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	<title>antiossidanti Archivi &#8226; Lipinutragen</title>
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	<description>Lipidomica e Nutraceutica</description>
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	<title>antiossidanti Archivi &#8226; Lipinutragen</title>
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		<title>INTEGRAZIONE ANTIOSSIDANTE</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lipinutragen]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 19 Mar 2021 11:30:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Salute e nutrizione molecolare]]></category>
		<category><![CDATA[Stile di vita e prevenzione]]></category>
		<category><![CDATA[antiossidanti]]></category>
		<category><![CDATA[antiox]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L'articolo "<a href="https://www.lipinutragen.it/integrazione-antiossidante/">INTEGRAZIONE ANTIOSSIDANTE</a>" è online sul blog di <a href="https://www.lipinutragen.it">Lipinutragen</a></p>
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<h2><span style="color: #737373;">Verso l’integrazione consapevole<br /></span></h2>
<p>Continua la Rubrica “Scelta dell’Integratore” con l’articolo sugli ANTIOSSIDANTI. Attualmente sul mercato esiste una moltitudine di integratori alimentari ad attività antiossidante con il risultato che non è assolutamente facile individuare di cosa si ha bisogno.</p>
<p><em>Quali caratteristiche deve avere un integratore con attività antiossidante? A chi sono rivolti?</em> Come sceglierli? Partiamo dall’aspetto fisiologico per capire come agiscono gli antiossidanti, qual è il meccanismo, o meglio quali sono i vari meccanismi di azione, per cercare di dare una risposta a queste domande.</p>
<h3><span style="font-size: 18pt; color: #737373;">I RADICALI LIBERI e PRODUZIONE nelle CELLULE: sono FISIOLOGICI?<br /></span></h3>
<p>Le cellule, che formano i tessuti e sono unità fondamentali dell’organismo, sono soggette a diversi eventi che portano alla formazione di <strong>radicali liberi</strong>. In particolare, tra le <strong>Specie Reattive dell’Ossigeno (ROS)</strong>, che sono prodotti di reazioni chimiche catalizzate dalla luce oppure enzimatiche nelle stesse condizioni fisiologiche che utilizzano l’ossigeno, vengono generate <strong>specie radicaliche in cui l’ossigeno si trova con un solo elettrone e diviene molto reattivo</strong>. Il radicale cerca di ritornare alla condizione stabile, quella di molecola, sottraendo l’elettrone oppure l’atomo di idrogeno mancante, ma facendo così forma altre specie radicaliche ed <strong>innesca una reazione a catena</strong>, che si ferma soltanto quando il radicale incontra il naturale donatore di elettroni o idrogeno che è un enzima antiossidante. <strong>Vi sono anche altre molecole in grado di “fermare” il radicale centrato all’ossigeno, ovvero le VITAMINE o i COMPOSTI ANTIOSSIDANTI che si assumono dalla dieta</strong> (olio di oliva, verdure, frutta). Tenendo conto che questi composti non li produce l’organismo autonomamente, l’insieme di ENZIMI e MOLECOLE costituisce il cosiddetto <strong>NETWORK ANTIOSSIDANTE.</strong></p>
<p>Se la formazione delle specie radicaliche si mantiene in equilibrio con il network antiossidante, tutto resta entro valori “fisiologici”, altrimenti <strong>lo “stress radicalico” non viene fermato in tempo e il danneggiamento cellulare diviene eccessivo</strong>, causando la distruzione di molecole cruciali per la vita (DNA, proteine, lipidi) con danni al funzionamento di tutta la cellula.</p>
<p>Sapendo dell’esistenza di questo equilibrio<strong>, la produzione di radicali liberi non deve essere vista come un evento negativo</strong>, come invece si tende a fare, perché rappresenta un meccanismo fisiologico importante e necessario per l’attività dell’organismo; le specie ROS sono quelle prodotte da cellule del sistema immunitario (Macrofagi) per distruggere elementi patogeni quali batteri e virus, e possiamo soltanto immaginare cosa accadrebbe se non ci fossero. Inoltre, come studiato negli ultimi 30 anni, senza radicali liberi non si formerebbero DNA e prostaglandine, ovvero non si avrebbe la trasmissione ereditaria né la reazione cellulare infiammatoria ed antinfiammatoria.</p>
<p>Infine, il meccanismo fisiologico che da ossigeno ed elettroni porta all’energia cellulare nei mitocondri (organelli definiti “polmoni” della cellula) non avverrebbe, ed anche i nostri movimenti, o l’attività sportiva, non potrebbero realizzarsi.</p>
<p>Di contro, <strong>condizioni come sport intenso, stress psicofisico, infezioni, inquinamento ambientale, fumo, in combinazione a stili di vita sregolati e scarso apporto dietetico di antiossidanti</strong>, possono portare la cellula ad aumentare la produzione di radicali liberi e non avere altrettanto aumento di difese.</p>
<h3><span style="font-size: 18pt; color: #737373;">ANTIOSSIDANTI CONTRO I RADICALI LIBERI<br /></span></h3>
<p>Come abbiamo detto, i sistemi antiossidanti enzimatici e molecolari sono necessari al controllo dei radicali liberi.</p>
<p><a href="https://www.lipinutragen.it/wp-content/uploads/Antiox-grafico.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-11000 alignright" src="https://www.lipinutragen.it/wp-content/uploads/Antiox-grafico.jpg" alt="" width="404" height="290" /></a>Il compito di “disinnescare” i radicali liberi è affidato a:</p>
<ul>
<li><strong>Sistemi Endogeni</strong>, cioè prodotti e rigenerati dall’organismo stesso, come i sistemi basati su enzimi: Superossido dismutasi, Catalasi, Perossidasi, alcune proteine (Albumina), piccole molecole (Cisteina, Glutatione, Bilirubina, Acido urico, Coenzima Q10), che interagiscono con i radicali come spiegato precedentemente;</li>
<li><strong>Sistemi esogeni</strong>, ovvero provenienti soltanto da fonti esterne, che sono molecole assunte con l’alimentazione (presenti prevalentemente in frutta, verdura, cereali e legumi, olio di oliva, olive, tè verde), che supportano i meccanismi detossificanti endogeni. Si tratta per lo più di Vitamine A, C ed E, Minerali in particolare Selenio, Zinco e Rame e altre molecole Polifenoli, Flavonoidi, Licopene, Carotenoidi.</li>
</ul>
<p>È importante dire che ENTRAMBI i sistemi sono importanti, perché entrano in SINERGIA di attività e di rigenerazione, dopo la reazione con i radicali, in modo da mantenere sempre costante la quantità e la qualità delle loro componenti.[/vc_column_text][vc_column_text css=&#8221;.vc_custom_1615806435888{padding-bottom: 10px !important;}&#8221;]</p>
<h3><span style="font-size: 18pt; color: #737373;">STRESS OSSIDATIVO, QUALI CONSEGUENZE:<br /></span></h3>
<p><strong>Il network antiossidante con i sistemi endogeni ed esogeni sono la DIFESA contro i radicali liberi</strong>, e se il risultato sarà l’equilibrio, vuol dire che alla produzione di radicali liberi, anche sotto stress, si è riusciti a rispondere adeguatamente.</p>
<p>Se invece <strong>lo stress ossidativo prevale</strong>, la conseguenza è quella di accumulare <strong>prodotti di degradazione che accelerano l’invecchiamento cellulare</strong>, portando anche a segni evidenti di cedimento per la pelle, di <strong>indebolimento per il sistema immunitario</strong> e, se i danni provocano <strong>mutazioni del corredo genetico</strong>, anche ad aprire la porta al tumore.</p>
<h3><span style="font-size: 18pt; color: #737373;">INTEGRATORI ad ATTIVITÀ ANTIOSSIDANTE<br /></span></h3>
<p>Quante volte a causa delle scorrette abitudini alimentari, di un inappropriato stile e ambiente di vita (fumo, stress, esposizione a inquinanti), rischiamo di <strong>indebolire le “munizioni”</strong> di cui l’organismo dispone per equilibrare lo stress radicalico. Scarso apporto di frutta e verdura e olio di oliva, ma anche richiesta di elevata performance fisica e sport intenso, l’esposizione al sole o fonti di radiazioni, alcune malattie con forte componente ossidativa, come le patologie metaboliche e cardiovascolari, sono soltanto alcune delle condizioni nelle quali le difese antiossidanti si depauperano e lo stress ossidativo può non trovare compensazione.</p>
<p>In tutti questi casi, l’apporto di antiossidanti, sia attraverso l’alimentazione sia come integrazione, è fortemente consigliabile al fine di fornire all’organismo ciò di cui necessita, avendo cura d fornire sempre <strong>dosi bilanciate</strong> e <strong>molecole sinergiche</strong> nella loro funzione.</p>
<p><strong><a href="https://www.lipinutragen.it/wp-content/uploads/Antiox-visual.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-11001 alignright" src="https://www.lipinutragen.it/wp-content/uploads/Antiox-visual.jpg" alt="" width="404" height="290" /></a>Gli antiossidanti scelti con professionalità, consigliati quindi solo dopo un’approfondita valutazione, permetteranno, oltre che a mantenere un “network” completo ed efficiente, anche a darci i “segni” della riuscita della strategia</strong>, con:</p>
<ul>
<li>rafforzamento del <strong>sistema immunitario</strong> per mantenerlo attivo e reattivo;</li>
<li>prevenzione di <strong>invecchiamento cutaneo</strong> e formazione di rughe, conseguenza del deterioramento di importanti lipidi cutanei e delle fibre di collagene ed elastina correlato ai radicali liberi;</li>
<li>miglioramento di <strong>efficienza fisica e mentale</strong>, soprattutto quando siano evidenti cali di rendimento per il prolungamento dell’esposizione allo stress.</li>
<li>Miglioramento del <strong>controllo fisiologico nello sport</strong>, con riflessi sulle performance e sui tempi di recupero.</li>
</ul>
<h2><span style="font-size: 18pt; color: #737373;">ANTIOX advance, la RICARICA ANTIOSSIDANTE<br /></span></h2>
<p>ANTIOX <em>advance</em> nasce da una approfondita conoscenza dei meccanismi molecolari dello stress ossidativo e delle molecole indispensabili al suo controllo. <strong>La formulazione di un antiossidante non può non tenere conto della MEMBRANA CELLULARE, che è il primo sito di intercettazione dello stress trovandosi ad avvolgere ogni cellula del nostro corpo</strong>. Pertanto, la formulazione antiossidante avanzata si riconosce per essere <strong>composta da molecole che possono interagire con i radicali liberi sia in parti acquose che in parti “lipofile” (grasse)</strong> come quelle che compongono la membrana.</p>
<p>I due settori ACQUOSO E LIPOFILO convivono nella nostra cellula e, siccome in entrambi si genera lo stress, il network naturale agisce raggiungendoli entrambi. Assicuriamoci quindi che nella formulazione dell’antiossidante ci siano TUTTE E DUE LE TIPOLOGIE DI MOLECOLE, per avere un completo controllo.</p>
<p>In tal modo la formulazione è indicata nei casi di aumentato fabbisogno di sostanze ad azione antiossidante per agire in modo sinergico nel controllo dei radicali liberi e stress ossidativo e nel mantenimento delle funzionalità della membrana cellulare.</p>
<p>ANTIOX <em>advance</em> contiene <strong>un pool calibrato di molecole antiossidanti sinergiche</strong> per la protezione cellulare a 360 gradi. Nel dettaglio:</p>
<ul>
<li>triade antiossidante costituita da <strong>vitamine C (idrofila) ed E ed astaxantina</strong> (lipofile) per l’ottima protezione contro la perossidazione dei lipidi della membrana cellulare ed intercettare con meccanismi sinergici tutti l tipi di radicali prodotti nei compartimenti cellulari;</li>
<li><strong>Coenzima Q10</strong>, fondamentale elemento per perfezionare la sinergia con le vitamine per l’azione antiossidante;</li>
<li><strong>NADH</strong>, coenzima dall’attività ossido-riducente, cofattore di enzimi antiossidanti;</li>
</ul>
<p><strong>L-selenometionina contenente Selenio, </strong>elemento essenziale in molteplici reazioni biochimiche e coinvolto nel riciclo di glutatione ossidato, indispensabile nella catena respiratoria per la produzione di energia dove esplica anche attività antiossidante.</p>
<ul>
<li>Presenza di olio di oliva contenete polifenoli, la cui attività per la salute umana è oramai conclamata da secoli di storia e dall’epidemiologia della longevità.</li>
</ul>
<p><a href="https://www.lipinutragen.it/wp-content/uploads/Antiox-antiossidante.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignright size-full wp-image-10999" src="https://www.lipinutragen.it/wp-content/uploads/Antiox-antiossidante.jpg" alt="" width="404" height="290" /></a>ANTIOX <em>advance</em> presenta <strong>anche claim salutistici</strong> approvati da EFSA (agenzia europea per il cibo e la sicurezza) quali:</p>
<ul>
<li><u>Vitamine C ed E e Selenio</u> contribuisco alla protezione delle cellule dallo stress ossidativo.</li>
<li><u>Vitamina C</u> contribuisce alla riduzione del senso di stanchezza e di affaticamento.</li>
<li><u>Vitamina C e Selenio</u> contribuiscono al normale funzionamento del sistema immunitario.</li>
<li><u>Vitamina C e Selenio</u> contribuiscono al normale mantenimento di pelle, unghie e capelli.</li>
<li><u>Astaxantina</u> è un antiossidante.</li>
</ul>
<p>Con un’attenta scelta molecolare, ANTIOX <em>advance</em> permette l’intervento su tutte le modalità di funzionamento dei circuiti antiossidanti, con dosaggi bilanciati <strong>per evitare eccessi di supplementazione antiossidante</strong>. Una formulazione in pratiche capsule SOFT GEL assicura l’ottimale assorbimento intestinale e biodistribuzione.</p>
<hr class="lpn-sep" />
<p><span style="color: #737373; font-size: 12pt;"><span style="color: #737373;"><strong class="credits-label">Bibliografia:</strong><br /></span></span></p>
<ol>
<li><span style="font-size: 12pt;">Compendium of Chemical Terminology, 2nd ed. (the &#8220;Gold Book&#8221;). Compiled by A. D. McNaught and A. Wilkinson. Blackwell Scientific Publications, Oxford (1997). Online version (2019-)<em> created by S. J. Chalk. ISBN 0-9678550-9-8. </em><a href="https://doi.org/10.1351/goldbook">https://doi.org/10.1351/goldbook</a><em>.</em></span></li>
<li><span style="font-size: 12pt;">Membrana cellulare e lipidomica. Carla Ferreri e Chryssostomos Chatgilialoglu. 2014, CNR Edizioni</span></li>
<li><span style="font-size: 12pt;">Solomons TWG, Chimica organica, a cura di G. Ortaggi, D. Misiti, 2ª ed., Zanichelli, 1988, ISBN 88-08-09414-6.</span></li>
<li><span style="font-size: 12pt;">Muller FL, Lustgarten MS, Jang Y, Richardson A, Van Remmen H. Trends in oxidative aging theories. Free Radic Biol Med. 2007 Aug 15;43(4):477-503. doi: 10.1016/j.freeradbiomed.2007.03.034. Epub 2007 Apr 10. PMID: 17640558.</span></li>
<li><span style="font-size: 12pt;">Regolamento (UE) n. 432/2012 della Commissione, del 16 maggio 2012, relativo alla compilazione di un elenco di indicazioni sulla salute consentite sui prodotti alimentari, diverse da quelle facenti riferimento alla riduzione dei rischi di malattia e allo sviluppo e alla salute dei bambini.</span></li>
<li><span style="font-size: 12pt;">Decreto MinSal. 26/07/2019 &#8211; Disciplina dell&#8217;impiego negli integratori alimentari di sostanze e preparati vegetali.</span></li>
</ol>
<hr class="lpn-sep" />
<p><span style="color: #737373; font-size: 12pt;"><span style="color: #737373;"><strong class="credits-label">Articolo a cura del Gruppo Redazionale di Lipinutragen</strong><br /></span></span></p>
<p><span style="font-size: 12pt;">Le informazioni riportate non devono in alcun modo sostituire il rapporto diretto tra professionista della salute e paziente.</span></p>
<hr class="lpn-sep" />
<p><span style="font-size: 8pt;"><span style="font-size: 12pt;"><strong class="credits-label">Foto:</strong> 123RF Archivio Fotografico: 77467576 : ©guniita / 123rf.com | <span id="imageIdText">62564046:</span> @kwangmoo<span id="imageIdText"></span> / 123rf.com</span></span></p>
<p class="alignnone" style="text-align: left;"><a href="https://www.lipinutragen.it/wp-content/uploads/Integrazione-antiossidante-lipinutragen.pdf" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone wp-image-6223" src="https://www.lipinutragen.it/wp-content/uploads/scarica-pdf.png" alt="" width="35" height="35" /></a> <a href="https://www.lipinutragen.it/wp-content/uploads/Integrazione-antiossidante-lipinutragen.pdf" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><span style="font-size: 8pt;">Download</span></a></p></div>
			</div>
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		<title>Fragole: preziose alleate della salute</title>
		<link>https://www.lipinutragen.it/fragole-preziose-alleate-della-salute/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Lipinutragen]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 26 May 2017 10:30:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ricette di nutrilipidomica]]></category>
		<category><![CDATA[antiossidanti]]></category>
		<category><![CDATA[fragole]]></category>
		<category><![CDATA[vitamina C]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Proprietà e virtù delle fragole La fragola (Fragaria vesca) è una pianta molto diffusa della famiglia delle Rosacee molto diffusa e rappresenta un tipico frutto della cultura mediterranea. Oltre ad essere particolarmente saporita e profumata – da qui la derivazione del verbo latino “fragrare” – possiede proprietà nutrizionali interessanti che la rendono un frutto sano [&#8230;]</p>
<p>L'articolo "<a href="https://www.lipinutragen.it/fragole-preziose-alleate-della-salute/">Fragole: preziose alleate della salute</a>" è online sul blog di <a href="https://www.lipinutragen.it">Lipinutragen</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-6170 alignnone" src="https://www.lipinutragen.it/wp-content/uploads/Nutri-lipidomica.png" alt="Nutri lipidomica" width="401" height="67" /><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-6808" src="https://www.lipinutragen.it/wp-content/uploads/fragole.jpg" alt="" width="770" height="300" /></p>
<h1><span style="color: #737373;">Proprietà e virtù delle fragole<br />
</span></h1>
<p>La fragola (<em>Fragaria vesca</em>) è una pianta molto diffusa della famiglia delle Rosacee molto diffusa e rappresenta un tipico frutto della cultura mediterranea. Oltre ad essere particolarmente saporita e profumata – da qui la derivazione del verbo latino “fragrare” – possiede proprietà nutrizionali interessanti che la rendono un frutto sano e gustoso da includere nella dieta di tutti.</p>
<p>Il frutto* è una buona fonte di potassio, manganese, folati, fibre vegetali, ma ciò che lo caratterizza maggiormente è <strong>la ricchezza di vitamina C e di antiossidanti, tra cui gli antociani e gli elagitannini</strong>.</p>
<p>Tutte queste sostanze rendono <strong>le fragole protagoniste della dieta bilanciata e alleate preziose della salute, con proprietà antiossidanti e antinfiammatorie </strong>confermate da diversi studi (1).</p>
<p>Le fragole hanno un basso impatto glicemico, con i loro 3 g di carboidrati disponibili per 120 g. Le caratteristiche delle fibre presenti rendono questo frutto ben digeribile anche da chi ha problematiche di gonfiore addominale e di colite.</p>
<p><span style="font-size: 8pt;">*In realtà, si tratta di un falso frutto perché i frutti propriamente detti che sono i semini di cui è cosparsa la superficie.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span id="more-6671"></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<h2><span style="color: #737373;">Come consumare le fragole<br />
</span></h2>
<p>Le fragole si possono consumare al naturale, mescolate con uno yogurt bianco, in una macedonia, frullate in uno smoothie fresco oppure in mezzo ad un’insalata verde.</p>
<h3><em><span style="color: #a56b39; font-size: 14pt;">La ricetta NUTRI-lipidomica</span></em><br />
<span style="color: #737373; font-size: 18pt;">Fragole arrostite<br />
</span></h3>
<p>Si tratta di una preparazione particolare.</p>
<p><strong><span style="color: #737373;">Ingredienti</span></strong></p>
<ul>
<li>2 tazze di fragole</li>
<li>2 tazze di gambi di rabarbaro</li>
<li>2 cucchiai di miele d’acacia</li>
<li>1 cucchiaio di aceto di mele</li>
<li>1 pizzico di sale</li>
</ul>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong><span style="color: #737373;"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignright size-full wp-image-6820" src="https://www.lipinutragen.it/wp-content/uploads/fragole-arrostite.jpg" alt="" width="250" height="250" />Preparazione</span> </strong></p>
<p>Tagliare le fragole in quarti e il rabarbaro a pezzi grossolani, metterli in una ciotola e aggiungere del miele liquido, un cucchiaio di aceto di mele e un pizzico di sale.</p>
<p>Stendere il tutto sulla placca ricoperta da un foglio di carta forno e riporre nello scomparto centrale del forno preriscaldato a 180°. Cuocere per 30-40 minuti.</p>
<p>Si possono mangiare tal quali o utilizzare su yogurt o come ripieno per dolci.</p>
<p><span style="color: #737373; font-size: 10pt;"><strong class="credits-label">Bibliografia:</strong></span></p>
<p><span style="font-size: 10pt;">(1) Mandave P., et al. Antidiabetic, Lipid Normalizing, and Nephroprotective Actions of the Strawberry: A Potent Supplementary Fruit. Int J Mol Sci. 2017 Jan; 18(1): 124</span></p>
<p><span style="color: #737373; font-size: 10pt;">Articolo a cura di:</span><br />
<span style="font-size: 10pt;"> <em>Dr. Francesco Bonucci &#8211; Biologo Nutrizionista</em></span></p>
<p><span style="font-size: 10pt;"><em>I consigli alimentari presenti nell’articolo non sono da intendersi sostitutivi di un piano alimentare personalizzato e sono da adattare ai casi specifici.</em></span></p>
<p class="alignnone" style="text-align: left;"><a href="https://www.lipinutragen.it/wp-content/uploads/Fragole-preziose-alleate-della-salute.pdf" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone wp-image-6223" src="https://www.lipinutragen.it/wp-content/uploads/scarica-pdf.png" width="35" height="35" /> <span style="font-size: 8pt;">Download</span></a></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<item>
		<title>Strawberries: beneficial health allies</title>
		<link>https://www.lipinutragen.it/strawberries-beneficial-health-allies/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Lipinutragen]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 26 May 2017 10:30:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Salute e nutrizione molecolare]]></category>
		<category><![CDATA[antiossidanti]]></category>
		<category><![CDATA[fragole]]></category>
		<category><![CDATA[strawberries]]></category>
		<category><![CDATA[vitamina C]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>[/vc_column_text][separator width=&#8221;95%&#8221; height=&#8221;1px&#8221; color=&#8221;#dddddd&#8221; margin_top=&#8221;0&#8243; margin_bottom=&#8221;20px&#8221;][/vc_column][/vc_row][/vc_column_text][vc_empty_space height=&#8221;10px&#8221;][vc_column_text css=&#8221;.vc_custom_1495618080489{padding-bottom: 10px !important;}&#8221;] Strawberries properties and virtues Strawberry (Fragaria vesca) is a very common plant of the Rosaceae family, a fruit of Mediterranean culture. In addition to being particularly tasty and fragrant &#8211; hence the derivation of the Latin verb &#8220;fragrances&#8221; &#8211; it has interesting nutritional properties that [&#8230;]</p>
<p>L'articolo "<a href="https://www.lipinutragen.it/strawberries-beneficial-health-allies/">Strawberries: beneficial health allies</a>" è online sul blog di <a href="https://www.lipinutragen.it">Lipinutragen</a></p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-6220 alignleft" src="https://www.lipinutragen.it/wp-content/uploads/Nutri-lipidomics.png" alt="" width="330" height="69" />[/vc_column_text][separator width=&#8221;95%&#8221; height=&#8221;1px&#8221; color=&#8221;#dddddd&#8221; margin_top=&#8221;0&#8243; margin_bottom=&#8221;20px&#8221;][/vc_column][/vc_row]<img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-6808" src="https://www.lipinutragen.it/wp-content/uploads/fragole.jpg" alt="" width="770" height="300" />[/vc_column_text][vc_empty_space height=&#8221;10px&#8221;][vc_column_text css=&#8221;.vc_custom_1495618080489{padding-bottom: 10px !important;}&#8221;]</p>
<h2><span style="color: #737373;">Strawberries properties and virtues</span></h2>
<p>Strawberry (Fragaria vesca) is a very common plant of the Rosaceae family, a fruit of Mediterranean culture. In addition to being particularly tasty and fragrant &#8211; hence the derivation of the Latin verb &#8220;fragrances&#8221; &#8211; it has interesting nutritional properties that make it a healthy and tasty food to be included in everyone&#8217;s diet.</p>
<p>Fruit * is a good source of potassium, manganese, folate, vegetable fibers, but <strong>what&#8217;s most important is vitamin C and antioxidants, including anthocyanins and elagitanin</strong>s.</p>
<p>All of these substances make strawberries <strong>prominent in the balanced diet and valuable allies of health</strong>, with antioxidant and anti-inflammatory properties confirmed by several studies (1).</p>
<p>Strawberries have a low glycemic impact, with their 3 g of carbohydrates available for 120 g. The characteristics of the present fibers make this fruit well digestible also by those who have problems with abdominal swelling and colitis.</p>
<p><span style="font-size: 10pt;">* In fact, this is a “fake fruit” because the fruits properly mentioned are the seeds of which the surface is sprinkled.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span id="more-6673"></span></p>
<p>[vc_row][vc_column][vc_column_text css=&#8221;.vc_custom_1495618071749{padding-bottom: 10px !important;}&#8221;]</p>
<h2><span style="color: #737373;">Strawberries consumption<br />
</span></h2>
<p>Strawberries can be eaten naturally, mixed with a white yogurt, in a fruit salad, shredded in a fresh smoothie or together whit green salad.[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row][vc_row css=&#8221;.vc_custom_1487706986792{padding-left: 25px !important;}&#8221;][vc_column][vc_column_text css=&#8221;.vc_custom_1495618525510{padding-bottom: 10px !important;}&#8221;]</p>
<h3><em><span style="color: #a56b39; font-size: 14pt;">The NUTRI-lipidomic recipe</span></em><br />
<span style="color: #737373; font-size: 18pt;">Roasted strawberries<br />
</span></h3>
<p>[/vc_column_text][vc_row_inner][vc_column_inner width=&#8221;1/2&#8243;][vc_column_text]A special and original preparation.[/vc_column_text][/vc_column_inner][vc_column_inner width=&#8221;1/2&#8243;][/vc_column_inner][/vc_row_inner][vc_row_inner][vc_column_inner width=&#8221;1/2&#8243;]<strong><span style="color: #737373;">Ingredients</span></strong></p>
<ul>
<li>2 cups of strawberries</li>
<li>2 cups of rhubarb stems</li>
<li>2 tablespoons of acacia honey</li>
<li>1 tablespoon of apple vinegar</li>
<li>1 pinch of salt</li>
</ul>
<p>[/vc_column_text][/vc_column_inner][vc_column_inner width=&#8221;1/2&#8243;][/vc_column_inner][/vc_row_inner][/vc_column][/vc_row][vc_row bg_color=&#8221;#f7f3ed&#8221;][vc_column css=&#8221;.vc_custom_1614553402586{margin-left: 20px !important;padding-left: 0px !important;}&#8221;][vc_empty_space height=&#8221;10px&#8221;][vc_column_text css=&#8221;.vc_custom_1614553393934{padding-top: 25px !important;padding-right: 26px !important;padding-bottom: 40px !important;padding-left: 20px !important;background-color: #f7f3ed !important;}&#8221;]<strong><span style="color: #737373;"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignright size-full wp-image-6686" src="https://www.lipinutragen.it/wp-content/uploads/roasted-strawberry.jpg" alt="" width="250" height="250" srcset="https://www.lipinutragen.it/wp-content/uploads/roasted-strawberry.jpg 250w, https://www.lipinutragen.it/wp-content/uploads/roasted-strawberry-150x150.jpg 150w" sizes="(max-width: 250px) 100vw, 250px" />Preparation</span> </strong></p>
<p>Cut the strawberries into quartz and rhubarb in coarse pieces, put them in a bowl and add the liquid honey, a tablespoon of apple vinegar and a pinch of salt. Spread all over the plaque covered with a sheet of oven paper and place it in the central magazine of the oven preheated to 180 °. Cook for 30-40 minutes.</p>
<p>Consumption tip: if you do not want to eat alone, put roasted strawberries on yogurt or as a filling for sweets.[/vc_column_text][vc_empty_space height=&#8221;25px&#8221;][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column][vc_empty_space height=&#8221;40px&#8221;][separator width=&#8221;95%&#8221; height=&#8221;1px&#8221; color=&#8221;#dddddd&#8221; margin_top=&#8221;0&#8243; margin_bottom=&#8221;20px&#8221;][vc_column_text css=&#8221;.vc_custom_1495622558757{padding-top: 10px !important;padding-bottom: 10px !important;}&#8221;]<span style="color: #737373;"><span style="font-size: 10pt;"><strong class="credits-label">Bibliography:</strong></span></span><br />
<span style="font-size: 10pt;"> (1) Mandave P., et al. Antidiabetic, Lipid Normalizing, and Nephroprotective Actions of the Strawberry: A Potent Supplementary Fruit. Int J Mol Sci. 2017 Jan; 18(1): 124</span>[/vc_column_text][separator width=&#8221;95%&#8221; height=&#8221;1px&#8221; color=&#8221;#dddddd&#8221; margin_top=&#8221;0&#8243; margin_bottom=&#8221;20px&#8221;][vc_column_text css=&#8221;.vc_custom_1490186724519{padding-top: 10px !important;padding-bottom: 10px !important;}&#8221;]<span style="color: #737373;"><span style="font-size: 10pt;">Article by:</span></span><br />
<span style="font-size: 10pt;"> <em>Nutritionist Dr. Francesco Bonucci<br />
</em></span></p>
<div class="wpb_text_column wpb_content_element vc_custom_1487783467804">
<div class="wpb_wrapper">
<p><span style="font-size: 10pt;"><em>The diet tips, written in the article, are not intended to be a substitute for a personal nutrition plan and are to be adapted to specific cases.</em></span></p>
</div>
</div>
<p>[/vc_column_text][vc_empty_space height=&#8221;40px&#8221;][/vc_column][/vc_row][vc_row css=&#8221;.vc_custom_1487776942618{padding-bottom: 40px !important;}&#8221;][vc_column][separator width=&#8221;95%&#8221; height=&#8221;1px&#8221; color=&#8221;#dddddd&#8221; margin_top=&#8221;0&#8243; margin_bottom=&#8221;20px&#8221;][vc_column_text]<span style="font-size: 8pt;">Photo: <span style="color: #737373;">123RF Archivio Fotografico</span> | ©Mariusz Blach, <em>19279354 </em>, 2017-05-25</span>[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column][vc_empty_space height=&#8221;40px&#8221;][separator width=&#8221;95%&#8221; height=&#8221;1px&#8221; color=&#8221;#dddddd&#8221; margin_top=&#8221;0&#8243; margin_bottom=&#8221;20px&#8221;][vc_row_inner][vc_column_inner width=&#8221;1/4&#8243; css=&#8221;.vc_custom_1487868100050{background-color: #ffffff !important;}&#8221;][vc_column_text]</p>
<p style="text-align: left;"><a href="https://www.lipinutragen.it/wp-content/uploads/Strawberries_-beneficial-health-allies-–-Lipinutragen.pdf" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone wp-image-6223" src="https://www.lipinutragen.it/wp-content/uploads/scarica-pdf.png" width="35" height="35" /> <span style="font-size: 8pt;">Download</span></a></p>
<p>[/vc_column_text][/vc_column_inner][vc_column_inner width=&#8221;3/4&#8243;][/vc_column_inner][/vc_row_inner][vc_empty_space height=&#8221;40px&#8221;][vc_empty_space height=&#8221;40px&#8221;][/vc_column][/vc_row]</p>
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		<title>La nutrizione molecolare nell’anziano</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lipinutragen]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 15 Mar 2016 21:44:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Salute e nutrizione molecolare]]></category>
		<category><![CDATA[Stile di vita e prevenzione]]></category>
		<category><![CDATA[Alzheimer]]></category>
		<category><![CDATA[antiossidanti]]></category>
		<category><![CDATA[decadimento cognitivo]]></category>
		<category><![CDATA[degenerazione maculare]]></category>
		<category><![CDATA[Demenza]]></category>
		<category><![CDATA[invecchiamento]]></category>
		<category><![CDATA[omega3]]></category>
		<category><![CDATA[parametri molecolari]]></category>
		<category><![CDATA[profilo lipidomico]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L'articolo "<a href="https://www.lipinutragen.it/la-nutrizione-molecolare-nellanziano/">La nutrizione molecolare nell’anziano</a>" è online sul blog di <a href="https://www.lipinutragen.it">Lipinutragen</a></p>
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				<div class="et_pb_text_inner"><p><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-5268 alignnone" src="https://www.lipinutragen.it/wp-content/uploads/Nutri-lipidomica-testata.png" alt="Nutri-lipidomica-testata" width="700" height="89" /></p>
<h2><span style="color: #737373; font-size: 20pt;">La nutrizione molecolare nell’anziano</span></h2>
<p><b>Età anagrafica.</b> Il limite di età per definire un anziano ha subìto dei cambiamenti nel tempo legati soprattutto all’aspettativa di vita che è diversa nelle varie culture e regioni nel mondo. Nel tardo ‘800 in Inghilterra, ad esempio, si considerava il limite di 50 anni per definire un soggetto anziano, mentre al giorno d’oggi, nei paesi sviluppati, si considera 60-65 anni o l’età individuata dal sistema pensionistico.</p>
<p><b><u>Età biologica</u></b>. Sebbene non ci sia ancora un consenso unanime sull’individuazione di biomarkers predittivi della lunghezza della vita e sul rischio di morte, si può dire che l’invecchiamento dal punto di vista biologico sia un processo caratterizzato da un graduale accumulo di “danni” <b>molecolari e cellulari</b>.</p>
<p>Questi determinano un progressivo e generalizzato <b>decadimento funzionale del corpo umano</b>, che si manifesta con una maggiore vulnerabilità rispetto all’ambiente, un incremento del rischio di malattia ed infine della morte [1].</p>
<p>Il grado e il tipo di danni che si accumulano nel tempo hanno una grande variabilità legata alla diversa genetica individuale e all’influenza dei fattori ambientali e comportamentali. Questi danni si manifestano con un declino di funzionalità riscontrabile maggiormente a livello fisico, cognitivo, endocrino, fisiologico e immunitario e contribuiscono alle cosiddette fragilità nell’anziano.</p>
<blockquote>
<p>TIPI DI DANNI CHE CONTRIBUISCONO ALL’INVECCHIAMENTO [2]<br />– danno al DNA (nucleico e mitocondriale) da stress ossidativo, mutazioni, accorciamento dei telomeri, modificazioni epigenetiche;<br />– danni all’RNA con errori di trascrizione;<br />– danni ai lipidi delle membrane cellulari da radicali liberi;<br />– danni alle strutture delle proteine.</p>
<p><em>Gran parte di questi danni sono indotti da radicali liberi, ma limitati dalla presenza di antiossidanti che partecipano a meccanismi di protezione e di riparazione</em></p>
</blockquote>
<h2> </h2>
<h2><span style="color: #737373; font-size: 20pt;">Le molecole nei processi di invecchiamento</span></h2>
<p>Indipendentemente dal limite d’età stabilito, l’invecchiamento è accompagnato anche da cambiamenti fisiologici che hanno un impatto negativo sullo stato nutrizionale. Questi cambiamenti includono un ridotto senso del gusto e della percezione dei sapori con conseguente riduzione dell’appetito, oppure una ridotta secrezione gastrica ed enzimatica con abbassamento dell’assorbimento ad esempio di ferro e vitamina B12. Infatti, sebbene i fabbisogni energetici si riducano, quelli di nutrienti rimangono relativamente costanti con gli anni e il rischio di malnutrizione aumenta. Da tenere presente anche l’assunzione di farmaci, molto diffusa nella terza età, che possono avere delle interazioni coi cibi e modificare le necessità di taluni nutrienti. Si ricorda che i processi di invecchiamento coinvolgono anche l’efficienza dell’attività degli enzimi e questo aspetto può risultare accentuato dalla minore assunzione e biodisponibilità di vitamine e minerali che svolgono funzioni di cofattori, cioè di supporto all’azione enzimatica. La dieta monotona e poco ricca di pesce e di frutta e verdura determina ridotti apporti di acidi grassi essenziali. Questa carenza risulta accentuata dalla difficoltà nel trasformare i precursori omega-3 acido alfa-inolenico e omega-6 acido linoleico in acidi grassi a lunga catena quali EPA, DHA, GLA e acido arachidonico, che tenderanno con gli anni a diventare essenziali.</p>
<table style="height: 1125px; background-color: #d7e4fa; border-color: #ffffff; width: 654px;" border="1">
<tbody>
<tr style="border-color: #adadad;">
<td style="width: 340.067px;">
<p style="text-align: center;"><span style="color: #808080;"><b>CRITICITA’ NUTRIZIONALI NELL’ANZIANO NUTRIZIONALI*<br /></b></span></p>
</td>
<td style="width: 295.933px;">
<p style="text-align: center;"><span style="color: #808080;"><b>INDICAZIONI</b></span></p>
</td>
</tr>
<tr>
<td style="width: 340.067px;">
<p><span style="color: #808080;">Ridotti apporti proteici con conseguente <b>perdita di tessuto muscolare</b> (sarcopenia)</span></p>
<p><span style="color: #808080;">Riduzione non fisiologica del peso corporeo</span></p>
</td>
<td style="width: 295.933px;">
<p><span style="color: #808080;">Bilanciare i pasti con la presenza di proteine animali e vegetali <b><u>a basso contenuto di grassi saturi.</u></b> Ad es. frutta secca (noci, nocciole, mandorle), carni magre, combinazione di cereali integrali e legumi, formaggi magri, uova.</span></p>
<p><span style="color: #808080;">Non concentrare l’assunzione di proteine unicamente in un pasto al giorno, ma distribuirla nei tre pasti principali [3].</span></p>
</td>
</tr>
<tr>
<td style="width: 340.067px;"><span style="color: #808080;"><b>Carenze</b> di vitamine e di minerali &#8211; cofattori enzimatici e antiossidanti</span></td>
<td style="width: 295.933px;"><span style="color: #808080;">Introdurre verdura e frutta fresca seguendo la stagionalità. Includere anche succhi e spremute senza zucchero o centrifughe/estratti. Variare i colori e le tipologie, <u>evitando la monotonia.</u></span></td>
</tr>
<tr>
<td style="width: 340.067px;"><span style="color: #808080;"><b>Dieta sbilanciata o povera di acidi grassi essenziali &#8211;</b> le fonti dei PUFA Omega-6 sono difficilmente carenti, invece quelle degli Omega-3 risultano facilmente in difetto.</span></td>
<td style="width: 295.933px;"><span style="color: #808080;">I PUFA <b><u>Omega-3 sono fondamentali</u></b> per il mantenimento dell’equilibrio delle membrane cellulari e come molecole di segnale (ad es. nei processi antinfiammatori). </span><br /><span style="color: #808080;"> <b><u>Il pesce,</u></b> in particolare quello azzurro e il salmone sono ricchi di Omega-3 a lunga catena EPA e <b><u>DHA.</u></b> L’olio di semi di lino è una buona fonte vegetale di Acido Alfa Linolenico.</span></td>
</tr>
<tr>
<td style="width: 340.067px;"><span style="color: #808080;"><b>Monotonia</b> e pasti dissociati</span></td>
<td style="width: 295.933px;"><span style="color: #808080;"><b>Variare la dieta</b> e assumere gli alimenti associandoli tra loro all’interno dei pasti. Così si migliora la biodisponibilità ed esplica l’azione sinergica dei nutrienti e ne rende possibile gli effetti salutistici.</span></td>
</tr>
<tr>
<td style="width: 340.067px;"><span style="color: #808080;"><b>Disidratazione, </b>molto frequente e peggiorata dall’impiego di alcuni farmaci</span></td>
<td style="width: 295.933px;"><span style="color: #808080;"><u>Bere piccole quantità di acqua durante l’arco della giornata</u> e ai pasti. Aumentare le quantità nei mesi più caldi.</span></td>
</tr>
<tr>
<td style="width: 636px;" colspan="2"><span style="color: #808080;">* i fattori preventivi comprendono anche l’attività fisica ed elementi psico-sociali, non trattati nello specifico.</span></td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>Si evidenziano le importanti funzioni di EPA e di DHA (Omega-3) nella prevenzione del decadimento cognitivo incluso l’Alzheimer e nella Degenerazione Maculare.</em></p>
<h2><span style="color: #737373; font-size: 20pt;">DHA e Degenerazione Maculare</span></h2>
<p>La <b>Degenerazione Maculare</b> è un affezione della porzione centrale della retina che colpisce 25-30 milioni di persone al mondo ed è la prima causa di abbassamento della vista negli ultra cinquantenni e la maggior causa di cecità nell’anziano in Europa. La Degenerazione Maculare Legata all’Età (DMLE) si suddivide in base alla progressione della malattia e gravità in una forma definita iniziale e in una successiva detta evoluta.</p>
<p>Unitamente agli interventi farmacologici, non è trascurabile l’effetto di specifici supplementi (antiossidanti, vitamine, zinco) nella riduzione della progressione della malattia [4].</p>
<p>Il DHA riveste un ruolo fondamentale nel mantenimento della visione costituendo una percentuale molto alta degli acidi grassi dei fotorecettori. Le persone con più alti livelli di EPA/DHA nelle membrane dei globuli rossi si sono rivelate più protette verso la DMLE rispetto a soggetti con valori più bassi [5]. Sebbene tutti i dati forniscano un legame tra un ridotto apporto alimentare di Omega-3 e la DMLE, ancora si sta studiando se sia efficace o meno un’integrazione specifica di questi acidi grassi.<br />In attesa di ricevere un consenso unanime dal mondo scientifico, sarebbe sicuramente utile conoscere il profilo lipidomico (e quindi anche il contenuto di EPA/DHA nei globuli rossi) delle persone a rischio, per indirizzare con precisione gli interventi nutrizionali ed eventualmente quelli di integrazione alimentare.</p>
<hr class="lpn-sep" />
<p>&nbsp;</p>
<h2><span style="color: #737373; font-size: 20pt;">Omega 3 &#8211; Decadimento cognitivo, Demenza e Alzheimer</span></h2>
<p>Tra il 2015 e il 2050, si prevede che il numero di persone anziane aumenterà notevolmente nei paesi ad alto reddito e, in percentuale maggiore, in quelli a basso reddito. L’incidenza della demenza aumenta esponenzialmente con l’avanzare dell’età e raddoppia progressivamente ogni 6 anni circa, passando da 4 casi all’anno ogni 1.000 persone con età tra i 60 e i 64 anni, a 105 casi all’anno ogni 1.000 persone dai 90 anni in su [6]. In questo scenario, dove risulta necessario trovare delle forme di prevenzione che rallentino l’avanzare di problematiche cognitive, il ruolo dell’alimentazione corretta risulta tra le più rilevanti. In questo contesto emerge significativo l’azione protettiva derivante dal consumo di pesce ricco di Omega-3, all’interno di una dieta ricca di nutrienti e antiossidanti quale quella mediterranea, con una presenza abbondante di frutta, verdura, legumi, cereali, in misura minore di uova e carni bianche e un ridotto consumo di carni rosse [7].</p>
<p>In particolare, il mondo della ricerca sta studiando i vari ruoli che il DHA svolge nel ridurre la produzione di β-amiloide, responsabile della fase iniziale dell’Alzheimer, così come le sue funzioni modulatrici in diversi altri meccanismi molecolari quali il danno da ossidazione e la neuroinfiammazione, implicati nel declino cognitivo e nella demenza.</p>
<hr class="lpn-sep" />
<p><b><em><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-2397 aligncenter" src="https://www.lipinutragen.it/wp-content/uploads/ricetta-lipidomica-crema-verdure-omega-3.jpg" alt="ricetta-lipidomica - crema verdure omega 3" width="703" height="513" /></em></b></p>
<hr class="lpn-sep" />
<p><strong class="credits-label">Bibliografia:</strong><br /><span style="font-size: 12pt;">(1) World Health Organization (WHO). World report on ageing and health. 2015<br />(2) Kirkwood TB. A systematic look at an old problem. Nature. 2008 Feb 7;451(7179):644–7<br />(3) Evans W. J. Frailty and muscle metabolism dysregulation in the elderly. Biogerontology (2010) 11:527–536<br />(4) Weikel KA, Chiu CJ &amp; Taylor A. Nutritional modulation of age-related macular degeneration. Mol Aspects Med. 2012; 33: 318–375<br />(5) Souied E. H. et al. Omega-3 Fatty Acids and Age-Related Macular Degeneration. <em>Ophthalmic Res. 2016; 55:62–69<br />(6) Rapporto Mondiale Alzheimer 2015. L’impatto Globale della Demenza UN’ANALISI DI PREVALENZA, INCIDENZA, COSTI E DATI DI TENDENZA. </em><em>2015.</em></span></p>
<hr class="lpn-sep" />
<p><strong class="credits-label">Articolo a cura di</strong><br /><span style="font-size: 12pt;"> <em>Dr. Francesco Bonucci &#8211; Biologo Nutrizionista</em></span></p>
<p><span style="font-size: 12pt;"><em>I consigli alimentari presenti nell’articolo non sono da intendersi sostitutivi di un piano alimentare personalizzato e sono da adattare ai casi specifici.</em></span></p></div>
			</div>
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		<title>Nutrizione Molecolare in Pediatria</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lipinutragen]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 17 Feb 2016 08:19:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Salute e nutrizione molecolare]]></category>
		<category><![CDATA[Stile di vita e prevenzione]]></category>
		<category><![CDATA[acido grasso]]></category>
		<category><![CDATA[antiossidanti]]></category>
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<h2><span style="color: #737373; font-size: 20pt;">Nutrizione molecolare in pediatria</span></h2>
<p>L’età pediatrica rappresenta un periodo evolutivo dell’essere umano, nel quale l’alimentazione ha un ruolo fondamentale per sostenere correttamente le fasi di accrescimento e di sviluppo di nuove funzioni.</p>
<p>Alle nostre latitudini assistiamo sin dall’infanzia ad <b>eccessi calorici e a cattive abitudini alimentari</b> generate non da una difficoltà nel reperire le risorse alimentari corrette, ma da una <b>mancanza di educazione alimentare e da informazioni fuorvianti perché orientate da logiche commerciali</b>.<span id="more-2345"></span></p>
<p>Ogni anno si assiste a nuovi allarmi sull’epidemia dell’obesità unitamente a dati che vedono aumentare patologie del metabolismo quali ad esempio l’ipertensione, le dislipidemie e il diabete anche nell’infanzia. L’ultimo rapporto pubblicato dall’<em>OMS</em> indica che il numero dei bambini di età inferiore ai cinque anni con problemi di peso è passata <b>dal 1998 al 2014 da 31 a 41 milioni di individui. </b></p>
<p>I dati italiani del 2014 indicati dal sistema di sorveglianza nazionale denominato <b><em>“Okkio alla Salute”</em></b> su alimentazione e stili di vita nelle classi di età dai 6 ai 10 anni, indicano livelli preoccupanti di eccesso ponderale: il <b>20,9% dei bambini è risultato in sovrappeso e il 9,8% in condizioni di obesità</b>, con percentuali più alte nelle regioni del centro e del sud Italia.</p>
<p>Sembra paradossale ma seppur in presenza di eccessi calorici ci si può trovare anche con problematiche legate alla carenza di nutrienti. La malnutrizione non è esclusivamente legata all’andamento del peso ma può riguardare anche i micronutrienti. Riprendendo la definizione dell’<em>OMS</em>, per malnutrizione si intende lo squilibrio tra apporto di nutrienti e di energia e la quantità di questi necessaria al corpo per garantire la crescita, il ricambio, e le funzioni specifiche dell’organismo.</p>
<blockquote><p><em>Prendiamo ad esempio lo iodio, un minerale necessario in particolare per la formazione degli ormoni tiroidei e rispetto al quale si stimano apporti insufficienti nel 70% dei bambini (fonte: Federazione italiana medici pediatri).</em></p></blockquote>
<h2><span style="color: #737373; font-size: 20pt;">Omega 3 per i bambini</span></h2>
<p>Un particolare gruppo di nutrienti sui quali porre attenzione in quanto spesso carenti in età pediatrica sono gli acidi grassi polinsaturi <em>Omega 3</em>, in particolare di quelli a lunga catena <b>EPA e DHA</b>. Ricordiamo che la classe dei lipidi ha i seguenti livelli di assunzione di riferimento (LARN IV revisione, 2014):</p>
<ul>
<li>da <em>6 a 12 mesi</em> = 40% delle energie totali, di cui <b>EPA-DHA 250 mg</b></li>
<li>da <em>1 a 3 anni </em>= 35-40 % delle energie totali, di cui <b>EPA-DHA 250 mg</b></li>
<li>da <em>4 a 17 anni </em>= 20-35 % delle energie totali, di cui <b>EPA-DHA 250 mg</b></li>
</ul>
<p>Dai 6 mesi ai 2 anni è richiesto un apporto <u>aggiuntivo</u> di DHA di 100 mg</p>
<h2><span style="color: #737373; font-size: 20pt;">Perché il DHA è così importante?</span></h2>
<blockquote><p>Si tratta di un <b>lipide essenziale</b><b>per le funzioni cerebrali</b> . La sua maggior richiesta inizia nel grembo materno attingendo alle riserve della madre attraverso la placenta per la formazione del tubo neurale che darà origine anche al cervello e alla retina. L’apporto di DHA continua poi nell’infanzia con il latte materno e successivamente con l’alimentazione per supportare la corretta crescita e maturazione del cervello e di tutto il sistema nervoso e i collegamenti sinaptici.</p>
<p>Alcuni studi indicano che <b>i livelli di DHA hanno un ruolo favorevole nello sviluppare le capacità cognitive nei bambini</b> e al contrario bassi livelli di DHA nel cervello animale determinano problemi di apprendimento e di memorizzazione.</p>
<p>Un numero crescente di studi sta supportando sempre più dati che correlano bassi apporti dietetici e <b>bassi livelli di DHA ematico con disturbi da deficit di attenzione e iperattività (ADHD) e dislessia in bambini</b>.</p></blockquote>
<p><div id="attachment_2348" style="width: 424px" class="wp-caption alignright"><img loading="lazy" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-2348" class="size-full wp-image-2348" src="https://www.lipinutragen.it/wp-content/uploads/acidi-grassi-e-olii-da-cucina.jpg" alt="acidi grassi e olii da cucina" width="414" height="382" /><p id="caption-attachment-2348" class="wp-caption-text">Grafico 1 fonte EUFIC</p></div></p>
<p>Le fonti preferenziali di grassi dovranno quindi includere il pesce, la frutta secca in guscio e i semi oleaginosi, gli oli vegetali.</p>
<p>Attualmente il consumo di pesce nei bambini dai 6 ai 10 anni si aggira in media a 1 porzione a settimana mentre dovrebbe raggiungere le 2-4 porzioni.</p>
<p>Per quanto riguarda la frutta secca, i semi e gli oli, bisogna privilegiare quelli maggiormente ricchi di <em>Omega 3</em> a discapito di <em>Omega 6</em> e di grassi saturi (SFA) (Immagine: fonte EUFIC). Evidenziamo la presenza di nuove formulazioni di oli polinsaturi da usare a crudo, appositamente composti da miscele di olio di canapa e di lino, da olio di girasole altoleico e olio di sesamo, da olio di lino e olio di girasole altoleico e da olio di canapa, lino, sesamo e girasole altoleico.</p>
<p>Una tipologia di grassi tipicamente in eccesso nella dieta occidentale è quella dei SFA che dovrebbe restare al di sotto del 10% delle calorie totali mentre i grassi trans (TFA) industriali dovrebbero essere praticamente assenti. Entrambe queste categorie di grassi però abbondano nei cibi da fast-food e in molti alimenti industriali quali merendine, gelati, prodotti da forno e biscotteria.</p>
<p>La riluttanza verso l’olio di palma raffinato riguarda, oltre alla deforestazione selvaggia per far posto alle coltivazioni, anche la sua composizione con il 50% circa di SFA. I cibi animali ricchi di SFA sono notoriamente la carne rossa (manzo, agnello e maiale), i prodotti lattiero-caseari grassi (burro, formaggi, panna, latte intero). Per conoscere più esattamente la condizione delle membrane in relazione alle varie classi di grassi, risulta particolarmente interessante l’indagine molecolare eseguita a livello delle membrane dei globuli rossi. In questo modo si può valutare l’eventuale carenza di <em>Omega 3</em> e il loro rapporto con gli <em>Omega 6</em>, cosi come gli eccessi di SFA e la presenza di TFA.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><b>INDICAZIONI DELLA SOCIETA’ AMERICANA DI PEDIATRIA</b></p>
<ul>
<li>Limitare il consumo di bevande zuccherate</li>
<li>Incoraggiare sin da piccoli il consumo quotidiano di verdura e di frutta (5 porzioni al giorno).</li>
<li>Preparare regolarmente pesce (2-4 volte a settimana) evitando quello venduto già fritto*</li>
<li>Consumare i cereali e i loro derivati di tipo integrale*</li>
<li>Non consentire l’uso di video (TV, computer, tablet, ecc.) prima dei 2 anni di età e successivamente limitarle a un massimo di 2 ore al giorno</li>
<li>Fare colazione tutte le mattine</li>
<li>Limitare i pasti fuori casa e in particolare ai fast-food</li>
<li>Incoraggiare i pasti a casa e con genitori e figli insieme</li>
<li>Non esagerare con le quantità seguendo le porzioni previste.</li>
<li>Quando possibile, adottare l’allattamento al seno esclusivo fino al 6° mese. Mantenerlo anche dopo l’introduzione di cibi solidi fino a 12 mesi e oltre</li>
<li>Fare attività fisica regolarmente</li>
<li>Limitare i cibi molto calorici</li>
</ul>
<p><em>* Dietary Recommendations for Healthy Children 2014, dell’ American Heart Association</em></p>
<hr class="lpn-sep" />
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-2346" src="https://www.lipinutragen.it/wp-content/uploads/ricetta-lipidomica-crocchette-salmone-patate.jpg" alt="ricetta lipidomica crocchette salmone patate" width="730" height="604" /></p>
<hr class="lpn-sep" />
<p><strong class="credits-label">Bibliografia:</strong></span><br />
<span style="font-size: 12pt;">(1) World Health Organization; UNICEF; UN System Standing Committee on Nutrition (2006). WHO, UNICEF, and SCN informal consultation on community-based management of severe malnutrition in children – SCN Nutrition Policy Paper No. 21. Available at: http://www.who.int/child_adolescent_health/documents/fnb_v27n3_suppl/en/index.html <a href="http://www.epicentro.iss.it/okkioallasalute/">http://www.epicentro.iss.it/okkioallasalute/</a><br />
(2) Sarah E. Barlow. Expert Committee Recommendations Regarding the Prevention, Assessment, and Treatment of Child and Adolescent Overweight and Obesity: Summary Report. 2007 Dec;120 Suppl 4:S164-92<br />
(3) LARN IV Revisione. Livelli di Assunzione di Riferimento di Nutrienti ed energia. 2014</span></p>
<hr class="lpn-sep" />
<p><strong class="credits-label">Articolo a cura di</strong><br />
<span style="font-size: 12pt;"> <em>Dr. Francesco Bonucci &#8211; Biologo Nutrizionista</em></span></p>
<p><span style="font-size: 12pt;"><em>I consigli alimentari presenti nell’articolo non sono da intendersi sostitutivi di un piano alimentare personalizzato e sono da adattare ai casi specifici.</em></span></div>
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		<title>La Dieta Lipidomica</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lipinutragen]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 19 Jan 2016 10:56:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Metabolismo e nutrizione]]></category>
		<category><![CDATA[Salute e nutrizione molecolare]]></category>
		<category><![CDATA[acido grasso]]></category>
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		<category><![CDATA[profilo lipidomico]]></category>
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<h2><span style="color: #737373; font-size: 20pt;">La Dieta Lipidomica</span></h2>
<p>L’alimentazione moderna dei paesi più industrializzati è purtroppo pervasa da squilibri nutrizionali conseguenti ad errori alimentari tra i quali ricordiamo: un consumo eccessivo di carboidrati raffinati, di zuccheri semplici e di prodotti industriali ricchi di grassi di cattiva qualità (‘junk food’), l’assunzione dannosa di alcol, un consumo non adeguato di frutta e verdura, di cereali integrali e di pesce.</p>
<p><b>Le linee guida alimentari </b>statunitensi &#8211; nell’ultima revisione del 2015 (<em>Dietary Guidelines for Americans, 2015</em>) &#8211; tra le varie indicazioni, individuano alcuni elementi critici per la salute e di cui andrebbe ridotto il consumo: cibi con zuccheri aggiunti, grassi saturi e sodio. In particolare, viene indicato di <b>sostituire gli eccessi di grassi saturi con grassi mono e polinsaturi </b>non con i carboidrati, come avveniva invece in precedenza.</p>
<p>Un tempo considerati semplicemente come depositi di energia corporea e per le proprietà di isolamento termico, i lipidi nel corpo umano hanno moltissime altre funzioni, tra le quali ricordiamo:</p>
<ul>
<li>sono parte fondamentale delle membrane cellulari;</li>
<li>fungono da mediatori chimici e da regolatori dell’espressione del DNA.</li>
</ul>
<p>Questi ed altri ruoli complessi che i lipidi svolgono a livello cellulare sono emersi grazie al crescente numero di evidenze raccolte dal mondo della ricerca negli ultimi decenni, dando così origine alla Lipidomica, una visione dinamica e multidisciplinare di questa classe di molecole. <em>(Ferreri &amp; Chatgilialoglu, 2012).</em><span id="more-2310"></span></p>
<blockquote><p><em>Vedendo ormai superato il concetto di dieta Low Fat, </em><b><em>i grassi vanno inclusi nei regimi dietetic</em></b><em>i (fino al 35% delle calorie totali) sia per la prevenzione che per il dimagrimento &#8211; <u>con un importante distinzione tra le diverse sottoclassi di lipidi e delle relative fonti alimentari.</u></em></p></blockquote>
<h2><span style="color: #737373; font-size: 20pt;">Cosa è e a cosa serve</span></h2>
<p>Vista l’importanza di cibarsi di alimenti che contengano le diverse categorie di grassi e nelle giuste proporzioni, risulta utile adottare un approccio dietetico innovativo per l’elaborazione di diete bilanciate.</p>
<p>Le giuste proporzioni si cercano di ottenere seguendo le linee guida redatte per la popolazione in generale e che hanno come base la Dieta Mediterranea, ma meglio ancora sarebbe una personalizzazione ad hoc attraverso l’esecuzione di un indagine molecolare fatta sull’individuo.</p>
<p>E’ questo il caso della <b>dieta lipidomica</b>, che definisce l’intervento nutrizionale sulla base dei risultati di un check-up eseguito a livello degli acidi grassi delle membrane dei globuli rossi. L’obiettivo è quello di ottenere un riequilibrio della membrana cellulare – unitamente al benessere della persona &#8211; attraverso una specifica ripartizione dietetica degli acidi grassi e di altri nutrienti, per un corretto intervento nutrizionale.</p>
<h2><span style="color: #737373; font-size: 20pt;">Per chi e come</span></h2>
<p>La dieta lipidomica è adatta a diverse esigenze e tipologie di persone:</p>
<ul>
<li>Chi vuole dimagrire in modo sano</li>
<li>Chi vuole fare prevenzione</li>
<li>Donna in gravidanza, dopo un parto o durante l’allattamento</li>
<li>Lo sportivo</li>
<li>Chi è affetto da patologie che possono giovarsi di un miglior equilibrio cellulare</li>
<li>Chi desidera migliorare il proprio stato di salute generale</li>
</ul>
<p>Chi presenta una serie di disturbi non meglio diagnosticato</p>
<p>L’iter da seguire è molto semplice:</p>
<p>1) Si effettua l’esame lipidomico <strong>su <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Membrana_cellulare" target="_blank" rel="noopener noreferrer">membrana cellulare</a> di globulo rosso maturo </strong>per avere importanti informazioni necessarie ad eseguire una completa valutazione dello stato nutrizionale di una persona, individuandone il profilo lipidomico, eventuali carenze e/o squilibri di acidi grassi essenziali, oltre ad informazioni</p>
<p>indirette su metabolismo e vie metaboliche ad essi correlate.</p>
<p>2) Il software LipidomicDiet®, sviluppato con la collaborazione dei ricercatori CNR, è l’unico software al mondo che permette l’elaborazione computerizzata della Dieta Lipidoica, contiene gli algoritmi di calcolo per l’elaborazione del piano alimentare lipidomico sulla base del referto dell’<strong><a href="https://www.lipinutragen.it/cosa-facciamo/analisi-lipidomica/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">analisi lipidomica</a></strong> di un soggetto.</p>
<blockquote><p><b>Macronutrienti.</b> Per il calcolo delle calorie e la ripartizione tra lipidi, protidi e carboidrati, non vengono date indicazioni rigide; il singolo professionista – qualificato per poter stilare diete &#8211; può impostare il fabbisogno calorico valutato con i metodi a lui più congeniali (analisi bio-impedenziometrica, equazioni validate, ecc.).</p>
<p><b>Lipidi.</b> Per il fabbisogno delle varie classi di lipidi vengono indicati dei target minimi o massimi da raggiungere con l’alimentazione. Questo è particolarmente importante <b>per gli acidi grassi essenziali omega 3 e omega 6, spesso carenti o sbilanciati oppure per i grassi saturi, facilmente in eccesso.</b><br />
Attualmente le linee guida italiane (LARN) forniscono degli intervalli minimi e massimi per questi macronutrienti, ma non danno dei target specifici e individuali. LipidomicDiet® si pone l’obiettivo di ricavare dei valori specifici per ogni classe di acido grasso ponendosi come strumento nelle mani del nutrizionista per definire più nel dettaglio i fabbisogni individuali.</p>
<p><b>Carboidrati.</b> La loro determinazione quali-quantitativa è condizionata dagli esiti del profilo lipidomico. Il metabolismo dei carboidrati è infatti biochimicamente legato a quello dei lipidi ed è pertanto estremamente importante assicurare che l&#8217;apporto di carboidrati rispetti la capacità individuale di metabolizzare questo gruppo di macronutrienti a livello cellulare. Diventa a questo punto importante la scelta dei carboidrati in base al loro indice glicemico (IG) e carico glicemico (CG).</p>
<p>Indice e Carico Glicemico esprimono la risposta glicemica ai pasti rispetto a determinati alimenti. Nella stesura della dieta lipidomica viene data particolare importanza a questo aspetto, per tenere una risposta insulinica post-prandiale bassa al fine di non sovra esprimere i sistemi cellulari che in ultima istanza portano alla generazione di nuovi acidi grassi saturi e di trigliceridi. Questo aspetto viene tenuto in considerazione anche nella proposta degli spuntini. Per un ridotto impatto glicemico e per il miglior profilo nutrizionale, i carboidrati amidacei ai pasti dovranno pertanto essere preferibilmente di tipo integrale e accompagnati da una buona presenza di verdura cruda e cotta.</p>
<p><b>Proteine.</b> Viene data particolare importanza alle proteine del pesce e a quelle del mondo vegetale. I cibi proteici possono essere consumati come condimento di un primo piatto o come seconda pietanza. Tra le carni vengono preferite quelle a ridotto contenuto di grassi saturi come ad esempio le carni bianche. Tra i prodotti della pesca, si prediligono i pesci ricchi di omega 3 e quelli di piccola taglia.</p></blockquote>
<p>Altre utili indicazioni riguardano:</p>
<p>Verdura. Prevista ad ogni pasto sia cruda che cotta, variandone la tipologia seguendo la stagionalità. Ruolo molto importante per l’apporto di micronutrienti (cofattori enzimatici, antiossidanti) e di fibra solubile ed insolubile. Frutta fresca. Normalmente prevista a colazione e negli spuntini (ove previsti).</p>
<p><b>Frutta secca.</b> Importante fonte di acidi grassi insaturi di origine vegetale e in alcuni casi di omega 3 è la frutta secca, che presenta profili lipidici caratteristici a seconda del tipo.</p>
<p><em>La scelta dietetica dovrà essere coerente con le reali necessità individuali</em>.</p>
<p><b>Antiossidanti.</b> Altro elemento chiave è la presenza nella dieta di antiossidanti, che dovranno essere sempre inclusi per contrastare fenomeni di ossidazione lipidica e l’eventuale eccessi di trans assunti con gli alimenti o prodotti dal nostro organismo.</p>
<p>Frequenze. La frequenza settimanale delle principali classi di alimenti è legata alla loro componente lipidica o al loro effetto sul metabolismo, in rapporto al quadro anamnestico e al referto lipidomico. Le bevande alcoliche vengono spesso escluse o limitate, per le loro interazioni a livello epatico, cuore dei processi di mobilizzazione/trasformazione lipidica</p>
<p><b>Condimenti.</b> La scelta migliore è quella che valuta qualità e quantità di olio da utilizzare. Essendo ricco di acidi grassi mono e polinsaturi, esso può avere funzioni nutraceutiche importanti. E’ sempre importante che grassi e gli oli siano di qualità, ottenuti da spremitura a freddo e non sottoposti a processi di idrogenazione . La scelta di base è rappresentato <b>dall’olio extravergine d’oliva,</b> che contiene circa il 75% di acido oleico (monoinsaturo) polifenoli, la vitamina E ed altri derivati lipidici.</p>
<p>Altro prodotto principe, ma la cui introduzione e frequenza dipende dall’equilibrio di membrana emerso è <b>l’olio di lino</b>, fonte impareggiabile di un omega 3 essenziale, l’acido alfa linolenico (ALA). Altre tipologie di oli vengono introdotti con minor frequenza a causa del loro alto rapporto omega 6/omega 3, che nella dieta occidentale moderna (e nelle membrane cellulari) risulta di frequente sbilanciato a favore dei primi.</p>
<hr class="lpn-sep" />
<p>&nbsp;</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-2313" src="https://www.lipinutragen.it/wp-content/uploads/ricetta-lipidomica-zuppa-e-lenticchie-di-broccoli.jpg" alt="ricetta lipidomica" width="730" height="532" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<hr class="lpn-sep" />
<p><span style="color: #737373;"><span style=" font-size: 12pt;">Bibliografia</span></span><br />
<span style="font-size: 12pt;">(1) US Department of Health and Human Services; US Department of Agriculture. 2015-2020 Dietary Guidelines for Americans. 8th ed. Washington, DC: US Dept of Health and Human Services; December 2015. http://www.health.gov/DietaryGuidelines. Accessed December 16, 2015<br />
(2) Ferreri C, Chatgilialoglu C. Role of fatty acid-based functional lipidomics in the development of molecular diagnostic tools. Expert Rev Mol Diagn. 2012 Sep;12(7):767-80. doi: 10.1586/erm.12.73<br />
(3) LARN IV Revisione. Livelli di Assunzione di Riferimento di Nutrienti ed energia. 2014</span></p>
<hr class="lpn-sep" />
<p><span style="color: #737373;"><span style=" font-size: 12pt;">Articolo a cura di:</span></span><br />
<span style=" font-size: 12pt;"> <em>Dr. Francesco Bonucci &#8211; Biologo Nutrizionista</em></span></p>
<p><span style=" font-size: 12pt;"><em>I consigli alimentari presenti nell’articolo non sono da intendersi sostitutivi di un piano alimentare personalizzato e sono da adattare ai casi specifici.</em></span></div>
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		<title>Gravidanza e allattamento</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lipinutragen]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 28 Dec 2015 13:56:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Salute e nutrizione molecolare]]></category>
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<h2><span style="color: #737373; font-size: 20pt;">Gravidanza e allattamento</span></h2>
<p>Ogni giorno le nostre cellule necessitano di nutrienti per svolgere le loro funzioni peculiari e per il loro ricambio, a seconda della specifica fase della vita in cui si trovano.<br />
Condizioni fisiologiche quali la gravidanza e l’allattamento richiedono fabbisogni nutrizionali particolari.<br />
<b>Nella gravidanza si genera un nuovo individuo, costituito da miliardi di nuove cellule</b> (34 mila miliardi &#8211; Bianconi et al., 2014), differenziate a seconda delle diverse centinaia di funzioni che sono chiamate a svolgere. Il periodo post-natale poi, è caratterizzato da un importante incremento ponderale che vede in media il raddoppiare del peso alla nascita entro il quinto mese circa.<br />
L’incremento dei fabbisogni nutrizionali nelle gestanti (FAO/WHO/UNU, 2004) in kcal/die viene suddiviso e raggruppato per trimestri:</p>
<ul style="list-style-type: square;">
<li>+70 kcal/die nel I trimestre,</li>
<li>+266 kcal/die nel II trimestre</li>
<li>+ 496 kcal/die nel III trimestre.</li>
</ul>
<p>Nell’allattamento invece, abbiamo un incremento di fabbisogni della madre, stimato in circa <b>500 kcal/die</b>, nel caso il latte materno sia l’unica fonte alimentare per il bambino.</p>
<blockquote><p>Questa attenzione alla dieta dovrà riguardare il contenuto di vitamine e minerali negli alimenti ma anche le diverse tipologie di <b>acidi grassi,</b><b>saturi (SFA), monoinsaturi (MUFA) e polinsaturi (PUFA)</b>, scegliendo con cura le fonti alimentari di questi macronutrienti.</p></blockquote>
<h2><span style="color: #737373; font-size: 20pt;">Le linee guida</span></h2>
<p>Consigliano di <b>tenere basse le assunzioni di acidi grassi saturi</b>, di <b>escludere i grassi trans</b> e di assumere PUFA con particolare attenzione a quelli a lunga catena omega-3, che derivano dagli acidi grassi essenziali (EFA) e quindi legati esclusivamente a fonti alimentari.</p>
<p>In gravidanza e allattamento, i livelli adeguati di assunzione (<em>LARN IV revisione, 2014</em>) per gli omega-3 EPA e DHA, che nell’adulto sono di 250 mg/die, vedono <b>un incremento di 100 mg</b>, indicato però per il solo <b>DHA</b>.</p>
<p><b>EPA e DHA</b> sono elementi fondamentali costitutivi delle membrane cellulari; essi, inoltre, <b>rivestono un ruolo primario &#8211; nel feto e nel bambino fino a due anni di vita </b>&#8211; <b>nello sviluppo del tessuto</b> <b>nervoso e della retina e</b> <b>quindi delle corrette funzioni cognitive e acuità visiva</b>.</p>
<blockquote><p><b><em>Attenzione!<br />
L’integrazione di omega-3 durante la gravidanza è opportuna quando PERSONALIZZATA; quando cioè si conosce lo stato di salute delle cellule della madre e le reali carenze e necessità.</em></b></p></blockquote>
<h2><span style="color: #737373; font-size: 20pt;">L&#8217;alimentazione</span></h2>
<p>Anzitutto è molto importante prepararsi alla gravidanza cercando di avere il proprio peso corporeo nei valori definiti normali: <b>Indice di Massa Corporea tra 18,5 e 25 kg/m<sup>2</sup>.</b></p>
<p>Distribuire le assunzioni di cibo durante l’arco della giornata, evitando di saltare dei pasti o di farne di particolarmente abbondanti, soprattutto la sera. E’ consigliabile non fare pasti dissociati ma cercare di includere carboidrati complessi, proteine, lipidi in ogni pasto.</p>
<p>I carboidrati complessi, <b>meglio se costituiti da cereali o prodotti integrali e di origine controllata</b> (ad esempio da agricoltura biologica).</p>
<p><b>Limitare l’impiego di zuccheri semplici</b> e se possibile escludere lo zucchero raffinato (bianco o integrale) preferendo il miele.</p>
<p>Ridurre per quanto possibile i prodotti da forno (biscotti, cracker, ecc.) e scegliere quelli con farine integrali, con olio extravergine di oliva e, nel caso, dolcificati con miele, succhi di frutta o frutta disidratata.</p>
<p>Un no deciso a merendine e cibi industriali con <b>liste di ingredienti lunghe e “incomprensibili”.</b></p>
<p>Verdure crude e/o cotte ad ogni pasto, <b>seguendo la stagionalità</b> e il gusto personale. Per la colazione si può optare per centrifugati/estratti di frutta e verdura.</p>
<blockquote><p>Scegliere proteine da fonti animali e vegetali facendo <b>attenzione a quale tipo di grasso</b> accompagna le diverse fonti. Per questo motivo i <b><u>prodotti ittici sono tra i migliori candidati, con frequenze dalle 2 alle 4 volte a settimana</u></b>. Prediligere pesci pescati (non da allevamento) e di piccola taglia, includendo anche il pesce azzurro (sgombro, sarde, ecc.). Evitare pesce spada, smeriglio e tonno per la probabile contaminazione con metalli inquinanti.</p></blockquote>
<p>Legumi e cereali integrali consumati insieme, completano il profilo aminoacidico e possono essere considerati una buona fonte proteica. Si possono accompagnare con frutta secca che rappresenta una fonte di proteine e di grassi polinsaturi, come ad esempio noci, nocciole, semi di chia.</p>
<p>Come condimento <b>l’olio extravergine di oliva</b> non ha controindicazioni (a meno di specifiche allergie). Spuntini con frutta fresca di stagione. Idratazione: 1,5 &#8211; 2 litri d’acqua o tisane distribuite durante l’arco della giornata.<br />
Per <b>le mamme che allattano</b>, almeno un bicchiere d’acqua ad ogni pasto e ad ogni poppata. Sconsigliati: alcolici, bevande con zuccheri aggiunti (bibite gassate e non).</p>
<p>(<em>I consigli alimentari presenti nell’articolo non sono da intendersi sostitutivi di un piano alimentare personalizzato e sono da adattare ai casi specifici)</em></p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-2274" src="https://www.lipinutragen.it/wp-content/uploads/ricetta-lipidomica-natale.jpg" alt="ricetta lipidomica natale" width="730" height="569" /></p>
<hr class="lpn-sep" />
<p><strong class="credits-label">Bibliografia:</strong></span><br />
<span style="font-size: 12pt;">(1) <em>Bianconi, E.,</em> et al (2014). An estimation of the number of cells in the human body. Annals of Human Biology, 40(6), 463–71<br />
(2) Food and Agricultural Organization: World Health Organization: United Nations University Expert consultation. Report on human energy requirements. Rome; <em>FAO, 2004</em><br />
(3) <em>Geppert, J et al.</em> (2008). Co-supplementation of healthy women with fish oil and evening primrose oil increases plasma docosahexaenoic acid, gamma-linolenic acid and dihomo-gamma-linolenic acid levels without reducing arachidonic acid concentrations. The British Journal of Nutrition, 99(2), 360–9</span></p>
<hr class="lpn-sep" />
<p><strong class="credits-label">Articolo a cura di</strong><br />
<span style="font-size: 12pt;"> <em>Dr. Francesco Bonucci &#8211; Biologo Nutrizionista</em></span></p>
<p><span style="font-size: 12pt;"><em>I consigli alimentari presenti nell’articolo non sono da intendersi sostitutivi di un piano alimentare personalizzato e sono da adattare ai casi specifici.</em></span></p>
<hr class="lpn-sep" /></div>
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		<title>La Magia Della Lipidomica</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lipinutragen]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 17 Dec 2015 10:48:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Membrana cellulare]]></category>
		<category><![CDATA[Ultime da Lipinutragen]]></category>
		<category><![CDATA[acido grasso]]></category>
		<category><![CDATA[antiossidanti]]></category>
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		<category><![CDATA[difese immunitarie]]></category>
		<category><![CDATA[grassi saturi]]></category>
		<category><![CDATA[infiammazioni]]></category>
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		<category><![CDATA[profilo lipidomico]]></category>
		<category><![CDATA[radicali liberi]]></category>
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				<div class="et_pb_text_inner">&#8211; TGR Leonardo del 15/12/2015 &#8211;</p>
<h2><span style="color: #737373; font-size: 20pt;">La Magia Della Lipidomica</span></h2>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-2259" src="https://www.lipinutragen.it/wp-content/uploads/leonardo.jpg" alt="TG Leonardo" width="617" height="418" /></p>
<p>La salute parte dalle cellule.<span id="more-2258"></span></p>
<p>Quando sembra di aver scoperto non proprio tutto ma tanto, ecco aprirsi nuove e inaspettate strade […]<br />
[…] studiare la<strong> <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Membrana_cellulare" target="_blank" rel="noopener noreferrer">membrana cellulare</a></strong> fa comprendere il rapporto fra alcuni disturbi e l&#8217;alimentazione.</p>
<p style="text-align: center;"><iframe loading="lazy" src="https://www.youtube.com/embed/kc3EBTGPqlU?rel=0&amp;controls=0" width="640" height="360" frameborder="0" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe></p>
<p><em>Attenzione: il nome corretto della ricercatrice intervistata è dr.ssa Carla Ferreri</em><br />
<em>Primo Ricercatore CNR &#8211; Bologna</em></p>
<p><strong>Fonte:</strong></p>
<p><a href="http://www.rai.tv/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-5e19b99a-15e6-478d-8767-8640d4ba7d0f-tgr.html#p=0" target="_blank" rel="noopener noreferrer">La magia della lipidomica &#8211; TGR Leonardo del 15/12/2015</a></div>
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		<title>Dieta Mediterranea &#8211; Il Carrello della Spesa</title>
		<link>https://www.lipinutragen.it/dieta-mediterranea-il-carrello-della-spesa/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Lipinutragen]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 30 Nov 2015 10:04:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Salute e nutrizione molecolare]]></category>
		<category><![CDATA[Stile di vita e prevenzione]]></category>
		<category><![CDATA[antiossidanti]]></category>
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				<div class="et_pb_text_inner"><p><em>Come possiamo comporre un carrello secondo la <b>dieta mediterranea?</b></em></p>
<p>La domanda è delicata e bisogna essere cauti quando si danno “istruzioni per l’uso”.<br />Non dobbiamo dare adito a interpretazioni.</p>
<p><strong>La dieta mediterranea è equilibrata</strong>. C’è chi la definisce prevalentemente vegetariana.<br />In realtà la composizione non è tanto derivante dalla qualità degli alimenti ma da come vivevano i popoli mediterranei e da quanti soldi avevano per comprare gli alimenti.</p>
<p>Nel video &#8220;Le Pillole <a href="https://www.lipinutragen.it" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Lipinutragen</a>&#8220;, la <b>D.ssa Carla Ferreri</b> <em>&#8211; Primo Ricercatore al CNR di Bologna &#8211;</em> approfondisce questo concetto.</p>
<p style="text-align: center;"><iframe loading="lazy" src="https://www.youtube.com/embed/m8k9ZeOVMJQ?rel=0&amp;controls=0" width="640" height="360" frameborder="0" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Gli alimenti di più largo consumo erano anche gli alimenti più economici, quelli che venivano <b>prodotti vicino al luogo di acquisto</b> e quindi le verdure, gli ortaggi, la frutta, l’olio di oliva e i cereali.</p>
<p>Questi alimenti hanno formato la parte bassa della piramide mediterranea.<br />I legumi, da cui derivano porteine vegetali, erano utilizzati ampiamente perché poco costosi a differenza delle proteine animali che essendo costose venivano utilizzate solamente nei giorni di festa.<br />Il pesce, pescato ovviamente in mari puliti e di piccola taglia.</p>
<p>Da questo deriva la composizione del carrello del cibo mediterraneo. Era tutto basato <b>sul principio dell’economia alimentare.<br /></b>Quando scegliamo gli alimenti di tutti i giorni gli dobbiamo dare un costo di produzione. Quel costo deve essere il più basso possibile. Perché questo implicitamente significa che “viene dal nostro vicino”, che non ci fa pagare i chilometri per il trasporto oppure i costi per la conservazione, quindi, è più conveniente non solo per le nostre tasche ma anche per la nostra salute.</p>
<p>Le indicazioni espresse in questo articolo rappresentano un&#8217;opinione personale del ricercatore &#8211; <b>D.ssa Carla Ferreri</b> <em>&#8211; Primo Ricercatore al CNR di Bologna &#8211; </em>e sono indicazioni di tipo molecolare e non dietoterapico.</p>
<p>&nbsp;</p></div>
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		<title>Lipidomica e rischio cardiovascolare</title>
		<link>https://www.lipinutragen.it/lipidomica-e-rischio-cardiovascolare/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lipinutragen]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 16 Jul 2015 13:13:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Metabolismo e nutrizione]]></category>
		<category><![CDATA[Salute e nutrizione molecolare]]></category>
		<category><![CDATA[antiossidanti]]></category>
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		<category><![CDATA[PUFA]]></category>
		<category><![CDATA[rischio cardiovascolare]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L'articolo "<a href="https://www.lipinutragen.it/lipidomica-e-rischio-cardiovascolare/">Lipidomica e rischio cardiovascolare</a>" è online sul blog di <a href="https://www.lipinutragen.it">Lipinutragen</a></p>
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				<div class="et_pb_text_inner"><p>&nbsp;</p>
<p>Le patologie cardiovascolari (CV) rimangono, a livello mondiale, la principale causa di morte ed uno dei fattori di disabilità che influenzano la qualità della vita.<br />Elevati livelli di colesterolo sono tra i responsabili dell’incremento del rischio cardiovascolare insieme a fumo, abuso di alcool, ipertensione, e obesità.<br />In particolare l’eccesso di colesterolo è responsabile per il 56% dei casi di patologie coronariche (CHD), e per il 18% di episodi ischemici (2002 data).</p>
<p>E’ inoltre il principale fattore di rischio nell’ arterosclerosi; un disordine infiammatorio cronico caratterizzato da accumulo di lipidi e colesterolo e dallo sviluppo di placche fibrotiche lungo le pareti arteriose, un processo che coinvolge massivamente cellule del sistema immunitario come i macrofagi.</p>
<p>Studi osservazionali, sperimentali e trial clinici sulla prevenzione primaria in pazienti precedentemente colpiti da infarto del miocardio, hanno dimostrato l’effetto b<b>e</b>nefico degli acidi grassi poliinsaturi (PUFA) n-3, noti anche come mediatori primari dell’infiammazione.</p>
<p>I PUFA n-3, acido eicosapentaenoico (EPA) e acido docosaesaenoico (DHA), hanno prodotto effetti positivi nella prevenzione CV primaria e secondaria, come dimostrato da 4 trial di quasi 40.000 partecipanti con somministrazione di EPA con e senza DHA.</p>
<p>L’assunzione di PUFA n-3 riduce, inoltre, il rischio di mortalità cardiovascolare.</p>
<p>I meccanismi che spiegano la protezione da parte degli omega-3 nella prevenzione primaria e secondaria si ricollegano a note proprietà di questi PUFA, in grado di ridurre la concentrazione di triacilgliceroli ematici, la produzione di fattori di crescita, di molecole di adesione, di eicosanoidi infiammatori e di citochine pro-infiammatorie.</p>
<p>Inoltre sono in grado di ridurre la pressione sanguigna, di incrementare la produzione di ossido nitrico, il rilassamento endoteliale; riducono gli eventi trombotici e le aritmie cardiache.</p>
<hr class="lpn-sep" />
<h2><span style="color: #737373; font-size: 20pt;">Importanza della dieta:</span></h2>
<h3><em><span style="color: #a56b39; font-size: 18pt;">gli acidi grassi e le lipoproteine plasmatiche</span></em></h3>
<p>La correlazione tra l&#8217;apporto di grassi dalla dieta, le lipoproteine plasmatiche e la morbosità e mortalità associate alle malattie cardiovascolari è stata oggetto di numerosi studi, basati sulla crescente importanza della corretta alimentazione, intesa in termini di quantità e soprattutto <b>qualità della componente lipidica assunta con la dieta</b>.</p>
<p>Essa infatti, si ripercuote sulla concentrazione plasmatica di colesterolo e, di conseguenza, sul rischio di sviluppare patologie cardiovascolari.</p>
<p>L&#8217;anello di congiunzione tra questi elementi viene frequentemente indicato con l&#8217;appellativo di <b>PARADIGMA DIETA- CUORE</b>, in cui la <b>lipidomica riveste un ruolo essenziale.</b></p>
<p>In particolare è ben noto e dimostrato che gli acidi grassi saturi (SFA) ingeriti con gli alimenti posseggono un potente effetto sull&#8217;incremento del colesterolo plasmatico; essi incrementano i livelli sia delle LDL che delle HDL plasmatiche, ma l&#8217;effetto sulle prime è di gran lunga superiore [1].</p>
<p>L&#8217;effettivo ruolo dei grassi saturi nell&#8217;incremento del rischio di CVD è riferito soprattutto agli SFA tra 12 e 16 C (acido laurico, miristico e palmitico), mentre l&#8217;acido stearico (C18:0) non sembra incrementare i livelli di colesterolo LDL [2].</p>
<hr class="lpn-sep" />
<p><strong class="credits-label">Bibliografia:</strong><br /><span style="font-size: 12pt;">(1) Salter AM and White DA 1996. <em>Effects of dietary fat on cholesterol metabolism: regulation of plasma LDL concentration.</em> Nutrition Research Reviews 9, 241–257<br />(2) Yu SM, Derr J, Etherton TD and Kris-Etherton PM 1995. <em>Plasma cholesterolpredictive equations demonstrate that stearic acid is neutral and monounsaturated fatty acids are hypocholesterolemic</em>. American Journal of Clinical Nutrition 61, 1129–1139</span></p>
<hr class="lpn-sep" />
<p><strong class="credits-label">Articoli a cura di:</strong><br /><span style="font-size: 12pt;"> <em>Dr. Francesco Bonucci &#8211; Biologo Nutrizionista</em></span><br /><span style="font-size: 12pt;"> <em>Prof.ssa Maria Rosaria Faraone Mennella &#8211; Professore di Chimica Biologica Univ. Federico II di Napoli</em></span></p>
<p>&nbsp;</p></div>
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