<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Stile di vita e prevenzione Archivi &#8226; Lipinutragen</title>
	<atom:link href="https://www.lipinutragen.it/category/stile-di-vita-e-prevenzione/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://www.lipinutragen.it/category/stile-di-vita-e-prevenzione/</link>
	<description>Lipidomica e Nutraceutica</description>
	<lastBuildDate>Tue, 10 Feb 2026 16:25:03 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=6.9.4</generator>

<image>
	<url>https://www.lipinutragen.it/wp-content/uploads/cropped-favicon-32x32.png</url>
	<title>Stile di vita e prevenzione Archivi &#8226; Lipinutragen</title>
	<link>https://www.lipinutragen.it/category/stile-di-vita-e-prevenzione/</link>
	<width>32</width>
	<height>32</height>
</image> 
	<item>
		<title>EQUILIBRIO CELLULARE E FERTILITÀ</title>
		<link>https://www.lipinutragen.it/equilibrio-cellulare-e-fertilita/</link>
					<comments>https://www.lipinutragen.it/equilibrio-cellulare-e-fertilita/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lipinutragen]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 04 May 2023 06:30:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Stile di vita e prevenzione]]></category>
		<category><![CDATA[equilibrio cellulare]]></category>
		<category><![CDATA[fertilità]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.lipinutragen.it/?p=12824</guid>

					<description><![CDATA[<p>Fertilità: perché la membrana cellulare e i suoi grassi sono importanti Da sempre il concetto di fertilità è legato al destino favorevole delle specie viventi, non solo per l’evidente collegamento con l’evoluzione e la riproduzione, ma anche per il significato simbolico della Vita che inizia nel grembo della donna come segno di assoluta positività, di [&#8230;]</p>
<p>L'articolo "<a href="https://www.lipinutragen.it/equilibrio-cellulare-e-fertilita/">EQUILIBRIO CELLULARE E FERTILITÀ</a>" è online sul blog di <a href="https://www.lipinutragen.it">Lipinutragen</a></p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-12829" src="https://www.lipinutragen.it/wp-content/uploads/Fertilita.jpg" alt="fertilità" width="800" height="400" srcset="https://www.lipinutragen.it/wp-content/uploads/Fertilita.jpg 800w, https://www.lipinutragen.it/wp-content/uploads/Fertilita-300x150.jpg 300w, https://www.lipinutragen.it/wp-content/uploads/Fertilita-768x384.jpg 768w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /></p>
<h2><span style="font-size: 18pt;"><span style="color: #737373;">Fertilità: perché la membrana cellulare e i suoi grassi sono importanti<br /></span></span></h2>
<p>Da sempre il concetto di fertilità è legato al destino favorevole delle specie viventi, non solo per l’evidente collegamento con l’evoluzione e la riproduzione, ma anche per il significato simbolico della Vita che inizia nel grembo della donna come segno di assoluta positività, di vittoria sulle difficoltà e, ovviamente, sulla morte.</p>
<p>Per parlare in termini pratici e moderni, la fertilità è l’incontro “PRODUTTIVO” di due cellule, quella femminile (OVULO) e quella maschile (SPERMATOZOO), che interagiscono tra di loro con la penetrazione della cellula maschile in quella femminile attraverso le rispettive membrane cellulari. <strong>Ed è proprio sulle proprietà delle membrane cellulari che desideriamo soffermarci.</strong></p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignright size-full wp-image-12792" src="https://www.lipinutragen.it/wp-content/uploads/fert-img1.jpg" alt="" width="350" height="242" />Come si vede nella figura, lo spermatozoo entra nella “sfera di interazione” dell’ovulo, effettuando una reazione ossidativa con la sua punta (acrosoma) per penetrare la zona pellucida, legarsi (<em>binding</em>) ed entrare con un meccanismo di FUSIONE tra membrana spermatica e membrana dell’oocita (Bianchi E, Wright GJ (2020) Find and fuse: Unsolved mysteries in sperm–egg recognition. PLoS Biol 18(11): e3000953. https://doi.org/10.1371/journal.pbio.3000953). <img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft wp-image-12803" src="https://www.lipinutragen.it/wp-content/uploads/fert-img2a.jpg" alt="" width="325" height="270" /><strong>Le due membrane, quella della cellula spermatica e quella dell’ovocita si fondono bene soltanto se le strutture hanno idonee proprietà di fluidità e permeabilità, garantite dall’organizzazione precisa di fosfolipidi e colesterolo</strong> (seconda figura, rif. lavoro Plos Biol 2020). Come tutte le cellule dei nostri tessuti, anche il tessuto riproduttivo maschile e femminile deve rispettare un EQUILIBRIO tra grassi saturi ed insaturi (e colesterolo di conseguenza) per garantire fluidità e permeabilità delle strutture, in modo consono alla fertilità. Tra i grassi insaturi, i <strong>grassi essenziali</strong> (polinsaturi omega-6 ed omega-3) rivestono un ruolo importante perché la loro quantità nelle membrane di spermatozoo e ovocita determina proprio il successo delle fasi di interazione tra queste due cellule.</p>
<h2><span style="font-size: 18pt;"><span style="color: #737373;">Conoscenza scientifica sul binomio fertilità e lipidi<br /></span></span></h2>
<p><em>Cosa dice la conoscenza scientifica a proposito di fertilità e grassi? </em>Riportiamo di seguito una lista di certezze scientifiche:</p>
<ul>
<li><strong>assunzione dalla dieta di adeguate quantità di acidi grassi omega-6 e omega-3 influenza la velocità di ovulazione, il numero e la grandezza dei follicoli ovarici, la produzione di progesterone dal corpo luteo</strong> (Abayasekara DR, Wathes DC. Effects of altering dietary fatty acid composition on prostaglandin synthesis and fertility. Prostaglandins Leukot Essent Fatty Acids. 1999 Nov;61(5):275-87<em>), </em><strong>e la corretta morfologia delle cellule spermatiche</strong> (A. Lenzi, L. Gandini, V. Maresca, R. Rago, P. Sgrò, F. Dondero, M. Picardo, Fatty acid composition of spermatozoa and immature germ cells, Molecular Human Reproduction, Volume 6, Issue 3, March 2000, Pages 226–231);</li>
<li><strong>i casi di infertilità maschile idiopatica</strong> (senza apparenti motivi di impedimento fisico-patologico) <strong>sono legati a CARENZA di <a href="https://www.lipinutragen.it/omega-3-dha/" target="_blank" rel="noopener">acido grasso omega-3 DHA </a></strong>(Aksoy Y, Aksoy H, Altinkaynak K, Aydin HR, Ozkan A. Sperm fatty acid composition in subfertile men. Prostaglandins Leukot Essent Fatty Acids. 2006 Aug;75(2):75-9), <strong>come anche allo sbilanciamento di omega-3 (carenti) con omega-6 (in eccesso)</strong>, verificato a livello della membrana cellulare sia degli spermatozoi sia del globulo rosso maturo isolati da questi soggetti (G.R. Mendeluk, M.I. Cohen, C. Ferreri, C. Chatgilialoglu. Nutrition and Reproductive Health: Sperm versus Erythrocyte Lipidomic Profile and -3 Intake. Nutr. Metabol. 2015, 2015, Article ID 670526);</li>
<li><strong>il bilanciamento antiossidante</strong> (non carente, non eccessivo) <strong>è legato al successo del momento di fecondazione</strong>, perché in questo processo avviene un naturale incremento di reazioni di ossidazione (l’acrosoma reagisce producendo acqua ossigenata per penetrare), ma l’eccesso di fenomeni ossidativi o la carenza di antiossidanti sono anche deleteri per la fertilità (Agarwal A, Saleh RA, Bedaiwy MA. Role of reactive oxygen species in the pathophysiology of human reproduction. Fertil Steril. 2003 Apr;79(4):829-43; Falk R. Ochseedorf, Roland Buhl, Anke Bästlein, Heike Beschmann, Glutathione le spermatozoa and seminal plasma of infertile men, Human Reproduction, Volume 13, Issue 2, 1 February 1998, Pages 353–359; Aitken RJ, Baker MA. Oxidative stress, sperm survival and fertility control. Mol Cell Endocrinol. 2006 May 16;250(1-2):66-9; John Aitken, Jordana K. Wingate, Geoffry N. De Iuliis, Adam J. Koppers, Eileen A. McLaughlin, <em>Cis</em>-Unsaturated Fatty Acids Stimulate Reactive Oxygen Species Generation and Lipid Peroxidation in Human Spermatozoa, <em>The Journal of Clinical Endocrinology &amp; Metabolism</em>, Volume 91, Issue 10, 1 October 2006, Pages 4154–4163);</li>
<li>in uno degli studi più allargati con follow-up di 26.971 donne ed identificazione di 438 casi di infertilità ovulatoria è stato verificato che <strong>l’assunzione di grassi totali dalla dieta è inversamente correlata al rischio di infertilità </strong>(soprattutto grassi monoinsaturi e omega-6),<strong> l’aumento di assunzione di acidi grassi trans è correlato con incremento del rischio di infertilità</strong> (2% di aumento di assunzione di energia da TFA invece che carboidrati e oli insaturi porta a 94% di aumento di rischio infertilità), mentre <strong>vi è un’intricata relazione tra fertilità e degradazione di acidi grassi polinsaturi tramite stress ossidativo</strong> (Chavarro JE, Rich-Edwards JW, Rosner BA, Willett WC. Dietary fatty acid intakes and the risk of ovulatory infertility. Am J Clin Nutr. 2007 Jan;85(1):231-7).</li>
</ul>
<h2><span style="font-size: 18pt;"><span style="color: #737373;">Influenza della dieta sulla fertilità<br /></span></span></h2>
<p><strong><img loading="lazy" decoding="async" class="alignright wp-image-12796" src="https://www.lipinutragen.it/wp-content/uploads/libro-fertilita.jpg" alt="" width="162" height="256" />La scelta per un regime alimentare sano</strong>, che comprende ovviamente la qualità e quantità dei grassi, è da tempo <strong>è stata individuata come cardine per la fertilità</strong>, come e viene riportato nel libro THE FERTILITY DIET, sulla base di studio di popolazione femminile americana (Nurse’s Health Study), pubblicato originariamente nel 2007, e poi seguito da moltissimi altri libri apparsi in Italia e altri Paesi.</p>
<p>Nessun approccio pro-fertilità può escludere di entrare nel vivo delle scelte alimentari degli individui che desiderano superare l’incertezza di essere fertili o meno. Anche perché qualsiasi strategia che venga effettuata non può essere condotta senza PERSONALIZZAZIONE, ovvero riconoscendo la condizione di carenze/squilibri di ciascun soggetto della coppia, ed indirizzando l’intervento in maniera mirata, sinergica ed olistica, per creare l’ambiente cellulare più favorevole all’incontro spermatozoo-ovocita che è stato sopra descritto.</p>
<p>In conclusione, sulla scelta dei grassi e la visione della membrana cellulare viene in aiuto…</p>
<p><strong>il globulo rosso maturo (eritrocita maturo)</strong>, la cellula che fornisce informazioni molto accurate sulla condizione di bilanciamento o sulla presenza di carenze in tutti i tessuti, compresi quelli riproduttivi.</p>
<p>L’analisi lipidomica di membrana eritrocitaria matura è uno strumento di medicina di precisione e personalizzata, che oggi è un ideale complemento a strategie di fertilità, sia con metodi naturali che con metodi artificiali, rispettando il principio che “<em>una cellula sana può esprimere al massimo il suo potenziale di fertilità</em>”.</p>
<h2><span style="font-size: 18pt;"><span style="color: #737373;">Per approfondire su LipiMagazine: </span></span></h2>
<ul>
<li>Acidi grassi essenziali nei primi 1000 giorni di vita: <a href="https://www.lipinutragen.it/primi-anni-di-vita-e-grassi-essenziali/">www.lipinutragen.it/primi-anni-di-vita-e-grassi-essenziali/</a></li>
<li>Ruolo dell’omega-3 DHA nella donna in gravidanza: <a href="https://www.lipinutragen.it/il-ruolo-del-dha-in-gravidanza/">www.lipinutragen.it/il-ruolo-del-dha-in-gravidanza/</a></li>
<li>Fattori che influenzano l’infertilità/fertilità: <a href="https://www.lipinutragen.it/fertilita-come-difendersi-dai-killer-invisibili/">www.lipinutragen.it/fertilita-come-difendersi-dai-killer-invisibili/</a></li>
</ul>
<hr class="lpn-sep" />
<p><span style="color: #737373; font-size: 12pt;"><strong class="credits-label">Articolo a cura del Gruppo redazionale di Lipinutragen</strong> in collaborazione con la Dott.ssa Carla Ferreri, Dirigente CNR di Bologna e Direzione Scientifica di Lipinutragen<br /></span></p>
<p><span style="font-size: 12pt;">Le informazioni riportate non devono in alcun modo sostituire il rapporto diretto tra professionista della salute e paziente.</span></p>
<hr class="lpn-sep" />
<p><span style="font-size: 12pt;"><strong class="credits-label">Foto:</strong> 123RF Archivio Fotografico: 150342375 : ©crystallight</span></p>
<p style="text-align: left;"><a href="https://www.lipinutragen.it/wp-content/uploads/Equilibrio-cellulare-e-fertilita-lipinutragen.pdf" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone wp-image-6223" src="https://www.lipinutragen.it/wp-content/uploads/scarica-pdf.png" alt="" width="35" height="35" /></a> <a href="https://www.lipinutragen.it/wp-content/uploads/Equilibrio-cellulare-e-fertilita-lipinutragen.pdf" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><span style="font-size: 8pt;">Download</span></a></p>
<p>L'articolo "<a href="https://www.lipinutragen.it/equilibrio-cellulare-e-fertilita/">EQUILIBRIO CELLULARE E FERTILITÀ</a>" è online sul blog di <a href="https://www.lipinutragen.it">Lipinutragen</a></p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.lipinutragen.it/equilibrio-cellulare-e-fertilita/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>IL SEGRETO LIPIDOMICO DELLA LONGEVITÀ</title>
		<link>https://www.lipinutragen.it/segreto-lipidomico-longevita/</link>
					<comments>https://www.lipinutragen.it/segreto-lipidomico-longevita/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lipinutragen]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 10 Feb 2023 07:30:22 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Salute e nutrizione molecolare]]></category>
		<category><![CDATA[Stile di vita e prevenzione]]></category>
		<category><![CDATA[invecchiamento]]></category>
		<category><![CDATA[invecchiamento cellulare]]></category>
		<category><![CDATA[longevità]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.lipinutragen.it/?p=12677</guid>

					<description><![CDATA[<p>L'articolo "<a href="https://www.lipinutragen.it/segreto-lipidomico-longevita/">IL SEGRETO LIPIDOMICO DELLA LONGEVITÀ</a>" è online sul blog di <a href="https://www.lipinutragen.it">Lipinutragen</a></p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div class="et_pb_section et_pb_section_0 et_section_regular" >
				
				
				
				
				
				
				<div class="et_pb_row et_pb_row_0">
				<div class="et_pb_column et_pb_column_4_4 et_pb_column_0  et_pb_css_mix_blend_mode_passthrough et-last-child">
				
				
				
				
				<div class="et_pb_module et_pb_text et_pb_text_0  et_pb_text_align_left et_pb_bg_layout_light">
				
				
				
				
				<div class="et_pb_text_inner"><p><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-12690 aligncenter" src="https://www.lipinutragen.it/wp-content/uploads/longevita-lipidomica.jpg" alt="longevità lipidomica" width="800" height="425" srcset="https://www.lipinutragen.it/wp-content/uploads/longevita-lipidomica.jpg 800w, https://www.lipinutragen.it/wp-content/uploads/longevita-lipidomica-300x159.jpg 300w, https://www.lipinutragen.it/wp-content/uploads/longevita-lipidomica-768x408.jpg 768w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /></p>
<h2><span style="font-size: 18pt;"><span style="color: #737373;">L’invecchiamento: dalla cellula il segreto per vivere più a lungo<br /></span></span></h2>
<p align="JUSTIFY">Negli ultimi 20 anni si è sviluppata un’enorme conoscenza sull’invecchiamento che ha chiarito come questo naturale processo sia dovuto ad una combinazione di fattori che vanno dalla genetica all’ambiente, incluso lo stile di vita e alimentazione, nonché il grado di esposizione a svariate condizioni che determinano lo sviluppo di malattie [1].</p>
<h2><span style="font-size: 18pt;"><span style="color: #737373;"><em>Invecchiamento, ossidazione e rigenerazione</em><br /></span></span></h2>
<p align="JUSTIFY">La Scienza sta indicando chiaramente che <strong>l’invecchiamento favorevole si ottiene da un’adeguata prevenzione lungo l’arco della vita</strong>, monitorando a livello del singolo individuo il funzionamento dell’organismo, tramite parametri che vanno da quelli macroscopici – come il peso e l’accumulo di grasso addominale – a quelli riferiti alla vita delle cellule, ovvero la più piccola parte vitale del nostro organismo. Il <a href="https://www.lipinutragen.it/invecchiamento-e-tessuto-adiposo/" target="_blank" rel="noopener">fenomeno naturale dell’invecchiamento</a> è legato all’aumento di reazioni ossidative e danni alle molecole che sono il <img loading="lazy" decoding="async" class="alignright wp-image-12614" src="https://www.lipinutragen.it/wp-content/uploads/gra01.jpg" alt="" width="400" height="178" />patrimonio della cellula, con risposte ossidative e infiammatorie che portano poi alla morte cellulare. Non tutti sanno che vi sono cellule di diverse età e con diverse “aspettative di vita” all’interno dello stesso organismo, quindi l’invecchiamento e la morte cellulare sono fenomeni del tutto naturali che devono avvenire nei tempi dell’aspettativa media di vita per diversi tipi cellulari, segnalati nella Tabella.</p>
<p align="JUSTIFY"><strong>La cellula è uno sito importante per valutare come stiamo invecchiando</strong>, perché se è vero che tutte le cellule hanno un tempo di vita, ovvero invecchiano e muoiono, altrettante nuove cellule vengono formate per far sì da ricambiare i tessuti e renderli sempre funzionanti. In ciascun arco temporale mentre le cellule invecchiano, altre nuove si formano seguendo il ciclo cellulare mostrato in figura, che va da G1 &#8211;&gt; S &#8211;&gt; G2. Durante il ciclo, un notevole sforzo viene fatto per duplicare il “corredo” delle molecole e formare due cellule figlie (in un processo che si chiama mitosi). Questo ciclo assicura che vi siano sempre cellule disponibili per le funzioni di sistemi, organi e tessuti [2].</p>
<p align="JUSTIFY"><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter wp-image-12645 size-full" src="https://www.lipinutragen.it/wp-content/uploads/grafico-longevita.jpg" alt="" width="800" height="425" /><br />A questo punto mettiamo in funzione il ciclo, come fosse una “catena di montaggio”, prendendo come esempio la cellula epiteliale (che forma il “tappeto” dei nostri epiteli, ovvero la pelle) con un tempo di vita di 18-20 giorni. Se il corredo molecolare necessario non si può formare in modo completo, il processo rallenterà. A questo punto le cellule non avranno a disposizione il ricambio e un maggior numero di cellule stanche e invecchiate permarrà maggiormente nel tessuto. [&#8230;] Ecco che la pelle accumulerà molti più difetti, creando problemi di normale funzionamento, come: mancata idratazione e ossigenazione, alta sensibilità, perdita di sostegno ed elasticità.</p>
<p align="JUSTIFY">Il ricambio deve avvenire proprio in sinergia con la “senescenza cellulare” (invecchiamento della cellula) per la prima volta teorizzata nel 1961 per i fibroblasti (cellule del connettivo) [3]. Al posto delle cellule fortemente ossidate arrivano cellule nuove, rigenerando i tessuti.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2><span style="font-size: 18pt;"><span style="color: #737373;"><em>La membrana e il suo equilibrio per la longevità</em><br /></span></span></h2>
<p align="JUSTIFY">Alla fine degli anni Novanta, il prof. Antony Hulbert pubblica un compendio della durata di vita delle specie animali, incluso il genere umano, e riporta un grafico sorprendente, sugli anni di vita in funzione della composizione di grassi della membrana cellulare (in figura la composizione dei muscoli scheletrici di mammiferi e uccelli) [4]. In particolare, riprendendo il concetto dell’ossidazione valutata nell’invecchiamento, sul grafico viene riportato il contenuto dei grassi polinsaturi ovvero l’indice di perossidazione (peroxidation index) della membrana in funzione dell’età. Si vede chiaramente che più la membrana contiene grassi polinsaturi, più risulta minore la lunghezza della vita nell’animale.</p>
<p align="JUSTIFY"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft size-full wp-image-12616" src="https://www.lipinutragen.it/wp-content/uploads/gra02.jpg" alt="" width="400" height="372" />Da questa osservazione, è nata <strong>la teoria della membrana cellulare come “pacemaker” per l’invecchiamento</strong>, e sono state ottenute due importanti informazioni:</p>
<ul>
<li>
<p align="JUSTIFY"><strong>La quantità di </strong><a href="https://www.lipinutragen.it/acidi-grassi-polinsaturi/" target="_blank" rel="noopener"><strong>grassi polinsaturi</strong></a> <strong>nella membrana cellulare deve essere ottimale, ovvero non si devono riscontrare carenze, ma neanche si devono trovare eccessi</strong>, perché in quest’ultimo caso l’indice di perossidazione aumenta e ciò è in correlazione con la riduzione dell’aspettativa di vita. Un’analisi del lipidoma di membrana fornisce precise informazioni sul contenuto delle molecole dei grassi, e sulla presenza di un corredo ottimale per rispettare i tempi di vita e di ricambio.</p>
</li>
<li>
<p align="JUSTIFY">Dalla composizione del lipidoma di membrana si può studiare il segreto per un ottimale ricambio e favorire la vita cellulare. Proprio sulla lettura della membrana per delineare i profili umani, Lipinutragen sta sviluppando da tempo la sua R&amp;D. Nel 2008 la membrana cellulare dell’eritrocita maturo della popolazione del Cilento, una delle zone a maggiore presenza di centenari, è stata studiata, scoprendo una caratteristica peculiare dei discendenti dei longevi [5]: rispetto ad altri concittadini non discendenti da longevi, e alla popolazione di altre aree geografiche, i figli dei centenari presentano la membrana eritrocitaria più ricca di acidi grassi monoinsaturi, in particolare di acido palmitoleico, una specifica molecola che attiva segnali cellulari antinfiammatori e per il metabolismo lipidico, e partecipa alla fluidità di membrana senza incrementare le ossidazioni.</p>
</li>
</ul>
<p><strong><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter wp-image-12636 size-full" src="https://www.lipinutragen.it/wp-content/uploads/gra03-def.jpg" alt="" width="400" height="282" /></strong></p>
<p><strong>L’analisi del lipidoma di membrana del globulo rosso maturo è l’unica analisi che permette di esaminare lo stato individuale e, nel caso si riscontrassero carenze o eccessi di molecole lipidiche, di attuare una strategia di riequilibrio, puntando a proteggere il corredo cellulare, favorendo il corretto ricambio e la rigenerazione, due importanti processi coinvolti nella longevità e nella buona salute. </strong></p>
<hr class="lpn-sep" />
<p><strong class="credits-label">Bibliografia:</strong></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-size: 12pt;"><span lang="en-US">[1] Collection: Aging, longevity and age-related diseases. </span>Nature Aging al sito: <a href="https://www.nature.com/collections/dbagdcagdb">https://www.nature.com/collections/dbagdcagdb</a><br /></span><span style="font-size: 12pt;"><span lang="en-GB">[2] C. Ferreri, C. Chatgilialoglu. </span><span lang="en-US">Membrane Lipidomics for Personalized Health, 2015, pag. 64, Wiley and Sons.<br /></span></span><span lang="en-US" style="font-size: 12pt;">[3] Hayflick L. The limited in nitro lifetime of human diploid cell strains. Exp Cell Res. 1965, 37, 614–636.<br /></span><span lang="en-US" style="font-size: 12pt;">[4] Hulbert A. J. Explaining longevity of different animals: is membrane fatty acid composition the missing link? Age 2008, 30, 89–97.<br /></span><span lang="en-US" style="font-size: 12pt;">[5] Puca A.A., Novelli V., Viviani C., Andrew P., Somalvico F., Cirillo N.A., Chatgilialoglu C., Ferreri C. Lipid profile of erythrocyte membranes as possible biomarker of longevity. Rejuven. Res. 2008, 11, 63–72.</span></p>
<hr class="lpn-sep" />
<p><strong><span style="font-size: 12pt;">Altri articoli correlati al tema longevità:</span></strong></p>
<p><span style="font-size: 12pt;">&#8211; <span lang="en-GB">Lifestyle medicine: <a href="https://www.lipinutragen.it/via-sana-longevita/">www.lipinutragen.it/via-sana-longevita/</a> </span></span></p>
<p><span style="font-size: 12pt;">&#8211; Ricambio cellulare: <a href="https://www.lipinutragen.it/terapia-lipidica-di-membrana/">www.lipinutragen.it/terapia-lipidica-di-membrana/</a></span></p>
<hr class="lpn-sep" />
<p><span style="color: #737373; font-size: 12pt;"><strong class="credits-label">Articolo a cura del Gruppo Redazionale di Lipinutragen</strong></span></p>
<p><span style="font-size: 12pt;">Le informazioni riportate non devono in alcun modo sostituire il rapporto diretto tra professionista della salute e paziente.</span></p>
<hr class="lpn-sep" />
<p><span style="font-size: 12pt;"><strong class="credits-label">Foto:</strong> 123RF Archivio Fotografico: 169729456 : ©zven0 | 114983921 : ©designua</span></p>
<p style="text-align: left;"><a href="https://www.lipinutragen.it/wp-content/uploads/Segreto-lipidomico-della-longevita-lipinutragen.pdf" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone wp-image-6223" src="https://www.lipinutragen.it/wp-content/uploads/scarica-pdf.png" alt="" width="35" height="35" /></a> <a href="https://www.lipinutragen.it/wp-content/uploads/Segreto-lipidomico-della-longevita-lipinutragen.pdf" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><span style="font-size: 8pt;">Download</span></a></p></div>
			</div>
			</div>
				
				
				
				
			</div>
				
				
			</div>
<p>L'articolo "<a href="https://www.lipinutragen.it/segreto-lipidomico-longevita/">IL SEGRETO LIPIDOMICO DELLA LONGEVITÀ</a>" è online sul blog di <a href="https://www.lipinutragen.it">Lipinutragen</a></p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.lipinutragen.it/segreto-lipidomico-longevita/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>CRISI CLIMATICA, SALUTE e ALIMENTAZIONE</title>
		<link>https://www.lipinutragen.it/crisi-climatica-salute-e-alimentazione/</link>
					<comments>https://www.lipinutragen.it/crisi-climatica-salute-e-alimentazione/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lipinutragen]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 29 Aug 2022 06:30:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Salute e nutrizione molecolare]]></category>
		<category><![CDATA[Stile di vita e prevenzione]]></category>
		<category><![CDATA[alimentazione]]></category>
		<category><![CDATA[clima]]></category>
		<category><![CDATA[crisi climatica]]></category>
		<category><![CDATA[salute]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.lipinutragen.it/?p=12415</guid>

					<description><![CDATA[<p>L'articolo "<a href="https://www.lipinutragen.it/crisi-climatica-salute-e-alimentazione/">CRISI CLIMATICA, SALUTE e ALIMENTAZIONE</a>" è online sul blog di <a href="https://www.lipinutragen.it">Lipinutragen</a></p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div class="et_pb_section et_pb_section_1 et_section_regular" >
				
				
				
				
				
				
				<div class="et_pb_row et_pb_row_1">
				<div class="et_pb_column et_pb_column_4_4 et_pb_column_1  et_pb_css_mix_blend_mode_passthrough et-last-child">
				
				
				
				
				<div class="et_pb_module et_pb_text et_pb_text_1  et_pb_text_align_left et_pb_bg_layout_light">
				
				
				
				
				<div class="et_pb_text_inner"><p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-12419" src="https://www.lipinutragen.it/wp-content/uploads/alimentazione-clima-terra.jpg" alt="alimentazione clima e terra" width="800" height="454" srcset="https://www.lipinutragen.it/wp-content/uploads/alimentazione-clima-terra.jpg 800w, https://www.lipinutragen.it/wp-content/uploads/alimentazione-clima-terra-300x170.jpg 300w, https://www.lipinutragen.it/wp-content/uploads/alimentazione-clima-terra-768x436.jpg 768w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /></p>
<p>Alla fine di questa estate estrema, fatta di temperature altissime, incendi, crollo di ghiacciai, mareggiate e trombe d&#8217;aria, possiamo definitivamente ammettere che la <strong>crisi climatica</strong> è già qui.</p>
<p>Nonostante gli obiettivi fissati dagli Accordi mondiali sul clima, non si può più aspettare: è necessario che ognuno di noi faccia la sua parte. La buona notizia è che, molto spesso, le azioni quotidiane volte al cambiamento fanno sia il bene del pianeta che quello della singola persona, collocandoci in una situazione <em>win-win</em>, in cui, cioè, i benefici sono per tutti.</p>
<p>Tra le scelte ad elevato impatto vi sono, certamente, le <strong>scelte alimentari</strong> che <strong>hanno effetti diretti sia sulla salute dell&#8217;individuo che sull&#8217;ambiente</strong>. Fare bene a sé stessi con l’alimentazione è un ottimo modo per incrementare il benessere sulla salute e su tutto ciò che ci circonda.</p>
<h2><span style="font-size: 18pt; color: #737373;">&#8220;Il sistema alimentare è responsabile di un terzo dell&#8217;emissione globale di gas serra derivato dalle attività umane&#8221;<br /></span></h2>
<p>Questo è il titolo del recente report elaborato da ricercatori della FAO e dell&#8217;europeo Joint Reserch Center di Ispra [1].  Il contributo preponderante viene dall&#8217;agricoltura e dall&#8217;uso del suolo, mentre il resto si suddivide fra le attività di filiera e il consumo finale degli alimenti. Nel dettaglio, di un totale di 17,9 miliardi di tonnellate di CO<sub>2 </sub>emesse nell&#8217;atmosfera ogni anno:</p>
<p>&#8211; il 71% deriva dall&#8217;uso del suolo (inclusi deforestazione e incendi per il successivo sfruttamento agricolo) e dalle emissioni dovute alla coltivazione (produzione e uso di fertilizzanti chimici e organici), all&#8217;allevamento di bestiame, all&#8217;acquacoltura e al carburante usato dalle macchine agricole;</p>
<p>&#8211; il 18% si riferisce alla filiera di distribuzione definita come l&#8217;insieme dei processi di trasformazione industriale dei prodotti alimentari, trasporto, imballaggio e distribuzione al dettaglio;</p>
<p>&#8211; l&#8217;11% è relativo al post-vendita, suddiviso in preparazione delle pietanze (principalmente cottura) e gestione dei rifiuti.<br /><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-12291" src="https://www.lipinutragen.it/wp-content/uploads/global-emissions.jpg" alt="" width="761" height="788" /></p>
<h2><span style="font-size: 18pt; color: #737373;">Essere sostenibili fa bene alla salute<br /></span></h2>
<p>Gli ultimi dati epidemiologici riportano che circa 2 miliardi di persone nel mondo sono in sovrappeso o in condizione di obesità [2], mentre più di 800 milioni di persone non hanno sufficiente cibo a disposizione.  Questo dimostra che l&#8217;umanità ha un <strong>problema con</strong> <strong>il cibo</strong> che è multidimensionale: l&#8217;attuale sistema alimentare non solo <strong>ha un costo climatico</strong> rilevante, ma ha anche <strong>forti ripercussioni sulla salute </strong>dell&#8217;individuo.</p>
<p>Data l&#8217;enorme diversità culturale, sociale, economica, paesaggistica, non esiste una ricetta unica per risolvere la crisi ambientale a livello planetario dovuta alla produzione di alimenti. Tuttavia, ognuno di noi può adottare <strong>comportamenti virtuosi a tavola</strong> che si rivelano vantaggiosi sia per la singola persona che per la comunità.</p>
<ul>
<li><strong>scegliere la filiera corta</strong>.</li>
</ul>
<p style="padding-left: 40px;">Prediligere la produzione locale significa mantenere le realtà agroalimentari che fanno parte della tradizione culinaria del territorio da molte generazioni, promuovendo allo stesso tempo tecniche di metodiche di coltivazione sostenibili nel rispetto degli equilibri ecologici in cui gli stessi produttori vivono. Questo porta ad un benessere del tessuto economico, sociale ed ambientale anche per le generazioni future.</p>
<ul>
<li><strong>scegliere carne da allevamenti non intensivi.</strong></li>
</ul>
<p style="padding-left: 40px;">Per anni la carne rossa è stata demonizzata per il suo contenuto di grassi saturi e per il suo effetto sui livelli di colesterolo nel sangue. Tuttavia il <strong>profilo lipidico della carne</strong> può subire importanti variazioni in relazione alla dieta dell’animale, andando a definire (e migliorare) <a href="https://www.lipinutragen.it/carne-e-i-suoi-grassi/" target="_blank" rel="noopener"><strong><u>il rapporto grassi saturi/grassi insaturi (MUFA e PUFA)</u></strong></a>. Scegliere carne da animali allevati al pascolo (&#8220;grass-fed&#8221; in inglese), non solo significa mangiare carne di migliore qualità nutrizionale (maggiori grassi MUFA e PUFA, vitamine e antiossidanti), ma anche diminuire l&#8217;impatto ambientale degli allevamenti intensivi, per la produzione di mangime a base di soia e mais e l’elevatissimo consumo di acqua. Quindi, sí alla carne rossa di qualità, secondo le frequenze di consumo raccomandate.</p>
<ul>
<li><strong>scegliere pesce sostenibile</strong>.</li>
</ul>
<p style="padding-left: 40px;">Le linee guida sull’alimentazione consigliano il consumo di pesce, con particolare riferimento al pesce ricco di grassi <a href="https://www.lipinutragen.it/dha-acido-grasso-essenziale/" target="_blank" rel="noopener"><u>omega-3, per i suoi benefici sulla salute</u></a>. Nonostante ciò, non è obbligatorio consumare esclusivamente salmone e tonno. Si può senza dubbio optare per le <strong>specie pescate localmente</strong>, diversificandone il consumo, in modo da incrementarne il valore di mercato ed evitare che vengano scartate una volta pescate. Torniamo quindi a consumare il <a href="https://www.lipinutragen.it/pesce-ricco-di-omega3/" target="_blank" rel="noopener"><u>&#8220;pesce povero&#8221;</u></a>  come nasello, gallinella, sgombro, alici, triglie, sarago, fragolino, sardine&#8230;poichè questo può aiutare a mantenere la <strong>biodiversità marina</strong> ed evitare l&#8217;esaurimento degli stock ittici di altre specie considerate più pregiate, come il tonno e il pesce spada. Inoltre, se la dimensione del pesce in età adulta, rimane medio-piccola, al momento del consumo, avrà accumulato meno <strong>inquinanti ambientali</strong>. Infine, le specie che arrivano velocemente all&#8217;età riproduttiva sono <strong>meno a rischio di estinzione</strong> in seguito a pesca commerciale.</p>
<ul>
<li><strong>alternare il latte vaccino con latte da altre specie animali o da vegetali.</strong></li>
</ul>
<p style="padding-left: 40px;">Sul mercato vi sono numerose alternative al latte vaccino: il <a href="https://www.humanitas.it/enciclopedia/alimenti/latticini-e-formaggi/latte-di-capra/" target="_blank" rel="noopener"><u>latte di capra</u></a> sempre più diffuso ne è un esempio, ma anche il <a href="https://www.humanitas.it/enciclopedia/alimenti/latticini-e-formaggi/latte-di-asina/" target="_blank" rel="noopener"><u>latte di asina</u></a>  – ancora costoso – potrebbe essere sviluppato fino a ridurne il costo di produzione. Di questi latti, il profilo lipidico è noto e le differenze con il latte vaccino sono molto interessanti per la salute, giustificando l’interesse per introdurli nell’alimentazione, sin dalla più tenera età. Poi ci sono i &#8220;latti vegetali&#8221;, ovvero bevande ottenute dalla spremitura di semi oleaginosi, cereali o legumi, un processo che richiede meno emissioni di gas serra, minore uso del suolo e di acqua dolce [4]. Un contributo alla riduzione dell&#8217;impronta ambientale della propria dieta può essere quindi il passaggio ad alternative a base vegetale.</p>
<p style="padding-left: 40px;">Al momento di scegliere la varietà di bevanda animale o vegetale, assieme alle proprie preferenze di gusto, è opportuno orientare la propria scelta seguendo i principi di equilibrio lipidomico, conoscendo il profilo lipidico di ogni bevanda per scegliere in modo personalizzato in base alle proprie esigenze nutrizionali (<a href="https://www.lipinutragen.it/bevande-vegetali-nella-dieta-lipidomica/" target="_blank" rel="noopener"><u>qui</u></a> il nostro recente articolo sul confronto lipidomico delle bevande vegetali).</p>
<ul>
<li><strong>ridurre gli imballaggi.</strong></li>
</ul>
<p style="padding-left: 40px;">Per ogni kg di plastica prodotta, si emettono 1,2 kg di CO<sub>2</sub> nell&#8217;atmosfera, senza contare la raffinazione dei combustibili e la gestione del rifiuto finale. Se l&#8217;assurdità e l&#8217;inutilità di molti confezionamenti che troviamo al supermercato non ci fa riflettere sull&#8217;impatto ambientale, pensiamo allora all&#8217;impatto della plastica sulla nostra salute. Solo negli ultimi anni si è cominciato a parlare degli <strong>interferenti endocrini </strong>[3]. Si tratta di sostanze che mimano o antagonizzano la segnalazione ormonale e, per questa ragione, hanno <strong>forti ripercussioni sulla salute a seconda dell&#8217;età e del sesso dell&#8217;individuo</strong>. Sono stati documentati effetti immunitari, neuroendocrini, riproduttivi, metabolici (dati dai cosiddetti &#8220;<strong>obesogeni</strong>&#8220;) in seguito ad esposizione durante la gravidanza, crescita, pubertà, ma anche sulle generazioni successive. Alcune di questi composti sono stati a lungo usati nella produzione di bottiglie, contenitori e pellicole alimentari. Si tratta di sostanze lipofile (attenzione quindi all&#8217;imballaggio di alimenti grassi!) i cui effetti <strong>non seguono il paradigma della tossicologia</strong>: non è possibile definire una curva dose-risposta, nè un valore minimo di tossicità. Inoltre, essendo altamente persistenti nell&#8217;ambiente, l&#8217;esposizione non è mai di tipo acuto, bensì avviene durante decadi, a bassissime dosi, rendendo estremamente difficile stabilire una relazione causa-effetto con i disturbi ormonali e metabolici.</p>
<ul>
<li><strong>ridurre lo spreco alimentare domestico</strong></li>
</ul>
<p style="padding-left: 40px;">Nel mondo c&#8217;è una forte <strong>disuguaglianza riguardo l&#8217;accesso al cibo</strong>. Da una parte, nei Paesi o­­ccidentali si documenta una forte tasso di ipernutrizione e di consumo di cibo ultraprocessato a basso valore nutrizionale, dall&#8217;altra, nei Paesi a basso reddito, c&#8217;è una forte insicurezza riguardo l&#8217;accesso ad un&#8217;alimentazione nutriente, sicura e adeguata. Nonostante ciò, si stima che <strong>un terzo di tutto il cibo prodotto </strong>vada <strong>sprecato</strong> perchè invenduto o acquistato e non consumato. Questo spreco non solo colpisce direttamente le disuguaglianze del pianeta, ma equivale a sprecare le preziose risorse usate per produrlo, come il suolo, l&#8217;energia e l&#8217;acqua. Ridurre lo spreco alimentare può a prima vista non avere un impatto diretto sulla salute dell&#8217;individuo, ma evidenzia comportamenti egoistici, compulsivi e privi di empatia sociale che, se corretti, vanno a beneficio di ogni persona all&#8217;interno della comunità in cui vive.</p>
<hr class="lpn-sep" />
<p><span style="font-size: 12pt;"><span style="color: #000080;">Referenze:</span><br /></span></p>
<p><span style="font-size: 12pt;">[1] Crippa, M., Solazzo, E., Guizzardi, D. et al. Food systems are responsible for a third of global anthropogenic GHG emissions. Nat Food 2, 198–209 (2021). https://doi.org/10.1038/s43016-021-00225-9]<br /></span><span style="font-size: 12pt;">[2] www.who.int/health-topics/obesity#tab=tab_1,<br /></span><span style="font-size: 12pt;">[3] https://www.issalute.it/index.php/la-salute-dalla-a-alla-z-menu/i/interferenti-endocrini<br /></span><span style="font-size: 12pt;">[4] https://ourworldindata.org/environmental-impacts-of-food#dairy-vs-plant-based-milk-what-are-the-environmental-impacts</span></p>
<hr class="lpn-sep" />
<p><span style="font-size: 12pt;"><span style="color: #000080;"><strong class="credits-label">Articolo a cura del Gruppo redazionale di Lipinutragen</strong></span><br /></span></p>
<p><em><span style="font-size: 12pt;">Le informazioni riportate non devono in alcun modo sostituire il rapporto diretto tra professionista della salute e paziente.<br />I consigli alimentari presenti nell’articolo non sono da intendersi sostitutivi di un piano alimentare personalizzato e sono da adattare ai casi specifici.</span></em></p>
<hr class="lpn-sep" />
<p><span style="font-size: 8pt;"><span style="font-size: 12pt;"><strong class="credits-label">Foto:</strong> 123RF Archivio Fotografico: 69913899 : ©aamulya | Data source: Crippa. M., et al. (2021) Food system are responsible for a third of global anthropogenic GHG emissions. Nature food. Our WordlsinData.org &#8211; Research and data to make progress against the world’s largest problems. Licensed under CC-BY by the author Hannah Ritchie.</span></span></p>
<p class="alignnone" style="text-align: left;"><a href="https://www.lipinutragen.it/wp-content/uploads/clima-e-alimentazione_lipinutragen1.pdf" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone wp-image-6223" src="https://www.lipinutragen.it/wp-content/uploads/scarica-pdf.png" alt="" width="35" height="35" /></a> <a href="https://www.lipinutragen.it/wp-content/uploads/clima-e-alimentazione_lipinutragen1.pdf" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><span style="font-size: 8pt;">Download</span></a></p></div>
			</div>
			</div>
				
				
				
				
			</div>
				
				
			</div>
<p>L'articolo "<a href="https://www.lipinutragen.it/crisi-climatica-salute-e-alimentazione/">CRISI CLIMATICA, SALUTE e ALIMENTAZIONE</a>" è online sul blog di <a href="https://www.lipinutragen.it">Lipinutragen</a></p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.lipinutragen.it/crisi-climatica-salute-e-alimentazione/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>LE BEVANDE VEGETALI NELLA DIETA LIPIDOMICA</title>
		<link>https://www.lipinutragen.it/bevande-vegetali-nella-dieta-lipidomica/</link>
					<comments>https://www.lipinutragen.it/bevande-vegetali-nella-dieta-lipidomica/#comments</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lipinutragen]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 22 Jul 2022 06:30:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Salute e nutrizione molecolare]]></category>
		<category><![CDATA[Stile di vita e prevenzione]]></category>
		<category><![CDATA[bevande vegetali]]></category>
		<category><![CDATA[latte di cocco]]></category>
		<category><![CDATA[latte di mandorla]]></category>
		<category><![CDATA[latte di soia]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.lipinutragen.it/?p=12381</guid>

					<description><![CDATA[<p>L'articolo "<a href="https://www.lipinutragen.it/bevande-vegetali-nella-dieta-lipidomica/">LE BEVANDE VEGETALI NELLA DIETA LIPIDOMICA</a>" è online sul blog di <a href="https://www.lipinutragen.it">Lipinutragen</a></p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div class="et_pb_section et_pb_section_2 et_section_regular" >
				
				
				
				
				
				
				<div class="et_pb_row et_pb_row_2">
				<div class="et_pb_column et_pb_column_4_4 et_pb_column_2  et_pb_css_mix_blend_mode_passthrough et-last-child">
				
				
				
				
				<div class="et_pb_module et_pb_text et_pb_text_2  et_pb_text_align_left et_pb_bg_layout_light">
				
				
				
				
				<div class="et_pb_text_inner"><p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-12386" src="https://www.lipinutragen.it/wp-content/uploads/latte-vegetale-dieta-lipidomica.jpg" alt="" width="800" height="454" srcset="https://www.lipinutragen.it/wp-content/uploads/latte-vegetale-dieta-lipidomica.jpg 800w, https://www.lipinutragen.it/wp-content/uploads/latte-vegetale-dieta-lipidomica-300x170.jpg 300w, https://www.lipinutragen.it/wp-content/uploads/latte-vegetale-dieta-lipidomica-768x436.jpg 768w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /><br />Latte di mandorla, latte di cocco, bevanda di riso, avena o soia, sono probabilmente i <strong>drink vegetali</strong> più conosciuti e più di moda oggi in commercio.</p>
<p>Negli ultimi anni si è assistito ad un vero e proprio <strong>boom delle bevande vegetali</strong>, tanto che ora ci sono interi scaffali nei supermercati dedicati ad esse e agli alimenti derivati.</p>
<p>Le motivazioni che spingono i consumatori a comprare questi prodotti sono molteplici:</p>
<ul>
<li>allergia alle proteine del latte</li>
<li>intolleranza al lattosio</li>
<li>regimi vegetariani e vegani</li>
<li>riduzione del consumo di grassi saturi</li>
<li>curiosità e sperimentazione in cucina</li>
</ul>
<p>Le bevande vegetali sono il punto di partenza di numerosi prodotti derivati del latte vaccino: yogurt, panna e besciamella, ricotta e formaggi, dolci al cucchiaio.</p>
<p>Proprio per questo trovano infatti tante applicazioni in cucina, dalla preparazione di colazioni alternative alla pasticceria fino all’elaborazione di salse e condimenti.</p>
<h2><span style="font-size: 18pt; color: #737373;">Cosa sono le bevande vegetali<br /></span></h2>
<p>Con una sentenza del 2017 [1], la Corte di giustizia dell&#8217;Unione Europea ha vietato l&#8217;uso per fini commerciali di denominazioni come &#8220;latte&#8221;, &#8220;panna&#8221;, &#8220;burro&#8221;, &#8220;yogurt&#8221; per prodotti di origine vegetale.</p>
<p>Queste denominazioni vengono riservate al latte animale e ai suoi derivati (i prodotti, &#8220;lattiero-caseari&#8221;). In Italia, vigono le eccezioni relative al latte di mandorle, al burro di cacao e al latte di cocco [2].</p>
<p>Nel linguaggio comune, ci riferiamo a &#8220;latte di&#8221; per indicare una bevanda ottenuta da</p>
<ul>
<li>cereali o pseudo-cereali (avena, riso, quinoa, grano saraceno&#8230;)</li>
<li>frutta a guscio (mandorle, noci, nocciole, cocco&#8230;)</li>
<li>legumi (soia)</li>
<li>semi oleaginosi (semi di canapa, di girasole, di zucca&#8230;)</li>
</ul>
<p>che vengono lasciati in ammollo per un tempo variabile, frullati in acqua, in alcuni casi bolliti e, infine, filtrati.</p>
<p>Le caratteristiche nutrizionali delle bevande così ottenute dipendono principalmente dall&#8217;ingrediente di partenza e da eventuali altri aggiunti in fase di produzione.</p>
<p>Infatti sugli scaffali troviamo bevande addizionate con vitamine e minerali per sopperire alla naturale scarsità della materia prima da cui viene estratto il succo e, a volte, per simulare le proprietà del latte vaccino (ad esempio con grassi vegetali, frequentemente da olio di girasole).</p>
<p>Spesso, inoltre, le bevande vengono addolcite con saccarosio, sciroppo di glucosio o fruttosio.</p>
<p>Dal momento quindi, che i valori nutrizionali della bevanda dipendono da vari fattori, fra cui il grado di diluizione in acqua della materia prima utilizzata, l&#8217;aggiunta di micronutrienti, le qualità nutrizionali del frutto o seme originario, in generale, per una scelta consapevole, consigliamo di tenere in considerazione:</p>
<p>1) <strong>la percentuale di seme/frutto/cereale nella bevanda</strong>. In questo modo potremo avere una stima dei micro e macronutrienti derivanti dalla materia prima e non da aggiunte successive;</p>
<p>2) <strong>la lunghezza della lista di ingredienti</strong>. Spesso infatti, per dare consistenza o un miglior sapore, vengono aggiunti aromi, coloranti e stabilizzanti. I prodotti con il minor numero di ingredienti, idealmente solo due (il frutto/seme/cereale + acqua) sono senza dubbio da preferire;</p>
<p>3) <strong>il calcio e le vitamine B e D</strong> vengono spesso aggiunti artificialmente per aumentare il valore nutritivo della bevanda. Queste aggiunte non sono permesse nei prodotti biologici;</p>
<p>4) <strong>le bevande ottenute da cereali</strong> (riso, avena) sono povere di grassi e proteine e ricche di carboidrati. In questi casi, gli zuccheri semplici possono superare il 10% determinando, per questo, <a href="https://www.lipinutragen.it/impatto-indice-glicemico/" target="_blank" rel="noopener"><u>un elevato indice glicemico della bevanda</u></a>. Per il loro naturale scarso contenuto di grassi, queste bevande vengono addizionate con oli vegetali, spesso olio di girasole;</p>
<p>5) <strong>le bevande ottenute da legumi</strong> (soia) e frutta secca (mandorle, nocciole) sono naturalmente più ricche di proteine.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-12388" src="https://www.lipinutragen.it/wp-content/uploads/latte-vegetale.jpg" alt="" width="800" height="454" srcset="https://www.lipinutragen.it/wp-content/uploads/latte-vegetale.jpg 800w, https://www.lipinutragen.it/wp-content/uploads/latte-vegetale-300x170.jpg 300w, https://www.lipinutragen.it/wp-content/uploads/latte-vegetale-768x436.jpg 768w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /></p>
<h3><span style="font-size: 18pt; color: #737373;"><span style="font-size: 12pt;">Confronto lipidomico delle bevande vegetali</span><br /></span></h3>
<p>Tenendo in mente le considerazioni generiche, il focus è quello di analizzare le bevande vegetali in base alle conoscenze nel campo della lipidomica per aggiungere un criterio di scelta al momento dell&#8217;acquisto, così come fatto in precedenza per le <a href="https://www.lipinutragen.it/creme-alla-nocciola-e-grassi-in-etichetta/" target="_blank" rel="noopener"><u>creme spalmabili</u></a><u></u> e gli <a href="https://www.lipinutragen.it/olio-in-cucina/" target="_blank" rel="noopener">oli</a> [3].</p>
<p style="padding-left: 40px;">ll principio alla base della lipidomica è l&#8217;equilibrio fra le componenti lipidiche della membrana cellulare.</p>
<p style="padding-left: 40px;">Gli acidi grassi saturi, monoinsaturi e polinsaturi, omega-3 e omega-6, nelle giuste quantità e proporzioni, permettono il naturale funzionamento della membrana cellulare che è indispensabile per il corretto funzionamento delle cellule e dei tessuti che compongono il corpo umano.</p>
<h3><span style="font-size: 18pt; color: #737373;"><span style="font-size: 12pt;">• BEVANDE VEGETALI ricche di ACIDI GRASSI SATURI (SFA)</span><br /></span></h3>
<p><strong>LATTE DI COCCO</strong></p>
<p style="padding-left: 40px;">Gli unici grassi contenuti nel latte di cocco sono quelli saturi, a catena corta, media e lunga. Mentre i primi sembrano avere un ruolo positivo sul microbiota intestinale, da un punto di vista lipidomico, il consumo di acido palmitico (16:0) e di acido stearico (18:0) deve essere mantenuto il più basso possibile.</p>
<p style="padding-left: 40px;">GRASSI TOTALI: 2,08 g</p>
<p style="padding-left: 40px;"><strong>grassi saturi: 2,08 g</strong></p>
<p style="padding-left: 40px;">grassi monoinsaturi: &#8212;</p>
<p style="padding-left: 40px;">grassi polinsaturi: &#8212;</p>
<p style="padding-left: 40px;"><strong>rapporto SFA/MUFA/PUFA: 100/0/0</strong></p>
<h3><span style="font-size: 18pt; color: #737373;"><span style="font-size: 12pt;">• BEVANDE VEGETALI ricche di ACIDI GRASSI MONOINSATURI (MUFA)</span><br /></span></h3>
<p><strong>LATTE DI MANDORLA</strong></p>
<p>Ricca di magnesio, potassio e calcio, è anche una bevanda ricca di fibre. Attenzione però alla effettiva quantità di frutta secca utilizzata nell&#8217;elaborazione del prodotto per poter beneficiare delle proprietà nutritive.</p>
<p style="padding-left: 40px;">GRASSI TOTALI: 0,96 g</p>
<p style="padding-left: 40px;">grassi saturi: 0,08 g</p>
<p style="padding-left: 40px;"><strong>grassi monoinsaturi</strong>: 0,59 g (acido oleico 18:1 omega-9)</p>
<p style="padding-left: 40px;">grassi polinsaturi: 0,24 g (acido linoleico 18:2 omega-6)</p>
<p style="padding-left: 40px;"><strong>rapporto SFA/MUFA/PUFA: 9/65/26</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>LATTE DI NOCCIOLA</strong></p>
<p style="padding-left: 40px;">È una bevanda ricca di amminoacidi essenziali, sali minerali, antiossidanti, vitamina E e B.</p>
<p style="padding-left: 40px;">GRASSI TOTALI: 3,2 g</p>
<p style="padding-left: 40px;">grassi saturi: 0,2 g</p>
<p style="padding-left: 40px;"><strong>grassi monoinsaturi</strong>: 2,5 g</p>
<p style="padding-left: 40px;">grassi polinsaturi: 0,5 g</p>
<p style="padding-left: 40px;"><strong>rapporto SFA/MUFA/PUFA: 6/78/16</strong></p>
<h3><span style="font-size: 18pt; color: #737373;"><span style="font-size: 12pt;">• BEVANDE VEGETALI ricche di ACIDI GRASSI POLINSATURI (PUFA)<br /></span></span></h3>
<p><strong>LATTE DI SOIA</strong></p>
<p style="padding-left: 40px;">Si tratta di una bevanda ricca di vitamina B2 e rame.</p>
<p style="padding-left: 40px;">Tra tutte le fonti proteiche vegetali, la soia è il legume più ricco di amminoacidi essenziali e, per questo, il latte di soia è quello che si avvicina di più al latte vaccino per contenuto in proteine.</p>
<p style="padding-left: 40px;">GRASSI TOTALI: 1,47 g</p>
<p style="padding-left: 40px;">grassi saturi: 0,2 g</p>
<p style="padding-left: 40px;">grassi monoinsaturi: 0,4 g</p>
<p style="padding-left: 40px;"><strong>grassi polinsaturi</strong>: 0,9 g (di cui 0,6 g di acido linoleico 18:2 omega-6 e 0,08 g di acido alfa-linolenico 18:3 omega-3)</p>
<p style="padding-left: 40px;"><strong>rapporto SFA/MUFA/PUFA: 14/26/60</strong></p>
<h3><span style="font-size: 18pt; color: #737373;"><span style="font-size: 12pt;">• BEVANDE VEGETALI con altre caratteristiche rilevanti dal punto di vista lipidomico</span></span></h3>
<p>Un aspetto che vogliamo tenere in considerazione in questa rassegna è la ripercussione degli alimenti ad elevato indice glicemico sull&#8217;equilibrio lipidomico. Questa è data principalmente da due ragioni:</p>
<p>1) attraverso la segnalazione dell&#8217;insulina, viene promossa la biosintesi di acidi grassi saturi (acido palmitico in primis) che portano a rallentamento della funzione epatica e favoriscono una condizione di insulino-resistenza.</p>
<p>2) alti livelli di zucchero nel sangue favoriscono stati infiammatori ed ossidativi.</p>
<p style="padding-left: 40px;">Il LATTE DI RISO ed il LATTE DI AVENA presentano un più elevato contenuto di zuccheri rispetto alle altre bevande vegetali a base di frutta secca, rispettivamente un 9,2 g e un 10,6 g. Tuttavia, il loro indice glicemico è, rispettivamente, 85 (alto) e 40 (moderato), spingendoci a preferire il consumo di latte di avena.</p>
<p style="padding-left: 40px;">Il latte di riso, con il suo gusto dolce, viene spesso usato aggiunto ad altre bevande vegetali come dolcificante naturale.</p></div>
			</div><div class="et_pb_module et_pb_text et_pb_text_3  et_pb_text_align_left et_pb_bg_layout_light">
				
				
				
				
				<div class="et_pb_text_inner"><hr class="lpn-sep" />
<p><span style="font-size: 12pt;"><span style="color: #000080;"><strong class="credits-label">Articolo a cura del Gruppo redazionale di Lipinutragen</strong></span><br /></span></p>
<p><em><span style="font-size: 12pt;">Le informazioni riportate non devono in alcun modo sostituire il rapporto diretto tra professionista della salute e paziente.<br />I consigli alimentari presenti nell’articolo non sono da intendersi sostitutivi di un piano alimentare personalizzato e sono da adattare ai casi specifici.</span></em></p>
<hr class="lpn-sep" />
<p><span style="font-size: 8pt;"><span style="font-size: 12pt;"><strong class="credits-label">Foto:</strong> 123RF Archivio Fotografico: 93977804 : ©bondd; 92140955 : ©happylark;<br /></span></span></p>
<p class="alignnone" style="text-align: left;"><a href="https://www.lipinutragen.it/wp-content/uploads/bevande-vegetali-lipinutragen.pdf" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone wp-image-6223" src="https://www.lipinutragen.it/wp-content/uploads/scarica-pdf.png" alt="" width="35" height="35" /></a> <a href="https://www.lipinutragen.it/wp-content/uploads/bevande-vegetali-lipinutragen.pdf" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><span style="font-size: 8pt;">Download</span></a></p></div>
			</div>
			</div>
				
				
				
				
			</div>
				
				
			</div>
<p>L'articolo "<a href="https://www.lipinutragen.it/bevande-vegetali-nella-dieta-lipidomica/">LE BEVANDE VEGETALI NELLA DIETA LIPIDOMICA</a>" è online sul blog di <a href="https://www.lipinutragen.it">Lipinutragen</a></p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.lipinutragen.it/bevande-vegetali-nella-dieta-lipidomica/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>2</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>RINFORZARE L’ORGANISMO</title>
		<link>https://www.lipinutragen.it/rinforzare-organismo/</link>
					<comments>https://www.lipinutragen.it/rinforzare-organismo/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lipinutragen]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 10 Dec 2021 07:30:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Salute e nutrizione molecolare]]></category>
		<category><![CDATA[Stile di vita e prevenzione]]></category>
		<category><![CDATA[nutrizione equilibrata]]></category>
		<category><![CDATA[rinfrozare l'organismo]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.lipinutragen.it/?p=11999</guid>

					<description><![CDATA[<p>L'articolo "<a href="https://www.lipinutragen.it/rinforzare-organismo/">RINFORZARE L’ORGANISMO</a>" è online sul blog di <a href="https://www.lipinutragen.it">Lipinutragen</a></p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div class="et_pb_section et_pb_section_3 et_section_regular" >
				
				
				
				
				
				
				<div class="et_pb_row et_pb_row_3">
				<div class="et_pb_column et_pb_column_4_4 et_pb_column_3  et_pb_css_mix_blend_mode_passthrough et-last-child">
				
				
				
				
				<div class="et_pb_module et_pb_text et_pb_text_4  et_pb_text_align_left et_pb_bg_layout_light">
				
				
				
				
				<div class="et_pb_text_inner"><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-12003" src="https://www.lipinutragen.it/wp-content/uploads/rinforzo-cellulare-1.jpg" alt="rinforzo cellulare" width="800" height="342" srcset="https://www.lipinutragen.it/wp-content/uploads/rinforzo-cellulare-1.jpg 800w, https://www.lipinutragen.it/wp-content/uploads/rinforzo-cellulare-1-300x128.jpg 300w, https://www.lipinutragen.it/wp-content/uploads/rinforzo-cellulare-1-768x328.jpg 768w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /></p>
<h2><span style="color: #737373;">LA VITA IN EQUILIBRIO DINAMICO<br />
</span></h2>
<p>La nostra vita è in uno stato di continuo <strong>equilibrio dinamico</strong> per cui, in risposta a sollecitazioni di vario tipo, il nostro organismo mette in atto <strong>processi adattativi</strong> in modo da garantire il mantenimento dello stato di salute.</p>
<p>Queste sollecitazioni rappresentano fattori di stress che mettono alla prova l&#8217;equilibrio dell’organismo. Comunemente, lo <strong>stress</strong> ha una connotazione negativa; tuttavia, purché entro certi limiti, è uno <strong>stimolo</strong> al raggiungimento di un nuovo e migliore equilibrio che porta all&#8217;ottenimento di vantaggi adattativi, a livello microscopico (cellulare) o macroscopico (psicologico, immunitario, muscolare&#8230;).</p>
<h2><span style="font-size: 18pt; color: #737373;">QUANDO LO STRESS È TROPPO?<br />
</span></h2>
<p>Tutto dipende dalla relazione tra le caratteristiche del <strong>fattore stressante</strong> e la capacità del <strong>bersaglio biologico</strong> di reagire.</p>
<p>Schematicamente, un fattore stressante ha un impatto che dipende da:</p>
<p>&#8211; tipologia, entità e durata della sollecitazione</p>
<p>&#8211; capacità adattativa e/o rigenerativa (della cellula, del tessuto, dell&#8217;organismo, della psiche&#8230;).</p>
<p>Basti pensare che una malattia o una fragilità possono trasformare uno stress normalmente tollerabile in qualcosa di insormontabile.</p>
<h2><span style="font-size: 18pt; color: #737373;">L&#8217;ADATTAMENTO e LA DIFESA CELLULARE<br />
</span></h2>
<p>A livello cellulare, un fattore stressante può: innescare una risposta adattativa, creare un danno reversibile oppure creare un danno irreversibile e portare alla morte cellulare (apoptosi).</p>
<p>La tipologia di risposta può dipendere dal tipo di cellula colpito. Esistono infatti <strong>tessuti</strong> <strong>che si rinnovano</strong> continuamente mediante la rapida sostituzione delle cellule danneggiate con nuove cellule sane (ad esempio: epidermide, mucosa gastro-intestinale, respiratoria, uro-genitale&#8230;)</p>
<p>Al contrario, se il danno riguarda le cosiddette <strong>cellule perenni</strong> (ad es. i neuroni e le cellule del muscolo cardiaco), il danno porta ad una perdita irreversibile di tessuto, che viene reintegrato da tessuto connettivo.</p>
<h2><span style="font-size: 18pt; color: #737373;">LA RISPOSTA CELLULARE<br />
</span></h2>
<p>Quindi, se la risposta ad un fattore stressante è soggettiva, ognuno di noi può determinare il proprio stato di salute, affinché l&#8217;organismo possa adeguatamente far fronte alle sollecitazioni quotidiane.</p>
<p>La <strong>cura della salute fisica e mentale</strong>, in termini di prevenzione, dipende da esercizio fisico, nutrizione e sonno.</p>
<p>Oggi la vita di un individuo nel mondo occidentale è fortemente influenzata da scarsa attività fisica, da disturbi del sonno, da uno stile di vita stressante e da una dieta squilibrata, povera di nutrienti e ricca di cibo “spazzatura”.</p>
<h2><span style="font-size: 18pt; color: #737373;">RINFORZO CELLULARE con ANTIOSSIDANTI<br />
</span></h2>
<p>La formazione di <strong>radicali liberi</strong> è parte essenziale dei processi vitali e adattativi, anche nella risposta ad infezioni. Per questo motivo, un organismo in buona salute è in grado di usarli a proprio vantaggio e, successivamente, neutralizzarli, mediante la produzione di molecole ad azione antiossidante (per evitare un danno ossidativo).</p>
<p>Tuttavia, <strong>fattori ambientali</strong> come raggi ultravioletti (esposizione solare), fumo e inquinamento possono consumare le difese antiossidanti naturali.</p>
<p>Frutta e verdura sono ricche di molecole ad azione antiossidante e per questa ragione se ne raccomanda sempre un consumo adeguato nella dieta abituale. In aggiunta, se ne viene accertato il bisogno, un supporto antiossidante mediante un’integrazione può aiutare l&#8217;organismo a far fronte a un momento di scarsa difesa cellulare.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-12001" src="https://www.lipinutragen.it/wp-content/uploads/nutrizione-equilibrata-1.jpg" alt="nutrizione equilibrata" width="800" height="342" srcset="https://www.lipinutragen.it/wp-content/uploads/nutrizione-equilibrata-1.jpg 800w, https://www.lipinutragen.it/wp-content/uploads/nutrizione-equilibrata-1-300x128.jpg 300w, https://www.lipinutragen.it/wp-content/uploads/nutrizione-equilibrata-1-768x328.jpg 768w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /></p>
<h2><span style="font-size: 18pt; color: #737373;">RINFORZO CELLULARE con ACIDI GRASSI POLINSATURI<br />
</span></h2>
<p>La risposta ai fattori di stress è determinata anche dall&#8217;attivazione di risposte infiammatorie e immunitarie. Esistono infatti delle vere e proprie linee di difesa cellulare, principalmente localizzate nelle zone-barriera dell’organismo (epitelio intestinale, pelle, mucose) che sono responsabili dell&#8217;efficacia della protezione nei confronti delle aggressioni esterne.</p>
<p>Attraverso l&#8217;alimentazione é possibile assicurare una buona difesa immunitaria e una risposta antinfiammatoria; l&#8217;assunzione di acidi grassi polinsaturi (PUFA) omega-6 e omega-3 permette di garantire un&#8217;adeguata risposta infiammatoria e il suo necessario spegnimento (risoluzione).</p>
<p>Nello specifico, l&#8217;equilibrio pro infiammatorio e risolutorio può essere garantito mediante il consumo di acidi grassi essenziali <strong>acido linoleico</strong> (omega-6) e <strong>acido alfa-linolenico</strong> (omega-3), così come di semi-essenziali (<strong>EPA</strong> e <strong>DHA</strong>, omega-3). Al bisogno, il consumo di integratori alimentari, in formulazione bilanciata e mirata all&#8217;incorporazione in membrana, permette il raggiungimento dell’ottimale rapporto omega-6 e omega-3.</p>
<hr class="lpn-sep" />
<p><span style="color: #737373; font-size: 12pt;"><span style="color: #737373;">PER APPROFONDIRE su LIPIMAGAZINE:</span></span></p>
<ul>
<li><a href="https://www.lipinutragen.it/omega-3-alleati-del-sistema-immunitario/" target="_blank" rel="noopener">Omega-3 alleati del sistema immunitario</a></li>
<li><a href="https://www.lipinutragen.it/grassi-ed-equilibrio-cellule-epiteliali/" target="_blank" rel="noopener">Grassi ed equilibrio cellule epiteliali</a></li>
<li><a href="https://www.lipinutragen.it/infiammazione-un-bene-o-un-male/" target="_blank" rel="noopener">INFIAMMAZIONE: UN BENE O UN MALE?</a></li>
<li><a href="https://www.lipinutragen.it/integrazione-antiossidante/" target="_blank" rel="noopener">INTEGRAZIONE ANTIOSSIDANTE</a></li>
</ul>
<hr class="lpn-sep" />
<p><span style="font-size: 12pt;"><span style="color: #737373;"><span style="color: #737373;"><strong class="credits-label">Articolo a cura del Gruppo redazionale di Lipinutragen</strong></span></span><br />
</span></p>
<p><em><span style="font-size: 12pt;">Le informazioni riportate non devono in alcun modo sostituire il rapporto diretto tra professionista della salute e paziente. I consigli alimentari presenti nell’articolo non sono da intendersi sostitutivi di un piano alimentare personalizzato e sono da adattare ai casi specifici</span></em></p>
<hr class="lpn-sep" />
<p><span style="font-size: 8pt;"><span style="font-size: 12pt;"><strong class="credits-label">Foto:</strong> 123RF Archivio Fotografico: 131748594 : ©aamulya | 62247545 : ©artqu</span></span></p>
<p class="alignnone" style="text-align: left;"><a href="https://www.lipinutragen.it/wp-content/uploads/RINFORZARE-ORGANISMO-lipinutragen.pdf" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone wp-image-6223" src="https://www.lipinutragen.it/wp-content/uploads/scarica-pdf.png" alt="" width="35" height="35" /></a> <a href="https://www.lipinutragen.it/wp-content/uploads/RINFORZARE-ORGANISMO-lipinutragen.pdf" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><span style="font-size: 8pt;">Download</span></a></p></div>
			</div>
			</div>
				
				
				
				
			</div>
				
				
			</div>
<p>L'articolo "<a href="https://www.lipinutragen.it/rinforzare-organismo/">RINFORZARE L’ORGANISMO</a>" è online sul blog di <a href="https://www.lipinutragen.it">Lipinutragen</a></p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.lipinutragen.it/rinforzare-organismo/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>SENSIBILITÀ DELLA PELLE</title>
		<link>https://www.lipinutragen.it/sensibilita-della-pelle/</link>
					<comments>https://www.lipinutragen.it/sensibilita-della-pelle/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lipinutragen]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 29 Oct 2021 06:30:26 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Salute e nutrizione molecolare]]></category>
		<category><![CDATA[Stile di vita e prevenzione]]></category>
		<category><![CDATA[sensibilità cutanea]]></category>
		<category><![CDATA[sensibilità della pelle]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.lipinutragen.it/?p=11937</guid>

					<description><![CDATA[<p>L'articolo "<a href="https://www.lipinutragen.it/sensibilita-della-pelle/">SENSIBILITÀ DELLA PELLE</a>" è online sul blog di <a href="https://www.lipinutragen.it">Lipinutragen</a></p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div class="et_pb_section et_pb_section_4 et_section_regular" >
				
				
				
				
				
				
				<div class="et_pb_row et_pb_row_4">
				<div class="et_pb_column et_pb_column_4_4 et_pb_column_4  et_pb_css_mix_blend_mode_passthrough et-last-child">
				
				
				
				
				<div class="et_pb_module et_pb_text et_pb_text_5  et_pb_text_align_left et_pb_bg_layout_light">
				
				
				
				
				<div class="et_pb_text_inner"><p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-11842" src="https://www.lipinutragen.it/wp-content/uploads/Prurito-pelle.jpg" alt="" width="800" height="425" /></p>
<h2><span style="color: #737373;">LA BARRIERA CUTANEA<br /></span></h2>
<p>La barriera cutanea è una delle prime linee di protezione contro gli agenti esterni, fra i quali agenti irritanti, allergeni, batteri e virus, radicali liberi e raggi UV. È quindi comprensibile come <strong>un danno protratto sulla barriera cutanea possa rappresentare un rischio</strong> per la salute generale dell’organismo.</p>
<p>La pelle non è solo una barriera fisica, ma anche funzionale e selettivamente permeabile. A garanzia della sua efficienza, <strong>sullo strato esterno</strong>, cioè lo strato corneo, <strong>vi è una matrice lipidica</strong> continua che crea una barriera che impedisce la perdita e l’ingresso di acqua. Questa pellicola è <strong>composta da colesterolo, acidi grassi liberi e ceramidi</strong>.</p>
<h2><span style="font-size: 18pt; color: #737373;">BARRIERA LIPIDICA E PATOLOGIE DELLA PELLE<br /></span></h2>
<p>La pellicola che ricopre lo strato corneo svolge un ruolo cruciale e si mostra alterata nei soggetti affetti da patologie cutanee come dermatite e psoriasi.</p>
<p>Queste patologie cutanee, tuttavia, hanno radici profonde che coinvolgono la de-regolazione immunitaria e l’infiammazione cronica; quest&#8217;ultima caratterizzata da una aumentata e sostenuta produzione di citochine pro- infiammatorie e da un importante stress ossidativo. A parte la genetica e i fattori ambientali è emerso che <strong>la nutrizione possa svolgere un ruolo determinante sulla modulazione della risposta immunologica e infiammatoria</strong> e, quindi, nell&#8217;insorgenza di patologie cutanee ad esse correlate.</p>
<h2><span style="font-size: 18pt; color: #737373;">PSORIASI E NUTRIENTI<br /></span></h2>
<p>La <strong>psoriasi</strong> è una patologia autoimmunitaria, infiammatoria, molto diffusa e ubiquitaria, di natura multifattoriale, caratterizzata da un&#8217;alterata regolazione del sistema immunitario, sia innato che adattativo, che comporta l&#8217;attivazione di classi specifiche di cellule e la produzione di citochine pro-infiammatorie. In questa cascata di eventi, l’infiammazione svolge un ruolo fondamentale favorendo il mantenimento di questo stato di alterata reattività immunitaria, nonchè l&#8217;apparizione delle tipiche lesioni cutanee e il coinvolgimento articolare (artrite psoriasica). Poiché l’infiammazione è modulata dai nutrienti, non sorprende che la dieta possa influenzarne il decorso. Infatti, diversi nutrienti sono stati esaminati e in <strong>particolare acidi grassi, vitamine, minerali, e fitochimici si sono dimostrati un valido aiuto in soggetti affetti da psoriasi</strong>.</p>
<h2><span style="font-size: 18pt; color: #737373;">ACIDI GRASSI OMEGA-3 e OMEGA-6, ESSENZIALI PER LA PELLE<br /></span></h2>
<p>Gli acidi grassi polinsaturi hanno un ruolo cruciale nell’infiammazione e nell’immunità. Una dieta ricca di acidi grassi polinsaturi (omega-3 e omega-6) comporta una diminuzione dei livelli di proteina C reattiva e di interleuchina 8, una citochina pro-infiammatoria.</p>
<p>Gli <strong>acidi grassi omega-3</strong> sono considerati molecole in grado di abbassare il livello infiammatorio competendo con gli omega-6 per gli stessi enzimi; il <a href="https://www.lipinutragen.it/acidi-grassi-essenziali-per-la-pelle/" target="_blank" rel="noopener"><u>rapporto omega-6/omega-3</u></a>, misurato nella membrana dell&#8217;eritrocita maturo, è quindi significativo per il mantenimento di un ambiente metabolico sano. L’acido eicosapentaenoico (EPA) e l’acido docosaesaenoico (DHA) permettono una riduzione della proteina C reattiva circolante, marcatore dell’infiammazione caratteristico delle patologie a base immunologica.</p>
<p>EPA e DHA vengono inoltre metabolizzati rispettivamente in resolvina E1 e D1 ad azione risolutiva dell&#8217;infiammazione e, per questa ragione, si suppone che abbiano effetti antipsoriasici. Una dieta ricca, ma controllata, di <a href="https://www.lipinutragen.it/omega-3-alleati-del-sistema-immunitario/" target="_blank" rel="noopener"><u>EPA e DHA</u></a>, dunque può migliorare l&#8217;infiammazione implicata nelle lesioni cutanee.</p>
<p>Fonti alimentari di questi nutrienti sono soprattutto i pesci grassi come il pesce azzurro, che andrebbe consumato tre volte alla settimana, preparato in modo semplice, senza troppo condimento e cotto a temperature non troppo alte per il tempo strettamente necessario.</p>
<p>Fra gli acidi grassi, l’acido diomo-gamma-linolenico (DGLA) riveste un ruolo interessante per ciò che riguarda in particolare la dermatite. Il <strong>DGLA è un omega-6</strong>, coinvolto e correlato con lo stato di salute della pelle. Il DGLA e i suoi metaboliti mostrano proprietà antinfiammatori e sono correlati con la produzione di ceramide, avendo così un effetto regolatorio sui meccanismi funzionali della barriera cutanea.</p>
<p>La pelle “dipende” quindi dal fegato per quanto riguarda la produzione di DGLA. La salute del fegato si rivela fondamentale per la salute della pelle e, qualora ne venga accertata una carenza nelle membrane cellulari, l’acido diomo-gamma-linolenico può essere assunto mediante nutraceutico, dato che in natura si trova solo in fonti non alimentari (olio di enotera e olio di borragine).</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-11844" src="https://www.lipinutragen.it/wp-content/uploads/Pelle-secca-arricchita-con-vitamine.jpg" alt="" width="800" height="299" /></p>
<h2><span style="font-size: 18pt; color: #737373;">MICRONUTRIENTI<br /></span></h2>
<p>Di grande rilevanza per la salute della pelle, soprattutto in caso di patologie mediate dallo stress ossidativo come la psoriasi, risultano essere i micronutrienti e gli oligoelementi.</p>
<p>Gli oligoelementi sono strettamente correlati all&#8217;immunità e all&#8217;infiammazione della pelle e la loro integrazione può essere un potenziale target nei pazienti affetti da psoriasi.</p>
<p>Lo <strong>zinco</strong> è un elemento essenziale per la proliferazione e la differenziazione dei cheratinociti della pelle.</p>
<p>Il <strong>rame</strong> è coinvolto nella formazione della matrice extracellulare, nella sintesi e nella stabilizzazione delle proteine cutanee e nell&#8217;angiogenesi. Studi clinici hanno dimostrato che il rame favorisce l&#8217;elasticità della pelle oltre a sostenere la guarigione delle lesioni.</p>
<p>Il <strong>ferro</strong> è un catalizzatore della biossidazione e diversi studi hanno dimostrato che le radiazioni ultraviolette e il contenuto di ferro nelle cellule della pelle nel periodo post-menopausale aumentano molto rapidamente riducendo la capacità antiossidante della pelle e favorendo un invecchiamento più precoce, che grava sulle capacità rigenerative delle lesioni cutanee.</p>
<p>La carenza di <strong>selenio</strong> nella dieta compromette le capacità antiossidanti rendendo la pelle più sensibile allo stress ossidativo dovuto in particolare alle radiazioni ultraviolette. Il selenio e le proteine che lo legano sono poi essenziali nello sviluppo e nella funzione dei cheratinociti.</p>
<h2><span style="font-size: 18pt; color: #737373;">VITAMINE<br /></span></h2>
<p>La carenza di alcune vitamine influisce sulla capacità difensiva antiossidante della pelle. In particolare, le <a href="https://www.lipinutragen.it/integrazione-antiossidante/" target="_blank" rel="noopener"><strong><u>vitamine A, C, E</u></strong></a>, potenti antiossidanti non devono mai mancare nella dieta, che deve prevedere frutti gialli e rossi, verdure rosso-violetto e frutta secca a guscio. La <strong>vitamina B12</strong>, contenuta in tutti gli alimenti di origine animale come carne, pesce, prodotti caseari, uova, è un nutriente che contribuisce al mantenimento del giusto equilibrio fra stato ossidativo ed azione antiossidante.</p>
<p>La <strong>vitamina D,</strong> infine, è un modulatore chiave dell&#8217;infiammazione, agendo sul rapporto monociti/macrofagi, e modera la produzione di una serie di citochine responsabili del mantenimento dello stato infiammatorio.</p>
<h2><span style="font-size: 18pt; color: #737373;">FITOCHIMICI<br /></span></h2>
<p>Ultimi, ma non per rilevanza, sono i <strong>polifenoli,</strong> metaboliti secondari di verdure, frutta, thè e olio d’oliva. Per le loro evidenti proprietà antiossidanti, i polifenoli non solo dovrebbero rappresentare un elemento fondamentale della dieta, ma potrebbero essere un determinante per la cura cosmetica della pelle. I polifenoli del thè, la curcumina, i flavonoidi, il resveratrolo dell&#8217;uva riducono il danno ossidativo e l&#8217;infiammazione della pelle attraverso i loro naturali effetti antiossidanti e antinfiammatori, principalmente inibendo la degradazione del collagene.</p>
<hr class="lpn-sep" />
<p><span style="color: #737373; font-size: 12pt;"><span style="color: #737373;"><strong class="credits-label">Bibliografia:</strong><br /></span></span><span style="font-size: 12pt;">[1] Thulja Trikamjee, Pasquale Comberiati, Enza D&#8217;Auria, Diego Peroni and Gian Vincenzo Zuccotti Front. , 12 January 2021 Nutritional Factors in the Prevention of Atopic Dermatitis in Children.</span><br /><span style="font-size: 12pt;">[2] Zuccotti, M. Oliveri, C. Girometta, D. Ratto, C. Di Iorio, A. Occhinegro, P. Rossi Nutritional strategies for psoriasis: current scientific evidence in clinical trials Eur Rev Med Pharmacol Sci Year: 2018 Vol. 22 &#8211; N. 23 Pages: 8537 8551</span><br /><span style="font-size: 12pt;">[3] nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC7432353/</span><br /><span style="font-size: 12pt;">[4] nlm.nih.gov/30865402/</span><br /><span style="font-size: 12pt;">[5] nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC7432353</span>/</p>
<hr class="lpn-sep" />
<p><span style="color: #737373; font-size: 12pt;"><span style="color: #737373;">PER APPROFONDIRE su LIPIMAGAZINE:</span></span></p>
<p><a href="https://www.lipinutragen.it/integrazione-di-omega/" target="_blank" rel="noopener"><span style="font-size: 12pt;">https://www.lipinutragen.it/integrazione-di-omega/</span></a><br /><a href="https://www.lipinutragen.it/stress-trigger-autoimmunita/" target="_blank" rel="noopener"><span style="font-size: 12pt;">https://www.lipinutragen.it/stress-trigger-autoimmunita/</span></a><br /><a href="https://www.lipinutragen.it/infiammazione-un-bene-o-un-male/" target="_blank" rel="noopener"><span style="font-size: 12pt;">https://www.lipinutragen.it/infiammazione-un-bene-o-un-male/</span></a></p>
<hr class="lpn-sep" />
<p><span style="color: #737373; font-size: 12pt;"><span style="color: #737373;">Articolo a cura della <a href="https://nutrizionistapuglia.wixsite.com/dr-nicolettabocchino/cucineinsincrono">Dr.ssa Nicoletta Bocchino</a> – Biologo Nutrizionista</span></span><span style="font-size: 12pt;"></span></p>
<hr class="lpn-sep" />
<p><span style="font-size: 8pt;"><span style="font-size: 12pt;"><strong class="credits-label">Foto:</strong> 123RF Archivio Fotografico: 42136900 : ©tharakorn | 128234135 : ©kseniabravo</span></span></p>
<p class="alignnone" style="text-align: left;"><a href="https://www.lipinutragen.it/wp-content/uploads/SENSIBILITaDELLA-PELLE-Lipinutragen.pdf" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone wp-image-6223" src="https://www.lipinutragen.it/wp-content/uploads/scarica-pdf.png" alt="" width="35" height="35" /></a> <a href="https://www.lipinutragen.it/wp-content/uploads/SENSIBILITaDELLA-PELLE-Lipinutragen.pdf" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><span style="font-size: 8pt;">Download</span></a></p></div>
			</div>
			</div>
				
				
				
				
			</div>
				
				
			</div>
<p>L'articolo "<a href="https://www.lipinutragen.it/sensibilita-della-pelle/">SENSIBILITÀ DELLA PELLE</a>" è online sul blog di <a href="https://www.lipinutragen.it">Lipinutragen</a></p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.lipinutragen.it/sensibilita-della-pelle/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>PREVENIRE L’OBESITÀ INFANTILE</title>
		<link>https://www.lipinutragen.it/prevenire-obesita-infantile/</link>
					<comments>https://www.lipinutragen.it/prevenire-obesita-infantile/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lipinutragen]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 01 Sep 2021 06:30:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Salute e nutrizione molecolare]]></category>
		<category><![CDATA[Stile di vita e prevenzione]]></category>
		<category><![CDATA[obesità]]></category>
		<category><![CDATA[obesità infantile]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.lipinutragen.it/?p=11806</guid>

					<description><![CDATA[<p>L'articolo "<a href="https://www.lipinutragen.it/prevenire-obesita-infantile/">PREVENIRE L’OBESITÀ INFANTILE</a>" è online sul blog di <a href="https://www.lipinutragen.it">Lipinutragen</a></p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div class="et_pb_section et_pb_section_5 et_section_regular" >
				
				
				
				
				
				
				<div class="et_pb_row et_pb_row_5">
				<div class="et_pb_column et_pb_column_4_4 et_pb_column_5  et_pb_css_mix_blend_mode_passthrough et-last-child">
				
				
				
				
				<div class="et_pb_module et_pb_text et_pb_text_6  et_pb_text_align_left et_pb_bg_layout_light">
				
				
				
				
				<div class="et_pb_text_inner"><p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-11817" src="https://www.lipinutragen.it/wp-content/uploads/prevenire-obesita-infantile.jpg" alt="preventire obesità infantile" width="800" height="342" srcset="https://www.lipinutragen.it/wp-content/uploads/prevenire-obesita-infantile.jpg 800w, https://www.lipinutragen.it/wp-content/uploads/prevenire-obesita-infantile-300x128.jpg 300w, https://www.lipinutragen.it/wp-content/uploads/prevenire-obesita-infantile-768x328.jpg 768w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /></p>
<h2><span style="color: #737373;">OBESITÀ INFANTILE: il ruolo dell&#8217;ambiente<br /></span></h2>
<p>Secondo gli ultimi report epidemiologici dell&#8217;Organizzazione Mondiale della Sanità, in Italia, <strong>più del 40% dei bambini nella fascia di età 6-9 anni ha problemi di peso</strong>: 23% sono in sovrappeso, 15% obesi (classe I), 4% obesi (classe II) [1].</p>
<p>In un precedente <a href="https://www.lipinutragen.it/obesita-infantile/" target="_blank" rel="noopener">articolo</a> abbiamo affrontato il ruolo della condizione metabolica della gestante nella programmazione del comportamento verso il cibo del nascituro. Questa è la <strong>causa di un <em>imprinting</em> biologico</strong> che predispone il bambino a sviluppare sovrappeso e obesità durante l&#8217;infanzia e l&#8217;adolescenza.</p>
<p>Tuttavia, <strong>l&#8217;obesità è una condizione multifattoriale </strong>che viene determinata dall&#8217;interazione dell&#8217;individuo con un ambiente, domestico o di comunità, che facilita le cattive abitudini, a scapito di quelle più salutari.</p>
<h2><span style="font-size: 18pt; color: #737373;">L&#8217;ambiente obesogenico<br /></span></h2>
<p>Un <strong>ambiente</strong> che favorisce lo sviluppo di una condizione di obesità o che stimola comportamenti che portano all&#8217;eccesso di peso si definisce <strong>obesogenico</strong>.</p>
<p>Secondo questa definizione nelle città in cui viviamo possiamo individuare varie categorie di fattori esterni obesogenici: <strong>fattori che favoriscono la SEDENTARIETÀ</strong> e <strong>fattori che favoriscono ABITUDINI ALIMENTARI SCORRETTE</strong>.</p>
<h2><span style="font-size: 18pt; color: #737373;">Educazione alimentare a scuola<br /></span></h2>
<p>Nella popolazione infantile e adolescenziale, nel pieno del suo sviluppo fisico e intellettivo, le ripercussioni dei fattori obesogeni sulla salute si acutizzano. Inoltre, <strong>nell&#8217;età scolare si definiscono le abitudini che i bambini si porteranno dietro per tutta la vita</strong>, fra queste anche quelle alimentari. Considerando le ore che ogni bambino passa a scuola, questa può avere una forte influenza ed essere parte della soluzione, assieme alle famiglie, per modificare e/o scongiurare i determinanti dell&#8217;obesità.</p>
<p>La scuola è il luogo ideale per attuare i principali sforzi educativi in termini di prevenzione. In effetti, è sempre più diffusa la preoccupazione per la salute del bambino, tanto che le scuole primarie e secondarie hanno attivato molteplici linee di intervento. Dall&#8217;introduzione di ore dedicate alla <strong>educazione alimentare</strong>, all&#8217;aumento delle ore di <strong>educazione fisica</strong>, alla <strong>pianificazione dei menu</strong> delle mense in collaborazione con specialisti della nutrizione affinché si rispettino razioni e frequenze raccomandate di consumo giornaliero di macro e micronutrienti.</p>
<h3><span style="font-size: 18pt; color: #737373;">Il ritorno a scuola sano ed equilibrato<br /></span></h3>
<p>Per evitare che la scuola si configuri come un ambiente obesogenico, i genitori possono prestare attenzione:</p>
<ul>
<li>alle ore di <strong>educazione fisica</strong> e di <strong>attività ricreativa</strong> all&#8217;aria aperta previste;</li>
<li>alle attività che <strong>incoraggiano gli spostamenti</strong> da/per la scuola a piedi o in bicicletta;</li>
<li>alla <strong>tipologia di alimenti</strong> disponibili per la merenda e nei menù della mensa: ad esempio la prevalenza di bibite zuccherate, dolci industriali, affettati ed insaccati, pane industriale e pizza a scapito di cereali, legumi, pesce, frutta e verdura;</li>
<li>alla <strong>presentazione degli alimenti</strong>: ad esempio la frequenza di fritti, purè e creme di verdure, crocchette di pesce o pollo;</li>
<li>alla <strong>variabilità stagionale</strong> degli alimenti.</li>
</ul>
<h2><span style="font-size: 18pt; color: #737373;">3 idee di merenda<br /></span></h2>
<p>Per iniziare al meglio l&#8217;anno scolastico, vi diamo <strong>3 idee di snack</strong> per la merenda:</p>
<p><strong><br />1:</strong> pane integrale con formaggio fresco e crema spalmabile di pomodorini secchi e noci</p>
<p><strong><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-11730 alignnone" src="https://www.lipinutragen.it/wp-content/uploads/merenda1.jpg" alt="" width="800" height="267" /></strong></p>
<p><strong><br />2:</strong> hummus di ceci con bastoncini di carote crude (o altra tipologia di verdura cruda: cetrioli, finocchio, sedano)</p>
<p><strong><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-11732 alignnone" src="https://www.lipinutragen.it/wp-content/uploads/merenda2.jpg" alt="" width="800" height="267" /></strong></p>
<p><strong><br />3:</strong> yogurt magro con frutta e topping di frutta secca (preferire nocciole e noci per il contenuto di grassi – rispettivamente &#8211; monoinsaturi e omega-3)</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-11734" src="https://www.lipinutragen.it/wp-content/uploads/merenda3.jpg" alt="" width="800" height="267" /></p>
<hr class="lpn-sep" />
<p><span style="font-size: 12pt;"><span style="color: #003366;">Referenze:</span></span></p>
<p><span style="font-size: 12pt;">[1] World Health Organization (WHO) European Childhood Obesity Surveillance Initiative (COSI); Spinelli A, Buoncristiano M, Kovacs VA, et al. Prevalence of Severe Obesity among Primary School Children in 21 European Countries. Obes Facts. 2019;12(2):244-258. doi:10.1159/000500436</span></p>
<hr class="lpn-sep" />
<p><span style="font-size: 12pt;"><span style="color: #003366;">Per approfondire su LipiMagazine:</span><strong><span style="color: #003366;"><br /></span></strong></span></p>
<p><span style="font-size: 12pt;"><a href="https://www.lipinutragen.it/rapporti-sociali-obesita/" target="_blank" rel="noopener">Il “peso” dei rapporti sociali nell’obesità</a><br /></span></p>
<hr class="lpn-sep" />
<p><span style="color: #737373; font-size: 12pt;"><span style="color: #737373;"><strong class="credits-label">Articolo a cura del Gruppo redazionale di Lipinutragen</strong><br /></span></span><span style="font-size: 12pt;">Le informazioni riportate non devono in alcun modo sostituire il rapporto diretto tra professionista della salute e paziente.<br />I consigli alimentari presenti nell’articolo non sono da intendersi sostitutivi di un piano alimentare personalizzato e sono da adattare ai casi specifici.</span><span style="font-size: 12pt;"></span></p>
<hr class="lpn-sep" />
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="font-size: 8pt;"><span style="font-size: 12pt;"><strong class="credits-label">Foto:</strong> 123RF Archivio Fotografico: 56185566 : ©IKO<br /></span></span></p>
<p class="alignnone" style="text-align: left;"><a href="https://www.lipinutragen.it/wp-content/uploads/Prevenire-obesita-infantile-lipinutragen.pdf" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone wp-image-6223" src="https://www.lipinutragen.it/wp-content/uploads/scarica-pdf.png" alt="" width="35" height="35" /></a> <a href="https://www.lipinutragen.it/wp-content/uploads/Prevenire-obesita-infantile-lipinutragen.pdf" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><span style="font-size: 8pt;">Download</span></a></p></div>
			</div>
			</div>
				
				
				
				
			</div>
				
				
			</div>
<p>L'articolo "<a href="https://www.lipinutragen.it/prevenire-obesita-infantile/">PREVENIRE L’OBESITÀ INFANTILE</a>" è online sul blog di <a href="https://www.lipinutragen.it">Lipinutragen</a></p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.lipinutragen.it/prevenire-obesita-infantile/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>ENDOMETRIOSI e SUPPORTO DALLA DIETA</title>
		<link>https://www.lipinutragen.it/endometriosi-e-supporto-dalla-dieta/</link>
					<comments>https://www.lipinutragen.it/endometriosi-e-supporto-dalla-dieta/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lipinutragen]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 30 Apr 2021 10:30:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Salute e nutrizione molecolare]]></category>
		<category><![CDATA[Stile di vita e prevenzione]]></category>
		<category><![CDATA[Endometriosi]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.lipinutragen.it/?p=9452/</guid>

					<description><![CDATA[<p>L'articolo "<a href="https://www.lipinutragen.it/endometriosi-e-supporto-dalla-dieta/">ENDOMETRIOSI e SUPPORTO DALLA DIETA</a>" è online sul blog di <a href="https://www.lipinutragen.it">Lipinutragen</a></p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div class="et_pb_section et_pb_section_6 et_section_regular" >
				
				
				
				
				
				
				<div class="et_pb_row et_pb_row_6">
				<div class="et_pb_column et_pb_column_4_4 et_pb_column_6  et_pb_css_mix_blend_mode_passthrough et-last-child">
				
				
				
				
				<div class="et_pb_module et_pb_text et_pb_text_7  et_pb_text_align_left et_pb_bg_layout_light">
				
				
				
				
				<div class="et_pb_text_inner"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-11115 aligncenter" src="https://www.lipinutragen.it/wp-content/uploads/Endometriosi.jpg" alt="" width="770" height="275" /></p>
<h2><span style="color: #737373;">Endometriosi: come si manifesta<br />
</span></h2>
<p>L&#8217;endometriosi è una malattia ginecologica, caratterizzata dalla <strong>crescita di tessuto endometriale fuori dalla sua localizzazione fisiologica</strong>, come il miometrio, l&#8217;ovaio e il peritoneo con conseguente infiammazione, fibrosi, formazione di aderenze e sanguinamento durante la mestruazione.</p>
<p>Questa patologia è spesso associata a dolore pelvico e subfertilità e condiziona gravemente la qualità della vita delle donne in età riproduttiva. Spesso le donne colpite necessitano di intervento chirurgico quando la terapia farmacologica fallisce. La sua prevalenza è di circa il 10% e <strong>ogni anno vengono colpite fino a 7 donne su 1000</strong> oltre a un’altra rilevante percentuale di casi non diagnosticati e addirittura alcuni studi suggeriscono che ogni donna possa avere l’endometriosi come fenomeno transitorio dell’età fertile.</p>
<p>L&#8217;esatto meccanismo patogenetico non è ancora completamente chiaro, ma le <strong>ipotesi</strong> <strong>accettate</strong> sono:</p>
<ul>
<li>la mestruazione retrograda</li>
<li>la suscettibilità genetica o immunologica</li>
<li>i resti dei dotti Mulleriani, strutture embrionali da cui si sviluppano tube, utero e cervice e che non si differenzierebbero completamente durante lo sviluppo fetale</li>
<li>esposizione a interferenti endocrini cioè sostanze che alterano la funzionalità del sistema endocrino.</li>
</ul>
<p>Il menarca precoce, la menopausa tardiva e l’obesità possono contribuire all’esposizione prolungata agli estrogeni endogeni che contribuisce all&#8217;insorgere della patologia.</p>
<p>L&#8217;endometriosi è associata a un <strong>aumentato rischio</strong> di sviluppare patologie autoimmunitarie e varie forme di carcinoma, non solo coinvolgenti l’apparato riproduttore.</p>
<h3><span style="font-size: 18pt; color: #737373;">Infiammazione cronica ed endometriosi<br />
</span></h3>
<p>Lo <strong>squilibrio ormonale</strong> nell&#8217;endometriosi causa principalmente le alterazioni di molteplici funzioni cellulari ed è alla base di uno stato di <strong>infiammazione cronica</strong> che perpetua e amplifica le problematiche di questa patologia durante tutto il corso della vita riproduttiva della donna<span style="text-decoration: line-through;">. </span>Lo stato infiammatorio cronico è anche alla base dell’alterazione del segnale del dolore, e ne aumenta progressivamente la sensibilità.</p>
<p>Nell&#8217;endometriosi, vengono prodotti diversi mediatori infiammatori: prostaglandine, fattore di crescita endoteliale vascolare, fattore di necrosi tumorale alfa, fattore di crescita nervoso e varie interleuchine. In particolare, le citochine fanno da messaggeri del sistema immunitario e controllano tutta una serie di processi biologici, tra cui infiammazione e riparazione, immunità innata e acquisita e angiogenesi.</p>
<h2><span style="font-size: 18pt; color: #737373;">Stress ossidativo ed endometriosi<br />
</span></h2>
<p>La risposta infiammatoria potrebbe essere il risultato dello <strong>stress ossidativo,</strong> cioè di uno squilibrio tra specie reattive dell&#8217;ossigeno (ROS) e capacità antiossidanti dell’organismo, che potrebbe essere implicato nella fisiopatologia dell&#8217;endometriosi causando una risposta infiammatoria generale nella cavità peritoneale.</p>
<p>Le <strong>specie reattive dell&#8217;ossigeno</strong> sono intermedi prodotti dal normale metabolismo dell&#8217;ossigeno e sono mediatori infiammatori noti per modulare tutta una serie di attività cellulari e per avere effetti deleteri sulla cellula e sull’organismo se l’equilibrio fisiologico con i sistemi di difesa antiossidante fosse compromesso. I macrofagi, gli eritrociti e il tessuto endometriale apoptotico che si innestano nella cavità peritoneale attraverso le mestruazioni retrograde sono ben noti induttori di stress ossidativo rilasciando fattori proossidanti e proinfiammatori, implicati nella formazione di ROS.</p>
<p>Una <strong>stretta relazione tra stress ossidativo ed endometriosi</strong> è ben documentata in letteratura. Numerosi studi preclinici hanno dimostrato che alcuni antiossidanti potrebbero diminuire efficacemente lo stato di stress ossidativo e ridurre le lesioni endometriosiche.</p>
<h2><span style="font-size: 18pt; color: #737373;">Attenzione all’alimentazione in caso di endometriosi<br />
</span></h2>
<p>Lo stile di vita è fondamentale nell’insorgenza e nel decorso di questa patologia, <strong>la dieta in particolare è</strong> <strong>in grado di controllare lo stato infiammatorio e potenziare le capacità antiossidanti dell’organismo</strong>, supportando i sistemi enzimatici di difesa fisiologici.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-9455 aligncenter" src="https://www.lipinutragen.it/wp-content/uploads/Endometriosi-e-alimentazione.jpg" alt="Endometriosi e alimentazione" width="770" height="258" /></p>
<h3><span style="font-size: 18pt; color: #737373;"><span style="font-size: 14pt;">ACIDI GRASSI</span><br />
</span></h3>
<p>L&#8217;acido <strong>alfa-linolenico</strong> (omega-3) e l&#8217;acido <strong>gamma-linolenico</strong> (omega-6) sono in grado di ridurre l&#8217;infiammazione, influenzando il tipo di eicosanoidi prodotti, in particolare prostaglandine e leucotrieni. Alimenti ricchi di questi due acidi grassi sono:</p>
<ul>
<li>oli derivati da semi di lino, noci e zucca (acido alfa-linolenico);</li>
<li>oli di borragine, ribes nero e enotera (acido gamma-linolenico).</li>
</ul>
<p>Diversi studi scientifici hanno riportato <strong>un&#8217;associazione inversa fra rischio di endometriosi e assunzione di acidi grassi polinsaturi omega-3</strong>. L&#8217;inadeguato apporto di questi grassi da parte delle donne con endometriosi, inoltre, favorisce l&#8217;infiammazione e di conseguenza lo stress ossidativo.</p>
<p>Al contrario, gli <strong>acidi grassi omega-3</strong>, competendo con gli acidi grassi omega-6, proinfiammatori, per gli stessi enzimi e sottraendoli alla catena di eventi che inducono la produzione di mediatori infiammatori, migliorano la sintomatologia e lo stato infiammatorio. Inoltre, gli omega-3 EPA e DHA sono i precursori di molecole chiamate &#8220;resolvine&#8221; che sono state viste in grado di esercitare effetto risolutivo dell’infiammazione in modelli animali. Gli studi sono ancora in corso, ma promettenti se consideriamo che l’infiammazione possa essere uno dei target terapeutici di questa patologia.</p>
<p>Invece, i <strong>grassi animali</strong> derivati da carne rossa e dai derivati del latte invece, ricchi di acido arachidonico e di grassi trans, determinano un aumento dell&#8217;infiammazione e una maggiore attività degli spasmi nell&#8217;endometriosi a causa delle prostaglandine prodotte.</p>
<h3><span style="font-size: 18pt; color: #737373;"><span style="font-size: 14pt;">ANTIOSSIDANTI</span><br />
</span></h3>
<p>Gli <strong>antiossidanti</strong> e una combinazione di <strong>vitamine</strong> e <strong>minerali</strong> influiscono positivamente sulla sintomatologia dell’endometriosi.</p>
<p>La ricerca ha suggerito che vi è <strong>un’associazione diretta fra un basso introito dietetico di vegetali apportatori di vitamine coinvolte nel supporto dei sistemi antiossidanti </strong>come la A, C, E, del sistema immunitario come la D, ed un elevato introito di acidi grassi trans, di carni rosse e alcol.</p>
<p>Gli antiossidanti, come vitamina C in grado di prevenire la perossidazione lipidica, la vitamina E e betacarotene hanno dimostrato di avere effetti positivi sull’endometriosi. È stato dimostrato che la vitamina C e gli analoghi della vitamina A esercitano effetto inibente sulla crescita e dimensioni delle cisti endometriali. Le vitamine antiossidanti E e C inoltre, potrebbero essere coinvolte nell&#8217;eliminazione dei radicali liberi e dei ROS che sono fra i responsabili della crescita e nell&#8217;adesione delle cellule endometriali. L&#8217;integrazione con vitamina C, E e n-acetil cisteina sembra inoltre essere in grado di ridurre il dolore correlato allo stress ossidativo nell&#8217;endometriosi. Fondamentale anche il coenzima Q10, presente nei pesci come salmone, sarde, alici, sgombri e potente antiossidante che lavora in sinergia con le vitamine stabilizzando le nostre membrane cellulari. Il coenzima Q10 viene anche prodotto dall’organismo, ma la sua produzione diminuisce costantemente con l’età o a causa di patologie croniche e un’integrazione potrebbe essere consigliabile in caso di endometriosi.</p>
<h3><span style="font-size: 18pt; color: #737373;"><span style="font-size: 14pt;">ALIMENTI PER IL SUPPORTO EPATICO</span><br />
</span></h3>
<p>Una <strong>dieta mediterranea</strong> prevalentemente vegetariana è utile per ridurre la sintomatologia dell&#8217;endometriosi. I vegetali, infatti rappresentano una fonte essenziale di <strong>vitamine</strong>, <strong>coenzimi</strong> e <strong>antiossidanti</strong> che intervengono a supporto dei sistemi enzimatici detossificanti del fegato.</p>
<p>Migliorare i meccanismi di detossificazione è importante per ripulire dagli estrogeni, diminuire il carico di radicali liberi ed eliminare gli xenoestrogeni.</p>
<ul>
<li>Le <strong>crucifere</strong> come broccoli, cavolfiori, cavoli, cavolini di Bruxelles sono vegetali ad elevato contenuto di indolo-3-carbinolo che contribuisce alla metabolizzazione degli estrogeni nel fegato;</li>
<li>La <strong>quercetina</strong>, un antiossidante presente nelle mele, ciliegie, in alcuni bulbi come aglio e cipolla, in frutta e verdura di colore arancione, come alcuni agrumi, agisce come un potente antiossidante, ha proprietà antinfiammatorie e sarebbe in grado di inibire la crescita neoplastica;</li>
<li>La <strong>curcumina</strong> soprattutto abbinata alla <strong>piperina</strong> del pepe nero è ampiamente riconosciuta per i suoi benefici antinfiammatori e per l&#8217;attività antiossidante. Su modelli animali permetterebbe di prevenire e far regredire le lesioni endometriali;</li>
<li>Un&#8217;elevata assunzione di <strong>zucchero</strong> invece sarebbe associata come l’assunzione di <strong>caffeina</strong>, allo sviluppo e alla gravità dei sintomi dell&#8217;endometriosi.</li>
</ul>
<p>L’adeguato apporto di tutti questi nutrienti attraverso gli alimenti e l’opportuna integrazione, è quindi fondamentale per il supporto e la modulazione della sintomatologia dell&#8217;endometriosi e per dare qualità alla vita delle donne che ne soffrono.</p>
<hr class="lpn-sep" />
<p><span style="color: #737373; font-size: 12pt;"><span style="color: #737373;">Riferimenti Bigliografici:</span></span></p>
<p><a href="http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC7826862/"><span style="font-size: 12pt;">www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC7826862/</span></a><br />
<span style="font-size: 12pt;"><a href="http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC5625949/">www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC5625949/</a><br />
</span><span style="font-size: 12pt;"><a href="http://www.researchgate.net/publication/247770015">www.researchgate.net/publication/247770015</a><br />
</span><span style="font-size: 12pt;"><a href="https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/33435569/">https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/33435569/</a><br />
</span><span style="font-size: 12pt;"><a href="https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/33321760/">https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/33321760/</a><br />
</span><span style="font-size: 12pt;"><a href="http://www.scienceinquest.com/open-access/fulltext/jnds/nutritional-protocol-for-endometriosis.php">www.scienceinquest.com/open-access/fulltext/jnds/nutritional-protocol-for-endometriosis.php</a></span></p>
<hr class="lpn-sep" />
<p><span style="color: #737373; font-size: 12pt;"><span style="color: #737373;">Per approfondire:<br />
</span></span></p>
<ul>
<li><span style="font-size: 12pt;">Integrazione antiossidante: <a href="https://www.lipinutragen.it/integrazione-antiossidante/">https://www.lipinutragen.it/integrazione-antiossidante</a></span></li>
<li><span style="font-size: 12pt;">Fertilità: <a href="https://www.lipinutragen.it/fertilita-come-difendersi-dai-killer-invisibili/">https://www.lipinutragen.it/fertilita-come-difendersi-dai-killer-invisibili</a></span></li>
</ul>
<hr class="lpn-sep" />
<p><span style="color: #737373; font-size: 12pt;"><span style="color: #737373;">Articolo a cura di<br />
</span></span></p>
<p><span style="font-size: 12pt;"><a href="https://nutrizionistapuglia.wixsite.com/dr-nicolettabocchino/cucineinsincrono" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Dr.ssa Nicoletta Bocchino</a> – Biologo Nutrizionista</span></p>
<hr class="lpn-sep" />
<p><span style="font-size: 8pt;"><span style="font-size: 12pt;"><strong class="credits-label">Foto:</strong> 123RF Archivio Fotografico: 128228984 : ©rastudio / 123rf.com ; 38622451 : ©Sergei Vinogradov / 123rf.com</span></span></p>
<p class="alignnone" style="text-align: left;"><a href="https://www.lipinutragen.it/wp-content/uploads/Endometriosi-e-supporto-dalla-dieta-lipinutragen.pdf" target="_blank" rel="noopener"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone wp-image-6223" src="https://www.lipinutragen.it/wp-content/uploads/scarica-pdf.png" alt="" width="35" height="35" /></a> <a href="https://www.lipinutragen.it/wp-content/uploads/Endometriosi-e-supporto-dalla-dieta-lipinutragen.pdf" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><span style="font-size: 8pt;">Download</span></a></p></div>
			</div>
			</div>
				
				
				
				
			</div>
				
				
			</div>
<p>L'articolo "<a href="https://www.lipinutragen.it/endometriosi-e-supporto-dalla-dieta/">ENDOMETRIOSI e SUPPORTO DALLA DIETA</a>" è online sul blog di <a href="https://www.lipinutragen.it">Lipinutragen</a></p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.lipinutragen.it/endometriosi-e-supporto-dalla-dieta/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>INTEGRAZIONE ANTIOSSIDANTE</title>
		<link>https://www.lipinutragen.it/integrazione-antiossidante/</link>
					<comments>https://www.lipinutragen.it/integrazione-antiossidante/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lipinutragen]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 19 Mar 2021 11:30:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Salute e nutrizione molecolare]]></category>
		<category><![CDATA[Stile di vita e prevenzione]]></category>
		<category><![CDATA[antiossidanti]]></category>
		<category><![CDATA[antiox]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.lipinutragen.it/?p=9385/</guid>

					<description><![CDATA[<p>L'articolo "<a href="https://www.lipinutragen.it/integrazione-antiossidante/">INTEGRAZIONE ANTIOSSIDANTE</a>" è online sul blog di <a href="https://www.lipinutragen.it">Lipinutragen</a></p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div class="et_pb_section et_pb_section_7 et_section_regular" >
				
				
				
				
				
				
				<div class="et_pb_row et_pb_row_7">
				<div class="et_pb_column et_pb_column_4_4 et_pb_column_7  et_pb_css_mix_blend_mode_passthrough et-last-child">
				
				
				
				
				<div class="et_pb_module et_pb_text et_pb_text_8  et_pb_text_align_left et_pb_bg_layout_light">
				
				
				
				
				<div class="et_pb_text_inner"><p style="text-align: center;"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-11004 aligncenter" src="https://www.lipinutragen.it/wp-content/uploads/integrazione-antiossidante.jpg" alt="" width="770" height="275" /></p>
<h2><span style="color: #737373;">Verso l’integrazione consapevole<br /></span></h2>
<p>Continua la Rubrica “Scelta dell’Integratore” con l’articolo sugli ANTIOSSIDANTI. Attualmente sul mercato esiste una moltitudine di integratori alimentari ad attività antiossidante con il risultato che non è assolutamente facile individuare di cosa si ha bisogno.</p>
<p><em>Quali caratteristiche deve avere un integratore con attività antiossidante? A chi sono rivolti?</em> Come sceglierli? Partiamo dall’aspetto fisiologico per capire come agiscono gli antiossidanti, qual è il meccanismo, o meglio quali sono i vari meccanismi di azione, per cercare di dare una risposta a queste domande.</p>
<h3><span style="font-size: 18pt; color: #737373;">I RADICALI LIBERI e PRODUZIONE nelle CELLULE: sono FISIOLOGICI?<br /></span></h3>
<p>Le cellule, che formano i tessuti e sono unità fondamentali dell’organismo, sono soggette a diversi eventi che portano alla formazione di <strong>radicali liberi</strong>. In particolare, tra le <strong>Specie Reattive dell’Ossigeno (ROS)</strong>, che sono prodotti di reazioni chimiche catalizzate dalla luce oppure enzimatiche nelle stesse condizioni fisiologiche che utilizzano l’ossigeno, vengono generate <strong>specie radicaliche in cui l’ossigeno si trova con un solo elettrone e diviene molto reattivo</strong>. Il radicale cerca di ritornare alla condizione stabile, quella di molecola, sottraendo l’elettrone oppure l’atomo di idrogeno mancante, ma facendo così forma altre specie radicaliche ed <strong>innesca una reazione a catena</strong>, che si ferma soltanto quando il radicale incontra il naturale donatore di elettroni o idrogeno che è un enzima antiossidante. <strong>Vi sono anche altre molecole in grado di “fermare” il radicale centrato all’ossigeno, ovvero le VITAMINE o i COMPOSTI ANTIOSSIDANTI che si assumono dalla dieta</strong> (olio di oliva, verdure, frutta). Tenendo conto che questi composti non li produce l’organismo autonomamente, l’insieme di ENZIMI e MOLECOLE costituisce il cosiddetto <strong>NETWORK ANTIOSSIDANTE.</strong></p>
<p>Se la formazione delle specie radicaliche si mantiene in equilibrio con il network antiossidante, tutto resta entro valori “fisiologici”, altrimenti <strong>lo “stress radicalico” non viene fermato in tempo e il danneggiamento cellulare diviene eccessivo</strong>, causando la distruzione di molecole cruciali per la vita (DNA, proteine, lipidi) con danni al funzionamento di tutta la cellula.</p>
<p>Sapendo dell’esistenza di questo equilibrio<strong>, la produzione di radicali liberi non deve essere vista come un evento negativo</strong>, come invece si tende a fare, perché rappresenta un meccanismo fisiologico importante e necessario per l’attività dell’organismo; le specie ROS sono quelle prodotte da cellule del sistema immunitario (Macrofagi) per distruggere elementi patogeni quali batteri e virus, e possiamo soltanto immaginare cosa accadrebbe se non ci fossero. Inoltre, come studiato negli ultimi 30 anni, senza radicali liberi non si formerebbero DNA e prostaglandine, ovvero non si avrebbe la trasmissione ereditaria né la reazione cellulare infiammatoria ed antinfiammatoria.</p>
<p>Infine, il meccanismo fisiologico che da ossigeno ed elettroni porta all’energia cellulare nei mitocondri (organelli definiti “polmoni” della cellula) non avverrebbe, ed anche i nostri movimenti, o l’attività sportiva, non potrebbero realizzarsi.</p>
<p>Di contro, <strong>condizioni come sport intenso, stress psicofisico, infezioni, inquinamento ambientale, fumo, in combinazione a stili di vita sregolati e scarso apporto dietetico di antiossidanti</strong>, possono portare la cellula ad aumentare la produzione di radicali liberi e non avere altrettanto aumento di difese.</p>
<h3><span style="font-size: 18pt; color: #737373;">ANTIOSSIDANTI CONTRO I RADICALI LIBERI<br /></span></h3>
<p>Come abbiamo detto, i sistemi antiossidanti enzimatici e molecolari sono necessari al controllo dei radicali liberi.</p>
<p><a href="https://www.lipinutragen.it/wp-content/uploads/Antiox-grafico.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-11000 alignright" src="https://www.lipinutragen.it/wp-content/uploads/Antiox-grafico.jpg" alt="" width="404" height="290" /></a>Il compito di “disinnescare” i radicali liberi è affidato a:</p>
<ul>
<li><strong>Sistemi Endogeni</strong>, cioè prodotti e rigenerati dall’organismo stesso, come i sistemi basati su enzimi: Superossido dismutasi, Catalasi, Perossidasi, alcune proteine (Albumina), piccole molecole (Cisteina, Glutatione, Bilirubina, Acido urico, Coenzima Q10), che interagiscono con i radicali come spiegato precedentemente;</li>
<li><strong>Sistemi esogeni</strong>, ovvero provenienti soltanto da fonti esterne, che sono molecole assunte con l’alimentazione (presenti prevalentemente in frutta, verdura, cereali e legumi, olio di oliva, olive, tè verde), che supportano i meccanismi detossificanti endogeni. Si tratta per lo più di Vitamine A, C ed E, Minerali in particolare Selenio, Zinco e Rame e altre molecole Polifenoli, Flavonoidi, Licopene, Carotenoidi.</li>
</ul>
<p>È importante dire che ENTRAMBI i sistemi sono importanti, perché entrano in SINERGIA di attività e di rigenerazione, dopo la reazione con i radicali, in modo da mantenere sempre costante la quantità e la qualità delle loro componenti.[/vc_column_text][vc_column_text css=&#8221;.vc_custom_1615806435888{padding-bottom: 10px !important;}&#8221;]</p>
<h3><span style="font-size: 18pt; color: #737373;">STRESS OSSIDATIVO, QUALI CONSEGUENZE:<br /></span></h3>
<p><strong>Il network antiossidante con i sistemi endogeni ed esogeni sono la DIFESA contro i radicali liberi</strong>, e se il risultato sarà l’equilibrio, vuol dire che alla produzione di radicali liberi, anche sotto stress, si è riusciti a rispondere adeguatamente.</p>
<p>Se invece <strong>lo stress ossidativo prevale</strong>, la conseguenza è quella di accumulare <strong>prodotti di degradazione che accelerano l’invecchiamento cellulare</strong>, portando anche a segni evidenti di cedimento per la pelle, di <strong>indebolimento per il sistema immunitario</strong> e, se i danni provocano <strong>mutazioni del corredo genetico</strong>, anche ad aprire la porta al tumore.</p>
<h3><span style="font-size: 18pt; color: #737373;">INTEGRATORI ad ATTIVITÀ ANTIOSSIDANTE<br /></span></h3>
<p>Quante volte a causa delle scorrette abitudini alimentari, di un inappropriato stile e ambiente di vita (fumo, stress, esposizione a inquinanti), rischiamo di <strong>indebolire le “munizioni”</strong> di cui l’organismo dispone per equilibrare lo stress radicalico. Scarso apporto di frutta e verdura e olio di oliva, ma anche richiesta di elevata performance fisica e sport intenso, l’esposizione al sole o fonti di radiazioni, alcune malattie con forte componente ossidativa, come le patologie metaboliche e cardiovascolari, sono soltanto alcune delle condizioni nelle quali le difese antiossidanti si depauperano e lo stress ossidativo può non trovare compensazione.</p>
<p>In tutti questi casi, l’apporto di antiossidanti, sia attraverso l’alimentazione sia come integrazione, è fortemente consigliabile al fine di fornire all’organismo ciò di cui necessita, avendo cura d fornire sempre <strong>dosi bilanciate</strong> e <strong>molecole sinergiche</strong> nella loro funzione.</p>
<p><strong><a href="https://www.lipinutragen.it/wp-content/uploads/Antiox-visual.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-11001 alignright" src="https://www.lipinutragen.it/wp-content/uploads/Antiox-visual.jpg" alt="" width="404" height="290" /></a>Gli antiossidanti scelti con professionalità, consigliati quindi solo dopo un’approfondita valutazione, permetteranno, oltre che a mantenere un “network” completo ed efficiente, anche a darci i “segni” della riuscita della strategia</strong>, con:</p>
<ul>
<li>rafforzamento del <strong>sistema immunitario</strong> per mantenerlo attivo e reattivo;</li>
<li>prevenzione di <strong>invecchiamento cutaneo</strong> e formazione di rughe, conseguenza del deterioramento di importanti lipidi cutanei e delle fibre di collagene ed elastina correlato ai radicali liberi;</li>
<li>miglioramento di <strong>efficienza fisica e mentale</strong>, soprattutto quando siano evidenti cali di rendimento per il prolungamento dell’esposizione allo stress.</li>
<li>Miglioramento del <strong>controllo fisiologico nello sport</strong>, con riflessi sulle performance e sui tempi di recupero.</li>
</ul>
<h2><span style="font-size: 18pt; color: #737373;">ANTIOX advance, la RICARICA ANTIOSSIDANTE<br /></span></h2>
<p>ANTIOX <em>advance</em> nasce da una approfondita conoscenza dei meccanismi molecolari dello stress ossidativo e delle molecole indispensabili al suo controllo. <strong>La formulazione di un antiossidante non può non tenere conto della MEMBRANA CELLULARE, che è il primo sito di intercettazione dello stress trovandosi ad avvolgere ogni cellula del nostro corpo</strong>. Pertanto, la formulazione antiossidante avanzata si riconosce per essere <strong>composta da molecole che possono interagire con i radicali liberi sia in parti acquose che in parti “lipofile” (grasse)</strong> come quelle che compongono la membrana.</p>
<p>I due settori ACQUOSO E LIPOFILO convivono nella nostra cellula e, siccome in entrambi si genera lo stress, il network naturale agisce raggiungendoli entrambi. Assicuriamoci quindi che nella formulazione dell’antiossidante ci siano TUTTE E DUE LE TIPOLOGIE DI MOLECOLE, per avere un completo controllo.</p>
<p>In tal modo la formulazione è indicata nei casi di aumentato fabbisogno di sostanze ad azione antiossidante per agire in modo sinergico nel controllo dei radicali liberi e stress ossidativo e nel mantenimento delle funzionalità della membrana cellulare.</p>
<p>ANTIOX <em>advance</em> contiene <strong>un pool calibrato di molecole antiossidanti sinergiche</strong> per la protezione cellulare a 360 gradi. Nel dettaglio:</p>
<ul>
<li>triade antiossidante costituita da <strong>vitamine C (idrofila) ed E ed astaxantina</strong> (lipofile) per l’ottima protezione contro la perossidazione dei lipidi della membrana cellulare ed intercettare con meccanismi sinergici tutti l tipi di radicali prodotti nei compartimenti cellulari;</li>
<li><strong>Coenzima Q10</strong>, fondamentale elemento per perfezionare la sinergia con le vitamine per l’azione antiossidante;</li>
<li><strong>NADH</strong>, coenzima dall’attività ossido-riducente, cofattore di enzimi antiossidanti;</li>
</ul>
<p><strong>L-selenometionina contenente Selenio, </strong>elemento essenziale in molteplici reazioni biochimiche e coinvolto nel riciclo di glutatione ossidato, indispensabile nella catena respiratoria per la produzione di energia dove esplica anche attività antiossidante.</p>
<ul>
<li>Presenza di olio di oliva contenete polifenoli, la cui attività per la salute umana è oramai conclamata da secoli di storia e dall’epidemiologia della longevità.</li>
</ul>
<p><a href="https://www.lipinutragen.it/wp-content/uploads/Antiox-antiossidante.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignright size-full wp-image-10999" src="https://www.lipinutragen.it/wp-content/uploads/Antiox-antiossidante.jpg" alt="" width="404" height="290" /></a>ANTIOX <em>advance</em> presenta <strong>anche claim salutistici</strong> approvati da EFSA (agenzia europea per il cibo e la sicurezza) quali:</p>
<ul>
<li><u>Vitamine C ed E e Selenio</u> contribuisco alla protezione delle cellule dallo stress ossidativo.</li>
<li><u>Vitamina C</u> contribuisce alla riduzione del senso di stanchezza e di affaticamento.</li>
<li><u>Vitamina C e Selenio</u> contribuiscono al normale funzionamento del sistema immunitario.</li>
<li><u>Vitamina C e Selenio</u> contribuiscono al normale mantenimento di pelle, unghie e capelli.</li>
<li><u>Astaxantina</u> è un antiossidante.</li>
</ul>
<p>Con un’attenta scelta molecolare, ANTIOX <em>advance</em> permette l’intervento su tutte le modalità di funzionamento dei circuiti antiossidanti, con dosaggi bilanciati <strong>per evitare eccessi di supplementazione antiossidante</strong>. Una formulazione in pratiche capsule SOFT GEL assicura l’ottimale assorbimento intestinale e biodistribuzione.</p>
<hr class="lpn-sep" />
<p><span style="color: #737373; font-size: 12pt;"><span style="color: #737373;"><strong class="credits-label">Bibliografia:</strong><br /></span></span></p>
<ol>
<li><span style="font-size: 12pt;">Compendium of Chemical Terminology, 2nd ed. (the &#8220;Gold Book&#8221;). Compiled by A. D. McNaught and A. Wilkinson. Blackwell Scientific Publications, Oxford (1997). Online version (2019-)<em> created by S. J. Chalk. ISBN 0-9678550-9-8. </em><a href="https://doi.org/10.1351/goldbook">https://doi.org/10.1351/goldbook</a><em>.</em></span></li>
<li><span style="font-size: 12pt;">Membrana cellulare e lipidomica. Carla Ferreri e Chryssostomos Chatgilialoglu. 2014, CNR Edizioni</span></li>
<li><span style="font-size: 12pt;">Solomons TWG, Chimica organica, a cura di G. Ortaggi, D. Misiti, 2ª ed., Zanichelli, 1988, ISBN 88-08-09414-6.</span></li>
<li><span style="font-size: 12pt;">Muller FL, Lustgarten MS, Jang Y, Richardson A, Van Remmen H. Trends in oxidative aging theories. Free Radic Biol Med. 2007 Aug 15;43(4):477-503. doi: 10.1016/j.freeradbiomed.2007.03.034. Epub 2007 Apr 10. PMID: 17640558.</span></li>
<li><span style="font-size: 12pt;">Regolamento (UE) n. 432/2012 della Commissione, del 16 maggio 2012, relativo alla compilazione di un elenco di indicazioni sulla salute consentite sui prodotti alimentari, diverse da quelle facenti riferimento alla riduzione dei rischi di malattia e allo sviluppo e alla salute dei bambini.</span></li>
<li><span style="font-size: 12pt;">Decreto MinSal. 26/07/2019 &#8211; Disciplina dell&#8217;impiego negli integratori alimentari di sostanze e preparati vegetali.</span></li>
</ol>
<hr class="lpn-sep" />
<p><span style="color: #737373; font-size: 12pt;"><span style="color: #737373;"><strong class="credits-label">Articolo a cura del Gruppo Redazionale di Lipinutragen</strong><br /></span></span></p>
<p><span style="font-size: 12pt;">Le informazioni riportate non devono in alcun modo sostituire il rapporto diretto tra professionista della salute e paziente.</span></p>
<hr class="lpn-sep" />
<p><span style="font-size: 8pt;"><span style="font-size: 12pt;"><strong class="credits-label">Foto:</strong> 123RF Archivio Fotografico: 77467576 : ©guniita / 123rf.com | <span id="imageIdText">62564046:</span> @kwangmoo<span id="imageIdText"></span> / 123rf.com</span></span></p>
<p class="alignnone" style="text-align: left;"><a href="https://www.lipinutragen.it/wp-content/uploads/Integrazione-antiossidante-lipinutragen.pdf" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone wp-image-6223" src="https://www.lipinutragen.it/wp-content/uploads/scarica-pdf.png" alt="" width="35" height="35" /></a> <a href="https://www.lipinutragen.it/wp-content/uploads/Integrazione-antiossidante-lipinutragen.pdf" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><span style="font-size: 8pt;">Download</span></a></p></div>
			</div>
			</div>
				
				
				
				
			</div>
				
				
			</div>
<p>L'articolo "<a href="https://www.lipinutragen.it/integrazione-antiossidante/">INTEGRAZIONE ANTIOSSIDANTE</a>" è online sul blog di <a href="https://www.lipinutragen.it">Lipinutragen</a></p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.lipinutragen.it/integrazione-antiossidante/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Lo stress come Trigger di autoimmunità</title>
		<link>https://www.lipinutragen.it/stress-trigger-autoimmunita/</link>
					<comments>https://www.lipinutragen.it/stress-trigger-autoimmunita/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lipinutragen]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 05 Mar 2021 11:30:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Salute e nutrizione molecolare]]></category>
		<category><![CDATA[Stile di vita e prevenzione]]></category>
		<category><![CDATA[autoimmunità]]></category>
		<category><![CDATA[stress]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.lipinutragen.it/?p=9371/</guid>

					<description><![CDATA[<p>L'articolo "<a href="https://www.lipinutragen.it/stress-trigger-autoimmunita/">Lo stress come Trigger di autoimmunità</a>" è online sul blog di <a href="https://www.lipinutragen.it">Lipinutragen</a></p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div class="et_pb_section et_pb_section_8 et_section_regular" >
				
				
				
				
				
				
				<div class="et_pb_row et_pb_row_8">
				<div class="et_pb_column et_pb_column_4_4 et_pb_column_8  et_pb_css_mix_blend_mode_passthrough et-last-child">
				
				
				
				
				<div class="et_pb_module et_pb_text et_pb_text_9  et_pb_text_align_left et_pb_bg_layout_light">
				
				
				
				
				<div class="et_pb_text_inner"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-10982 aligncenter" src="https://www.lipinutragen.it/wp-content/uploads/stress-trigger-autoimmunita.jpg" alt="" width="770" height="275" /></p>
<h2><span style="color: #737373;">Immunità</span></h2>
<p>Il <a href="https://www.lipinutragen.it/omega-3-alleati-del-sistema-immunitario/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>sistema immunitario</strong></a> agisce attraverso due componenti:</p>
<ul>
<li>Il sistema immunitario <strong>innato</strong>, prima linea di difesa, rapido, efficace, ma senza memoria;</li>
<li>Il sistema immunitario <strong>adattativo</strong>, più lento, immagazzina informazioni, utilizza gli anticorpi prodotti dai linfociti B che vengono attivati dei linfociti T. Permette di sviluppare una memoria immunitaria.</li>
</ul>
<h3><span style="font-size: 18pt; color: #737373;">Tolleranza immunitaria<br />
</span></h3>
<p>Il sistema immunitario è normalmente tollerante verso tutte le proteine corporee, i cosiddetti antigeni self. Tale tolleranza viene a svilupparsi in seguito al contatto con gli antigeni self da parte dei linfociti durante la loro maturazione negli organi linfoidi primari cioè midollo osseo e timo oltre che fegato e milza nella vita fetale. La tolleranza può essere persa e indurre una inappropriata attivazione dei linfociti B produttori di anticorpi con processi infiammatori che impegnano organi o interi distretti.</p>
<h3><span style="font-size: 18pt; color: #737373;">Autoimmunità<br />
</span></h3>
<p>Nel momento in cui vengono a mancare i meccanismi di tolleranza, le cellule linfocitarie T del sistema immunitario possono andare incontro ad un’attività errata che innesca una serie di fenomeni a cascata. <strong>Conseguenza dell’alterazione e/o perdita della tolleranza verso il self è l’<a href="https://www.lipinutragen.it/autoimmunita-e-alimentazione/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">autoimmunità</a></strong>, nel corso della quale sono chiaramente riscontrabili alterazioni della risposta immunitaria con produzione di autoanticorpi, ovvero anticorpi diretti contro il self.</p>
<p>L’autoimmunità può essere una risposta fisiologica oppure patologica del sistema immunitario e in questo secondo caso può esitare nello sviluppo di anomalie cliniche, le patologie autoimmunitarie.</p>
<h3><span style="font-size: 18pt; color: #737373;">Le patologie autoimmunitarie<br />
</span></h3>
<p>Le patologie autoimmunitarie possono colpire un organo (come nei casi di: tiroidite di Hashimoto, Tireotossicosi di Graves, diabete di tipo I, myasthenia gravis) oppure interi apparati o distretti corporei (ad esempio: lupus eritematoso sistemico, sindrome di Sjogren).</p>
<p>Le cellule coinvolte nel meccanismo dell’autoimmunità sono principalmente linfociti T helper e i loro mediatori. Questi linfociti sono deputati ad istruire i linfociti B e le cellule natural killer nelle loro funzioni.</p>
<p>Le patologie autoimmunitarie sono multifattoriali e negli ultimi decenni si è assistito ad un <strong>continuo aumento della loro incidenza, influenzata da diversi fattori di rischio fra i quali la dieta e lo stress</strong>.</p>
<p><strong>Evidenze e studi clinici suggeriscono che lo stress possa svolgere un ruolo importante nell’eziopatogenesi di queste patologie</strong>. Lo stress psicologico, infatti, così come i meccanismi coinvolti per affrontarlo, attivano circuiti ormonali in grado di influenzare anche l’attività del sistema immunitario.</p>
<p>Almeno il 50% delle malattie autoimmunitarie è stato attribuito a trigger sconosciuti e gran parte dei pazienti autoimmunitari ha segnalato di aver vissuto uno stress emotivo straordinario prima dell’insorgenza della malattia. Lo stress inoltre avrebbe un ruolo di mantenimento e aggravamento del decorso della malattia.</p>
<h3><span style="font-size: 18pt; color: #737373;">Lo stress<br />
</span></h3>
<p>La definizione di stress risale ad Hans Seyle che già nel 1936 lo definì “sindrome generale di adattamento” cioè una <strong>fisiologica risposta dell’organismo alle modificazioni che ne turbino l’equilibrio psicofisico.</strong></p>
<p>In realtà la specie umana interagisce e risponde costantemente al mondo esterno con un comportamento di adattamento che ha come fine ultimo la sopravvivenza della specie. Lo stress, in tal modo inteso, non è dunque un evento negativo perché è commisurato alla capacità di controllo ed adattamento agli eventi da parte dell’individuo.</p>
<p>Quando gli eventi restano nei limiti di tollerabilità da parte dell’individuo, l’attivazione psicofisica indotta dallo stress risulta in un miglioramento di diverse prestazioni mentali del soggetto. <strong>Diviene invece un evento negativo quando</strong>, perdurando per tempi più o meno lunghi, con situazioni che mettano l’individuo in discussione riguardo la sua reale capacità di affrontare le situazioni, <strong>produce un disadattamento e lo induce a conferire eccessiva gravosità agli eventi e alla loro valutazione.</strong></p>
<p>La relazione tra stress e malattie autoimmunitarie è complessa ed è ancora oggetto di studio. Per artrite reumatoide, lupus eritematoso sistemico, malattie infiammatorie croniche intestinali (morbo di Chron, rettocolite ulcerosa e pancolite), sclerosi multipla e malattia di Graves è stato dimostrato che lo stress è associato all’esordio e all’esacerbazione della malattia. Nei soggetti affetti da psoriasi lo stress sembrerebbe ritardare la guarigione delle lesioni in corso di terapia.</p>
<h3><span style="font-size: 18pt; color: #737373;">La risposta allo stress<br />
</span></h3>
<p>La risposta allo stress è orchestrata dall’asse ipotalamo-ipofisi-surrene e dal sistema nervoso simpatico. La coordinazione di essi avviene attraverso risposte neurormonali mediate dai seguenti ormoni:</p>
<ul>
<li>adrenalina</li>
<li>noradrenalina</li>
<li>ormone di rilascio della corticotropina (CRH)</li>
<li>ormone adrenocorticotropo (ACTH)</li>
<li>glucocorticoidi, in particolare il cortisolo.</li>
</ul>
<p>Catecolammine e cortisolo esercitano, fra le altre cose, il controllo su diverse cellule del sistema immunitario.</p>
<p>In condizioni fisiologiche il sistema immunitario, in seguito alla stimolazione da parte degli ormoni dello stress si attiverà riducendo la produzione di citochine proinfiammatorie e stimolando la produzione di citochine antinfiammatorie.</p>
<h3><span style="font-size: 18pt; color: #737373;">Una risposta inadeguata<br />
</span></h3>
<p>In presenza di un adeguato ed efficiente meccanismo di regolazione un sistema a feedback negativo invierà il segnale di disattivazione dell’asse ipotalamo-ipofisi-surrene, proteggendo l’organismo dall’effetto di un eccesso di secrezione di citochine proinfiammatorie potenzialmente dannose per l’organismo.</p>
<p>In condizioni di stress cronico, soprattutto nei soggetti nei quali la fisiologica risposta adattativa lo stress è inadeguata, i mediatori dello stress invieranno un errato segnale per la gestione dello stress.</p>
<p>Tali disfunzioni dell’asse ipotalamo-ipofisi-surrene possono quindi comportare una maggiore suscettibilità nei confronti delle malattie infiammatorie e la severità dell’infiammazione stessa. Inoltre, un asse iperattivo in assenza di infiammazione, causa immunosoppressione e aumenta la suscettibilità all’infiammazione.</p>
<p>L’inadeguata risposta non solo manterrà attivato l’asse ipotalamo-ipofisi-surrene, ma condizionerà indirettamente altri sistemi regolatori come l’asse simpatico-surrene e l’asse ipotalamo-ipofisi-ovaio e ovviamente il sistema immunitario.</p>
<h3><span style="font-size: 18pt; color: #737373;">Stress e abitudini di vita<br />
</span></h3>
<p><a href="https://www.lipinutragen.it/wp-content/uploads/autoimmunita.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignright size-full wp-image-10980" src="https://www.lipinutragen.it/wp-content/uploads/autoimmunita.jpg" alt="" width="400" height="205" /></a>Sarebbe quindi opportuno che il trattamento della malattia autoimmunitaria includesse <strong>l’adesione a comportamenti utili a prevenire lo squilibrio immunitario correlato allo stress</strong>. Una buona qualità del sonno, una dieta corretta, che apporti tutti i micronutrienti antiossidanti dei vegetali, acidi grassi essenziali dei prodotti della pesca e di alcuni alimenti vegetali, pochi grassi saturi e alimenti processati, insieme ad un adeguato introito di acqua, sembrano essere una <strong>strategia nella prevenzione e nella gestione dello stress</strong>.</p>
<p>In particolare, occorre fare molta attenzione alla qualità degli acidi grassi introdotti con la dieta, soprattutto EPA e DHA, diretti responsabili della modulazione della cascata infiammatoria, fenomeno fisiologico cardine delle patologie autoimmunitarie. Il loro introito alimentare è squilibrato e molto spesso insufficiente. La dieta occidentale non ci aiuta e troppo spesso sopperiamo integrando con omega-3 in maniera non corretta. Sarebbe opportuno definire il profilo lipidico delle nostre membrane cellulari attraverso un’analisi lipidomica di membrana per poter gestire correttamente il delicato equilibrio alla base della salute delle nostre cellule e compiere scelte alimentari e di integrazione personalizzate, finalizzate alla prevenzione e alla cura.</p>
<hr class="lpn-sep" />
<p><span style="color: #737373;"><span style="font-size: 12pt;"><span style="color: #737373;"><strong class="credits-label">Bibliografia:</strong><br />
</span></span></span></p>
<p><span style="font-size: 12pt;">www.febs.onlinelibrary.wiley.com/doi/full/10.1002/1873-3<br />
</span><span style="font-size: 12pt;">www.frontiersin.org August 4, 2020 Volume 11 Article 1823<br />
</span><span style="font-size: 12pt;">www.sciencedirect.com/science/article/abs/pii/S1568997218301770#!<br />
</span><span style="font-size: 12pt;">www.onlinelibrary.wiley.com/doi/epdf/10.1111/pcn.12820<br />
</span><span style="font-size: 12pt;">medcraveonline.com/MOJI/the-role-of-il-17-secretion-in-mediating-the-influence-of-stress-on-cancer-and-other-human-systemic-diseases.html<br />
</span><span style="font-size: 12pt;">www.clinicaltrials.gov/ct2/show/NCT01115621<br />
</span><span style="font-size: 12pt;">www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC5498122/<br />
</span><span style="font-size: 12pt;">www.pnas.org/content/115/13/E2960.short<br />
</span><span style="font-size: 12pt;">www.pnas.org/content/109/16/5995.short<br />
</span><span style="font-size: 12pt;">www.imbio.it/possible-mechanisms-responsible-for-stress-predisposition-to-cancer-or-to-autoimmune-diseases/</span></p>
<hr class="lpn-sep" />
<p><span style="color: #737373; font-size: 12pt; "><span style="color: #737373;">Articolo a cura di</span></span></p>
<p><span style="font-size: 12pt;"><a href="http://nutrizionistapuglia.wix.com/dr-nicolettabocchino" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Dr.ssa Nicoletta Bocchino</a> – Biologo Nutrizionista</span></p>
<hr class="lpn-sep" />
<p><span style="font-size: 8pt;"><span style="font-size: 12pt;"><strong class="credits-label">Foto:</strong> 123RF Archivio Fotografico: 148499302 : ©GANNA MARTYSHEVA / 123rf.com | 146429617 : ©Ignacio Roca Benito / 123rf.com</span></span></p>
<p class="alignnone" style="text-align: left;"><a href="https://www.lipinutragen.it/wp-content/uploads/Stress-trigger-autoimmunita-lipinutragen.pdf" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone wp-image-6223" src="https://www.lipinutragen.it/wp-content/uploads/scarica-pdf.png" alt="" width="35" height="35" /></a> <a href="https://www.lipinutragen.it/wp-content/uploads/Stress-trigger-autoimmunita-lipinutragen.pdf" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><span style="font-size: 8pt;">Download</span></a></p></div>
			</div>
			</div>
				
				
				
				
			</div>
				
				
			</div>
<p>L'articolo "<a href="https://www.lipinutragen.it/stress-trigger-autoimmunita/">Lo stress come Trigger di autoimmunità</a>" è online sul blog di <a href="https://www.lipinutragen.it">Lipinutragen</a></p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.lipinutragen.it/stress-trigger-autoimmunita/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
	</channel>
</rss>
