<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>parametri molecolari Archivi &#8226; Lipinutragen</title>
	<atom:link href="https://www.lipinutragen.it/tag/parametri-molecolari/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://www.lipinutragen.it/tag/parametri-molecolari/</link>
	<description>Lipidomica e Nutraceutica</description>
	<lastBuildDate>Tue, 10 Feb 2026 18:44:12 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=6.9.4</generator>

<image>
	<url>https://www.lipinutragen.it/wp-content/uploads/cropped-favicon-32x32.png</url>
	<title>parametri molecolari Archivi &#8226; Lipinutragen</title>
	<link>https://www.lipinutragen.it/tag/parametri-molecolari/</link>
	<width>32</width>
	<height>32</height>
</image> 
	<item>
		<title>La nutrizione molecolare nell’anziano</title>
		<link>https://www.lipinutragen.it/la-nutrizione-molecolare-nellanziano/</link>
					<comments>https://www.lipinutragen.it/la-nutrizione-molecolare-nellanziano/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lipinutragen]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 15 Mar 2016 21:44:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Salute e nutrizione molecolare]]></category>
		<category><![CDATA[Stile di vita e prevenzione]]></category>
		<category><![CDATA[Alzheimer]]></category>
		<category><![CDATA[antiossidanti]]></category>
		<category><![CDATA[decadimento cognitivo]]></category>
		<category><![CDATA[degenerazione maculare]]></category>
		<category><![CDATA[Demenza]]></category>
		<category><![CDATA[invecchiamento]]></category>
		<category><![CDATA[omega3]]></category>
		<category><![CDATA[parametri molecolari]]></category>
		<category><![CDATA[profilo lipidomico]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.lipinutragen.it/?p=2392</guid>

					<description><![CDATA[<p>L'articolo "<a href="https://www.lipinutragen.it/la-nutrizione-molecolare-nellanziano/">La nutrizione molecolare nell’anziano</a>" è online sul blog di <a href="https://www.lipinutragen.it">Lipinutragen</a></p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div class="et_pb_section et_pb_section_0 et_section_regular" >
				
				
				
				
				
				
				<div class="et_pb_row et_pb_row_0">
				<div class="et_pb_column et_pb_column_4_4 et_pb_column_0  et_pb_css_mix_blend_mode_passthrough et-last-child">
				
				
				
				
				<div class="et_pb_module et_pb_text et_pb_text_0  et_pb_text_align_left et_pb_bg_layout_light">
				
				
				
				
				<div class="et_pb_text_inner"><p><img fetchpriority="high" decoding="async" class="size-full wp-image-5268 alignnone" src="https://www.lipinutragen.it/wp-content/uploads/Nutri-lipidomica-testata.png" alt="Nutri-lipidomica-testata" width="700" height="89" /></p>
<h2><span style="color: #737373; font-size: 20pt;">La nutrizione molecolare nell’anziano</span></h2>
<p><b>Età anagrafica.</b> Il limite di età per definire un anziano ha subìto dei cambiamenti nel tempo legati soprattutto all’aspettativa di vita che è diversa nelle varie culture e regioni nel mondo. Nel tardo ‘800 in Inghilterra, ad esempio, si considerava il limite di 50 anni per definire un soggetto anziano, mentre al giorno d’oggi, nei paesi sviluppati, si considera 60-65 anni o l’età individuata dal sistema pensionistico.</p>
<p><b><u>Età biologica</u></b>. Sebbene non ci sia ancora un consenso unanime sull’individuazione di biomarkers predittivi della lunghezza della vita e sul rischio di morte, si può dire che l’invecchiamento dal punto di vista biologico sia un processo caratterizzato da un graduale accumulo di “danni” <b>molecolari e cellulari</b>.</p>
<p>Questi determinano un progressivo e generalizzato <b>decadimento funzionale del corpo umano</b>, che si manifesta con una maggiore vulnerabilità rispetto all’ambiente, un incremento del rischio di malattia ed infine della morte [1].</p>
<p>Il grado e il tipo di danni che si accumulano nel tempo hanno una grande variabilità legata alla diversa genetica individuale e all’influenza dei fattori ambientali e comportamentali. Questi danni si manifestano con un declino di funzionalità riscontrabile maggiormente a livello fisico, cognitivo, endocrino, fisiologico e immunitario e contribuiscono alle cosiddette fragilità nell’anziano.</p>
<blockquote>
<p>TIPI DI DANNI CHE CONTRIBUISCONO ALL’INVECCHIAMENTO [2]<br />– danno al DNA (nucleico e mitocondriale) da stress ossidativo, mutazioni, accorciamento dei telomeri, modificazioni epigenetiche;<br />– danni all’RNA con errori di trascrizione;<br />– danni ai lipidi delle membrane cellulari da radicali liberi;<br />– danni alle strutture delle proteine.</p>
<p><em>Gran parte di questi danni sono indotti da radicali liberi, ma limitati dalla presenza di antiossidanti che partecipano a meccanismi di protezione e di riparazione</em></p>
</blockquote>
<h2> </h2>
<h2><span style="color: #737373; font-size: 20pt;">Le molecole nei processi di invecchiamento</span></h2>
<p>Indipendentemente dal limite d’età stabilito, l’invecchiamento è accompagnato anche da cambiamenti fisiologici che hanno un impatto negativo sullo stato nutrizionale. Questi cambiamenti includono un ridotto senso del gusto e della percezione dei sapori con conseguente riduzione dell’appetito, oppure una ridotta secrezione gastrica ed enzimatica con abbassamento dell’assorbimento ad esempio di ferro e vitamina B12. Infatti, sebbene i fabbisogni energetici si riducano, quelli di nutrienti rimangono relativamente costanti con gli anni e il rischio di malnutrizione aumenta. Da tenere presente anche l’assunzione di farmaci, molto diffusa nella terza età, che possono avere delle interazioni coi cibi e modificare le necessità di taluni nutrienti. Si ricorda che i processi di invecchiamento coinvolgono anche l’efficienza dell’attività degli enzimi e questo aspetto può risultare accentuato dalla minore assunzione e biodisponibilità di vitamine e minerali che svolgono funzioni di cofattori, cioè di supporto all’azione enzimatica. La dieta monotona e poco ricca di pesce e di frutta e verdura determina ridotti apporti di acidi grassi essenziali. Questa carenza risulta accentuata dalla difficoltà nel trasformare i precursori omega-3 acido alfa-inolenico e omega-6 acido linoleico in acidi grassi a lunga catena quali EPA, DHA, GLA e acido arachidonico, che tenderanno con gli anni a diventare essenziali.</p>
<table style="height: 1125px; background-color: #d7e4fa; border-color: #ffffff; width: 654px;" border="1">
<tbody>
<tr style="border-color: #adadad;">
<td style="width: 340.067px;">
<p style="text-align: center;"><span style="color: #808080;"><b>CRITICITA’ NUTRIZIONALI NELL’ANZIANO NUTRIZIONALI*<br /></b></span></p>
</td>
<td style="width: 295.933px;">
<p style="text-align: center;"><span style="color: #808080;"><b>INDICAZIONI</b></span></p>
</td>
</tr>
<tr>
<td style="width: 340.067px;">
<p><span style="color: #808080;">Ridotti apporti proteici con conseguente <b>perdita di tessuto muscolare</b> (sarcopenia)</span></p>
<p><span style="color: #808080;">Riduzione non fisiologica del peso corporeo</span></p>
</td>
<td style="width: 295.933px;">
<p><span style="color: #808080;">Bilanciare i pasti con la presenza di proteine animali e vegetali <b><u>a basso contenuto di grassi saturi.</u></b> Ad es. frutta secca (noci, nocciole, mandorle), carni magre, combinazione di cereali integrali e legumi, formaggi magri, uova.</span></p>
<p><span style="color: #808080;">Non concentrare l’assunzione di proteine unicamente in un pasto al giorno, ma distribuirla nei tre pasti principali [3].</span></p>
</td>
</tr>
<tr>
<td style="width: 340.067px;"><span style="color: #808080;"><b>Carenze</b> di vitamine e di minerali &#8211; cofattori enzimatici e antiossidanti</span></td>
<td style="width: 295.933px;"><span style="color: #808080;">Introdurre verdura e frutta fresca seguendo la stagionalità. Includere anche succhi e spremute senza zucchero o centrifughe/estratti. Variare i colori e le tipologie, <u>evitando la monotonia.</u></span></td>
</tr>
<tr>
<td style="width: 340.067px;"><span style="color: #808080;"><b>Dieta sbilanciata o povera di acidi grassi essenziali &#8211;</b> le fonti dei PUFA Omega-6 sono difficilmente carenti, invece quelle degli Omega-3 risultano facilmente in difetto.</span></td>
<td style="width: 295.933px;"><span style="color: #808080;">I PUFA <b><u>Omega-3 sono fondamentali</u></b> per il mantenimento dell’equilibrio delle membrane cellulari e come molecole di segnale (ad es. nei processi antinfiammatori). </span><br /><span style="color: #808080;"> <b><u>Il pesce,</u></b> in particolare quello azzurro e il salmone sono ricchi di Omega-3 a lunga catena EPA e <b><u>DHA.</u></b> L’olio di semi di lino è una buona fonte vegetale di Acido Alfa Linolenico.</span></td>
</tr>
<tr>
<td style="width: 340.067px;"><span style="color: #808080;"><b>Monotonia</b> e pasti dissociati</span></td>
<td style="width: 295.933px;"><span style="color: #808080;"><b>Variare la dieta</b> e assumere gli alimenti associandoli tra loro all’interno dei pasti. Così si migliora la biodisponibilità ed esplica l’azione sinergica dei nutrienti e ne rende possibile gli effetti salutistici.</span></td>
</tr>
<tr>
<td style="width: 340.067px;"><span style="color: #808080;"><b>Disidratazione, </b>molto frequente e peggiorata dall’impiego di alcuni farmaci</span></td>
<td style="width: 295.933px;"><span style="color: #808080;"><u>Bere piccole quantità di acqua durante l’arco della giornata</u> e ai pasti. Aumentare le quantità nei mesi più caldi.</span></td>
</tr>
<tr>
<td style="width: 636px;" colspan="2"><span style="color: #808080;">* i fattori preventivi comprendono anche l’attività fisica ed elementi psico-sociali, non trattati nello specifico.</span></td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>Si evidenziano le importanti funzioni di EPA e di DHA (Omega-3) nella prevenzione del decadimento cognitivo incluso l’Alzheimer e nella Degenerazione Maculare.</em></p>
<h2><span style="color: #737373; font-size: 20pt;">DHA e Degenerazione Maculare</span></h2>
<p>La <b>Degenerazione Maculare</b> è un affezione della porzione centrale della retina che colpisce 25-30 milioni di persone al mondo ed è la prima causa di abbassamento della vista negli ultra cinquantenni e la maggior causa di cecità nell’anziano in Europa. La Degenerazione Maculare Legata all’Età (DMLE) si suddivide in base alla progressione della malattia e gravità in una forma definita iniziale e in una successiva detta evoluta.</p>
<p>Unitamente agli interventi farmacologici, non è trascurabile l’effetto di specifici supplementi (antiossidanti, vitamine, zinco) nella riduzione della progressione della malattia [4].</p>
<p>Il DHA riveste un ruolo fondamentale nel mantenimento della visione costituendo una percentuale molto alta degli acidi grassi dei fotorecettori. Le persone con più alti livelli di EPA/DHA nelle membrane dei globuli rossi si sono rivelate più protette verso la DMLE rispetto a soggetti con valori più bassi [5]. Sebbene tutti i dati forniscano un legame tra un ridotto apporto alimentare di Omega-3 e la DMLE, ancora si sta studiando se sia efficace o meno un’integrazione specifica di questi acidi grassi.<br />In attesa di ricevere un consenso unanime dal mondo scientifico, sarebbe sicuramente utile conoscere il profilo lipidomico (e quindi anche il contenuto di EPA/DHA nei globuli rossi) delle persone a rischio, per indirizzare con precisione gli interventi nutrizionali ed eventualmente quelli di integrazione alimentare.</p>
<hr class="lpn-sep" />
<p>&nbsp;</p>
<h2><span style="color: #737373; font-size: 20pt;">Omega 3 &#8211; Decadimento cognitivo, Demenza e Alzheimer</span></h2>
<p>Tra il 2015 e il 2050, si prevede che il numero di persone anziane aumenterà notevolmente nei paesi ad alto reddito e, in percentuale maggiore, in quelli a basso reddito. L’incidenza della demenza aumenta esponenzialmente con l’avanzare dell’età e raddoppia progressivamente ogni 6 anni circa, passando da 4 casi all’anno ogni 1.000 persone con età tra i 60 e i 64 anni, a 105 casi all’anno ogni 1.000 persone dai 90 anni in su [6]. In questo scenario, dove risulta necessario trovare delle forme di prevenzione che rallentino l’avanzare di problematiche cognitive, il ruolo dell’alimentazione corretta risulta tra le più rilevanti. In questo contesto emerge significativo l’azione protettiva derivante dal consumo di pesce ricco di Omega-3, all’interno di una dieta ricca di nutrienti e antiossidanti quale quella mediterranea, con una presenza abbondante di frutta, verdura, legumi, cereali, in misura minore di uova e carni bianche e un ridotto consumo di carni rosse [7].</p>
<p>In particolare, il mondo della ricerca sta studiando i vari ruoli che il DHA svolge nel ridurre la produzione di β-amiloide, responsabile della fase iniziale dell’Alzheimer, così come le sue funzioni modulatrici in diversi altri meccanismi molecolari quali il danno da ossidazione e la neuroinfiammazione, implicati nel declino cognitivo e nella demenza.</p>
<hr class="lpn-sep" />
<p><b><em><img decoding="async" class=" size-full wp-image-2397 aligncenter" src="https://www.lipinutragen.it/wp-content/uploads/ricetta-lipidomica-crema-verdure-omega-3.jpg" alt="ricetta-lipidomica - crema verdure omega 3" width="703" height="513" /></em></b></p>
<hr class="lpn-sep" />
<p><strong class="credits-label">Bibliografia:</strong><br /><span style="font-size: 12pt;">(1) World Health Organization (WHO). World report on ageing and health. 2015<br />(2) Kirkwood TB. A systematic look at an old problem. Nature. 2008 Feb 7;451(7179):644–7<br />(3) Evans W. J. Frailty and muscle metabolism dysregulation in the elderly. Biogerontology (2010) 11:527–536<br />(4) Weikel KA, Chiu CJ &amp; Taylor A. Nutritional modulation of age-related macular degeneration. Mol Aspects Med. 2012; 33: 318–375<br />(5) Souied E. H. et al. Omega-3 Fatty Acids and Age-Related Macular Degeneration. <em>Ophthalmic Res. 2016; 55:62–69<br />(6) Rapporto Mondiale Alzheimer 2015. L’impatto Globale della Demenza UN’ANALISI DI PREVALENZA, INCIDENZA, COSTI E DATI DI TENDENZA. </em><em>2015.</em></span></p>
<hr class="lpn-sep" />
<p><strong class="credits-label">Articolo a cura di</strong><br /><span style="font-size: 12pt;"> <em>Dr. Francesco Bonucci &#8211; Biologo Nutrizionista</em></span></p>
<p><span style="font-size: 12pt;"><em>I consigli alimentari presenti nell’articolo non sono da intendersi sostitutivi di un piano alimentare personalizzato e sono da adattare ai casi specifici.</em></span></p></div>
			</div>
			</div>
				
				
				
				
			</div>
				
				
			</div>
<p>L'articolo "<a href="https://www.lipinutragen.it/la-nutrizione-molecolare-nellanziano/">La nutrizione molecolare nell’anziano</a>" è online sul blog di <a href="https://www.lipinutragen.it">Lipinutragen</a></p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.lipinutragen.it/la-nutrizione-molecolare-nellanziano/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>La margarina non idrogenata è salutare?</title>
		<link>https://www.lipinutragen.it/la-margarina-non-idrogenata-e-salutare/</link>
					<comments>https://www.lipinutragen.it/la-margarina-non-idrogenata-e-salutare/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lipinutragen]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 01 Mar 2016 06:18:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Metabolismo e nutrizione]]></category>
		<category><![CDATA[Salute e nutrizione molecolare]]></category>
		<category><![CDATA[grassi idrogenati]]></category>
		<category><![CDATA[margarina]]></category>
		<category><![CDATA[oli idrogenati]]></category>
		<category><![CDATA[parametri molecolari]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.lipinutragen.it/?p=2367</guid>

					<description><![CDATA[<p>La margarina non idrogenata è salutare? Facciamo chiarezza per un&#8217;alimentazione consapevole. Conoscere è il primo passo per scegliere. &#160; Spinte dalla sempre MAGGIORE CONSAPEVOLEZZA ALIMENTARE dei consumatori, sempre più aziende stanno abbandonando l&#8217;uso di grassi idrogenati a favore di sostanze meno dannose. La situazione, quindi, è migliorata, purtroppo però il salto di qualità è stato [&#8230;]</p>
<p>L'articolo "<a href="https://www.lipinutragen.it/la-margarina-non-idrogenata-e-salutare/">La margarina non idrogenata è salutare?</a>" è online sul blog di <a href="https://www.lipinutragen.it">Lipinutragen</a></p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h2><span style="color: #737373; font-size: 20pt;">La margarina non idrogenata è salutare?</span></h2>
<p>Facciamo chiarezza per un&#8217;alimentazione consapevole. Conoscere è il primo passo per scegliere.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Spinte dalla sempre MAGGIORE CONSAPEVOLEZZA ALIMENTARE dei consumatori, sempre più aziende stanno abbandonando l&#8217;uso di grassi idrogenati a favore di sostanze meno dannose. La situazione, quindi, è migliorata, purtroppo però il salto di qualità è stato davvero molto &#8220;corto&#8221; <span id="more-2367"></span>in quanto in molti casi si è passato dall&#8217;ultimo gradino nella scala di qualità dei grassi al penultimo. Sono infatti numerose le aziende che hanno abbandonato la margarina classica (sottoposta ad idrogenazione e quindi ricca di grassi <em>trans</em>) sostituendola con margarina non idrogenata. Molti consumatori, a questo punto, sono andati in crisi, non sapendo più che pesci pigliare: se la margarina andava evitata in quanto idrogenata, quella non idrogenata va evitata o no? Facciamo finalmente chiarezza, scegliamo la NOSTRA SALUTE, scegliamola ogni giorno con consapevolezza.</p>
<p>L&#8217;idrogenazione è un processo che consente di rendere saturi i grassi insaturi, di far diventare i grassi vegetali simili ai grassi animali, per quanto riguarda le caratteristiche sopra riportate. Questo processo è molto utile poiché consente di produrre margarina (idrogenata), un grasso vegetale che può sostituire il burro a costi inferiori e consente di prolungare la vita commerciale dei prodotti prolungandone la scadenza.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><b>MA ATTENZIONE</b>…</p>
<p>non esiste solo l&#8217;idrogenazione per rendere solido un grasso che in natura si presenta liquido, anche il frazionamento è in grado di farlo. Il frazionamento è un processo fisico (un trattamento che implica solo l&#8217;uso della temperatura e della pressione, senza sostanze chimiche) in grado di separare la parte satura di una sostanza grassa da quella insatura. La parte satura, che ha tutte le caratteristiche desiderate in una margarina (solida a temperatura ambiente, poco deperibile) viene utilizzata per produrre la margarina non idrogenata.</p>
<p>La margarina non idrogenata è quindi salutare o è solo l’ennesimo “inganno alimentare”?</p>
<p>Quando si valuta un prodotto la qualità dei grassi utilizzati è spesso il parametro più importante (e altrettanto spesso l&#8217;unico). Per scegliere in modo corretto possiamo indicare una scala di valori alla quale attenersi per evitare prodotti di scarsa qualità o peggio dannosi per la salute.</p>
<p>In ordine decrescente di qualità, troviamo:</p>
<ul>
<li>oli/grassi estratti meccanicamente: olio extravergine, burro, altri oli vegetali estratti meccanicamente e non per raffinazione;</li>
<li>oli/grassi raffinati ma specificati (olio di girasole, di oliva, ecc);</li>
<li>oli/grassi vegetali non specificati (oli di semi vari, oli vegetali, grassi vegetali, ecc);</li>
<li>margarina non idrogenata;</li>
<li>margarina idrogenata e oli/grassi vegetali parzialmente idrogenati.</li>
</ul>
<p>Notiamo come <b>LA MARGARINA NON IDROGENATA SI TROVI SUBITO SOPRA IL PEGGIO DEL PEGGIO! </b></p>
<p><b>Perché?</b><br />
Semplice: per ottenere la margarina non idrogenata si prendono gli oli vegetali generici, si butta via la parte meno dannosa e si tiene quella peggiore (i grassi saturi).</p>
<hr />
<p>L'articolo "<a href="https://www.lipinutragen.it/la-margarina-non-idrogenata-e-salutare/">La margarina non idrogenata è salutare?</a>" è online sul blog di <a href="https://www.lipinutragen.it">Lipinutragen</a></p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.lipinutragen.it/la-margarina-non-idrogenata-e-salutare/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Nutrizione Molecolare in Pediatria</title>
		<link>https://www.lipinutragen.it/nutrizione-molecolare-in-pediatria/</link>
					<comments>https://www.lipinutragen.it/nutrizione-molecolare-in-pediatria/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lipinutragen]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 17 Feb 2016 08:19:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Salute e nutrizione molecolare]]></category>
		<category><![CDATA[Stile di vita e prevenzione]]></category>
		<category><![CDATA[acido grasso]]></category>
		<category><![CDATA[antiossidanti]]></category>
		<category><![CDATA[DHA]]></category>
		<category><![CDATA[educazione alimentare]]></category>
		<category><![CDATA[grassi saturi]]></category>
		<category><![CDATA[nutrizione pediatrica]]></category>
		<category><![CDATA[obesità]]></category>
		<category><![CDATA[omega3]]></category>
		<category><![CDATA[parametri molecolari]]></category>
		<category><![CDATA[profilo lipidomico]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.lipinutragen.it/?p=2345</guid>

					<description><![CDATA[<p>L'articolo "<a href="https://www.lipinutragen.it/nutrizione-molecolare-in-pediatria/">Nutrizione Molecolare in Pediatria</a>" è online sul blog di <a href="https://www.lipinutragen.it">Lipinutragen</a></p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div class="et_pb_section et_pb_section_1 et_section_regular" >
				
				
				
				
				
				
				<div class="et_pb_row et_pb_row_1">
				<div class="et_pb_column et_pb_column_4_4 et_pb_column_1  et_pb_css_mix_blend_mode_passthrough et-last-child">
				
				
				
				
				<div class="et_pb_module et_pb_text et_pb_text_1  et_pb_text_align_left et_pb_bg_layout_light">
				
				
				
				
				<div class="et_pb_text_inner"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-5268 alignnone" src="https://www.lipinutragen.it/wp-content/uploads/Nutri-lipidomica-testata.png" alt="Nutri-lipidomica-testata" width="700" height="89" /></p>
<h2><span style="color: #737373; font-size: 20pt;">Nutrizione molecolare in pediatria</span></h2>
<p>L’età pediatrica rappresenta un periodo evolutivo dell’essere umano, nel quale l’alimentazione ha un ruolo fondamentale per sostenere correttamente le fasi di accrescimento e di sviluppo di nuove funzioni.</p>
<p>Alle nostre latitudini assistiamo sin dall’infanzia ad <b>eccessi calorici e a cattive abitudini alimentari</b> generate non da una difficoltà nel reperire le risorse alimentari corrette, ma da una <b>mancanza di educazione alimentare e da informazioni fuorvianti perché orientate da logiche commerciali</b>.<span id="more-2345"></span></p>
<p>Ogni anno si assiste a nuovi allarmi sull’epidemia dell’obesità unitamente a dati che vedono aumentare patologie del metabolismo quali ad esempio l’ipertensione, le dislipidemie e il diabete anche nell’infanzia. L’ultimo rapporto pubblicato dall’<em>OMS</em> indica che il numero dei bambini di età inferiore ai cinque anni con problemi di peso è passata <b>dal 1998 al 2014 da 31 a 41 milioni di individui. </b></p>
<p>I dati italiani del 2014 indicati dal sistema di sorveglianza nazionale denominato <b><em>“Okkio alla Salute”</em></b> su alimentazione e stili di vita nelle classi di età dai 6 ai 10 anni, indicano livelli preoccupanti di eccesso ponderale: il <b>20,9% dei bambini è risultato in sovrappeso e il 9,8% in condizioni di obesità</b>, con percentuali più alte nelle regioni del centro e del sud Italia.</p>
<p>Sembra paradossale ma seppur in presenza di eccessi calorici ci si può trovare anche con problematiche legate alla carenza di nutrienti. La malnutrizione non è esclusivamente legata all’andamento del peso ma può riguardare anche i micronutrienti. Riprendendo la definizione dell’<em>OMS</em>, per malnutrizione si intende lo squilibrio tra apporto di nutrienti e di energia e la quantità di questi necessaria al corpo per garantire la crescita, il ricambio, e le funzioni specifiche dell’organismo.</p>
<blockquote><p><em>Prendiamo ad esempio lo iodio, un minerale necessario in particolare per la formazione degli ormoni tiroidei e rispetto al quale si stimano apporti insufficienti nel 70% dei bambini (fonte: Federazione italiana medici pediatri).</em></p></blockquote>
<h2><span style="color: #737373; font-size: 20pt;">Omega 3 per i bambini</span></h2>
<p>Un particolare gruppo di nutrienti sui quali porre attenzione in quanto spesso carenti in età pediatrica sono gli acidi grassi polinsaturi <em>Omega 3</em>, in particolare di quelli a lunga catena <b>EPA e DHA</b>. Ricordiamo che la classe dei lipidi ha i seguenti livelli di assunzione di riferimento (LARN IV revisione, 2014):</p>
<ul>
<li>da <em>6 a 12 mesi</em> = 40% delle energie totali, di cui <b>EPA-DHA 250 mg</b></li>
<li>da <em>1 a 3 anni </em>= 35-40 % delle energie totali, di cui <b>EPA-DHA 250 mg</b></li>
<li>da <em>4 a 17 anni </em>= 20-35 % delle energie totali, di cui <b>EPA-DHA 250 mg</b></li>
</ul>
<p>Dai 6 mesi ai 2 anni è richiesto un apporto <u>aggiuntivo</u> di DHA di 100 mg</p>
<h2><span style="color: #737373; font-size: 20pt;">Perché il DHA è così importante?</span></h2>
<blockquote><p>Si tratta di un <b>lipide essenziale</b><b>per le funzioni cerebrali</b> . La sua maggior richiesta inizia nel grembo materno attingendo alle riserve della madre attraverso la placenta per la formazione del tubo neurale che darà origine anche al cervello e alla retina. L’apporto di DHA continua poi nell’infanzia con il latte materno e successivamente con l’alimentazione per supportare la corretta crescita e maturazione del cervello e di tutto il sistema nervoso e i collegamenti sinaptici.</p>
<p>Alcuni studi indicano che <b>i livelli di DHA hanno un ruolo favorevole nello sviluppare le capacità cognitive nei bambini</b> e al contrario bassi livelli di DHA nel cervello animale determinano problemi di apprendimento e di memorizzazione.</p>
<p>Un numero crescente di studi sta supportando sempre più dati che correlano bassi apporti dietetici e <b>bassi livelli di DHA ematico con disturbi da deficit di attenzione e iperattività (ADHD) e dislessia in bambini</b>.</p></blockquote>
<p><div id="attachment_2348" style="width: 424px" class="wp-caption alignright"><img loading="lazy" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-2348" class="size-full wp-image-2348" src="https://www.lipinutragen.it/wp-content/uploads/acidi-grassi-e-olii-da-cucina.jpg" alt="acidi grassi e olii da cucina" width="414" height="382" /><p id="caption-attachment-2348" class="wp-caption-text">Grafico 1 fonte EUFIC</p></div></p>
<p>Le fonti preferenziali di grassi dovranno quindi includere il pesce, la frutta secca in guscio e i semi oleaginosi, gli oli vegetali.</p>
<p>Attualmente il consumo di pesce nei bambini dai 6 ai 10 anni si aggira in media a 1 porzione a settimana mentre dovrebbe raggiungere le 2-4 porzioni.</p>
<p>Per quanto riguarda la frutta secca, i semi e gli oli, bisogna privilegiare quelli maggiormente ricchi di <em>Omega 3</em> a discapito di <em>Omega 6</em> e di grassi saturi (SFA) (Immagine: fonte EUFIC). Evidenziamo la presenza di nuove formulazioni di oli polinsaturi da usare a crudo, appositamente composti da miscele di olio di canapa e di lino, da olio di girasole altoleico e olio di sesamo, da olio di lino e olio di girasole altoleico e da olio di canapa, lino, sesamo e girasole altoleico.</p>
<p>Una tipologia di grassi tipicamente in eccesso nella dieta occidentale è quella dei SFA che dovrebbe restare al di sotto del 10% delle calorie totali mentre i grassi trans (TFA) industriali dovrebbero essere praticamente assenti. Entrambe queste categorie di grassi però abbondano nei cibi da fast-food e in molti alimenti industriali quali merendine, gelati, prodotti da forno e biscotteria.</p>
<p>La riluttanza verso l’olio di palma raffinato riguarda, oltre alla deforestazione selvaggia per far posto alle coltivazioni, anche la sua composizione con il 50% circa di SFA. I cibi animali ricchi di SFA sono notoriamente la carne rossa (manzo, agnello e maiale), i prodotti lattiero-caseari grassi (burro, formaggi, panna, latte intero). Per conoscere più esattamente la condizione delle membrane in relazione alle varie classi di grassi, risulta particolarmente interessante l’indagine molecolare eseguita a livello delle membrane dei globuli rossi. In questo modo si può valutare l’eventuale carenza di <em>Omega 3</em> e il loro rapporto con gli <em>Omega 6</em>, cosi come gli eccessi di SFA e la presenza di TFA.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><b>INDICAZIONI DELLA SOCIETA’ AMERICANA DI PEDIATRIA</b></p>
<ul>
<li>Limitare il consumo di bevande zuccherate</li>
<li>Incoraggiare sin da piccoli il consumo quotidiano di verdura e di frutta (5 porzioni al giorno).</li>
<li>Preparare regolarmente pesce (2-4 volte a settimana) evitando quello venduto già fritto*</li>
<li>Consumare i cereali e i loro derivati di tipo integrale*</li>
<li>Non consentire l’uso di video (TV, computer, tablet, ecc.) prima dei 2 anni di età e successivamente limitarle a un massimo di 2 ore al giorno</li>
<li>Fare colazione tutte le mattine</li>
<li>Limitare i pasti fuori casa e in particolare ai fast-food</li>
<li>Incoraggiare i pasti a casa e con genitori e figli insieme</li>
<li>Non esagerare con le quantità seguendo le porzioni previste.</li>
<li>Quando possibile, adottare l’allattamento al seno esclusivo fino al 6° mese. Mantenerlo anche dopo l’introduzione di cibi solidi fino a 12 mesi e oltre</li>
<li>Fare attività fisica regolarmente</li>
<li>Limitare i cibi molto calorici</li>
</ul>
<p><em>* Dietary Recommendations for Healthy Children 2014, dell’ American Heart Association</em></p>
<hr class="lpn-sep" />
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-2346" src="https://www.lipinutragen.it/wp-content/uploads/ricetta-lipidomica-crocchette-salmone-patate.jpg" alt="ricetta lipidomica crocchette salmone patate" width="730" height="604" /></p>
<hr class="lpn-sep" />
<p><strong class="credits-label">Bibliografia:</strong></span><br />
<span style="font-size: 12pt;">(1) World Health Organization; UNICEF; UN System Standing Committee on Nutrition (2006). WHO, UNICEF, and SCN informal consultation on community-based management of severe malnutrition in children – SCN Nutrition Policy Paper No. 21. Available at: http://www.who.int/child_adolescent_health/documents/fnb_v27n3_suppl/en/index.html <a href="http://www.epicentro.iss.it/okkioallasalute/">http://www.epicentro.iss.it/okkioallasalute/</a><br />
(2) Sarah E. Barlow. Expert Committee Recommendations Regarding the Prevention, Assessment, and Treatment of Child and Adolescent Overweight and Obesity: Summary Report. 2007 Dec;120 Suppl 4:S164-92<br />
(3) LARN IV Revisione. Livelli di Assunzione di Riferimento di Nutrienti ed energia. 2014</span></p>
<hr class="lpn-sep" />
<p><strong class="credits-label">Articolo a cura di</strong><br />
<span style="font-size: 12pt;"> <em>Dr. Francesco Bonucci &#8211; Biologo Nutrizionista</em></span></p>
<p><span style="font-size: 12pt;"><em>I consigli alimentari presenti nell’articolo non sono da intendersi sostitutivi di un piano alimentare personalizzato e sono da adattare ai casi specifici.</em></span></div>
			</div>
			</div>
				
				
				
				
			</div>
				
				
			</div>
<p>L'articolo "<a href="https://www.lipinutragen.it/nutrizione-molecolare-in-pediatria/">Nutrizione Molecolare in Pediatria</a>" è online sul blog di <a href="https://www.lipinutragen.it">Lipinutragen</a></p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.lipinutragen.it/nutrizione-molecolare-in-pediatria/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>La Dieta Lipidomica</title>
		<link>https://www.lipinutragen.it/la-dieta-lipidomica/</link>
					<comments>https://www.lipinutragen.it/la-dieta-lipidomica/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lipinutragen]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 19 Jan 2016 10:56:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Metabolismo e nutrizione]]></category>
		<category><![CDATA[Salute e nutrizione molecolare]]></category>
		<category><![CDATA[acido grasso]]></category>
		<category><![CDATA[antiossidanti]]></category>
		<category><![CDATA[dieta lipidomica]]></category>
		<category><![CDATA[grassi saturi]]></category>
		<category><![CDATA[parametri molecolari]]></category>
		<category><![CDATA[profilo lipidomico]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.lipinutragen.it/?p=2310</guid>

					<description><![CDATA[<p>L'articolo "<a href="https://www.lipinutragen.it/la-dieta-lipidomica/">La Dieta Lipidomica</a>" è online sul blog di <a href="https://www.lipinutragen.it">Lipinutragen</a></p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div class="et_pb_section et_pb_section_2 et_section_regular" >
				
				
				
				
				
				
				<div class="et_pb_row et_pb_row_2">
				<div class="et_pb_column et_pb_column_4_4 et_pb_column_2  et_pb_css_mix_blend_mode_passthrough et-last-child">
				
				
				
				
				<div class="et_pb_module et_pb_text et_pb_text_2  et_pb_text_align_left et_pb_bg_layout_light">
				
				
				
				
				<div class="et_pb_text_inner"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-5268 alignnone" src="https://www.lipinutragen.it/wp-content/uploads/Nutri-lipidomica-testata.png" alt="Nutri-lipidomica-testata" width="700" height="89" /></p>
<h2><span style="color: #737373; font-size: 20pt;">La Dieta Lipidomica</span></h2>
<p>L’alimentazione moderna dei paesi più industrializzati è purtroppo pervasa da squilibri nutrizionali conseguenti ad errori alimentari tra i quali ricordiamo: un consumo eccessivo di carboidrati raffinati, di zuccheri semplici e di prodotti industriali ricchi di grassi di cattiva qualità (‘junk food’), l’assunzione dannosa di alcol, un consumo non adeguato di frutta e verdura, di cereali integrali e di pesce.</p>
<p><b>Le linee guida alimentari </b>statunitensi &#8211; nell’ultima revisione del 2015 (<em>Dietary Guidelines for Americans, 2015</em>) &#8211; tra le varie indicazioni, individuano alcuni elementi critici per la salute e di cui andrebbe ridotto il consumo: cibi con zuccheri aggiunti, grassi saturi e sodio. In particolare, viene indicato di <b>sostituire gli eccessi di grassi saturi con grassi mono e polinsaturi </b>non con i carboidrati, come avveniva invece in precedenza.</p>
<p>Un tempo considerati semplicemente come depositi di energia corporea e per le proprietà di isolamento termico, i lipidi nel corpo umano hanno moltissime altre funzioni, tra le quali ricordiamo:</p>
<ul>
<li>sono parte fondamentale delle membrane cellulari;</li>
<li>fungono da mediatori chimici e da regolatori dell’espressione del DNA.</li>
</ul>
<p>Questi ed altri ruoli complessi che i lipidi svolgono a livello cellulare sono emersi grazie al crescente numero di evidenze raccolte dal mondo della ricerca negli ultimi decenni, dando così origine alla Lipidomica, una visione dinamica e multidisciplinare di questa classe di molecole. <em>(Ferreri &amp; Chatgilialoglu, 2012).</em><span id="more-2310"></span></p>
<blockquote><p><em>Vedendo ormai superato il concetto di dieta Low Fat, </em><b><em>i grassi vanno inclusi nei regimi dietetic</em></b><em>i (fino al 35% delle calorie totali) sia per la prevenzione che per il dimagrimento &#8211; <u>con un importante distinzione tra le diverse sottoclassi di lipidi e delle relative fonti alimentari.</u></em></p></blockquote>
<h2><span style="color: #737373; font-size: 20pt;">Cosa è e a cosa serve</span></h2>
<p>Vista l’importanza di cibarsi di alimenti che contengano le diverse categorie di grassi e nelle giuste proporzioni, risulta utile adottare un approccio dietetico innovativo per l’elaborazione di diete bilanciate.</p>
<p>Le giuste proporzioni si cercano di ottenere seguendo le linee guida redatte per la popolazione in generale e che hanno come base la Dieta Mediterranea, ma meglio ancora sarebbe una personalizzazione ad hoc attraverso l’esecuzione di un indagine molecolare fatta sull’individuo.</p>
<p>E’ questo il caso della <b>dieta lipidomica</b>, che definisce l’intervento nutrizionale sulla base dei risultati di un check-up eseguito a livello degli acidi grassi delle membrane dei globuli rossi. L’obiettivo è quello di ottenere un riequilibrio della membrana cellulare – unitamente al benessere della persona &#8211; attraverso una specifica ripartizione dietetica degli acidi grassi e di altri nutrienti, per un corretto intervento nutrizionale.</p>
<h2><span style="color: #737373; font-size: 20pt;">Per chi e come</span></h2>
<p>La dieta lipidomica è adatta a diverse esigenze e tipologie di persone:</p>
<ul>
<li>Chi vuole dimagrire in modo sano</li>
<li>Chi vuole fare prevenzione</li>
<li>Donna in gravidanza, dopo un parto o durante l’allattamento</li>
<li>Lo sportivo</li>
<li>Chi è affetto da patologie che possono giovarsi di un miglior equilibrio cellulare</li>
<li>Chi desidera migliorare il proprio stato di salute generale</li>
</ul>
<p>Chi presenta una serie di disturbi non meglio diagnosticato</p>
<p>L’iter da seguire è molto semplice:</p>
<p>1) Si effettua l’esame lipidomico <strong>su <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Membrana_cellulare" target="_blank" rel="noopener noreferrer">membrana cellulare</a> di globulo rosso maturo </strong>per avere importanti informazioni necessarie ad eseguire una completa valutazione dello stato nutrizionale di una persona, individuandone il profilo lipidomico, eventuali carenze e/o squilibri di acidi grassi essenziali, oltre ad informazioni</p>
<p>indirette su metabolismo e vie metaboliche ad essi correlate.</p>
<p>2) Il software LipidomicDiet®, sviluppato con la collaborazione dei ricercatori CNR, è l’unico software al mondo che permette l’elaborazione computerizzata della Dieta Lipidoica, contiene gli algoritmi di calcolo per l’elaborazione del piano alimentare lipidomico sulla base del referto dell’<strong><a href="https://www.lipinutragen.it/cosa-facciamo/analisi-lipidomica/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">analisi lipidomica</a></strong> di un soggetto.</p>
<blockquote><p><b>Macronutrienti.</b> Per il calcolo delle calorie e la ripartizione tra lipidi, protidi e carboidrati, non vengono date indicazioni rigide; il singolo professionista – qualificato per poter stilare diete &#8211; può impostare il fabbisogno calorico valutato con i metodi a lui più congeniali (analisi bio-impedenziometrica, equazioni validate, ecc.).</p>
<p><b>Lipidi.</b> Per il fabbisogno delle varie classi di lipidi vengono indicati dei target minimi o massimi da raggiungere con l’alimentazione. Questo è particolarmente importante <b>per gli acidi grassi essenziali omega 3 e omega 6, spesso carenti o sbilanciati oppure per i grassi saturi, facilmente in eccesso.</b><br />
Attualmente le linee guida italiane (LARN) forniscono degli intervalli minimi e massimi per questi macronutrienti, ma non danno dei target specifici e individuali. LipidomicDiet® si pone l’obiettivo di ricavare dei valori specifici per ogni classe di acido grasso ponendosi come strumento nelle mani del nutrizionista per definire più nel dettaglio i fabbisogni individuali.</p>
<p><b>Carboidrati.</b> La loro determinazione quali-quantitativa è condizionata dagli esiti del profilo lipidomico. Il metabolismo dei carboidrati è infatti biochimicamente legato a quello dei lipidi ed è pertanto estremamente importante assicurare che l&#8217;apporto di carboidrati rispetti la capacità individuale di metabolizzare questo gruppo di macronutrienti a livello cellulare. Diventa a questo punto importante la scelta dei carboidrati in base al loro indice glicemico (IG) e carico glicemico (CG).</p>
<p>Indice e Carico Glicemico esprimono la risposta glicemica ai pasti rispetto a determinati alimenti. Nella stesura della dieta lipidomica viene data particolare importanza a questo aspetto, per tenere una risposta insulinica post-prandiale bassa al fine di non sovra esprimere i sistemi cellulari che in ultima istanza portano alla generazione di nuovi acidi grassi saturi e di trigliceridi. Questo aspetto viene tenuto in considerazione anche nella proposta degli spuntini. Per un ridotto impatto glicemico e per il miglior profilo nutrizionale, i carboidrati amidacei ai pasti dovranno pertanto essere preferibilmente di tipo integrale e accompagnati da una buona presenza di verdura cruda e cotta.</p>
<p><b>Proteine.</b> Viene data particolare importanza alle proteine del pesce e a quelle del mondo vegetale. I cibi proteici possono essere consumati come condimento di un primo piatto o come seconda pietanza. Tra le carni vengono preferite quelle a ridotto contenuto di grassi saturi come ad esempio le carni bianche. Tra i prodotti della pesca, si prediligono i pesci ricchi di omega 3 e quelli di piccola taglia.</p></blockquote>
<p>Altre utili indicazioni riguardano:</p>
<p>Verdura. Prevista ad ogni pasto sia cruda che cotta, variandone la tipologia seguendo la stagionalità. Ruolo molto importante per l’apporto di micronutrienti (cofattori enzimatici, antiossidanti) e di fibra solubile ed insolubile. Frutta fresca. Normalmente prevista a colazione e negli spuntini (ove previsti).</p>
<p><b>Frutta secca.</b> Importante fonte di acidi grassi insaturi di origine vegetale e in alcuni casi di omega 3 è la frutta secca, che presenta profili lipidici caratteristici a seconda del tipo.</p>
<p><em>La scelta dietetica dovrà essere coerente con le reali necessità individuali</em>.</p>
<p><b>Antiossidanti.</b> Altro elemento chiave è la presenza nella dieta di antiossidanti, che dovranno essere sempre inclusi per contrastare fenomeni di ossidazione lipidica e l’eventuale eccessi di trans assunti con gli alimenti o prodotti dal nostro organismo.</p>
<p>Frequenze. La frequenza settimanale delle principali classi di alimenti è legata alla loro componente lipidica o al loro effetto sul metabolismo, in rapporto al quadro anamnestico e al referto lipidomico. Le bevande alcoliche vengono spesso escluse o limitate, per le loro interazioni a livello epatico, cuore dei processi di mobilizzazione/trasformazione lipidica</p>
<p><b>Condimenti.</b> La scelta migliore è quella che valuta qualità e quantità di olio da utilizzare. Essendo ricco di acidi grassi mono e polinsaturi, esso può avere funzioni nutraceutiche importanti. E’ sempre importante che grassi e gli oli siano di qualità, ottenuti da spremitura a freddo e non sottoposti a processi di idrogenazione . La scelta di base è rappresentato <b>dall’olio extravergine d’oliva,</b> che contiene circa il 75% di acido oleico (monoinsaturo) polifenoli, la vitamina E ed altri derivati lipidici.</p>
<p>Altro prodotto principe, ma la cui introduzione e frequenza dipende dall’equilibrio di membrana emerso è <b>l’olio di lino</b>, fonte impareggiabile di un omega 3 essenziale, l’acido alfa linolenico (ALA). Altre tipologie di oli vengono introdotti con minor frequenza a causa del loro alto rapporto omega 6/omega 3, che nella dieta occidentale moderna (e nelle membrane cellulari) risulta di frequente sbilanciato a favore dei primi.</p>
<hr class="lpn-sep" />
<p>&nbsp;</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-2313" src="https://www.lipinutragen.it/wp-content/uploads/ricetta-lipidomica-zuppa-e-lenticchie-di-broccoli.jpg" alt="ricetta lipidomica" width="730" height="532" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<hr class="lpn-sep" />
<p><span style="color: #737373;"><span style=" font-size: 12pt;">Bibliografia</span></span><br />
<span style="font-size: 12pt;">(1) US Department of Health and Human Services; US Department of Agriculture. 2015-2020 Dietary Guidelines for Americans. 8th ed. Washington, DC: US Dept of Health and Human Services; December 2015. http://www.health.gov/DietaryGuidelines. Accessed December 16, 2015<br />
(2) Ferreri C, Chatgilialoglu C. Role of fatty acid-based functional lipidomics in the development of molecular diagnostic tools. Expert Rev Mol Diagn. 2012 Sep;12(7):767-80. doi: 10.1586/erm.12.73<br />
(3) LARN IV Revisione. Livelli di Assunzione di Riferimento di Nutrienti ed energia. 2014</span></p>
<hr class="lpn-sep" />
<p><span style="color: #737373;"><span style=" font-size: 12pt;">Articolo a cura di:</span></span><br />
<span style=" font-size: 12pt;"> <em>Dr. Francesco Bonucci &#8211; Biologo Nutrizionista</em></span></p>
<p><span style=" font-size: 12pt;"><em>I consigli alimentari presenti nell’articolo non sono da intendersi sostitutivi di un piano alimentare personalizzato e sono da adattare ai casi specifici.</em></span></div>
			</div>
			</div>
				
				
				
				
			</div>
				
				
			</div>
<p>L'articolo "<a href="https://www.lipinutragen.it/la-dieta-lipidomica/">La Dieta Lipidomica</a>" è online sul blog di <a href="https://www.lipinutragen.it">Lipinutragen</a></p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.lipinutragen.it/la-dieta-lipidomica/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Gravidanza e allattamento</title>
		<link>https://www.lipinutragen.it/gravidanza-e-allattamento/</link>
					<comments>https://www.lipinutragen.it/gravidanza-e-allattamento/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lipinutragen]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 28 Dec 2015 13:56:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Salute e nutrizione molecolare]]></category>
		<category><![CDATA[Stile di vita e prevenzione]]></category>
		<category><![CDATA[acido grasso]]></category>
		<category><![CDATA[allattamento]]></category>
		<category><![CDATA[antiossidanti]]></category>
		<category><![CDATA[grassi saturi]]></category>
		<category><![CDATA[gravidanza]]></category>
		<category><![CDATA[omega3]]></category>
		<category><![CDATA[parametri molecolari]]></category>
		<category><![CDATA[PUFA]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.lipinutragen.it/?p=2269</guid>

					<description><![CDATA[<p>L'articolo "<a href="https://www.lipinutragen.it/gravidanza-e-allattamento/">Gravidanza e allattamento</a>" è online sul blog di <a href="https://www.lipinutragen.it">Lipinutragen</a></p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div class="et_pb_section et_pb_section_3 et_section_regular" >
				
				
				
				
				
				
				<div class="et_pb_row et_pb_row_3">
				<div class="et_pb_column et_pb_column_4_4 et_pb_column_3  et_pb_css_mix_blend_mode_passthrough et-last-child">
				
				
				
				
				<div class="et_pb_module et_pb_text et_pb_text_3  et_pb_text_align_left et_pb_bg_layout_light">
				
				
				
				
				<div class="et_pb_text_inner"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-5268 alignnone" src="https://www.lipinutragen.it/wp-content/uploads/Nutri-lipidomica-testata.png" alt="Nutri-lipidomica-testata" width="700" height="89" /></p>
<h2><span style="color: #737373; font-size: 20pt;">Gravidanza e allattamento</span></h2>
<p>Ogni giorno le nostre cellule necessitano di nutrienti per svolgere le loro funzioni peculiari e per il loro ricambio, a seconda della specifica fase della vita in cui si trovano.<br />
Condizioni fisiologiche quali la gravidanza e l’allattamento richiedono fabbisogni nutrizionali particolari.<br />
<b>Nella gravidanza si genera un nuovo individuo, costituito da miliardi di nuove cellule</b> (34 mila miliardi &#8211; Bianconi et al., 2014), differenziate a seconda delle diverse centinaia di funzioni che sono chiamate a svolgere. Il periodo post-natale poi, è caratterizzato da un importante incremento ponderale che vede in media il raddoppiare del peso alla nascita entro il quinto mese circa.<br />
L’incremento dei fabbisogni nutrizionali nelle gestanti (FAO/WHO/UNU, 2004) in kcal/die viene suddiviso e raggruppato per trimestri:</p>
<ul style="list-style-type: square;">
<li>+70 kcal/die nel I trimestre,</li>
<li>+266 kcal/die nel II trimestre</li>
<li>+ 496 kcal/die nel III trimestre.</li>
</ul>
<p>Nell’allattamento invece, abbiamo un incremento di fabbisogni della madre, stimato in circa <b>500 kcal/die</b>, nel caso il latte materno sia l’unica fonte alimentare per il bambino.</p>
<blockquote><p>Questa attenzione alla dieta dovrà riguardare il contenuto di vitamine e minerali negli alimenti ma anche le diverse tipologie di <b>acidi grassi,</b><b>saturi (SFA), monoinsaturi (MUFA) e polinsaturi (PUFA)</b>, scegliendo con cura le fonti alimentari di questi macronutrienti.</p></blockquote>
<h2><span style="color: #737373; font-size: 20pt;">Le linee guida</span></h2>
<p>Consigliano di <b>tenere basse le assunzioni di acidi grassi saturi</b>, di <b>escludere i grassi trans</b> e di assumere PUFA con particolare attenzione a quelli a lunga catena omega-3, che derivano dagli acidi grassi essenziali (EFA) e quindi legati esclusivamente a fonti alimentari.</p>
<p>In gravidanza e allattamento, i livelli adeguati di assunzione (<em>LARN IV revisione, 2014</em>) per gli omega-3 EPA e DHA, che nell’adulto sono di 250 mg/die, vedono <b>un incremento di 100 mg</b>, indicato però per il solo <b>DHA</b>.</p>
<p><b>EPA e DHA</b> sono elementi fondamentali costitutivi delle membrane cellulari; essi, inoltre, <b>rivestono un ruolo primario &#8211; nel feto e nel bambino fino a due anni di vita </b>&#8211; <b>nello sviluppo del tessuto</b> <b>nervoso e della retina e</b> <b>quindi delle corrette funzioni cognitive e acuità visiva</b>.</p>
<blockquote><p><b><em>Attenzione!<br />
L’integrazione di omega-3 durante la gravidanza è opportuna quando PERSONALIZZATA; quando cioè si conosce lo stato di salute delle cellule della madre e le reali carenze e necessità.</em></b></p></blockquote>
<h2><span style="color: #737373; font-size: 20pt;">L&#8217;alimentazione</span></h2>
<p>Anzitutto è molto importante prepararsi alla gravidanza cercando di avere il proprio peso corporeo nei valori definiti normali: <b>Indice di Massa Corporea tra 18,5 e 25 kg/m<sup>2</sup>.</b></p>
<p>Distribuire le assunzioni di cibo durante l’arco della giornata, evitando di saltare dei pasti o di farne di particolarmente abbondanti, soprattutto la sera. E’ consigliabile non fare pasti dissociati ma cercare di includere carboidrati complessi, proteine, lipidi in ogni pasto.</p>
<p>I carboidrati complessi, <b>meglio se costituiti da cereali o prodotti integrali e di origine controllata</b> (ad esempio da agricoltura biologica).</p>
<p><b>Limitare l’impiego di zuccheri semplici</b> e se possibile escludere lo zucchero raffinato (bianco o integrale) preferendo il miele.</p>
<p>Ridurre per quanto possibile i prodotti da forno (biscotti, cracker, ecc.) e scegliere quelli con farine integrali, con olio extravergine di oliva e, nel caso, dolcificati con miele, succhi di frutta o frutta disidratata.</p>
<p>Un no deciso a merendine e cibi industriali con <b>liste di ingredienti lunghe e “incomprensibili”.</b></p>
<p>Verdure crude e/o cotte ad ogni pasto, <b>seguendo la stagionalità</b> e il gusto personale. Per la colazione si può optare per centrifugati/estratti di frutta e verdura.</p>
<blockquote><p>Scegliere proteine da fonti animali e vegetali facendo <b>attenzione a quale tipo di grasso</b> accompagna le diverse fonti. Per questo motivo i <b><u>prodotti ittici sono tra i migliori candidati, con frequenze dalle 2 alle 4 volte a settimana</u></b>. Prediligere pesci pescati (non da allevamento) e di piccola taglia, includendo anche il pesce azzurro (sgombro, sarde, ecc.). Evitare pesce spada, smeriglio e tonno per la probabile contaminazione con metalli inquinanti.</p></blockquote>
<p>Legumi e cereali integrali consumati insieme, completano il profilo aminoacidico e possono essere considerati una buona fonte proteica. Si possono accompagnare con frutta secca che rappresenta una fonte di proteine e di grassi polinsaturi, come ad esempio noci, nocciole, semi di chia.</p>
<p>Come condimento <b>l’olio extravergine di oliva</b> non ha controindicazioni (a meno di specifiche allergie). Spuntini con frutta fresca di stagione. Idratazione: 1,5 &#8211; 2 litri d’acqua o tisane distribuite durante l’arco della giornata.<br />
Per <b>le mamme che allattano</b>, almeno un bicchiere d’acqua ad ogni pasto e ad ogni poppata. Sconsigliati: alcolici, bevande con zuccheri aggiunti (bibite gassate e non).</p>
<p>(<em>I consigli alimentari presenti nell’articolo non sono da intendersi sostitutivi di un piano alimentare personalizzato e sono da adattare ai casi specifici)</em></p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-2274" src="https://www.lipinutragen.it/wp-content/uploads/ricetta-lipidomica-natale.jpg" alt="ricetta lipidomica natale" width="730" height="569" /></p>
<hr class="lpn-sep" />
<p><strong class="credits-label">Bibliografia:</strong></span><br />
<span style="font-size: 12pt;">(1) <em>Bianconi, E.,</em> et al (2014). An estimation of the number of cells in the human body. Annals of Human Biology, 40(6), 463–71<br />
(2) Food and Agricultural Organization: World Health Organization: United Nations University Expert consultation. Report on human energy requirements. Rome; <em>FAO, 2004</em><br />
(3) <em>Geppert, J et al.</em> (2008). Co-supplementation of healthy women with fish oil and evening primrose oil increases plasma docosahexaenoic acid, gamma-linolenic acid and dihomo-gamma-linolenic acid levels without reducing arachidonic acid concentrations. The British Journal of Nutrition, 99(2), 360–9</span></p>
<hr class="lpn-sep" />
<p><strong class="credits-label">Articolo a cura di</strong><br />
<span style="font-size: 12pt;"> <em>Dr. Francesco Bonucci &#8211; Biologo Nutrizionista</em></span></p>
<p><span style="font-size: 12pt;"><em>I consigli alimentari presenti nell’articolo non sono da intendersi sostitutivi di un piano alimentare personalizzato e sono da adattare ai casi specifici.</em></span></p>
<hr class="lpn-sep" /></div>
			</div>
			</div>
				
				
				
				
			</div>
				
				
			</div>
<p>L'articolo "<a href="https://www.lipinutragen.it/gravidanza-e-allattamento/">Gravidanza e allattamento</a>" è online sul blog di <a href="https://www.lipinutragen.it">Lipinutragen</a></p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.lipinutragen.it/gravidanza-e-allattamento/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>La Magia Della Lipidomica</title>
		<link>https://www.lipinutragen.it/la-magia-della-lipidomica/</link>
					<comments>https://www.lipinutragen.it/la-magia-della-lipidomica/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lipinutragen]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 17 Dec 2015 10:48:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Membrana cellulare]]></category>
		<category><![CDATA[Ultime da Lipinutragen]]></category>
		<category><![CDATA[acido grasso]]></category>
		<category><![CDATA[antiossidanti]]></category>
		<category><![CDATA[dieta mediterranea]]></category>
		<category><![CDATA[difese immunitarie]]></category>
		<category><![CDATA[grassi saturi]]></category>
		<category><![CDATA[infiammazioni]]></category>
		<category><![CDATA[lipidomica]]></category>
		<category><![CDATA[parametri molecolari]]></category>
		<category><![CDATA[profilo lipidomico]]></category>
		<category><![CDATA[radicali liberi]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.lipinutragen.it/?p=2258</guid>

					<description><![CDATA[<p>L'articolo "<a href="https://www.lipinutragen.it/la-magia-della-lipidomica/">La Magia Della Lipidomica</a>" è online sul blog di <a href="https://www.lipinutragen.it">Lipinutragen</a></p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div class="et_pb_section et_pb_section_4 et_section_regular" >
				
				
				
				
				
				
				<div class="et_pb_row et_pb_row_4">
				<div class="et_pb_column et_pb_column_4_4 et_pb_column_4  et_pb_css_mix_blend_mode_passthrough et-last-child">
				
				
				
				
				<div class="et_pb_module et_pb_text et_pb_text_4  et_pb_text_align_left et_pb_bg_layout_light">
				
				
				
				
				<div class="et_pb_text_inner">&#8211; TGR Leonardo del 15/12/2015 &#8211;</p>
<h2><span style="color: #737373; font-size: 20pt;">La Magia Della Lipidomica</span></h2>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-2259" src="https://www.lipinutragen.it/wp-content/uploads/leonardo.jpg" alt="TG Leonardo" width="617" height="418" /></p>
<p>La salute parte dalle cellule.<span id="more-2258"></span></p>
<p>Quando sembra di aver scoperto non proprio tutto ma tanto, ecco aprirsi nuove e inaspettate strade […]<br />
[…] studiare la<strong> <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Membrana_cellulare" target="_blank" rel="noopener noreferrer">membrana cellulare</a></strong> fa comprendere il rapporto fra alcuni disturbi e l&#8217;alimentazione.</p>
<p style="text-align: center;"><iframe loading="lazy" src="https://www.youtube.com/embed/kc3EBTGPqlU?rel=0&amp;controls=0" width="640" height="360" frameborder="0" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe></p>
<p><em>Attenzione: il nome corretto della ricercatrice intervistata è dr.ssa Carla Ferreri</em><br />
<em>Primo Ricercatore CNR &#8211; Bologna</em></p>
<p><strong>Fonte:</strong></p>
<p><a href="http://www.rai.tv/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-5e19b99a-15e6-478d-8767-8640d4ba7d0f-tgr.html#p=0" target="_blank" rel="noopener noreferrer">La magia della lipidomica &#8211; TGR Leonardo del 15/12/2015</a></div>
			</div>
			</div>
				
				
				
				
			</div>
				
				
			</div>
<p>L'articolo "<a href="https://www.lipinutragen.it/la-magia-della-lipidomica/">La Magia Della Lipidomica</a>" è online sul blog di <a href="https://www.lipinutragen.it">Lipinutragen</a></p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.lipinutragen.it/la-magia-della-lipidomica/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Stanchezza e disturbi umore: un aiuto dalla LIPIDOMICA</title>
		<link>https://www.lipinutragen.it/stanchezza-e-disturbi-umore-un-aiuto-dalla-lipidomica/</link>
					<comments>https://www.lipinutragen.it/stanchezza-e-disturbi-umore-un-aiuto-dalla-lipidomica/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lipinutragen]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 18 May 2015 08:10:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Omega-3 e omega-6]]></category>
		<category><![CDATA[Salute e nutrizione molecolare]]></category>
		<category><![CDATA[antiossidanti]]></category>
		<category><![CDATA[infiammazioni]]></category>
		<category><![CDATA[omega3]]></category>
		<category><![CDATA[parametri molecolari]]></category>
		<category><![CDATA[PUFA]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.lipinutragen.it/?p=1632</guid>

					<description><![CDATA[<p>L'articolo "<a href="https://www.lipinutragen.it/stanchezza-e-disturbi-umore-un-aiuto-dalla-lipidomica/">Stanchezza e disturbi umore: un aiuto dalla LIPIDOMICA</a>" è online sul blog di <a href="https://www.lipinutragen.it">Lipinutragen</a></p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div class="et_pb_section et_pb_section_5 et_section_regular" >
				
				
				
				
				
				
				<div class="et_pb_row et_pb_row_5">
				<div class="et_pb_column et_pb_column_4_4 et_pb_column_5  et_pb_css_mix_blend_mode_passthrough et-last-child">
				
				
				
				
				<div class="et_pb_module et_pb_text et_pb_text_5  et_pb_text_align_left et_pb_bg_layout_light">
				
				
				
				
				<div class="et_pb_text_inner"><p>&nbsp;</p>
<p>Tra i temi proposti dall&#8217;Expo 2015, dedicato a “<em>Nutrire il pianeta, energia per la vita</em>”, è la prevenzione delle malattie sociali dell’età moderna (obesità, patologie cardiovascolari, tumori, epidemie, sindromi da stress) in gran parte legate ad abitudini alimentari non corrette e a frenetici ritmi di vita.</p>
<p>Tipica <b>sindrome da stress è la stanchezza, fisica e mentale</b>, che si accompagna a <b>debolezza immunitaria</b> (vulnerabilità alle piccole infezioni e ai malanni stagionali), a <b>difficoltà di concentrazione, </b><b> a disturbi umore</b> (irritabilità o apatia/malinconia).</p>
<p><b>Disturbi umore</b>: le cause dei disturbi dell’umore sono tra le più svariate, da quelle fisiologiche (metereopatia, cambiamenti ormonali, affaticamento da studio o da lavoro, ecc.), a quelle collegate a vere e proprie patologie (disturbi psichiatrici, malattie polmonari, cardiovascolari, cancro) o indotte come effetti collaterali in seguito all’ uso di farmaci.</p>
<p>Nell’uomo l’ aumentato rischio di sviluppare disturbi dell&#8217;umore, e<b> stati d’ansia</b>. è stato <b>associato ad una <b>dieta carente di acidi grassi Omega-3<sup>[1,2]</sup>. </b></b></p>
<p><b>I PUFA Omega-3, </b><b>eicosapentaenoico </b>(<b>EPA</b> C20:5)e il<b> docosaesaenoico </b>(<b>DHA</b> C22:6),<b> <b>regolano la produzione di neurotrasmettitori (</b></b>dopamina e serotonina), <b>favorendo l&#8217;equilibrio dell&#8217;umore, la calma e la coordinazione</b>.</p>
<p>Gli <em>n</em>-3 sono fondamentali per il <u>corretto svolgimento della funzione cognitiva</u>,e riducono il rischio di malattie croniche e infiammatorie (patologie cardiache, artrite, cancro, ecc.).</p>
<p>Il DHA favorisce altresì la riduzione della infiammazione, spesso di tipo subclinico che si manifesta attraverso <b>disturbi dello stato emotivo della persona. </b></p>
<p><b>Nei bambini</b> in particolare si osservano<b> momenti fisiologici di instabilità, difficoltà di concentrazione, calo improvviso del rendimento scolastico, ipersonnia o insonnia. </b></p>
<p>Astenia, faticabilità, inappetenza, una continua stanchezza in mancanza di attività fisica, sono sintomi di una situazione di stress.</p>
<p>Recenti studi ribadiscono l’importanza di alcuni nutrienti in grado, insieme agli <b>Omega-3</b>, di ridurlo, regolando comportamento e benessere. Magnesio e potassio, per esempio, sono essenziali per la contrazione muscolare e la conduzione degli stimoli nervosi. Se associati alle vitamine del gruppo B e alla vitamina C, coadiuvano l’attività del sistema nervoso e a rendere più efficace il metabolismo energetico.</p>
<p>D’altro canto, gli Omega-3 con le vitamine liposolubili (E, A, K) garantiscono un adeguato sistema antiossidante contro i radicali liberi in eccesso prodotti dallo stress ossidativo.</p>
<hr class="lpn-sep" />
<h2><span style="color: #737373; font-size: 20pt;">Cancro al seno:</span></h2>
<h3><em><span style="color: #a56b39; font-size: 18pt;">contro la stanchezza gli <em>omega-</em> 3 aiutano</span></em></h3>
<p>Il consiglio arriva da uno studio del la dott. <b>Rachel Ballard Barbash</b> del National Cancer Institute statunitense <em>(</em><em>J. Clinical Oncology.</em> 30(12):1280, 2012). Gli <b>acidi grassi omega 3 </b>aiutano a combattere la <b>stanchezza persistente</b> di cui molte donne soffrono dopo aver terminato le terapie contro il <b>cancro al seno.</b></p>
<h2><span style="color: #737373; font-size: 20pt;">Omega-3 e gravidanza/allattamento</span></h2>
<p>La dr. Kendal-Tackett suggerisce, sia durante la gravidanza che nell’allattamento, una dieta ricca in Omega-3, importanti: 1-nell’ultimo trimestre di gravidanza per lo sviluppo del 70% del sistema nervoso centrale del feto; 2-nell’allattamento, per garantirne il giusto apporto al neonato; 3- per aiutare la puerpera a mitigare la stanchezza e ad evitare la depressione post-partum (articoli da <em>Clinical Lactation</em>, 2012-2015).</p>
<hr class="lpn-sep" />
<p><strong class="credits-label">Bibliografia:</strong><br /><span style="font-size: 9pt;">(1) <a href="https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/?term=Morris+G%5Bauthor%5D" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Morris G</a>, <a href="https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/?term=Berk+M%5Bauthor%5D" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Berk M</a>, <a href="https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/?term=Walder+K%5BAuthor%5D" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Walder K</a>, <a href="https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/?term=Maes+M+%5Bauthor%5D" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Maes M</a> <em>Central pathways causing fatigue in neuro-inflammatory and autoimmune illnesses.</em> <a href="http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/25856766" target="_blank" rel="noopener noreferrer">BMC Med.</a> 6;13:28 (2015)<br />(2) <a href="http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/?term=Shei%20RJ%5BAuthor%5D&amp;cauthor=true&amp;cauthor_uid=25373099" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Shei RJ</a>, <a href="http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/?term=Lindley%20MR%5BAuthor%5D&amp;cauthor=true&amp;cauthor_uid=25373099" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Lindley MR</a>, <a href="http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/?term=Mickleborough%20TD%5BAuthor%5D&amp;cauthor=true&amp;cauthor_uid=25373099" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Mickleborough TD</a>.Omega-3 polyunsaturated fatty acids in the optimization of physical performance. <a href="http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/25373099" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Mil Med.</a>;179(11 Suppl):144-56 (2014)</span></p></div>
			</div>
			</div>
				
				
				
				
			</div>
				
				
			</div>
<p>L'articolo "<a href="https://www.lipinutragen.it/stanchezza-e-disturbi-umore-un-aiuto-dalla-lipidomica/">Stanchezza e disturbi umore: un aiuto dalla LIPIDOMICA</a>" è online sul blog di <a href="https://www.lipinutragen.it">Lipinutragen</a></p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.lipinutragen.it/stanchezza-e-disturbi-umore-un-aiuto-dalla-lipidomica/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>La salute della cellula inizia dall&#8217;antiossidante</title>
		<link>https://www.lipinutragen.it/la-salute-della-cellula-inizia-dallantiossidante/</link>
					<comments>https://www.lipinutragen.it/la-salute-della-cellula-inizia-dallantiossidante/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lipinutragen]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 08 May 2015 10:51:31 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Omega-3 e omega-6]]></category>
		<category><![CDATA[Salute e nutrizione molecolare]]></category>
		<category><![CDATA[antiossidanti]]></category>
		<category><![CDATA[omega3]]></category>
		<category><![CDATA[parametri molecolari]]></category>
		<category><![CDATA[radicali liberi]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.lipinutragen.it/?p=1583</guid>

					<description><![CDATA[<p>L'articolo "<a href="https://www.lipinutragen.it/la-salute-della-cellula-inizia-dallantiossidante/">La salute della cellula inizia dall&#8217;antiossidante</a>" è online sul blog di <a href="https://www.lipinutragen.it">Lipinutragen</a></p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div class="et_pb_section et_pb_section_6 et_section_regular" >
				
				
				
				
				
				
				<div class="et_pb_row et_pb_row_6">
				<div class="et_pb_column et_pb_column_4_4 et_pb_column_6  et_pb_css_mix_blend_mode_passthrough et-last-child">
				
				
				
				
				<div class="et_pb_module et_pb_text et_pb_text_6  et_pb_text_align_left et_pb_bg_layout_light">
				
				
				
				
				<div class="et_pb_text_inner"><p>&nbsp;</p>
<p>Con la lipidomica si riesce ad individuare se sono presenti nelle membrane eritrocitarie degli sbilanciamenti dovuti a stress ossidativo in modo da mitigare questo stato apportando ove possibile cambiamenti allo stile di vita e migliorando le abitudini alimentari, ricorrendo eventualmente ad integratori specifici.<br />L’alimentazione ottimale dovrebbe contenere macro e micro nutrienti nelle giuste quantità ed essere ricca di antiossidanti. Tra queste ultime sostanze rientrano alcune vitamine nonché altri composti classificati come bioattivi (flavonoidi, antocianine, lignani, ecc.).<span id="more-1583"></span></p>
<h2><span style="color: #737373; font-size: 20pt;">Fonti di antiossidanti</span></h2>
<p>Gli alimenti che più ne sono ricchi sono la frutta, la verdura e le bevande di origine vegetale (tè, caffè, succhi, ecc.)</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-1587" src="https://www.lipinutragen.it/wp-content/uploads/tabella-alimenti.jpg" alt="tabella alimenti" width="672" height="397" /></p>
<p>Organismi quali EFSA e USDA sconsigliano o vietano l’utilizzo di presunte proprietà antiossidanti di vari alimenti ottenute con metodiche di laboratorio (ORAC, TEAC, TRAP, ecc.) o ricavate da studi in vitro.<br />In accordo con questa linea, si esclude pertanto l’utilizzo di tabelle e di elenchi di cibi ordinati in base al relativo potere antiossidante a meno che non riguardino studi in vivo. Per le indicazioni fornite ci si è basati su alimenti per i quali esistono validazioni riguardo la loro efficacia antiossidante .</p>
<hr class="lpn-sep" />
<p>&nbsp;</p>
<h2><span style="color: #737373; font-size: 20pt;">Radicali liberi e Antiossidanti</span></h2>
<p>I radicali liberi (RL) sono <b>specie chimiche reattive</b> per la presenza nella loro struttura di elettroni (e<sup>&#8211; </sup>) spaiati, che li rendono altamente instabili. Essi tendono a stabilizzarsi sottraendo gli e<sup>&#8211; </sup>mancanti ad altri atomi o molecole (DNA, lipidi, proteine) con formazione di nuove specie radicaliche, e produzione di danni cellulari di grave entità.</p>
<p>I RL sono prodotti anche nei <b>normali processi fisiologici,</b> (respirazione aerobica, alcuni processi enzimatici, reazioni immunitarie), e possono avere origine esogena, prodotti da inquinamento atmosferico, radiazioni ultraviolette (UV), agenti chimici e stress.</p>
<p><b>A proteggere le biomolecole</b> dall&#8217;attacco dei RL, sono <b>gli antiossidanti </b> (enzimatici e non enzimatici) che reagiscono con i RL impedendone gli effetti dannosi.</p>
<p>L’ eccesso di RL crea uno squilibrio con gli antiossidanti, con conseguente insorgenza di stress ossidativo, responsabile di gravi danni cellulari. Esso è associato a numerose patologie (cardio-circolatorie, diabete, cancro, patologie neurodegenerative), e, non ultimo, a <b>invecchiamento cellulare.</b></p>
<p>Tra i bersagli primari dei RL sono i lipidi polinsaturi (PUFA) che subiscono perossidazione, con gravi danni strutturali e funzionali delle membrane cellulari.</p>
<p>E’ importante che l’organismo disponga di sistemi antiossidanti efficaci che contrastino, meglio se sinergicamente, gli effetti dannosi di una iperproduzione di radicali liberi.</p>
<p>La carenza di antiossidanti non enzimatici va compensata con un’ adeguata supplementazione.</p>
<p><b>La corretta combinazione di anti-ossidanti liposolubili</b> (Vitamina E, Coenzima Q10, Astaxantina, Trans-resveratrolo) <b>e idrosolubili</b> (Vitamina C), garantisce protezione e stabilizzazione delle membrane cellulari (ambiente idrofobico), e nell’ambiente acquoso intra- e intercellulare (a. idrofilico) permette di neutralizzare i RL indotti, ad es. da UV.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-large wp-image-1591" src="https://www.lipinutragen.it/wp-content/uploads/smoothie-antiossidante-700x272.jpg" alt="smoothie antiossidante" width="700" height="272" /></p></div>
			</div>
			</div>
				
				
				
				
			</div>
				
				
			</div>
<p>L'articolo "<a href="https://www.lipinutragen.it/la-salute-della-cellula-inizia-dallantiossidante/">La salute della cellula inizia dall&#8217;antiossidante</a>" è online sul blog di <a href="https://www.lipinutragen.it">Lipinutragen</a></p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.lipinutragen.it/la-salute-della-cellula-inizia-dallantiossidante/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>DGLA – al crocevia di processi pro e anti infammatori</title>
		<link>https://www.lipinutragen.it/dgla-al-crocevia-di-processi-pro-e-anti-infammatori/</link>
					<comments>https://www.lipinutragen.it/dgla-al-crocevia-di-processi-pro-e-anti-infammatori/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lipinutragen]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 20 Feb 2015 14:21:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Omega-3 e omega-6]]></category>
		<category><![CDATA[difese immunitarie]]></category>
		<category><![CDATA[infiammazioni]]></category>
		<category><![CDATA[parametri molecolari]]></category>
		<category><![CDATA[PUFA]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.lipinutragen.it/?p=1183</guid>

					<description><![CDATA[<p>L'articolo "<a href="https://www.lipinutragen.it/dgla-al-crocevia-di-processi-pro-e-anti-infammatori/">DGLA – al crocevia di processi pro e anti infammatori</a>" è online sul blog di <a href="https://www.lipinutragen.it">Lipinutragen</a></p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div class="et_pb_section et_pb_section_7 et_section_regular" >
				
				
				
				
				
				
				<div class="et_pb_row et_pb_row_7">
				<div class="et_pb_column et_pb_column_4_4 et_pb_column_7  et_pb_css_mix_blend_mode_passthrough et-last-child">
				
				
				
				
				<div class="et_pb_module et_pb_text et_pb_text_7  et_pb_text_align_left et_pb_bg_layout_light">
				
				
				
				
				<div class="et_pb_text_inner"><p>&nbsp;</p>
<p>Nelle membrane eritrocitarie, <b>carenza di acido diomogamma-linolenico (DGLA) ed eccessi di arachidonico (AA)</b> sono situazioni correlate con infiammazione silente e scarsa modulazione immunitaria.</p>
<p>L’incidenza riscontrata &#8211; sulla base delle analisi FatPharmacy del 2014 &#8211; è stata di uno su tre per la carenza di DGLA e di quasi uno su due per l’eccesso di AA.<span id="more-1183"></span></p>
<p><div id="attachment_1187" style="width: 480px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-1187" class="wp-image-1187 size-full" src="https://www.lipinutragen.it/wp-content/uploads/Acido-acidodiomogamma-linolenico-DGLA.jpg" alt="Acido acidodiomogamma-linolenico (DGLA)" width="470" height="84" /><p id="caption-attachment-1187" class="wp-caption-text">Acido acidodiomogamma-linolenico (DGLA)</p></div><div id="attachment_1188" style="width: 179px" class="wp-caption alignright"><img loading="lazy" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-1188" class="size-full wp-image-1188" src="https://www.lipinutragen.it/wp-content/uploads/Acido-Arachidonico.jpg" alt="Acido Arachidonico" width="169" height="141" /><p id="caption-attachment-1188" class="wp-caption-text">Acido Arachidonico</p></div></p>
<p>Per riportare in equilibrio i parametri molecolari relativi alle difese immunitarie (carenza di DGLA e/o eccesso di EPA) si dovrà incrementare l’assunzione di acido gamma linolenico (GLA), per il quale non esistono fonti alimentari rilevanti, se non l’olio di semi di borragine.</p>
<p>Per colmare la carenza ed ottenere l’azione antiinfiammatoria è necessaria l’incorporazione in membrana del DGLA.</p>
<p>Un <b>cocktail sinergico contenente GLA ad alto titolo, alfa-glicerilfosforilcolina (alfa-GPC) e un pool di antiossidanti </b>che ne assicurano la protezione durante la biodistribuzione, assicurerà l’azione mirata su entrambi i fattori in squilibrio.</p>
<p>Anche un <b>eccesso di risposta infiammatoria</b>, caratterizzata da valori alti (eccessi o borderline) di acido arachidonico (AA), può essere accompagnata da carenze di DGLA.</p>
<p>In questo particolare caso l’integrazione di GLA deve essere eseguita contestualmente con acido alfa linolenico (ALA). La <span style="text-decoration: underline;">supplementazione nutraceutica</span> sarà efficace ed efficiente con un prodotto che fornisca nelle giuste proporzioni GLA insieme ad ALA.</p>
<p><span style="text-decoration: underline;">A livello dietetico</span> è utile consigliare fonti vegetali di ALA, come ad esempio olio di semi di lino (54,2%), noci (6,21%), verdure verdi, tra cui spinaci (0,35%).<br />Per valutare la rilevanza della fonte di ALA, è necessario notare anche altre componenti grasse contemporaneamente presenti, per esempio se è presente altra componente omega-6 (come l’acido linoleico, che può fungere da “attivatore” della pista omega-6), oppure se sono presenti acidi grassi saturi <b>(la cui percentuale in un nutraceutico è sempre da considerare!).</b></p>
<hr class="lpn-sep" />
<p><span style="color: #737373; font-size: 20pt;">Pufa Infiammazione-Immunità</span></p>
<p><div id="attachment_1185" style="width: 231px" class="wp-caption alignleft"><img loading="lazy" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-1185" class="wp-image-1185" src="https://www.lipinutragen.it/wp-content/uploads/PUFA-infiammazione.jpg" alt="PUFA-infiammazione" width="221" height="253" /><p id="caption-attachment-1185" class="wp-caption-text">Fig.3 Via di conversione di A. linoleico in arachidonato.</p></div></p>
<p>La centralità del ruolo del DGLA è legata all’attivita’ della <b>Δ5-desaturasi</b>, di cui e’ substrato.</p>
<p>La sua trasformazione in AA, precursore delle prostaglandine (PG) 2-4 infiammatorie, dipende da come e’ regolata l’attivita’ enzimatica, che puo’ subire inibizione da a. grassi della serie n3. Il DGLA che rimane disponibile, segue, invece, la via di sintesi delle PG1, le quali migliorano il funzionamento del sistema immunitario (Fig.3). E’ noto infatti, che DGLA, PGE1 e prostaciclina aumentano le risposte immunitarie e l’azione tumoricida dei macrofagi.</p>
<p>Il DGLA non trasformato in AA entra nei fosfolipidi (PL) delle membrane, da cui, all’occorrenza, sara’ rimosso per azione della fosfolipasi A2, competendo con AA per la sintesi di PG1 nella via delle ciclo ossigenasi.</p>
<p>Analogamente, la supplementa- zione di DGLA può spostare il rapporto DGLA/AA in modo da <b>ridurre la produzione di fattori pro-infiammatori,</b> a favore di quelli anti-infiammatori, con benefici effetti per una serie di patologie. Non si deve dimenticare, tuttavia, che il DGLA, come gli altri a. grassi polinsaturi, <b>subisce reazioni radicaliche ossidative</b>. Ne consegue che utilizzarne <span style="text-decoration: underline;">la supplementazione</span> per controllare i processi pro-infiammatori, attivando la sintesi di composti anti-infiammatori, <span style="text-decoration: underline;">richiede una concomitante, sinergica somministrazione di anti-ossidanti </span>(vitamine A, C, E, beta-carotene), per svolgere azione preventiva della perossidazione lipidica.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-1189" src="https://www.lipinutragen.it/wp-content/uploads/ricetta-borragine.jpg" alt="ricetta-borragine" width="750" height="384" /></p>
<p>&nbsp;</p></div>
			</div>
			</div>
				
				
				
				
			</div>
				
				
			</div>
<p>L'articolo "<a href="https://www.lipinutragen.it/dgla-al-crocevia-di-processi-pro-e-anti-infammatori/">DGLA – al crocevia di processi pro e anti infammatori</a>" è online sul blog di <a href="https://www.lipinutragen.it">Lipinutragen</a></p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.lipinutragen.it/dgla-al-crocevia-di-processi-pro-e-anti-infammatori/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
	</channel>
</rss>
