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	<title>Omega-3 e omega-6 Archivi &#8226; Lipinutragen</title>
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	<description>Lipidomica e Nutraceutica</description>
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	<title>Omega-3 e omega-6 Archivi &#8226; Lipinutragen</title>
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		<title>GLA TRA GLI OMEGA-6</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lipinutragen]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 01 Feb 2024 07:00:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Omega-3 e omega-6]]></category>
		<category><![CDATA[Salute e nutrizione molecolare]]></category>
		<category><![CDATA[acidi grassi polinsaturi]]></category>
		<category><![CDATA[GLA]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L'articolo "<a href="https://www.lipinutragen.it/gla-tra-gli-omega-6/">GLA TRA GLI OMEGA-6</a>" è online sul blog di <a href="https://www.lipinutragen.it">Lipinutragen</a></p>
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				<div class="et_pb_text_inner"><p><img fetchpriority="high" decoding="async" class="size-full wp-image-13222 aligncenter" src="https://www.lipinutragen.it/wp-content/uploads/Gla-omega-6.jpg" alt="" width="800" height="400" /></p>
<h2><span style="font-size: 18pt;"><span style="color: #737373;">ACIDI GRASSI POLINSATURI</span></span></h2>
<p>La <strong>composizione della membrana cellulare</strong> rispecchia il risultato di due fattori legati all’individuo: <strong>l’alimentazione e il metabolismo</strong>. Proprio guardando questa composizione, risulta evidente che si deve porre particolare attenzione alla scelta dei grassi nei cibi ed anche valutarne la trasformazione nell’organismo, tenendo presente soprattutto il ruolo indispensabile svolto dagli <strong>acidi grassi polinsaturi (PUFA), omega-6 e omega-3</strong>, come <strong>elementi strutturali e funzionali della membrana cellulare</strong>.</p>
<p>La famiglia dei PUFA omega-3, le cui più note molecole sono EPA e DHA, sono acidi grassi a lunga catena che partecipano alla fluidità della membrana, soprattutto della membrana di cellule del sistema nervoso e della retina (per maggiori approfondimenti su omega-3 DHA, vedi <a href="https://www.lipinutragen.it/omega-3-dha/" target="_blank" rel="noopener">qui</a>) e che sono precursori di molecole con attività di segnalazione, tra cui la più importante è quella anti-infiammatoria.</p>
<h2><span style="font-size: 18pt;"><span style="color: #737373;">OMEGA-6 PRO-INFIAMMATORI?</span></span></h2>
<p>Nell’attività di segnalazione invece i <strong>PUFA omega-</strong>6, a differenza degli omega-3, hanno una fama “negativa, ovvero essere <strong>pro-infiammator</strong>i”. L’acido arachidonico è il più noto dei polinsaturi omega-6, che produce molecole segnale per orientare la reattività del nostro organismo in senso infiammatorio.<br />I grassi omega-6 sono considerati “infiammatori” per eccellenza, ma tale accezione non è corretta e questa “cattiva fama” viene contestata proprio da conoscenze ed evidenze scientifiche, forse non note a tutti, ma che vengono ampiamente condivise dagli addetti ai lavori:</p>
<ul>
<li>Innanzitutto si deve ricordare che tra i PUFA omega-6 esiste <strong>l’acido diomo-gamma-linolenico DGLA</strong>, che è una delle molecole formate nella “cascata enzimatica”: <strong>acido linoleico (presente nei cibi) →</strong><strong> acido gamma-linolenico →</strong><strong> DGLA →</strong><strong> acido arachidonico </strong>(per approfondire <a href="https://www.lipinutragen.it/dgla-al-crocevia-di-processi-pro-e-anti-infammatori" target="_blank" rel="noopener">www.lipinutragen.it/dgla-al-crocevia-di-processi-pro-e-anti-infammatori</a>). Appena si forma DGLA – anziché trasformarsi tutto in acido arachidonico – viene trasformato più velocemente in prostaglandine della serie 1, importanti molecole segnale per processi anti-infiammatori ed attivazione immunitaria;</li>
<li>Un secondo punto è che l’<strong>infiammazione</strong>, generata dall’acido arachidonico trasformato nelle sue molecole segnale, prostaglandine di serie 2, non nasce come un processo dannoso di per sé, ma <strong>è la risposta fisiologica del nostro organismo per aggredire e allontanare un problema</strong>. Tuttavia, per avere un ottimale processo infiammatorio, esso deve evolversi nel tempo, anzi in breve deve riuscire a spegnersi (ovvero a “risolversi”), e per ottenere ciò si deve dare il passo ad altre molecole segnale (da omega-3 oppure da DGLA) che intervengono subito dopo con un’attività anti-infiammatoria; l’equilibrio vale anche reciprocamente, ovvero anche la presenza di omega-3 non può essere in eccesso rispetto ad omega-6, proprio per non annullarne i segnali di reattività e di difesa.</li>
</ul>
<p>Le famiglie omega-6 ed omega-3, oltre ad avere in comune la caratteristica dell’essenzialità, ovvero a dover introdurre i loro precursori necessariamente tramite l’alimentazione, perché l’organismo umano non è in grado di auto-produrli, condividono anche le “macchine enzimatiche” per effettuare le trasformazioni metaboliche che vanno “a cascata” dai precursori ai componenti delle due famiglie.<br />Ciò significa che a partire dalla dieta, i cibi contenenti omega-6 ed omega-3 devono essere introdotti in modo equivalente, senza eccessi di una o dell’altra famiglia, perchè ciò assicura la presenza di tutte le molecole PUFA per l’equilibrio strutturale e funzionale della membrana, compreso il bilanciamento pro- ed anti-infiammatorio (2).</p>
<h2><span style="font-size: 18pt;"><span style="color: #737373;">ACIDO GRASSO GAMMA-LINOLENICO, OMEGA-6</span></span></h2>
<p><div id="attachment_13214" style="width: 480px" class="wp-caption alignright"><img loading="lazy" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-13214" class="alignnone wp-image-13214 size-full" src="https://www.lipinutragen.it/wp-content/uploads/Acido-Arachidonico-molecole.jpg" alt="" width="470" height="84" /><p id="caption-attachment-13214" class="wp-caption-text">Acido acidodiomogamma-linolenico (DGLA)</p></div></p>
<p>Nella famiglia omega-6 troviamo <strong>l’Acido gamma-linolenico (GLA)</strong>, acido grasso semi essenziale, che deriva dal suo precursore essenziale, acido linoleico (LA).<br />Da GLA, a sua volta, si forma, per via enzimatica, l’acido diomo-gamma-linolenico (DGLA).</p>
<p>Le attività biologiche di GLA e DGLA sono ben documentate in letteratura scientifica e riguardano <strong>proprietà anti-infiammatorie e regolatorie</strong>:</p>
<ul>
<li>DGLA compete con acido arachidonico per gli enzimi COX e LOX (che trasformano in prostaglandine e altre molecole segnale del processo infiammatorio);</li>
<li>DGLA è precursore di prostaglandine di serie-1, con attività anti-infiammatoria, anti-aggregante e vaso dilatatoria;</li>
<li>GLA e DGLA, trasformati nei loro metaboliti ossigenati, hanno vari effetti, come l’aumento dei livelli di AMP ciclico e il miglioramento dell’attività mitocondriale, nonché interagiscono con vari recettori, sostenendo le attività di cellule immunitarie, di cellule delle mucose (intestinale, gastrica e apparati genitali) e muscolatura liscia, e altre attività metaboliche. Infine, agendo come regolatori di apoptosi e vascolarizzazione, risultano molto importanti nella gestione del processo tumorale.<br />Ulteriori effetti positivi sono clinicamente riscontrati come l’incremento di difese, miglioramento di problematiche gastro-intestinali, riduzione del disconfort mestruale e <a href="https://www.lipinutragen.it/sensibilita-della-pelle/" target="_blank" rel="noopener">idratazione ed elasticità del derma</a>.</li>
</ul>
<p>Da sottolineare che in tutte queste valutazioni, vi è sempre l’avvertenza di valutare la presenza di acidi grassi naturali e non naturali, come i grassi saturi e i grassi trans, nella stessa formulazione che contiene gli acidi grassi PUFA. Difatti, se si desidera arrivare ad effetto specifico sostenuto dai PUFA, si deve essere certi di averli come principali componenti, mentre i grassi saturi e trans costituiscono componenti indesiderati che interferiscono con l’attività biologica principale.</p>
<h2><span style="font-size: 18pt;"><span style="color: #737373;">LiGLA: LA PRIMA EMULSIONE A BASE DI GLA</span></span></h2>
<p>Le trasformazioni enzimatiche dell’acido linoleico in GLA e poi in DGLA non sono sempre veloci ed efficienti; in alcuni casi posso non risultare performanti, come ad esempio in alcune condizioni patologiche (ipertensione, artrite, diabete e psoriasi) oppure legate a cattive abitudini o alimentazione (uso di alcol, stress, fumo, diete carenti di vitamine e minerali).</p>
<p>L’assunzione da fonti alimentari (o da supplementi) risulta essere una valida soluzione a deficit o carenze. Si ricorda che le carenze o deficit di acidi grassi possono oggi essere analizzate, grazie all’analisi lipidomica di membrana (analisi elaborata nel nostro Laboratorio con l’unico metodo accreditato con procedura robotizzata), per non scambiare per patologia dei sintomi semplicemente dovuti a carenza di acidi grassi essenziali.</p>
<h2><span style="font-size: 18pt;"><span style="color: #737373;"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignright wp-image-13201" src="https://www.lipinutragen.it/wp-content/uploads/Fonti-alimentari-gla.jpg" alt="" width="279" height="364" />FONTI ALIMENTARI DI GLA<br /></span></span></h2>
<p>In natura non vi sono fonti disponibili di DGLA, mentre vi sono alcune (non molte) fonti naturali di GLA come gli oli di borragine, enotera e ribes nero (con diverse concentrazioni di GLA), che possono essere utilizzati in prodotti nutraceutici.</p>
<p>Lipinutragen ha studiato LiGLA, un integratore in forma di emulsione liquida a base di olio di borragine, con il 20% di GLA, insieme ad antiossidanti, acido alfa-lipoico e lecitina di girasole.</p>
<h3><span style="font-size: 18pt;"><span style="color: #737373;"><br />FONTI ALIMENTARI DI GLA<br /></span></span></h3>
<p>L’olio di semi di borragine selezionato come materia prima ha la massima concentrazione di GLA presente sul mercato, ossia 20%, e presenta un bassissimo tenore di acidi grassi saturi e assenza di acidi grassi trans.</p>
<p>La formulazione in presenza di lecitina permette a GLA di essere assorbito più facilmente (maggiore biodisponibilità per le microparticelle), distribuendosi in maniera efficace e protetta, grazie alla presenza degli antiossidanti (Vitamina C, Vitamina E ed acido-lipoico).</p>
<p>Dopo l’assorbimento e la biodistribuzione nelle cellule dei vari tessuti, l’acido grasso GLA entra nel metabolismo e nella cascata della famiglia omega-6, per essere trasformato in DGLA. Gli acidi grassi polinsaturi, incluso DGLA, sono poi utilizzati per biosintetizzare fosfolipidi e, come tali, vengono incorporati nelle membrane cellulari. E proprio qui si legge il bilancio finale tra omega-6 ed omega-3 con la presenza di DGLA che risulta molto importante per la fine regolazione di segnalazioni pro- ed anti- infiammatorie in modo naturale.</p></div>
			</div><div class="et_pb_module et_pb_divider et_pb_divider_0 et_pb_space"><div class="et_pb_divider_internal"></div></div><div class="et_pb_module et_pb_text et_pb_text_1  et_pb_text_align_left et_pb_bg_layout_light">
				
				
				
				
				<div class="et_pb_text_inner"><p><span style="color: #737373; font-size: 12pt;"><strong class="credits-label">Bibliografia:</strong><br /></span></p>
<ol>
<li><span style="font-size: 12pt;">Membrana cellulare e lipidomica. Carla Ferreri e Chryssostomos Chatgilialoglu. 2014, CNR Edizioni</span></li>
<li><span style="font-size: 12pt;">Harayama et Riezman. Understanding the Diversity of Membrane Lipid Composition. Rev Mol. Cell Biol. 19:281-296, 2018.</span></li>
<li><span style="font-size: 12pt;">Kapoor R, et al. Gamma Linolenic Acid: An anti-inflammatory omega-6 fatty acid (Review) Curr Pharm Biotech 7:531-34, 2006.</span></li>
<li><span style="font-size: 12pt;">Burdge G, et al. Alpha linolenic metabolism in adult humans. Eur J Lipid Sci Tech 107:426-39, 205, 2005.</span></li>
<li><span style="font-size: 12pt;">Das UN. Essential fatty acids and their metabolites could function as endogenous HMG-CoA reductase and ACE enzyme inhibitors, anti-arrhythmic, anti-hypertensive, anti-atherosclerotic, anti-inflammatory, cytoprotective, and cardioprotective molecules. Lipids Health Dis. 2008 Oct 15;7:37. </span></li>
<li><span style="font-size: 12pt;">Wang X, Lin H, Gu Y. Multiple roles of dihomo-γ-linolenic acid against proliferation diseases. Lipids Health Dis. 2012 Feb 14;11:25.</span></li>
</ol>
<p><span style="font-size: 12pt;"><strong><br />CLAIM EFSA:<br /></strong></span><span style="font-size: 12pt;">EFSA Panel on Dietetic Products, Nutrition and Allergies (NDA); Scientific Opinion on the substantiation of health claims related to gamma-linolenic acid (GLA) … pursuant to Article 13(1) of Regulation (EC) No 1924/2006. EFSA Journal 2011; 9(4):2059. [27 pp.]. doi:10.2903/j.efsa.2011.2059.</span></p></div>
			</div><div class="et_pb_module et_pb_divider et_pb_divider_1 et_pb_space"><div class="et_pb_divider_internal"></div></div><div class="et_pb_module et_pb_text et_pb_text_2  et_pb_text_align_left et_pb_bg_layout_light">
				
				
				
				
				<div class="et_pb_text_inner"><p><span style="color: #737373; font-size: 12pt;">TRIAL CLINICI::<br /></span></p>
<ul>
<li><span style="font-size: 12pt;">Wu D, et al. Effect of dietary supplementation with black currant seed oil on the immune response of healthy elderly subjects. Am J Clin Nutr 70: 536-543, 1999</span></li>
<li><span style="font-size: 12pt;">Zurier RB, et al. Gamma-linolenic acid treatment of rheumatoid arthritis. A randomized, placebo-controlled trial. Arthritis Rheum39:1808-17, 1996.</span></li>
<li><span style="font-size: 12pt;">Keen H, et al. Treatment of diabetic neuropathy with gamma-linolenic acid. The gamma-Linolenic Acid Multicenter Trial Group. Diabetes Care 16:8-15, 1993.</span></li>
<li><span style="font-size: 12pt;">Physicians&#8217; Desk Reference for Nutritional Supplements, 1st Edition, ISBN 1-56363-364-7, p. 173.</span></li>
<li><span style="font-size: 12pt;">Chilton-Lopez T, et al. Metabolism of GLA in human neutrophils. J Immunol 156:2941-47, 1996.</span></li>
<li><span style="font-size: 12pt;">Johnson M, et al. Dietary supplementation with GLA alters fatty acid content and eicosanoid production in healthy humans. J Nutr 127:1435-44, 1997.</span></li>
<li><span style="font-size: 12pt;">Ziboh VA, et al. Dose-response effects of dietary GLA-enriched oils on human polymorphonuclear-neutrophil biosynthesis of leukotriene B4. Am J Clin Nutr 55:39-45, 1992.</span></li>
<li><span style="font-size: 12pt;">Barham JB, et al. Addition of eicosapentaenoic acid to gamma-linolenic acid-supplemented diets prevents serum arachidonic acid accumulation in humans. J Nutr 130:1925-31, 2000.</span></li>
<li><span style="font-size: 12pt;">Laidlaw M, et al. Effects of supplementation with fish oil-derived n-3 fatty acids and gamma-linolenic acid on circulating plasma lipid profiles in women. Am J Clin Nutr 77:37-42, 2003.</span></li>
<li><span style="font-size: 12pt;">Wang C, et al. n-3 Fatty acids from fish or fish-oil supplements, but not alpha-linolenic acid, benefit cardiovascular disease outcomes in primary- and secondary-prevention studies: a systematic review. Am J of Clin Nutr 84:5-17, 2006.</span></li>
</ul></div>
			</div><div class="et_pb_module et_pb_divider et_pb_divider_2 et_pb_space"><div class="et_pb_divider_internal"></div></div><div class="et_pb_module et_pb_text et_pb_text_3  et_pb_text_align_left et_pb_bg_layout_light">
				
				
				
				
				<div class="et_pb_text_inner"><p><span style="color: #737373; font-size: 12pt;"><strong class="credits-label">Articolo a cura del Gruppo redazionale di Lipinutragen</strong><br /></span><span style="font-size: 12pt;">Le informazioni riportate non devono in alcun modo sostituire il rapporto diretto tra professionista della salute e paziente.</span></p></div>
			</div><div class="et_pb_module et_pb_divider et_pb_divider_3 et_pb_space"><div class="et_pb_divider_internal"></div></div><div class="et_pb_module et_pb_text et_pb_text_4  et_pb_text_align_left et_pb_bg_layout_light">
				
				
				
				
				<div class="et_pb_text_inner"><p><span style="font-size: 12pt;"><strong class="credits-label">Foto:</strong> 123RF Archivio Fotografico: 162388984 : ©denisfilm | 121975769 : ©vainillaychile</span></p>
<p style="text-align: left;"><a href="https://www.lipinutragen.it/wp-content/uploads/GLA-TRA-GLI-OMEGA-6-Lipinutragen-ITA.pdf" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone wp-image-6223" src="https://www.lipinutragen.it/wp-content/uploads/scarica-pdf.png" alt="" width="35" height="35" /></a> <a href="https://www.lipinutragen.it/wp-content/uploads/GLA-TRA-GLI-OMEGA-6-Lipinutragen-ITA.pdf" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><span style="font-size: 8pt;">Download</span></a></p></div>
			</div>
			</div>
				
				
				
				
			</div>
				
				
			</div>
<p>L'articolo "<a href="https://www.lipinutragen.it/gla-tra-gli-omega-6/">GLA TRA GLI OMEGA-6</a>" è online sul blog di <a href="https://www.lipinutragen.it">Lipinutragen</a></p>
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		<item>
		<title>GUIDA ALLA SCELTA DI INTEGRATORI DI ACIDI GRASSI</title>
		<link>https://www.lipinutragen.it/guida-alla-scelta-di-integratori-di-acidi-grassi/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Lipinutragen]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 10 Jan 2023 07:30:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Omega-3 e omega-6]]></category>
		<category><![CDATA[Salute e nutrizione molecolare]]></category>
		<category><![CDATA[acidi grassi]]></category>
		<category><![CDATA[GUIDA ALLA SCELTA DI INTEGRATORI DI ACIDI GRASSI]]></category>
		<category><![CDATA[integratori]]></category>
		<category><![CDATA[membrana cellulare]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L'articolo "<a href="https://www.lipinutragen.it/guida-alla-scelta-di-integratori-di-acidi-grassi/">GUIDA ALLA SCELTA DI INTEGRATORI DI ACIDI GRASSI</a>" è online sul blog di <a href="https://www.lipinutragen.it">Lipinutragen</a></p>
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				<div class="et_pb_text_inner"><p><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-12645 aligncenter" src="https://www.lipinutragen.it/wp-content/uploads/guida-integratori-def.jpg" alt="" width="800" height="425" srcset="https://www.lipinutragen.it/wp-content/uploads/guida-integratori-def.jpg 800w, https://www.lipinutragen.it/wp-content/uploads/guida-integratori-def-300x159.jpg 300w, https://www.lipinutragen.it/wp-content/uploads/guida-integratori-def-768x408.jpg 768w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /></p>
<h2><span style="font-size: 18pt;"><span style="color: #737373;">ACIDI GRASSI E MEMBRANA CELLULARE:<br /></span></span></h2>
<p>I grassi (acidi grassi) sono molecole necessarie per il nostro organismo senza le quali la vita non esisterebbe.<br /><em>Dove sono necessari? </em>Nella <strong>membrana cellulare</strong>, sito dell&#8217;organismo dove si realizza un equilibrio vitale fra le famiglie di acidi grassi (saturi e insaturi).</p>
<p>Una membrana cellulare equilibrata è indispensabile per il corretto funzionamento delle cellule e dei tessuti che compongono il corpo umano.</p>
<p><strong>La composizione della membrana cellulare dipende dallo stile di vita alimentare e dal metabolismo individuale</strong>. È necessario quindi porre <strong>particolare attenzione alla scelta dei grassi</strong> che introduciamo attraverso l’alimentazione e l’integrazione.</p>
<h2><span style="font-size: 18pt;"><span style="color: #737373;">INTEGRAZIONE, ATTENZIONE AGLI ECCESSI:<br /></span></span></h2>
<p>Le agenzie internazionali che si occupano di salute e nutrizione (OMS, EFSA) riconoscono la <strong>necessità di un adeguato apporto di grassi con la dieta. </strong>Un apporto equilibrato, senza creare eccessi.</p>
<p>La condizione di equilibrio è facilmente raggiungibile se si conosce il proprio <a href="https://www.lipinutragen.it/analisi-lipidomica-membrana/" target="_blank" rel="noopener">profilo lipidomico di membrana</a>.</p>
<p>Pertanto prima di effettuare un’integrazione con prodotti a base di acidi grassi è consigliabile verificare il reale bisogno. In effetti la definizione di INTEGRATORE ce lo segnala: “rimettere in ordine i livelli” di un determinato elemento, se tali livelli non sono corretti (carenza o eccesso).</p>
<hr class="lpn-sep" />
<h3><span style="font-size: 18pt;"><span style="color: #737373;">GUIDA ALLA SCELTA E UTILIZZO DI INTEGRATORI A BASE DI ACIDI GRASSI ED APPROFONDIMENTI:<br /></span></span></h3>
<p>Sul nostro blog Lipimagazine trovi diversi articoli sul tema, con pratici esempi e riferimenti a scelte di vita quotidiana:</p>
<p>&#8211; Prima di acquistare un integratore è importante sapere che…<br /><a href="https://www.lipinutragen.it/gli-integratori-alimentari/">www.lipinutragen.it/gli-integratori-alimentari/</a></p>
<p>&#8211; Maggiori informazioni sull’integrazione di acidi grassi polinsaturi (omega-3 e omega-6):<br /><a href="https://www.lipinutragen.it/acidi-grassi-polinsaturi/">www.lipinutragen.it/acidi-grassi-polinsaturi/</a></p>
<p>&#8211; Consigli per la scelta dell’integratore a base di omega-3 (“attenzione alle promesse di marketing”):<br /><a href="https://www.lipinutragen.it/integratori-alimentari/">www.lipinutragen.it/integratori-alimentari/</a></p>
<p>&#8211; Focus gravidanza, integrazione di omega-3 dha:<br /><a href="https://www.lipinutragen.it/il-ruolo-del-dha-in-gravidanza/">www.lipinutragen.it/il-ruolo-del-dha-in-gravidanza/</a></p>
<hr class="lpn-sep" />
<p><span style="color: #737373; font-size: 12pt;"><strong class="credits-label">Articolo a cura del Gruppo Redazionale di Lipinutragen</strong></span></p>
<p><span style="font-size: 12pt;">Le informazioni riportate non devono in alcun modo sostituire il rapporto diretto tra professionista della salute e paziente.</span></p>
<hr class="lpn-sep" />
<p><span style="font-size: 12pt;"><strong class="credits-label">Foto:</strong> 123RF Archivio Fotografico: 91374888 : ©farion25 </span></p>
<p style="text-align: left;"><a href="https://www.lipinutragen.it/wp-content/uploads/guida-alla-scelta-di-integratori-di-acidi-grassi.pdf" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone wp-image-6223" src="https://www.lipinutragen.it/wp-content/uploads/scarica-pdf.png" alt="" width="35" height="35" /></a> <a href="https://www.lipinutragen.it/wp-content/uploads/guida-alla-scelta-di-integratori-di-acidi-grassi.pdf" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><span style="font-size: 8pt;">Download</span></a></p></div>
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		<title>PRIMI ANNI DI VITA E GRASSI ESSENZIALI</title>
		<link>https://www.lipinutragen.it/primi-anni-di-vita-e-grassi-essenziali/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Lipinutragen]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 29 Mar 2022 06:30:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Omega-3 e omega-6]]></category>
		<category><![CDATA[Salute e nutrizione molecolare]]></category>
		<category><![CDATA[DHA]]></category>
		<category><![CDATA[dha e gravidanza]]></category>
		<category><![CDATA[dha in gravidanza]]></category>
		<category><![CDATA[gravidanza]]></category>
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<h2><span style="color: #737373;">Acidi grassi essenziali nei primi 1000 giorni di vita<br />
</span></h2>
<p><strong>I primi 1000 giorni di vita</strong> di un bambino sono compresi tra il concepimento e il 2° compleanno. Si tratta di una finestra di tempo unica poiché durante questo periodo si determina <strong>lo sviluppo</strong> e <strong>la salute </strong>del bambino. A tal proposito, prevenzione e stile di vita salutare sono i pilastri alla base delle raccomandazioni contenute nel documento “<em>Investire precocemente in salute: azioni e strategie nei primi mille giorni di vita</em>”, messo a punto nel 2019 dall’apposito Tavolo tecnico del Ministero della Salute [1]</p>
<p>Durante questa finestra temporale, i fattori ambientali e la nutrizione hanno un enorme impatto nel breve e lungo termine sulla salute e il benessere dei nascituri, dei neonati e dei bambini piccoli, nonché delle donne in gravidanza e in allattamento. È infatti sin dalla gravidanza che si assiste alla crescita dell&#8217;organismo, allo sviluppo del cervello e del sistema nervoso, di tutti gli apparati, del sistema immunitario e del metabolismo. Per questo motivo, una dieta equilibrata con nutrienti essenziali durante la gestazione e la prima infanzia svolge un ruolo cruciale nella <strong>programmazione della salute futura.</strong></p>
<p>In questo articolo, concentreremo la nostra attenzione ad una categoria di nutrienti essenziali nei primi 1000 giorni di vita: <a href="https://www.lipinutragen.it/acidi-grassi-polinsaturi/" target="_blank" rel="noopener">gli <strong>acidi grassi essenziali</strong>, polinsaturi omega-6 ed omega-3</a>.</p>
<h2><span style="font-size: 18pt; color: #737373;">Periodo pre-concepimento<br />
</span></h2>
<p>Prima di intraprendere una gravidanza, sarebbe opportuno che la donna facesse attenzione al suo stile di vita e nutrizione, apportando modifiche se necessario. È infatti con la <strong>dieta abituale pre-concepimento</strong> che si formano le riserve materne di acidi grassi che saranno poi a disposizione per lo sviluppo del feto in ogni fase della gestazione: <strong>accrescimento</strong>, <strong>formazione</strong> e <strong>sviluppo di organi e tessuti</strong>.</p>
<p>La disponibilità di adeguate riserve di acidi grassi è importante poichè determina la corretta formazione della placenta responsabile degli scambi di nutrienti madre-feto.</p>
<p>In questo periodo, secondo le raccomandazioni EFSA per un individuo adulto [2], la donna deve assumere 250 mg/giorno di EPA+DHA (omega-3). Acido linoleico (omega-6) e acido alfa-linolenico (omega-3) devono rappresentare rispettivamente il 4% e lo 0,5% del fabbisogno energetico giornaliero. E’ anche importante sottolineare che, per svariate cause come stile di vita, stress, situazioni incidentali come infezioni o episodi di vomito, diarrea, si possono creare carenze di acidi grassi essenziali che possono restare “silenti”.</p>
<h2><span style="font-size: 18pt; color: #737373;">In gravidanza<br />
</span></h2>
<p>Il fabbisogno energetico durante la gestazione è stato a lungo sovrastimato con la falsa credenza che la donna debba &#8220;mangiare per due&#8221;, quando, in realtà, esso aumenta fino ad un massimo del 15-20% nell&#8217;ultimo trimestre. Tuttavia, il <strong>fabbisogno di micronutrienti</strong> aumenta molto di più di quello energetico ed è per questo che è necessario prestare attenzione ad una dieta equilibrata per fornire nutrienti essenziali quali:</p>
<ul>
<li>ferro, iodio, calcio, zinco, magnesio</li>
<li>vitamine (acido folico /folato, vitamine A, B6, B12 , C, D, E)</li>
<li>acidi grassi essenziali, come Omega-3, ad es. acido docosaesadienoico (DHA).</li>
</ul>
<p>In questo modo si riduce il rischio di complicazioni, come anemia della madre, parto pre-termine, basso peso alla nascita, aborto o preeclampsia.</p>
<h3><span style="font-size: 18pt; color: #737373;"><span style="font-size: 12pt;">DHA in gravidanza</span><br />
</span></h3>
<p>Una speciale menzione va fatta per il DHA che si concentra nelle membrane delle cellule della sostanza grigia del cervello, dove è coinvolto nella trasmissione dei segnali neuronali, e nei bastoncelli della retina, dove è responsabile della qualità visiva.</p>
<p>La mobilizzazione di DHA dalla madre al feto cambia a seconda dello stadio della gestazione, raggiungendo i massimi livelli nell&#8217;ultimo trimestre quando la richiesta di accrescimento e formazione degli organi è più elevata. Si stima che la quantità totale di DHA nel feto fino alla nascita sia di 10 g, di cui un 60-70% viene principalmente accumulata durante le ultime 10 settimane di gravidanza. A questo va aggiunto il fabbisogno giornaliero per l&#8217;organismo della madre che si stima venga soddisfatto con 250 mg/giorno di EPA+DHA. Per tutte queste ragioni, durante gravidanza e allattamento, l&#8217;EFSA raccomanda di <strong>incrementare l&#8217;assunzione di DHA di 100 mg/giorno</strong>.</p>
<p>È quindi importante che la donna arrivi all&#8217;ultimo trimestre potendo contare su riserve di DHA già costituite e continuando a consumare fonti di DHA durante la gravidanza. Quantità insufficienti di DHA, infatti, sono associate ad un&#8217;alterata formazione delle funzioni cognitive e visive nel bambino.</p>
<p>Nel caso in cui non sia possibile garantire un adeguato apporto di DHA, mediante alimenti che lo contengono direttamente (alghe e pesce), sarà necessaria una supplementazione con integratori di alta qualità, bilanciati e mirati all&#8217;incorporazione di questo acido grasso nelle membrane cellulari di madre e feto. Sottolineiamo che nei regimi vegetariani o vegani, per mancata assunzione di pesce, la carenza di DHA è più facilmente verificabile. Ancora una volta sottolineiamo che la carenza non deve rimanere “silente”, ma può essere evidenziata mediante analisi specifiche del contenuto in membrana del globulo rosso maturo.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-12145" src="https://www.lipinutragen.it/wp-content/uploads/dha-e-gravidanza.jpg" alt="" width="800" height="369" /></p>
<h2><span style="font-size: 18pt; color: #737373;">L&#8217;allattamento al seno: i primi 6 mesi di vita<br />
</span></h2>
<p>La <strong>composizione del latte materno</strong> si adatta in modo ottimale alle esigenze del bambino in crescita ed aiuta a:</p>
<ul>
<li>sostenere l&#8217;immunità e proteggere dalle infezioni gastrointestinali e respiratorie</li>
<li>sostenere il neurosviluppo</li>
<li>ridurre il rischio di sviluppo di obesità e altre malattie non trasmissibili come il diabete.</li>
</ul>
<p>Finché la madre ha una dieta equilibrata, il suo latte fornisce quantità adeguate dei nutrienti necessari per la crescita e lo sviluppo del bambino.</p>
<p>Tuttavia, le donne che allattano al seno hanno un <strong>aumentato bisogno di diversi micronutrienti</strong>. Pertanto, le raccomandazioni che riguardano lo stile di vita e la dieta durante la gravidanza si applicano generalmente anche nel caso di allattamento al seno.</p>
<p>La concentrazione nel latte materno di acidi grassi omega-6 e omega-3 (acido arachidonico e DHA in particolare) è connessa con la dieta materna, pertanto le donne che allattano dovrebbero continuare a prestare particolare attenzione all&#8217;assunzione di acidi grassi polinsaturi in modo da garantire, attraverso il latte, un adeguato apporto al bambino.</p>
<p>Dal momento che la dieta occidentale è fortemente sbilanciata a sfavore degli omega-3 e che durante il primo anno di vita i tessuti neuronali e visivi del bambino si sviluppano rapidamente, anche durante l&#8217;allattamento viene raccomandato uno specifico <strong>incremento di 100mg/giorno dell&#8217;apporto di DHA</strong>, oltre ai 250 mg/giorno di EPA+DHA.</p>
<h2><span style="font-size: 18pt; color: #737373;">I primi due anni di vita<br />
</span></h2>
<p>Gli alimenti complementari appropriati (cioè cibi solidi e liquidi diversi dal latte) non devono essere iniziati prima dell&#8217;inizio del 5 ° mese (17 settimane) e non dopo l&#8217;inizio del 7 ° mese (26 settimane) &#8211; continuando l’allattamento al seno fino a quando madre e bambino lo desiderano.</p>
<p>L&#8217;alimentazione complementare dovrebbe includere un&#8217;ampia varietà di sapori e alimenti, in particolare verdure, frutta, cereali integrali, proteine, e alimenti di origine animale per coprire le esigenze nutrizionali del bambino in crescita.</p>
<p>A partire dai due anni, le raccomandazioni alimentari per i bambini sono equivalenti a quelle degli adulti per quanto riguarda gli acidi grassi essenziali: la dieta deve <strong>fornire al bambino fino ad 4% del fabbisogno energetico dall&#8217;acido linoleico e almeno uno 0,5% dall&#8217;acido alfa-linolenico</strong>. Dati gli squilibri della dieta occidentale e l&#8217;ormai assodato legame fra eccesso di omega-6, infiammazione e stress ossidativo, si raccomanda che <strong>il totale dei grassi omega-6 non superi il 10% del fabbisogno energetico giornaliero</strong>.</p>
<p>Al contrario, dato che l&#8217;assunzione di EPA e DHA con la dieta in bambini di molti paesi occidentali può risultare inferiore a quanto auspicabile, a partire dai due anni, come per gli adulti, si considera equilibrato un <strong>apporto di 250mg/giorno di EPA+DHA</strong> (omega-3) [3].</p>
<p>Quanto abbiamo detto riguardo la certezza di un’adeguata assunzione di acidi grassi essenziali, deve portare ad evidenziare che si debba ottenere con sicurezza che nell’organismo di mamma e neonato/bambino non vi sia una carenza. Ricordiamo che la carenza di acidi grassi essenziali porta diverse manifestazioni sia locali (tra cui quelle a carico di pelle con fenomeni di sensibilità e dermatiti) sia sistemiche (tra cui problematiche a livello di umore, comportamento, capacità cognitiva).</p>
<hr class="lpn-sep" />
<p><strong class="credits-label">Bibliografia:</strong></p>
<p><span style="font-size: 12pt;">[1] &#8220;Investire precocemente in salute: azioni e strategie nei primi mille giorni di vita”. </span><span style="font-size: 12pt;">Documento di indirizzo per genitori, operatori sanitari e policy maker, per la protezione e promozione della salute dei bambini e delle generazioni future. <a href="https://www.salute.gov.it/portale/documentazione/p6_2_2_1.jsp?id=3120" target="_blank" rel="noopener">Link al portale del Ministero della Salute.</a><br />
</span><span style="font-size: 12pt;">[2] European Food Safety Authority (EFSA) Dietary Reference Values for nutrients. Summary Report (2017)<br />
</span><span style="font-size: 12pt;">[3] Uauy R, Dangour AD (2009) Ann Nutr Metab 55:76–96<br />
[4] Shrestha N, Sleep SL, Cuffe JSM, Holland OJ, Perkins AV, Yau SY, McAinch AJ, Hryciw DH. (2020) Clin Exp Pharmacol Physiol 47(5):907-915.<br />
</span></p>
<hr class="lpn-sep" />
<p><span style="font-size: 12pt; color: #000080;"><strong class="credits-label">Per approfondire su LIPIMAGAZINE:</strong></span></p>
<ul>
<li><span style="font-size: 12pt;"><a href="https://www.lipinutragen.it/il-ruolo-del-dha-in-gravidanza" target="_blank" rel="noopener">Ruolo del DHA in gravidanza</a><br />
</span></li>
<li><span style="font-size: 12pt;"><a href="https://www.lipinutragen.it/gravidanza-e-allattamento/" target="_blank" rel="noopener">Gravidanza e allattamento</a> </span></li>
</ul>
<hr class="lpn-sep" />
<p><span style="font-size: 12pt;"><span style="color: #000080;"><strong class="credits-label">Articolo a cura del Gruppo redazionale di Lipinutragen</strong></span><br />
</span></p>
<p><em><span style="font-size: 12pt;">Le informazioni riportate non devono in alcun modo sostituire il rapporto diretto tra professionista della salute e paziente.<br />
I consigli alimentari presenti nell’articolo non sono da intendersi sostitutivi di un piano alimentare personalizzato e sono da adattare ai casi specifici.<br />
</span></em></p>
<hr class="lpn-sep" />
<p><span style="font-size: 8pt;"><span style="font-size: 12pt;"><strong class="credits-label">Foto:</strong> 123RF Archivio Fotografico: 27874911 : ©panomacc | 55967795 : ©issaystudio<br />
</span></span></p>
<p class="alignnone" style="text-align: left;"><a href="https://www.lipinutragen.it/wp-content/uploads/Primi-anni-di-vita-e-grassi-essenziali-lipinutragen1.pdf" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone wp-image-6223" src="https://www.lipinutragen.it/wp-content/uploads/scarica-pdf.png" alt="" width="35" height="35" /></a> <a href="https://www.lipinutragen.it/wp-content/uploads/Primi-anni-di-vita-e-grassi-essenziali-lipinutragen1.pdf" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><span style="font-size: 8pt;">Download</span></a></p></div>
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		<title>INTEGRAZIONE DI OMEGA</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lipinutragen]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 31 May 2021 06:30:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Omega-3 e omega-6]]></category>
		<category><![CDATA[Salute e nutrizione molecolare]]></category>
		<category><![CDATA[omega 3]]></category>
		<category><![CDATA[omega6]]></category>
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<h2><span style="color: #737373;">L&#8217;essenzialità dei grassi</span></h2>
<p>La 4° uscita della Rubrica “Scelta dell’integratore” riguarda i<strong> grassi, molecole necessarie per il nostro organismo senza le quali la vita non esisterebbe</strong>. In base alla loro struttura chimica, gli acidi grassi si distinguono in due grandi famiglie: saturi ed insaturi. Come componenti necessarie alla formazione delle membrane di tutte le cellule, i grassi saturi conferiscono stabilità, mentre i grassi insaturi, con uno o più ripiegamenti (detti insaturazioni), conferiscono fluidità e permeabilità. <strong>Alcuni di essi possono essere prodotti dagli apparati enzimatici del nostro corpo, altri devono essere assunti necessariamente con la dieta.</strong> In quest&#8217;ultimo caso si parla di ACIDI GRASSI ESSENZIALI.</p>
<p>Complessivamente, il giusto equilibrio delle componenti lipidiche permette il giusto assemblaggio e, quindi, il naturale funzionamento della membrana cellulare e di tutte le strutture proteiche che essa ospita.</p>
<p>Una membrana cellulare correttamente funzionante è indispensabile per il corretto funzionamento delle cellule e dei tessuti che compongono il corpo umano.</p>
<h2><span style="font-size: 18pt; color: #737373;">Il fabbisogno nutrizionale<br />
</span></h2>
<p>Tutte le agenzie internazionali che si occupano di salute e nutrizione (Organizzazione Mondiale della Sanità, European Food Safety Authority) riconoscono la <strong>necessità di un adeguato apporto di grassi con la dieta</strong> tanto che, per alcuni acidi grassi, è stato definito il fabbisogno giornaliero, anche tenendo conto dell&#8217;età dell’individuo o della condizione:</p>
<ul>
<li>EPA e DHA 250mg/giorno nell&#8217;individuo adulto e dai 2 ai 18 anni</li>
<li>DHA 100mg/giorno per neonati e bambini fino ai 2 anni</li>
<li>DHA 100-200mg/giorno in gravidanza e durante l’allattamento</li>
<li>acido linoleico (LA): 10g al giorno</li>
<li>acido alfa-linolenico (ALA): 2g al giorno</li>
</ul>
<h3><span style="font-size: 18pt; color: #737373;">I grassi nelle fasi della vita<br />
</span></h3>
<p><strong>Neonati, bambini, donne in gravidanza e persone anziane hanno un differente bisogno fisiologico di acidi grass</strong>i correlato, da un lato, alle necessità di accrescimento e sviluppo, dall&#8217;altro, alla ridotta capacità di produrre acidi grassi necessari al metabolismo. <strong>Durante l&#8217;invecchiamento</strong>, infatti, l’efficienza dell’attività degli enzimi che il nostro organismo usa per produrre acidi grassi si riduce, complice anche la diminuita assunzione e biodisponibilità di vitamine e minerali che supportano l’azione enzimatica.</p>
<p>L&#8217;importanza dei grassi è anche evidente nei casi in cui la loro carenza genera disfunzioni strutturali e funzionali &#8211; che vanno sotto il nome di <strong>Sindrome da carenza di acidi grassi essenziali </strong>[1] &#8211; che si manifestano con sintomi clinici di vario tipo, da problemi dermatologici, a disturbi del comportamento, ansia, depressione, stanchezza e dolori.</p>
<p>La dieta occidentale, poco ricca di pesce, frutta e verdura determina ridotti apporti di acidi grassi essenziali. Questa carenza risulta accentuata dalla difficoltà nel trasformare i precursori omega-3 acido alfa-linolenico e omega-6 acido linoleico in acidi grassi a lunga catena quali EPA, DHA, GLA che vengono quindi considerati semi-essenziali.</p>
<h2><span style="font-size: 18pt; color: #737373;">Dove si trovano i grassi? e dove si controllano i loro livelli?<br />
</span></h2>
<p><strong>La membrana cellulare è il sito dell&#8217;organismo che ci indica il grado di equilibrio fra le famiglie di acidi grassi, </strong>aiutandoci ad identificare squilibri e carenze come conseguenza di errate scelte alimentari. Grazie all&#8217;Analisi Lipidomica della membrana del globulo rosso maturo (secondo il metodo accreditato <a href="https://www.lipinutragen.it/accreditamento-iso-iec-17025/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">MEM_LIP1</a>) è possibile conoscere la qualità e quantità di grassi che le nostre cellule dispongono per formare la propria membrana.</p>
<h2><span style="font-size: 18pt; color: #737373;">Integratori solo al bisogno<br />
</span></h2>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignright size-full wp-image-11520" src="https://www.lipinutragen.it/wp-content/uploads/Integrazione-omega.jpg" alt="" width="269" height="212" />In occasione di speciali condizioni fisiologiche (ad es. durante la gravidanza) o in concomitanza di determinate patologie, si rivela necessario intervenire con l&#8217;assunzione di integratori di acidi grassi, specialmente omega-6 e omega-3 per ripristinare l&#8217;equilibrio fisiologico. La definizione di INTEGRATORE di per sé è correlata alla sua azione: “rimettere in ordine i livelli” di un determinato elemento.</p>
<p>Molti sono i quesiti che nascono quando entriamo in farmacia per acquistare un integratore: come scegliere il più adatto? A questo e ad altri dubbi, abbiamo cercato di rispondere in questi articoli:</p>
<ul>
<li><a href="https://www.lipinutragen.it/gli-integratori-alimentari/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>A caccia di benessere, scegliamo l’integratore </strong></a></li>
<li><a href="https://www.lipinutragen.it/integratore-vs-nutraceutico/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>Integratore vs Nutraceutico </strong></a></li>
</ul>
<h2><span style="font-size: 18pt; color: #737373;">Integratori lipidici<br />
</span></h2>
<p>Nel caso degli integratori lipidici, in commercio si possono incontrare diverse formulazioni:</p>
<ul>
<li>olio di pesce</li>
<li>trigliceridi</li>
<li>esteri etilici</li>
<li>acidi grassi liberi</li>
<li>emulsioni</li>
</ul>
<p>Nella scelta dell&#8217;integratore, è necessario tenere in considerazione anche la quantità del prodotto che effettivamente assorbiamo e che, quindi, si rende biodisponibile alle strutture cellulari per l&#8217;incorporazione nelle membrane. <strong>Molto spesso infatti, siamo portati a pensare che l&#8217;integratore che ha più principio attivo sia il migliore.</strong> In realtà, è più corretto considerare la <strong>percentuale realmente biodisponibile</strong> che dipende da quanto la forma nutraceutica sia simile all&#8217;alimento che il nostro sistema digestivo è in grado di assorbire e biodistribuire.</p>
<p>Prendiamo come riferimento uno studio pubblicato da Jorn Dyerberg e colleghi [2] in cui 72 individui sono stati divisi in 6 gruppi ciascuno dei quali ha assunto omega-3 EPA e DHA in differenti preparazioni: esteri etilici, acidi grassi liberi, trigliceridi, olio di pesce, olio di fegato di merluzzo e placebo.</p>
<p>Gli autori hanno riportano le seguenti <strong>percentuali di biodisponibilità</strong> calcolate misurando EPA e DHA nei lipidi sierici:</p>
<ul>
<li>esteri etilici: <strong>76%</strong></li>
<li>acidi grassi liberi <strong>86%</strong></li>
<li>trigliceridi <strong>134%</strong></li>
</ul>
<p>rispetto al 100% in caso di assunzione di olio di fegato di merluzzo o olio di pesce.</p>
<p>Da questi dati, gli autori concludono che EPA e DHA in forma di trigliceridi:</p>
<p style="padding-left: 40px;">1) sono <strong>molto più biodisponibili</strong> rispetto agli esteri etilici probabilmente perché questi ultimi non sono naturalmente presente negli alimenti;</p>
<p style="padding-left: 40px;">2) sono da preferire poichè si trovano in <strong>preparazione più concentrata</strong> rispetto all&#8217;olio di pesce;</p>
<p style="padding-left: 40px;">3) sono, in realtà, una miscela di mono-, di- e trigliceridi e in quanto tale, <strong>rappresentano meglio la tipologia di acidi grassi che, dopo un pasto, giungono a contatto con le membrane</strong> degli enterociti (cellule della parete intestinale) dell’intestino tenue dove vengono assorbiti.</p>
<p><em>Approfondiremo quest’ultimo paragrafo nelle prossime uscite della Rubrica Scelta dell’integratore.</em></p>
<hr class="lpn-sep" />
<p><strong class="credits-label">Riferimenti Bibliografici:</strong></p>
<p><span style="font-size: 12pt;">[1] Burr G.O., Burr M.M. (1929) &#8220;A New Deficiency Disease Produced by the Rigid Exclusion of Fat from the Diet&#8221; Journal of Biological Chemistry vol. 82, n. 345-367<br />
</span><span style="font-size: 12pt;">[2] Dyerberg J, Madsen P, Møller JM, Aardestrup I, Schmidt EB, “Bioavailability of marine n-3 fatty acid formulations”, Prostaglandins Leukot Essent Fatty Acids. 2010 Sep;83(3):137-41.</span></p>
<hr class="lpn-sep" />
<p><span style="color: #737373; font-size: 12pt;"><span style="color: #737373;"><strong class="credits-label">Articolo a cura del Gruppo redazionale di Lipinutragen</strong><br />
</span></span><span style="font-size: 12pt;">Le informazioni riportate non devono in alcun modo sostituire il rapporto diretto tra professionista della salute e paziente.</span></p>
<hr class="lpn-sep" />
<p><span style="font-size: 8pt;"><span style="font-size: 12pt;"><strong class="credits-label">Foto:</strong> 123RF Archivio Fotografico: 154552593 : ©Diana Vyshniakova / 123rf.com ; 164949470 : ©bettystrange / 123rf.com</span></span></p>
<p class="alignnone" style="text-align: left;"><a href="https://www.lipinutragen.it/wp-content/uploads/Integrazione-di-omega-Lipinutragen.pdf" target="_blank" rel="noopener"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone wp-image-6223" src="https://www.lipinutragen.it/wp-content/uploads/scarica-pdf.png" alt="" width="35" height="35" /></a> <a href="https://www.lipinutragen.it/wp-content/uploads/Integrazione-di-omega-Lipinutragen.pdf" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><span style="font-size: 8pt;">Download</span></a></p></div>
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<p>L'articolo "<a href="https://www.lipinutragen.it/integrazione-di-omega/">INTEGRAZIONE DI OMEGA</a>" è online sul blog di <a href="https://www.lipinutragen.it">Lipinutragen</a></p>
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		<title>LE FORME DI SOMMINISTRAZIONE NELLA NUTRACEUTICA</title>
		<link>https://www.lipinutragen.it/forme-di-somministrazione-nella-nutraceutica/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Lipinutragen]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 23 Apr 2021 10:30:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Omega-3 e omega-6]]></category>
		<category><![CDATA[Salute e nutrizione molecolare]]></category>
		<category><![CDATA[DHA]]></category>
		<category><![CDATA[Lidha]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.lipinutragen.it/?p=9435/</guid>

					<description><![CDATA[<p>L'articolo "<a href="https://www.lipinutragen.it/forme-di-somministrazione-nella-nutraceutica/">LE FORME DI SOMMINISTRAZIONE NELLA NUTRACEUTICA</a>" è online sul blog di <a href="https://www.lipinutragen.it">Lipinutragen</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div class="et_pb_section et_pb_section_4 et_section_regular" >
				
				
				
				
				
				
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				<div class="et_pb_text_inner"><p style="text-align: center;"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-11101 size-full aligncenter" src="https://www.lipinutragen.it/wp-content/uploads/microemulsioni.png" alt="" width="770" height="275" /></p>
<h2><span style="color: #737373;">DA CAPSULE SOFT-GEL ALLE MICROEMULSIONI<br />
</span></h2>
<p>La ricerca in campo farmaceutico ha affrontato un aspetto cruciale dell’efficacia di farmaci e sostanze biologicamente attive: <strong>l’effettiva capacità della somministrazione</strong> (orale rispetto a intramuscolare ed endovenosa) <strong>di rendere i principi attivi bio-disponibili</strong>, ovvero disponibili ad entrare nella circolazione sanguigna per arrivare al bersaglio cellulare/biologico sul quale si vuole intervenire, per migliorare lo stato di salute del soggetto.</p>
<p>Le capsule cosiddette “soft-gel” (capsule “molli”, come sono state definite in una pubblicità) sono un esempio di somministrazione (o forma farmaceutica), per via orale che ha risolto in modo brillante la perdita di sostanze attive nello stomaco, come avviene invece per le compresse o capsule non gastro-resistenti. Le capsule soft gel sono fatte di strati di gelatina (animale o vegetale) che contengono la preparazione farmaceutica o nutraceutica, e gli strati esterni si “sfaldano” man mano nel passaggio tra stomaco e duodeno, liberando le sostanze attive nel tratto gastro-intestinale dove esse possono già essere emulsionate (come avviene per le sostanze nutritive), per poi essere assorbite dalle cellule intestinali ed iniziare il loro percorso nella circolazione giungendo al bersaglio.</p>
<p>Si deve sottolineare che migliorando la biodisponibilità con le capsule soft-gel si sono potuti utilizzare <strong>dosaggi più bassi di sostanze attive</strong>, perché la formulazione diviene più “protetta”, anche con attivi “delicati”, e la loro presenza in circolo è più costante. Pertanto, si sono rilevati anche miglioramenti di effetti collaterali. Inoltre, nella capsula soft gel sono state create formulazioni con sostanze di natura molto diversa tra di loro, ovvero sostanze che si sciolgono in acqua insieme a sostanze insolubili in acqua, perché esse possono “convivere” nella capsula soft-gel che fa da contenitore.</p>
<p>In questa ottica di <strong>miglioramento di biodisponibilità</strong>, sono rientrate le somministrazioni per via orale di liquidi, sempre per due ragioni: 1) proteggere maggiormente le sostanze attive esposte direttamente all’azione dell’acidità gastrica, come nel caso di vitamine, amminoacidi e peptidi, o molecole facilmente degradabili/ossidabili; 2) far convivere nella stessa formulazione sostanze idrofile e lipofile e permetterne l’assorbimento.</p>
<h3><span style="font-size: 18pt; color: #737373;">EMULSIONE: DI COSA SI TRATTA?<br />
</span></h3>
<p>Ispirandosi a ciò che avviene in natura, <strong>l’emulsione è la tipica forma liquida in cui convivono sostanze di natura diversa</strong>, ed in essa si formano delle tipiche “gocce” di grandezza diversa che contengono gli attivi e che sono in sospensione perché ciascuna goccia è avvolta da uno strato di molecole (emulsificanti) che possono “convivere” sia in ambiente acquoso che non acquoso (creando quindi la sospensione acqua/olio). Una delle emulsioni naturali più note è il latte. Una delle emulsioni che prepariamo in cucina è la maionese.</p>
<p>Nella preparazione farmaceutica o nutraceutica si è entrato maggiormente nel dettaglio della grandezza di queste gocce ovvero, grazie alla scelta degli ingredienti detti “emulsificanti”, si possono ottenere <strong>microemulsioni, nanoemulsioni e macroemulsioni</strong> in base alla dimensione delle particelle in sospensione.</p>
<p><div id="attachment_11063" style="width: 520px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://www.lipinutragen.it/wp-content/uploads/immagine_microemulsione_1.emf_.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-11063" class="wp-image-11063" src="https://www.lipinutragen.it/wp-content/uploads/immagine_microemulsione_1.emf_.jpg" alt="" width="510" height="326" /></a><p id="caption-attachment-11063" class="wp-caption-text"><strong>Img. 1:</strong> Tipi di emulsioni distinte per grandezza della particella (Callender et all. Int J Pharm. 2017)</p></div></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Dal 2011 l’industria farmaceutica e la ricerca scientifica, data l’applicabilità intravista sull’utilizzo di questo particolare tipo di formulazione, hanno lavorano serratamente sul tema pubblicando in 5 anni più di 430 lavori scientifici.</p>
<h2><span style="font-size: 18pt; color: #737373;">COSA SONO LE MICROEMULSIONI?</span></h2>
<p><div id="attachment_11064" style="width: 196px" class="wp-caption alignright"><a href="https://www.lipinutragen.it/wp-content/uploads/immagine_microemulsione_2.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-11064" class="wp-image-11064 size-medium" src="https://www.lipinutragen.it/wp-content/uploads/immagine_microemulsione_2-186x300.jpg" alt="" width="186" height="300" /></a><p id="caption-attachment-11064" class="wp-caption-text"><strong>Img. 2:</strong> Rappresentazione schematica di una particella di olio in acqua (Callender et all. Int J Pharm. 2017)</p></div></p>
<p>Le microemulsioni, come già definisce il termine, indicano la miscela di due o più ingredienti liquidi immiscibili tra di loro, che con l’uso di agenti emulsificanti e mescolando mediante macchinari, simili ad un mixer da cucina, riescono formare le gocce che restano in sospensione e quindi assumono un aspetto omogeneo, e fornendo un aspetto liquido, talvolta anche trasparente.</p>
<p>La miscela olio-acqua (O/A) nelle microemulsioni si ottiene quando le particelle assumono dimensioni molto piccole (da 10 a 100nm), perché si è fatto uso di specifici emulsificanti e stabilizzanti, e trovano quell’organizzazione che le porta in equilibrio con il mondo acquoso che le circonda.</p>
<p>Osservando sempre la natura, le particelle emulsificate sono sempre utilizzate per assorbire le sostanze (come avviene nella nutrizione quando si formano i chilomicroni nel tratto gastro-intestinale). Inoltre, le microvescicole sono quelle che trasportano molecole biologiche come vitamine, peptidi, trasmettitori, ormoni attraverso il circolo sanguigno e proteggono queste delicate sostanze dalla degradazione che avverrebbe per azione degli enzimi disciolti nel plasma o per azione di ossidanti.</p>
<h3><span style="font-size: 18pt; color: #737373;">PERCHE’ SCEGLIERE UNA MICROEMULSIONE:<br />
</span></h3>
<p>Come studiato in ambito farmaceutico, <strong>le microemulsioni migliorano la biodistribuzione degli ingredienti attivi</strong>, siano essi farmaci o integratori. Vediamo le ragioni di questo miglioramento:</p>
<ul>
<li>come sopra osservato per le capsule soft-gel, migliorano le fasi di passaggio nel sistema gastro-intestinale e la protezione dalla degradazione, perché la parte esterna della vescicola resiste all’ambiente acido, passando velocemente nel tratto gastro-intestinale di assorbimento;</li>
<li><strong>per le microemulsioni vi è un vantaggio addizionale</strong>, che si esplica proprio nel momento dell’assorbimento, sia intestinale ma soprattutto successivamente nel passaggio dentro le cellule del tessuto bersaglio. Ciò avviene perchè <strong>la parte esterna della vescicola somiglia molto alla composizione lipidica delle membrane cellulari</strong>. Difatti, le membrane cellulari sono formate da fosfolipidi che avvolgono la cellula permettendo che la vita si svolga in un ambiente principalmente costituito da acqua, dentro e fuori la cellula. La microvescicola che viene a contatto con la membrana cellulare ha una compatibilità perfetta della struttura molecolare, per cui vi è una progressiva penetrazione nello strato fosfolipidico, fino a portare tutta la vescicola dentro la cellula e ottenendo sia la penetrazione nel circolo sanguigno, sia la successiva liberazione delle sostanze attive quando la vescicola si troverà nel bersaglio cellulare.</li>
</ul>
<p>Un vantaggio delle microemulsioni, sopra tutte le forme di somministrazione, è la <strong>facilità di deglutizione della forma liquida</strong>, per cui si prospetta una lunga e interessante evoluzione di questo tipo di scelta quando si devono trattare persone non abili alla deglutizione (tutto il settore pediatrico) o fragili.</p>
<p>Nella forma in microemulsione si vede anche una <strong>più facile “personalizzazione” del trattamento</strong>, sia perché si possono dosare sia perché si possono mescolare diverse formulazioni tra di loro, permettendo quindi di ottenere una “strategia liquida e biodisponibile” di elevata precisione.</p>
<p>Questo è l’ideale per la strategia NUTRILIPIDOMICA ovvero la scelta del tipo e della dose giusta per ciascun profilo molecolare, che è l’obiettivo a cui la MEDICINA delle 4 P (Preventiva, Predittiva, Personalizzata e Partecipativa) dovrà puntare.</p>
<h3><span style="font-size: 18pt; color: #737373;">INTEGRAZIONE DI OMEGA-3 DHA<br />
</span></h3>
<p>Gli acidi grassi polinsaturi sono essenziali per l’organismo, come più volte spiegato in diversi articoli del Blog LipiMagazine (vedi ulteriori approfondimenti).</p>
<p>Nelle ricerche condotte dal Laboratorio di Lipidomica Lipinutragen riguardo i profili lipidomici di persone fragili (invecchiamento, deficit pediatrici) si è evidenziata l’importanza della supplementazione dell’<a href="https://www.lipinutragen.it/omega-3-dha/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">acido docosaesaenoico DHA</a>, acido grasso della famiglia omega-3, importante componente strutturale delle membrane ed elemento/precursore molecolare fondamentale per innumerevoli funzioni cellulari.</p>
<p>I momenti in cui si può avere necessità di assumere DHA sono individuabili nella crescita e sviluppo del bambino oppure nelle problematiche di neurologiche e di invecchiamento ad ampio spettro. Condizioni che riguardano persone che possono essere riluttanti all’assunzione di preparati in capsule.</p>
<p>L’argomento delle <strong>integrazioni in microemulsioni</strong> in tali condizioni è divenuto un <strong>progetto di nutraceutica approvato dal Gruppo di Valutazione della struttura di Acceleratori di Innovazione presso il Consiglio Nazionale delle Ricerche</strong>, Area di Ricerca di Bologna, ed ha portato alla nascita del nostro laboratorio R&amp;D presso gli Acceleratori. Si è sviluppato un progetto di ricerca in collaborazione con l’Università di Bologna nell’ambito di un Dottorato Industriale sostenuto da Lipinutragen, ed i risultati sono stati utilizzati dalla Divisione R&amp;D Lipinutragen per mettere a punto il primo preparato di omega-3 DHA in microemulsione da rendere disponibile sul mercato nutraceutico.</p>
<h3><span style="font-size: 18pt; color: #737373;">Li DHA, IL PRIMO DHA IN MICROEMULSIONE<br />
</span></h3>
<p><a href="https://www.lipinutragen.it/wp-content/uploads/Li-DHA_Lipinutragen_10Flaconcini.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignright size-medium wp-image-11065" src="https://www.lipinutragen.it/wp-content/uploads/Li-DHA_Lipinutragen_10Flaconcini-300x229.jpg" alt="" width="300" height="229" /></a>Li DHA è il primo integratore alimentare a base di DHA in forma di microemulsione, ovvero un <strong>prodotto in forma liquida che assicura qualità ed efficienza metabolica degli ingredienti attivi.</strong> Li DHA è stato studiato appositamente per facilitare l’assorbimento di DHA a livello delle membrane cellulari, sito nel quale si esplicano le funzioni di DHA per l’organismo.</p>
<p>La materia prima DHA, accuratamente selezionata e contenuta in Li DHA, proviene da una fonte di origine marina certificata per l’assenza di contaminanti e metalli pesanti. E’ presente sotto forma di trigliceridi contenenti più del 97% di Omega-3 derivante da olio di pesce con una concentrazione di DHA superiore all’85% e con bassissime percentuali di acidi grassi saturi e quasi assenza di grassi trans.</p>
<p>Li DHA, essendo in forma liquida, è <strong>facile da assumere, pronto da bere o da mescolare nel pasto</strong> per un’immediata combinazione con l’alimentazione.<br />
Adatto per bambini a partire dai 6 mesi e per soggetti con difficoltà nella deglutizione.</p>
<p>Li DHA si presenta in confezione da 10 flaconcini da 10 mL equivalenti a 20 dosi. Sul flaconcino è presente una linea che indica la dose giornaliera consigliata (5 mL= 1 cucchiaino da caffè, contenenti 250 mg di DHA, dose giornaliera consigliata).</p>
<p>Per approfondimenti visitare il sito <a href="http://www.lidha.it">www.lidha.it</a>.</p>
<p><span style="font-size: 12pt;">Li DHA è un integratore, pertanto non deve essere inteso come sostituto di un’alimentazione sana ed equilibrata. Le informazioni riportate non devono in alcun modo sostituire il rapporto diretto tra professionista della salute e paziente. E’ pertanto opportuno consultare il proprio medico curante e/o farmacista.</span></p>
<hr class="lpn-sep" />
<p><span style="color: #737373; font-size: 12pt;"><span style="color: #737373;">Bigliografia:</span></span></p>
<p><span style="font-size: 12pt;">1 &#8211; Callender SP, Mathews JA, Kobernyk K, Wettig SD. Microemulsion utility in pharmaceuticals: Implications for multi-drug delivery. Int J Pharm. 2017 Jun 30;526(1-2):425-442. doi: 10.1016/j.ijpharm.2017.05.005. Epub 2017 May 7. PMID: 28495500.<br />
</span><span style="font-size: 12pt;">2 &#8211; Froelich A, Osmałek T, Jadach B, Puri V, Michniak-Kohn B. Microemulsion-Based Media in Nose-to-Brain Drug Delivery. Pharmaceutics. 2021 Feb 2;13(2):201. doi: 10.3390/pharmaceutics13020201. PMID: 33540856; PMCID: PMC7912993.<br />
</span><span style="font-size: 12pt;">3 &#8211; Hoar T, Schulman J. Transparent Water-in-Oil Dispersions: the Oleopathic Hydro-Micelle. Nature. 1943 Jul 24; 152, 102–103. doi: org/10.1038/152102a0</span></p>
<hr class="lpn-sep" />
<p><span style="color: #737373; font-size: 12pt;"><span style="color: #737373;">Ulteriori approfondimenti sul nostro BLOG LipiMagazine:<br />
</span></span></p>
<ul>
<li><span style="font-size: 12pt;">Evidenze disturbi neuro: <a href="https://www.lipinutragen.it/autismo-grassi-essenziali-analisi-lipidomica/">https://www.lipinutragen.it/autismo-grassi-essenziali-analisi-lipidomica/</a></span></li>
<li><span style="font-size: 12pt;">Ruolo degli omega-3 nella depressione post-partum: <a href="https://www.lipinutragen.it/depressione-post-partum/">https://www.lipinutragen.it/depressione-post-partum/</a></span></li>
<li><span style="font-size: 12pt;">Integrazione di DHA in gravidanza: <a href="https://www.lipinutragen.it/il-ruolo-del-dha-in-gravidanza/">https://www.lipinutragen.it/il-ruolo-del-dha-in-gravidanza/</a></span></li>
</ul>
<hr class="lpn-sep" />
<p><span style="color: #737373; font-size: 12pt;"><span style="color: #737373;"><strong class="credits-label">Articolo a cura del Gruppo Redazionale di Lipinutragen</strong></span></span></p>
<p><span style="font-size: 12pt;"><span style="font-size: 12pt;"><strong class="credits-label">Foto:</strong> 123RF Archivio Fotografico: 118161172 : ©Pavlo Syvak / 123rf.com</span></span></p>
<p class="alignnone" style="text-align: left;"><a href="https://www.lipinutragen.it/wp-content/uploads/Forme-di-somministrazione-nella-nutraceutica-lipinutragen.pdf" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone wp-image-6223" src="https://www.lipinutragen.it/wp-content/uploads/scarica-pdf.png" alt="" width="35" height="35" /></a> <a href="https://www.lipinutragen.it/wp-content/uploads/Forme-di-somministrazione-nella-nutraceutica-lipinutragen.pdf" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><span style="font-size: 8pt;">Download</span></a></p></div>
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		<title>Il ruolo del DHA in gravidanza</title>
		<link>https://www.lipinutragen.it/il-ruolo-del-dha-in-gravidanza/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Lipinutragen]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 07 Apr 2021 10:30:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Omega-3 e omega-6]]></category>
		<category><![CDATA[Salute e nutrizione molecolare]]></category>
		<category><![CDATA[DHA]]></category>
		<category><![CDATA[dha in gravidanza]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L'articolo "<a href="https://www.lipinutragen.it/il-ruolo-del-dha-in-gravidanza/">Il ruolo del DHA in gravidanza</a>" è online sul blog di <a href="https://www.lipinutragen.it">Lipinutragen</a></p>
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				<div class="et_pb_text_inner"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-11043 size-full aligncenter" src="https://www.lipinutragen.it/wp-content/uploads/DHA-gravidanza.jpg" alt="" width="770" height="275" /></p>
<h2><span style="color: #737373;">Come soddisfare il fabbisogno fetale<br />
</span></h2>
<p>Il DHA è un acido grasso polinsaturo (PUFA) appartenente alla serie degli omega-3. La sua <strong>attività biologica</strong> viene svolta nelle membrane di tutte le cellule dell&#8217;organismo dove è presente in proporzione variabile a seconda del tipo cellulare, arrivando a raggiungere circa un 7% nelle membrane neuronali e un 20% nella retina.</p>
<p>Anche se le nostre cellule possiedono gli enzimi per la sintesi del DHA, la <strong>produzione</strong> da parte del nostro organismo è <strong>altamente inefficiente</strong> per cui il DHA viene considerato un <strong>acido grasso semi-essenziale che deve essere assunto con gli alimenti</strong>. La principale fonte di DHA è il pesce poiché si nutre di alghe e, per questo, si comporta come accumulatore di lipidi che le alghe stesse biosintetizzano.</p>
<h3><span style="font-size: 18pt; color: #737373;">Gli ACIDI GRASSI NECESSARI per il FETO<br />
</span></h3>
<p><strong>Tutti gli acidi grassi sono necessari per lo sviluppo e l&#8217;accrescimento del feto</strong>, sia in quanto fonte di energia che come costituenti delle membrane, senza le quali le nuove cellule in via di formazione non esisterebbero. Durante la gravidanza, la donna deve provvedere sia al proprio fabbisogno di acidi grassi che a quello del feto e della placenta.</p>
<p>Il fabbisogno cambia a seconda dello <strong>stadio di gestazione</strong>, raggiungendo i massimi livelli nell&#8217;ultimo trimestre, quando la richiesta di accrescimento e formazione degli organi del feto è più elevata. Gli acidi grassi polinsaturi, omega-3 e omega-6, oltre al <strong>ruolo strutturale</strong>, in quanto componenti necessari delle membrane cellulari, hanno un cruciale <strong>ruolo metabolico</strong> di segnalatori e precursori di molecole effettrici.</p>
<p>La <strong>disponibilità durante la gravidanza</strong> degli acidi grassi PUFA per tutti questi processi biologici dipende dall&#8217;insieme dei:</p>
<ul>
<li>livelli assunti prima del concepimento (<strong>riserve materne</strong>);</li>
<li>livelli assunti durante la gravidanza (<strong>apporto diretto dalla dieta</strong>).</li>
</ul>
<p>Si tratta di fattori che la (futura) gestante può controllare con un&#8217;adeguata impostazione nutrizionale. A questi vanno aggiunti i normali meccanismi biologici che regolano:</p>
<ul>
<li>la corretta funzionalità e selettività della placenta nel passaggio madre-feto;</li>
<li>la sintesi placentare e fetale di PUFA a lunga catena.</li>
</ul>
<h3><span style="font-size: 18pt; color: #737373;">DHA nei trimestri di gravidanza<br />
</span></h3>
<p>Sebbene il fabbisogno energetico della madre aumenti con l&#8217;avanzare della gravidanza, questo non significa che la gestante debba &#8220;mangiare per due&#8221;. Infatti, è sicuramente più importante <strong>garantire l&#8217;adeguata tipologia di grassi</strong> assunta, proprio per il loro ruolo strutturale e funzionale nella formazione del nuovo organismo.</p>
<p>È stato stimato che la quantità totale di DHA nel feto fino alla nascita sia di 10 g, di cui un 60-70% viene principalmente accumulata durante le ultime 10 settimane di gravidanza.</p>
<p>A questa quantità, che deve essere resa biodisponibile durante i 9 mesi, con un picco nell&#8217;ultimo trimestre, va sommato il fabbisogno giornaliero della madre, che, ad oggi, si stima venga soddisfatto con un apporto giornaliero di 250 mg di DHA (per un individuo adulto secondo le raccomandazioni EFSA [1]).</p>
<p><em>Come può la madre garantirsi adeguati livelli di DHA per sé e per accompagnare la crescita del feto?<br />
</em></p>
<h3><span style="font-size: 18pt; color: #737373;">Riserve di DHA pre-concepimento e apporto dalla dieta<br />
</span></h3>
<p><a href="https://www.lipinutragen.it/wp-content/uploads/DHA-in-gravidanza.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignright size-full wp-image-11044" src="https://www.lipinutragen.it/wp-content/uploads/DHA-in-gravidanza.jpg" alt="" width="400" height="311" /></a>Il fabbisogno fetale di DHA viene soddisfatto sia dal <strong>contributo nutrizionale</strong> che dalla <strong>mobilizzazione </strong>dal tessuto adiposo <strong>delle riserve materne preesistenti.</strong></p>
<p>Per contro, non si stima rilevante il contributo della sintesi materna, placentare o fetale di DHA, a partire dal suo precursore, acido alfa-linolenico (18:3, omega-3).</p>
<ul>
<li><strong>dieta pre-concepimento: formazione delle riserve materne</strong></li>
</ul>
<p style="padding-left: 40px;">La dieta abituale della donna prima del concepimento determina la composizione delle riserve materne che verranno mobilizzate principalmente durante l&#8217;ultimo trimestre di gestazione.</p>
<p style="padding-left: 40px;">È stato dimostrato che l&#8217;assetto lipidico della donna subito prima del concepimento (maturazione dell&#8217;ovulo) e nei primissimi stadi di gravidanza (impianto dell&#8217;embrione) abbia un maggiore effetto sul feto rispetto all&#8217;apporto nutrizionale negli ultimi due trimestri di gravidanza [2]. Una delle spiegazioni risiede nella corretta <strong>formazione della barriera placentare </strong>che determinerà l&#8217;effettiva entità e selettività degli scambi madre-feto, fattore non direttamente controllabile ed influenzabile durante la gravidanza.</p>
<p style="padding-left: 40px;">Non da ultimo, adeguate riserve materne al momento di maggiore richiesta fetale di DHA rappresentano un vantaggio evolutivo poiché permettono un apporto costante al feto, indipendentemente dalle fluttuazioni della dieta.</p>
<p>&nbsp;</p>
<ul>
<li><strong>dieta in gravidanza: il DHA direttamente dalla nutrizione della gestante</strong></li>
</ul>
<p style="padding-left: 40px;">Il DHA assunto con la dieta dalla gestante deve essere sufficiente in modo che non si impoveriscano le riserve preesistenti, andando a compromettere sia la <a href="https://www.lipinutragen.it/depressione-post-partum/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><u>salute psico-fisica della donna</u></a> che la fase dell&#8217;allattamento e/o successive gravidanze.</p>
<p style="padding-left: 40px;">Del “quantitativo” di DHA assunto durante la gravidanza con la dieta, bisogna tenere in considerazione che una percentuale non raggiungerà il feto (nè le membrane cellulari della madre) nel caso in cui esista <strong>infiammazione tissutale</strong> o condizioni di <a href="https://www.lipinutragen.it/integrazione-antiossidante/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong><u>stress ossidativo cellulare</u></strong></a>. Inoltre, è stato dimostrato che una dieta ricca di omega-6 ­­determina una diminuzione dei livelli di omega-3 misurabili nel cordone ombelicale alla nascita, ad indicare l&#8217;istaurarsi di un fenomeno di <strong>competizione</strong> fra elementi lipidici PUFA trasferiti al feto [3].</p>
<h3><span style="font-size: 18pt; color: #737373;">Integratori in gravidanza<br />
</span></h3>
<p>Durante la gravidanza, a seconda dello stadio di gestazione, la madre soddisferà il fabbisogno di DHA del feto attingendo dalle sue riserve (depositi adiposi e membrane cellulari) e con l&#8217;apporto giornaliero dalla dieta abituale.</p>
<p>Numerosi studi hanno dimostrato la correlazione fra livelli di DHA materno circolante con quelli incontrabili nel cordone ombelicale alla nascita e con una più lunga durata della gestazione, maggiori lunghezza e peso alla nascita e ridotto rischio di parto pre-termine.</p>
<p>Una dieta bilanciata per quanto riguarda gli acidi grassi omega-3 prevede che il fabbisogno giornaliero di DHA per un individuo adulto sia di 250 mg al giorno [1] che può essere soddisfatto tenendo in considerazione che in 100 grammi di pesce possono esserci <a href="https://www.lipinutragen.it/pesce-ricco-di-omega3/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><u>fino a</u></a> 500 mg di omega-3 (EPA e DHA).</p>
<p>Se l&#8217;apporto è adeguato <strong>fin da prima del concepimento</strong>, il trasferimento al feto di DHA, sia che esso provenga dai depositi preesistenti o direttamente dalla dieta, sarà sufficiente e non esaurirà le riserve materne. Si è visto infatti che, essendo trascurabile la sintesi placentare e fetale, il DHA che raggiunge il feto dipende esclusivamente dalle concentrazioni circolanti materne.</p>
<p>Se, dopo un&#8217;attenta valutazione dei livelli di DHA nelle membrane cellulari dell&#8217;eritrocita maturo, si valuta necessaria una integrazione, non bisogna dimenticare che:</p>
<ol style="list-style-type: lower-alpha;">
<li><strong>eccessivi livelli di omega-3, </strong>dovuti ad esempio da un’integrazione non personalizzata<strong>,</strong> possono diminuire i livelli di omega-6, anch&#8217;essi necessari al feto e per il buon decorso della gravidanza. Inoltre, possono predisporre le cellule a stress ossidativo e formazione di specie lipidiche tossiche;</li>
<li><strong>supplementi di omega-3</strong> <strong>non adeguatamente protetti</strong> da un’idonea formulazione antiossidante, vengono &#8220;persi&#8221; prima di raggiungere le loro destinazioni biologiche, traducendosi quindi in una integrazione inefficace;</li>
<li><strong>supplementi di omega-3 di bassa qualità</strong>, possono contenere elevate concentrazioni di elementi, quali acidi grassi trans econtaminanti ambientali (PCBs, diossine, metalli pesanti).</li>
</ol>
<p>&nbsp;</p>
<hr class="lpn-sep" />
<p><span style="color: #737373; font-size: 12pt;"><span style="color: #737373;">Riferimenti:</span></span></p>
<p><span style="font-size: 12pt;"><em>[1] EFSA Journal 2010 8(3): 1461<br />
[2] Wynn M, Wynn A. The case for preconception care of men and women. Bichester, United Kingdom: AB Academic, 1991:64–84<br />
</em></span><span style="font-size: 12pt;"><em>[3] Al MDM, van Houwelingen AC, Badart-Smook A, Hornstra G. Some aspects of neonatal essential fatty acid status are altered by linoleic acid supplementation of women during pregnancy. </em><em>J Nutr 1995;125:2822–30.</em></span></p>
<hr class="lpn-sep" />
<p><span style="color: #737373; font-size: 12pt;"><span style="color: #737373;">Ulteriori approfondimenti sul nostro BLOG LipiMagazine:<br />
</span></span></p>
<p><span style="font-size: 12pt;">Gli acidi grassi polinsaturi: <a href="https://www.lipinutragen.it/acidi-grassi-polinsaturi/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><u>&#8220;L’essenzialità degli acidi grassi polinsaturi&#8221;</u></a><br />
</span></p>
<p><span style="font-size: 12pt;">Il DHA: &#8220;omega-3 DHA: <a href="https://www.lipinutragen.it/omega-3-dha/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><u>&#8220;quando i grassi diventano i nostri migliori alleati per la salute&#8221;</u></a><br />
</span></p>
<p><span style="font-size: 12pt;">Integrazione di DHA: <a href="https://www.lipinutragen.it/accendere-essenza-omega-3-dha/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><u>&#8220;Accendere l’essenza dell’Omega-3 DHA&#8221;</u></a><br />
</span></p>
<hr class="lpn-sep" />
<p><span style="color: #737373; font-size: 12pt;"><span style="color: #737373;"><strong class="credits-label">Articolo a cura del Gruppo Redazionale di Lipinutragen</strong><br />
</span></span></p>
<p><span style="font-size: 12pt;">Le informazioni riportate non devono in alcun modo sostituire il rapporto diretto tra professionista della salute e paziente.</span></p>
<hr class="lpn-sep" />
<p><span style="font-size: 8pt;"><span style="font-size: 12pt;"><strong class="credits-label">Foto:</strong> 123RF Archivio Fotografico: 92907479 : ©Sergii Gnatiuk / 123rf.com | <span id="imageIdText">94372917:</span> @Antonio Guillem<span id="imageIdText"></span> / 123rf.com</span></span></p>
<p class="alignnone" style="text-align: left;"><a href="https://www.lipinutragen.it/wp-content/uploads/Il-ruolo-del-dha-in-gravidanza-lipinutragen-def.pdf" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone wp-image-6223" src="https://www.lipinutragen.it/wp-content/uploads/scarica-pdf.png" alt="" width="35" height="35" /></a> <a href="https://www.lipinutragen.it/wp-content/uploads/Il-ruolo-del-dha-in-gravidanza-lipinutragen-def.pdf" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><span style="font-size: 8pt;">Download</span></a></p></div>
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		<title>Omega-3 alleati del sistema immunitario</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lipinutragen]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 27 Oct 2020 11:30:11 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Omega-3 e omega-6]]></category>
		<category><![CDATA[Salute e nutrizione molecolare]]></category>
		<category><![CDATA[omega 3]]></category>
		<category><![CDATA[omega3]]></category>
		<category><![CDATA[sistema immunitario]]></category>
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				<div class="et_pb_text_inner"><p><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-9040 aligncenter" src="https://www.lipinutragen.it/wp-content/uploads/Grassi-e-sistema-immunitario.jpg" alt="Grassi e sistema immunitario" width="770" height="275" srcset="https://www.lipinutragen.it/wp-content/uploads/Grassi-e-sistema-immunitario.jpg 770w, https://www.lipinutragen.it/wp-content/uploads/Grassi-e-sistema-immunitario-300x107.jpg 300w, https://www.lipinutragen.it/wp-content/uploads/Grassi-e-sistema-immunitario-768x274.jpg 768w" sizes="(max-width: 770px) 100vw, 770px" /></p>
<h2><span style="color: #737373;">La risposta immunitaria</span></h2>
<p>Il <strong>sistema immunitario</strong> svolge la sua azione di difesa dagli agenti patogeni mettendo in atto due tipi di risposta. La prima è quella del sistema immunitario innato, rapido e aspecifico, costituito da:</p>
<ul>
<li>barriere fisiche come la pelle e l’epitelio intestinale che prevengono l’ingresso dei patogeni;</li>
<li>peptidi antimicrobici, sistema del complemento e tutta una serie di cellule quali macrofagi, mastociti, natural killer, cellule dendritiche, granulociti in grado di intercettare i patogeni con un meccanismo di riconoscimento di pattern di specifici recettori.</li>
</ul>
<p>Il sistema innato espleta la sua attività attraverso processi infiammatori e la sua efficacia e velocità di reazione resta invariata anche dopo ripetuta esposizione al medesimo agente patogeno.</p>
<p>La seconda risposta immunitaria è quella del sistema adattativo che prevede l’intervento di cellule antigene-specifiche, i linfociti T in grado di specializzarsi in cellule T caratteristiche e i linfociti B in grado di secernere anticorpi specifici per il singolo agente patogeno. Il sistema adattativo sviluppa una memoria immunitaria con la prima esposizione all’agente patogeno, pertanto durante un’eventuale seconda esposizione, la sua risposta sarà più rapida ed efficace.</p>
<h3><span style="font-size: 18pt; color: #737373;">La cooperazione cellulare<br /></span></h3>
<p>Una difesa immunitaria efficiente è la risultante, oltre che della stretta collaborazione e regolazione di tutti i citotipi del sistema immunitario, della secrezione di citochine e chemochine, molecole regolatorie in grado di richiamare le cellule immunitarie sul sito di attacco e di regolarne l’attivazione oppure la soppressione, in un concerto di modificazioni del metabolismo cellulare e dell’attività delle cellule immunitarie.</p>
<h3><span style="font-size: 18pt; color: #737373;">Nutrizione e cellule immunitarie<br /></span></h3>
<p>La nutrizione svolge un ruolo ormai consolidato nel supporto del sistema immunitario. Numerosi dati clinici confermano che certe vitamine, certi minerali e alcuni acidi grassi, quali gli omega 3 acido alfa linolenico (ALA), acido eicosapentaenoico (EPA) e acido docosaesaenoico (DHA), svolgono un ruolo determinante e complementare a sostegno dei meccanismi dell’immunità.</p>
<h3><span style="font-size: 18pt; color: #737373;">EPA, DHA, ALA e dove trovarli<br /></span></h3>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignright wp-image-10632" src="https://www.lipinutragen.it/wp-content/uploads/Omega-3-e-sistema-immunitario.jpg" alt="" width="320" height="296" />ALA, EPA e DHA sono acidi grassi polinsaturi della serie omega-3; li possiamo e dobbiamo assumere con la dieta perché sebbene EPA e DHA possano essere sintetizzati da ALA attraverso complessi processi metabolici, che vedono coinvolti enzimi quali elongasi, desaturasi e beta-ossidasi, l’efficienza della loro conversione nei Mammiferi, uomo compreso, ha una bassa efficienza.</p>
<p>Le principali fonti di EPA e DHA sono i pesci azzurri (sgombro, alici e sarde), il salmone ed alcune alghe marine sebbene vegetali. Le principali fonti di ALA sono i semi in particolare di chia e lino e le noci.</p>
<p>Occorre tenere presente che gli alimenti contenenti omega-3 portano con sé anche una buona quantità di omega-6, meno coinvolti degli omega-3 nella salute del sistema immunitario, pur restando degni di grande attenzione perché coinvolti nel loro bilanciamento.</p>
<h3><span style="font-size: 18pt; color: #737373;">Meccanismo molecolare e ruolo degli omega-3<br /></span></h3>
<p>È ben noto che il ruolo chiave degli omega-3 si esprima durante il processo infiammatorio. Queste molecole, infatti, sono in grado di esercitare un’azione inibitoria sulla produzione di determinati mediatori della risposta infiammatoria quali eicosaenoidi, chemochine, citochine proinfiammatorie, molecole di adesione e specie reattive dell’ossigeno e contestualmente promuovere la produzione di citochine antinfiammatorie.</p>
<p>Il meccanismo molecolare che sottende questa attività è “l’accensione” di alcuni geni controllata da fattori di trascrizione nucleari presenti nella gran parte delle cellule. Gli omega-3 infatti sono in grado, legandosi, di attivare determinati fattori di trascrizione che modulano tutta una serie di eventi cellulari e metabolici che hanno come fine l’attivazione delle cellule immunitarie.</p>
<p>EPA e DHA presenti sul sito dell’infiammazione sono inoltre convertiti enzimaticamente in molecole quali resolvine, maresine e protectine, specializzate nella risoluzione dell’infiammazione stessa. Tali molecole, insieme con altre, pilotano la risoluzione dell’infiammazione in tutti i distretti corporei compreso quello respiratorio. La carenza di EPA e DHA, dunque, potrebbe causare una risoluzione ritardata e/o subottimale dell’infiammazione delle vie respiratorie.</p>
<h3><span style="font-size: 18pt; color: #737373;">Omega-3 e membrana cellulare<br /></span></h3>
<p>Gli omega-3 assunti con la dieta o a mezzo di integrazione, sono incorporati in tutte le cellule dell’organismo e in virtù della struttura delle loro catene carboniose, portanti diversi doppi legami che le costringono al ripiegamento, non possono impilarsi in modo ordinato nella membrana. Questa loro caratteristica ha come risultante una maggiore fluidità delle membrane biologiche che si riflette sulla funzionalità recettoriale e dunque sulla salute di tutte le cellule, immunitarie comprese.</p>
<h3><span style="font-size: 18pt; color: #737373;">Omega-3 e azione cito-specifica<br /></span></h3>
<p>I meccanismi regolatori dell’immunità da parte degli omega-3 sono citospecifici:</p>
<ul>
<li>sui macrofagi, sentinelle di ingresso dei patogeni, la regolazione influenza la produzione e la secrezione di citochine e chemochine e la capacità fagocitaria di queste cellule. Tutto ciò avviene mediante regolazione genica sulla quale l’impatto di EPA e DHA è diverso. EPA influenza geni coinvolti nella regolazione del ciclo cellulare mentre DHA influenza la regolazione di specifici pathways della risposta immunitaria.</li>
<li>Sui granulociti neutrofili la si esprime sulle capacità di migrazione, di fagocitosi e anche di secrezione di citochine e specie reattive dell’ossigeno. Anche in questo caso il ruolo svolto dal DHA è più specifico e determinante. L’influenza degli omega-3 su questo tipo cellulare è fondamentale anche perché i neutrofili estendono il loro ruolo alla coordinazione della risposta immunitaria.</li>
<li>Nei linfociti T, classe eterogenea di cellule immunitarie con funzioni molto differenti, il condizionamento si vede in alcune patologie, come quelle autoimmunitarie e l’asma, dove il ruolo di soppressione degli omega-3 assunti con la dieta potrebbe essere fondamentale per il decorso della malattia e per la relativa sintomatologia.</li>
<li>Sulle cellule dendritiche, sulle natural killer e sui mastociti, classicamente associati alla patologia allergica, agiscono riducendo la loro attivazione IgE mediata con effetti positivi sulla malattia allergica come sulla dermatite atopica.</li>
</ul>
<h3><span style="font-size: 18pt; color: #737373;">La dieta in supporto del sistema immunitario<br /></span></h3>
<p>Nel caso di malattie nelle quali il responsabile è un agente patogeno, dobbiamo augurarci di non venirne a contatto e non è ragionevole pensare che un’alimentazione corretta possa limitare il rischio di contagio né tantomeno permetterci di guarire.<br />Ciò che davvero possiamo fare attraverso l’alimentazione invece è preparare il nostro organismo ad affrontare l’eventuale malattia nelle migliori condizioni possibili, scegliendo ogni giorno di consumare alimenti che possano supportare il sistema immunitario, come gli omega-3. Dobbiamo ricordare però che il risultato benefico è frutto di un lavoro di coordinazione di tutti i nutrienti e che l’assunzione di un nutriente condiziona l’efficacia dell’altro, potenziandone oppure inibendone l’azione. Fra i micronutrienti più utili a supporto del sistema immunitario ci sono la vitamina D, zinco, magnesio, rame, selenio, la vitamina A, C ed E, e alcune vitamine del complesso B. In particolare, la vitamina D insieme allo zinco e agli omega-3 possono essere considerati dei veri e propri modulatori della risposta immunitaria. Ottimizzare tali nutrienti, nel contesto di una dieta sana ed equilibrata, ci permette di avere uno strumento fondamentale a tutela della salute e soprattutto nella prevenzione.</p>
<hr class="lpn-sep" />
<p><span style="color: #737373;"><span style="font-size: 12pt;"><span style="color: #737373;"><strong class="credits-label">Bibliografia:</strong></span></span></span></p>
<p><span style="font-size: 12pt;"> 1) Naren Gajenthra Kumar et al. Dietary Bioactive Fatty Acids as Modulators of Immune Function: Implicationon Human Health. Nutrients 2019, 11, 2974</span><br /><span style="font-size: 12pt;">2) Sazary, G et al. Effects of Omega-3 Fatty Acids on Immune Cells. Int J. Mol. Sci. 2019, 20, 5028</span><br /><span style="font-size: 12pt;">3) Nidi Kedia-Mehta et al. Competition for Nutrients and its role in controlling immune responses. Nature communicatons 2019, 10-2123</span><br /><span style="font-size: 12pt;">4) Dayong wu et al. Nutritional modulation of immune function: analysis of evidence, mechanisms, and clinical relevance. Frontiers in Immunology january 2019 volume 9, Article 3160.</span></p>
<hr class="lpn-sep" />
<p><strong class="credits-label">Articolo a cura di:</strong></p>
<p><span style="font-size: 12pt;">Dr.ssa Nicoletta Bocchino – Biologo Nutrizionista<br /><em><span style="color: #5f5f5f;"><span style="font-family: inherit, serif;">I consigli alimentari presenti nell’articolo non sono da intendersi sostitutivi di un piano alimentare personalizzato e sono da adattare ai casi specifici.</span></span></em></span></p>
<hr class="lpn-sep" />
<p><span style="font-size: 12pt;"><span style="font-size: 12pt;"><strong class="credits-label">Foto:</strong> 123RF Archivio Fotografico: <span id="imageIdText">114561101</span> @burgstedt / 123rf.com &#8211; <span id="imageIdText">117453296</span> @Yulia Mikhaylova / 123rf.com</span></span></p>
<p class="alignnone" style="text-align: left;"><a href="https://www.lipinutragen.it/wp-content/uploads/Omega-3-alleati-del-sistema-immunitario-lipinutragen.pdf" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone wp-image-6223" src="https://www.lipinutragen.it/wp-content/uploads/scarica-pdf.png" alt="" width="35" height="35" /></a> <a href="https://www.lipinutragen.it/wp-content/uploads/Omega-3-alleati-del-sistema-immunitario-lipinutragen.pdf" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><span style="font-size: 8pt;">Download</span></a></p></div>
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		<title>Accendere l’essenza dell’omega-3 DHA</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lipinutragen]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 11 Sep 2020 10:30:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Omega-3 e omega-6]]></category>
		<category><![CDATA[Salute e nutrizione molecolare]]></category>
		<category><![CDATA[omega 3]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.lipinutragen.it/?p=8934/</guid>

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				<div class="et_pb_text_inner"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-6170 alignleft" src="https://www.lipinutragen.it/wp-content/uploads/Nutri-lipidomica.png" alt="Nutri lipidomica" width="401" height="67" /><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-10450 alignnone" src="https://www.lipinutragen.it/wp-content/uploads/omega-3-ondha.jpg" alt="" width="770" height="275" /></p>
<h2><span style="color: #737373;">Omega-3 DHA: cos’è?</span></h2>
<p><strong>DHA </strong>(acido docosaesaenoico), acido grasso polinsaturo a lunga catena della serie Omega-3, è una molecola fondamentale, <strong>componente dei fosfolipidi di</strong> vari organi, tra cui <strong>cuore, cervello e retina</strong>. I fosfolipidi (molecole composte da acidi grassi con struttura chimica diversa) sono i costituenti di base della membrana cellulare, rivestimento di vitale importanza per tutte le cellule dell’organismo.</p>
<p>Ogni organo, quindi ogni tessuto, ha la propria membrana che contiene una composizione di acidi grassi, uguali come tipologia ma diversi per quantità, creando una vera e propria carta di identità, che ne permette il riconoscimento ma soprattutto l’adeguata funzionalità di quell’organo<sup> [1]</sup>.[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column][vc_column_text css=&#8221;.vc_custom_1599727176022{padding-bottom: 10px !important;}&#8221;]</p>
<h3><span style="font-size: 18pt; color: #737373;">Quanto DHA assumere:<br />
</span></h3>
<p>[/vc_column_text][vc_column_text css=&#8221;.vc_custom_1599727187175{padding-bottom: 10px !important;}&#8221;]Dal 2010, l’Autorità europea per la sicurezza EFSA ha stabilito il fabbisogno giornaliero di DHA per individuo indicando 250 mg al giorno per un adulto e sottolineandone l’importanza in gravidanza, allattamento e in alcune fasi della vita, come durante la crescita (EFSA Journal 2010 8(3): 1461).<br />
Nel 2014 (EFSA Journal 2014;12(10):3840) è stato verificato l’effetto di DHA sul “normale sviluppo cerebrale”, soprattutto per neonati e bambini al di sotto dei 2 anni con dosaggi di 100 mg/giorno e con dosaggi di 250 mg/giorno per l’accrescimento da 2 a 18 anni.</p>
<p>Inoltre, da ricerche scientifiche e studi emerge che l’attività sportiva incrementa la tendenza infiammatoria e consuma alcuni acidi grassi polinsaturi ad attività antinfiammatoria e protettiva per il sistema nervoso e cardiovascolare, tra cui Omega-3 DHA<sup> [2-4]</sup>.[/vc_column_text][vc_column_text css=&#8221;.vc_custom_1599727199832{padding-bottom: 10px !important;}&#8221;]</p>
<h3><span style="font-size: 18pt; color: #737373;">Le fonti di DHA:<br />
</span></h3>
<p>[/vc_column_text][vc_column_text css=&#8221;.vc_custom_1599729297922{padding-bottom: 10px !important;}&#8221;]Omega-3 DHA si trova nelle alghe oppure nel pesce (che si nutre di alghe). In 100 grammi di pesce possono esserci fino a 500 mg di omega-3 (EPA e DHA); pertanto è consigliato il consumo abituale di pesce (per saperne di più sulle varietà di pesci ed il relativo contenuto di Omega-3 &gt;&gt; <a href="https://www.lipinutragen.it/pesce-ricco-di-omega3/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">https://www.lipinutragen.it/pesce-ricco-di-omega3/</a>).[/vc_column_text][vc_column_text css=&#8221;.vc_custom_1599727235766{padding-bottom: 10px !important;}&#8221;]</p>
<h3><span style="font-size: 18pt; color: #737373;">Quali benefici apporta DHA?<br />
</span></h3>
<p>[/vc_column_text][vc_column_text css=&#8221;.vc_custom_1599731685631{padding-bottom: 10px !important;}&#8221;]Dal <strong>metabolismo di DHA</strong>, che <strong>avviene a partire dalla membrana cellulare</strong>, provengono mediatori lipidici ad effetto protettivo ed antinfiammatorio.</p>
<p>Sono scientificamente dimostrate ed anche approvate da EFSA le attività di:</p>
<ul>
<li><strong>mantenimento della normale funzione cerebrale*</strong></li>
<li><strong>mantenimento della normale funzionalità visiva*</strong></li>
</ul>
<p>Insieme all’altro omega-3 EPA, nei dosaggi di almeno 250 mg, DHA contribuisce a mantenere la corretta funzione cardiaca (regolamento EU 432/2012).</p>
<p><span style="font-size: 12pt;">*l’effetto benefico si ottiene con l’assunzione giornaliera di 250 mg di DHA<strong>.</strong></span></p>
<h3><span style="font-size: 18pt; color: #737373;">Perché è importante assumere DHA?<br />
</span></h3>
<p>[/vc_column_text][vc_column_text css=&#8221;.vc_custom_1599727349720{padding-bottom: 10px !important;}&#8221;]Il DHA può essere formato nell’organismo umano, mediante enzimi, a partire dal suo precursore omega-3 acido alfa-linolenico, acido grasso essenziale, ovvero che deve essere necessariamente introdotto con l’alimentazione, poiché l’organismo umano non è in grado di produrlo autonomamente. La trasformazione di acido alfa-linolenico in DHA richiede molti passaggi enzimatici (sette, per la precisione) che possono non funzionare perfettamente, per esempio a causa di mancanza di cofattori, vitamine oppure anche in alcune fasi della vita, tra cui nell’invecchiamento; in questi casi, possono instaurarsi carenze di DHA che devono essere opportunamente riequilibrate.</p>
<p>È quindi importante conoscere il livello di DHA realizzato nelle nostre cellule, per poter attuare un riequilibrio in caso di carenza e, viste le non elevate quantità ottenibili con la dieta, chiedere consiglio per utilizzare integratori a base di Omega-3 DHA.</p>
<h3><span style="font-size: 18pt; color: #737373;">“Integrazione intelligente” di DHA<br />
</span></h3>
<p>A proposito di integrazione, c’è una cosa importante da precisare: l’integratore di DHA assolve il suo compito se, dopo l’assunzione, questo acido grasso raggiungerà la membrana cellulare, che è il luogo naturale per svolgere la sua attività. <strong>È proprio la membrana</strong> (ovvero l’involucro che circonda le cellule di tutti i nostri tessuti) <strong>l’obiettivo degli acidi grassi polinsaturi</strong>, tra cui il prezioso DHA; viene raggiunta attraverso trasformazioni metaboliche, per poi ottenere importanti, anzi indispensabili, effetti biologici. Pertanto, l’integratore dovrà essere formulato tenendo conto di questo metabolismo (che si chiama biodisponibilità in termine tecnico). Inoltre, sapendo che nella distribuzione di grassi polinsaturi all’interno dell’organismo possono avvenire degradazioni, soprattutto se le cellule sono in condizioni di stress radicalico ed ossidativo, <strong>nella formula dell’integratore si dovranno utilizzare appropriate molecole ad attività protettiva per preservare DHA</strong>.</p>
<p style="padding-left: 80px;">Per riassumere:</p>
<p style="padding-left: 80px;"><strong><em>prima di assumere integratori alimentari di acidi grassi, dobbiamo sapere che</em> </strong>i<em>ntegrare significa compensare una carenza, un deficit che può dipendere dal proprio stile di vita e dalla dieta. Per colmare la carenza è necessario capire innanzitutto SE esiste e SOPRATTUTTO verificare che tipo di carenza è presente nel proprio organismo. Nel contesto degli acidi grassi Omega-3 (ma anche omega-6) viene in aiuto l’analisi della membrana cellulare, (denominata tecnicamente<a href="https://www.lipinutragen.it/cosa-facciamo/analisi-lipidomica/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><u> analisi lipidomica di membrana cellulare</u> </a></em>)<em>, che fotografa la condizione di questo involucro indispensabile alla cellula, ed evidenzia qualità e quantità dell’ integrazione, se necessaria. Gli Omega-3, tra cui DHA, sono tra i costituenti di base della membrana cellulare, senza cui le cellule non possono funzionare correttamente. Se vi è una carenza di DHA, rintracciabile a livello di membrana cellulare, sarà anche controllabile come efficacia del trattamento, ovvero confrontando i risultati prima e dopo l’integrazione. </em></p>
<hr class="lpn-sep" />
<p><span style="color: #737373; font-size: 12pt;"><span style="color: #737373;"><strong class="credits-label">Bibliografia:</strong></span></span></p>
<ol>
<li><span style="font-size: 12pt;">Harayama et Riezman. Understanding the Diversity of Membrane Lipid Composition. Rev Mol. Cell Biol. 2018, 19, 281-296).</span></li>
<li><span style="font-size: 12pt;">Ji, L.L.; Leichtweis, S. Exercise and oxidative stress: Sources of free radicals and their impact on antioxidant systems. Age 1997, 20, 91-106.</span></li>
<li><span style="font-size: 12pt;">Dekkers, J. C.; van Doornen L. J. P.; and Kemper H.C.G. The Role of Antioxidant Vitamins and Enzymes in the Prevention of Exercise-Induced Muscle Damage. Sports Med. 1996,21, 213-238.</span></li>
<li><span style="font-size: 12pt;">Sjodin, T., Y.H. Westing, and F.S. Apple. Biochemical mechanisms for oxygen free radical formation during exercise. Sports Med. 1990, 10, 236-254.</span></li>
</ol>
<hr class="lpn-sep" />
<p><span style="color: #737373;"><span style="font-size: 12pt;">Articolo a cura del gruppo redazionale di Lipinutragen:</span></span></p>
<p><span style="font-size: 12pt;"><em>Le informazioni riportate non devono in alcun modo sostituire il rapporto diretto tra professionista della salute e paziente.<br />
</em></span></p>
<hr class="lpn-sep" />
<p><span style="font-size: 8pt;"><span style="font-size: 12pt;"><strong class="credits-label">Foto:</strong> 123RF Archivio Fotografico: <span id="imageIdText">111426686 </span>©Artur Szczybylo / 123rf.com</span></span></p>
<p class="alignnone" style="text-align: left;"><a href="https://www.lipinutragen.it/wp-content/uploads/Accendere-essenza-omega-3DHA-Lipinutragen.pdf" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone wp-image-6223" src="https://www.lipinutragen.it/wp-content/uploads/scarica-pdf.png" alt="" width="35" height="35" /></a> <a href="https://www.lipinutragen.it/wp-content/uploads/Accendere-essenza-omega-3DHA-Lipinutragen.pdf" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><span style="font-size: 8pt;">Download</span></a></p></div>
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<p>L'articolo "<a href="https://www.lipinutragen.it/accendere-essenza-omega-3-dha/">Accendere l’essenza dell’omega-3 DHA</a>" è online sul blog di <a href="https://www.lipinutragen.it">Lipinutragen</a></p>
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		<title>Acidi grassi ESSENZIALI per la pelle</title>
		<link>https://www.lipinutragen.it/acidi-grassi-essenziali-per-la-pelle/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Lipinutragen]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 06 Aug 2020 10:30:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Omega-3 e omega-6]]></category>
		<category><![CDATA[Salute e nutrizione molecolare]]></category>
		<category><![CDATA[acidi grassi essenziali]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L'articolo "<a href="https://www.lipinutragen.it/acidi-grassi-essenziali-per-la-pelle/">Acidi grassi ESSENZIALI per la pelle</a>" è online sul blog di <a href="https://www.lipinutragen.it">Lipinutragen</a></p>
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				<div class="et_pb_text_inner"><p><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-6170 alignleft" src="https://www.lipinutragen.it/wp-content/uploads/Nutri-lipidomica.png" alt="Nutri lipidomica" width="401" height="67" /><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-10386 size-full alignnone" src="https://www.lipinutragen.it/wp-content/uploads/acidi-grassi-essenziali-pelle.jpg" alt="" width="770" height="275" /></p>
<h2><span style="color: #737373;">Acidi grassi in dermatologia</span></h2>
<p>Le prime evidenze della capacità di acidi grassi polinsaturi nella protezione della pelle furono ottenute 90 anni fa con il lavoro dei coniugi Burr (J. Biol. Chem 1929, 82, 345-367). Era il tempo in cui i grassi si valutavano soltanto per le loro “calorie”, ma il lavoro di questi ricercatori mise in evidenza che animali sottoposti a dieta di sucrosio e caseina, anche se addizionata di vitamine, creava seri problemi, innanzitutto di tipo dermatologico e in generale infiammatori, che regredivano proprio con la somministrazione nella dieta di oli. Ma non di oli contenenti grassi saturi (acidi palmitico, stearico, laurico), bensì un misto di olio di oliva, olio di lino ed ancor meglio di mais e di fegato di merluzzo (J Biol Chem. 2012 Oct 12; 287(42): 35439–35441).</p>
<p>In realtà con queste prime osservazioni, i ricercatori cominciarono a valutare la <strong>“essenzialità” degli <u><a href="https://www.lipinutragen.it/acidi-grassi-polinsaturi/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">acidi grassi polinsaturi</a>,</u></strong> che ad oggi è ben nota, essendo necessaria l’assunzione di <strong>acido linoleico (omega-6) e acido alfa-linolenico (omega-3)</strong> per formare nell’organismo umano tutti gli acidi grassi polinsaturi di cui necessitano le nostre cellule, soprattutto la membrana cellulare.</p>
<p>La comprensione dei meccanismi con cui gli acidi grassi polinsaturi siano coinvolti nel benessere della pelle è costantemente aggiornata da nuovi risultati, ma tutto punta al consiglio di non rimanere depauperati di queste importanti molecole. Per esempio, il gruppo del prof. Brash alla Vanderbilt University ha mostrato come l’acido linoleico legato a ceramidi viene trasformato in metaboliti ossidati che si legano alle proteine dell’epidermide, producendo un “effetto barriera” per evitare la perdita di acqua.</p>
<h3><span style="font-size: 18pt; color: #737373;">La pelle: il ritratto dello stato molecolare<br /></span></h3>
<p>Possiamo dire che la pelle è il primo “specchio” dello stato molecolare che viene <strong>ottenuto in modo assolutamente personalizzato da ognuno di noi, mediante la dieta e lo stile di vita, compresa l’esposizione al sole</strong>, come accade nel periodo estivo. Ed infatti, l’occhio di un buon clinico si rivolge proprio al colorito e lo stato della pelle per una prima valutaione delle condizioni generali.</p>
<p>La pelle è un tessuto multi-stratificato (epidermide e derma) con la funzione più importante di creare una barriera, ovvero uno strato relativamente impermeabile di cellule morte, a protezione dell’organismo dalla disidratazione e da stress ambientali. Le lamelle lipidiche intercellulari sono composte da ceramidi, colesterolo e acidi grassi nello strato corneo. Se la pelle si trova in condizioni anormali, ovvero con perdita di queste componenti, si possono verificare sia <strong>un’anomala perdita di acqua per via transdermica</strong> sia <strong>un’aumentata proliferazione cellulare</strong>; entrambe queste situazioni si riscontrano <strong>nel caso di deficienza di acidi grassi essenziali</strong>. (Kim, J et al. Biosci.Biotechnol.Biochem, 2006, 70, 2086-2095; Zhoh, VA et al Am J Clin Nutr 2000, 71, 361S-366S)</p>
<h3><span style="font-size: 18pt; color: #737373;">Equilibrio lipidico per il benessere della pelle<br /></span></h3>
<p>Epidermide e derma sono organi attivi metabolicamente e possono sintetizzare grassi saturi e monoinsaturi, come anche colesterolo e ceramidi. Ma devono ricevere acidi grassi essenziali da fonti esterne, essendo anche scarsa in questi tessuti l’attività di enzimi chiave del metabolismo (desaturasi). Anche attraverso la stimolazione di raggi ultravioletti, la pelle si attiva nelle trasformazioni ossidative enzimatiche degli acidi grassi, e così parte il benessere della pelle, basato comunque sull’equilibrio delle componenti lipidiche. Difatti, <strong>il bilancio tra acidi grassi essenziali è importante per non creare presupposti di tipo infiammatorio</strong>, pertanto le quote omega-6 ed omega-3 devono essere ben calibrate fin dall’alimentazione per consentire di controllare l’efficienza della pelle. <strong>Anche eccessi di questi grassi polinsaturi, </strong>come anche una forte assunzione di uno dei due tipi, <strong>possono essere deleteri al bilanciamento che si deve ottenere</strong> (Balic, A. et al, Int J Mol Sci. 2020 Jan 23;21(3):741; Kendall, AC et al. Biochim Biophys Acta Biomembr. 2017 Sep;1859(9 Pt B):1679-1689. ampia descrizione in: <a href="https://lpi.oregonstate.edu/mic/health-disease/skin-health/essential-fatty-acids">https://lpi.oregonstate.edu/mic/health-disease/skin-health/essential-fatty-acids</a>)</p>
<h3><span style="font-size: 18pt; color: #737373;">I grassi sono in equilibrio? Risponde la lipidomica<br /></span></h3>
<p>Il concetto di CONTROLLO si ottiene ancor di più equilibrando i grassi di tipo omega-3 con l’acido grasso omega-6 acido gamma linolenico GLA, proveniente dall’acido linoleico per trasformazione enzimatica, che però può anche essere rallentata per diversi motivi, come la mancanza di cofattori enzimatici, stress e malattie metaboliche (Figura 1).</p>
<p><div id="attachment_10387" style="width: 529px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://www.lipinutragen.it/wp-content/uploads/img-1a.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-10387" class="wp-image-10387 size-full" src="https://www.lipinutragen.it/wp-content/uploads/img-1a.jpg" alt="" width="519" height="446" /></a><p id="caption-attachment-10387" class="wp-caption-text"><strong>Figura1:</strong> Biosintesi acidi grassi Omega-6 ed Omega-3</p></div></p>
<p>]L’<strong>olio di borragine </strong>(<em>Borago officinalis</em>) contiene variabili quote di GLA ed esistono anche fonti pure al 70% di questo acido grasso. Oltre al suo <strong>effetto diretto nella costituzione degli strati della pelle</strong>, GLA si trasforma in DGLA che, una volta entrato nei fosfolipidi di membrana, è a sua volta precursore di prostaglandina antinfiammatoria della serie 1 (PGE<sub>1</sub>) e di acido 15- idrossieicosatrienoico che hanno <strong>effetto immediato su idratazione e diminuzione di intensità infiammatoria a livello dermatologico.</strong> (van Gool CJ, et al Am J Clin Nutr. 2003 Apr;77(4):943-51; Brosche, T. et al. A<em>rch. Geron- tol. Geriatr. </em>30, 139-150(2000); Foster et al, Nutrition. 2010 Jul-Aug;26(7-8):708-18)</p>
<p>Sulla base di quanto si conosce sull’effetto di acidi grassi per il benessere della pelle, la determinazione dello stato omega-6 ed omega-3 attraverso <a href="https://www.lipinutragen.it/cosa-facciamo/analisi-lipidomica/dal-medico-biologo/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">FAT PROFILE</a> (analisi lipidomica della membrana dell’eritrocita maturo come specchio della condizione sistemica) dovrebbe essere indicato dai dermatologi come la prima analisi molecolare di base per stabilire carenze e necessità individuali.</p>
<h3><span style="font-size: 18pt; color: #737373;">omegaControl a sostegno della reattività cellulare e della pelle<br /></span></h3>
<p>]<a href="https://www.lipinutragen.it/wp-content/uploads/img-2a.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignright size-full wp-image-8903" src="https://www.lipinutragen.it/wp-content/uploads/img-2a.jpg" alt="" width="300" height="243" /></a>L’eventuale carenza di acidi grassi omega-3, -6 e -9 può essere integrata* con l’ausilio di nutraceutici appositamente studiati per raggiungere la membrana cellulare, sito attivo degli acidi grassi.</p>
<p><strong>OmegaControl</strong> è un integratore alimentare a base di acidi grassi <strong>omega-3</strong>, da olio di semi di lino pressato a freddo al 70% di acido alfa-linolenico (ALA), <strong>omega-6</strong>, da olio di borragine al 70% di acido gamma-linolenico (GLA) ed <strong>omega-9</strong> da olio extravergine di oliva ad alto contenuto di acido oleico (OA).</p>
<p>Una formulazione completa ed equilibrata che, grazie alla presenza di particolari ingredienti quali Glicerilfosforilcolina (alfa-GPC), Vitamine E e C ed Astaxantina, protegge gli acidi grassi polinsaturi durante l’assorbimento e la distribuzione nell’organismo.</p>
<p>Confezione da 20 capsule soft gel; ogni capsula contiene 455 mg di grassi, di cui 73 mg di saturi, 83 mg di monoinsaturi e 299 mg di polinsaturi.</p>
<p><div id="attachment_10389" style="width: 310px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://www.lipinutragen.it/wp-content/uploads/img-3a.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-10389" class="wp-image-10389 size-medium" src="https://www.lipinutragen.it/wp-content/uploads/img-3a-300x193.jpg" alt="" width="300" height="193" /></a><p id="caption-attachment-10389" class="wp-caption-text">*Per l’assunzione si raccomanda di sentire il parere del proprio medico curante e/o farmacista.</p></div></p>
<hr class="lpn-sep" />
<p><span style="color: #737373;"><span style="font-size: 12pt;"><span style="color: #737373;"><strong class="credits-label">Bibliografia:</strong></span></span></span></p>
<ol>
<li><span style="font-size: 12pt;">Burr G. and Burr M. J. Biol. Chem (1929), 82, 345-367</span></li>
<li><span style="font-size: 12pt;">Smit W. et al. J Biol Chem. (2012) Oct 12; 287(42): 35439–35441</span></li>
<li><span style="font-size: 12pt;">Kim, J et al. Biosci.Biotechnol.Biochem. (2006) 70, 2086-2095;</span></li>
<li><span style="font-size: 12pt;">Zhoh, VA et al Am J Clin Nutr (2000) 71, 361S-366S</span></li>
<li><span style="font-size: 12pt;">Balic, A. et al, Int J Mol Sci. (2020) Jan 23;21(3):741</span></li>
<li><span style="font-size: 12pt;">Kendall, AC et al. Biochim Biophys Acta Biomembr. (2017) Sep;1859(9 Pt B):1679-1689</span></li>
<li><span style="font-size: 12pt;">Van Gool CJ, et al Am J Clin Nutr. (2003) Apr;77(4):943-51;</span></li>
<li><span style="font-size: 12pt;">Brosche, T. et al. Arch. Geron- tol. Geriatr. 30, 139-150(2000);</span></li>
<li><span style="font-size: 12pt;">Foster et al, Nutrition. (2010) Jul-Aug;26(7-8):708-18</span></li>
</ol>
<hr class="lpn-sep" />
<p><span style="color: #737373;"><span style="font-size: 12pt;">Articolo a cura del gruppo redazionale di Lipinutragen:</span></span></p>
<p><span style="font-size: 12pt;"><em>Le informazioni riportate non devono in alcun modo sostituire il rapporto diretto tra professionista della salute e paziente. <br /></em></span></p>
<hr class="lpn-sep" />
<p><span style="font-size: 12pt;"><strong>Foto: </strong>123RF Archivio Fotografico: <span id="imageIdText">51686401</span> ©zoomteam / 123rf.com</span></p>
<p class="alignnone" style="text-align: left;"><a href="https://www.lipinutragen.it/wp-content/uploads/Acidi-grassi-essenziali-per-la-pelle-lipinutragen.pdf" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone wp-image-6223" src="https://www.lipinutragen.it/wp-content/uploads/scarica-pdf.png" alt="" width="35" height="35" /></a> <a href="https://www.lipinutragen.it/wp-content/uploads/Acidi-grassi-essenziali-per-la-pelle-lipinutragen.pdf" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><span style="font-size: 8pt;">Download</span></a></p></div>
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<p>L'articolo "<a href="https://www.lipinutragen.it/acidi-grassi-essenziali-per-la-pelle/">Acidi grassi ESSENZIALI per la pelle</a>" è online sul blog di <a href="https://www.lipinutragen.it">Lipinutragen</a></p>
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		<title>L’essenzialità degli acidi grassi polinsaturi</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lipinutragen]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 11 Jun 2020 10:30:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Omega-3 e omega-6]]></category>
		<category><![CDATA[Salute e nutrizione molecolare]]></category>
		<category><![CDATA[acidi grassi polinsaturi]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.lipinutragen.it/?p=8676/</guid>

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				<div class="et_pb_text_inner"><p><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-6170 alignleft" src="https://www.lipinutragen.it/wp-content/uploads/Nutri-lipidomica.png" alt="Nutri lipidomica" width="401" height="67" /><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-10020 alignnone" src="https://www.lipinutragen.it/wp-content/uploads/acidi-grassi-polinsaturi-1.jpg" alt="acidi grassi polinsaturi" width="770" height="275" /></p>
<h2><span style="color: #737373;">La membrana, la porta d’ingresso della cellula!</span></h2>
<p>L’organismo umano è composto da miliardi di cellule, tutte circondate da un rivestimento di vitale importanza: <strong>la membrana cellulare</strong>. Si tratta di una miscela complessa di grassi allo stato fluido, dove sono immerse proteine e un altro grasso, ben conosciuto al pubblico, il colesterolo.</p>
<p>La membrana cellulare o plasmatica costituisce per la cellula un rivestimento che la circonda ma non un “isolamento”, anzi è la via di comunicazione tra cellula ed esterno, raccogliendo ed inviando segnali tra le altre cellule dello stesso tessuto e di tessuti diversi a distanza, nonché la via di passaggio e scambio di nutrienti necessari per la vita della cellula stessa.</p>
<p>I costituenti di base che creano la struttura della membrana sono <strong>i fosfolipidi</strong>, molecole composte da acidi grassi con struttura chimica diversa. Ogni organo, quindi ogni tessuto, del nostro organismo ha la membrana che contiene una composizione di acidi grassi, uguali come tipologia ma diversi per quantità da tessuto a tessuto, creando una vera e propria carta di identità, che ne permette il riconoscimento ma che soprattutto permette l’adeguata funzionalità di quell’organo. (1)</p>
<p>Anche se molto brevemente, quanto accennato sulla membrana cellulare mostra come questo compartimento sia fondamentale per la vita di ogni essere umano e come la sua composizione sia un’informazione da acquisire ed approfondire riguardo la corretta distribuzione dei vari tipi di acidi grassi.</p>
<h3><span style="font-size: 18pt; color: #737373;">I “legami” chimici fanno la differenza<br /></span></h3>
<p>Gli acidi grassi, in base alla loro struttura chimica, si distinguono in due grandi famiglie: saturi ed insaturi. I <strong>grassi saturi</strong> hanno una struttura lineare e partecipano alla costruzione della membrana cellulare conferendole <strong>stabilità e rigidità</strong>; i grassi <strong>insaturi</strong>, presentano una struttura più flessuosa, con uno o più ripiegamenti (detti insaturazioni) che ha come risultato la costruzione di una membrana <strong>più fluida e permeabile</strong>. Per la presenza di entrambe tipologie, la membrana è in effetti un’alternanza di zone più rigide e zone più fluide, ciascuna con il suo ruolo nel funzionamento globale della cellula. In base al numero di ripiegamenti i grassi insaturi si distinguono in <strong>monoinsaturi</strong> (un singolo ripiegamento) e <strong>polinsaturi</strong> (più ripiegamenti). (2)</p>
<p>Gli acidi grassi saturi e monoinsaturi, oltre ad essere presenti nell’alimentazione, sono costantemente prodotti dal nostro organismo attraverso delle specifiche “<em>macchine metaboliche</em>”, dette <strong>enzimi</strong>. Per quanto riguarda la produzione degli acidi grassi polinsaturi, essa parte da precursori che il corpo umano non può costruire autonomamente, poiché non possiede gli enzimi necessari. Ciò determina l’assoluta necessità di introdurre i precursori polinsaturi dalla dieta, che vengono chiamati <strong>acidi grassi essenziali</strong>. Successivamente dai precursori saranno formati nell’organismo tutta le serie di grassi polinsaturi omega-6 ed omega-3<strong>. </strong>La composizione della membrana cellulare è ottenuta, quindi, sia dal lavoro delle “macchine metaboliche” del nostro organismo sia dai grassi, che dovrebbero essere prevalentemente polinsaturi, che introduciamo con gli alimenti ogni giorno. (2)</p>
<p>Noi siamo gli artefici della corretta composizione della membrana, <a href="https://www.lipinutragen.it/etichette-alimentari/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">scegliendo ciò che portiamo in tavola ogni giorno</a>!</p>
<h3><span style="font-size: 18pt; color: #737373;">Il bilanciamento essenziale per il benessere<br /></span></h3>
<p><a href="https://www.lipinutragen.it/wp-content/uploads/acidi-grassi-polinsaturi-lipinutragen.jpg"><br /><img loading="lazy" decoding="async" class="alignright size-full wp-image-10018" src="https://www.lipinutragen.it/wp-content/uploads/acidi-grassi-polinsaturi-lipinutragen.jpg" alt="acidi grassi polinsaturi essenziali" width="400" height="180" /></a>La composizione della membrana cellulare rispecchia lo stile di vita alimentare e il metabolismo dell’organismo. È necessario porre particolare attenzione alla scelta dei grassi e tenere presente il ruolo indispensabile che svolgono gli acidi grassi polinsaturi Omega-6 e Omega-3 come elementi strutturali e funzionali della cellula.</p>
<p>Gli acidi grassi polinsaturi o PUFA sono di due tipologie: Omega-6 ed Omega-3.</p>
<p><strong>PUFA Omega-6</strong>: questa famiglia ha la fama negativa di essere “pro-infiammatoria”, perché tra i suoi componenti vi è l’Acido Arachidonico, protagonista della reattività in senso infiammatorio del nostro organismo. Questa accezione negativa non è corretta se consideriamo che l’infiammazione non è in realtà un processo dannoso, ma è la risposta del nostro organismo che “deve risolvere un problema”; il problema nasce quando il processo infiammatorio, che viene innescato nella cellula per difenderla, non riesce a spegnersi correttamente. Un altro punto che non giustifica la cattiva fama dei PUFA omega-6 è rappresentato dall’attività svolta da alcuni suoi componenti, tra cui ricordiamo DGLA importantissimo acido grasso omega-6 implicato nei processi anti-infiammatori ed immunitari.<br />Per approfondimenti &gt;&gt; <a href="https://www.lipinutragen.it/dgla-al-crocevia-di-processi-pro-e-anti-infammatori/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">https://www.lipinutragen.it/dgla-al-crocevia-di-processi-pro-e-anti-infammatori/</a></p>
<p><strong>PUFA Omega-3</strong>: i suoi componenti più conosciuti sono EPA e DHA, acidi grassi omega-3 a lunga catena, che partecipano alla fluidità alla membrana e sono importanti costituenti della membrana delle cellule del sistema nervoso e della retina, soprattutto DHA. EPA è precursore di molecole con diverse attività la più importante è quella anti-infiammatoria che bilanciano la reattività messa in atto dall’ Acido Arachidonico, ed insieme a DHA favoriscono la risoluzione dei processi infiammatori in tutti i tessuti.<br />Per approfondimenti &gt;&gt; <a href="https://www.lipinutragen.it/omega-3-dha/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">https://www.lipinutragen.it/omega-3-dha/</a></p>
<p>Le piste Omega-6 ed Omega-3, oltre ad avere in comune l’essenzialità, condividono le “macchine enzimatiche” che provvedono alle trasformazioni metaboliche dei vari componenti delle famiglie; l’apporto dalla dieta deve essere bilanciato, senza eccessi di una o dell’altra famiglia, per assicurare alla membrana cellulare l’equilibrio strutturale e funzionale che le necessita. (2)</p>
<h3><span style="font-size: 18pt; color: #737373;">Scelte alimentari (anche di integrazione) al bisogno<br /></span></h3>
<p>Da questa breve disamina si evince la necessità di conoscere la composizione della nostra membrana cellulare, per sapere se sono presenti carenze o squilibri, e per indirizzare la scelta alimentare al fine di garantire l’equilibrio. Conoscere il proprio stato molecolare e prendersene cura è semplice, ed è <strong>la lipidomica</strong> che può darci la risposta in modo personalizzato: lo strumento ideale rappresentato dall’Analisi Lipidomica della membrana eritrocitaria permette di capire come le cellule dei nostri tessuti stanno formando la propria membrana in conseguenza alle scelte quotidiane, all’alimentazione ed al metabolismo.</p>
<p>Successivamente al risultato dell’analisi, si apre la possibilità di scoprire l’alimentazione ed eventualmente l’integrazione necessaria alle necessità riscontrate, quindi di attuare una strategia personalizzata, da noi coniata con il termine NUTRILIPIDOMICA.</p>
<p>Leggi di più sull’analisi lipidomica di membrana cellulare&gt;&gt; <a href="https://www.lipinutragen.it/importanza-della-lipidomica/">https://www.lipinutragen.it/importanza-della-lipidomica/</a></p>
<hr class="lpn-sep" />
<p><span style="color: #737373;"><span style="font-size: 12pt;"><span style="color: #737373;"><strong class="credits-label">Bibliografia:</strong></span></span></span></p>
<p><span style="font-size: 12pt;">1. Harayama et Riezman. Understanding the Diversity of Membrane Lipid Composition. Rev Mol. Cell Biol. 2018, 19, 281-296<br /></span><span style="font-size: 12pt;">2. Membrana cellulare e lipidomica. Carla Ferreri e Chryssostomos Chatgilialoglu. 2014, CNR Edizioni</span></p>
<hr class="lpn-sep" />
<p><span style="color: #737373;"><span style="font-size: 12pt;">Articolo a cura del gruppo redazionale di Lipinutragen</span></span></p>
<p><span style="font-size: 12pt;"><em>I consigli alimentari presenti nell’articolo non sono da intendersi sostitutivi di un piano alimentare personalizzato e sono da adattare ai casi specifici.</em></span></p>
<hr class="lpn-sep" />
<p><span style="font-size: 8pt;"><span style="font-size: 12pt;"><strong class="credits-label">Foto:</strong> 123RF Archivio Fotografico: <span id="imageIdText">68438093</span> @Oleksandra Naumenko /123rf.com</span></span></p>
<p class="alignnone" style="text-align: left;"><a href="https://www.lipinutragen.it/wp-content/uploads/Acidi-grassi-polinsaturi-lipinutragen.pdf" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone wp-image-6223" src="https://www.lipinutragen.it/wp-content/uploads/scarica-pdf.png" alt="" width="35" height="35" /></a> <a href="https://www.lipinutragen.it/wp-content/uploads/Acidi-grassi-polinsaturi-lipinutragen.pdf" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><span style="font-size: 8pt;">Download</span></a></p></div>
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<p>L'articolo "<a href="https://www.lipinutragen.it/acidi-grassi-polinsaturi/">L’essenzialità degli acidi grassi polinsaturi</a>" è online sul blog di <a href="https://www.lipinutragen.it">Lipinutragen</a></p>
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