<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Attualità Scientifica Archivi &#8226; Lipinutragen</title>
	<atom:link href="https://www.lipinutragen.it/category/attualita-scientifica/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://www.lipinutragen.it/category/attualita-scientifica/</link>
	<description>Lipidomica e Nutraceutica</description>
	<lastBuildDate>Tue, 10 Feb 2026 17:44:26 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=6.9.4</generator>

<image>
	<url>https://www.lipinutragen.it/wp-content/uploads/cropped-favicon-32x32.png</url>
	<title>Attualità Scientifica Archivi &#8226; Lipinutragen</title>
	<link>https://www.lipinutragen.it/category/attualita-scientifica/</link>
	<width>32</width>
	<height>32</height>
</image> 
	<item>
		<title>Il “peso” dei rapporti sociali nell’obesità</title>
		<link>https://www.lipinutragen.it/rapporti-sociali-obesita/</link>
					<comments>https://www.lipinutragen.it/rapporti-sociali-obesita/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lipinutragen]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 22 Nov 2019 11:30:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità Scientifica]]></category>
		<category><![CDATA[Metabolismo e nutrizione]]></category>
		<category><![CDATA[obesità]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.lipinutragen.it/?p=8268/</guid>

					<description><![CDATA[<p>L'articolo "<a href="https://www.lipinutragen.it/rapporti-sociali-obesita/">Il “peso” dei rapporti sociali nell’obesità</a>" è online sul blog di <a href="https://www.lipinutragen.it">Lipinutragen</a></p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div class="et_pb_section et_pb_section_0 et_section_regular" >
				
				
				
				
				
				
				<div class="et_pb_row et_pb_row_0">
				<div class="et_pb_column et_pb_column_4_4 et_pb_column_0  et_pb_css_mix_blend_mode_passthrough et-last-child">
				
				
				
				
				<div class="et_pb_module et_pb_text et_pb_text_0  et_pb_text_align_left et_pb_bg_layout_light">
				
				
				
				
				<div class="et_pb_text_inner"><p><a href="https://www.lipinutragen.it/wp-content/uploads/attualita-scientifica-def1.jpg"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="aligncenter wp-image-8688 size-full" src="https://www.lipinutragen.it/wp-content/uploads/attualita-scientifica-def1.jpg" alt="" width="770" height="151" /></a></p>
<h2><span style="color: #737373;">L’obesità può essere “contagiosa”?</span></h2>
<p>Sempre più spesso si usa il termine di epidemia o pandemia riferito all’obesità, non solo per la rilevanza di questo fenomeno, ma anche a sottintendere una natura contagiosa di questa condizione. Molti autori hanno, a tal proposito, messo in relazione l’influenza dei rapporti sociali e delle comunità di appartenenza con il BMI (indice che definisce se un individuo rientra nel sottopeso, normopeso, sovrappeso o obesità).</p>
<h2><span style="color: #737373;">Lo studio di JAMA Pediatrics sulla correlazione fra BMI e ambiente circostante</span></h2>
<p>È stato recentemente pubblicato sulla prestigiosa rivista JAMA Pediatrics da alcuni ricercatori californiani, uno studio che ha provato a dimostrare come l’ambiente nel quale un soggetto vive influenzi non soltanto le sue abitudini ma anche il rischio di aumento/diminuzione del peso corporeo.</p>
<p>Lo studio in oggetto ha analizzato alcune famiglie di militari assegnate a sedi residenziali differenti non scelte da parte dei soggetti stessi, al fine di studiare la relazione tra i tassi di obesità locale e lo sviluppo di sovrappeso/obesità nei genitori e nei ragazzi oggetto di studio.</p>
<p>I dati antropometrici e il BMI, relativi ad 1 anno di osservazione, sono stati raccolti su circa 2500 soggetti, tra adulti e adolescenti. L’analisi di tali dati ha mostrato come le famiglie traferite in zone con un maggiore tasso di obesità hanno un BMI mediamente più elevato e un maggiore incidenza di sovrappeso/obesità.</p>
<p>La correlazione fra il tasso di obesità territoriale, i valori di BMI e la prevalenza di sovrappeso/obesità è stata più forte per periodi di insediamento più lunghi (&gt;24 mesi) per i ragazzi (tab. 3 dell’articolo), e per l’intera famiglia è stata maggiore per coloro che vivevano fuori sede dell’insediamento piuttosto che all’interno (tab. 4 dell’articolo).</p>
<p><a href="https://www.lipinutragen.it/wp-content/uploads/tab3e4.jpg"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-9512" src="https://www.lipinutragen.it/wp-content/uploads/tab3e4.jpg" alt="" width="1024" height="745" /></a></p>
<p style="text-align: center;"><span style="font-size: 12pt;">Tabella 3 e 4 dell’articolo: Assessing Social Contagion in Body Mass Index, Overweight, and Obesity Using a Natural Experiment. Datar A. and Nicosia N. JAMA Pediatr. 2018 Mar; 172(3): 239–246.</span></p>
<p>In conclusione emerge che, vivere in contesti sociali e in insediamenti in cui l’obesità è maggiormente presente aumenta il rischio di incremento di peso <strong>assistendo ad una sorta di contagio</strong>. L’obesità, pur essendo una patologia, molto spesso non è percepita come tale e, in contesti sociali dove è maggiormente presente, tende a diffondersi attraverso stili di vita obesogeni trasmissibili.</p>
<hr class="lpn-sep" />
<p><span style="font-size: 12pt;"><a href="https://www.lipinutragen.it/wp-content/uploads/pubblicazione-scientifica.jpg"><img decoding="async" class="alignleft wp-image-8667" src="https://www.lipinutragen.it/wp-content/uploads/pubblicazione-scientifica.jpg" alt="" width="39" height="40" /></a>Per la pubblicazione &gt;&gt; <a href="https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC5885842/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC5885842/</a></span></p>
<hr class="lpn-sep" />
<p><span style="font-size: 12pt;"><i><strong>A cura del Gruppo Redazionale di Lipinutragen</strong><br />costituito da F. Bonucci (biologo nutrizionista), C. Ferreri (Primo Ricercatore CNR) e R. Rinaldi (Resp. Marketing)</i></span></p></div>
			</div>
			</div>
				
				
				
				
			</div>
				
				
			</div>
<p>L'articolo "<a href="https://www.lipinutragen.it/rapporti-sociali-obesita/">Il “peso” dei rapporti sociali nell’obesità</a>" è online sul blog di <a href="https://www.lipinutragen.it">Lipinutragen</a></p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.lipinutragen.it/rapporti-sociali-obesita/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Le bevande zuccherate: l’effetto sul nostro benessere!</title>
		<link>https://www.lipinutragen.it/bevande-zuccherate/</link>
					<comments>https://www.lipinutragen.it/bevande-zuccherate/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lipinutragen]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 20 Sep 2019 10:30:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità Scientifica]]></category>
		<category><![CDATA[Stile di vita e prevenzione]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.lipinutragen.it/?p=8143/</guid>

					<description><![CDATA[<p>L'articolo "<a href="https://www.lipinutragen.it/bevande-zuccherate/">Le bevande zuccherate: l’effetto sul nostro benessere!</a>" è online sul blog di <a href="https://www.lipinutragen.it">Lipinutragen</a></p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div class="et_pb_section et_pb_section_1 et_section_regular" >
				
				
				
				
				
				
				<div class="et_pb_row et_pb_row_1">
				<div class="et_pb_column et_pb_column_4_4 et_pb_column_1  et_pb_css_mix_blend_mode_passthrough et-last-child">
				
				
				
				
				<div class="et_pb_module et_pb_text et_pb_text_1  et_pb_text_align_left et_pb_bg_layout_light">
				
				
				
				
				<div class="et_pb_text_inner"><p><a href="https://www.lipinutragen.it/wp-content/uploads/attualita-scientifica-def1.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter wp-image-8688 size-full" src="https://www.lipinutragen.it/wp-content/uploads/attualita-scientifica-def1.jpg" alt="" width="770" height="151" /></a></p>
<h2><span style="color: #737373;">Gli effetti sul nostro organismo delle bevande zuccherate</span></h2>
<p>Il numero di pubblicazioni che mostrano un aumento dell’obesità e un effetto negativo sulla salute legato all’abitudine di consumare bevande zuccherate è in crescita.</p>
<p>All’obesità sono infatti associate patologie quali quelle cardiovascolari, il diabete di tipo 2 e i tumori, con una stima di circa 184.000 casi di morte nel 2010. Questo dato allarmante ha spinto le organizzazioni che si occupano di sanità ad arginare l’epidemia globale di obesità ponendo dei limiti al consumo di alimenti altamente calorici. Uno dei prodotti “incriminati” &#8211; e per questo oggetto di numerosi studi &#8211; è lo zucchero, i cui impieghi nei cibi e soprattutto nelle bevande sono in crescita costante.</p>
<p><a href="https://www.lipinutragen.it/che-vita-sarebbe-senza-zuccheri/" target="_blank" rel="noopener">A tal proposito l’Organizzazione Mondiale della Sanità (O.M.S.) raccomanda la riduzione dell’assunzione di zucchero a meno del 5% delle calorie (corrispondenti a circa 25 g nell’adulto). Al momento, però, il limite ufficiale è rimasto al 10% delle calorie totali giornaliere.</a></p>
<p>In seguito alla presa di coscienza dei consumatori e all’applicazione in alcuni paesi delle tasse sulla produzione di bevande zuccherate, le aziende produttrici hanno cercato di modificare le tipologie di zuccheri presenti all’interno delle bevande.<a href="https://www.lipinutragen.it/dolcificanti/" target="_blank" rel="noopener"> I</a> <a href="https://www.lipinutragen.it/dolcificanti/" target="_blank" rel="noopener">risultati di queste modifiche sono stati le ormai note bevande <em>sugar-free</em>, che in genere non presentano più lo zucchero classico (saccarosio, ma anche glucosio e fruttosio), ma piuttosto dolcificanti di sintesi a basso o nullo apporto calorico</a>.</p>
<p>L’emergere dell’impiego di nuove tipologie di edulcoranti ha incluso nel focus delle ricerche scientifiche anche gli effetti sulla salute dell’impiego nelle bevande di questi dolcificanti alternativi.</p>
<h2><span style="color: #737373;">Le novità sulla correlazione fra mortalità e assunzione di bevande zuccherate pubblicate sulla rivista Jama </span></h2>
<p>Pochi giorni fa, sul Journal of American Medical Association (JAMA), è stato pubblicato uno studio molto interessante, condotto in Europa, sull’associazione fra il consumo di bevande zuccherate e la mortalità per tutte le cause o per specifiche patologie. Questo studio ha riguardato nel 1992 più di 400.000 persone provenienti da tutto il vecchio continente ed ha monitorato nell’arco dei successivi 8 anni le quantità di bevande zuccherate assunte, le patologie e le cause di morte per patologia avvenute in questo lasso di tempo.</p>
<p>Le bibite zuccherate prese in considerazione nello studio sono di due tipologie: quelle con aggiunta di zuccheri (principalmente saccarosio, glucosio e fruttosio) e quelle con dolcificanti artificiali.</p>
<p><a href="https://www.lipinutragen.it/wp-content/uploads/Tab-articolo.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-9344" src="https://www.lipinutragen.it/wp-content/uploads/Tab-articolo.jpg" alt="" width="549" height="423" /></a></p>
<p>Al termine dello studio i risultati ottenuti hanno mostrato come in generale l’alto consumo di bevande zuccherate aumenti il rischio di mortalità per tutte le cause, indipendentemente dal tipo di edulcorante utilizzato. Risulta inoltre che, il consumo delle bevande con zuccheri semplici sia correlato alla mortalità per malattie dell’apparato digerente, mentre quelle edulcorate artificialmente alle malattie cardiocircolatorie ad esito infausto (tabella 4 dell’articolo).</p>
<p>I risultati di questa pubblicazione scientifica rafforzano ulteriormente le campagne di sensibilizzazione sulla salute pubblica attivate in Europa, con l’obiettivo di limitare il consumo di bevande addolcite con qualsiasi tipo di zucchero.</p>
<p><strong>N.d.R.: Il consumatore dovrebbe pertanto fare attenzione anche alle scritte “senza zucchero” che appaiono sulle confezioni dei prodotti perché, quasi sicuramente, gli alimenti in questione conterranno edulcoranti di diversa natura o senza calorie, ma non per questo privi di effetti sulla salute.</strong></p>
<hr class="lpn-sep" />
<p><span style="font-size: 12pt;"><a href="https://www.lipinutragen.it/wp-content/uploads/pubblicazione-scientifica.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-8667  alignleft" src="https://www.lipinutragen.it/wp-content/uploads/pubblicazione-scientifica.jpg" alt="" width="37" height="38" /></a>Per l&#8217;abstract della pubblicazione &gt;&gt; <a href="https://jamanetwork.com/journals/jamainternalmedicine/article-abstract/2749350" target="_blank" rel="noopener">https://jamanetwork.com/journals/jamainternalmedicine/article-abstract/2749350</a><br /></span></p>
<hr class="lpn-sep" />
<p><span style="font-size: 12pt;"><i><strong>A cura del Gruppo Redazionale di Lipinutragen</strong><br />costituito da F. Bonucci (biologo nutrizionista), C. Ferreri (Primo Ricercatore CNR) e R. Rinaldi (Resp. Marketing)</i></span></p></div>
			</div>
			</div>
				
				
				
				
			</div>
				
				
			</div>
<p>L'articolo "<a href="https://www.lipinutragen.it/bevande-zuccherate/">Le bevande zuccherate: l’effetto sul nostro benessere!</a>" è online sul blog di <a href="https://www.lipinutragen.it">Lipinutragen</a></p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.lipinutragen.it/bevande-zuccherate/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Il legame tra la longevità e uno scopo nella vita</title>
		<link>https://www.lipinutragen.it/associazione-scopo-vita/</link>
					<comments>https://www.lipinutragen.it/associazione-scopo-vita/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lipinutragen]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 05 Jul 2019 10:30:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Approfondimenti scientifici]]></category>
		<category><![CDATA[Attualità Scientifica]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.lipinutragen.it/?p=8039/</guid>

					<description><![CDATA[<p>L'articolo "<a href="https://www.lipinutragen.it/associazione-scopo-vita/">Il legame tra la longevità e uno scopo nella vita</a>" è online sul blog di <a href="https://www.lipinutragen.it">Lipinutragen</a></p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div class="et_pb_section et_pb_section_2 et_section_regular" >
				
				
				
				
				
				
				<div class="et_pb_row et_pb_row_2">
				<div class="et_pb_column et_pb_column_4_4 et_pb_column_2  et_pb_css_mix_blend_mode_passthrough et-last-child">
				
				
				
				
				<div class="et_pb_module et_pb_text et_pb_text_2  et_pb_text_align_left et_pb_bg_layout_light">
				
				
				
				
				<div class="et_pb_text_inner"><p><a href="https://www.lipinutragen.it/wp-content/uploads/attualita-scientifica-def1.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter wp-image-8688 size-full" src="https://www.lipinutragen.it/wp-content/uploads/attualita-scientifica-def1.jpg" alt="" width="770" height="151" /></a></p>
<h2><span style="color: #737373;">Esiste un legame tra, la salute e la longevità con la presenza di uno scopo nella vita?</span></h2>
<p><a href="https://www.lipinutragen.it/via-sana-longevita/" target="_blank" rel="noopener">La lunghezza della vita media si è notevolmente allungata negli ultimi anni con i progressi della medicina e il miglioramento della qualità della vita</a>. La ricerca scientifica si è concentrata a valutare ogni aspetto che possa avere un’influenza con questa estensione.</p>
<p>La Salute come definita dall’OMS, va oltre all’assenza di malattia e include una dimensione di benessere mentale e sociale. In questa prospettiva risulta appropriata l’inclusione di altre leve, oltre l’alimentazione e l’attività fisico-motoria, per mantenere uno stato di salute ottimale.</p>
<p>Si comprende, pertanto, perché la letteratura scientifica sia ricca di studi che indagano come l’avere degli obiettivi e degli scopi nella vita migliori la salute psico-fisica e la qualità della vita stessa.</p>
<h2><span style="color: #737373;">Uno studio su JAMA Network si è occupato di possibili relazioni tra salute e l’avere uno scopo nella vita</span></h2>
<p>Il mese scorso sul Journal of American Medical Association è stato pubblicato uno studio effettuato negli U.S.A. su circa 7000 persone di età superiore a 50 anni, distribuiti uniformemente fra maschi e femmine, per verificare l’associazione tra scopo nella vita e mortalità per qualsiasi causa.</p>
<p>Alcuni autori hanno definito lo <strong>scopo della vita</strong> (life purpose) come: <em>auto-organizzazione della vita che stimola la generazione di obiettivi, promuove comportamenti sani e dà senso all’esistenza</em>.</p>
<p>Le persone che non hanno uno scopo possono sentirsi senza speranza e mancano di motivazione per vivere una vita attiva e sana. Alcuni studi riportano come le persone <strong>con un forte obiettivo di vita</strong> si impegnino in <strong>comportamenti sani</strong> e abbiano un <strong>migliore stato di salute</strong>, soprattutto per quanto riguarda i disturbi del sonno, l’incidenza di ictus, la depressione e il diabete.</p>
<p>L&#8217;associazione tra scopo della vita e mortalità complessiva è stata già esplorata in passato, ma nessuno si è concentrato sul correlare lo scopo della vita con una causa specifica ad esito infausto.</p>
<p>Sono stati raccolti a partire dal 2006, mediante la compilazione di questionari e di scale di valutazione del benessere psico-sociale, tutti i dati inerenti a quanto forte fosse lo scopo della vita (su una scala numerica) e le varie patologie in atto dei partecipanti.</p>
<p>Ciò che è emerso, a seguito dell’analisi dei dati, è <strong>un legame tra mortalità e scopo nella vita</strong>; la correlazione statisticamente significativa è risultata con le <strong>patologie cardio-circolatorie</strong> e quelle dell’<strong>apparato digerente</strong>.</p>
<p>I risultati di questo studio, si aggiungono a quanto già evidenziato dalla letteratura scientifica e cioè che la mancanza di uno scopo, di un obiettivo, di una prospettiva nella vita riduce la lunghezza della vita stessa, con una maggior insorgenza delle patologie indicate. <a href="https://www.lipinutragen.it/regole-d-oro-alimentari/" target="_blank" rel="noopener">Le stesse malattie che risultano essere tra quelle altamente influenzate dall’alimentazione</a>.</p>
<hr class="lpn-sep" />
<p><span style="font-size: 12pt;"><a href="https://www.lipinutragen.it/wp-content/uploads/pubblicazione-scientifica.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-8667  alignleft" src="https://www.lipinutragen.it/wp-content/uploads/pubblicazione-scientifica.jpg" alt="" width="38" height="40" /></a>Per la pubblicazione &gt;&gt; <a href="https://jamanetwork.com/journals/jamanetworkopen/fullarticle/2734064" target="_blank" rel="noopener">https://jamanetwork.com/journals/jamanetworkopen/fullarticle/2734064 </a></span></p>
<hr class="lpn-sep" />
<p><span style="font-size: 12pt;"><i>A cura del Gruppo Redazionale di Lipinutragen<br />costituito da F. Bonucci (biologo nutrizionista), C. Ferreri (Primo Ricercatore CNR) e R. Rinaldi (Resp. Marketing)</i></span></p></div>
			</div>
			</div>
				
				
				
				
			</div>
				
				
			</div>
<p>L'articolo "<a href="https://www.lipinutragen.it/associazione-scopo-vita/">Il legame tra la longevità e uno scopo nella vita</a>" è online sul blog di <a href="https://www.lipinutragen.it">Lipinutragen</a></p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.lipinutragen.it/associazione-scopo-vita/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Le regole d’oro alimentari: risultati su The Lancet</title>
		<link>https://www.lipinutragen.it/regole-d-oro-alimentari/</link>
					<comments>https://www.lipinutragen.it/regole-d-oro-alimentari/#comments</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lipinutragen]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 10 May 2019 10:30:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Approfondimenti scientifici]]></category>
		<category><![CDATA[Attualità Scientifica]]></category>
		<category><![CDATA[regole alimentari]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.lipinutragen.it/?p=7928/</guid>

					<description><![CDATA[<p>L'articolo "<a href="https://www.lipinutragen.it/regole-d-oro-alimentari/">Le regole d’oro alimentari: risultati su The Lancet</a>" è online sul blog di <a href="https://www.lipinutragen.it">Lipinutragen</a></p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div class="et_pb_section et_pb_section_3 et_section_regular" >
				
				
				
				
				
				
				<div class="et_pb_row et_pb_row_3">
				<div class="et_pb_column et_pb_column_4_4 et_pb_column_3  et_pb_css_mix_blend_mode_passthrough et-last-child">
				
				
				
				
				<div class="et_pb_module et_pb_text et_pb_text_3  et_pb_text_align_left et_pb_bg_layout_light">
				
				
				
				
				<div class="et_pb_text_inner"><a href="https://www.lipinutragen.it/wp-content/uploads/attualita-scientifica-def1.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter wp-image-8688 size-full" src="https://www.lipinutragen.it/wp-content/uploads/attualita-scientifica-def1.jpg" alt="" width="770" height="151" /></a></p>
<h2><span style="color: #737373;">Lo studio su The Lancet pubblicato il 3 aprile 2019: correlazione tra dieta e incidenza di malattie</span></h2>
<p>Un gruppo di scienziati medici &#8211; collegati fra di loro dal comune obiettivo di uno Studio denominato <em>Global Burden of Diseases, Injuries and Risk Factors</em> (GBD) 2017 [trad.: <em>Il peso globale di malattie, traumi e fattori di rischio</em>] &#8211; ha pubblicato recentemente sulla quotatissima rivista scientifica di medicina, The Lancet, i risultati di un enorme lavoro di raccolta dati che copre ben 195 Paesi nel periodo 1990-2017. Lo studio è stato finanziato dalla Fondazione Bill &amp; Melinda Gates.</p>
<p>Lo studio aveva l’obiettivo di dare una visione globale – quindi rappresentativa di tutte le parti del mondo – dell’importanza delle abitudini dietetiche per il loro potenziale impatto sull’incidenza di malattie e mortalità nei 195 Paesi considerati. Sono state individuate 15 abitudini, in base alla loro importanza trasversale per la corretta alimentazione, quindi necessarie in tutti i regimi alimentari.</p>
<p>Nelle 15 pagine della pubblicazione, che gli specialisti di settore devono leggere con attenzione entrando nel merito dei dati, emergono alcune notizie che invece tutti, specialisti e non, devono conoscere. Difatti tutti dobbiamo sapere e riflettere sulle 15 abitudini dell’alimentazione che hanno mostrato una significativa connessione per l’incidenza di morte e disabilità per malattie di cui soffre la nostra Società, tra cui malattie cardiovascolari, tumori e diabete di tipo 2.</p>
<p>Queste 15 abitudini delineano di fatto le “regole d’oro” da seguire, in tutti i Paesi del mondo, a prescindere dal tipo di alimentazione locale.</p>
<h2><span style="color: #737373;">Quali sono le 15 abitudini giornaliere esaminate come fattore di rischio di morte o disabilità?</span></h2>
<ol>
<li><strong>SCARSO UTILIZZO DI FRUTTA</strong>; intervallo di assunzione ottimale: 200-300g al giorno</li>
<li><strong>SCARSO UTILIZZO DI VEGETALI</strong>; intervallo di assunzione ottimale: 290-430 g al giorno</li>
<li><strong>SCARSO UTILIZZO DI LEGUMI</strong>; intervallo di assunzione ottimale: 50-70 g/giorno</li>
<li><strong>SCARSO UTILIZZO DI FARINE E PRODOTTI INTEGRALI</strong> per qualsiasi tipo di preparazione (pane, pasta, dolci) e tipo di alimento (riso, cereali); intervallo di assunzione ottimale: 100-150 g al giorno</li>
<li><strong>SCARSO UTILIZZO DI SEMI E FRUTTA SECCA</strong>; intervallo di assunzione ottimale: 16-25 g al giorno</li>
<li><strong>SCARSO UTILIZZO DEL LATTE</strong> (includendo tutti i tipi di latte, escludendo tutte le derivazioni vegetali); intervallo di assunzione ottimale: 350-520 g al giorno</li>
<li><strong>ALTO UTILIZZO DI CARNE ROSSA</strong> (includendo manzo, maiale, agnello e capretto, escludendo pollame, pesce e uova); intervallo di assunzione ottimale: 18-27 g al giorno</li>
<li><strong>ALTO UTILIZZO DI CARNE PROCESSATA</strong> (carne affumicata, salata, essiccata, o aggiunta di conservanti); intervallo di assunzione ottimale: 0-4 g al giorno</li>
<li><strong>ALTO UTILIZZO DI BEVANDE ZUCCHERATE</strong> (bevande con anidride carbonica, soda, bevande energetiche, bevande alla frutta, escluso succhi di frutta o vegetali al 100%); intervallo di assunzione ottimale: non più di 50 g al giorno</li>
<li><strong>BASSO CONSUMO DI FIBRE</strong> (assunzione di alimenti contenenti fibre inclusi frutta, verdure, semi, legumi e tuberi); intervallo di assunzione ottimale: 19-28 g al giorno</li>
<li><strong>DIETA CON BASSA ASSUNZIONE DI CALCIO</strong> (assunzione di alimenti che contengono calcio, incluso latte, yogurt, e formaggi); intervallo di assunzione ottimale: 1-1.5 g al giorno</li>
<li><strong>DIETA A BASSO CONTENUTO DI OMEGA-3</strong> (soprattutto EPA e DHA); intervallo di assunzione ottimale: 200-300 mg al giorno</li>
<li><strong>DIETA A BASSO CONTENUTO DI ACIDI GRASSI POLINSATURI</strong> (assunzione di omega-6 da tutte le fonti, soprattutto oli vegetali, incluso olio di soia, mais e girasole); intervallo di assunzione ottimale: 9-13 g al giorno</li>
<li><strong>ALTA ASSUNZIONE DI ACIDI GRASSI TRANS </strong>(da tutte le fonti, in particolare da oli parzialmente idrogenati e prodotti da animali ruminanti): non più dello 0-1% dell’energia totale proveniente dal cibo (teniamo conto che 1 g di grasso dà 9 calorie e il fabbisogno energetico varia con età e stato della persona tra 1600-2000 calorie)</li>
<li><strong>ALTA ASSUNZIONE DI SODIO</strong> (basata su escrezione urinaria di sodio nelle 24 ore); intervallo di assunzione ottimale: 1-5 g/giorno</li>
</ol>
<p>Il triste podio tra le 15 abitudini come causa di morte viene diviso tra: 1) dieta alta in sodio; 2) dieta bassa in farine integrali; 3) dieta bassa in frutta, e come causa di malattie troviamo sempre le prime due con posti scambiati fra di loro. Sono altrettanto riconosciute fondamentali le abitudini di consumare frutta secca e semi, verdure e omega-3. Ma ovviamente tutte le abitudini sono parimenti importanti nell’indirizzare il miglioramento globale, per uno stato di salute più favorevole (Figura 3 dell’articolo).<a href="https://www.lipinutragen.it/wp-content/uploads/regole.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter wp-image-9062 size-full" src="https://www.lipinutragen.it/wp-content/uploads/regole.jpg" alt="" width="700" height="982" /></a></p>
<h2><span style="color: #737373;">Casi di mortalità e impatto sulle malattie nel Mondo</span></h2>
<p>La nostra Italia risulta con una favorevole correlazione tra bassa incidenza di morte/malattie relativa alle abitudini sopra descritte, trovandosi nella penultima fascia per frequenza di morte e nell’ultima fascia per frequenza di malattie, ovvero: 105-142 morti e meno di 2339 eventi di malattia ogni 100mila abitanti che hanno come causa determinante gli errori delle suddette abitudini. L’incidenza delle abitudini alimentari nello stato di salute della popolazione raggiunge i massimi livelli in altri Paesi, come Russia e Cina, ma anche Egitto e Libia, superando come causa di morte 397 casi e come causa di malattie 8740 casi ogni 100mila abitanti. Ci sono ragioni socio-economiche di cui si deve tenere conto, ma in generale <strong>questa situazione viene considerata come il fallimento evidente delle politiche riguardanti la salute pubblica, a livello mondiale</strong>, Paese più Paese meno.</p>
<h2><span style="color: #737373;">L’assunzione dei grassi e l’importanza della lipidomica</span></h2>
<p>Per la nostra visione lipidomica è abbastanza rilevante osservare che <strong>4 su 15 cause riguardano i nostri amati grassi</strong>: le diete basse in omega-3, in polinsaturi, alte in acidi grassi trans o con scarsa frutta secca e semi. I grassi saturi non vengono neanche menzionati, confermando che il nostro interesse deve rivolgersi principalmente agli acidi grassi che DOBBIAMO prendere dagli alimenti, ovvero alle fonti di acidi grassi essenziali OMEGA-6 ed OMEGA-3. <em>Ne assumiamo a sufficienza e raggiungono i tessuti nei quali hanno funzioni vitali?</em></p>
<p>A questo interrogativo risponde la <a href="https://www.lipinutragen.it/cosa-facciamo/analisi-lipidomica/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">lipidomica di membrana cellulare</a>, che diviene l’analisi più direttamente collegata alle abitudini alimentari, per riscontrare errori e correggerli in tempo, effettuando una vera prevenzione attiva. E’ per questo che l’analisi deve essere eseguita con metodologie esenti dalle imprecisioni manuali, ovvero con procedure robotiche specializzate a separare la membrana cellulare, individuando anche la cellula del globulo rosso maturo come reporter ottimale della condizione personalizzata.</p>
<p>I dati di questa pubblicazione rappresentano un monito della scienza per la società, spingendo tutti i Paesi e le loro politiche ad applicare il progresso scientifico per incrementare realmente il benessere globale, vincendo la sfida di migliorare la salute di tutti, nessuno escluso.</p>
<hr class="lpn-sep" />
<p><span style="font-size: 12pt;"><a href="https://www.lipinutragen.it/wp-content/uploads/pubblicazione-scientifica.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-8667  alignleft" src="https://www.lipinutragen.it/wp-content/uploads/pubblicazione-scientifica.jpg" alt="" width="36" height="33" /></a>Per la pubblicazione &gt;&gt; <a href="http://dx.doi.org/10.1016/S0140-6736(19)30041-8" target="_blank" rel="noopener noreferrer">http://dx.doi.org/10.1016/S0140-6736(19)30041-8</a></span></p>
<hr class="lpn-sep" />
<p><span style="font-size: 12pt;"><i>A cura del Gruppo Redazionale di Lipinutragen<br />
costituito da F. Bonucci (biologo nutrizionista), C. Ferreri (Primo Ricercatore CNR) e R. Rinaldi (Resp. Marketing)</i></span></div>
			</div>
			</div>
				
				
				
				
			</div>
				
				
			</div>
<p>L'articolo "<a href="https://www.lipinutragen.it/regole-d-oro-alimentari/">Le regole d’oro alimentari: risultati su The Lancet</a>" è online sul blog di <a href="https://www.lipinutragen.it">Lipinutragen</a></p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.lipinutragen.it/regole-d-oro-alimentari/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>2</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Nutrizione e salute: novità su Plos Medicine</title>
		<link>https://www.lipinutragen.it/nutrizione-e-salute-plos-medicine/</link>
					<comments>https://www.lipinutragen.it/nutrizione-e-salute-plos-medicine/#comments</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lipinutragen]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 19 Apr 2019 10:30:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Approfondimenti scientifici]]></category>
		<category><![CDATA[Attualità Scientifica]]></category>
		<category><![CDATA[Nutrizione e salute]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.lipinutragen.it/?p=7850/</guid>

					<description><![CDATA[<p>L'articolo "<a href="https://www.lipinutragen.it/nutrizione-e-salute-plos-medicine/">Nutrizione e salute: novità su Plos Medicine</a>" è online sul blog di <a href="https://www.lipinutragen.it">Lipinutragen</a></p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div class="et_pb_section et_pb_section_4 et_section_regular" >
				
				
				
				
				
				
				<div class="et_pb_row et_pb_row_4">
				<div class="et_pb_column et_pb_column_4_4 et_pb_column_4  et_pb_css_mix_blend_mode_passthrough et-last-child">
				
				
				
				
				<div class="et_pb_module et_pb_text et_pb_text_4  et_pb_text_align_left et_pb_bg_layout_light">
				
				
				
				
				<div class="et_pb_text_inner"><p><a href="https://www.lipinutragen.it/wp-content/uploads/attualita-scientifica-def1.jpg"> <img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter wp-image-8688 size-full" src="https://www.lipinutragen.it/wp-content/uploads/attualita-scientifica-def1.jpg" alt="" width="770" height="151" /></a></p>
<h2><span style="color: #737373;">I benefici di un sistema basato su una sana alimentazione</span></h2>
<p>È noto che un’alimentazione scorretta costituisca un fattore di rischio per alcune patologie cronico degenerative, tra cui quelle cardiovascolari e il diabete. Condurre una dieta sana può influenzare in maniera positiva il benessere dell’organismo e, in taluni casi, ridurre l’impatto delle suddette patologie.</p>
<p>Partendo da questo assunto, i Dott. Yujin Lee e Dariush Mozaffarian dell’Università di Tufts, nel marzo di quest’anno hanno effettuato delle simulazioni per valutare i benefici che una sana alimentazione possa avere sulla salute e sull’economia del paese.</p>
<p><a href="https://www.lipinutragen.it/wp-content/uploads/nutrizione-salute.png"><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-8979" src="https://www.lipinutragen.it/wp-content/uploads/nutrizione-salute.png" alt="" width="770" height="275" /></a></p>
<h2><span style="color: #737373;">Analisi costi/benefici nel migliorare la salute con la dieta: i risultati di una simulazione negli USA</span></h2>
<p>Lo studio pubblicato su Plos Medicine è stato condotto partendo dalle informazioni sugli adulti assicurati con i programmi Medicare e Medicaid (i due più grandi programmi di assicurazione sanitaria statunitensi) presenti nella banca dati NHANES.</p>
<p>Sulla base di questi dati, i ricercatori hanno costruito una simulazione al computer per stimare i benefici sanitari ed economici di due modelli di sussidi in 5, 10 e 20 anni di vita dei partecipanti:</p>
<ol>
<li>un sussidio economico del 30% sul consumo di frutta e verdura;</li>
<li>un sussidio economico del 30% sul consumo cibi sani in generale, tra cui frutta, verdura, cereali integrali, noci, semi, pesce e oli vegetali.</li>
</ol>
<p>Le evidenze riscontrate con il modello 1, per un arco temporale che tiene conto della vita media della popolazione, considerano un aumento di circa 0,4 porzioni al giorno come consumo medio di frutta e verdure. L’impatto sulla salute riguarderebbe la diminuzione degli eventi di malattia cardiovascolare di circa 1,93 milioni e, dal punto di vista economico, porterebbe ad un risparmio di 39,7 miliardi di dollari in costi per assistenza sanitaria.</p>
<p>Il modello 2 mette in luce come l&#8217;incentivo generale all’acquisto e al consumo di cibi sani permetterebbe un incremento del consumo medio di frutta e verdura pari allo stesso quantitativo osservato nel modello 1. Si registrerebbe anche un aumento del consumo medio di cereali integrali di 0,2 porzioni al giorno, noci e semi di 0,1 porzioni, pesce di 0,2 porzioni e oli vegetali di 1,5 cucchiaini. Il risvolto sulla salute della popolazione prevederebbe una diminuzione di circa 3,28 milioni di soggetti con malattie cardiovascolare e 120.000 casi di diabete; dal lato economico un risparmio di 100,2 miliardi di dollari in costi sanitari.</p>
<p>I risultati di questo studio sono stati riassunti da uno dei suoi autori, il Dott. Dariush Mozaffarian, con il seguente pensiero: &#8220;<em>Queste nuove scoperte supportano il concetto di <strong><span style="text-decoration: line-through;">–</span></strong> “<strong>cibo è come medicina</strong>” <strong>–</strong>: i programmi innovativi per incoraggiare e dare aiuti economici per una sana alimentazione possono e dovrebbero essere integrati nel sistema sanitario&#8221;.</em></p>
<p><em><br /></em><a href="https://www.lipinutragen.it/wp-content/uploads/pubblicazione-scientifica.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone wp-image-8667 size-full" src="https://www.lipinutragen.it/wp-content/uploads/pubblicazione-scientifica.jpg" alt="" width="50" height="50" /></a><span style="font-size: 12pt;">Per la pubblicazione &gt;&gt; <a href="https://doi.org/10.1371/journal.pmed.1002761" target="_blank" rel="noopener">https://doi.org/10.1371/journal.pmed.1002761 </a></span></p>
<p><span style="font-size: 10pt;"><i>A cura del Gruppo Redazionale di Lipinutragen<br />costituito da F. Bonucci (biologo nutrizionista), C. Ferreri (Primo Ricercatore CNR) e R. Rinaldi (Resp. Marketing)</i></span></p></div>
			</div>
			</div>
				
				
				
				
			</div>
				
				
			</div>
<p>L'articolo "<a href="https://www.lipinutragen.it/nutrizione-e-salute-plos-medicine/">Nutrizione e salute: novità su Plos Medicine</a>" è online sul blog di <a href="https://www.lipinutragen.it">Lipinutragen</a></p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.lipinutragen.it/nutrizione-e-salute-plos-medicine/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>2</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Asse Intestino-Cervello</title>
		<link>https://www.lipinutragen.it/asse-intestino-cervello/</link>
					<comments>https://www.lipinutragen.it/asse-intestino-cervello/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lipinutragen]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 08 Mar 2019 11:30:26 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità Scientifica]]></category>
		<category><![CDATA[Stile di vita e prevenzione]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.lipinutragen.it/?p=7751/</guid>

					<description><![CDATA[<p>L'articolo "<a href="https://www.lipinutragen.it/asse-intestino-cervello/">Asse Intestino-Cervello</a>" è online sul blog di <a href="https://www.lipinutragen.it">Lipinutragen</a></p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div class="et_pb_section et_pb_section_5 et_section_regular" >
				
				
				
				
				
				
				<div class="et_pb_row et_pb_row_5">
				<div class="et_pb_column et_pb_column_4_4 et_pb_column_5  et_pb_css_mix_blend_mode_passthrough et-last-child">
				
				
				
				
				<div class="et_pb_module et_pb_text et_pb_text_5  et_pb_text_align_left et_pb_bg_layout_light">
				
				
				
				
				<div class="et_pb_text_inner"><p><a href="https://www.lipinutragen.it/wp-content/uploads/attualita-scientifica-def1.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter wp-image-8688 size-full" src="https://www.lipinutragen.it/wp-content/uploads/attualita-scientifica-def1.jpg" alt="" width="770" height="151" /></a></p>
<h2><span style="color: #737373;">Il circuito neurale che collega intestino e cervello</span></h2>
<p>Il tema della connessione bidirezionale cervello e intestino sta coinvolgendo sempre più il mondo della ricerca e interessando diverse discipline mediche anche al di fuori delle neuroscienze: neurologia e psichiatria, endocrinologia, gastroenterologia per citarne alcune.</p>
<p>La parete dell’intestino è formata da uno strato di cellule epiteliali che separano il lume dal tessuto sottostante. All&#8217;interno di questo strato risiedono delle cellule elettricamente eccitabili chiamate <em>cellule enteroendocrine,</em> che percepiscono l’introduzione delle sostanze nutritive ingerite e dei metaboliti microbici ed attivano un potenziale d’azione. E’ noto che le cellule enteroendocrine agiscono sul SNC indirettamente attraverso l’azione paracrina di ormoni, come ad esempio la colecistochinina la quale genera a livello corticale un segnale di sazietà.</p>
<p>In particolare, le concentrazioni in circolo di colecistochinina raggiungono il picco massimo solo alcuni minuti dopo che il cibo è ingerito o a pasto terminato, nonostante il suo ruolo nella sazietà. Tale discrepanza suggerisce che il cervello percepisce i segnali provenienti dall&#8217;intestino attraverso una segnalazione neuronale, alternativa, più veloce.</p>
<p><a href="https://www.lipinutragen.it/wp-content/uploads/intestino-cervello.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter wp-image-8826 size-full" src="https://www.lipinutragen.it/wp-content/uploads/intestino-cervello.jpg" alt="" width="770" height="275" /></a></p>
<h2><span style="color: #737373;">Un nuovo studio scientifico su Science suggerisce un’ulteriore modalità di comunicazione intestino-cervello</span></h2>
<p>A Settembre 2018 è uscito su Science lo studio “<em>A gut-brain neural circuit for nutrient sensory transduction”. </em>L’indagine scientifica effettuata, attraverso l’utilizzo di modelli <em>in-vitro</em> ed <em>in-vivo</em> e metodiche molto avanzate (come PCR real time a singola cellula), ha avuto risultati soddisfacenti sull’identificazione di un tipo di cellula epiteliale sensoriale intestinale che crea sinapsi con le terminazioni vagali afferenti. Questa unità recettoriale è stata ricondotta alla cellula enteroendocrina, ma, la sua capacità di formare un circuito neuroepiteliale, ne ha richiesto una nuova denominazione: <strong>cellula neuropode</strong>.</p>
<p>Attraverso le sinapsi con il nervo vago, la cellula neuropode collega il lume intestinale al tronco encefalico e svolge la sua attività trasducendo gli stimoli sensoriali, provenienti dagli zuccheri, in millisecondi usando il glutammato come neurotrasmettitore.</p>
<p>Il circuito neurale che si crea dona all&#8217;intestino la rapidità di segnalare al cervello gli “accadimenti della giornata”, in modo che quest’ultimo possa “dare un senso” a ciò che mangiamo.</p>
<hr class="lpn-sep" />
<p><span style="font-size: 12pt;"><a href="https://www.lipinutragen.it/wp-content/uploads/pubblicazione-scientifica.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-8667  alignleft" src="https://www.lipinutragen.it/wp-content/uploads/pubblicazione-scientifica.jpg" alt="" width="36" height="35" /></a>Per l’abstract &gt;&gt; <a href="http://science.sciencemag.org/content/361/6408/eaat5236" target="_blank" rel="noopener noreferrer">http://science.sciencemag.org/content/361/6408/eaat5236 </a></span></p>
<hr class="lpn-sep" /></div>
			</div>
			</div>
				
				
				
				
			</div>
				
				
			</div>
<p>L'articolo "<a href="https://www.lipinutragen.it/asse-intestino-cervello/">Asse Intestino-Cervello</a>" è online sul blog di <a href="https://www.lipinutragen.it">Lipinutragen</a></p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.lipinutragen.it/asse-intestino-cervello/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Attività motoria e modulazione della fluidità di membrana</title>
		<link>https://www.lipinutragen.it/attivita-motoria-e-modulazione-della-fluidita-di-membrana/</link>
					<comments>https://www.lipinutragen.it/attivita-motoria-e-modulazione-della-fluidita-di-membrana/#comments</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lipinutragen]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 25 Jan 2019 11:30:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità Scientifica]]></category>
		<category><![CDATA[Sport e performance]]></category>
		<category><![CDATA[attività motoria]]></category>
		<category><![CDATA[modulazione fluidità membrana]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.lipinutragen.it/?p=7689/</guid>

					<description><![CDATA[<p>L'articolo "<a href="https://www.lipinutragen.it/attivita-motoria-e-modulazione-della-fluidita-di-membrana/">Attività motoria e modulazione della fluidità di membrana</a>" è online sul blog di <a href="https://www.lipinutragen.it">Lipinutragen</a></p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div class="et_pb_section et_pb_section_6 et_section_regular" >
				
				
				
				
				
				
				<div class="et_pb_row et_pb_row_6">
				<div class="et_pb_column et_pb_column_4_4 et_pb_column_6  et_pb_css_mix_blend_mode_passthrough et-last-child">
				
				
				
				
				<div class="et_pb_module et_pb_text et_pb_text_6  et_pb_text_align_left et_pb_bg_layout_light">
				
				
				
				
				<div class="et_pb_text_inner"><p><a href="https://www.lipinutragen.it/wp-content/uploads/attualita-scientifica-def1.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter wp-image-8688 size-full" src="https://www.lipinutragen.it/wp-content/uploads/attualita-scientifica-def1.jpg" alt="" width="770" height="151" /></a></p>
<h2><span style="color: #737373;">La membrana cellulare e parte dei suoi componenti</span></h2>
<p>La fosfatidilcolina (PC) e la fosfatidiletanolammina (PE) sono componenti della membrana cellulare e ne influenzano fortemente la fluidità e le funzioni recettoriali; la fosfatidilcolina rappresenta circa il 50% dei lipidi di membrana, mentre la fosfatidiletanolammina è solitamente circa la metà.</p>
<h2><span style="color: #737373;">Uno studio che pone l’accento sulle risposte cellulari sottoposte a sforzo fisico</span></h2>
<p>Il recente studio clinico “<em>Skeletal muscle phosphatidylcholine and phosphatidylethanolamine respond to exercise and influence insulin sensitivity in men”</em>, pubblicato su Scientific Report di Nature, dimostra che il rapporto tra questi due fosfolipidi all&#8217;interno del muscolo scheletrico è modulato dall&#8217;attività fisica e può influenzare il metabolismo del glucosio e l’energetica mitocondriale. Negli uomini che fanno attività fisico-motoria di resistenza e forza, i livelli di glucosio e insulina sono migliorati e l&#8217;area mitocondriale del muscolo scheletrico è aumentata, innescando una maggiore espressione del gene che codifica per il PGC-1 (coattivatore 1 del proliferatore gamma del perossisoma), che regola la creazione di mitocondri.<br />L’esercizio fisico interviene, aumentando, i livelli muscolari di entrambi i fosfolipidi, ma l’incremento di PE è il doppio rispetto a quello di PC, con conseguente riduzione del rapporto PC:PE. Il rapporto PC:PE è risultato correlato negativamente ad una misura della sensibilità insulinica a livello corporeo.</p>
<p>Questa ricerca ha sottolineato l&#8217;importanza dell’attività fisico-motoria in rapporto ai mitocondri, nell’ottica di migliorare il modo in cui le risorse cellulari vengono utilizzate e/o immagazzinate. Tale meccanismo ha, a sua volta, un impatto sullo stato e sull&#8217;invecchiamento delle cellule.</p>
<hr class="lpn-sep" />
<p><span style="font-size: 12pt;"><a href="https://www.lipinutragen.it/wp-content/uploads/pubblicazione-scientifica.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-8667  alignleft" src="https://www.lipinutragen.it/wp-content/uploads/pubblicazione-scientifica.jpg" alt="" width="36" height="34" /></a>Per la pubblicazione &gt;&gt; <a href="https://www.nature.com/articles/s41598-018-24976-x" target="_blank" rel="noopener">https://www.nature.com/articles/s41598-018-24976-x</a></span></p>
<hr class="lpn-sep" /></div>
			</div>
			</div>
				
				
				
				
			</div>
				
				
			</div>
<p>L'articolo "<a href="https://www.lipinutragen.it/attivita-motoria-e-modulazione-della-fluidita-di-membrana/">Attività motoria e modulazione della fluidità di membrana</a>" è online sul blog di <a href="https://www.lipinutragen.it">Lipinutragen</a></p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.lipinutragen.it/attivita-motoria-e-modulazione-della-fluidita-di-membrana/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>2</slash:comments>
		
		
			</item>
	</channel>
</rss>
