipinutragen.it">Lipinutragen</a></p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div class="et_pb_section et_pb_section_3 et_section_regular" >
				
				
				
				
				
				
				<div class="et_pb_row et_pb_row_3">
				<div class="et_pb_column et_pb_column_4_4 et_pb_column_3  et_pb_css_mix_blend_mode_passthrough et-last-child">
				
				
				
				
				<div class="et_pb_module et_pb_text et_pb_text_3  et_pb_text_align_left et_pb_bg_layout_light">
				
				
				
				
				<div class="et_pb_text_inner"><p>&nbsp;</p>
<p>Nelle membrane eritrocitarie, <b>carenza di acido diomogamma-linolenico (DGLA) ed eccessi di arachidonico (AA)</b> sono situazioni correlate con infiammazione silente e scarsa modulazione immunitaria.</p>
<p>L’incidenza riscontrata &#8211; sulla base delle analisi FatPharmacy del 2014 &#8211; è stata di uno su tre per la carenza di DGLA e di quasi uno su due per l’eccesso di AA.<span id="more-1183"></span></p>
<p><div id="attachment_1187" style="width: 480px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-1187" class="wp-image-1187 size-full" src="https://www.lipinutragen.it/wp-content/uploads/Acido-acidodiomogamma-linolenico-DGLA.jpg" alt="Acido acidodiomogamma-linolenico (DGLA)" width="470" height="84" /><p id="caption-attachment-1187" class="wp-caption-text">Acido acidodiomogamma-linolenico (DGLA)</p></div><div id="attachment_1188" style="width: 179px" class="wp-caption alignright"><img loading="lazy" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-1188" class="size-full wp-image-1188" src="https://www.lipinutragen.it/wp-content/uploads/Acido-Arachidonico.jpg" alt="Acido Arachidonico" width="169" height="141" /><p id="caption-attachment-1188" class="wp-caption-text">Acido Arachidonico</p></div></p>
<p>Per riportare in equilibrio i parametri molecolari relativi alle difese immunitarie (carenza di DGLA e/o eccesso di EPA) si dovrà incrementare l’assunzione di acido gamma linolenico (GLA), per il quale non esistono fonti alimentari rilevanti, se non l’olio di semi di borragine.</p>
<p>Per colmare la carenza ed ottenere l’azione antiinfiammatoria è necessaria l’incorporazione in membrana del DGLA.</p>
<p>Un <b>cocktail sinergico contenente GLA ad alto titolo, alfa-glicerilfosforilcolina (alfa-GPC) e un pool di antiossidanti </b>che ne assicurano la protezione durante la biodistribuzione, assicurerà l’azione mirata su entrambi i fattori in squilibrio.</p>
<p>Anche un <b>eccesso di risposta infiammatoria</b>, caratterizzata da valori alti (eccessi o borderline) di acido arachidonico (AA), può essere accompagnata da carenze di DGLA.</p>
<p>In questo particolare caso l’integrazione di GLA deve essere eseguita contestualmente con acido alfa linolenico (ALA). La <span style="text-decoration: underline;">supplementazione nutraceutica</span> sarà efficace ed efficiente con un prodotto che fornisca nelle giuste proporzioni GLA insieme ad ALA.</p>
<p><span style="text-decoration: underline;">A livello dietetico</span> è utile consigliare fonti vegetali di ALA, come ad esempio olio di semi di lino (54,2%), noci (6,21%), verdure verdi, tra cui spinaci (0,35%).<br />Per valutare la rilevanza della fonte di ALA, è necessario notare anche altre componenti grasse contemporaneamente presenti, per esempio se è presente altra componente omega-6 (come l’acido linoleico, che può fungere da “attivatore” della pista omega-6), oppure se sono presenti acidi grassi saturi <b>(la cui percentuale in un nutraceutico è sempre da considerare!).</b></p>
<hr class="lpn-sep" />
<p><span style="color: #737373; font-size: 20pt;">Pufa Infiammazione-Immunità</span></p>
<p><div id="attachment_1185" style="width: 231px" class="wp-caption alignleft"><img loading="lazy" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-1185" class="wp-image-1185" src="https://www.lipinutragen.it/wp-content/uploads/PUFA-infiammazione.jpg" alt="PUFA-infiammazione" width="221" height="253" /><p id="caption-attachment-1185" class="wp-caption-text">Fig.3 Via di conversione di A. linoleico in arachidonato.</p></div></p>
<p>La centralità del ruolo del DGLA è legata all’attivita’ della <b>Δ5-desaturasi</b>, di cui e’ substrato.</p>
<p>La sua trasformazione in AA, precursore delle prostaglandine (PG) 2-4 infiammatorie, dipende da come e’ regolata l’attivita’ enzimatica, che puo’ subire inibizione da a. grassi della serie n3. Il DGLA che rimane disponibile, segue, invece, la via di sintesi delle PG1, le quali migliorano il funzionamento del sistema immunitario (Fig.3). E’ noto infatti, che DGLA, PGE1 e prostaciclina aumentano le risposte immunitarie e l’azione tumoricida dei macrofagi.</p>
<p>Il DGLA non trasformato in AA entra nei fosfolipidi (PL) delle membrane, da cui, all’occorrenza, sara’ rimosso per azione della fosfolipasi A2, competendo con AA per la sintesi di PG1 nella via delle ciclo ossigenasi.</p>
<p>Analogamente, la supplementa- zione di DGLA può spostare il rapporto DGLA/AA in modo da <b>ridurre la produzione di fattori pro-infiammatori,</b> a favore di quelli anti-infiammatori, con benefici effetti per una serie di patologie. Non si deve dimenticare, tuttavia, che il DGLA, come gli altri a. grassi polinsaturi, <b>subisce reazioni radicaliche ossidative</b>. Ne consegue che utilizzarne <span style="text-decoration: underline;">la supplementazione</span> per controllare i processi pro-infiammatori, attivando la sintesi di composti anti-infiammatori, <span style="text-decoration: underline;">richiede una concomitante, sinergica somministrazione di anti-ossidanti </span>(vitamine A, C, E, beta-carotene), per svolgere azione preventiva della perossidazione lipidica.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-1189" src="https://www.lipinutragen.it/wp-content/uploads/ricetta-borragine.jpg" alt="ricetta-borragine" width="750" height="384" /></p>
<p>&nbsp;</p></div>
			</div>
			</div>
				
				
				
				
			</div>
				
				
			</div>
<p>L'articolo "<a href="https://www.lipinutragen.it/dgla-al-crocevia-di-processi-pro-e-anti-infammatori/">DGLA – al crocevia di processi pro e anti infammatori</a>" è online sul blog di <a href="https://www.lipinutragen.it">Lipinutragen</a></p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.lipinutragen.it/dgla-al-crocevia-di-processi-pro-e-anti-infammatori/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
	</channel>
</rss>
