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	<title>acido grasso Archivi &#8226; Lipinutragen</title>
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	<description>Lipidomica e Nutraceutica</description>
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	<title>acido grasso Archivi &#8226; Lipinutragen</title>
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		<title>Nutrizione Molecolare in Pediatria</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lipinutragen]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 17 Feb 2016 08:19:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Salute e nutrizione molecolare]]></category>
		<category><![CDATA[Stile di vita e prevenzione]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L'articolo "<a href="https://www.lipinutragen.it/nutrizione-molecolare-in-pediatria/">Nutrizione Molecolare in Pediatria</a>" è online sul blog di <a href="https://www.lipinutragen.it">Lipinutragen</a></p>
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<h2><span style="color: #737373; font-size: 20pt;">Nutrizione molecolare in pediatria</span></h2>
<p>L’età pediatrica rappresenta un periodo evolutivo dell’essere umano, nel quale l’alimentazione ha un ruolo fondamentale per sostenere correttamente le fasi di accrescimento e di sviluppo di nuove funzioni.</p>
<p>Alle nostre latitudini assistiamo sin dall’infanzia ad <b>eccessi calorici e a cattive abitudini alimentari</b> generate non da una difficoltà nel reperire le risorse alimentari corrette, ma da una <b>mancanza di educazione alimentare e da informazioni fuorvianti perché orientate da logiche commerciali</b>.<span id="more-2345"></span></p>
<p>Ogni anno si assiste a nuovi allarmi sull’epidemia dell’obesità unitamente a dati che vedono aumentare patologie del metabolismo quali ad esempio l’ipertensione, le dislipidemie e il diabete anche nell’infanzia. L’ultimo rapporto pubblicato dall’<em>OMS</em> indica che il numero dei bambini di età inferiore ai cinque anni con problemi di peso è passata <b>dal 1998 al 2014 da 31 a 41 milioni di individui. </b></p>
<p>I dati italiani del 2014 indicati dal sistema di sorveglianza nazionale denominato <b><em>“Okkio alla Salute”</em></b> su alimentazione e stili di vita nelle classi di età dai 6 ai 10 anni, indicano livelli preoccupanti di eccesso ponderale: il <b>20,9% dei bambini è risultato in sovrappeso e il 9,8% in condizioni di obesità</b>, con percentuali più alte nelle regioni del centro e del sud Italia.</p>
<p>Sembra paradossale ma seppur in presenza di eccessi calorici ci si può trovare anche con problematiche legate alla carenza di nutrienti. La malnutrizione non è esclusivamente legata all’andamento del peso ma può riguardare anche i micronutrienti. Riprendendo la definizione dell’<em>OMS</em>, per malnutrizione si intende lo squilibrio tra apporto di nutrienti e di energia e la quantità di questi necessaria al corpo per garantire la crescita, il ricambio, e le funzioni specifiche dell’organismo.</p>
<blockquote><p><em>Prendiamo ad esempio lo iodio, un minerale necessario in particolare per la formazione degli ormoni tiroidei e rispetto al quale si stimano apporti insufficienti nel 70% dei bambini (fonte: Federazione italiana medici pediatri).</em></p></blockquote>
<h2><span style="color: #737373; font-size: 20pt;">Omega 3 per i bambini</span></h2>
<p>Un particolare gruppo di nutrienti sui quali porre attenzione in quanto spesso carenti in età pediatrica sono gli acidi grassi polinsaturi <em>Omega 3</em>, in particolare di quelli a lunga catena <b>EPA e DHA</b>. Ricordiamo che la classe dei lipidi ha i seguenti livelli di assunzione di riferimento (LARN IV revisione, 2014):</p>
<ul>
<li>da <em>6 a 12 mesi</em> = 40% delle energie totali, di cui <b>EPA-DHA 250 mg</b></li>
<li>da <em>1 a 3 anni </em>= 35-40 % delle energie totali, di cui <b>EPA-DHA 250 mg</b></li>
<li>da <em>4 a 17 anni </em>= 20-35 % delle energie totali, di cui <b>EPA-DHA 250 mg</b></li>
</ul>
<p>Dai 6 mesi ai 2 anni è richiesto un apporto <u>aggiuntivo</u> di DHA di 100 mg</p>
<h2><span style="color: #737373; font-size: 20pt;">Perché il DHA è così importante?</span></h2>
<blockquote><p>Si tratta di un <b>lipide essenziale</b><b>per le funzioni cerebrali</b> . La sua maggior richiesta inizia nel grembo materno attingendo alle riserve della madre attraverso la placenta per la formazione del tubo neurale che darà origine anche al cervello e alla retina. L’apporto di DHA continua poi nell’infanzia con il latte materno e successivamente con l’alimentazione per supportare la corretta crescita e maturazione del cervello e di tutto il sistema nervoso e i collegamenti sinaptici.</p>
<p>Alcuni studi indicano che <b>i livelli di DHA hanno un ruolo favorevole nello sviluppare le capacità cognitive nei bambini</b> e al contrario bassi livelli di DHA nel cervello animale determinano problemi di apprendimento e di memorizzazione.</p>
<p>Un numero crescente di studi sta supportando sempre più dati che correlano bassi apporti dietetici e <b>bassi livelli di DHA ematico con disturbi da deficit di attenzione e iperattività (ADHD) e dislessia in bambini</b>.</p></blockquote>
<p><div id="attachment_2348" style="width: 424px" class="wp-caption alignright"><img decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-2348" class="size-full wp-image-2348" src="https://www.lipinutragen.it/wp-content/uploads/acidi-grassi-e-olii-da-cucina.jpg" alt="acidi grassi e olii da cucina" width="414" height="382" /><p id="caption-attachment-2348" class="wp-caption-text">Grafico 1 fonte EUFIC</p></div></p>
<p>Le fonti preferenziali di grassi dovranno quindi includere il pesce, la frutta secca in guscio e i semi oleaginosi, gli oli vegetali.</p>
<p>Attualmente il consumo di pesce nei bambini dai 6 ai 10 anni si aggira in media a 1 porzione a settimana mentre dovrebbe raggiungere le 2-4 porzioni.</p>
<p>Per quanto riguarda la frutta secca, i semi e gli oli, bisogna privilegiare quelli maggiormente ricchi di <em>Omega 3</em> a discapito di <em>Omega 6</em> e di grassi saturi (SFA) (Immagine: fonte EUFIC). Evidenziamo la presenza di nuove formulazioni di oli polinsaturi da usare a crudo, appositamente composti da miscele di olio di canapa e di lino, da olio di girasole altoleico e olio di sesamo, da olio di lino e olio di girasole altoleico e da olio di canapa, lino, sesamo e girasole altoleico.</p>
<p>Una tipologia di grassi tipicamente in eccesso nella dieta occidentale è quella dei SFA che dovrebbe restare al di sotto del 10% delle calorie totali mentre i grassi trans (TFA) industriali dovrebbero essere praticamente assenti. Entrambe queste categorie di grassi però abbondano nei cibi da fast-food e in molti alimenti industriali quali merendine, gelati, prodotti da forno e biscotteria.</p>
<p>La riluttanza verso l’olio di palma raffinato riguarda, oltre alla deforestazione selvaggia per far posto alle coltivazioni, anche la sua composizione con il 50% circa di SFA. I cibi animali ricchi di SFA sono notoriamente la carne rossa (manzo, agnello e maiale), i prodotti lattiero-caseari grassi (burro, formaggi, panna, latte intero). Per conoscere più esattamente la condizione delle membrane in relazione alle varie classi di grassi, risulta particolarmente interessante l’indagine molecolare eseguita a livello delle membrane dei globuli rossi. In questo modo si può valutare l’eventuale carenza di <em>Omega 3</em> e il loro rapporto con gli <em>Omega 6</em>, cosi come gli eccessi di SFA e la presenza di TFA.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><b>INDICAZIONI DELLA SOCIETA’ AMERICANA DI PEDIATRIA</b></p>
<ul>
<li>Limitare il consumo di bevande zuccherate</li>
<li>Incoraggiare sin da piccoli il consumo quotidiano di verdura e di frutta (5 porzioni al giorno).</li>
<li>Preparare regolarmente pesce (2-4 volte a settimana) evitando quello venduto già fritto*</li>
<li>Consumare i cereali e i loro derivati di tipo integrale*</li>
<li>Non consentire l’uso di video (TV, computer, tablet, ecc.) prima dei 2 anni di età e successivamente limitarle a un massimo di 2 ore al giorno</li>
<li>Fare colazione tutte le mattine</li>
<li>Limitare i pasti fuori casa e in particolare ai fast-food</li>
<li>Incoraggiare i pasti a casa e con genitori e figli insieme</li>
<li>Non esagerare con le quantità seguendo le porzioni previste.</li>
<li>Quando possibile, adottare l’allattamento al seno esclusivo fino al 6° mese. Mantenerlo anche dopo l’introduzione di cibi solidi fino a 12 mesi e oltre</li>
<li>Fare attività fisica regolarmente</li>
<li>Limitare i cibi molto calorici</li>
</ul>
<p><em>* Dietary Recommendations for Healthy Children 2014, dell’ American Heart Association</em></p>
<hr class="lpn-sep" />
<p><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-2346" src="https://www.lipinutragen.it/wp-content/uploads/ricetta-lipidomica-crocchette-salmone-patate.jpg" alt="ricetta lipidomica crocchette salmone patate" width="730" height="604" /></p>
<hr class="lpn-sep" />
<p><strong class="credits-label">Bibliografia:</strong></span><br />
<span style="font-size: 12pt;">(1) World Health Organization; UNICEF; UN System Standing Committee on Nutrition (2006). WHO, UNICEF, and SCN informal consultation on community-based management of severe malnutrition in children – SCN Nutrition Policy Paper No. 21. Available at: http://www.who.int/child_adolescent_health/documents/fnb_v27n3_suppl/en/index.html <a href="http://www.epicentro.iss.it/okkioallasalute/">http://www.epicentro.iss.it/okkioallasalute/</a><br />
(2) Sarah E. Barlow. Expert Committee Recommendations Regarding the Prevention, Assessment, and Treatment of Child and Adolescent Overweight and Obesity: Summary Report. 2007 Dec;120 Suppl 4:S164-92<br />
(3) LARN IV Revisione. Livelli di Assunzione di Riferimento di Nutrienti ed energia. 2014</span></p>
<hr class="lpn-sep" />
<p><strong class="credits-label">Articolo a cura di</strong><br />
<span style="font-size: 12pt;"> <em>Dr. Francesco Bonucci &#8211; Biologo Nutrizionista</em></span></p>
<p><span style="font-size: 12pt;"><em>I consigli alimentari presenti nell’articolo non sono da intendersi sostitutivi di un piano alimentare personalizzato e sono da adattare ai casi specifici.</em></span></div>
			</div>
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<p>L'articolo "<a href="https://www.lipinutragen.it/nutrizione-molecolare-in-pediatria/">Nutrizione Molecolare in Pediatria</a>" è online sul blog di <a href="https://www.lipinutragen.it">Lipinutragen</a></p>
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		<title>La Dieta Lipidomica</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lipinutragen]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 19 Jan 2016 10:56:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Metabolismo e nutrizione]]></category>
		<category><![CDATA[Salute e nutrizione molecolare]]></category>
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<h2><span style="color: #737373; font-size: 20pt;">La Dieta Lipidomica</span></h2>
<p>L’alimentazione moderna dei paesi più industrializzati è purtroppo pervasa da squilibri nutrizionali conseguenti ad errori alimentari tra i quali ricordiamo: un consumo eccessivo di carboidrati raffinati, di zuccheri semplici e di prodotti industriali ricchi di grassi di cattiva qualità (‘junk food’), l’assunzione dannosa di alcol, un consumo non adeguato di frutta e verdura, di cereali integrali e di pesce.</p>
<p><b>Le linee guida alimentari </b>statunitensi &#8211; nell’ultima revisione del 2015 (<em>Dietary Guidelines for Americans, 2015</em>) &#8211; tra le varie indicazioni, individuano alcuni elementi critici per la salute e di cui andrebbe ridotto il consumo: cibi con zuccheri aggiunti, grassi saturi e sodio. In particolare, viene indicato di <b>sostituire gli eccessi di grassi saturi con grassi mono e polinsaturi </b>non con i carboidrati, come avveniva invece in precedenza.</p>
<p>Un tempo considerati semplicemente come depositi di energia corporea e per le proprietà di isolamento termico, i lipidi nel corpo umano hanno moltissime altre funzioni, tra le quali ricordiamo:</p>
<ul>
<li>sono parte fondamentale delle membrane cellulari;</li>
<li>fungono da mediatori chimici e da regolatori dell’espressione del DNA.</li>
</ul>
<p>Questi ed altri ruoli complessi che i lipidi svolgono a livello cellulare sono emersi grazie al crescente numero di evidenze raccolte dal mondo della ricerca negli ultimi decenni, dando così origine alla Lipidomica, una visione dinamica e multidisciplinare di questa classe di molecole. <em>(Ferreri &amp; Chatgilialoglu, 2012).</em><span id="more-2310"></span></p>
<blockquote><p><em>Vedendo ormai superato il concetto di dieta Low Fat, </em><b><em>i grassi vanno inclusi nei regimi dietetic</em></b><em>i (fino al 35% delle calorie totali) sia per la prevenzione che per il dimagrimento &#8211; <u>con un importante distinzione tra le diverse sottoclassi di lipidi e delle relative fonti alimentari.</u></em></p></blockquote>
<h2><span style="color: #737373; font-size: 20pt;">Cosa è e a cosa serve</span></h2>
<p>Vista l’importanza di cibarsi di alimenti che contengano le diverse categorie di grassi e nelle giuste proporzioni, risulta utile adottare un approccio dietetico innovativo per l’elaborazione di diete bilanciate.</p>
<p>Le giuste proporzioni si cercano di ottenere seguendo le linee guida redatte per la popolazione in generale e che hanno come base la Dieta Mediterranea, ma meglio ancora sarebbe una personalizzazione ad hoc attraverso l’esecuzione di un indagine molecolare fatta sull’individuo.</p>
<p>E’ questo il caso della <b>dieta lipidomica</b>, che definisce l’intervento nutrizionale sulla base dei risultati di un check-up eseguito a livello degli acidi grassi delle membrane dei globuli rossi. L’obiettivo è quello di ottenere un riequilibrio della membrana cellulare – unitamente al benessere della persona &#8211; attraverso una specifica ripartizione dietetica degli acidi grassi e di altri nutrienti, per un corretto intervento nutrizionale.</p>
<h2><span style="color: #737373; font-size: 20pt;">Per chi e come</span></h2>
<p>La dieta lipidomica è adatta a diverse esigenze e tipologie di persone:</p>
<ul>
<li>Chi vuole dimagrire in modo sano</li>
<li>Chi vuole fare prevenzione</li>
<li>Donna in gravidanza, dopo un parto o durante l’allattamento</li>
<li>Lo sportivo</li>
<li>Chi è affetto da patologie che possono giovarsi di un miglior equilibrio cellulare</li>
<li>Chi desidera migliorare il proprio stato di salute generale</li>
</ul>
<p>Chi presenta una serie di disturbi non meglio diagnosticato</p>
<p>L’iter da seguire è molto semplice:</p>
<p>1) Si effettua l’esame lipidomico <strong>su <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Membrana_cellulare" target="_blank" rel="noopener noreferrer">membrana cellulare</a> di globulo rosso maturo </strong>per avere importanti informazioni necessarie ad eseguire una completa valutazione dello stato nutrizionale di una persona, individuandone il profilo lipidomico, eventuali carenze e/o squilibri di acidi grassi essenziali, oltre ad informazioni</p>
<p>indirette su metabolismo e vie metaboliche ad essi correlate.</p>
<p>2) Il software LipidomicDiet®, sviluppato con la collaborazione dei ricercatori CNR, è l’unico software al mondo che permette l’elaborazione computerizzata della Dieta Lipidoica, contiene gli algoritmi di calcolo per l’elaborazione del piano alimentare lipidomico sulla base del referto dell’<strong><a href="https://www.lipinutragen.it/cosa-facciamo/analisi-lipidomica/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">analisi lipidomica</a></strong> di un soggetto.</p>
<blockquote><p><b>Macronutrienti.</b> Per il calcolo delle calorie e la ripartizione tra lipidi, protidi e carboidrati, non vengono date indicazioni rigide; il singolo professionista – qualificato per poter stilare diete &#8211; può impostare il fabbisogno calorico valutato con i metodi a lui più congeniali (analisi bio-impedenziometrica, equazioni validate, ecc.).</p>
<p><b>Lipidi.</b> Per il fabbisogno delle varie classi di lipidi vengono indicati dei target minimi o massimi da raggiungere con l’alimentazione. Questo è particolarmente importante <b>per gli acidi grassi essenziali omega 3 e omega 6, spesso carenti o sbilanciati oppure per i grassi saturi, facilmente in eccesso.</b><br />
Attualmente le linee guida italiane (LARN) forniscono degli intervalli minimi e massimi per questi macronutrienti, ma non danno dei target specifici e individuali. LipidomicDiet® si pone l’obiettivo di ricavare dei valori specifici per ogni classe di acido grasso ponendosi come strumento nelle mani del nutrizionista per definire più nel dettaglio i fabbisogni individuali.</p>
<p><b>Carboidrati.</b> La loro determinazione quali-quantitativa è condizionata dagli esiti del profilo lipidomico. Il metabolismo dei carboidrati è infatti biochimicamente legato a quello dei lipidi ed è pertanto estremamente importante assicurare che l&#8217;apporto di carboidrati rispetti la capacità individuale di metabolizzare questo gruppo di macronutrienti a livello cellulare. Diventa a questo punto importante la scelta dei carboidrati in base al loro indice glicemico (IG) e carico glicemico (CG).</p>
<p>Indice e Carico Glicemico esprimono la risposta glicemica ai pasti rispetto a determinati alimenti. Nella stesura della dieta lipidomica viene data particolare importanza a questo aspetto, per tenere una risposta insulinica post-prandiale bassa al fine di non sovra esprimere i sistemi cellulari che in ultima istanza portano alla generazione di nuovi acidi grassi saturi e di trigliceridi. Questo aspetto viene tenuto in considerazione anche nella proposta degli spuntini. Per un ridotto impatto glicemico e per il miglior profilo nutrizionale, i carboidrati amidacei ai pasti dovranno pertanto essere preferibilmente di tipo integrale e accompagnati da una buona presenza di verdura cruda e cotta.</p>
<p><b>Proteine.</b> Viene data particolare importanza alle proteine del pesce e a quelle del mondo vegetale. I cibi proteici possono essere consumati come condimento di un primo piatto o come seconda pietanza. Tra le carni vengono preferite quelle a ridotto contenuto di grassi saturi come ad esempio le carni bianche. Tra i prodotti della pesca, si prediligono i pesci ricchi di omega 3 e quelli di piccola taglia.</p></blockquote>
<p>Altre utili indicazioni riguardano:</p>
<p>Verdura. Prevista ad ogni pasto sia cruda che cotta, variandone la tipologia seguendo la stagionalità. Ruolo molto importante per l’apporto di micronutrienti (cofattori enzimatici, antiossidanti) e di fibra solubile ed insolubile. Frutta fresca. Normalmente prevista a colazione e negli spuntini (ove previsti).</p>
<p><b>Frutta secca.</b> Importante fonte di acidi grassi insaturi di origine vegetale e in alcuni casi di omega 3 è la frutta secca, che presenta profili lipidici caratteristici a seconda del tipo.</p>
<p><em>La scelta dietetica dovrà essere coerente con le reali necessità individuali</em>.</p>
<p><b>Antiossidanti.</b> Altro elemento chiave è la presenza nella dieta di antiossidanti, che dovranno essere sempre inclusi per contrastare fenomeni di ossidazione lipidica e l’eventuale eccessi di trans assunti con gli alimenti o prodotti dal nostro organismo.</p>
<p>Frequenze. La frequenza settimanale delle principali classi di alimenti è legata alla loro componente lipidica o al loro effetto sul metabolismo, in rapporto al quadro anamnestico e al referto lipidomico. Le bevande alcoliche vengono spesso escluse o limitate, per le loro interazioni a livello epatico, cuore dei processi di mobilizzazione/trasformazione lipidica</p>
<p><b>Condimenti.</b> La scelta migliore è quella che valuta qualità e quantità di olio da utilizzare. Essendo ricco di acidi grassi mono e polinsaturi, esso può avere funzioni nutraceutiche importanti. E’ sempre importante che grassi e gli oli siano di qualità, ottenuti da spremitura a freddo e non sottoposti a processi di idrogenazione . La scelta di base è rappresentato <b>dall’olio extravergine d’oliva,</b> che contiene circa il 75% di acido oleico (monoinsaturo) polifenoli, la vitamina E ed altri derivati lipidici.</p>
<p>Altro prodotto principe, ma la cui introduzione e frequenza dipende dall’equilibrio di membrana emerso è <b>l’olio di lino</b>, fonte impareggiabile di un omega 3 essenziale, l’acido alfa linolenico (ALA). Altre tipologie di oli vengono introdotti con minor frequenza a causa del loro alto rapporto omega 6/omega 3, che nella dieta occidentale moderna (e nelle membrane cellulari) risulta di frequente sbilanciato a favore dei primi.</p>
<hr class="lpn-sep" />
<p>&nbsp;</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-2313" src="https://www.lipinutragen.it/wp-content/uploads/ricetta-lipidomica-zuppa-e-lenticchie-di-broccoli.jpg" alt="ricetta lipidomica" width="730" height="532" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<hr class="lpn-sep" />
<p><span style="color: #737373;"><span style=" font-size: 12pt;">Bibliografia</span></span><br />
<span style="font-size: 12pt;">(1) US Department of Health and Human Services; US Department of Agriculture. 2015-2020 Dietary Guidelines for Americans. 8th ed. Washington, DC: US Dept of Health and Human Services; December 2015. http://www.health.gov/DietaryGuidelines. Accessed December 16, 2015<br />
(2) Ferreri C, Chatgilialoglu C. Role of fatty acid-based functional lipidomics in the development of molecular diagnostic tools. Expert Rev Mol Diagn. 2012 Sep;12(7):767-80. doi: 10.1586/erm.12.73<br />
(3) LARN IV Revisione. Livelli di Assunzione di Riferimento di Nutrienti ed energia. 2014</span></p>
<hr class="lpn-sep" />
<p><span style="color: #737373;"><span style=" font-size: 12pt;">Articolo a cura di:</span></span><br />
<span style=" font-size: 12pt;"> <em>Dr. Francesco Bonucci &#8211; Biologo Nutrizionista</em></span></p>
<p><span style=" font-size: 12pt;"><em>I consigli alimentari presenti nell’articolo non sono da intendersi sostitutivi di un piano alimentare personalizzato e sono da adattare ai casi specifici.</em></span></div>
			</div>
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<p>L'articolo "<a href="https://www.lipinutragen.it/la-dieta-lipidomica/">La Dieta Lipidomica</a>" è online sul blog di <a href="https://www.lipinutragen.it">Lipinutragen</a></p>
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		<title>Gravidanza e allattamento</title>
		<link>https://www.lipinutragen.it/gravidanza-e-allattamento/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Lipinutragen]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 28 Dec 2015 13:56:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Salute e nutrizione molecolare]]></category>
		<category><![CDATA[Stile di vita e prevenzione]]></category>
		<category><![CDATA[acido grasso]]></category>
		<category><![CDATA[allattamento]]></category>
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<h2><span style="color: #737373; font-size: 20pt;">Gravidanza e allattamento</span></h2>
<p>Ogni giorno le nostre cellule necessitano di nutrienti per svolgere le loro funzioni peculiari e per il loro ricambio, a seconda della specifica fase della vita in cui si trovano.<br />
Condizioni fisiologiche quali la gravidanza e l’allattamento richiedono fabbisogni nutrizionali particolari.<br />
<b>Nella gravidanza si genera un nuovo individuo, costituito da miliardi di nuove cellule</b> (34 mila miliardi &#8211; Bianconi et al., 2014), differenziate a seconda delle diverse centinaia di funzioni che sono chiamate a svolgere. Il periodo post-natale poi, è caratterizzato da un importante incremento ponderale che vede in media il raddoppiare del peso alla nascita entro il quinto mese circa.<br />
L’incremento dei fabbisogni nutrizionali nelle gestanti (FAO/WHO/UNU, 2004) in kcal/die viene suddiviso e raggruppato per trimestri:</p>
<ul style="list-style-type: square;">
<li>+70 kcal/die nel I trimestre,</li>
<li>+266 kcal/die nel II trimestre</li>
<li>+ 496 kcal/die nel III trimestre.</li>
</ul>
<p>Nell’allattamento invece, abbiamo un incremento di fabbisogni della madre, stimato in circa <b>500 kcal/die</b>, nel caso il latte materno sia l’unica fonte alimentare per il bambino.</p>
<blockquote><p>Questa attenzione alla dieta dovrà riguardare il contenuto di vitamine e minerali negli alimenti ma anche le diverse tipologie di <b>acidi grassi,</b><b>saturi (SFA), monoinsaturi (MUFA) e polinsaturi (PUFA)</b>, scegliendo con cura le fonti alimentari di questi macronutrienti.</p></blockquote>
<h2><span style="color: #737373; font-size: 20pt;">Le linee guida</span></h2>
<p>Consigliano di <b>tenere basse le assunzioni di acidi grassi saturi</b>, di <b>escludere i grassi trans</b> e di assumere PUFA con particolare attenzione a quelli a lunga catena omega-3, che derivano dagli acidi grassi essenziali (EFA) e quindi legati esclusivamente a fonti alimentari.</p>
<p>In gravidanza e allattamento, i livelli adeguati di assunzione (<em>LARN IV revisione, 2014</em>) per gli omega-3 EPA e DHA, che nell’adulto sono di 250 mg/die, vedono <b>un incremento di 100 mg</b>, indicato però per il solo <b>DHA</b>.</p>
<p><b>EPA e DHA</b> sono elementi fondamentali costitutivi delle membrane cellulari; essi, inoltre, <b>rivestono un ruolo primario &#8211; nel feto e nel bambino fino a due anni di vita </b>&#8211; <b>nello sviluppo del tessuto</b> <b>nervoso e della retina e</b> <b>quindi delle corrette funzioni cognitive e acuità visiva</b>.</p>
<blockquote><p><b><em>Attenzione!<br />
L’integrazione di omega-3 durante la gravidanza è opportuna quando PERSONALIZZATA; quando cioè si conosce lo stato di salute delle cellule della madre e le reali carenze e necessità.</em></b></p></blockquote>
<h2><span style="color: #737373; font-size: 20pt;">L&#8217;alimentazione</span></h2>
<p>Anzitutto è molto importante prepararsi alla gravidanza cercando di avere il proprio peso corporeo nei valori definiti normali: <b>Indice di Massa Corporea tra 18,5 e 25 kg/m<sup>2</sup>.</b></p>
<p>Distribuire le assunzioni di cibo durante l’arco della giornata, evitando di saltare dei pasti o di farne di particolarmente abbondanti, soprattutto la sera. E’ consigliabile non fare pasti dissociati ma cercare di includere carboidrati complessi, proteine, lipidi in ogni pasto.</p>
<p>I carboidrati complessi, <b>meglio se costituiti da cereali o prodotti integrali e di origine controllata</b> (ad esempio da agricoltura biologica).</p>
<p><b>Limitare l’impiego di zuccheri semplici</b> e se possibile escludere lo zucchero raffinato (bianco o integrale) preferendo il miele.</p>
<p>Ridurre per quanto possibile i prodotti da forno (biscotti, cracker, ecc.) e scegliere quelli con farine integrali, con olio extravergine di oliva e, nel caso, dolcificati con miele, succhi di frutta o frutta disidratata.</p>
<p>Un no deciso a merendine e cibi industriali con <b>liste di ingredienti lunghe e “incomprensibili”.</b></p>
<p>Verdure crude e/o cotte ad ogni pasto, <b>seguendo la stagionalità</b> e il gusto personale. Per la colazione si può optare per centrifugati/estratti di frutta e verdura.</p>
<blockquote><p>Scegliere proteine da fonti animali e vegetali facendo <b>attenzione a quale tipo di grasso</b> accompagna le diverse fonti. Per questo motivo i <b><u>prodotti ittici sono tra i migliori candidati, con frequenze dalle 2 alle 4 volte a settimana</u></b>. Prediligere pesci pescati (non da allevamento) e di piccola taglia, includendo anche il pesce azzurro (sgombro, sarde, ecc.). Evitare pesce spada, smeriglio e tonno per la probabile contaminazione con metalli inquinanti.</p></blockquote>
<p>Legumi e cereali integrali consumati insieme, completano il profilo aminoacidico e possono essere considerati una buona fonte proteica. Si possono accompagnare con frutta secca che rappresenta una fonte di proteine e di grassi polinsaturi, come ad esempio noci, nocciole, semi di chia.</p>
<p>Come condimento <b>l’olio extravergine di oliva</b> non ha controindicazioni (a meno di specifiche allergie). Spuntini con frutta fresca di stagione. Idratazione: 1,5 &#8211; 2 litri d’acqua o tisane distribuite durante l’arco della giornata.<br />
Per <b>le mamme che allattano</b>, almeno un bicchiere d’acqua ad ogni pasto e ad ogni poppata. Sconsigliati: alcolici, bevande con zuccheri aggiunti (bibite gassate e non).</p>
<p>(<em>I consigli alimentari presenti nell’articolo non sono da intendersi sostitutivi di un piano alimentare personalizzato e sono da adattare ai casi specifici)</em></p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-2274" src="https://www.lipinutragen.it/wp-content/uploads/ricetta-lipidomica-natale.jpg" alt="ricetta lipidomica natale" width="730" height="569" /></p>
<hr class="lpn-sep" />
<p><strong class="credits-label">Bibliografia:</strong></span><br />
<span style="font-size: 12pt;">(1) <em>Bianconi, E.,</em> et al (2014). An estimation of the number of cells in the human body. Annals of Human Biology, 40(6), 463–71<br />
(2) Food and Agricultural Organization: World Health Organization: United Nations University Expert consultation. Report on human energy requirements. Rome; <em>FAO, 2004</em><br />
(3) <em>Geppert, J et al.</em> (2008). Co-supplementation of healthy women with fish oil and evening primrose oil increases plasma docosahexaenoic acid, gamma-linolenic acid and dihomo-gamma-linolenic acid levels without reducing arachidonic acid concentrations. The British Journal of Nutrition, 99(2), 360–9</span></p>
<hr class="lpn-sep" />
<p><strong class="credits-label">Articolo a cura di</strong><br />
<span style="font-size: 12pt;"> <em>Dr. Francesco Bonucci &#8211; Biologo Nutrizionista</em></span></p>
<p><span style="font-size: 12pt;"><em>I consigli alimentari presenti nell’articolo non sono da intendersi sostitutivi di un piano alimentare personalizzato e sono da adattare ai casi specifici.</em></span></p>
<hr class="lpn-sep" /></div>
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		<title>La Magia Della Lipidomica</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lipinutragen]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 17 Dec 2015 10:48:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Membrana cellulare]]></category>
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				<div class="et_pb_text_inner">&#8211; TGR Leonardo del 15/12/2015 &#8211;</p>
<h2><span style="color: #737373; font-size: 20pt;">La Magia Della Lipidomica</span></h2>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-2259" src="https://www.lipinutragen.it/wp-content/uploads/leonardo.jpg" alt="TG Leonardo" width="617" height="418" /></p>
<p>La salute parte dalle cellule.<span id="more-2258"></span></p>
<p>Quando sembra di aver scoperto non proprio tutto ma tanto, ecco aprirsi nuove e inaspettate strade […]<br />
[…] studiare la<strong> <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Membrana_cellulare" target="_blank" rel="noopener noreferrer">membrana cellulare</a></strong> fa comprendere il rapporto fra alcuni disturbi e l&#8217;alimentazione.</p>
<p style="text-align: center;"><iframe loading="lazy" src="https://www.youtube.com/embed/kc3EBTGPqlU?rel=0&amp;controls=0" width="640" height="360" frameborder="0" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe></p>
<p><em>Attenzione: il nome corretto della ricercatrice intervistata è dr.ssa Carla Ferreri</em><br />
<em>Primo Ricercatore CNR &#8211; Bologna</em></p>
<p><strong>Fonte:</strong></p>
<p><a href="http://www.rai.tv/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-5e19b99a-15e6-478d-8767-8640d4ba7d0f-tgr.html#p=0" target="_blank" rel="noopener noreferrer">La magia della lipidomica &#8211; TGR Leonardo del 15/12/2015</a></div>
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		<title>Sinergia e personalizzazione: la nutraceutica lipidomica</title>
		<link>https://www.lipinutragen.it/sinergia-e-personalizzazione-la-nutraceutica-lipidomica/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Lipinutragen]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 16 Mar 2015 15:28:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Omega-3 e omega-6]]></category>
		<category><![CDATA[Salute e nutrizione molecolare]]></category>
		<category><![CDATA[acido grasso]]></category>
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		<category><![CDATA[EPA]]></category>
		<category><![CDATA[omega3]]></category>
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				<div class="et_pb_text_inner"><p>&nbsp;</p>
<p>L’alimentazione odierna e in particolare quella di tipo occidentale &#8211; alla quale ci siamo in gran parte adeguati – oltre a presentare un eccesso di grassi saturi è caratterizzata da un rapporto Omega 6/Omega 3 molto sbilanciato a favore dei primi. Viene infatti indicato un attuale rapporto di 15/1 mentre fino a 100-150 anni fa si stima che fosse tra 2/1 e 1/1.</p>
<p>L’analisi lipidomica della membrana cellulare del globulo rosso consente di individuare questi squilibri, valutando la composizione in acidi grassi della membrana stessa.<span id="more-2125"></span></p>
<p>A livello dietetico bisogna porre attenzione a quale di queste due famiglie di acidi grassi essenziali (EFA) si tende a favorire, mentre a livello nutraceutico esistono molti prodotti con un mix di acidi gassi che non tiene conto delle reali esigenze dell’individuo in esame, ma che si basano su fabbisogni di popolazioni.</p>
<p>Per un ottimale rinforzo della ‘pista Omega 3’ è importante utilizzare un nutraceutico che contenga <b>ALA, EPA e DHA</b>, il tutto nel cocktail sinergico con micronutrienti.<br />Dal punto di vista alimentare EPA e DHA hanno una fonte importante nel pesce azzurro (sarde, alici, sgombro, ecc) e in quello di acque fredde, in particolare il salmone.<b> L’ALA invece è presente nel mondo vegetale come nei semi di lino e ancor più nel loro olio.</b></p>
<p>I semi di lino sono un alimento interessante con il 24% di proteine, il 31% di lipidi (di cui 17% ALA) e un 34% di fibra con buona presenza di lignani. Per un’assimilazione ottimale andrebbe frantumata la buccia con un’ottima masticazione.<br />Ancora meglio si possono macinare al momento e aggiungere allo yogurt o in altre preparazioni, come ad esempio la <b>crema Budwig</b>, ideale per la colazione, ideata dal metodo Kousmine, ne esistono diverse varianti. Di seguito ne proponiamo una rivisitata in chiave lipidomica.</p>
<hr class="lpn-sep" />
<p><strong class="credits-label">Bibliografia:</strong><br />Simopoulos AP, Evolutionary aspects of diet, the omega-6/omega-3 ratio and genetic variation: nutritional implications for chronic diseases. Biomedicine &amp; Pharmacotherapy; 60 (2006) 502–507</p>
<hr class="lpn-sep" />
<h2><span style="color: #737373; font-size: 20pt;">Perchè ENNE-3 nell’infiammazione?</span></h2>
<p>Gli ENNE-3, ovvero gli acidi grassi poliinsaturi omega-3 (acidi eicosapentaenoico, EPA, e docosaesaenoico, DHA), sono definiti essenziali, in quanto devono essere assunti con la dieta1.<br />Deficit nutrizionale del precursore acido alfa-linolenico (ALA), o condizioni infiammatorie possono comprometterne la biosintesi(1).</p>
<p>DHA ed EPA sono noti composti anti-infiammatori svolgendo azione protettiva in patologie infiammatorie (disturbi cardiaci, artrite, patologie polmonari (2,3), obesità da dieta, intolleranza al glucosio, infiammazione del tessuto adiposo² , ecc.). Tale protezione dipende dal fatto che EPA e DHA sono precursori di potenti anti-infiammatori, come le protettine (PDs) e le resolvine (Rvs).</p>
<p>Le RVs sono sintetizzate sia a partire da EPA (RVs E) che da DHA (RVs D), e controllano l’infiammazione a vari livelli. L’azione principale delle resolvine consiste nel favorire il reclutamento di monociti non infiammatori, consentendo ai macrofagi di rimuovere l’eccesso di neutrofili.</p>
<p>Dal DHA derivano altri importanti lipidi anti-infiammatori, le protettine D (PD)1, 2, 3.<br />E’ noto da tempo che l’acido acetil-salicilico induce la conversione di EPA e DHA in epimeri (stereoisomeri) di RVs e PDs (AT-RVs e AT-PDs), anch’essi potenti anti-infiammatori.</p>
<p>In generale gli AT-derivati di EPA e DHA, promuovono la risoluzione dello stato infiammatorio senza provocare immunosoppressione.<br />Inoltre sono efficaci contro l’attacco di batteri, virus, parassiti. Nel caso che i livelli di questi mediatori lipidici siano bassi, è dimostrato che l’infiammazione acuta non si risolve e degenera in infiammazione cronica(4). Pertanto, dagli esperti è fortemente raccomandata la supplementazione dei due precursori Enne 3, in sinergia con l’acido salicilico e con le vitamine liposolubili che controllano una delle cause di infiammazione, lo stress ossidativo indotto da radicali liberi.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-large wp-image-1319" src="https://www.lipinutragen.it/wp-content/uploads/ricetta-crema-budwig-700x285.jpg" alt="ricetta crema budwig" width="700" height="285" /></p>
<hr class="lpn-sep" />
<p><strong class="credits-label">Bibliografia:</strong><br /><span style="font-size: 12pt;">(1) MichaelWKing, PhD | 2014 themedicalbiochemistrypage.org, |info@themedicalbiochemistrypage.org<br />(2) Belchior T et al. Mol Nutr Food Res. 2015<br />(3) Zhang PY . Cell Biochem Biophys. 2015<br />(4) Serhan CN, Nature 510,92-92-101 (2014)</span></p></div>
			</div>
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			</div>
				
				
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		<title>DHA: acido grasso essenziale</title>
		<link>https://www.lipinutragen.it/dha-acido-grasso-essenziale/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Lipinutragen]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 20 Feb 2015 13:41:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Omega-3 e omega-6]]></category>
		<category><![CDATA[Ultime da Lipinutragen]]></category>
		<category><![CDATA[acido grasso]]></category>
		<category><![CDATA[omega3]]></category>
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				<div class="et_pb_text_inner"><p>&nbsp;</p>
<h2><span style="color: #737373; font-size: 20pt;">DHA: acido grasso essenziale</span></h2>
<p>Tra gli omega 3 presenti nelle membrane eritrocitarie, EPA e DHA rivestono un ruolo particolarmente importante contribuendo, tra le altre cose, <b>a conferirne caratteristiche di fluidità. </b></p>
<p>Tra tutti gli acidi grassi che la compongono, <b>il DHA</b> in particolare, dovrebbe essere presente in una percentuale variabile tra il 5 – 7 %.<br />Tra gli ɷ 3 acidi grassi polinsaturi (PUFA) introdotti con la dieta, il DHA (insieme all’EPA), è presente in quantità molto ridotte (Hibbeln et al., 2006); inoltre la sua conversione a partire da alfa linolenico è poco rilevante (Goyens et al., 2006).<span id="more-1168"></span></p>
<p>La relativa scarsità di fonti alimentari, unitamente al consumo di questo omega 3 da parte dell’organismo, si riscontra anche a livello delle membrane dove <span style="text-decoration: underline;">non di rado si avvicina a valori bassi o al di sotto dell’intervallo di normalità indicato.<br /></span>Le principali fonti alimentari di DHA provengono tipicamente dal mondo marino e in particolare, da pesci che vivono nei mari freddi.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter wp-image-1162 size-full" src="https://www.lipinutragen.it/wp-content/uploads/omega3-EPA-DHA.jpg" alt="omega3 EPA DHA" width="480" height="250" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Anche arrivando a 3-4 porzioni settimanali di pesce ricco di EPA e DHA,<br /><b>si rende di frequente necessaria un’integrazione</b> con nutraceutici che abbiano i seguenti requisiti:</p>
<ul>
<li>DHA di origine certificata;</li>
<li>presenza di GPC (gliceril-fosforilcolina) che ne agevola l’incorporazione in membrana;</li>
<li>presenza di antiossidanti sinergici (vit. E, vit. C, beta carotene) che proteggono i doppi legami sensibili all’attacco dei radicali liberi;</li>
<li>ridotta presenza di altri acidi grassi indesiderati e in particolare di saturi e trans (ricordiamo che i processi di deodorizzazione degli oli di pesce generano trans).</li>
</ul>
<p>Difficilmente si riscontrano profili con <b>eccessi di DHA</b> e sono nella quasi totalità riconducibili a persone che hanno eseguito <b>un’integrazione non personalizzata</b> e non misurata/dosata sulle reali necessità individuali.</p>
<hr class="lpn-sep" />
<h2><span style="color: #737373; font-size: 20pt;">DHA, neuro protettore e non solo</span></h2>
<p><div id="attachment_1172" style="width: 247px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://www.lipinutragen.it/wp-content/uploads/DHA-neuro-protettore1.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-1172" class="wp-image-1172 size-full" src="https://www.lipinutragen.it/wp-content/uploads/DHA-neuro-protettore1.jpg" alt="DHA neuro protettore" width="237" height="80" /></a><p id="caption-attachment-1172" class="wp-caption-text">Figura 1. Ac. cis-docosa-4,7,10,13,16,19-esa- enoico (DHA).</p></div></p>
<p>L&#8217;<b>acido docosaesaenoico</b> (DHA) è un acido grasso (AG) polinsaturo della serie ω-3 (PUFA, C22:6 ω-3 o n-3; ac. cervonico).</p>
<p>Prodotto dalle <b>alghe eterotrofe</b> fotosintetiche, <b>si concentra nei pesci che si nutrono di queste</b>.<br />Gli organismi animali posseggono, anche se poco efficiente, la via metabolica di sintesi a partire da acido alfa-linolenico. <b>Il DHA possiede proprieta’ anti-infiammatorie,</b> ha un ruolo protettivo importante in malattie cardiovascolari e neurodegenerative (Alzheimer, Parkinson, ecc.).</p>
<p>E’ precursore di docosanoidi (neuroprotettina 1, maresine, neuroprostani ecc.), mediatori in vari processi fisiologici (visione, neuro protezione, memoria, invecchiamento, infiammazione dei macrofagi).</p>
<p><b>E’ il costituente principale dei fosfolipidi della </b><b>retina</b> (si usa nel trattamento di soggetti con retinite pigmentosa) e <span style="text-decoration: underline;">si concentra nel tessuto cardiaco e anche nelle </span>cellule spermatiche.<br />Riduce, inoltre, gli effetti da stress nella donna in avanzata gravidanza; nei neonati e’ essenziale per crescita e sviluppo cerebrali; negli adulti, contribuisce a mantenere le normali funzioni cerebrali.</p>
<p><a href="https://www.lipinutragen.it/wp-content/uploads/ricetta-salmone-misticanza.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class=" wp-image-1173 size-full aligncenter" src="https://www.lipinutragen.it/wp-content/uploads/ricetta-salmone-misticanza.jpg" alt="ricetta-salmone-misticanza" width="750" height="258" /></a></p></div>
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