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	<title>DHA Archivi &#8226; Lipinutragen</title>
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	<description>Lipidomica e Nutraceutica</description>
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	<title>DHA Archivi &#8226; Lipinutragen</title>
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		<title>PRIMI ANNI DI VITA E GRASSI ESSENZIALI</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lipinutragen]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 29 Mar 2022 06:30:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Omega-3 e omega-6]]></category>
		<category><![CDATA[Salute e nutrizione molecolare]]></category>
		<category><![CDATA[DHA]]></category>
		<category><![CDATA[dha e gravidanza]]></category>
		<category><![CDATA[dha in gravidanza]]></category>
		<category><![CDATA[gravidanza]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L'articolo "<a href="https://www.lipinutragen.it/primi-anni-di-vita-e-grassi-essenziali/">PRIMI ANNI DI VITA E GRASSI ESSENZIALI</a>" è online sul blog di <a href="https://www.lipinutragen.it">Lipinutragen</a></p>
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<h2><span style="color: #737373;">Acidi grassi essenziali nei primi 1000 giorni di vita<br />
</span></h2>
<p><strong>I primi 1000 giorni di vita</strong> di un bambino sono compresi tra il concepimento e il 2° compleanno. Si tratta di una finestra di tempo unica poiché durante questo periodo si determina <strong>lo sviluppo</strong> e <strong>la salute </strong>del bambino. A tal proposito, prevenzione e stile di vita salutare sono i pilastri alla base delle raccomandazioni contenute nel documento “<em>Investire precocemente in salute: azioni e strategie nei primi mille giorni di vita</em>”, messo a punto nel 2019 dall’apposito Tavolo tecnico del Ministero della Salute [1]</p>
<p>Durante questa finestra temporale, i fattori ambientali e la nutrizione hanno un enorme impatto nel breve e lungo termine sulla salute e il benessere dei nascituri, dei neonati e dei bambini piccoli, nonché delle donne in gravidanza e in allattamento. È infatti sin dalla gravidanza che si assiste alla crescita dell&#8217;organismo, allo sviluppo del cervello e del sistema nervoso, di tutti gli apparati, del sistema immunitario e del metabolismo. Per questo motivo, una dieta equilibrata con nutrienti essenziali durante la gestazione e la prima infanzia svolge un ruolo cruciale nella <strong>programmazione della salute futura.</strong></p>
<p>In questo articolo, concentreremo la nostra attenzione ad una categoria di nutrienti essenziali nei primi 1000 giorni di vita: <a href="https://www.lipinutragen.it/acidi-grassi-polinsaturi/" target="_blank" rel="noopener">gli <strong>acidi grassi essenziali</strong>, polinsaturi omega-6 ed omega-3</a>.</p>
<h2><span style="font-size: 18pt; color: #737373;">Periodo pre-concepimento<br />
</span></h2>
<p>Prima di intraprendere una gravidanza, sarebbe opportuno che la donna facesse attenzione al suo stile di vita e nutrizione, apportando modifiche se necessario. È infatti con la <strong>dieta abituale pre-concepimento</strong> che si formano le riserve materne di acidi grassi che saranno poi a disposizione per lo sviluppo del feto in ogni fase della gestazione: <strong>accrescimento</strong>, <strong>formazione</strong> e <strong>sviluppo di organi e tessuti</strong>.</p>
<p>La disponibilità di adeguate riserve di acidi grassi è importante poichè determina la corretta formazione della placenta responsabile degli scambi di nutrienti madre-feto.</p>
<p>In questo periodo, secondo le raccomandazioni EFSA per un individuo adulto [2], la donna deve assumere 250 mg/giorno di EPA+DHA (omega-3). Acido linoleico (omega-6) e acido alfa-linolenico (omega-3) devono rappresentare rispettivamente il 4% e lo 0,5% del fabbisogno energetico giornaliero. E’ anche importante sottolineare che, per svariate cause come stile di vita, stress, situazioni incidentali come infezioni o episodi di vomito, diarrea, si possono creare carenze di acidi grassi essenziali che possono restare “silenti”.</p>
<h2><span style="font-size: 18pt; color: #737373;">In gravidanza<br />
</span></h2>
<p>Il fabbisogno energetico durante la gestazione è stato a lungo sovrastimato con la falsa credenza che la donna debba &#8220;mangiare per due&#8221;, quando, in realtà, esso aumenta fino ad un massimo del 15-20% nell&#8217;ultimo trimestre. Tuttavia, il <strong>fabbisogno di micronutrienti</strong> aumenta molto di più di quello energetico ed è per questo che è necessario prestare attenzione ad una dieta equilibrata per fornire nutrienti essenziali quali:</p>
<ul>
<li>ferro, iodio, calcio, zinco, magnesio</li>
<li>vitamine (acido folico /folato, vitamine A, B6, B12 , C, D, E)</li>
<li>acidi grassi essenziali, come Omega-3, ad es. acido docosaesadienoico (DHA).</li>
</ul>
<p>In questo modo si riduce il rischio di complicazioni, come anemia della madre, parto pre-termine, basso peso alla nascita, aborto o preeclampsia.</p>
<h3><span style="font-size: 18pt; color: #737373;"><span style="font-size: 12pt;">DHA in gravidanza</span><br />
</span></h3>
<p>Una speciale menzione va fatta per il DHA che si concentra nelle membrane delle cellule della sostanza grigia del cervello, dove è coinvolto nella trasmissione dei segnali neuronali, e nei bastoncelli della retina, dove è responsabile della qualità visiva.</p>
<p>La mobilizzazione di DHA dalla madre al feto cambia a seconda dello stadio della gestazione, raggiungendo i massimi livelli nell&#8217;ultimo trimestre quando la richiesta di accrescimento e formazione degli organi è più elevata. Si stima che la quantità totale di DHA nel feto fino alla nascita sia di 10 g, di cui un 60-70% viene principalmente accumulata durante le ultime 10 settimane di gravidanza. A questo va aggiunto il fabbisogno giornaliero per l&#8217;organismo della madre che si stima venga soddisfatto con 250 mg/giorno di EPA+DHA. Per tutte queste ragioni, durante gravidanza e allattamento, l&#8217;EFSA raccomanda di <strong>incrementare l&#8217;assunzione di DHA di 100 mg/giorno</strong>.</p>
<p>È quindi importante che la donna arrivi all&#8217;ultimo trimestre potendo contare su riserve di DHA già costituite e continuando a consumare fonti di DHA durante la gravidanza. Quantità insufficienti di DHA, infatti, sono associate ad un&#8217;alterata formazione delle funzioni cognitive e visive nel bambino.</p>
<p>Nel caso in cui non sia possibile garantire un adeguato apporto di DHA, mediante alimenti che lo contengono direttamente (alghe e pesce), sarà necessaria una supplementazione con integratori di alta qualità, bilanciati e mirati all&#8217;incorporazione di questo acido grasso nelle membrane cellulari di madre e feto. Sottolineiamo che nei regimi vegetariani o vegani, per mancata assunzione di pesce, la carenza di DHA è più facilmente verificabile. Ancora una volta sottolineiamo che la carenza non deve rimanere “silente”, ma può essere evidenziata mediante analisi specifiche del contenuto in membrana del globulo rosso maturo.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-12145" src="https://www.lipinutragen.it/wp-content/uploads/dha-e-gravidanza.jpg" alt="" width="800" height="369" /></p>
<h2><span style="font-size: 18pt; color: #737373;">L&#8217;allattamento al seno: i primi 6 mesi di vita<br />
</span></h2>
<p>La <strong>composizione del latte materno</strong> si adatta in modo ottimale alle esigenze del bambino in crescita ed aiuta a:</p>
<ul>
<li>sostenere l&#8217;immunità e proteggere dalle infezioni gastrointestinali e respiratorie</li>
<li>sostenere il neurosviluppo</li>
<li>ridurre il rischio di sviluppo di obesità e altre malattie non trasmissibili come il diabete.</li>
</ul>
<p>Finché la madre ha una dieta equilibrata, il suo latte fornisce quantità adeguate dei nutrienti necessari per la crescita e lo sviluppo del bambino.</p>
<p>Tuttavia, le donne che allattano al seno hanno un <strong>aumentato bisogno di diversi micronutrienti</strong>. Pertanto, le raccomandazioni che riguardano lo stile di vita e la dieta durante la gravidanza si applicano generalmente anche nel caso di allattamento al seno.</p>
<p>La concentrazione nel latte materno di acidi grassi omega-6 e omega-3 (acido arachidonico e DHA in particolare) è connessa con la dieta materna, pertanto le donne che allattano dovrebbero continuare a prestare particolare attenzione all&#8217;assunzione di acidi grassi polinsaturi in modo da garantire, attraverso il latte, un adeguato apporto al bambino.</p>
<p>Dal momento che la dieta occidentale è fortemente sbilanciata a sfavore degli omega-3 e che durante il primo anno di vita i tessuti neuronali e visivi del bambino si sviluppano rapidamente, anche durante l&#8217;allattamento viene raccomandato uno specifico <strong>incremento di 100mg/giorno dell&#8217;apporto di DHA</strong>, oltre ai 250 mg/giorno di EPA+DHA.</p>
<h2><span style="font-size: 18pt; color: #737373;">I primi due anni di vita<br />
</span></h2>
<p>Gli alimenti complementari appropriati (cioè cibi solidi e liquidi diversi dal latte) non devono essere iniziati prima dell&#8217;inizio del 5 ° mese (17 settimane) e non dopo l&#8217;inizio del 7 ° mese (26 settimane) &#8211; continuando l’allattamento al seno fino a quando madre e bambino lo desiderano.</p>
<p>L&#8217;alimentazione complementare dovrebbe includere un&#8217;ampia varietà di sapori e alimenti, in particolare verdure, frutta, cereali integrali, proteine, e alimenti di origine animale per coprire le esigenze nutrizionali del bambino in crescita.</p>
<p>A partire dai due anni, le raccomandazioni alimentari per i bambini sono equivalenti a quelle degli adulti per quanto riguarda gli acidi grassi essenziali: la dieta deve <strong>fornire al bambino fino ad 4% del fabbisogno energetico dall&#8217;acido linoleico e almeno uno 0,5% dall&#8217;acido alfa-linolenico</strong>. Dati gli squilibri della dieta occidentale e l&#8217;ormai assodato legame fra eccesso di omega-6, infiammazione e stress ossidativo, si raccomanda che <strong>il totale dei grassi omega-6 non superi il 10% del fabbisogno energetico giornaliero</strong>.</p>
<p>Al contrario, dato che l&#8217;assunzione di EPA e DHA con la dieta in bambini di molti paesi occidentali può risultare inferiore a quanto auspicabile, a partire dai due anni, come per gli adulti, si considera equilibrato un <strong>apporto di 250mg/giorno di EPA+DHA</strong> (omega-3) [3].</p>
<p>Quanto abbiamo detto riguardo la certezza di un’adeguata assunzione di acidi grassi essenziali, deve portare ad evidenziare che si debba ottenere con sicurezza che nell’organismo di mamma e neonato/bambino non vi sia una carenza. Ricordiamo che la carenza di acidi grassi essenziali porta diverse manifestazioni sia locali (tra cui quelle a carico di pelle con fenomeni di sensibilità e dermatiti) sia sistemiche (tra cui problematiche a livello di umore, comportamento, capacità cognitiva).</p>
<hr class="lpn-sep" />
<p><strong class="credits-label">Bibliografia:</strong></p>
<p><span style="font-size: 12pt;">[1] &#8220;Investire precocemente in salute: azioni e strategie nei primi mille giorni di vita”. </span><span style="font-size: 12pt;">Documento di indirizzo per genitori, operatori sanitari e policy maker, per la protezione e promozione della salute dei bambini e delle generazioni future. <a href="https://www.salute.gov.it/portale/documentazione/p6_2_2_1.jsp?id=3120" target="_blank" rel="noopener">Link al portale del Ministero della Salute.</a><br />
</span><span style="font-size: 12pt;">[2] European Food Safety Authority (EFSA) Dietary Reference Values for nutrients. Summary Report (2017)<br />
</span><span style="font-size: 12pt;">[3] Uauy R, Dangour AD (2009) Ann Nutr Metab 55:76–96<br />
[4] Shrestha N, Sleep SL, Cuffe JSM, Holland OJ, Perkins AV, Yau SY, McAinch AJ, Hryciw DH. (2020) Clin Exp Pharmacol Physiol 47(5):907-915.<br />
</span></p>
<hr class="lpn-sep" />
<p><span style="font-size: 12pt; color: #000080;"><strong class="credits-label">Per approfondire su LIPIMAGAZINE:</strong></span></p>
<ul>
<li><span style="font-size: 12pt;"><a href="https://www.lipinutragen.it/il-ruolo-del-dha-in-gravidanza" target="_blank" rel="noopener">Ruolo del DHA in gravidanza</a><br />
</span></li>
<li><span style="font-size: 12pt;"><a href="https://www.lipinutragen.it/gravidanza-e-allattamento/" target="_blank" rel="noopener">Gravidanza e allattamento</a> </span></li>
</ul>
<hr class="lpn-sep" />
<p><span style="font-size: 12pt;"><span style="color: #000080;"><strong class="credits-label">Articolo a cura del Gruppo redazionale di Lipinutragen</strong></span><br />
</span></p>
<p><em><span style="font-size: 12pt;">Le informazioni riportate non devono in alcun modo sostituire il rapporto diretto tra professionista della salute e paziente.<br />
I consigli alimentari presenti nell’articolo non sono da intendersi sostitutivi di un piano alimentare personalizzato e sono da adattare ai casi specifici.<br />
</span></em></p>
<hr class="lpn-sep" />
<p><span style="font-size: 8pt;"><span style="font-size: 12pt;"><strong class="credits-label">Foto:</strong> 123RF Archivio Fotografico: 27874911 : ©panomacc | 55967795 : ©issaystudio<br />
</span></span></p>
<p class="alignnone" style="text-align: left;"><a href="https://www.lipinutragen.it/wp-content/uploads/Primi-anni-di-vita-e-grassi-essenziali-lipinutragen1.pdf" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone wp-image-6223" src="https://www.lipinutragen.it/wp-content/uploads/scarica-pdf.png" alt="" width="35" height="35" /></a> <a href="https://www.lipinutragen.it/wp-content/uploads/Primi-anni-di-vita-e-grassi-essenziali-lipinutragen1.pdf" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><span style="font-size: 8pt;">Download</span></a></p></div>
			</div>
			</div>
				
				
				
				
			</div>
				
				
			</div>
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		<item>
		<title>LE FORME DI SOMMINISTRAZIONE NELLA NUTRACEUTICA</title>
		<link>https://www.lipinutragen.it/forme-di-somministrazione-nella-nutraceutica/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Lipinutragen]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 23 Apr 2021 10:30:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Omega-3 e omega-6]]></category>
		<category><![CDATA[Salute e nutrizione molecolare]]></category>
		<category><![CDATA[DHA]]></category>
		<category><![CDATA[Lidha]]></category>
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<h2><span style="color: #737373;">DA CAPSULE SOFT-GEL ALLE MICROEMULSIONI<br />
</span></h2>
<p>La ricerca in campo farmaceutico ha affrontato un aspetto cruciale dell’efficacia di farmaci e sostanze biologicamente attive: <strong>l’effettiva capacità della somministrazione</strong> (orale rispetto a intramuscolare ed endovenosa) <strong>di rendere i principi attivi bio-disponibili</strong>, ovvero disponibili ad entrare nella circolazione sanguigna per arrivare al bersaglio cellulare/biologico sul quale si vuole intervenire, per migliorare lo stato di salute del soggetto.</p>
<p>Le capsule cosiddette “soft-gel” (capsule “molli”, come sono state definite in una pubblicità) sono un esempio di somministrazione (o forma farmaceutica), per via orale che ha risolto in modo brillante la perdita di sostanze attive nello stomaco, come avviene invece per le compresse o capsule non gastro-resistenti. Le capsule soft gel sono fatte di strati di gelatina (animale o vegetale) che contengono la preparazione farmaceutica o nutraceutica, e gli strati esterni si “sfaldano” man mano nel passaggio tra stomaco e duodeno, liberando le sostanze attive nel tratto gastro-intestinale dove esse possono già essere emulsionate (come avviene per le sostanze nutritive), per poi essere assorbite dalle cellule intestinali ed iniziare il loro percorso nella circolazione giungendo al bersaglio.</p>
<p>Si deve sottolineare che migliorando la biodisponibilità con le capsule soft-gel si sono potuti utilizzare <strong>dosaggi più bassi di sostanze attive</strong>, perché la formulazione diviene più “protetta”, anche con attivi “delicati”, e la loro presenza in circolo è più costante. Pertanto, si sono rilevati anche miglioramenti di effetti collaterali. Inoltre, nella capsula soft gel sono state create formulazioni con sostanze di natura molto diversa tra di loro, ovvero sostanze che si sciolgono in acqua insieme a sostanze insolubili in acqua, perché esse possono “convivere” nella capsula soft-gel che fa da contenitore.</p>
<p>In questa ottica di <strong>miglioramento di biodisponibilità</strong>, sono rientrate le somministrazioni per via orale di liquidi, sempre per due ragioni: 1) proteggere maggiormente le sostanze attive esposte direttamente all’azione dell’acidità gastrica, come nel caso di vitamine, amminoacidi e peptidi, o molecole facilmente degradabili/ossidabili; 2) far convivere nella stessa formulazione sostanze idrofile e lipofile e permetterne l’assorbimento.</p>
<h3><span style="font-size: 18pt; color: #737373;">EMULSIONE: DI COSA SI TRATTA?<br />
</span></h3>
<p>Ispirandosi a ciò che avviene in natura, <strong>l’emulsione è la tipica forma liquida in cui convivono sostanze di natura diversa</strong>, ed in essa si formano delle tipiche “gocce” di grandezza diversa che contengono gli attivi e che sono in sospensione perché ciascuna goccia è avvolta da uno strato di molecole (emulsificanti) che possono “convivere” sia in ambiente acquoso che non acquoso (creando quindi la sospensione acqua/olio). Una delle emulsioni naturali più note è il latte. Una delle emulsioni che prepariamo in cucina è la maionese.</p>
<p>Nella preparazione farmaceutica o nutraceutica si è entrato maggiormente nel dettaglio della grandezza di queste gocce ovvero, grazie alla scelta degli ingredienti detti “emulsificanti”, si possono ottenere <strong>microemulsioni, nanoemulsioni e macroemulsioni</strong> in base alla dimensione delle particelle in sospensione.</p>
<p><div id="attachment_11063" style="width: 520px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://www.lipinutragen.it/wp-content/uploads/immagine_microemulsione_1.emf_.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-11063" class="wp-image-11063" src="https://www.lipinutragen.it/wp-content/uploads/immagine_microemulsione_1.emf_.jpg" alt="" width="510" height="326" /></a><p id="caption-attachment-11063" class="wp-caption-text"><strong>Img. 1:</strong> Tipi di emulsioni distinte per grandezza della particella (Callender et all. Int J Pharm. 2017)</p></div></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Dal 2011 l’industria farmaceutica e la ricerca scientifica, data l’applicabilità intravista sull’utilizzo di questo particolare tipo di formulazione, hanno lavorano serratamente sul tema pubblicando in 5 anni più di 430 lavori scientifici.</p>
<h2><span style="font-size: 18pt; color: #737373;">COSA SONO LE MICROEMULSIONI?</span></h2>
<p><div id="attachment_11064" style="width: 196px" class="wp-caption alignright"><a href="https://www.lipinutragen.it/wp-content/uploads/immagine_microemulsione_2.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-11064" class="wp-image-11064 size-medium" src="https://www.lipinutragen.it/wp-content/uploads/immagine_microemulsione_2-186x300.jpg" alt="" width="186" height="300" /></a><p id="caption-attachment-11064" class="wp-caption-text"><strong>Img. 2:</strong> Rappresentazione schematica di una particella di olio in acqua (Callender et all. Int J Pharm. 2017)</p></div></p>
<p>Le microemulsioni, come già definisce il termine, indicano la miscela di due o più ingredienti liquidi immiscibili tra di loro, che con l’uso di agenti emulsificanti e mescolando mediante macchinari, simili ad un mixer da cucina, riescono formare le gocce che restano in sospensione e quindi assumono un aspetto omogeneo, e fornendo un aspetto liquido, talvolta anche trasparente.</p>
<p>La miscela olio-acqua (O/A) nelle microemulsioni si ottiene quando le particelle assumono dimensioni molto piccole (da 10 a 100nm), perché si è fatto uso di specifici emulsificanti e stabilizzanti, e trovano quell’organizzazione che le porta in equilibrio con il mondo acquoso che le circonda.</p>
<p>Osservando sempre la natura, le particelle emulsificate sono sempre utilizzate per assorbire le sostanze (come avviene nella nutrizione quando si formano i chilomicroni nel tratto gastro-intestinale). Inoltre, le microvescicole sono quelle che trasportano molecole biologiche come vitamine, peptidi, trasmettitori, ormoni attraverso il circolo sanguigno e proteggono queste delicate sostanze dalla degradazione che avverrebbe per azione degli enzimi disciolti nel plasma o per azione di ossidanti.</p>
<h3><span style="font-size: 18pt; color: #737373;">PERCHE’ SCEGLIERE UNA MICROEMULSIONE:<br />
</span></h3>
<p>Come studiato in ambito farmaceutico, <strong>le microemulsioni migliorano la biodistribuzione degli ingredienti attivi</strong>, siano essi farmaci o integratori. Vediamo le ragioni di questo miglioramento:</p>
<ul>
<li>come sopra osservato per le capsule soft-gel, migliorano le fasi di passaggio nel sistema gastro-intestinale e la protezione dalla degradazione, perché la parte esterna della vescicola resiste all’ambiente acido, passando velocemente nel tratto gastro-intestinale di assorbimento;</li>
<li><strong>per le microemulsioni vi è un vantaggio addizionale</strong>, che si esplica proprio nel momento dell’assorbimento, sia intestinale ma soprattutto successivamente nel passaggio dentro le cellule del tessuto bersaglio. Ciò avviene perchè <strong>la parte esterna della vescicola somiglia molto alla composizione lipidica delle membrane cellulari</strong>. Difatti, le membrane cellulari sono formate da fosfolipidi che avvolgono la cellula permettendo che la vita si svolga in un ambiente principalmente costituito da acqua, dentro e fuori la cellula. La microvescicola che viene a contatto con la membrana cellulare ha una compatibilità perfetta della struttura molecolare, per cui vi è una progressiva penetrazione nello strato fosfolipidico, fino a portare tutta la vescicola dentro la cellula e ottenendo sia la penetrazione nel circolo sanguigno, sia la successiva liberazione delle sostanze attive quando la vescicola si troverà nel bersaglio cellulare.</li>
</ul>
<p>Un vantaggio delle microemulsioni, sopra tutte le forme di somministrazione, è la <strong>facilità di deglutizione della forma liquida</strong>, per cui si prospetta una lunga e interessante evoluzione di questo tipo di scelta quando si devono trattare persone non abili alla deglutizione (tutto il settore pediatrico) o fragili.</p>
<p>Nella forma in microemulsione si vede anche una <strong>più facile “personalizzazione” del trattamento</strong>, sia perché si possono dosare sia perché si possono mescolare diverse formulazioni tra di loro, permettendo quindi di ottenere una “strategia liquida e biodisponibile” di elevata precisione.</p>
<p>Questo è l’ideale per la strategia NUTRILIPIDOMICA ovvero la scelta del tipo e della dose giusta per ciascun profilo molecolare, che è l’obiettivo a cui la MEDICINA delle 4 P (Preventiva, Predittiva, Personalizzata e Partecipativa) dovrà puntare.</p>
<h3><span style="font-size: 18pt; color: #737373;">INTEGRAZIONE DI OMEGA-3 DHA<br />
</span></h3>
<p>Gli acidi grassi polinsaturi sono essenziali per l’organismo, come più volte spiegato in diversi articoli del Blog LipiMagazine (vedi ulteriori approfondimenti).</p>
<p>Nelle ricerche condotte dal Laboratorio di Lipidomica Lipinutragen riguardo i profili lipidomici di persone fragili (invecchiamento, deficit pediatrici) si è evidenziata l’importanza della supplementazione dell’<a href="https://www.lipinutragen.it/omega-3-dha/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">acido docosaesaenoico DHA</a>, acido grasso della famiglia omega-3, importante componente strutturale delle membrane ed elemento/precursore molecolare fondamentale per innumerevoli funzioni cellulari.</p>
<p>I momenti in cui si può avere necessità di assumere DHA sono individuabili nella crescita e sviluppo del bambino oppure nelle problematiche di neurologiche e di invecchiamento ad ampio spettro. Condizioni che riguardano persone che possono essere riluttanti all’assunzione di preparati in capsule.</p>
<p>L’argomento delle <strong>integrazioni in microemulsioni</strong> in tali condizioni è divenuto un <strong>progetto di nutraceutica approvato dal Gruppo di Valutazione della struttura di Acceleratori di Innovazione presso il Consiglio Nazionale delle Ricerche</strong>, Area di Ricerca di Bologna, ed ha portato alla nascita del nostro laboratorio R&amp;D presso gli Acceleratori. Si è sviluppato un progetto di ricerca in collaborazione con l’Università di Bologna nell’ambito di un Dottorato Industriale sostenuto da Lipinutragen, ed i risultati sono stati utilizzati dalla Divisione R&amp;D Lipinutragen per mettere a punto il primo preparato di omega-3 DHA in microemulsione da rendere disponibile sul mercato nutraceutico.</p>
<h3><span style="font-size: 18pt; color: #737373;">Li DHA, IL PRIMO DHA IN MICROEMULSIONE<br />
</span></h3>
<p><a href="https://www.lipinutragen.it/wp-content/uploads/Li-DHA_Lipinutragen_10Flaconcini.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignright size-medium wp-image-11065" src="https://www.lipinutragen.it/wp-content/uploads/Li-DHA_Lipinutragen_10Flaconcini-300x229.jpg" alt="" width="300" height="229" /></a>Li DHA è il primo integratore alimentare a base di DHA in forma di microemulsione, ovvero un <strong>prodotto in forma liquida che assicura qualità ed efficienza metabolica degli ingredienti attivi.</strong> Li DHA è stato studiato appositamente per facilitare l’assorbimento di DHA a livello delle membrane cellulari, sito nel quale si esplicano le funzioni di DHA per l’organismo.</p>
<p>La materia prima DHA, accuratamente selezionata e contenuta in Li DHA, proviene da una fonte di origine marina certificata per l’assenza di contaminanti e metalli pesanti. E’ presente sotto forma di trigliceridi contenenti più del 97% di Omega-3 derivante da olio di pesce con una concentrazione di DHA superiore all’85% e con bassissime percentuali di acidi grassi saturi e quasi assenza di grassi trans.</p>
<p>Li DHA, essendo in forma liquida, è <strong>facile da assumere, pronto da bere o da mescolare nel pasto</strong> per un’immediata combinazione con l’alimentazione.<br />
Adatto per bambini a partire dai 6 mesi e per soggetti con difficoltà nella deglutizione.</p>
<p>Li DHA si presenta in confezione da 10 flaconcini da 10 mL equivalenti a 20 dosi. Sul flaconcino è presente una linea che indica la dose giornaliera consigliata (5 mL= 1 cucchiaino da caffè, contenenti 250 mg di DHA, dose giornaliera consigliata).</p>
<p>Per approfondimenti visitare il sito <a href="http://www.lidha.it">www.lidha.it</a>.</p>
<p><span style="font-size: 12pt;">Li DHA è un integratore, pertanto non deve essere inteso come sostituto di un’alimentazione sana ed equilibrata. Le informazioni riportate non devono in alcun modo sostituire il rapporto diretto tra professionista della salute e paziente. E’ pertanto opportuno consultare il proprio medico curante e/o farmacista.</span></p>
<hr class="lpn-sep" />
<p><span style="color: #737373; font-size: 12pt;"><span style="color: #737373;">Bigliografia:</span></span></p>
<p><span style="font-size: 12pt;">1 &#8211; Callender SP, Mathews JA, Kobernyk K, Wettig SD. Microemulsion utility in pharmaceuticals: Implications for multi-drug delivery. Int J Pharm. 2017 Jun 30;526(1-2):425-442. doi: 10.1016/j.ijpharm.2017.05.005. Epub 2017 May 7. PMID: 28495500.<br />
</span><span style="font-size: 12pt;">2 &#8211; Froelich A, Osmałek T, Jadach B, Puri V, Michniak-Kohn B. Microemulsion-Based Media in Nose-to-Brain Drug Delivery. Pharmaceutics. 2021 Feb 2;13(2):201. doi: 10.3390/pharmaceutics13020201. PMID: 33540856; PMCID: PMC7912993.<br />
</span><span style="font-size: 12pt;">3 &#8211; Hoar T, Schulman J. Transparent Water-in-Oil Dispersions: the Oleopathic Hydro-Micelle. Nature. 1943 Jul 24; 152, 102–103. doi: org/10.1038/152102a0</span></p>
<hr class="lpn-sep" />
<p><span style="color: #737373; font-size: 12pt;"><span style="color: #737373;">Ulteriori approfondimenti sul nostro BLOG LipiMagazine:<br />
</span></span></p>
<ul>
<li><span style="font-size: 12pt;">Evidenze disturbi neuro: <a href="https://www.lipinutragen.it/autismo-grassi-essenziali-analisi-lipidomica/">https://www.lipinutragen.it/autismo-grassi-essenziali-analisi-lipidomica/</a></span></li>
<li><span style="font-size: 12pt;">Ruolo degli omega-3 nella depressione post-partum: <a href="https://www.lipinutragen.it/depressione-post-partum/">https://www.lipinutragen.it/depressione-post-partum/</a></span></li>
<li><span style="font-size: 12pt;">Integrazione di DHA in gravidanza: <a href="https://www.lipinutragen.it/il-ruolo-del-dha-in-gravidanza/">https://www.lipinutragen.it/il-ruolo-del-dha-in-gravidanza/</a></span></li>
</ul>
<hr class="lpn-sep" />
<p><span style="color: #737373; font-size: 12pt;"><span style="color: #737373;"><strong class="credits-label">Articolo a cura del Gruppo Redazionale di Lipinutragen</strong></span></span></p>
<p><span style="font-size: 12pt;"><span style="font-size: 12pt;"><strong class="credits-label">Foto:</strong> 123RF Archivio Fotografico: 118161172 : ©Pavlo Syvak / 123rf.com</span></span></p>
<p class="alignnone" style="text-align: left;"><a href="https://www.lipinutragen.it/wp-content/uploads/Forme-di-somministrazione-nella-nutraceutica-lipinutragen.pdf" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone wp-image-6223" src="https://www.lipinutragen.it/wp-content/uploads/scarica-pdf.png" alt="" width="35" height="35" /></a> <a href="https://www.lipinutragen.it/wp-content/uploads/Forme-di-somministrazione-nella-nutraceutica-lipinutragen.pdf" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><span style="font-size: 8pt;">Download</span></a></p></div>
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<p>L'articolo "<a href="https://www.lipinutragen.it/forme-di-somministrazione-nella-nutraceutica/">LE FORME DI SOMMINISTRAZIONE NELLA NUTRACEUTICA</a>" è online sul blog di <a href="https://www.lipinutragen.it">Lipinutragen</a></p>
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		<title>Il ruolo del DHA in gravidanza</title>
		<link>https://www.lipinutragen.it/il-ruolo-del-dha-in-gravidanza/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Lipinutragen]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 07 Apr 2021 10:30:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Omega-3 e omega-6]]></category>
		<category><![CDATA[Salute e nutrizione molecolare]]></category>
		<category><![CDATA[DHA]]></category>
		<category><![CDATA[dha in gravidanza]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.lipinutragen.it/?p=9419/</guid>

					<description><![CDATA[<p>L'articolo "<a href="https://www.lipinutragen.it/il-ruolo-del-dha-in-gravidanza/">Il ruolo del DHA in gravidanza</a>" è online sul blog di <a href="https://www.lipinutragen.it">Lipinutragen</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div class="et_pb_section et_pb_section_2 et_section_regular" >
				
				
				
				
				
				
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				<div class="et_pb_text_inner"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-11043 size-full aligncenter" src="https://www.lipinutragen.it/wp-content/uploads/DHA-gravidanza.jpg" alt="" width="770" height="275" /></p>
<h2><span style="color: #737373;">Come soddisfare il fabbisogno fetale<br />
</span></h2>
<p>Il DHA è un acido grasso polinsaturo (PUFA) appartenente alla serie degli omega-3. La sua <strong>attività biologica</strong> viene svolta nelle membrane di tutte le cellule dell&#8217;organismo dove è presente in proporzione variabile a seconda del tipo cellulare, arrivando a raggiungere circa un 7% nelle membrane neuronali e un 20% nella retina.</p>
<p>Anche se le nostre cellule possiedono gli enzimi per la sintesi del DHA, la <strong>produzione</strong> da parte del nostro organismo è <strong>altamente inefficiente</strong> per cui il DHA viene considerato un <strong>acido grasso semi-essenziale che deve essere assunto con gli alimenti</strong>. La principale fonte di DHA è il pesce poiché si nutre di alghe e, per questo, si comporta come accumulatore di lipidi che le alghe stesse biosintetizzano.</p>
<h3><span style="font-size: 18pt; color: #737373;">Gli ACIDI GRASSI NECESSARI per il FETO<br />
</span></h3>
<p><strong>Tutti gli acidi grassi sono necessari per lo sviluppo e l&#8217;accrescimento del feto</strong>, sia in quanto fonte di energia che come costituenti delle membrane, senza le quali le nuove cellule in via di formazione non esisterebbero. Durante la gravidanza, la donna deve provvedere sia al proprio fabbisogno di acidi grassi che a quello del feto e della placenta.</p>
<p>Il fabbisogno cambia a seconda dello <strong>stadio di gestazione</strong>, raggiungendo i massimi livelli nell&#8217;ultimo trimestre, quando la richiesta di accrescimento e formazione degli organi del feto è più elevata. Gli acidi grassi polinsaturi, omega-3 e omega-6, oltre al <strong>ruolo strutturale</strong>, in quanto componenti necessari delle membrane cellulari, hanno un cruciale <strong>ruolo metabolico</strong> di segnalatori e precursori di molecole effettrici.</p>
<p>La <strong>disponibilità durante la gravidanza</strong> degli acidi grassi PUFA per tutti questi processi biologici dipende dall&#8217;insieme dei:</p>
<ul>
<li>livelli assunti prima del concepimento (<strong>riserve materne</strong>);</li>
<li>livelli assunti durante la gravidanza (<strong>apporto diretto dalla dieta</strong>).</li>
</ul>
<p>Si tratta di fattori che la (futura) gestante può controllare con un&#8217;adeguata impostazione nutrizionale. A questi vanno aggiunti i normali meccanismi biologici che regolano:</p>
<ul>
<li>la corretta funzionalità e selettività della placenta nel passaggio madre-feto;</li>
<li>la sintesi placentare e fetale di PUFA a lunga catena.</li>
</ul>
<h3><span style="font-size: 18pt; color: #737373;">DHA nei trimestri di gravidanza<br />
</span></h3>
<p>Sebbene il fabbisogno energetico della madre aumenti con l&#8217;avanzare della gravidanza, questo non significa che la gestante debba &#8220;mangiare per due&#8221;. Infatti, è sicuramente più importante <strong>garantire l&#8217;adeguata tipologia di grassi</strong> assunta, proprio per il loro ruolo strutturale e funzionale nella formazione del nuovo organismo.</p>
<p>È stato stimato che la quantità totale di DHA nel feto fino alla nascita sia di 10 g, di cui un 60-70% viene principalmente accumulata durante le ultime 10 settimane di gravidanza.</p>
<p>A questa quantità, che deve essere resa biodisponibile durante i 9 mesi, con un picco nell&#8217;ultimo trimestre, va sommato il fabbisogno giornaliero della madre, che, ad oggi, si stima venga soddisfatto con un apporto giornaliero di 250 mg di DHA (per un individuo adulto secondo le raccomandazioni EFSA [1]).</p>
<p><em>Come può la madre garantirsi adeguati livelli di DHA per sé e per accompagnare la crescita del feto?<br />
</em></p>
<h3><span style="font-size: 18pt; color: #737373;">Riserve di DHA pre-concepimento e apporto dalla dieta<br />
</span></h3>
<p><a href="https://www.lipinutragen.it/wp-content/uploads/DHA-in-gravidanza.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignright size-full wp-image-11044" src="https://www.lipinutragen.it/wp-content/uploads/DHA-in-gravidanza.jpg" alt="" width="400" height="311" /></a>Il fabbisogno fetale di DHA viene soddisfatto sia dal <strong>contributo nutrizionale</strong> che dalla <strong>mobilizzazione </strong>dal tessuto adiposo <strong>delle riserve materne preesistenti.</strong></p>
<p>Per contro, non si stima rilevante il contributo della sintesi materna, placentare o fetale di DHA, a partire dal suo precursore, acido alfa-linolenico (18:3, omega-3).</p>
<ul>
<li><strong>dieta pre-concepimento: formazione delle riserve materne</strong></li>
</ul>
<p style="padding-left: 40px;">La dieta abituale della donna prima del concepimento determina la composizione delle riserve materne che verranno mobilizzate principalmente durante l&#8217;ultimo trimestre di gestazione.</p>
<p style="padding-left: 40px;">È stato dimostrato che l&#8217;assetto lipidico della donna subito prima del concepimento (maturazione dell&#8217;ovulo) e nei primissimi stadi di gravidanza (impianto dell&#8217;embrione) abbia un maggiore effetto sul feto rispetto all&#8217;apporto nutrizionale negli ultimi due trimestri di gravidanza [2]. Una delle spiegazioni risiede nella corretta <strong>formazione della barriera placentare </strong>che determinerà l&#8217;effettiva entità e selettività degli scambi madre-feto, fattore non direttamente controllabile ed influenzabile durante la gravidanza.</p>
<p style="padding-left: 40px;">Non da ultimo, adeguate riserve materne al momento di maggiore richiesta fetale di DHA rappresentano un vantaggio evolutivo poiché permettono un apporto costante al feto, indipendentemente dalle fluttuazioni della dieta.</p>
<p>&nbsp;</p>
<ul>
<li><strong>dieta in gravidanza: il DHA direttamente dalla nutrizione della gestante</strong></li>
</ul>
<p style="padding-left: 40px;">Il DHA assunto con la dieta dalla gestante deve essere sufficiente in modo che non si impoveriscano le riserve preesistenti, andando a compromettere sia la <a href="https://www.lipinutragen.it/depressione-post-partum/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><u>salute psico-fisica della donna</u></a> che la fase dell&#8217;allattamento e/o successive gravidanze.</p>
<p style="padding-left: 40px;">Del “quantitativo” di DHA assunto durante la gravidanza con la dieta, bisogna tenere in considerazione che una percentuale non raggiungerà il feto (nè le membrane cellulari della madre) nel caso in cui esista <strong>infiammazione tissutale</strong> o condizioni di <a href="https://www.lipinutragen.it/integrazione-antiossidante/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong><u>stress ossidativo cellulare</u></strong></a>. Inoltre, è stato dimostrato che una dieta ricca di omega-6 ­­determina una diminuzione dei livelli di omega-3 misurabili nel cordone ombelicale alla nascita, ad indicare l&#8217;istaurarsi di un fenomeno di <strong>competizione</strong> fra elementi lipidici PUFA trasferiti al feto [3].</p>
<h3><span style="font-size: 18pt; color: #737373;">Integratori in gravidanza<br />
</span></h3>
<p>Durante la gravidanza, a seconda dello stadio di gestazione, la madre soddisferà il fabbisogno di DHA del feto attingendo dalle sue riserve (depositi adiposi e membrane cellulari) e con l&#8217;apporto giornaliero dalla dieta abituale.</p>
<p>Numerosi studi hanno dimostrato la correlazione fra livelli di DHA materno circolante con quelli incontrabili nel cordone ombelicale alla nascita e con una più lunga durata della gestazione, maggiori lunghezza e peso alla nascita e ridotto rischio di parto pre-termine.</p>
<p>Una dieta bilanciata per quanto riguarda gli acidi grassi omega-3 prevede che il fabbisogno giornaliero di DHA per un individuo adulto sia di 250 mg al giorno [1] che può essere soddisfatto tenendo in considerazione che in 100 grammi di pesce possono esserci <a href="https://www.lipinutragen.it/pesce-ricco-di-omega3/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><u>fino a</u></a> 500 mg di omega-3 (EPA e DHA).</p>
<p>Se l&#8217;apporto è adeguato <strong>fin da prima del concepimento</strong>, il trasferimento al feto di DHA, sia che esso provenga dai depositi preesistenti o direttamente dalla dieta, sarà sufficiente e non esaurirà le riserve materne. Si è visto infatti che, essendo trascurabile la sintesi placentare e fetale, il DHA che raggiunge il feto dipende esclusivamente dalle concentrazioni circolanti materne.</p>
<p>Se, dopo un&#8217;attenta valutazione dei livelli di DHA nelle membrane cellulari dell&#8217;eritrocita maturo, si valuta necessaria una integrazione, non bisogna dimenticare che:</p>
<ol style="list-style-type: lower-alpha;">
<li><strong>eccessivi livelli di omega-3, </strong>dovuti ad esempio da un’integrazione non personalizzata<strong>,</strong> possono diminuire i livelli di omega-6, anch&#8217;essi necessari al feto e per il buon decorso della gravidanza. Inoltre, possono predisporre le cellule a stress ossidativo e formazione di specie lipidiche tossiche;</li>
<li><strong>supplementi di omega-3</strong> <strong>non adeguatamente protetti</strong> da un’idonea formulazione antiossidante, vengono &#8220;persi&#8221; prima di raggiungere le loro destinazioni biologiche, traducendosi quindi in una integrazione inefficace;</li>
<li><strong>supplementi di omega-3 di bassa qualità</strong>, possono contenere elevate concentrazioni di elementi, quali acidi grassi trans econtaminanti ambientali (PCBs, diossine, metalli pesanti).</li>
</ol>
<p>&nbsp;</p>
<hr class="lpn-sep" />
<p><span style="color: #737373; font-size: 12pt;"><span style="color: #737373;">Riferimenti:</span></span></p>
<p><span style="font-size: 12pt;"><em>[1] EFSA Journal 2010 8(3): 1461<br />
[2] Wynn M, Wynn A. The case for preconception care of men and women. Bichester, United Kingdom: AB Academic, 1991:64–84<br />
</em></span><span style="font-size: 12pt;"><em>[3] Al MDM, van Houwelingen AC, Badart-Smook A, Hornstra G. Some aspects of neonatal essential fatty acid status are altered by linoleic acid supplementation of women during pregnancy. </em><em>J Nutr 1995;125:2822–30.</em></span></p>
<hr class="lpn-sep" />
<p><span style="color: #737373; font-size: 12pt;"><span style="color: #737373;">Ulteriori approfondimenti sul nostro BLOG LipiMagazine:<br />
</span></span></p>
<p><span style="font-size: 12pt;">Gli acidi grassi polinsaturi: <a href="https://www.lipinutragen.it/acidi-grassi-polinsaturi/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><u>&#8220;L’essenzialità degli acidi grassi polinsaturi&#8221;</u></a><br />
</span></p>
<p><span style="font-size: 12pt;">Il DHA: &#8220;omega-3 DHA: <a href="https://www.lipinutragen.it/omega-3-dha/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><u>&#8220;quando i grassi diventano i nostri migliori alleati per la salute&#8221;</u></a><br />
</span></p>
<p><span style="font-size: 12pt;">Integrazione di DHA: <a href="https://www.lipinutragen.it/accendere-essenza-omega-3-dha/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><u>&#8220;Accendere l’essenza dell’Omega-3 DHA&#8221;</u></a><br />
</span></p>
<hr class="lpn-sep" />
<p><span style="color: #737373; font-size: 12pt;"><span style="color: #737373;"><strong class="credits-label">Articolo a cura del Gruppo Redazionale di Lipinutragen</strong><br />
</span></span></p>
<p><span style="font-size: 12pt;">Le informazioni riportate non devono in alcun modo sostituire il rapporto diretto tra professionista della salute e paziente.</span></p>
<hr class="lpn-sep" />
<p><span style="font-size: 8pt;"><span style="font-size: 12pt;"><strong class="credits-label">Foto:</strong> 123RF Archivio Fotografico: 92907479 : ©Sergii Gnatiuk / 123rf.com | <span id="imageIdText">94372917:</span> @Antonio Guillem<span id="imageIdText"></span> / 123rf.com</span></span></p>
<p class="alignnone" style="text-align: left;"><a href="https://www.lipinutragen.it/wp-content/uploads/Il-ruolo-del-dha-in-gravidanza-lipinutragen-def.pdf" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone wp-image-6223" src="https://www.lipinutragen.it/wp-content/uploads/scarica-pdf.png" alt="" width="35" height="35" /></a> <a href="https://www.lipinutragen.it/wp-content/uploads/Il-ruolo-del-dha-in-gravidanza-lipinutragen-def.pdf" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><span style="font-size: 8pt;">Download</span></a></p></div>
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<p>L'articolo "<a href="https://www.lipinutragen.it/il-ruolo-del-dha-in-gravidanza/">Il ruolo del DHA in gravidanza</a>" è online sul blog di <a href="https://www.lipinutragen.it">Lipinutragen</a></p>
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		<item>
		<title>Omega-3 DHA: quando i grassi diventano i nostri migliori alleati per la salute</title>
		<link>https://www.lipinutragen.it/omega-3-dha/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Lipinutragen]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 13 Feb 2020 11:30:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Omega-3 e omega-6]]></category>
		<category><![CDATA[Salute e nutrizione molecolare]]></category>
		<category><![CDATA[DHA]]></category>
		<category><![CDATA[omega 3]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.lipinutragen.it/?p=8373/</guid>

					<description><![CDATA[<p>L'articolo "<a href="https://www.lipinutragen.it/omega-3-dha/">Omega-3 DHA: quando i grassi diventano i nostri migliori alleati per la salute</a>" è online sul blog di <a href="https://www.lipinutragen.it">Lipinutragen</a></p>
]]></description>
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				<div class="et_pb_text_inner"><p><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-6170 alignleft" src="https://www.lipinutragen.it/wp-content/uploads/Nutri-lipidomica.png" alt="Nutri lipidomica" width="401" height="67" /><a href="https://www.lipinutragen.it/wp-content/uploads/dha.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-9649 alignnone" src="https://www.lipinutragen.it/wp-content/uploads/dha.jpg" alt="" width="770" height="275" /></a></p>
<h2><span style="color: #737373;">L’importanza dei grassi nel nostro organismo<br /></span></h2>
<p>In questi primi venti anni del 21esimo secolo i grassi hanno finalmente preso una rivincita su tutte le altre molecole che formano il nostro organismo e la dieta, perché se ne è riconosciuta la loro <strong>indispensabilità per la salute</strong>. Non possiamo fare a meno dei grassi e questa cultura va diffusa il più possibile per evitare errori importanti che quindi possono provocare danni, anche seri. (C. Ferreri. Dalla Parte dei grassi, Mind Edizioni, 2019).</p>
<h3><span style="font-size: 18pt; color: #737373;">DHA: acido grasso indispensabile<br /></span></h3>
<p><a href="https://www.lipinutragen.it/wp-content/uploads/dha-grafici1.jpg"><br /><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-9647" src="https://www.lipinutragen.it/wp-content/uploads/dha-grafici1.jpg" alt="" width="770" height="275" /></a></p>
<p style="text-align: center;"><span style="font-size: 12pt;">https://www.pathway27.eu/topstory/docosahexaenoic-acid/</span></p>
<p>Alla testa della lista dei grassi indispensabili vi è certamente DHA o, come correttamente viene definito, l’acido DOCOSAESAENOICO, la molecola mostrata nella figura e formata da 22 atomi di carbonio con sei doppi legami. Dal 2010, l’agenzia Europea EFSA per la sicurezza alimentare ne ha stabilito la quantità da assumere ogni giorno per ciascun individuo, che è 200-250 mg, sottolineandone l’importanza in gravidanza, allattamento e in alcune fasi della vita, come durante la crescita (EFSA Journal 2010 8(3): 1461). Nel 2014 (EFSA Journal 2014;12(10):3840) è stato verificato l’effetto di DHA sul “normale sviluppo cerebrale”, soprattutto per neonati e bambini al di sotto dei 2 anni con dosaggi di 100 mg/giorno e con dosaggi di 250 mg/giorno per l’accrescimento da 2 a 18 anni.</p>
<p><span style="color: #78a742;">Insieme all’altro omega-3 EPA, nei dosaggi di almeno 250 mg, DHA contribuisce a mantenere la corretta funzione cardiaca (regolamento EU 432/2012).</span></p>
<p>Tali quantità possono essere certamente ottenute da una dieta che includa fonti di DHA, come alghe, oppure pesci che mangiano, appunto, le alghe. In 100 grammi di pesce possono essere ritrovati ben 500 mg di omega-3 (EPA e DHA), pertanto è veramente necessario consumare frequentemente questo tipo di alimento, per mantenere i livelli di grassi indispensabili alla salute.</p>
<h3><span style="font-size: 18pt; color: #737373;">La preparazione di DHA nell’organismo e le fonti alimentari</span></h3>
<p><strong><em>DHA può anche essere preparato dall’organismo?</em></strong> La risposta è SI ma, essendo un acido grasso della famiglia Omega-3, si deve necessariamente assumere il suo precursore – acido alfa-linolenico ALA &#8211; che il nostro organismo non può preparare (ACIDO GRASSO ESSENZIALE) e quindi deve essere introdotto con gli alimenti. Insomma, se non si assumono alimenti con DHA si dovranno per forza assumere alimenti con ALA!</p>
<p><strong><em>Ma quali alimenti?</em></strong> ALA è presente in buona quantità nell’olio di lino e nei semi di lino (che però si devono triturare), in alcune verdure (spinaci), ma molto poco nelle carni, bovina oppure di pollo, e nei derivati di questi animali (latte, uova, etc.). La ragione di scarsità di fonti Omega-3 si trova anche nell’alimentazione seguita negli allevamenti di tipo “intensivo” per l’immissione al mercato di animali terrestri e marini. Per fortuna, stiamo assistendo in tempi più recenti ad una maggiore consapevolezza degli allevatori per la nutrizione animale, e i consumatori possono giocare un ruolo importantissimo per modificare il mercato in meglio, se scelgono prevalentemente di comprare prodotti derivanti da allevamenti con alimentazione e trattamenti naturali.</p>
<h3><span style="font-size: 18pt; color: #737373;">Come conoscere il livello di DHA nell’organismo<br /></span></h3>
<p>Se DHA non viene assunto direttamente da pesci o alghe, la sua preparazione – come sopra accennato – può avvenire da parte dell’organismo a partire da ALA e prevede 6 passaggi enzimatici (vedi figura).</p>
<p><a href="https://www.lipinutragen.it/wp-content/uploads/dha-grafici.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignright wp-image-9646 size-full" src="https://www.lipinutragen.it/wp-content/uploads/dha-grafici.jpg" alt="" width="400" height="267" /></a></p>
<p>Gli enzimi coinvolti nella trasformazione di ALA a DHA devono essere efficienti, ma non è sempre così: nei casi di maggiore consumo di grassi Omega-6, oppure di deficit di alcune vitamine o minerali, questi enzimi non sono in grado di portare a compimento i 6 passaggi. Così DHA diminuisce man mano nell’organismo, e i tessuti nei quali esso è indispensabile iniziano a non ricevere sufficiente DHA per il loro funzionamento.</p>
<p>Questo può accadere nel caso di assenza di assunzione di pesce, e quindi se ci si basa solo su ALA per raggiungere le quantità necessarie di DHA. E’ il caso di diete vegane – soprattutto quelle in cui le alghe non vengono utilizzate.</p>
<p>In questo caso, <strong>diventa necessario conoscere il livello di DHA raggiunto nel proprio organismo</strong>.</p>
<p>Come? In prevenzione attiva si può andare nelle Farmacie specializzate e chiedere di eseguire l’analisi lipidomica di membrana eritrocitaria <strong><a href="https://www.fatpharmacy.it/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">fatpharmacy®</a></strong>, che Lipinutragen ha messo a punto con un’apparecchiatura robotica unica al mondo, garantendo precisione ed affidabilità.</p>
<p>Visti i tessuti dove DHA svolge un ruolo fondamentale (cervello, cuore), i livelli di DHA non possono abbassarsi. Si conosce la percentuale ottimale presente nella membrana del globulo rosso maturo (5-7%) e, se attraverso l’analisi fatpharmacy®, il livello di DHA risultasse vicino o addirittura sotto il 5%, si deve intervenire con l’alimentazione, in primis, oppure con l’integrazione di DHA almeno di 200-250 mg al giorno.</p>
<h3><span style="font-size: 18pt; color: #737373;">Gli integratori a base di DHA: come sceglierli?<br /></span></h3>
<p>Proprio per l’integrazione di DHA e la scelta di qualità degli integratori in commercio si sottolineano i seguenti punti per il consumatore:</p>
<ul>
<li>DHA è una molecola molto sensibile all’ossidazione, quindi l’integratore di DHA <strong>deve contenere anche uno “scudo”</strong> ben studiato per la protezione di questa molecola così preziosa. Per esempio: vitamina E, vitamina C e astaxantina sono una triade ideale per la protezione in tutti i distretti corporei (acquosi e lipidici).</li>
<li>DHA somministrato come trigliceride da olio di pesce deve trasformarsi in fosfolipide nell’organismo, perché in tale forma entra nella membrana cellulare, come costituente dei tessuti. I trigliceridi a base di DHA devono quindi essere anche <strong>accompagnati da “facilitatori” del loro metabolismo</strong>, come ad esempio dalla molecola di alfa-glicerilfosforilcolina, che è il “mattone” indispensabile per la preparazione dei fosfolipidi;</li>
<li>Infine, l’integratore di DHA <strong>non deve contenere altri grassi indesiderati</strong>, come grassi saturi e grassi trans, perché l’effetto benefico di DHA si riferisce ad una fonte pura di questo acido grasso, e non mescolato ad altri grassi che interferiscono nel suo metabolismo, distribuzione ed effetto.</li>
</ul>
<p>Mentre DHA nell’alimentazione viene digerito insieme a tutte gli altri componenti attivi del cibo, DHA nell’integrazione deve essere nella giusta formulazione per essere in grado di raggiungere la membrana cellulare da dove esercita la sua azione indispensabile. Quindi la formulazione deve assicurare che la dose somministrata per via orale sia assorbita, protetta durante la biodistribuzione e incorporata nei fosfolipidi delle membrane biologiche, come avviene con le capsule soft-gel. Se serve una verifica dei livelli raggiunti dalle somministrazioni si può eseguire l’analisi fatpharmacy®, dopo qualche mese di assunzione.</p>
<h3><span style="font-size: 18pt; color: #737373;">Integrare DHA in età infantile<br /></span></h3>
<p>Vogliamo concludere con l’osservazione che i deficit di DHA (al di sotto di 5%) sono stati riscontrati in bambini affetti da disturbi comportamentali (ns. lavori pubblicati su <em>PlosONE 2013 PLoS ONE 8(6): e66418</em> e <em>Scientific Reports di Nature</em> <strong>2017</strong>, <em>7</em>, art. no 9854). Anche se non si può indicare tale deficit come unica causa di tali disturbi, la diminuzione di DHA deve allertare il medico per la possibilità di una patologia da “<strong>deficienza di acidi grassi essenziali</strong>” (EFA deficiency). A questo punto, accertato il deficit, in bambini fragili si deve intervenire per assicurare l’assunzione di questo elemento così necessario allo sviluppo neuronale. A tale scopo si crea un piano alimentare con l’utilizzo frequente di alimenti sopra indicati. Però, se non si possono assicurare i livelli indispensabili di DHA (250 mg al giorno), si può ricorrere all’integrazione assicurando la qualità dell’integratore prescelto, come sopra spiegato.</p></div>
			</div><div class="et_pb_module et_pb_text et_pb_text_4  et_pb_text_align_left et_pb_bg_layout_light">
				
				
				
				
				<div class="et_pb_text_inner"><p><span style="color: #78a742;">L’integrazione migliore per bambini è quella in forma liquida e in particolare sta per entrare in commercio una formulazione in microemulsione, studiata appositamente con le caratteristiche sopra riportate, per la sicurezza del raggiungimento del sito attivo di DHA, la membrana cellulare.</span></p></div>
			</div><div class="et_pb_module et_pb_text et_pb_text_5  et_pb_text_align_left et_pb_bg_layout_light">
				
				
				
				
				<div class="et_pb_text_inner"><hr class="lpn-sep" />
<p><span style="color: #737373;"><span style="font-size: 12pt;">Articolo a cura della Dott.ssa Carla Ferreri &#8211; Primo ricercatore ISOF-CNR e Socio fondatore Lipinutragen<br /></span></span></p>
<hr class="lpn-sep" />
<p><span style="font-size: 8pt;"><span style="font-size: 12pt;"><strong class="credits-label">Foto:</strong> 123RF Archivio Fotografico: <span id="imageIdText">28422874</span> @pichetw /123rf.com | www.pathway27.eu/topstory/docosahexaenoic-acid/</span></span></p>
<p class="alignnone" style="text-align: left;"><a href="https://www.lipinutragen.it/wp-content/uploads/Omega-3-dha-lipinutragen_.pdf" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone wp-image-6223" src="https://www.lipinutragen.it/wp-content/uploads/scarica-pdf.png" alt="" width="35" height="35" /></a> <a href="https://www.lipinutragen.it/wp-content/uploads/Omega-3-dha-lipinutragen_.pdf" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><span style="font-size: 8pt;">Download</span></a></p></div>
			</div>
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			</div>
				
				
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		<title>Nutrizione Molecolare in Pediatria</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lipinutragen]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 17 Feb 2016 08:19:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Salute e nutrizione molecolare]]></category>
		<category><![CDATA[Stile di vita e prevenzione]]></category>
		<category><![CDATA[acido grasso]]></category>
		<category><![CDATA[antiossidanti]]></category>
		<category><![CDATA[DHA]]></category>
		<category><![CDATA[educazione alimentare]]></category>
		<category><![CDATA[grassi saturi]]></category>
		<category><![CDATA[nutrizione pediatrica]]></category>
		<category><![CDATA[obesità]]></category>
		<category><![CDATA[omega3]]></category>
		<category><![CDATA[parametri molecolari]]></category>
		<category><![CDATA[profilo lipidomico]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L'articolo "<a href="https://www.lipinutragen.it/nutrizione-molecolare-in-pediatria/">Nutrizione Molecolare in Pediatria</a>" è online sul blog di <a href="https://www.lipinutragen.it">Lipinutragen</a></p>
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				<div class="et_pb_text_inner"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-5268 alignnone" src="https://www.lipinutragen.it/wp-content/uploads/Nutri-lipidomica-testata.png" alt="Nutri-lipidomica-testata" width="700" height="89" /></p>
<h2><span style="color: #737373; font-size: 20pt;">Nutrizione molecolare in pediatria</span></h2>
<p>L’età pediatrica rappresenta un periodo evolutivo dell’essere umano, nel quale l’alimentazione ha un ruolo fondamentale per sostenere correttamente le fasi di accrescimento e di sviluppo di nuove funzioni.</p>
<p>Alle nostre latitudini assistiamo sin dall’infanzia ad <b>eccessi calorici e a cattive abitudini alimentari</b> generate non da una difficoltà nel reperire le risorse alimentari corrette, ma da una <b>mancanza di educazione alimentare e da informazioni fuorvianti perché orientate da logiche commerciali</b>.<span id="more-2345"></span></p>
<p>Ogni anno si assiste a nuovi allarmi sull’epidemia dell’obesità unitamente a dati che vedono aumentare patologie del metabolismo quali ad esempio l’ipertensione, le dislipidemie e il diabete anche nell’infanzia. L’ultimo rapporto pubblicato dall’<em>OMS</em> indica che il numero dei bambini di età inferiore ai cinque anni con problemi di peso è passata <b>dal 1998 al 2014 da 31 a 41 milioni di individui. </b></p>
<p>I dati italiani del 2014 indicati dal sistema di sorveglianza nazionale denominato <b><em>“Okkio alla Salute”</em></b> su alimentazione e stili di vita nelle classi di età dai 6 ai 10 anni, indicano livelli preoccupanti di eccesso ponderale: il <b>20,9% dei bambini è risultato in sovrappeso e il 9,8% in condizioni di obesità</b>, con percentuali più alte nelle regioni del centro e del sud Italia.</p>
<p>Sembra paradossale ma seppur in presenza di eccessi calorici ci si può trovare anche con problematiche legate alla carenza di nutrienti. La malnutrizione non è esclusivamente legata all’andamento del peso ma può riguardare anche i micronutrienti. Riprendendo la definizione dell’<em>OMS</em>, per malnutrizione si intende lo squilibrio tra apporto di nutrienti e di energia e la quantità di questi necessaria al corpo per garantire la crescita, il ricambio, e le funzioni specifiche dell’organismo.</p>
<blockquote><p><em>Prendiamo ad esempio lo iodio, un minerale necessario in particolare per la formazione degli ormoni tiroidei e rispetto al quale si stimano apporti insufficienti nel 70% dei bambini (fonte: Federazione italiana medici pediatri).</em></p></blockquote>
<h2><span style="color: #737373; font-size: 20pt;">Omega 3 per i bambini</span></h2>
<p>Un particolare gruppo di nutrienti sui quali porre attenzione in quanto spesso carenti in età pediatrica sono gli acidi grassi polinsaturi <em>Omega 3</em>, in particolare di quelli a lunga catena <b>EPA e DHA</b>. Ricordiamo che la classe dei lipidi ha i seguenti livelli di assunzione di riferimento (LARN IV revisione, 2014):</p>
<ul>
<li>da <em>6 a 12 mesi</em> = 40% delle energie totali, di cui <b>EPA-DHA 250 mg</b></li>
<li>da <em>1 a 3 anni </em>= 35-40 % delle energie totali, di cui <b>EPA-DHA 250 mg</b></li>
<li>da <em>4 a 17 anni </em>= 20-35 % delle energie totali, di cui <b>EPA-DHA 250 mg</b></li>
</ul>
<p>Dai 6 mesi ai 2 anni è richiesto un apporto <u>aggiuntivo</u> di DHA di 100 mg</p>
<h2><span style="color: #737373; font-size: 20pt;">Perché il DHA è così importante?</span></h2>
<blockquote><p>Si tratta di un <b>lipide essenziale</b><b>per le funzioni cerebrali</b> . La sua maggior richiesta inizia nel grembo materno attingendo alle riserve della madre attraverso la placenta per la formazione del tubo neurale che darà origine anche al cervello e alla retina. L’apporto di DHA continua poi nell’infanzia con il latte materno e successivamente con l’alimentazione per supportare la corretta crescita e maturazione del cervello e di tutto il sistema nervoso e i collegamenti sinaptici.</p>
<p>Alcuni studi indicano che <b>i livelli di DHA hanno un ruolo favorevole nello sviluppare le capacità cognitive nei bambini</b> e al contrario bassi livelli di DHA nel cervello animale determinano problemi di apprendimento e di memorizzazione.</p>
<p>Un numero crescente di studi sta supportando sempre più dati che correlano bassi apporti dietetici e <b>bassi livelli di DHA ematico con disturbi da deficit di attenzione e iperattività (ADHD) e dislessia in bambini</b>.</p></blockquote>
<p><div id="attachment_2348" style="width: 424px" class="wp-caption alignright"><img loading="lazy" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-2348" class="size-full wp-image-2348" src="https://www.lipinutragen.it/wp-content/uploads/acidi-grassi-e-olii-da-cucina.jpg" alt="acidi grassi e olii da cucina" width="414" height="382" /><p id="caption-attachment-2348" class="wp-caption-text">Grafico 1 fonte EUFIC</p></div></p>
<p>Le fonti preferenziali di grassi dovranno quindi includere il pesce, la frutta secca in guscio e i semi oleaginosi, gli oli vegetali.</p>
<p>Attualmente il consumo di pesce nei bambini dai 6 ai 10 anni si aggira in media a 1 porzione a settimana mentre dovrebbe raggiungere le 2-4 porzioni.</p>
<p>Per quanto riguarda la frutta secca, i semi e gli oli, bisogna privilegiare quelli maggiormente ricchi di <em>Omega 3</em> a discapito di <em>Omega 6</em> e di grassi saturi (SFA) (Immagine: fonte EUFIC). Evidenziamo la presenza di nuove formulazioni di oli polinsaturi da usare a crudo, appositamente composti da miscele di olio di canapa e di lino, da olio di girasole altoleico e olio di sesamo, da olio di lino e olio di girasole altoleico e da olio di canapa, lino, sesamo e girasole altoleico.</p>
<p>Una tipologia di grassi tipicamente in eccesso nella dieta occidentale è quella dei SFA che dovrebbe restare al di sotto del 10% delle calorie totali mentre i grassi trans (TFA) industriali dovrebbero essere praticamente assenti. Entrambe queste categorie di grassi però abbondano nei cibi da fast-food e in molti alimenti industriali quali merendine, gelati, prodotti da forno e biscotteria.</p>
<p>La riluttanza verso l’olio di palma raffinato riguarda, oltre alla deforestazione selvaggia per far posto alle coltivazioni, anche la sua composizione con il 50% circa di SFA. I cibi animali ricchi di SFA sono notoriamente la carne rossa (manzo, agnello e maiale), i prodotti lattiero-caseari grassi (burro, formaggi, panna, latte intero). Per conoscere più esattamente la condizione delle membrane in relazione alle varie classi di grassi, risulta particolarmente interessante l’indagine molecolare eseguita a livello delle membrane dei globuli rossi. In questo modo si può valutare l’eventuale carenza di <em>Omega 3</em> e il loro rapporto con gli <em>Omega 6</em>, cosi come gli eccessi di SFA e la presenza di TFA.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><b>INDICAZIONI DELLA SOCIETA’ AMERICANA DI PEDIATRIA</b></p>
<ul>
<li>Limitare il consumo di bevande zuccherate</li>
<li>Incoraggiare sin da piccoli il consumo quotidiano di verdura e di frutta (5 porzioni al giorno).</li>
<li>Preparare regolarmente pesce (2-4 volte a settimana) evitando quello venduto già fritto*</li>
<li>Consumare i cereali e i loro derivati di tipo integrale*</li>
<li>Non consentire l’uso di video (TV, computer, tablet, ecc.) prima dei 2 anni di età e successivamente limitarle a un massimo di 2 ore al giorno</li>
<li>Fare colazione tutte le mattine</li>
<li>Limitare i pasti fuori casa e in particolare ai fast-food</li>
<li>Incoraggiare i pasti a casa e con genitori e figli insieme</li>
<li>Non esagerare con le quantità seguendo le porzioni previste.</li>
<li>Quando possibile, adottare l’allattamento al seno esclusivo fino al 6° mese. Mantenerlo anche dopo l’introduzione di cibi solidi fino a 12 mesi e oltre</li>
<li>Fare attività fisica regolarmente</li>
<li>Limitare i cibi molto calorici</li>
</ul>
<p><em>* Dietary Recommendations for Healthy Children 2014, dell’ American Heart Association</em></p>
<hr class="lpn-sep" />
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-2346" src="https://www.lipinutragen.it/wp-content/uploads/ricetta-lipidomica-crocchette-salmone-patate.jpg" alt="ricetta lipidomica crocchette salmone patate" width="730" height="604" /></p>
<hr class="lpn-sep" />
<p><strong class="credits-label">Bibliografia:</strong></span><br />
<span style="font-size: 12pt;">(1) World Health Organization; UNICEF; UN System Standing Committee on Nutrition (2006). WHO, UNICEF, and SCN informal consultation on community-based management of severe malnutrition in children – SCN Nutrition Policy Paper No. 21. Available at: http://www.who.int/child_adolescent_health/documents/fnb_v27n3_suppl/en/index.html <a href="http://www.epicentro.iss.it/okkioallasalute/">http://www.epicentro.iss.it/okkioallasalute/</a><br />
(2) Sarah E. Barlow. Expert Committee Recommendations Regarding the Prevention, Assessment, and Treatment of Child and Adolescent Overweight and Obesity: Summary Report. 2007 Dec;120 Suppl 4:S164-92<br />
(3) LARN IV Revisione. Livelli di Assunzione di Riferimento di Nutrienti ed energia. 2014</span></p>
<hr class="lpn-sep" />
<p><strong class="credits-label">Articolo a cura di</strong><br />
<span style="font-size: 12pt;"> <em>Dr. Francesco Bonucci &#8211; Biologo Nutrizionista</em></span></p>
<p><span style="font-size: 12pt;"><em>I consigli alimentari presenti nell’articolo non sono da intendersi sostitutivi di un piano alimentare personalizzato e sono da adattare ai casi specifici.</em></span></div>
			</div>
			</div>
				
				
				
				
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		<title>Sinergia e personalizzazione: la nutraceutica lipidomica</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lipinutragen]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 16 Mar 2015 15:28:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Omega-3 e omega-6]]></category>
		<category><![CDATA[Salute e nutrizione molecolare]]></category>
		<category><![CDATA[acido grasso]]></category>
		<category><![CDATA[ALA]]></category>
		<category><![CDATA[DHA]]></category>
		<category><![CDATA[EPA]]></category>
		<category><![CDATA[omega3]]></category>
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				<div class="et_pb_text_inner"><p>&nbsp;</p>
<p>L’alimentazione odierna e in particolare quella di tipo occidentale &#8211; alla quale ci siamo in gran parte adeguati – oltre a presentare un eccesso di grassi saturi è caratterizzata da un rapporto Omega 6/Omega 3 molto sbilanciato a favore dei primi. Viene infatti indicato un attuale rapporto di 15/1 mentre fino a 100-150 anni fa si stima che fosse tra 2/1 e 1/1.</p>
<p>L’analisi lipidomica della membrana cellulare del globulo rosso consente di individuare questi squilibri, valutando la composizione in acidi grassi della membrana stessa.<span id="more-2125"></span></p>
<p>A livello dietetico bisogna porre attenzione a quale di queste due famiglie di acidi grassi essenziali (EFA) si tende a favorire, mentre a livello nutraceutico esistono molti prodotti con un mix di acidi gassi che non tiene conto delle reali esigenze dell’individuo in esame, ma che si basano su fabbisogni di popolazioni.</p>
<p>Per un ottimale rinforzo della ‘pista Omega 3’ è importante utilizzare un nutraceutico che contenga <b>ALA, EPA e DHA</b>, il tutto nel cocktail sinergico con micronutrienti.<br />Dal punto di vista alimentare EPA e DHA hanno una fonte importante nel pesce azzurro (sarde, alici, sgombro, ecc) e in quello di acque fredde, in particolare il salmone.<b> L’ALA invece è presente nel mondo vegetale come nei semi di lino e ancor più nel loro olio.</b></p>
<p>I semi di lino sono un alimento interessante con il 24% di proteine, il 31% di lipidi (di cui 17% ALA) e un 34% di fibra con buona presenza di lignani. Per un’assimilazione ottimale andrebbe frantumata la buccia con un’ottima masticazione.<br />Ancora meglio si possono macinare al momento e aggiungere allo yogurt o in altre preparazioni, come ad esempio la <b>crema Budwig</b>, ideale per la colazione, ideata dal metodo Kousmine, ne esistono diverse varianti. Di seguito ne proponiamo una rivisitata in chiave lipidomica.</p>
<hr class="lpn-sep" />
<p><strong class="credits-label">Bibliografia:</strong><br />Simopoulos AP, Evolutionary aspects of diet, the omega-6/omega-3 ratio and genetic variation: nutritional implications for chronic diseases. Biomedicine &amp; Pharmacotherapy; 60 (2006) 502–507</p>
<hr class="lpn-sep" />
<h2><span style="color: #737373; font-size: 20pt;">Perchè ENNE-3 nell’infiammazione?</span></h2>
<p>Gli ENNE-3, ovvero gli acidi grassi poliinsaturi omega-3 (acidi eicosapentaenoico, EPA, e docosaesaenoico, DHA), sono definiti essenziali, in quanto devono essere assunti con la dieta1.<br />Deficit nutrizionale del precursore acido alfa-linolenico (ALA), o condizioni infiammatorie possono comprometterne la biosintesi(1).</p>
<p>DHA ed EPA sono noti composti anti-infiammatori svolgendo azione protettiva in patologie infiammatorie (disturbi cardiaci, artrite, patologie polmonari (2,3), obesità da dieta, intolleranza al glucosio, infiammazione del tessuto adiposo² , ecc.). Tale protezione dipende dal fatto che EPA e DHA sono precursori di potenti anti-infiammatori, come le protettine (PDs) e le resolvine (Rvs).</p>
<p>Le RVs sono sintetizzate sia a partire da EPA (RVs E) che da DHA (RVs D), e controllano l’infiammazione a vari livelli. L’azione principale delle resolvine consiste nel favorire il reclutamento di monociti non infiammatori, consentendo ai macrofagi di rimuovere l’eccesso di neutrofili.</p>
<p>Dal DHA derivano altri importanti lipidi anti-infiammatori, le protettine D (PD)1, 2, 3.<br />E’ noto da tempo che l’acido acetil-salicilico induce la conversione di EPA e DHA in epimeri (stereoisomeri) di RVs e PDs (AT-RVs e AT-PDs), anch’essi potenti anti-infiammatori.</p>
<p>In generale gli AT-derivati di EPA e DHA, promuovono la risoluzione dello stato infiammatorio senza provocare immunosoppressione.<br />Inoltre sono efficaci contro l’attacco di batteri, virus, parassiti. Nel caso che i livelli di questi mediatori lipidici siano bassi, è dimostrato che l’infiammazione acuta non si risolve e degenera in infiammazione cronica(4). Pertanto, dagli esperti è fortemente raccomandata la supplementazione dei due precursori Enne 3, in sinergia con l’acido salicilico e con le vitamine liposolubili che controllano una delle cause di infiammazione, lo stress ossidativo indotto da radicali liberi.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-large wp-image-1319" src="https://www.lipinutragen.it/wp-content/uploads/ricetta-crema-budwig-700x285.jpg" alt="ricetta crema budwig" width="700" height="285" /></p>
<hr class="lpn-sep" />
<p><strong class="credits-label">Bibliografia:</strong><br /><span style="font-size: 12pt;">(1) MichaelWKing, PhD | 2014 themedicalbiochemistrypage.org, |info@themedicalbiochemistrypage.org<br />(2) Belchior T et al. Mol Nutr Food Res. 2015<br />(3) Zhang PY . Cell Biochem Biophys. 2015<br />(4) Serhan CN, Nature 510,92-92-101 (2014)</span></p></div>
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