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	<title>profilo lipidomico Archivi &#8226; Lipinutragen</title>
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	<description>Lipidomica e Nutraceutica</description>
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	<title>profilo lipidomico Archivi &#8226; Lipinutragen</title>
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		<title>La nutrizione molecolare nell’anziano</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lipinutragen]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 15 Mar 2016 21:44:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Salute e nutrizione molecolare]]></category>
		<category><![CDATA[Stile di vita e prevenzione]]></category>
		<category><![CDATA[Alzheimer]]></category>
		<category><![CDATA[antiossidanti]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L'articolo "<a href="https://www.lipinutragen.it/la-nutrizione-molecolare-nellanziano/">La nutrizione molecolare nell’anziano</a>" è online sul blog di <a href="https://www.lipinutragen.it">Lipinutragen</a></p>
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				<div class="et_pb_text_inner"><p><img fetchpriority="high" decoding="async" class="size-full wp-image-5268 alignnone" src="https://www.lipinutragen.it/wp-content/uploads/Nutri-lipidomica-testata.png" alt="Nutri-lipidomica-testata" width="700" height="89" /></p>
<h2><span style="color: #737373; font-size: 20pt;">La nutrizione molecolare nell’anziano</span></h2>
<p><b>Età anagrafica.</b> Il limite di età per definire un anziano ha subìto dei cambiamenti nel tempo legati soprattutto all’aspettativa di vita che è diversa nelle varie culture e regioni nel mondo. Nel tardo ‘800 in Inghilterra, ad esempio, si considerava il limite di 50 anni per definire un soggetto anziano, mentre al giorno d’oggi, nei paesi sviluppati, si considera 60-65 anni o l’età individuata dal sistema pensionistico.</p>
<p><b><u>Età biologica</u></b>. Sebbene non ci sia ancora un consenso unanime sull’individuazione di biomarkers predittivi della lunghezza della vita e sul rischio di morte, si può dire che l’invecchiamento dal punto di vista biologico sia un processo caratterizzato da un graduale accumulo di “danni” <b>molecolari e cellulari</b>.</p>
<p>Questi determinano un progressivo e generalizzato <b>decadimento funzionale del corpo umano</b>, che si manifesta con una maggiore vulnerabilità rispetto all’ambiente, un incremento del rischio di malattia ed infine della morte [1].</p>
<p>Il grado e il tipo di danni che si accumulano nel tempo hanno una grande variabilità legata alla diversa genetica individuale e all’influenza dei fattori ambientali e comportamentali. Questi danni si manifestano con un declino di funzionalità riscontrabile maggiormente a livello fisico, cognitivo, endocrino, fisiologico e immunitario e contribuiscono alle cosiddette fragilità nell’anziano.</p>
<blockquote>
<p>TIPI DI DANNI CHE CONTRIBUISCONO ALL’INVECCHIAMENTO [2]<br />– danno al DNA (nucleico e mitocondriale) da stress ossidativo, mutazioni, accorciamento dei telomeri, modificazioni epigenetiche;<br />– danni all’RNA con errori di trascrizione;<br />– danni ai lipidi delle membrane cellulari da radicali liberi;<br />– danni alle strutture delle proteine.</p>
<p><em>Gran parte di questi danni sono indotti da radicali liberi, ma limitati dalla presenza di antiossidanti che partecipano a meccanismi di protezione e di riparazione</em></p>
</blockquote>
<h2> </h2>
<h2><span style="color: #737373; font-size: 20pt;">Le molecole nei processi di invecchiamento</span></h2>
<p>Indipendentemente dal limite d’età stabilito, l’invecchiamento è accompagnato anche da cambiamenti fisiologici che hanno un impatto negativo sullo stato nutrizionale. Questi cambiamenti includono un ridotto senso del gusto e della percezione dei sapori con conseguente riduzione dell’appetito, oppure una ridotta secrezione gastrica ed enzimatica con abbassamento dell’assorbimento ad esempio di ferro e vitamina B12. Infatti, sebbene i fabbisogni energetici si riducano, quelli di nutrienti rimangono relativamente costanti con gli anni e il rischio di malnutrizione aumenta. Da tenere presente anche l’assunzione di farmaci, molto diffusa nella terza età, che possono avere delle interazioni coi cibi e modificare le necessità di taluni nutrienti. Si ricorda che i processi di invecchiamento coinvolgono anche l’efficienza dell’attività degli enzimi e questo aspetto può risultare accentuato dalla minore assunzione e biodisponibilità di vitamine e minerali che svolgono funzioni di cofattori, cioè di supporto all’azione enzimatica. La dieta monotona e poco ricca di pesce e di frutta e verdura determina ridotti apporti di acidi grassi essenziali. Questa carenza risulta accentuata dalla difficoltà nel trasformare i precursori omega-3 acido alfa-inolenico e omega-6 acido linoleico in acidi grassi a lunga catena quali EPA, DHA, GLA e acido arachidonico, che tenderanno con gli anni a diventare essenziali.</p>
<table style="height: 1125px; background-color: #d7e4fa; border-color: #ffffff; width: 654px;" border="1">
<tbody>
<tr style="border-color: #adadad;">
<td style="width: 340.067px;">
<p style="text-align: center;"><span style="color: #808080;"><b>CRITICITA’ NUTRIZIONALI NELL’ANZIANO NUTRIZIONALI*<br /></b></span></p>
</td>
<td style="width: 295.933px;">
<p style="text-align: center;"><span style="color: #808080;"><b>INDICAZIONI</b></span></p>
</td>
</tr>
<tr>
<td style="width: 340.067px;">
<p><span style="color: #808080;">Ridotti apporti proteici con conseguente <b>perdita di tessuto muscolare</b> (sarcopenia)</span></p>
<p><span style="color: #808080;">Riduzione non fisiologica del peso corporeo</span></p>
</td>
<td style="width: 295.933px;">
<p><span style="color: #808080;">Bilanciare i pasti con la presenza di proteine animali e vegetali <b><u>a basso contenuto di grassi saturi.</u></b> Ad es. frutta secca (noci, nocciole, mandorle), carni magre, combinazione di cereali integrali e legumi, formaggi magri, uova.</span></p>
<p><span style="color: #808080;">Non concentrare l’assunzione di proteine unicamente in un pasto al giorno, ma distribuirla nei tre pasti principali [3].</span></p>
</td>
</tr>
<tr>
<td style="width: 340.067px;"><span style="color: #808080;"><b>Carenze</b> di vitamine e di minerali &#8211; cofattori enzimatici e antiossidanti</span></td>
<td style="width: 295.933px;"><span style="color: #808080;">Introdurre verdura e frutta fresca seguendo la stagionalità. Includere anche succhi e spremute senza zucchero o centrifughe/estratti. Variare i colori e le tipologie, <u>evitando la monotonia.</u></span></td>
</tr>
<tr>
<td style="width: 340.067px;"><span style="color: #808080;"><b>Dieta sbilanciata o povera di acidi grassi essenziali &#8211;</b> le fonti dei PUFA Omega-6 sono difficilmente carenti, invece quelle degli Omega-3 risultano facilmente in difetto.</span></td>
<td style="width: 295.933px;"><span style="color: #808080;">I PUFA <b><u>Omega-3 sono fondamentali</u></b> per il mantenimento dell’equilibrio delle membrane cellulari e come molecole di segnale (ad es. nei processi antinfiammatori). </span><br /><span style="color: #808080;"> <b><u>Il pesce,</u></b> in particolare quello azzurro e il salmone sono ricchi di Omega-3 a lunga catena EPA e <b><u>DHA.</u></b> L’olio di semi di lino è una buona fonte vegetale di Acido Alfa Linolenico.</span></td>
</tr>
<tr>
<td style="width: 340.067px;"><span style="color: #808080;"><b>Monotonia</b> e pasti dissociati</span></td>
<td style="width: 295.933px;"><span style="color: #808080;"><b>Variare la dieta</b> e assumere gli alimenti associandoli tra loro all’interno dei pasti. Così si migliora la biodisponibilità ed esplica l’azione sinergica dei nutrienti e ne rende possibile gli effetti salutistici.</span></td>
</tr>
<tr>
<td style="width: 340.067px;"><span style="color: #808080;"><b>Disidratazione, </b>molto frequente e peggiorata dall’impiego di alcuni farmaci</span></td>
<td style="width: 295.933px;"><span style="color: #808080;"><u>Bere piccole quantità di acqua durante l’arco della giornata</u> e ai pasti. Aumentare le quantità nei mesi più caldi.</span></td>
</tr>
<tr>
<td style="width: 636px;" colspan="2"><span style="color: #808080;">* i fattori preventivi comprendono anche l’attività fisica ed elementi psico-sociali, non trattati nello specifico.</span></td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>Si evidenziano le importanti funzioni di EPA e di DHA (Omega-3) nella prevenzione del decadimento cognitivo incluso l’Alzheimer e nella Degenerazione Maculare.</em></p>
<h2><span style="color: #737373; font-size: 20pt;">DHA e Degenerazione Maculare</span></h2>
<p>La <b>Degenerazione Maculare</b> è un affezione della porzione centrale della retina che colpisce 25-30 milioni di persone al mondo ed è la prima causa di abbassamento della vista negli ultra cinquantenni e la maggior causa di cecità nell’anziano in Europa. La Degenerazione Maculare Legata all’Età (DMLE) si suddivide in base alla progressione della malattia e gravità in una forma definita iniziale e in una successiva detta evoluta.</p>
<p>Unitamente agli interventi farmacologici, non è trascurabile l’effetto di specifici supplementi (antiossidanti, vitamine, zinco) nella riduzione della progressione della malattia [4].</p>
<p>Il DHA riveste un ruolo fondamentale nel mantenimento della visione costituendo una percentuale molto alta degli acidi grassi dei fotorecettori. Le persone con più alti livelli di EPA/DHA nelle membrane dei globuli rossi si sono rivelate più protette verso la DMLE rispetto a soggetti con valori più bassi [5]. Sebbene tutti i dati forniscano un legame tra un ridotto apporto alimentare di Omega-3 e la DMLE, ancora si sta studiando se sia efficace o meno un’integrazione specifica di questi acidi grassi.<br />In attesa di ricevere un consenso unanime dal mondo scientifico, sarebbe sicuramente utile conoscere il profilo lipidomico (e quindi anche il contenuto di EPA/DHA nei globuli rossi) delle persone a rischio, per indirizzare con precisione gli interventi nutrizionali ed eventualmente quelli di integrazione alimentare.</p>
<hr class="lpn-sep" />
<p>&nbsp;</p>
<h2><span style="color: #737373; font-size: 20pt;">Omega 3 &#8211; Decadimento cognitivo, Demenza e Alzheimer</span></h2>
<p>Tra il 2015 e il 2050, si prevede che il numero di persone anziane aumenterà notevolmente nei paesi ad alto reddito e, in percentuale maggiore, in quelli a basso reddito. L’incidenza della demenza aumenta esponenzialmente con l’avanzare dell’età e raddoppia progressivamente ogni 6 anni circa, passando da 4 casi all’anno ogni 1.000 persone con età tra i 60 e i 64 anni, a 105 casi all’anno ogni 1.000 persone dai 90 anni in su [6]. In questo scenario, dove risulta necessario trovare delle forme di prevenzione che rallentino l’avanzare di problematiche cognitive, il ruolo dell’alimentazione corretta risulta tra le più rilevanti. In questo contesto emerge significativo l’azione protettiva derivante dal consumo di pesce ricco di Omega-3, all’interno di una dieta ricca di nutrienti e antiossidanti quale quella mediterranea, con una presenza abbondante di frutta, verdura, legumi, cereali, in misura minore di uova e carni bianche e un ridotto consumo di carni rosse [7].</p>
<p>In particolare, il mondo della ricerca sta studiando i vari ruoli che il DHA svolge nel ridurre la produzione di β-amiloide, responsabile della fase iniziale dell’Alzheimer, così come le sue funzioni modulatrici in diversi altri meccanismi molecolari quali il danno da ossidazione e la neuroinfiammazione, implicati nel declino cognitivo e nella demenza.</p>
<hr class="lpn-sep" />
<p><b><em><img decoding="async" class=" size-full wp-image-2397 aligncenter" src="https://www.lipinutragen.it/wp-content/uploads/ricetta-lipidomica-crema-verdure-omega-3.jpg" alt="ricetta-lipidomica - crema verdure omega 3" width="703" height="513" /></em></b></p>
<hr class="lpn-sep" />
<p><strong class="credits-label">Bibliografia:</strong><br /><span style="font-size: 12pt;">(1) World Health Organization (WHO). World report on ageing and health. 2015<br />(2) Kirkwood TB. A systematic look at an old problem. Nature. 2008 Feb 7;451(7179):644–7<br />(3) Evans W. J. Frailty and muscle metabolism dysregulation in the elderly. Biogerontology (2010) 11:527–536<br />(4) Weikel KA, Chiu CJ &amp; Taylor A. Nutritional modulation of age-related macular degeneration. Mol Aspects Med. 2012; 33: 318–375<br />(5) Souied E. H. et al. Omega-3 Fatty Acids and Age-Related Macular Degeneration. <em>Ophthalmic Res. 2016; 55:62–69<br />(6) Rapporto Mondiale Alzheimer 2015. L’impatto Globale della Demenza UN’ANALISI DI PREVALENZA, INCIDENZA, COSTI E DATI DI TENDENZA. </em><em>2015.</em></span></p>
<hr class="lpn-sep" />
<p><strong class="credits-label">Articolo a cura di</strong><br /><span style="font-size: 12pt;"> <em>Dr. Francesco Bonucci &#8211; Biologo Nutrizionista</em></span></p>
<p><span style="font-size: 12pt;"><em>I consigli alimentari presenti nell’articolo non sono da intendersi sostitutivi di un piano alimentare personalizzato e sono da adattare ai casi specifici.</em></span></p></div>
			</div>
			</div>
				
				
				
				
			</div>
				
				
			</div>
<p>L'articolo "<a href="https://www.lipinutragen.it/la-nutrizione-molecolare-nellanziano/">La nutrizione molecolare nell’anziano</a>" è online sul blog di <a href="https://www.lipinutragen.it">Lipinutragen</a></p>
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		<title>Nutrizione Molecolare in Pediatria</title>
		<link>https://www.lipinutragen.it/nutrizione-molecolare-in-pediatria/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Lipinutragen]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 17 Feb 2016 08:19:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Salute e nutrizione molecolare]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L'articolo "<a href="https://www.lipinutragen.it/nutrizione-molecolare-in-pediatria/">Nutrizione Molecolare in Pediatria</a>" è online sul blog di <a href="https://www.lipinutragen.it">Lipinutragen</a></p>
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<h2><span style="color: #737373; font-size: 20pt;">Nutrizione molecolare in pediatria</span></h2>
<p>L’età pediatrica rappresenta un periodo evolutivo dell’essere umano, nel quale l’alimentazione ha un ruolo fondamentale per sostenere correttamente le fasi di accrescimento e di sviluppo di nuove funzioni.</p>
<p>Alle nostre latitudini assistiamo sin dall’infanzia ad <b>eccessi calorici e a cattive abitudini alimentari</b> generate non da una difficoltà nel reperire le risorse alimentari corrette, ma da una <b>mancanza di educazione alimentare e da informazioni fuorvianti perché orientate da logiche commerciali</b>.<span id="more-2345"></span></p>
<p>Ogni anno si assiste a nuovi allarmi sull’epidemia dell’obesità unitamente a dati che vedono aumentare patologie del metabolismo quali ad esempio l’ipertensione, le dislipidemie e il diabete anche nell’infanzia. L’ultimo rapporto pubblicato dall’<em>OMS</em> indica che il numero dei bambini di età inferiore ai cinque anni con problemi di peso è passata <b>dal 1998 al 2014 da 31 a 41 milioni di individui. </b></p>
<p>I dati italiani del 2014 indicati dal sistema di sorveglianza nazionale denominato <b><em>“Okkio alla Salute”</em></b> su alimentazione e stili di vita nelle classi di età dai 6 ai 10 anni, indicano livelli preoccupanti di eccesso ponderale: il <b>20,9% dei bambini è risultato in sovrappeso e il 9,8% in condizioni di obesità</b>, con percentuali più alte nelle regioni del centro e del sud Italia.</p>
<p>Sembra paradossale ma seppur in presenza di eccessi calorici ci si può trovare anche con problematiche legate alla carenza di nutrienti. La malnutrizione non è esclusivamente legata all’andamento del peso ma può riguardare anche i micronutrienti. Riprendendo la definizione dell’<em>OMS</em>, per malnutrizione si intende lo squilibrio tra apporto di nutrienti e di energia e la quantità di questi necessaria al corpo per garantire la crescita, il ricambio, e le funzioni specifiche dell’organismo.</p>
<blockquote><p><em>Prendiamo ad esempio lo iodio, un minerale necessario in particolare per la formazione degli ormoni tiroidei e rispetto al quale si stimano apporti insufficienti nel 70% dei bambini (fonte: Federazione italiana medici pediatri).</em></p></blockquote>
<h2><span style="color: #737373; font-size: 20pt;">Omega 3 per i bambini</span></h2>
<p>Un particolare gruppo di nutrienti sui quali porre attenzione in quanto spesso carenti in età pediatrica sono gli acidi grassi polinsaturi <em>Omega 3</em>, in particolare di quelli a lunga catena <b>EPA e DHA</b>. Ricordiamo che la classe dei lipidi ha i seguenti livelli di assunzione di riferimento (LARN IV revisione, 2014):</p>
<ul>
<li>da <em>6 a 12 mesi</em> = 40% delle energie totali, di cui <b>EPA-DHA 250 mg</b></li>
<li>da <em>1 a 3 anni </em>= 35-40 % delle energie totali, di cui <b>EPA-DHA 250 mg</b></li>
<li>da <em>4 a 17 anni </em>= 20-35 % delle energie totali, di cui <b>EPA-DHA 250 mg</b></li>
</ul>
<p>Dai 6 mesi ai 2 anni è richiesto un apporto <u>aggiuntivo</u> di DHA di 100 mg</p>
<h2><span style="color: #737373; font-size: 20pt;">Perché il DHA è così importante?</span></h2>
<blockquote><p>Si tratta di un <b>lipide essenziale</b><b>per le funzioni cerebrali</b> . La sua maggior richiesta inizia nel grembo materno attingendo alle riserve della madre attraverso la placenta per la formazione del tubo neurale che darà origine anche al cervello e alla retina. L’apporto di DHA continua poi nell’infanzia con il latte materno e successivamente con l’alimentazione per supportare la corretta crescita e maturazione del cervello e di tutto il sistema nervoso e i collegamenti sinaptici.</p>
<p>Alcuni studi indicano che <b>i livelli di DHA hanno un ruolo favorevole nello sviluppare le capacità cognitive nei bambini</b> e al contrario bassi livelli di DHA nel cervello animale determinano problemi di apprendimento e di memorizzazione.</p>
<p>Un numero crescente di studi sta supportando sempre più dati che correlano bassi apporti dietetici e <b>bassi livelli di DHA ematico con disturbi da deficit di attenzione e iperattività (ADHD) e dislessia in bambini</b>.</p></blockquote>
<p><div id="attachment_2348" style="width: 424px" class="wp-caption alignright"><img loading="lazy" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-2348" class="size-full wp-image-2348" src="https://www.lipinutragen.it/wp-content/uploads/acidi-grassi-e-olii-da-cucina.jpg" alt="acidi grassi e olii da cucina" width="414" height="382" /><p id="caption-attachment-2348" class="wp-caption-text">Grafico 1 fonte EUFIC</p></div></p>
<p>Le fonti preferenziali di grassi dovranno quindi includere il pesce, la frutta secca in guscio e i semi oleaginosi, gli oli vegetali.</p>
<p>Attualmente il consumo di pesce nei bambini dai 6 ai 10 anni si aggira in media a 1 porzione a settimana mentre dovrebbe raggiungere le 2-4 porzioni.</p>
<p>Per quanto riguarda la frutta secca, i semi e gli oli, bisogna privilegiare quelli maggiormente ricchi di <em>Omega 3</em> a discapito di <em>Omega 6</em> e di grassi saturi (SFA) (Immagine: fonte EUFIC). Evidenziamo la presenza di nuove formulazioni di oli polinsaturi da usare a crudo, appositamente composti da miscele di olio di canapa e di lino, da olio di girasole altoleico e olio di sesamo, da olio di lino e olio di girasole altoleico e da olio di canapa, lino, sesamo e girasole altoleico.</p>
<p>Una tipologia di grassi tipicamente in eccesso nella dieta occidentale è quella dei SFA che dovrebbe restare al di sotto del 10% delle calorie totali mentre i grassi trans (TFA) industriali dovrebbero essere praticamente assenti. Entrambe queste categorie di grassi però abbondano nei cibi da fast-food e in molti alimenti industriali quali merendine, gelati, prodotti da forno e biscotteria.</p>
<p>La riluttanza verso l’olio di palma raffinato riguarda, oltre alla deforestazione selvaggia per far posto alle coltivazioni, anche la sua composizione con il 50% circa di SFA. I cibi animali ricchi di SFA sono notoriamente la carne rossa (manzo, agnello e maiale), i prodotti lattiero-caseari grassi (burro, formaggi, panna, latte intero). Per conoscere più esattamente la condizione delle membrane in relazione alle varie classi di grassi, risulta particolarmente interessante l’indagine molecolare eseguita a livello delle membrane dei globuli rossi. In questo modo si può valutare l’eventuale carenza di <em>Omega 3</em> e il loro rapporto con gli <em>Omega 6</em>, cosi come gli eccessi di SFA e la presenza di TFA.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><b>INDICAZIONI DELLA SOCIETA’ AMERICANA DI PEDIATRIA</b></p>
<ul>
<li>Limitare il consumo di bevande zuccherate</li>
<li>Incoraggiare sin da piccoli il consumo quotidiano di verdura e di frutta (5 porzioni al giorno).</li>
<li>Preparare regolarmente pesce (2-4 volte a settimana) evitando quello venduto già fritto*</li>
<li>Consumare i cereali e i loro derivati di tipo integrale*</li>
<li>Non consentire l’uso di video (TV, computer, tablet, ecc.) prima dei 2 anni di età e successivamente limitarle a un massimo di 2 ore al giorno</li>
<li>Fare colazione tutte le mattine</li>
<li>Limitare i pasti fuori casa e in particolare ai fast-food</li>
<li>Incoraggiare i pasti a casa e con genitori e figli insieme</li>
<li>Non esagerare con le quantità seguendo le porzioni previste.</li>
<li>Quando possibile, adottare l’allattamento al seno esclusivo fino al 6° mese. Mantenerlo anche dopo l’introduzione di cibi solidi fino a 12 mesi e oltre</li>
<li>Fare attività fisica regolarmente</li>
<li>Limitare i cibi molto calorici</li>
</ul>
<p><em>* Dietary Recommendations for Healthy Children 2014, dell’ American Heart Association</em></p>
<hr class="lpn-sep" />
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-2346" src="https://www.lipinutragen.it/wp-content/uploads/ricetta-lipidomica-crocchette-salmone-patate.jpg" alt="ricetta lipidomica crocchette salmone patate" width="730" height="604" /></p>
<hr class="lpn-sep" />
<p><strong class="credits-label">Bibliografia:</strong></span><br />
<span style="font-size: 12pt;">(1) World Health Organization; UNICEF; UN System Standing Committee on Nutrition (2006). WHO, UNICEF, and SCN informal consultation on community-based management of severe malnutrition in children – SCN Nutrition Policy Paper No. 21. Available at: http://www.who.int/child_adolescent_health/documents/fnb_v27n3_suppl/en/index.html <a href="http://www.epicentro.iss.it/okkioallasalute/">http://www.epicentro.iss.it/okkioallasalute/</a><br />
(2) Sarah E. Barlow. Expert Committee Recommendations Regarding the Prevention, Assessment, and Treatment of Child and Adolescent Overweight and Obesity: Summary Report. 2007 Dec;120 Suppl 4:S164-92<br />
(3) LARN IV Revisione. Livelli di Assunzione di Riferimento di Nutrienti ed energia. 2014</span></p>
<hr class="lpn-sep" />
<p><strong class="credits-label">Articolo a cura di</strong><br />
<span style="font-size: 12pt;"> <em>Dr. Francesco Bonucci &#8211; Biologo Nutrizionista</em></span></p>
<p><span style="font-size: 12pt;"><em>I consigli alimentari presenti nell’articolo non sono da intendersi sostitutivi di un piano alimentare personalizzato e sono da adattare ai casi specifici.</em></span></div>
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<p>L'articolo "<a href="https://www.lipinutragen.it/nutrizione-molecolare-in-pediatria/">Nutrizione Molecolare in Pediatria</a>" è online sul blog di <a href="https://www.lipinutragen.it">Lipinutragen</a></p>
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		<title>La Dieta Lipidomica</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lipinutragen]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 19 Jan 2016 10:56:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Metabolismo e nutrizione]]></category>
		<category><![CDATA[Salute e nutrizione molecolare]]></category>
		<category><![CDATA[acido grasso]]></category>
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		<category><![CDATA[parametri molecolari]]></category>
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<h2><span style="color: #737373; font-size: 20pt;">La Dieta Lipidomica</span></h2>
<p>L’alimentazione moderna dei paesi più industrializzati è purtroppo pervasa da squilibri nutrizionali conseguenti ad errori alimentari tra i quali ricordiamo: un consumo eccessivo di carboidrati raffinati, di zuccheri semplici e di prodotti industriali ricchi di grassi di cattiva qualità (‘junk food’), l’assunzione dannosa di alcol, un consumo non adeguato di frutta e verdura, di cereali integrali e di pesce.</p>
<p><b>Le linee guida alimentari </b>statunitensi &#8211; nell’ultima revisione del 2015 (<em>Dietary Guidelines for Americans, 2015</em>) &#8211; tra le varie indicazioni, individuano alcuni elementi critici per la salute e di cui andrebbe ridotto il consumo: cibi con zuccheri aggiunti, grassi saturi e sodio. In particolare, viene indicato di <b>sostituire gli eccessi di grassi saturi con grassi mono e polinsaturi </b>non con i carboidrati, come avveniva invece in precedenza.</p>
<p>Un tempo considerati semplicemente come depositi di energia corporea e per le proprietà di isolamento termico, i lipidi nel corpo umano hanno moltissime altre funzioni, tra le quali ricordiamo:</p>
<ul>
<li>sono parte fondamentale delle membrane cellulari;</li>
<li>fungono da mediatori chimici e da regolatori dell’espressione del DNA.</li>
</ul>
<p>Questi ed altri ruoli complessi che i lipidi svolgono a livello cellulare sono emersi grazie al crescente numero di evidenze raccolte dal mondo della ricerca negli ultimi decenni, dando così origine alla Lipidomica, una visione dinamica e multidisciplinare di questa classe di molecole. <em>(Ferreri &amp; Chatgilialoglu, 2012).</em><span id="more-2310"></span></p>
<blockquote><p><em>Vedendo ormai superato il concetto di dieta Low Fat, </em><b><em>i grassi vanno inclusi nei regimi dietetic</em></b><em>i (fino al 35% delle calorie totali) sia per la prevenzione che per il dimagrimento &#8211; <u>con un importante distinzione tra le diverse sottoclassi di lipidi e delle relative fonti alimentari.</u></em></p></blockquote>
<h2><span style="color: #737373; font-size: 20pt;">Cosa è e a cosa serve</span></h2>
<p>Vista l’importanza di cibarsi di alimenti che contengano le diverse categorie di grassi e nelle giuste proporzioni, risulta utile adottare un approccio dietetico innovativo per l’elaborazione di diete bilanciate.</p>
<p>Le giuste proporzioni si cercano di ottenere seguendo le linee guida redatte per la popolazione in generale e che hanno come base la Dieta Mediterranea, ma meglio ancora sarebbe una personalizzazione ad hoc attraverso l’esecuzione di un indagine molecolare fatta sull’individuo.</p>
<p>E’ questo il caso della <b>dieta lipidomica</b>, che definisce l’intervento nutrizionale sulla base dei risultati di un check-up eseguito a livello degli acidi grassi delle membrane dei globuli rossi. L’obiettivo è quello di ottenere un riequilibrio della membrana cellulare – unitamente al benessere della persona &#8211; attraverso una specifica ripartizione dietetica degli acidi grassi e di altri nutrienti, per un corretto intervento nutrizionale.</p>
<h2><span style="color: #737373; font-size: 20pt;">Per chi e come</span></h2>
<p>La dieta lipidomica è adatta a diverse esigenze e tipologie di persone:</p>
<ul>
<li>Chi vuole dimagrire in modo sano</li>
<li>Chi vuole fare prevenzione</li>
<li>Donna in gravidanza, dopo un parto o durante l’allattamento</li>
<li>Lo sportivo</li>
<li>Chi è affetto da patologie che possono giovarsi di un miglior equilibrio cellulare</li>
<li>Chi desidera migliorare il proprio stato di salute generale</li>
</ul>
<p>Chi presenta una serie di disturbi non meglio diagnosticato</p>
<p>L’iter da seguire è molto semplice:</p>
<p>1) Si effettua l’esame lipidomico <strong>su <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Membrana_cellulare" target="_blank" rel="noopener noreferrer">membrana cellulare</a> di globulo rosso maturo </strong>per avere importanti informazioni necessarie ad eseguire una completa valutazione dello stato nutrizionale di una persona, individuandone il profilo lipidomico, eventuali carenze e/o squilibri di acidi grassi essenziali, oltre ad informazioni</p>
<p>indirette su metabolismo e vie metaboliche ad essi correlate.</p>
<p>2) Il software LipidomicDiet®, sviluppato con la collaborazione dei ricercatori CNR, è l’unico software al mondo che permette l’elaborazione computerizzata della Dieta Lipidoica, contiene gli algoritmi di calcolo per l’elaborazione del piano alimentare lipidomico sulla base del referto dell’<strong><a href="https://www.lipinutragen.it/cosa-facciamo/analisi-lipidomica/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">analisi lipidomica</a></strong> di un soggetto.</p>
<blockquote><p><b>Macronutrienti.</b> Per il calcolo delle calorie e la ripartizione tra lipidi, protidi e carboidrati, non vengono date indicazioni rigide; il singolo professionista – qualificato per poter stilare diete &#8211; può impostare il fabbisogno calorico valutato con i metodi a lui più congeniali (analisi bio-impedenziometrica, equazioni validate, ecc.).</p>
<p><b>Lipidi.</b> Per il fabbisogno delle varie classi di lipidi vengono indicati dei target minimi o massimi da raggiungere con l’alimentazione. Questo è particolarmente importante <b>per gli acidi grassi essenziali omega 3 e omega 6, spesso carenti o sbilanciati oppure per i grassi saturi, facilmente in eccesso.</b><br />
Attualmente le linee guida italiane (LARN) forniscono degli intervalli minimi e massimi per questi macronutrienti, ma non danno dei target specifici e individuali. LipidomicDiet® si pone l’obiettivo di ricavare dei valori specifici per ogni classe di acido grasso ponendosi come strumento nelle mani del nutrizionista per definire più nel dettaglio i fabbisogni individuali.</p>
<p><b>Carboidrati.</b> La loro determinazione quali-quantitativa è condizionata dagli esiti del profilo lipidomico. Il metabolismo dei carboidrati è infatti biochimicamente legato a quello dei lipidi ed è pertanto estremamente importante assicurare che l&#8217;apporto di carboidrati rispetti la capacità individuale di metabolizzare questo gruppo di macronutrienti a livello cellulare. Diventa a questo punto importante la scelta dei carboidrati in base al loro indice glicemico (IG) e carico glicemico (CG).</p>
<p>Indice e Carico Glicemico esprimono la risposta glicemica ai pasti rispetto a determinati alimenti. Nella stesura della dieta lipidomica viene data particolare importanza a questo aspetto, per tenere una risposta insulinica post-prandiale bassa al fine di non sovra esprimere i sistemi cellulari che in ultima istanza portano alla generazione di nuovi acidi grassi saturi e di trigliceridi. Questo aspetto viene tenuto in considerazione anche nella proposta degli spuntini. Per un ridotto impatto glicemico e per il miglior profilo nutrizionale, i carboidrati amidacei ai pasti dovranno pertanto essere preferibilmente di tipo integrale e accompagnati da una buona presenza di verdura cruda e cotta.</p>
<p><b>Proteine.</b> Viene data particolare importanza alle proteine del pesce e a quelle del mondo vegetale. I cibi proteici possono essere consumati come condimento di un primo piatto o come seconda pietanza. Tra le carni vengono preferite quelle a ridotto contenuto di grassi saturi come ad esempio le carni bianche. Tra i prodotti della pesca, si prediligono i pesci ricchi di omega 3 e quelli di piccola taglia.</p></blockquote>
<p>Altre utili indicazioni riguardano:</p>
<p>Verdura. Prevista ad ogni pasto sia cruda che cotta, variandone la tipologia seguendo la stagionalità. Ruolo molto importante per l’apporto di micronutrienti (cofattori enzimatici, antiossidanti) e di fibra solubile ed insolubile. Frutta fresca. Normalmente prevista a colazione e negli spuntini (ove previsti).</p>
<p><b>Frutta secca.</b> Importante fonte di acidi grassi insaturi di origine vegetale e in alcuni casi di omega 3 è la frutta secca, che presenta profili lipidici caratteristici a seconda del tipo.</p>
<p><em>La scelta dietetica dovrà essere coerente con le reali necessità individuali</em>.</p>
<p><b>Antiossidanti.</b> Altro elemento chiave è la presenza nella dieta di antiossidanti, che dovranno essere sempre inclusi per contrastare fenomeni di ossidazione lipidica e l’eventuale eccessi di trans assunti con gli alimenti o prodotti dal nostro organismo.</p>
<p>Frequenze. La frequenza settimanale delle principali classi di alimenti è legata alla loro componente lipidica o al loro effetto sul metabolismo, in rapporto al quadro anamnestico e al referto lipidomico. Le bevande alcoliche vengono spesso escluse o limitate, per le loro interazioni a livello epatico, cuore dei processi di mobilizzazione/trasformazione lipidica</p>
<p><b>Condimenti.</b> La scelta migliore è quella che valuta qualità e quantità di olio da utilizzare. Essendo ricco di acidi grassi mono e polinsaturi, esso può avere funzioni nutraceutiche importanti. E’ sempre importante che grassi e gli oli siano di qualità, ottenuti da spremitura a freddo e non sottoposti a processi di idrogenazione . La scelta di base è rappresentato <b>dall’olio extravergine d’oliva,</b> che contiene circa il 75% di acido oleico (monoinsaturo) polifenoli, la vitamina E ed altri derivati lipidici.</p>
<p>Altro prodotto principe, ma la cui introduzione e frequenza dipende dall’equilibrio di membrana emerso è <b>l’olio di lino</b>, fonte impareggiabile di un omega 3 essenziale, l’acido alfa linolenico (ALA). Altre tipologie di oli vengono introdotti con minor frequenza a causa del loro alto rapporto omega 6/omega 3, che nella dieta occidentale moderna (e nelle membrane cellulari) risulta di frequente sbilanciato a favore dei primi.</p>
<hr class="lpn-sep" />
<p>&nbsp;</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-2313" src="https://www.lipinutragen.it/wp-content/uploads/ricetta-lipidomica-zuppa-e-lenticchie-di-broccoli.jpg" alt="ricetta lipidomica" width="730" height="532" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<hr class="lpn-sep" />
<p><span style="color: #737373;"><span style=" font-size: 12pt;">Bibliografia</span></span><br />
<span style="font-size: 12pt;">(1) US Department of Health and Human Services; US Department of Agriculture. 2015-2020 Dietary Guidelines for Americans. 8th ed. Washington, DC: US Dept of Health and Human Services; December 2015. http://www.health.gov/DietaryGuidelines. Accessed December 16, 2015<br />
(2) Ferreri C, Chatgilialoglu C. Role of fatty acid-based functional lipidomics in the development of molecular diagnostic tools. Expert Rev Mol Diagn. 2012 Sep;12(7):767-80. doi: 10.1586/erm.12.73<br />
(3) LARN IV Revisione. Livelli di Assunzione di Riferimento di Nutrienti ed energia. 2014</span></p>
<hr class="lpn-sep" />
<p><span style="color: #737373;"><span style=" font-size: 12pt;">Articolo a cura di:</span></span><br />
<span style=" font-size: 12pt;"> <em>Dr. Francesco Bonucci &#8211; Biologo Nutrizionista</em></span></p>
<p><span style=" font-size: 12pt;"><em>I consigli alimentari presenti nell’articolo non sono da intendersi sostitutivi di un piano alimentare personalizzato e sono da adattare ai casi specifici.</em></span></div>
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		<title>La Magia Della Lipidomica</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lipinutragen]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 17 Dec 2015 10:48:23 +0000</pubDate>
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				<div class="et_pb_text_inner">&#8211; TGR Leonardo del 15/12/2015 &#8211;</p>
<h2><span style="color: #737373; font-size: 20pt;">La Magia Della Lipidomica</span></h2>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-2259" src="https://www.lipinutragen.it/wp-content/uploads/leonardo.jpg" alt="TG Leonardo" width="617" height="418" /></p>
<p>La salute parte dalle cellule.<span id="more-2258"></span></p>
<p>Quando sembra di aver scoperto non proprio tutto ma tanto, ecco aprirsi nuove e inaspettate strade […]<br />
[…] studiare la<strong> <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Membrana_cellulare" target="_blank" rel="noopener noreferrer">membrana cellulare</a></strong> fa comprendere il rapporto fra alcuni disturbi e l&#8217;alimentazione.</p>
<p style="text-align: center;"><iframe loading="lazy" src="https://www.youtube.com/embed/kc3EBTGPqlU?rel=0&amp;controls=0" width="640" height="360" frameborder="0" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe></p>
<p><em>Attenzione: il nome corretto della ricercatrice intervistata è dr.ssa Carla Ferreri</em><br />
<em>Primo Ricercatore CNR &#8211; Bologna</em></p>
<p><strong>Fonte:</strong></p>
<p><a href="http://www.rai.tv/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-5e19b99a-15e6-478d-8767-8640d4ba7d0f-tgr.html#p=0" target="_blank" rel="noopener noreferrer">La magia della lipidomica &#8211; TGR Leonardo del 15/12/2015</a></div>
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		<title>Lipidomica e Obesità</title>
		<link>https://www.lipinutragen.it/lipidomica-e-obesita/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Lipinutragen]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 17 Jun 2015 12:04:56 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Metabolismo e nutrizione]]></category>
		<category><![CDATA[Salute e nutrizione molecolare]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>&#160; Al recente congresso europeo sull’obesità (ECO2015), svoltosi a Praga il 6-9 Maggio 2015, è stato confermato il dato dell’OMS sulle proiezioni dell’obesità che vedranno nel 2030 più della metà degli adulti al di sopra dei limiti di peso. L’obesità rappresenta infatti la maggior sfida sanitaria del 21° secolo, soprattutto in Europa. &#160; Essa infatti [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<p>Al recente congresso europeo sull’obesità (ECO2015), svoltosi a Praga il 6-9 Maggio 2015, è stato confermato il dato dell’OMS sulle proiezioni dell’obesità che vedranno nel 2030 più della metà degli adulti al di sopra dei limiti di peso. L’obesità rappresenta infatti la maggior sfida sanitaria del 21° secolo, soprattutto in Europa.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span id="more-3119"></span>Essa infatti si presenta con varie comorbilità nonché problematiche psicologiche, inoltre innalza il rischio di contrarre malattie croniche non trasmissibili quali affezioni cardiovascolari, tumori e diabete. Questa situazione che affligge anche la popolazione pediatrica si proietta sui dati relativi all&#8217;aspettativa di vita che, per la prima volta, indicano la probabilità che gli adolescenti attuali vivranno meno a lungo dei propri genitori per le conseguenze del diabete o di patologie cardiovascolari.</p>
<p>Nel 2050 si prevede infatti che la vita media diminuirà di 5 anni. In Italia, i dati del Ministero della Salute sui bambini della scuola primaria evidenziano <b>che i bambini in sovrappeso sono il 21% e i bambini obesi sono circa il 10%,</b> compresi i bambini severamente obesi che da soli sono il 2,2%.<br />
Si registrano prevalenze più alte nelle regioni del sud e del centro (Okkio alla Salute, dati 2014).</p>
<p>L’era industriale è sempre più caratterizzata da <b>diete e stili di vita scorretti</b>, riconosciuti come la causa primaria di obesità che predispone alle patologie indicate sopra, soprattutto metaboliche come il diabete (rassegna in “Membrane lipidomics for personalized health”, Wiley Press, in stampa a luglio 2015).</p>
<p>“Diabesità” è un termine coniato recentemente per mettere in evidenza la stretta associazione tra obesità e diabete. (1)<br />
E’ ormai certo che gli approcci terapeutici basati sulla dieta apportano indiscutibili benefici (2)<br />
La somministrazione di oleato aumenta nel tessuto adiposo la sensibilità all’insulina nell’infiammazione cronica indotta dall’obesità, che è causa di alterazioni della cascata di segnalazione di questo ormone (3).<br />
Le indicazioni ottenute finora convergono verso un effetto anti-infiammatorio degli omega-3, laddove l’infiammazione è una delle costanti nella condizione di obesità.<br />
E’ riportato che la supplementazione di n3-PUFA migliora le condizioni del paziente in patologie metaboliche e cardiovascolari senza interferire con le comuni terapie, ma spesso funzionando in sinergia con esse (4).<br />
Infine, gli effetti protettivi degli omega-3-PUFA sono ben documentati non solo nell’ inibizione degli eicosanoidi, ma anche per la formazione di nuovi biomediatori lipidici (resolvine e protectine) (5).</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3><em><span style="font-size: 18pt;">Cambiamenti nel profilo lipidico delle LDL nei sovrappeso per supplementazione di n-3</span></em></h3>
<p>&nbsp;</p>
<p>Padro e coll. riportano che l’assunzione giornaliera di latte arricchito in n-3 induce cambiamenti nel profilo lipidomico delle LDL che suggeriscono una sensibile riduzione di effetti infiammatori e aterogenici (<a href="http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/25773888">J Lipid Res.</a> 56(5):1043-56, 2015).</p>
<h3><em><span style="font-size: 18pt;">Applicazione delle “omiche” combinate per accelerare la ricerca sulla “diabesità”</span></em></h3>
<p>L’integrazione tra le varie “omiche” (metabolomica, lipidomica, proteomica, ecc.) potrebbe offrire un notevole contributo al raggiungimento di importanti obiettivi come chiarire le basi metaboliche dell’obesità che portano al diabete, e le differenze tra gli obesi che sviluppano il diabete, e quelli che non si ammalano (<a href="http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/23659636">Ann N Y Acad Sci.</a> 1287:1-16, 2013).</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<hr />
<p><span style="color: #737373;"><span style="font-size: 10pt;">Bibliografia</span></span><br />
<span style="font-size: 9pt;">(1) <a href="http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/23659636" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Ann N Y Acad Sci.</a> 1287:1-16, 2013)<br />
(2) <a href="http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/25485899" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Am J Physiol Heart Circ Physiol.</a>;308(4):H269-80, 2015<br />
(3) 1;290(18):11663-77, 2015<br />
(4) <a href="http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/21831036" target="_blank" rel="noopener noreferrer">docr Metab Immune Disord Drug Targets.</a> 1;11(3):232-46, 2011<br />
(5) <a href="http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/19211925" target="_blank" rel="noopener noreferrer">FASEB J.</a> 23(6):1946-57, 2009</span></p>
<hr />
<p><span style="color: #737373;"><span style="font-size: 10pt;">Articolo a cura di:</span></span><br />
<span style="font-size: 10pt;"> <em>Dr. Francesco Bonucci &#8211; Biologo Nutrizionista</em></span><br />
<span style="font-size: 10pt;"> <em>Prof.ssa Maria Rosaria Faraone Mennella &#8211; Professore di Chimica Biologica Univ. Federico II di Napoli</em></span></p>
<hr />
<p>[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row]</p>
<p>L'articolo "<a href="https://www.lipinutragen.it/lipidomica-e-obesita/">Lipidomica e Obesità</a>" è online sul blog di <a href="https://www.lipinutragen.it">Lipinutragen</a></p>
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