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	<title>impatto indice glicemico Archivi &#8226; Lipinutragen</title>
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	<description>Lipidomica e Nutraceutica</description>
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	<title>impatto indice glicemico Archivi &#8226; Lipinutragen</title>
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		<title>L’IMPATTO DELL&#8217;INDICE GLICEMICO</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lipinutragen]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 23 Feb 2022 07:30:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Metabolismo e nutrizione]]></category>
		<category><![CDATA[Salute e nutrizione molecolare]]></category>
		<category><![CDATA[impatto indice glicemico]]></category>
		<category><![CDATA[indice glicemico]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L'articolo "<a href="https://www.lipinutragen.it/impatto-indice-glicemico/">L’IMPATTO DELL&#8217;INDICE GLICEMICO</a>" è online sul blog di <a href="https://www.lipinutragen.it">Lipinutragen</a></p>
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				<div class="et_pb_text_inner"><p><img fetchpriority="high" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-12179" src="https://www.lipinutragen.it/wp-content/uploads/impatto-indice-glicemico.jpg" alt="indice glicemico" width="800" height="425" srcset="https://www.lipinutragen.it/wp-content/uploads/impatto-indice-glicemico.jpg 800w, https://www.lipinutragen.it/wp-content/uploads/impatto-indice-glicemico-300x159.jpg 300w, https://www.lipinutragen.it/wp-content/uploads/impatto-indice-glicemico-768x408.jpg 768w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /></p>
<h2><span style="color: #737373;">Partiamo dai carboidrati<br /></span></h2>
<p>Per capire ed imparare ad usare l&#8217;indice glicemico, dobbiamo fare prima un breve ripasso del metabolismo dei carboidrati.</p>
<p>Quando mangiamo cibo contenente <strong>carboidrati</strong> (ad esempio cereali, pasta o frutta) il sistema digestivo li spezzetta in molecole più piccole, chiamate <strong>zuccheri semplici</strong>, che successivamente entrano nel circolo sanguigno. Con l&#8217;aumentare dei livelli di zuccheri nel sangue, il pancreas produce <strong>insulina</strong>, un ormone che comunica alle cellule la necessità di incamerare lo zucchero circolante per produrre <strong>energia cellulare</strong> o per immagazzinarlo. In questo modo, gli zuccheri restano nel sangue un tempo limitato per poi tornare, a digiuno, ai livelli normali, che per un adulto normoglicemico sono definiti nel range 60-100 mg/dL.</p>
<h2><span style="font-size: 18pt; color: #737373;">Cos&#8217;è l&#8217;indice glicemico<br /></span></h2>
<p>L&#8217;aumento dei livelli di zucchero nel sangue (<strong>glicemia</strong>) dipende dal cibo assunto, dal suo contenuto di carboidrati e dalla digeribilità.</p>
<p>In passato i carboidrati venivano classificati come &#8220;<strong>semplici</strong>&#8221; o &#8220;complessi&#8221;, con riferimento alla loro struttura chimica (mono o polisaccaridi). Questa semplice divisione può evidenziare la differente rapidità con cui queste sostanze si rendono disponibili come fonte di energia. Questa classificazione, tuttavia, <strong>non spiega la differente capacità di questi cibi di indurre un innalzamento dei livelli di zucchero nel sangue</strong>, un&#8217;informazione molto importante per la gestione dell&#8217;alimentazione abituale, in particolare di una persona affetta da una malattia cronica come obesità o diabete.</p>
<p>L&#8217;<strong>indice glicemico</strong> (IG) è stato quindi elaborato per offrire una migliore classificazione degli alimenti contenenti carboidrati [1]. Si tratta di un valore da 0 a 100 che indica <strong>con che velocità</strong> e <strong>di quanto</strong> il consumo di un dato alimento aumenti la glicemia rispetto allo zucchero da cucina (che ha valore 100) [2].</p>
<p>E’ possibile classificare gli alimenti in 3 categorie:</p>
<ul>
<li>a basso indice glicemico = inferiore a 55</li>
<li>a medio indice glicemico = fra 56 e 69</li>
<li>ad alto indice glicemico = da 70 a 100</li>
</ul>
<p>Gli alimenti a basso IG sono in generale digeriti più lentamente, grazie, ad esempio, alla presenza di fibre, portando ad un aumento graduale dello zucchero nel sangue.</p>
<p>Gli alimenti ad alto indice glicemico, al contrario, sono rapidamente immessi nella circolazione sanguigna e generano un&#8217;impennata repentina della glicemia, creando il cosiddetto <strong>picco glicemico. È bene evitare il ripetersi di importanti fluttuazioni della glicemia, </strong>poiché aumentano il rischio di sviluppare insulino-resistenza, diabete di tipo 2, malattie cardiache, sovrappeso e obesità.</p>
<p>Inoltre, non bisogna dimenticare che esiste un legame diretto fra alti livelli di zucchero nel sangue, <strong>infiammazione</strong> e <strong>stress ossidativo</strong>, per cui è ancora più importante evitare l&#8217;instaurarsi di una condizione di iperglicemia, agendo in termini di prevenzione sulla <strong>dieta abituale</strong>.</p>
<h2><span style="font-size: 18pt; color: #737373;">Fattori che influenzano l&#8217;indice glicemico<br /></span></h2>
<p>Le tabelle che riportano i valori di IG si riferiscono al consumo di un alimento da solo e a stomaco vuoto; condizione molto rara nella dieta abituale. Inoltre, lo stesso alimento può subire lavorazioni ed avere diverse caratteristiche di digeribilità e assorbimento. Per queste ragioni, ci sono vari fattori da tenere in considerazione.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter wp-image-12066 size-full" src="https://www.lipinutragen.it/wp-content/uploads/alimenti-digeribilita.jpg" alt="" width="800" height="425" /><br />L&#8217;IG aumenta in caso di:</p>
<p>&#8211; raffinazione del cibo, come ad esempio avviene per le farine, ottenute da grano privato di crusca e germe;</p>
<p>&#8211; macinazione; alimenti finemente macinati sono più rapidamente digeriti;</p>
<p>&#8211; avanzata maturazione di frutta e verdura.</p>
<p>Al contrario, l&#8217;IG diminuisce:</p>
<p>&#8211; se aumenta il contenuto di fibre;</p>
<p>&#8211; se l&#8217;alimento si associa ad altri macronutrienti come grassi e proteine, che rallentano complessivamente la digestione della pietanza;</p>
<p>&#8211; in base al grado di cottura. Ad esempio, la pasta al dente ha un IG inferiore della pasta scotta.</p>
<p>Una limitazione all&#8217;uso esclusivo dell&#8217;IG è data dal fatto che non tiene in considerazione la quantità di cibo consumata. Per questo è stato definito il <strong>Carico Glicemico</strong> che combina la quantità di cibo consumata con l&#8217;IG dell&#8217;alimento.</p>
<p>Tuttavia l&#8217;Indice Glicemico è un riferimento semplice ed utile per insegnare alle persone ad identificare e differenziare gli alimenti in base al loro effetto sulla glicemia (e di conseguenza a preferire quelli meno processati e raffinati), ma anche a comporre il pasto mediante l&#8217;associazione di tutti i macronutrienti.</p>
<hr class="lpn-sep" />
<p><strong class="credits-label">Bibliografia:</strong><br /><span style="font-size: 12pt;">[1] D J Jenkins et al. (1981) &#8220;Glycemic index of foods: a physiological basis for carbohydrate exchange&#8221;. Am J Clin Nutr Mar; 34(3): 362-6<br />[2] Atkinson FS et al. (2008) &#8220;<a href="https://ada.silverchair-cdn.com/ada/content_public/journal/care/31/12/10.2337_dc08-1239/4/dc081239-sup-tablea1_1.pdf?Expires=1647917087&amp;Signature=C7KdCz~LQrnS~dtSF~cQhfsKd6L2ICMMeHFfdnLaNiRoAvSsQQ6ANM6P9ZNwgSPmYSd3RpozwBOtIeg5D8UgLYSI9h-Z-zDCuP3e15GxFNicDboEBLshoRFCexaUf1vuXpIzyAEYuYwd5qDwOqC~NBTl52dJpntf7FJ6rsGefa9hio3OE9UCJymm2Y883~6tr2cm8b4BqGm-HacqUsyQbmdiRGQiEfdFLKUgGZqxa2kpInVJv2qLjMobCsF1NNzLaE7Q4D8kRf-cwxCdOrJ2b~~P3NRSmlUlQqshcigj8nqkFX19EGSrnhZy7BxY6eGewbtKcsvJ3QvTHvpBXEtOLA__&amp;Key-Pair-Id=APKAIE5G5CRDK6RD3PGA" target="_blank" rel="noopener">International Tables of Glycemic Index and Glycemic Load Values: 2008</a>&#8220;. Diabetes Care Dec; 31(12): 2281–2283.<br /></span></p>
<hr class="lpn-sep" />
<p><span style="font-size: 12pt; color: #000080;"><strong class="credits-label">Per approfondire su LIPIMAGAZINE:</strong></span></p>
<ul>
<li><span style="font-size: 12pt;"><a href="https://www.lipinutragen.it/la-dieta-lipidomica/" target="_blank" rel="noopener">La Dieta Lipidomica</a></span></li>
<li><span style="font-size: 12pt;"><a href="https://www.lipinutragen.it/grassi-o-carboidrati-quali-alimenti-evitare-nella-dieta/" target="_blank" rel="noopener">Una breve pillola della Dr.ssa Ferreri sul legame fra insulina e grassi</a></span></li>
</ul>
<hr class="lpn-sep" />
<p><span style="font-size: 12pt;"><span style="color: #000080;"><strong class="credits-label">Articolo a cura del Gruppo redazionale di Lipinutragen</strong></span><br /></span></p>
<p><em><span style="font-size: 12pt;">Le informazioni riportate non devono in alcun modo sostituire il rapporto diretto tra professionista della salute e paziente.<br />I consigli alimentari presenti nell’articolo non sono da intendersi sostitutivi di un piano alimentare personalizzato e sono da adattare ai casi specifici.</span></em></p>
<hr class="lpn-sep" />
<p><span style="font-size: 8pt;"><span style="font-size: 12pt;"><strong class="credits-label">Foto:</strong> 123RF Archivio Fotografico: 116687044 : ©adiruch | Pixabay: ©Enotovyj<br /></span></span></p>
<p class="alignnone" style="text-align: left;"><a href="https://www.lipinutragen.it/wp-content/uploads/Impatto-indice-glicemico-lipinutragen.pdf" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone wp-image-6223" src="https://www.lipinutragen.it/wp-content/uploads/scarica-pdf.png" alt="" width="35" height="35" /></a> <a href="https://www.lipinutragen.it/wp-content/uploads/Impatto-indice-glicemico-lipinutragen.pdf" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><span style="font-size: 8pt;">Download</span></a></p></div>
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<p>L'articolo "<a href="https://www.lipinutragen.it/impatto-indice-glicemico/">L’IMPATTO DELL&#8217;INDICE GLICEMICO</a>" è online sul blog di <a href="https://www.lipinutragen.it">Lipinutragen</a></p>
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