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Come possiamo comporre un carrello secondo la dieta mediterranea?

La domanda è delicata e bisogna essere cauti quando si danno “istruzioni per l’uso”.
Non dobbiamo dare adito a interpretazioni.

La dieta mediterranea è equilibrata. C’è chi la definisce prevalentemente vegetariana.
In realtà la composizione non è tanto derivante dalla qualità degli alimenti ma da come vivevano i popoli mediterranei e da quanti soldi avevano per comprare gli alimenti.

Nel video “Le Pillole Lipinutragen“, la D.ssa Carla Ferreri – Primo Ricercatore al CNR di Bologna – approfondisce questo concetto.

 

Gli alimenti di più largo consumo erano anche gli alimenti più economici, quelli che venivano prodotti vicino al luogo di acquisto e quindi le verdure, gli ortaggi, la frutta, l’olio di oliva e i cereali.

Questi alimenti hanno formato la parte bassa della piramide mediterranea.
I legumi, da cui derivano porteine vegetali, erano utilizzati ampiamente perché poco costosi a differenza delle proteine animali che essendo costose venivano utilizzate solamente nei giorni di festa.
Il pesce, pescato ovviamente in mari puliti e di piccola taglia.

Da questo deriva la composizione del carrello del cibo mediterraneo. Era tutto basato sul principio dell’economia alimentare.
Quando scegliamo gli alimenti di tutti i giorni gli dobbiamo dare un costo di produzione. Quel costo deve essere il più basso possibile. Perché questo implicitamente significa che “viene dal nostro vicino”, che non ci fa pagare i chilometri per il trasporto oppure i costi per la conservazione, quindi, è più conveniente non solo per le nostre tasche ma anche per la nostra salute.

Le indicazioni espresse in questo articolo rappresentano un’opinione personale del ricercatore – D.ssa Carla Ferreri – Primo Ricercatore al CNR di Bologna – e sono indicazioni di tipo molecolare e non dietoterapico.

 


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